[Semplici domande] Tra FRODE e FINANZA
| martedì 4 novembre 2008 | Scritto da Redazione - 97 letture |
di Giuseppe Lavalle
Ora che il grande clamore è passato finalmente si può ragionare.
Era un pò che ci rimuginavo sopra, ma poi, leggendo i giornali e guardando i vari tg, mi convincevo: parlano di CRISI, finanziaria per giunta, salvataggi di banche, iniezioni di liquidità, sedute di borse altalenanti.
Ed “è la domanda il nostro chiodo fisso”. Allora io, tanto per non sbagliare, me ne sono fatte un paio: ma alla fine i costi di questa CRISI chi li paga? E la domanda successiva è: ma sarà poi corretto usare il termine “crisi” o forse è meglio chiamarla “FRODE”?
Già, perché, se le parole per molti hanno un senso, per me, in questo caso, hanno anche un bel peso… L’altro giorno ero in banca, una grande banca, di quelle che danno fiducia per intenderci, e prima di infilarmi nell’ufficio dove ero atteso, mi accorgo che subito, lì, ci sono almeno una ventina di giovani anzianotti, in fila, che parlottano tra di loro, e di fianco ad ognuno di loro ci sono altre persone, probabilmente i figli, scuri in volto, quasi da quiete, prima della tempesta però.
Ne ho aspettati un paio di fuori. Uno si era fumato 20.000 euro, l’altro ben 65.000, e i rispettivi figli che inveivano contro di loro. Ad uno di questi la banca aveva proposto un fondo vincolato fino al 2013, in cui non era rimasto più nulla. Oh, badate che il giovane aveva 83 anni, e nel 2013 ne avrebbe avuti 88.

E’ passato poco più di un anno da quando Beppe Grillo
Il 26 settembre 2006, nel suo post dal titolo “Telecom: una storia italiana”, Grillo commentava le dimissioni di Tronchetti Provera : Si dimette lasciando 41 miliardi di debiti che rimangono, escludendo obbligazioni e cartolarizzazioni varie (i pagherò agli investitori), suppergiù quelli di Colaninno. Ma con in meno tutte le aziende vendute. Il colpevole è quindi chiaro. E’ il dito medio della mano invisibile del mercato. Che ha colpito tutti coloro che hanno perso il loro posto di lavoro e i loro risparmi investiti in azioni Telecom. E’ un dito che ci vede bene, benissimo. Per questo ignora manager e azionisti di controllo per i quali la Telecom è stato un grande affare, il migliore della loro vita.

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