Labouratorio

[Coppie di fatti] Quanto dura la luna di miele fra Silvio e gli italiani?

di Redazione - martedì 23 settembre 2008 - 225 views

di Nicola Carnovale

Se l’esito delle elezioni dello scorso aprile, era dato per scontato dalla stragrande maggioranza degli addetti ai lavori del mondo politico e di tutto ciò che in torno ad esso gravita, decisamente non si avevano certezze riguardo gli indici di gradimento di cui il nuovo governo avrebbe goduto nei mesi avvenire. La domanda che riecheggiava (e che riecheggia) – visti i trascorsi non certo idilliaci dei precedenti governi – è quanto duratura potesse essere “la luna di miele” tra Berlusconi ed il paese. Ma soprattutto, che tipo di reazioni si sarebbe manifestata innanzi ai primi provvedimenti di una stagione difficile che lo stesso premier, accortamente, annunciò essere contrassegnata da sacrifici.

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Tags: Alitalia, commissione riforme, governo prodi, luna di miele, manovra finanziaria su base triennale, ministro brunetta, ministro gelmini, nicola carnovale, popolo delle libertà, riforma scolastica, silvio berlusconi, sondaggi gradimento governo

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[Ad un mese dal voto] Oltre le ideologie

di Redazione - martedì 27 maggio 2008 - 221 views

articolo di Nicola Carnovale

E’ trascorso poco più di un mese dalle elezioni politiche che hanno dato al nostro paese un nuovo governo ed un nuovo leader espressione di un’ampia maggioranza, figlia di una moltitudine di speranze, attese, ma soprattutto paure, che vivono e crescono all’interno della nostra società. Forse, più di ogni altro partito e di ogni altra forza politica, i raggruppamenti che meglio hanno saputo carpire lo stato d’animo reale presente nel paese, sono stati la Lega Nord e L’Italia dei Valori.
Il dato elettorale delle due forze, va ovviamente analizzato nel contesto formatosi del voto utile, che ha finito per incidere notevolmente, in maniera più che positiva, per quelle forze che godevano di un collegamento con il due grandi contenitori, Pd e Pdl. Ma dall’affermare il vantaggio di un collegamento a farlo diventare esclusiva discriminante a cui ricondurre il sorprendente risultato di entrambe le forze in questione – specie per quella dell’anti-bandolero per eccellenza Tonino – meno per la Lega – sarebbe non solo un errore politico per il futuro, ma dimostrerebbe una valutazione superficiale ed una incomprensione profonda, sui processi sociali in atto nel nostro paese.

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Tags: Antonio Di Pietro, destra/sinistra, elezioni politiche, Europa, giulio tremonti, ideologie politiche, italia dei valori, lega nord, nicola carnovale, Partito Democratico, popolo delle libertà, Tito Boeri

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[Ad un mese dal voto] Per le riforme condivise

di Redazione - martedì 27 maggio 2008 - 259 views

articolo di Federico Cencini

Dopo la scottante sconfitta elettorale che ha visto il Partito Socialista uscire dalle aule parlamentari bisogna domandarsi, in primo luogo, come si è arrivati a questa situazione e riflettere sui temi sociali (fra i quali, i più importanti, sono Giustizia, Lavoro, Sicurezza) che sono molto importanti per la vita dei cittadini.
Sentirsi padroni a casa nostra è un diritto/dovere sancito dalla Costituzione e dalle leggi di questo stato. La sinistra italiana deve ritornare in mezzo alla gente e capire i malumori che sono presenti attualmente nella società italiana. In secondo luogo ha contribuito alla sconfitta elettorale lo scarso senso di responsabilità di una parte della maggioranza che sosteneva il governo Prodi.

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[n.23] Labouratorio e la ciccia socialista

di Redazione - lunedì 19 maggio 2008 - 646 views

Eppur si muove. Il dibattito pre-congressuale del Partito Socialista – pur nel permanere di clandestinità latenti – inizia a muoversi. Ma qua, as usual, si è all’avanguardia e mentre gli altri ancora si stiracchiano Labouratorio sculetta allegramente davanti al proprio barbecue di spunti di dibattito. E per non farvi mancare nulla son pure tornate le previsioni del colonnello Albano. Un numero per buongustai, buon appetito!
T.C

