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	<title>Labouratorio &#187; Partito Socialista</title>
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	<description>Magazine di sperimentazione alchemica per una generazione che non c&#039;è</description>
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		<title>[Sinistra e sbrodolii] Per smettere di parlarci addosso</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 22:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Demi Romeo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trascorrono i giorni e i mesi. Assemblee, seminari, consigli nazionali e direttivi si susseguono ormai di consueto, quasi a voler precisare passo per passo la volontà da parte di un’intera comunità di costruire un percorso innovativo, plurale, di sintesi e di rilancio della proposta politica di Sinistra nel Belpaese. Quante volte in seno alla presentazione di… <a href="http://www.labouratorio.it/2009/07/15/sinistra-e-sbrodolii-per-smettere-di-parlarci-addosso/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1829" title="all_work" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2009/07/all_work.PNG" alt="all_work" width="448" height="265" /></p>
<p>Trascorrono i giorni e i mesi.<br />
Assemblee, seminari, consigli nazionali e direttivi si susseguono ormai di consueto, quasi a voler precisare passo per passo la volontà da parte di un’intera comunità di costruire un percorso innovativo, plurale, di sintesi e di rilancio della proposta politica di Sinistra nel Belpaese. Quante volte in seno alla presentazione di ‘Sinistra E Libertà’ abbiamo udito frasi altisonanti ed incisive rivolte alle tante piazze affollate durante i vari momenti elettorali.</p>
<p><span id="more-1802"></span></p>
<p>La Sinistra del “partire” si è detto; la restituzione simbolica del principio di “Libertà” al patrimonio storico delle lotte sui posti di Lavoro e a tutela degli Emarginati sociali; “non mollare” &#8211; citazione di rosselliana memoria &#8211; affinché l’obiettivo della ‘nuova Sinistra italiana’ divenga realtà per i cittadini e non, in alcuni istanti persino con picchi di esasperazione della sua passata ed, eventualmente, futura funzione politica.<br />
I militanti si sbizzarriscono sui social-network, i dirigenti ritrovano il sano vigore perduto, “ce la faremo, vedrete!” – si dice – ai numerosi partecipanti accorsi lungo le piazze dalla Puglia alla Campania, dal Lazio a… lasciamo perdere.<br />
Circa un milione di voti accaparrati in tutta Italia, dei quali la stragrande parte provenienti dalle Regioni centro-meridionali, questo è l’epilogo della campagna elettorale.<br />
Niente male, si registra un trend positivo. La gente allora sente davvero la necessità di “Sinistra”, bisogna proseguire, o forse no?!<br />
Ecco, dietro il sipario della politica italiana si celano adesso i grandi dubbi esistenziali di questa Sinistra.<br />
Le singole componenti organizzano subito i propri organismi, con tanto di meticoloso rispetto dell’iter statutario, per discutere e deliberare. Ma di cosa?</p>
<p>Beh, è ovvio, la Sinistra discute di Diritti non ancora acquisiti, di Precarietà, di Green Economy (!), se non sbaglio anche di chi ce l’abbia più lungo… il pedigree per rappresentare al meglio la pluralità di esperienze coinvolte, mi sembra naturale.<br />
Per fortuna che un po’ internet, un po’ Radio Radicale, un po’ il vecchio scetticismo tipico del Socialista martoriato dagli innumerevoli cambi di simboli e diciture, mi riporta coi piedi per terra.<br />
Ma di cosa si discute dunque?</p>
<p>Da poco si è svolta l’ultima seduta del Consiglio Nazionale del Partito Socialista.<br />
Il Segretario Riccardo Nencini, come al suo solito, ci riserva dei colpi di scena, almeno per chi non avesse ancora letto il copione del proprio intervento a Chianciano o – vale lo stesso &#8211; a Roma.<br />
