Camillo Prampolini – “Semplicemente” un socialista
| lunedì 7 aprile 2008 | Scritto da Tommaso Ciuffoletti - 943 letture |
Come piccolo contributo a chiarir chi fosse il socialista Camillo Prampolini (Reggio Emilia 1857 – Milano 1930) vi proponiamo un piccolo, ma significativo estratto dal Dizionario biografico de Il Movimento Operaio Italiano di Franco Andreucci e Tommaso Detti (Editori Riuniti, 1978, Roma). Una piccola parte delle oltre 10 pagine dedicate a Prampolini.
Inoltre vi alleghiamo anche la celebre Predica di Natale pubblicato sulla rivista “La Giustizia” il 24 Dicembre 1897. Al riguardo segnaliamo anche questo intervento di Mauro Del Bue del 20 dicembre 2007.
Prampolini Camillo
“[…] Nelle polemiche di corrente sostenne sempre l’indirizzo gradualista. In preparazione del congresso di Imola (6-9 settembre 1902) e successivamente, difese tale indirizzo soprattutto in polemica con Ferri […] Ma la presenza di P. nelle lotte interne e nei conflitti di carattere ideologico – pur non venendo mai meno nei congressi locali e nazionali – si era rarefatta e si manifestava solo in «in momenti di particolare gravità». Considerava «come assolutamente preminente il lavoro che oggi in gergo politico si chiama di base, il lavoro cioè di minuta propaganda, di organizzazione di leghe e cooperative, di cura delle amministrazioni comunali della sua zona, allo scopo di penetrare attraverso questi strumenti nei gangli delle strutture borghesi locali» (G. Arfé) […]. (continua…)
Ripercorrere, a grandi linee, la storia del socialismo italiano, significa porre la lente d’ingrandimento sugli eventi che hanno accompagnato, dalla nascita alla diaspora, quel partito dei lavoratori nato a Genova nel giorno di ferragosto del 1892.
E’ innegabile che la Costituente sia stata fondata dai partiti che si rifanno alla tradizione socialista della Prima Repubblica e del PSI in particolare. Ma se l’operazione consiste nel rimettere insieme alcuni cocci della vecchia diaspora fallirà miseramente. Queste sono parole che si sentono spesso, forse troppo, tra i compagni in questi mesi, ma ci tengo a ribadirle e a mostrarne il vero senso.
Ci son fortune che non si regalano facilmente. Accade infatti, nell’unico paese europeo avulso dalla socialdemocrazia, di poter assistere ad annose dispute tra chi fu comunista per finta (dicesi migliorista) e chi socialista all’italiana. I primi orgogliosi della loro appartenenza “perchè i socialisti italiani sono i peggiori d’europa”, i secondi a rivendicare la lungimiranza delle loro scelte.

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