Editoriale di Carlo D’Ippoliti

Il dibattito politico interno al PS ricorda la passata campagna elettorale: tutti a fare a chi ce l’ha più riformista. (il partito, o il leader)
QUALI “riforme” fare, non molti si degnano di precisarlo. In realtà, se non quando veramente costretto, fuori delle aule parlamentari il dibattito politico italiano non parla di contenuti. Almeno dall’inizio della Seconda Repubblica.
Da allora, Sartori si sbraccia di dirci che la colpa, della degenerata politique politicienne, è nel numero eccessivo e nelle manie di protagonismo dei piccoli partiti. Peccato che, morti i “nanetti”, lui stesso non trovi niente di meglio da dirci, che riproporre la (errata) teoria della sovrappopolazione di Malthus. Tremonti d’altronde, ha definitivamente chiarito che il PdL è un partito conservatore, non liberale, e ci ha dato la sua visione della globalizzazione (visione, purtroppo o per fortuna, ignorata dal dibattito).
Di contenuti di rilievo -ciccia- c’è poco altro.
Insomma, se la gente si disinteressa di politica, o cade nell’antipolitica, non me la sento di dire che è colpa sua. Vi interessereste voi di sapere chi prende la poltrona di Ministro per l’attuazione del programma? Se state leggendo questo editoriale forse sì, ma la colpa è vostra.
Sarebbe interessante aprire un dibattito sul dibattito, ovvero sulle ragioni del suo inaridimento. Dalla comprensione di questo, potremmo identificare spazi politici (e forse editoriali) da cui ricominciare a fare una politica che sia un po’ più interessante dell’annosa questione se il PS debba stare a sinistra del PD ma a destra di SA, o a destra del PD e a sinistra del PdL. (scusate sono un povero ingenuo, ma è uno dei privilegi che preferisco, per noi accademici nelle torri d’avorio)

Provo allora a buttar giù qualche ipotesi (in ordine sparso) che, guarda caso, nasconde anche qualche implicita risposta alla domanda “di quali riforme parliamo?”.

1. i partiti si sono lanciati alla conquista del favore di Confindustria, favore divenuto finalmente accessibile in regime di concorrenza tra più partiti, dopo l’abbandono da parte del P-DS dell’ideologia comunista.
2. i politici hanno creduto alla teoria dell’elettore mediano, ovvero che le elezioni si vincono al centro, convergendo obiettivamente nei programmi e nella prassi.
3. nel settore della stampa e dell’informazione non vige la minima concorrenza. I giornali più agguerriti e indipendenti al massimo “fanno commento”, ma certo non fanno informazione.
4. l’università è ormai frantumata in un pulviscolo di micro-sedi, che rende la vita impossibile ai professori, oberati di cattedre da spartirsi e senza più tempo per dedicarsi alla società.
5. gli intellettuali non hanno più un ruolo sociale. (scusa, chi?)
6. l’enorme ulteriore concentrazione di potere finanziario e industriale che si è avuta nel nostro Paese negli ultimi decenni ha eliminato un buon numero di conflitti di interesse, nella società e nella politica: non c’è più molto di cui discutere dal punto di vista dei “poteri forti”.
7. ci sono ancora in Italia troppe poche lobbies, e troppo piccole, opache e malamente organizzate.
8. l’economia sembra ormai l’unico argomento di cui valga la pena dibattere, ma a livello teorico e metodologico si tratta purtroppo della più semplicistica e ideologica delle scienze sociali.
9. il mondo è effettivamente cambiato troppo velocemente rispetto ai tempi in cui si è formata l’attuale classe dirigente italiana (uomini, ultrasessantenni, tendenzialmente ex-DC ex-PCI o ex-PSI), ed è oggi molto difficile da interpretare (soprattutto per loro).
10. le istituzioni sovranazionali e internazionali limitano effettivamente il potere decisionale (ovvero la scelta degli obiettivi) della politica nazionale, mentre le mutate condizioni politico-economiche ne limitano decisamente l’efficacia (ovvero la forza degli strumenti).
11. dal punto di vista culturale abbiamo ormai abbracciato il leaderismo in versione Berlusconi, cioè la selezione non del partito ma del leader, e sulla base delle vere o presunte qualità personali (ad esempio la possibilità di (sotto)mettere daccordo i notabili del partito) e non delle sue opinioni.

Come conseguenza, credo che la sterilità del dibattito crei “nicchie di mercato”, completamente trascurate dal Veltrusconi. In politichese, lo spazio c’è.
Ma per ora mi piacerebbe si discutesse almeno un po’ del perché in Italia non si può (più) parlare di contenuti, in politica.

