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Plex - mercoledì 15 luglio 2009 - 282 views
La cronaca ufficiale del CN la trovate qui, il documento della segreteria approvato a maggioranza, seppure non larghissima, lo trovate qui, il documento bocciato (e non decaduto come dice la versione ufficiale) della minoranza di sinistra lo trovate qui. La registrazione su radioradicale (ma non ve la consiglio) è invece qui. Di seguito solo i pensieri di uno dei 12 contrari…

“Facciamo una verifica rapida rapida, chi preferisce anticipare il voto alle 16?”
E chi non preferirebbe anticiparlo sto benedetto voto? Caldo fà caldo, cose inutili ne sono state dette a tonnellate, nessuna o quasi pertinente al voto suddetto o anche solo parzialmente aderente alla realtà di qualcosa di più significativo di un simulacro di partito che non vive più nemmeno nei progetti dei suoi leaders o presunti tali. C’è pure lo sciopero dei treni e come dice il segretario: “Non possiamo affidare una votazione importante solo ai compagni di Roma e del Lazio!”. D’altronde qua “non siamo a una riunione della Garbatella” (cito a memoria dalle parole di Riccardo Nencini). E dunque pace se dei 50 iscritti a parlare non si arriverà al 40esimo, che poi sarei io, e pace se non avrò modo di dire a voce quello che mi accingo a scrivere in questo articolo. La presidente dell’assemblea, Pia Locatelli, ha fatto la sua domanda e ha avuto la sua risposta. Il voto si anticipa, il mio intervento salta. Read the rest of this entry »
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Francesco Maria Gennaro - venerdì 20 marzo 2009 - 390 views
Labouratorio non si tira indietro e con questo pezzo del buon Francesco, mette nero su bianco tante validissime ragioni per non appecoronarsi appresso al cartello Sinistra e Liberta’. Potrete non convenire ma bisogna riconoscere all’autore oltre alla coerenza anche la robustezza di alcuni degli argomenti che porta. Cio’ detto, molto presto comunicheremo e pubblicheremo il suo indirizzo per poterlo andare a menare sotto casa, tra l’altro, essendo conterraneo del sinistrorso Manfr, si puo’ approfittarne per menarli entrambi…
Perchè no!
Correva la primavera 2008, allor quando i socialisti tentavano di rialzarsi a seguito della disarmante debacle elettorale delle consultazioni politiche.
Archiviata la fallimentare stagione Boselli, bollata dai continui giudizi negativi (“vasta depressione”) del Colonnello Albano nella rubrica meteo-politica di labouratorio, il PS si accingeva affannosamente a rimettere assieme i cocci di un verdetto da prefisso telefonico. Stava vedendo la luce una nuova stagione all’insegna dell’autonomia e del riformismo tout court. Infatti, il congresso fondativo, di luglio, sancì l’abbrivio di un entusiasmante percorso coraggioso e dinamico, con la finalità di riportare il partito del neo-segretario Nencini al centro dell’agone politico.
Scelte “corsare”, piglio “garibaldino”, propensione anti-bipolare e collocazione flessibilmente intermedia, privilegiando la partnership (da sinistra) con i centristi di Casini, abbandonando pregiudizi e pregiudiziali circa la questione delle alleanze, delegando ai territori interessati tali scelte. La rinnovata creatura non smentì il deliberato di Montecatini, durante la sua prima uscita pubblica: convegno sul tema della giustizia promosso assieme all’Udc. Sin qui nulla quaestio.
Sarebbe stato inimmaginabile prevedere che di lì a poco il sogno di un nuovo Midas politico e di una nuova Rimini programmatica si infrangessero sul perpetrarsi di una nuova Bolognina. La conclusione Gauchista e neo-frontista di una parabola involutiva discendente da un iter perlomeno discutibile.
E’vero, eravamo talmente piccoli, da non poter incidere più di tanto negli eventi negativi che si sono susseguiti e ci hanno danneggiato. Ma in minima misura, la strada ce la siamo tracciata da soli. Se avessimo insistito su una posizione liberalsocialista riformista, senza occhiolini alla demagogia di Veltroni e ammiccamenti alla filosofia di Vendola, oggi non saremmo in queste condizioni. Senza contare l’ingresso organico in una coalizione perdente, magmatica e giustizialista guidata da un seguace di Di Pietro, come avvenuto in Abruzzo. Dimenticavo: correva la questione morale nel Partito Democratico, dalle proporzioni non indifferenti, che “naturalmente” non abbiamo cavalcato adeguatamente. Dopo il danno, anche la beffa, chapeau!