Inizia il suo lungo vagheggiare circa i risultati ottenuti da SL, ma pure da tutto il cucuzzaro partitocratico, se mi permettete il radicalismo.<br />
Non mancano le dovute riflessioni Regione per Regione, Comune per Comune, dei diversi esiti elettorali. Qualcuno dalla platea sbraita: “ma che fine hanno fatto i voti dell’anno scorso?!”, ma è come se il dialogo avvenisse di fatto fra sordomuti, quindi evito di soffermarmi in merito.<br />
Si continua a parlare delle più geniali strategie militar-politiche di apparentamento per le prossime elezioni poiché, ad un mese dall’ultima consultazione, il fuoco mai spento della politica arde nei cuori e nelle passioni della classe dirigente.</p>
<p>Un timido ed ingenuo pensatore come il Sottoscritto potrebbe allora chiedersi: “ma le tante parole spese per i precari, per gli invisibli, per i diritti di tutti, la voglia di Sinistra come il ‘partire’ di un rinnovamento radicale della società, perché non ne parlano?”.<br />
Infatti questo è il punto.<br />
Fra tatticismi, evocazioni di strutture partitiche, rivendicazioni identitarie, a volte – si fa per dire – ci si dimentica che quel che più importa per la costruzione della Sinistra è l’intervento politico alle molteplici domande di disperazione e di speranza che pervengono da quei semplici voti.<br />
Piuttosto che conteggiarli e attribuirli ad una massa conforme ed omogenea di “elettori”, dovremmo forse sforzarci a considerare questo ammasso di cartine crociate come l’espressione di bisogni e di esigenze che riguardino i singoli cittadini: dall’impiegato al precario, dalla ragazza-madre all’invalido (quando ha le capacità di votare!), dallo studente al pensionato.<br />
Ribadire ad alta voce cifre, percentuali, aspettative di voto, ma dove si va?<br />
Che senso ha dare questa interpretazione al voto?<br />
Forse molte volte si parla a vanvera, credo sia questa la situazione.<br />
E’ questione di linguaggio e di comunicazione, di offerta politica certamente.</p>
<p>Siamo cosi sicuri di rappresentare l’innovazione della Sinistra definendola appunto “nuova”, ma ci perdiamo nella retorica, nella caricatura di ciò che vorremmo essere, nella concreta mancanza di qualsivoglia progetto di alternativa sociale e civile.<br />
Però sbandieriamo slogan, urliamo numeri e &#8211; come sempre &#8211; pensiamo “primum vivere” alla baracca, guai a riflettere invece della ‘nuova Politica’, dei nuovi bisogni, della nuova condizione extra-istituzionale nella quale siamo stati catapultati violentemente.<br />
E’ qui che nasciamo già vecchi, in fin di vita, privi di qualsiasi reale aspettativa di riuscita politica e sociale.<br />
E’ qui che l’obiettivo primario fallisce nella più misera prassi di partito.<br />
E’ qui che la Sinistra perde la bussola e inizia a brancolare nel buio dei sui dubbi esistenziali.<br />
Bisogna rinnovare il linguaggio.<br />
Sbagliamo perciò ad esprimerci e nel tanto parlare, nei tanti ghirigori lessicali, ci si dimentica delle cose concrete, degli interventi tangibili, di ciò che più dovrebbe interessare, ossia la Politica.<br />
Dobbiamo riappropriarci della Politica nel nostro linguaggio consueto.</p>
<p>La Politica fatta di riflessioni, della amministrazione responsabile delle risorse, delle innovazioni nel risolvere le diverse problematiche, della lettura critica e della guida dei processi sociali.<br />
E non si dica che si possa fare rammentando massime di principio, manifesti di valori e quant’altro.<br />
Riflettiamo. Sembra davvero un termine fantascientifico la ‘Green Economy’ in quei territori in cui si muore ormai di Ecomafia per via delle sempre più frequenti incidenze tumorali, purtroppo registrando tassi di ospedalizzazione tra i più bassi in Italia; oppure nelle medesime aree dove il provvigionamento idrico per i fabbisogni essenziali delle famiglie e delle colture è un grave handicap strutturale che riguardi in primis le responsabilità dell’amministrazione pubblica, dunque la Politica, a danno di quella lunga elencazione di Diritti dei quali ci facciamo direttamente carico da Sinistra.</p>