SOMMARIO DEL N.23

  • [#23] Labouratorio e la ciccia socialista
  • [Carne al fuoco] Il punto dopo gli spunti
  • [Carne al fuoco] Chi non passa alla storia, passa alla geografia
  • [Carne al fuoco] Sulla proposta di Lanfranco Turci
  • [Carne al fuoco] Un partito non può vivere senza un’idea
  • [Il meteo del colonnello Albano] Il gran ritorno!
  • [What's going on] I primi vagiti del Veltrusconi
  • [What went on] 34 anni fa un’Italia un po’ più civile
  • [Partiture Riformiste] Fra etica e politica

Tags: carlo d'ippoliti, confindustria, Economia, giovanni sartori, giulio tremonti, istituzioni nazionali e sovranazionali, lobbies, nicchie di mercato, Partito Socialista, popolo delle libertà, poteri forti, seconda repubblica, stampa e informazione, thomas robert malthus, università

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[What's going on] I primi vagiti del Veltrusconi

di Bello Antonio - lunedì 19 maggio 2008 - 278 views

“La politica è sangue e merda” così la pensava un vecchio notabile del Psi craxiano, Rino Formica.

Questa frase vuol significare che spesso le apparenze politiche e le conseguenti prese di posizione sottendono strategie e interessi che chi non mastica politica non riesce sempre a cogliere.

In questi giorni il dibattito politico si è focalizzato sulla “pax” politica Pdl-Pd, è stata una settimana in cui si sono susseguite dichiarazioni d’intenti,buoni propositi,accordi sulle riforme, tutto ovviamente nell’interesse del paese, ma quali sono in realtà gli interessi che le due parti in causa perseguono?

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Tags: antiberlusconismo, Berlusconi, italia dei valori, Partito Democratico, pax politica, PD, PdL, popolo delle libertà, Rai, Rino Formica, sangue e merda, silvio berlusconi, Veltroni, Walter Veltroni

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[Laicamente] Ci voleva un nuovo governo Berlusconi per …

di Redazione - martedì 13 maggio 2008 - 435 views

articolo di Luca Bagatin

Ci voleva un Governo di centrodestra per avere ben 3 ministri liberalsocialisti, un radicale e molti laici al punto che Luca Volontè dell’Udc, su “Libero” dell’8 maggio, polemizza denunciando la pressoché totale assenza dei cattolici impegnati in politica.
Ci voleva un nuovo Governo Berlusconi per far strabuzzare gli occhi a tutti noi laici, liberali, repubblicani che sino all’altro giorno lo vedevamo come il fumo negli occhi (ma mai tanto quanto la compagine “democrat-cattocom” prodiana) e che sospettavamo avrebbe aperto ad un Governo di inciuci con Veltroni & Co. che spazzasse via tutte le nostre battaglie e la nostra storia autenticamente civile ed occidentale.
Ed invece, con l’ottimo Maurizio Sacconi al Welfare ed alla Salute; con i liberalissimo e storicamente liberalsocialista Renato Brunetta all’Innovazione tecnologica (già consigliere economico del Governo Craxi negli anni ‘80); Franco Frattini agli Esteri (ma non ci sarebbe dispiaciuta nemmeno la pasionaria Margherita Boniver); il radicale Elio Vito ai Repporti con il Parlamento e la laicissima e impegnatissima Stefania Prestigiacomo all’Ambiente, ci riteniamo davvero rassicurati e, diciamolo pure, pressoché totalmente soddisfatti ed entusiasti.

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[Leftism] Sinistra ad assetto variabile

di Plex - mercoledì 7 maggio 2008 - 256 views

Le elezioni del 14 Aprile sembravano destinate a delineare il futuro assetto del sistema politico italiano. Le alternative erano fondamentalmente due: un bipartitismo pd- pdl e un sistema multipolare alla tedesca.

Gli schieramenti in campo, SA, PS, PD+IDV, UDC, PDL+Lega, Destra, tracciavano uno scenario di competizioni infrapartitica che spingeva verso la seconda possibilità, la legge elettorale col premio di maggioranza e i molteplici sbarramenti facilitava invece un’eliminazione delle forze minori per uno sbocco di tipo bipartitico.I risultati elettorali, nella misura in cui PD e PDL avrebbero sovrastato gli altri partiti, avrebbero determinato l’esito della tenzone tra i due assetti possibili.
Il risultato si presta a molteplici interpretazioni ma un fatto resta inequivocabile: il sistema non si è stabilizzato.