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Redazione - martedì 3 febbraio 2009 - 108 views
Nel grande circo che e’ il mondo si possono trovare i personaggi piu’ insoliti, le vicende umane piu’ tragiche, i fatti piu’ incredibili. Diciamo subito che Francesco Mosca non e’ cosi’ insolito, la sua vicenda non e’ affatto tragica, i fatti che gli sono accaduti non sono poi cosi’ incredibili.
Pur tuttavia ci sembrerebbe irriconoscente non dedicare su queste pagine un tributo a chi, con le sue scelte e le sua disavventure, ha animato queste pagine per tanti numeri. Del resto, Francesco Mosca incarna forse meglio di chiunque altro la parabola politica del socialismo italiano degli ultimi 16 anni.
Ha iniziato la sua vicenda politica all’indomani di tangentopoli iscrivendosi al SI, ha vissuto da vicino la stagione della diaspora socialista seguendone tutte le evoluzioni e convulsioni fino all’entusiasmo per la Rosa nel Pugno, quando diventa segretario della Federazione dei Giovani Socialisti. Dalla nascita della Costituente Socialista, di cui aveva previsto il fallimento, prova, senza troppo entusiasmo, a lanciare una costituente a livello giovanile, con scarsi esiti, fatto del quale in molti lo hanno rimproverato.
Discusso per la sua presunta subalternita’ all’innominabile Villetti, ha dimostrato la sua coerenza politica nella pur discussa scelta di schierare l’organizzazione giovanile a sostegno di una delle mozioni del congresso del PS.
Non ha mai avuto una grande fama al di fuori della FGS che pure trovava al suo interno strenui difensori del proprio segretario. Francesco Mosca e’ stato il segretario della FGS per due anni, sei mesi e 22 giorni. La sua vicenda umana e politica e’ stata profondamente legata a questa organizzazione. Per questo ancora maggiore deve essere stata la sua amarezza nel vedersi sfiduciato dai propri fedelissimi all’indomani di una lettera aperta al segretario del PS Nencini in cui coraggiosamente manifesta il suo nascente distacco dalla linea del partito. Quel distacco che trova compimento nella lettera di dimissioni che pubblichiamo qui.
Non prima di tributare il nostro plauso al gesto romantico che Francesco Mosca ha fatto ieri, presentandosi non atteso, al congresso dell’ “unica comunita’ politica in cui ancora si riconosce”, per “porgere l’altra guancia” ai compagni che lo avevano sfiduciato. Ha riconosciuto i propri errori ribadendo le proprie idee, si e’ dimesso da ogni carica. Chapeau.
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Andrea Natalini - venerdì 26 dicembre 2008 - 67 views
Leggevo sui giornali che qualcosa sta accadendo nella Sinistra italiana. Che cosa? Ma non era tutto finito? Un magma ancora incandescente . Una lenta digestione(non si sa di cosa), che da tempo le sta lacerando le viscere. Sono morti gloriosi partiti, uno il PCI di vecchiaia e l’altro il PSI di morte violenta e precoce, ma lo shock post trauma ancora non è passato del tutto, anzi si è entrati in una lunga degenza curativa, avendo sperato che qualche buon medico la rianimasse dalla paralisi. Questo processo è durato da troppo tempo, quasi 15 anni! Ebbene la ripresa da questo malessere, non è ancora avvenuta, anzi credo proprio che molti medici vicino al suo capezzale non abbiano avuto la volontà di operare. Tutti i chirurghi sono stati accecati dall’illusione che qualche medicina governativa la aiutasse a superare l’impasse post-ideologico senza bisogno di un’operazione che la rimettesse in carreggiata. Le medicine, i paliativi e le stampelle non aiutano chi ha una malattia cronica, infatti non è risultata la migliore cura per ridestare il paziente. Di chi è la colpa? Io credo che sia una commistione di fattori, i quali agendo con il tempo hanno influenzato e aggravato la malattia. Un malessere, dicevamo, che – per quanto riguarda un primo fattore – è stato generato da due tipi di virus con un ceppo comune: il neomassimalismo alternativo di matrice comunista e il cattocomunismo riformista dell’Ulivo-PD . Read the rest of this entry »
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Fabio Cruciani - venerdì 26 dicembre 2008 - 158 views
In queste settimane impazzano le discussioni e le polemiche relative alla collocazione europea del PD: PSE o non PSE?Uolter fa il solito balletto linguistico, piroettando su uno spettacolare “dialogheremo col PSE ma non saremo nel PSE”. Roba da far fregare le mani agli addetti ai lavori, e a chi mastica un pò di politica, e che non sopporta il maanchismo da prete di campagna del segretario del PD, mentre al cittadino “normale” la cosa scivolerà nell’indifferenza più totale.