<p>Si dovrebbe inoltre discutere delle grandi conquiste che la tecnologia ci offre in campo lavorativo, sanitario, educativo e comunicativo in virtù dell’effettivo godimento dei diritti del cittadino nell’età contemporanea.<br />
Mentre in Europa scoppia il caso delle libertà digitali, l’arresto di quattro “pirati” fa della condivisione libera di materiale virtuale, di questo atto di disobbedienza civile e nonviolenta, la Forza di un movimento sociale emerso contro intere logiche corporativistiche.<br />
Semplice voto d’opinione? No. Voto di civiltà! Quanto basta per scavalcare gli apparati di centenari partiti sedimentati nel substrato istituzionale.</p>
<p>In che modo reagisce e sta reagendo la ‘nuova Sinistra italiana’?<br />
Accorpa le sezioni di partito e convoca una imprecisa Assemblea Nazionale ancora una volta per discutere dei fatti propri.<br />
Dopodiché daje con una nuova campagna elettorale. Insomma il solito circolo vizioso.<br />
Dovremmo ritenere dunque che questi siano i presupposti per comprendere e guidare i processi sociali verso il ‘Cambiamento’.<br />
Ognuno è libero di credere ciò che vuole e non è scopo di questo articolo giudicare valutazioni di diverso tipo.<br />
D’altronde e insistentemente ribadisco che sarebbe l’ora invece di valutare meglio i tempi e il linguaggio che ci siamo dati per intraprendere finalmente il dialogo con la società civile, quella depoliticizzata, posta al di fuori da sezioni e circoli accorpati per l’occasione, ma consapevole drammaticamente dei bisogni e delle proprie esigenze.</p>
<p>Impariamo a capirci.<br />
Impariamo ad ascoltare.<br />
impariamo a decidere e ad intervenire…<br />
Le risposte ora stanno fuori dai partiti.</p>
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		<title>[Labouratorio n.47] Prima di pregiudicare Sinistra e Libertà</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:52:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ciuffoletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[. Premessa di metodo Il dibattito su Sinistra e Libertà ha già preso piede sulle pagine di Labouratorio. Lo ha fatto qua e da poche altre parti. Abbiamo, in altre parole, il monopolio del dibattito ed è un monopolio di cui faremmo volentieri a meno, ma visto che ci tocca cerchiamo di svolgere al meglio il… <a href="http://www.labouratorio.it/2009/04/02/labouratorio-n47-prima-di-pregiudicare-sinistra-e-liberta/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-1640" style="margin: 10px;" title="lab47" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2009/03/lab47.png" alt="lab47" width="308" height="563" />. Premessa di metodo</strong><br />
Il dibattito su Sinistra e Libertà ha già preso piede sulle pagine di Labouratorio. Lo ha fatto qua e da poche altre parti. Abbiamo, in altre parole, il monopolio del dibattito ed è un monopolio di cui faremmo volentieri a meno, ma visto che ci tocca cerchiamo di svolgere al meglio il nostro compito.<br />
Tra schifati ed esaltati di fronte alla nuova proposta elettorale, è fin troppo facile giocare il gioco delle parti, assai più difficile è tenere dritta la barra delle ragioni di ciascuno. Nelle poche righe che seguono useremo la ragion politica per difendere la ragion d’essere di Sinistra e Libertà, ma vi avvisiamo subito che nel prossimo editoriale saremo altrettanto rigorosi nel valutare se oltre alla ragion d’essere vi siano anche ragioni per dar fiducia (e voto) a Sinistra e Libertà.</p>
<p><strong>. Vivano i cartelli elettorali!</strong><br />