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[n.20] Labouratorio e i Compagni di Scuola

di Tommaso Ciuffoletti - mercoledì 30 aprile 2008 - 464 views

Per i compagni di scuola le lezioni sono concluse. Dopo la full-immersion del corso primaverile 2008 crediamo sia giunta l’ora di raccogliere i panierini ed intraprendere la via della vita … quella privata.
I compagni di scuola, riprendendo la formula brillante coniata da Andrea Romano, sono quegli uomini e donne che hanno formato la principale classe dirigente della sinistra italiana degli ultimi disastrosi 20 anni. Una generazione di dirigenti che son passati attraverso gli ultimi sussulti del Pci, hanno assecondato il delirio politico di Mani Pulite senza capire che lì veniva violentata la sinistra italiana, son sopravvissuti al disastro della gioiosa macchina da guerra di Occhetto, han tolto una P per diventare Ds, fino a tentare il salto mortale del Partito Democratico. Il tutto senza mai riuscire ad essere altro che ex-comunisti e vivendo la gran parte della propria parabola politica in un paese che a tutte le elezioni politiche (anche quelle che han portato Prodi al governo nel ’96 e nel 2006) ha preferito votare a destra che a sinistra. Oggi, quella parabola si avvia alla conclusione.

Massimo D’Alema, Livia Turco, Fabio Mussi, Antonio Bassolino, Claudio Petruccioli e Piero Fassino, entrati nella segretaria nazionale del Pci nel 1987, hanno, attraverso percorsi diversi ed in modi diversi, preso la via dell’uscio, come si dice a Firenze. Adesso pare che la campanella sia suonata anche per Walter Veltroni.
Chi scrive non se ne dispiacerà troppo. “Raramente quella generazione ha accettato di non avere nulla da dire, dopo lo stravolgimento delle coordinate che ne avevano accompagnato la formazione e l’ascesa. Così come non ha mai accettato di passare la mano dopo le sconfitte, di misurarsi con l’elaborazione profonda delle ragioni soggettive e politiche di quei rovesci, scegliendo invece la strada più sbrigativa delle molte abiure e delle nuove verginità”. Mai ripensata in termini collettivi e politici la propria storia e quella dell’esperienza politica del Pci, mai affrontato realmente il nodo del confronto con l’eredità di Craxi e dell’ultima esperienza innovativa della sinistra italiana, mai avuto l’ardire di rischiare fino in fondo (e chissà che non sia stato forse Occhetto il più temerario).

Non potevano più dirsi comunisti, ancor meno potevano e volevano essere socialisti in Italia. Hanno così camminato per anni sul filo del non essere politico. Troppo impegnati a mantenersi in equilibrio per capire che era necessario saltare anche a costo di farsi male; perché sotto di loro, intanto, crollava il pavimento dell’Italia berlusconiana. Ogni passo fatto su quel maledetto filo del non essere è stata un’occasione persa per provare a rimettere i piedi a terra. Il salto mortale del PD è arrivato tardi ed è stato fatto pure male. Ma poco cambia, perché intanto il paese si è mosso sotto di loro ed oggi ci consegna un centrodestra mai così vicino a cristallizzare un blocco di consenso vincente per lunghi anni (leggere l’ultimo libro di Tremonti per approfondire).

Qualcuno potrà vederla come una vendetta della storia, ma la storia non è giusta, è solo spietata. E la più grande spietatezza sarebbe se oggi, qualcuno di quei compagni, avesse intenzione di non lasciare definitivamente la scuola, attardandosi ancora tra i corridoi della sconfitta. Siamo sinceri, non avrebbe senso riprovare. Non ci sono più esami di settembre.

Sommario del n. 20

  • [n.20] Labouratorio e i Compagni di Scuola
  • [PS] Problemi scottanti (foglie di fico, Cavriago, Lenin e il pianeta Papalla)
  • [PS] Tutti a Congresso, ma per fare che?
  • [Chianciano Pannelliano] Marco è uno stronzo e Chianciano è una stronzata … ma io ci vado
  • [Chianciano Pannelliano] Non ci vado ma faccio il tifo
  • [Uniti nella sconfitta] E a Sinistra giovanilmente vorrei …

    Labouratorio: Numero 20

Tags: achille occhetto, andrea romano, bettino craxi, claudio petruccioli, compagni di scuola, fabio mussi, giulio tremonti, livia turco, Massimo D'Alema, partito comunista italiano, Partito Democratico, partito socialista italiano, Piero Fassino, popolo delle libertà, romano prodi, segreteria natta, silvio berlusconi, Walter Veltroni

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[PostElezioni] La disfatta annunciata della sinistra italiana

di Plex - mercoledì 16 aprile 2008 - 261 views

Si può fare, recitava un famoso slogan di una campagna elettorale di qualche tempo fa. E deve essere stata per quella voluta ambiguità dello slogan che tanti sostenitori di quel partito avvertono oggi un generale senso di smarrimento di fronte alla devastante vittoria di Berlusconi.