L’Italia è un paese anomalo: a chiacchiere sono tutti di sinistra, ma nei fatti la maggioranza ce l’ha la destra.Motivo?E’ che ogni elettore di sinistra ha la propria personale idea di sinistra, come se fosse il proprio orticello di casa…
Un paese normale dovrebbe avere un grande partito ancorato al Socialismo Europeo e al massimo due sparute rappresentanze della Sinistra Europea e dei Liberali.
Un paese anormale invece ha il più grande partito di opposizione che si spacca tra PSE e ALDE, e che non sa dove andare in Europa (“a quel paese”, mi verrebbe da dire…), un partito di destra illiberale che invece sta a sinistra e addirittura aderisce all’ALDE (!), 2 partiti comunisti, un partito socialista, uno pseudo socialista e i Verdi.Roba da mettersi le mani nei capelli.
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Plex - lunedì 19 maggio 2008 - 481 views
Consapevoli di non poter passare alla storia, forse succubi di una sindrome di minorità, tipica di chi è erede di chi la storia l’ha fatta, i leaders della costituente stanno utilizzando gli ultimi giorni prima della presentazione delle mozioni in un’accanita discussione di geografia.
Geografia politica per la precisione, dividendosi in agguerrite fazioni che discettano se collocarsi a destra o a sinistra del PD.
Per carità, meglio del vuoto pneumatico che fin qui ha contraddistinto il dibattito precongressuale, ma ciononostante una discussione sterile.
Le possibili collocazioni emerse dal dibattito sono all’incirca due (e mezzo): la prima, in ordine cronologico, è quella proposta e riproposta da più parti di dare luogo a una nuova Epinay, dal nome della cittadina francese dove ebbe luogo il congresso con cui Francois Mitterand tenne a battesimo il PS francese, dando luogo ad un più vasto rassemblement socialista collocato a sinistra del PD. E’ questa anche la posizione della candidata Locatelli, che però non si sbilancia riguardo a come ci si dovrebbe porre rispetto al PD.
Ed in effetti è proprio in relazione ai partecipanti alla Epinay di cui sopra (SD?Rifondazione?Parti del PD?Vaste ma generiche forze della sinistra?) che le possibilità si moltiplicano e la chiarezza si perde dietro all’angoscioso dubbio: unire chi, dentro cosa? L’unica certezza di questa posizione, che vale come una posizione e mezzo, è che dobbiamo stare a sinistra del PD.
La seconda possibilità è stata esplicitata da Gianni De Michelis nella manifestazione fiorentina in cui dichiarava il suo possibile endorsment per la candidatura Nencini (a proposito, Nencini facci un fischio e dicci cosa pensi!): il PS deve diventare una zattera che galleggi tra PD e PDL.
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Plex - mercoledì 7 maggio 2008 - 839 views
Onorevole Nencini,
Le scrivo questa mia lettera aperta perché sento un bisogno profondo di mandarLa solennemente a quel paese spiegandoLe dettagliatamente il motivo.
Vede, da quando da diverse parti mi è giunta voce che Lei si sta dando da fare alacremente per perorare la causa della sua candidatura a segretario del mio partito, ho iniziato, come molti altri compagni, a scervellarmi giorno e notte per capire le sue intenzioni.
Mi sono lungamente interrogato su quali fossero le sue posizioni in merito alla linea politica che il nostro partito dovrebbe tenere (per intenderci, io la voglio autonomista!), ho trascorso le mie sere a cercare di indovinare il modo in cui lo avrebbe gestito questo benedetto partito (in caso cerchi di ricordarsi: apertura linearità e trasparenza!), e, pensi un po’, sono arrivato a pensare a lei anche prima di addormentarmi la sera, immaginando quali sarebbero state le battaglie su cui ci avrebbe tutti impegnati qualora investito dell’ambito (!?) ruolo (essere alternativo al PD e non entrarci dentro, tanto per essere chiari).