“E’ un cartello elettorale”, con questo assunto si tende a liquidare pregiudizialmente la stessa idea che Sinistra e Libertà possa esistere. Ebbene, mai pregiudizio fu più idiota e, si badi bene, trattasi di assunto idiota non perché SeL non sia un cartello elettorale, ma proprio perché E’ un cartello elettorale. Sinistra e Libertà è infatti il cartello elettorale messo in piedi in fretta e furia dopo che una modifica alla legge elettorale per le europee ha imposto una soglia di sbarramento del 4%. Il problema però non è la soglia, il problema, o meglio l’infamia, è la scorrettezza antidemocratica di quella modifica. Essa è stata infatti approvata il 18 febbraio 2009, a meno di 4 mesi dalla data delle elezioni, a poche settimane dalla presentazione delle liste e dall’inizio della campagna elettorale. L’Unione Europea aveva chiesto che non si apportassero modifiche alla legge elettorale a meno di 6 mesi dalle elezioni, per garantire a partiti e cittadini la conoscibilità effettiva della legge. E invece il Parlamento italiano con unanime calcolo partitocratico (ad eccezione delle astensioni Radicali) ha votato la modifica; dall’Italia dei Valori, all’Udc, passando per la Lega e il Partito Democratico. Di fronte a tale scorrettezza il cittadino può accompagnare quel calcolo di dubbia legalità e d’indubbia scorrettezza partitocratica con il proprio menefreghismo. Può ritenere che questi siano problemi che non lo interessano, che sian questioni che riguardano l’infame casta dei politici, solo e soltanto essa. Può farlo, sì, ma a patto d’aver presente che un paese che ritiene degno di menefreghismo il dato delle regole del gioco democratico è paese che si mette a disposizione di derive le più pericolose.<br />
Se Sinistra e Libertà nasce prioritariamente per cercare una risposta di sopravvivenza a questa infamia, allora viva Sinistra e Libertà, vivano i cartelli elettorali, perché non sono loro a condannare il paese. A condannarlo è il menefreghismo che quello stesso paese mostra per le regole della sua vita democratica.</p>
<p><strong>. LETTERA AI MIEI COMPAGNI &#8211; Mantenere la dignità, non “conservare la storia”</strong><br />
Alle considerazioni generali di cui sopra voglio far seguire delle brevi riflessioni dedicate ai compagni socialisti. Ai miei compagni socialisti; <a href="http://inoz.ilcannocchiale.it/2008/07/30/lettere_al_riformista_nonsolor.html" target="_blank">e per capire a chi mi stia rivolgendo vi segnalo semplicemente questo link, senza bisogno di aggiungere altro</a>.<br />
Ebbene, proprio a voi, compagni,  voglio chiedere qual è il compito di un partito. Son certo che la gran parte di voi risponderà correttamente:  fare politica, dare risposte a domande sociali di cambiamento, di giustizia, di libertà. E allora perché i socialisti organizzati in partito, qualsivoglia partito, dal 1992 in avanti tutto hanno fatto tranne che politica? Ve lo dico io perché. Perché erano impegnati a fare altro; erano impegnati a fare ciò che non è compito di un partito che si voglia chiamare socialista. La mission dei micro-partiti socialisti sopravvissuti dal 1992 in avanti è stata da un lato quella di conservare una storia e dall’altro quella di mantenere in vita una famiglia sempre più sterile e ridotta di ceto politico, arrivando al paradosso di con-fondere questi due obiettivi in uno solo e di giustificare la pochezza politica (per quanto legittima) del secondo, con la nobiltà morale del primo. Il mix di questo grandioso fraintendimento e del suo vuoto di politica è stata una marginalizzazione costante e progressiva. Un farsi etnia in via d’estinzione, mentre altrove socialisti senza più patria promuovevano politiche vincenti e riforme utili al paese (non ultimo il Brunetta di quella lotta ai fannulloni che con Lanfranco Turci, su ispirazione di Ichino, cercammo di promuovere ai tempi del primo governo Prodi).<br />