Tutti a ripetere bovinamente che si, si poteva fare, e nemmeno uno che si premurasse di chiedere cosa fosse possibile fare.

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Tags: andrea pisauro, arcore, Berlusconi, elezioni, Gianfranco Fini, Partito Socialista, Pierferdinando Casini, popolo delle libertà, silvio berlusconi, UDC, Veltroni, Walter Veltroni

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Dialogo semi-serio tra due elettori potenziali

di Celestino Di Corato - lunedì 25 febbraio 2008 - 215 views

boninunch.jpg-Emma Bonino è del Pd. Stai scherzando?
-No, ti garantisco.
-E il partito radicale, le battaglie sui diritti civili, i referendum,…
-In soffitta. Un calcolo di logica. Sai il 4% è dura, anche con l’aiuto dei socialisti.
-Ed ora sta con la Binetti, mi dirai c’è anche Oddifreddi, peccato che la prima sia molto ascoltata mentre il secondo…. Stessa sorte toccherà alla micro-pattuglia radicale nel Pd.
-Che forza, chi l’ho avrebbe mai detto…, si sarà conclusa quella stagione di contrapposizione tra laici e cattolici…,
-Che fortuna. Non se ne poteva più, e pagate l’ici, e l’otto per mille, e la scuola pubblica. Questi devono pure campà.
-Eh già… , poi li si accusa ogni volta che dicono qualcosa sulla famiglia, sull’ aborto, l’ eutanasia. Li chiamano diritti civili, ma che siamo pazzi…
-Hanno fatto bene, qualcuno diceva primum vivere…
-Vivere beh…, ma non si sono sciolti nel pd!
-Guarda ormai la gente è stanca, non se ne può più con tutti questi partitini, Veltroni e Berlusconi hanno fatto bene, via tutti i piccoli, semplifichiamo il quado politico…
-Si, sono d’accordo, ad esempio il Partito socialista, non vuole entrare ne Partito democratico, con questa storia dell’ autonomia, della dignità, di fare in Italia come in Europa un Partito Socialista. Che entri nel pd?
-Gia, ma mi sta sorgendo un dubbio ma la compagine veltroniana fa riferimento….
-No, si fa un bel salto oltreoceano ed eccoti il corrispettivo. Ancora socialismo, qualcosa di superato.
-Hai proprio ragione. Dobbiamo scegliere o Pd o Pdl.
-Non c’è dubbio loro sono per la semplificazione, hanno usato due nomi simili per noi…, ci hai fatto caso c’è solo una “l” di differenza, per aiutarci nella scelta.
-C’è solo una “l” di differenza, non ci avevo pensato.
-Anche i programmi sono simili, per non creare confusione.
- Sceglierò sicuramente tra i due.
- Ovvio.

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Previsioni del tempo per la settima settimana del 2008

di Antonio Albano - lunedì 18 febbraio 2008 - 541 views

Meteo del colonnello AlbanoQueste le temperature medie registrate questa settimana :P D: 35.5%
Pdl:42,5%
Rosa Bianca:5%
Cosa Rossa:10,3%
PS:n.p.

Tempo previsto per la prossima settimana:

Pioverà in zona Chigi:Prodi ha dichiarato, mentre assestava un uppercut al viso a Mastella, che ci vuole pazienza per guidare il paese!
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Dal “bipolarismo bastardo” al “bipartitismo stronzo”

di Redazione - lunedì 11 febbraio 2008 - 410 views

di Alessandro Guadagni

Bipartismo Stronzo

Si sa, l’Italia è da sempre un laboratorio di esperimenti politici di altissimo livello. I Comuni, le convergenze parallele, la non sfiducia, la conventio ad excludendum. Fra questi spunta ormai da qualche anno il “bipolarismo bastardo”, o muscolare, o coatto, che dir si voglia. Read the rest of this entry »

Tags: bipartitismo, bipolarismo, bipolarismo bastardo, PD, popolo delle libertà

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“Previsioni del tempo” per la seconda settimana di Dicembre

di Antonio Albano - lunedì 10 dicembre 2007 - 683 views

Queste le temperature medie registrate questa settimana:
PD: 27%
Pdl:27,5%
AN:11%
Cosa Bianca:6.5%
Cosa Rossa:9%
Lega:5.5%
PS:n.p.
Governo:0%
Tempo previsto per questa settimana:
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