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Plex - mercoledì 7 maggio 2008 - 256 views

Le elezioni del 14 Aprile sembravano destinate a delineare il futuro assetto del sistema politico italiano. Le alternative erano fondamentalmente due: un bipartitismo pd- pdl e un sistema multipolare alla tedesca.
Gli schieramenti in campo, SA, PS, PD+IDV, UDC, PDL+Lega, Destra, tracciavano uno scenario di competizioni infrapartitica che spingeva verso la seconda possibilità, la legge elettorale col premio di maggioranza e i molteplici sbarramenti facilitava invece un’eliminazione delle forze minori per uno sbocco di tipo bipartitico.I risultati elettorali, nella misura in cui PD e PDL avrebbero sovrastato gli altri partiti, avrebbero determinato l’esito della tenzone tra i due assetti possibili.
Il risultato si presta a molteplici interpretazioni ma un fatto resta inequivocabile: il sistema non si è stabilizzato.
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Plex - mercoledì 30 aprile 2008 - 339 views

All’indomani della devastante catastrofe elettorale che ha fatto sprofondare quel che resta del socialismo italiano post-tangentopoli a un risultato addirittura inferiore a quelli già esigui dei micro-partiti della diaspora, la confusione, in casa PS, regna sovrana. In assenza di una linea politica precisa, i leaders della costituente procedono in ordine sparso tra dichiarazioni contradditorie e scelte poco comprensibili e condivise: c’è chi si smarca, come il disfattista Zavettieri, e chi si pannellizza, come il vivace Del Bue, e chi non sa che pesci pigliare, come il malcapitato Angius.
Le scontate dimissioni dalla carica di “segretario virtuale” di Enrico Boselli, non hanno fatto altro che accrescere il caos aprendo di fatto una lotta per la successione all’ambita carica di un partito che ha quasi più iscritti che voti!
Il mantra collettivo sembra essere dunque diventato la richiesta di un congresso che si suppone taumaturgico ma si sa già tardivo.
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Peppo - mercoledì 16 aprile 2008 - 270 views

Ho passato l’intera mattinata e buona parte della serata di ieri a leggere commenti sul risultato elettorale. Stessa cosa avranno fatto (la maggioranza di) quelli che mi stanno leggendo e ognuno avrà ormai raggiunto delle convinzioni che per quanto mi riguarda, spero di trovare condensate, tra qualche giorno, in qualche analisi che mi consenta di evitare di mettere nero su bianco i mille pensieri che adesso mi passano per la testa.
Quello che invece mi è chiaro fino a volerlo scrivere è l’idea che mi sono fatto sul futuro del PS perchè il passato è gratis, ma il futuro è sempre a pagamento.
Il disastro elettorale del PS (un partito con 75000 iscritti che raccoglie meno di cinque voti per ogni tessera è un assurdo) trae origine dall’accettazione da parte degli italiani dell’invito al voto ‘utile’ e al voto al ‘meno peggio’.
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Federico Boem - mercoledì 16 aprile 2008 - 296 views
Berlusconi è entrato in Matrix e fregandosene di regole e leggi ha mostrato a tutti come votare. Berlusconi ha poi precisato che l’Oracolo e il Mastro di Chiavi sono della stessa opinione e che l’agente Smith è comunista. “Praticamente sono già l’Eletto” ha concluso.
Casini ha fatto sapere che attenderà il risultato delle elezioni a casa con la famiglia. Quale delle due?
Bossi, quello un po’ malato e con la passione per i fucili, è deceduto nella sua villa di Beverly Hills e….ah no quello era Charlton Heston.
Al Falco e al Griso che lo ammonivano “Non s’ha da fare”, Veltroni ha risposto piangendo e commentando un pezzo jazz.
Gianfranco Fini ha detto…Come scusa? Chi?
Giunto alla fine dell’Arcobaleno, Bertinotti ha trovato una pentola d’oro e, gridando “questa è mia”, ha abbracciato il capitalismo seguendo lo gnomo custode nel PDL.