A voi, miei compagni, a voi chiedo di smettere di pensare ad un partito come strumento per conservare una storia, per quanto nobile ed ingiustamente infangata. La storia la conservi ciascuno, anzi, la tramandi. Allo stesso compito si dedichino associazioni, riviste, fondazioni, convegni.  Ma le cicatrici che ciascuno si porta appresso non possono essere la ragione del nostro fissarci su esse. Sarebbe la nostra più grande sconfitta, la più sciocca resa alla violenza stupida e pecorona dei lanciatori di monetine.<br />
Torniamo a pensare ad un partito in termini politici, in termini di proposta politica. Con quella misuriamoci, tranquilli del fatto che la nostra dignità non ha bisogno di esserci riconosciuta da alcuno che non ne sia all’altezza. Cerchiamo però almeno d’essere noi all’altezza della dignità che richiede il dirsi ancora oggi socialisti (e liberali aggiungo io!).</p>
<p>Se questa Sinistra e Libertà è da bocciare lo si deve stabilire usando la bilancia della politica. Noi di Labouratorio ci stiamo provando e ci torneremo con puntualità anche nel prossimo editoriale … certo una cosa vi e ci concediamo: se lo sponsor di Sinistra e Libertà continuerà ad essere Achille Occhetto, allora la gioiosa micromachine da guerra avrà ben poco da difendere e ancor meno per cui essere difesa!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LABOURATORIO n.47</strong></p>
<ul>
<li><a href="../2009/04/02/labouratorio-n47-prima-di-pregiudicare-sinistra-e-liberta/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Labouratorio n.47] Prima di pregiudicare Sinistra e Libertà </a></li>
<li><a href="../2009/04/02/a-sinistra-senza-farsi-illusioni-il-nuovo-ordine-puo-essere-peggio-del-vecchio-guardate-la-formula1/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[A Sinistra ... senza farsi illusioni] Il nuovo ordine può essere peggio del vecchio … guardate la Formula1! </a></li>
<li><a href="../2009/04/02/in-italia-senza-liberta-lo-strano-caso-degli-obiettori-del-pelo/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[In Italia ... senza libertà] Lo strano caso degli obiettori del pelo </a></li>
<li><a href="../2009/04/02/a-sinistra-in-liberta-gli-apprendisti-stregoni-dellanti-partitocrazia/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[A Sinistra ... in libertà] Gli apprendisti stregoni dell’anti-partitocrazia </a></li>
<li><a href="../2009/04/02/la-storia-della-sinistra-in-liberta-ai-vecchi-comunisti-per-chiarirvi-qualche-dubbio/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[La storia della Sinistra ... in libertà] Ai vecchi comunisti, per chiarirvi qualche dubbio </a></li>
<li><a href="../2009/04/02/a-sinistra-in-manette-meno-male-che-tonino-ce/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[A Sinistra ... in manette] Meno male che Tonino c’è </a></li>
<li><a href="../2009/04/02/a-sinistra-con-laicita-un-metodo-da-riscoprire/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[A Sinistra ... con laicità] Un metodo da riscoprire </a></li>
</ul>
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		<title>[A Sinistra ... in libertà] Gli apprendisti stregoni dell&#8217;anti-partitocrazia</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:51:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Passerini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1679" title="ebbracadbra" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2009/04/ebbracadbra.png" alt="ebbracadbra" width="435" height="214" /></p>
<p>Penso sia opportuno proporre alcune riflessioni a seguito del trionfo di Berlusconi durante il Congresso fondativo del PdL. Per riuscire a comprendere l’attuale situazione e i motivi della crisi senza fine della sinistra è necessaria una breve analisi storica.<br />
