[Er Monnezzaro]I rifiuti delle 3 Italie – Seconda parte
| lunedì 26 gennaio 2009 | Scritto da Dario Alberto Caprio - 186 letture |

SECONDA PARTE
(La prima parte dell’articolo)
3. Il Nord del riciclo e degli inceneritori. Il Mezzogiorno ancora delle discariche.
Anche per ciò che attiene alla gestione dei rifiuti urbani si appalesano evidenti differenze tra le diverse aree del Paese.
Occorre, innanzitutto, sottolineare come continui la riduzione in generale del ricorso alla discarica, che cresce nel 2006 di 0,7 punti percentuali rispetto al 2005; il ricorso alle altre forme di gestione appare, invece, abbastanza stabile: l’incenerimento registra una diminuzione dello 0,1%, mentre il trattamento meccanico biologico ed il compostaggio da matrici selezionate aumentano rispettivamente dello 0,6% e dello 0,2%.
Lo smaltimento in discarica, pur avendo avuto una leggera flessione nell’ultimo quinquennio (dal 59,5% al 47,9%), si conferma ancora la forma di gestione più diffusa.
Ci insegnano a ricordare le idee, perché gli uomini muoiono e ed invece le idee restano, durano nel tempo, sono immortali. Ma le idee non provano sentimenti, emozioni, non amano, non soffrono, non piangono, non possono essere sfiorate; non è di un’idea che sento la mancanza, ma di un uomo, un uomo che ha contribuito a rendere questo Paese più libero, moderno e democratico, un uomo che certamente, non dimenticherò mai.
Le immagini delle strade di Napoli invase dai rifiuti hanno fatto il giro del mondo. Inutile sottolineare il danno all’immagine subito dal Bel Paese sommerso da un fiume di “munnezza” più simile ad una favela brasiliana che ad una moderna metropoli europea. Di fronte all’insorgere di un problema per cui esistono le soluzioni tecniche le responsabilità ricadono interamente sulla politica. Alcuni commentatori hanno parlato del problema delle infiltrazioni malavitose nella gestione dei rifiuti e nella strumentalizzazione delle proteste dei cittadini contrari alla riapertura delle discariche. Senza dubbio la questione mafiosa è un dramma dell’Italia che nel Sud assume una dimensione emergenziale ma è altrettanto innegabile che se tale realtà esiste non si capisce perché non si verifica lo stesso fenomeno a Palermo piuttosto che a Reggio Calabria o a Bari.
Il problema “munnezza”, oggi noto al mondo, ieri solo ai cittadini campani mette alla berlina un sistema amministrativo ormai marcio e al collasso.
E’ da 14 lunghissimi anni che in Campania imperversa il problema dei rifiuti e del loro smaltimento. Un’emergenza continua, che va oltre l’immaginabile.

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