Daniela Santanchè contestata per aver fatto il saluto romano durante una visita a Predappio. Indignata si difende : “Macchè fascista, salutavo il Duce”.
Boselli, dopo aver accesso un cero alla Santa Vergine Maria per scongiurare uno sconfortante risultato elettorale, ha riaffermato la vocazione laica, liberale e pluralista del Partito Socialista.
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Andrea Natalini - mercoledì 16 aprile 2008 - 587 views
Vi scongiuro, non voglio sentir parlare di risultati finali anche perché sappiamo, dalla famosa massima di Trapattoni (”Non dire gatto se non l’hai nel sacco”), che ogni cosa che sarà detta potrà essere usata contro di noi. Non voglio sentir parlare benché mai di exit poll, anche perché abbiamo visto che nel 2006 non hanno fatto un figurone, anzi si sono dimostrati molto deboli e sensibili alle bugie degli italiani. Nel 2006 c’è stata la maggior concentrazione di fesserie dette fuori dai seggi che non ha avuto precedenti nella storia italiana. Molti elettori, che non hanno detto la verità alle società private di statistica, hanno reso la vita un inferno per questi poveri statistici. Persone bugiarde che – in un clima molto favorevole alla sinistra – vergognandosi del loro voto per Berlusconi (Forza Italia), hanno fatto sballare il sistema degli exit poll. Come si è spiegato poi che FI fosse il maggior partito d’Italia? Mistero della fede. Oppure per un ex RnP come me, i sondaggi dovrebbero essere oramai un tabu. Nel 2006 si contava molto sul voto d’opinione dei radicali…
L’avete visto voi? Numeri incredibili che facevano accapponare la pelle, si parlava di 3 milioni di persone che l’avrebbero votata, poi venne il responso finale dalle urne: un misero 2,6 che equivaleva a 990.000 elettori. Un pugno allo stomaco difficile da digerire. Dati i precedenti non molto incoraggianti gradirei – come si fa a Roma – un modo per scongiurare il malocchio, ma credo che sia impossibile.
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Andrea Natalini - lunedì 17 marzo 2008 - 266 views
Come afferma l’Ansa del 15 Marzo ci sono “Quindici aspiranti sindaco di Roma e 31 liste in competizione, questi sono i numeri della sfida per il Campidoglio al termine della due giorni di presentazione delle candidature.” Si può parlare adesso di una questione romana (mi dispiace per Guido Padalino), che interessa tutte le formazioni politiche. Sembra infatti che tutti i partiti in lizza a livello nazionale (almeno io mi riferirò a quelli con rilevanza storica e di consensi) abbiano rivolto il loro interesse anche a livello locale e in particolare a Roma. La Capitale in questo momento rappresenta il centro ed il punto di scontro della politica nazionale, come se in questo modo molti avversari politici abbiano capito che il punto debole del ‘Veltrusconi’ – con l’accordo della sicura vittoria di Rutelli – e dell Bipartitismo coatto, fosse proprio la città del ‘Cupolone’. Per onore della cronaca devo dire che esistono delle notizie che in questo momento lasciano un po’ di ottimismo (un ‘Ottimismo galoppante’) a tutti gli ‘afecionados’ del PS e di un sistema politico plurale. La prima notizia – che manderà in visibilio chi come me è sempre stato per scardinare un duopolio nazionale e locale – è che ci saranno molti candidati sindaco a Roma, proprio per far capire all’elettorato che esiste un’alternativa valida ‘all’inciucio’ Veltroni-Berlusconi. I candidati maggiori oltre a essere FRANCESCO RUTELLI (PD+SA) e GIANNI ALEMANNO (PDL), saranno anche FRANCO GRILLINI (PS), FRANCESCO STORACE (LA DESTRA), LUCIANO CIOCCHETTI (UDC) e ultimo in ordine di scesa in campo MARIO BACCINI (ROSA BIANCA). La seconda notizia importante è che i sondaggi Crespi-Ominroma, prendendo in considerazione quanto detto prima, danno in calo Rutelli dal 48,7% al 48% e invece Alemanno è salito di poco più di un punto dal 31,7% al 32,8%. Il dato dice che la sogna tra i due candidati si sta assottigliando, rendendo molto difficile che Rutelli vinca al primo turno come tutti immaginavamo. Read the rest of this entry »
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