Dalla “scissione di Livorno” del 1921 nella quale nacque il PCd’I (poi PCI) incominciò un rapporto conflittuale tra comunisti e socialisti. Pur cambiando le persone e le idee nei decenni successivi l’attacco ai socialisti si è sviluppato senza interruzioni: basti pensare al periodo della segreteria di Berlinguer, segretario del PCI tuttora mai messo in discussione dai DS-PD, che definiva Craxi “un pericolo per la democrazia”. Anche il Veltroni dei giorni nostri ha preferito Di Pietro ai socialisti.<br />
La caduta del regime sovietico decretò la sconfitta dei comunisti e il trionfo degli ideali socialisti, liberali, riformisti che avevano animato il PSI.<br />
La stagione giustizialista (Veltroni, “il nuovo”, era direttore dell’Unità, quotidiano che ebbe un ruolo importante in quel golpe mediatico-giudiziario) deviò il corso della storia trasformando gli sconfitti in vincitori. Quando si cancella, non per via politica, ma per mano di una giustizia ad orologeria, più di metà della rappresentanza politica del Paese inevitabilmente si finisce nelle mani di avventurieri: è qui che si deve contestualizzare la nascita di Berlusconi politico e il grosso consenso di cui gode.</p>
<p><span id="more-1642"></span>Il PCI (poi Pds, Ds e ora PD) ha vinto distruggendo il PSI, liquidando i suoi dirigente e accettando la criminalizzazione della sua storia. In tal modo però ha condannato la sinistra al disastro elettorale, perché non può vincere senza le culture socialiste, socialdemocratiche, repubblicane e liberali, senza quel 25% di voti che è confluito, per mantenere intatta la propria identità, verso Forza Italia.<br />
I comunisti hanno cavalcato la delegittimazione moralista della politica e la retorica qualunquista care al “dipietrismo”, tecniche solitamente impiegate per portare al potere la destra. Hanno cavalcato la polemica “antipartitocratica” dimenticando come ovunque i partiti più “pesanti” siano quelli di sinistra, i quali traggono dall’organizzazione parte della propria forza.<br />
Distrutti i partiti, la forza del denaro si è sostituita nelle campagne elettorali alla forza dei militanti, e il denaro, per definizione, sta dalla parte della destra.<br />
Si è cavalcata in questo contesto, contro i partiti tradizionali, anche la personificazione, ma si è dimenticato che il leaderismo favorisce il populismo contro lo spirito critico, la demagogia contro il ragionamento politico, armi impiegate con maestria da Berlusconi.</p>
<p>Scrive Peppino Caldarola, ex deputato DS, sul Riformista del 16 dicembre 2008: “il voto socialista si è disperso, in gran parte è finito a destra, molti leader socialisti sono a destra, qualcuno minaccia di andarci ora, (…) l’adesione del Pd al socialismo europeo provocherebbe una scissione degli ex democristiani. Stiamo parlando di cose vive, non di fatti e sentimenti di un secolo fa. Per molti ex socialisti il nodo da sciogliere è il giudizio su Craxi. L’anatema contro la sinistra socialista è l’ingombro maggiore tra la famiglia socialista dispersa e il resto della sinistra”<br />
La strada resta quindi quella che sciaguratamente si mancò di imboccare nei primi anni Novanta: il superamento della scissione del ’21 costruendo anche in Italia una moderna forza di tipo europeo pienamente integrata nell’Internazionale socialista, seguendo la via indicata da Craxi: la via del socialismo liberale.</p>
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		<title>[Labouratorio n.46] La Sinistra, la Libertà e il paradosso dell&#8217;Ornitorinco</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 22:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ciuffoletti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1579 alignright" style="margin: 10px;" title="craxinguer21" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2009/03/craxinguer21.jpg" alt="craxinguer21" width="315" height="341" /><br />
Ebbene, adesso che la nuova lista per le europee Sinistra e Libertà e&#8217; venuta alla luce, anche per Labouratorio è venuto il momento di uscire allo scoperto. Ora noi, più o meno, siamo di sinistra e la libertà ci garba parecchio, quindi bene per il titolo. Il simbolo potrebbe sembrare un po&#8217; squacquero, ma non ne facciamo un dramma, del resto è stato pensato anche per evitare di raccogliere le firme per la presentazione delle liste. Vada dunque anche per il simbolo.</p>
<p>Veniamo però alla parte seria della faccenda: politica e politiche. Non saremo noi a nasconderci dietro un dito: la corsa ad un&#8217;intesa fra forze politicamente non omogenee è il risultato di un&#8217;infame modifica alla legge elettorale per le Europee, fatta a pochi mesi dalle elezioni con il concorso dell&#8217;intero “partito unico dell&#8217;illegalità”, come direbbe Pannella. Dato quindi per assodato, ancora una volta, il criterio della necessità vediamo però cosa c&#8217;è oltre e se vale la pena condividere e sostenere questa curiosa macedonia. Noi ci schieriamo <em>ideologicamente</em>(!), ma siccome siamo persone ragionevoli (e poi non possiamo chiudere così l&#8217;editoriale), vi dimostreremo in maniera inconfutabile l&#8217;intima necessità per ciascuno di noi, più o meno socialisti, più o meno laici e liberali, più o meno libertari, di sostenere Sinistra e Libertà. Lo faremo ricorrendo al <strong>paradosso dell&#8217;ornitorinco</strong>: <em>noi diciamo che questo cartello elettorale non ci piace e per questo ci convince, da cui deriva l&#8217;ovvia conseguenza che ci piace perché non ci convince.</em></p>
<p>A noi questo non cartello <strong>non ci piace</strong> perché non ha coerenza politica né in Italia né in Europa, perché unisce forze che in molti casi hanno non solo posizioni, ma anche letture diverse non solo di come si risolvono le questioni amministrative del comune di Scandicci, ma anche di come debba essere governato lo sviluppo mondiale! Si intrecciano storie, recenti e passate, diverse e distinte quando non antagoniste. Ma allora perché dovrebbe convincerci? <strong>Ci convince</strong> proprio nel momento in cui queste cosette sgradevoli qua sopra ce le diciamo apertamente fra noi. Ci convince al momento in cui evitiamo di fare come democristiani e comunisti che si son messi insieme, addirittura per fondare un partito unico, senza nemmeno approfittare del momento del confronto per fare i conti ciascuno innanzitutto con la propria storia. E allora <strong>ecco perché ci piace</strong> sognare questo incontro come un&#8217;occasione per ciascuno di coloro che vi parteciperanno. Un&#8217;occasione per misurare se stessi nel confronto con chi magari non ci è nemmeno così vicino come la geometria spiccia della politica potrebbe far credere. Ma allora<strong> ecco anche perché questo progetto non ci convince più</strong>, perché per superare quei limiti in nome dei quali dicevamo all&#8217;inizio che questo cartello non ci piace, servirebbero classi dirigenti attrezzate allo scopo. Attrezzate culturalmente, e ancor prima intimamente pronte, a cogliere l&#8217;occasione che questo tentativo potrebbe offrire. Noi siamo scettici che vi sia una diffusa coscienza del fatto che questo “cartello elettorale” potrebbe diventare qualcosa di più. Chi scrive ricorda ancora molto bene quanto deludente è stata l&#8217;occasione persa con il “soggetto nuovo” della Rosa nel Pugno e pertanto non è disposto a farsi illusioni di sorta.</p>
<p>Siamo però disposti ad aprire questo spazio per fare ciò che non crediamo faranno altri: discutere, dibattere, conoscerci e ri-conoscerci, scazzarci, mandarci cordialmente e vicendevolmente a quel paese se servirà. Fra socialisti e sinistrati, fra liberali e libertari, fra ambientalisti e sviluppisti, fra isti post-isti &#8230; e chissà che alla fine non si possa scoprire che non siamo così lontani come ci dipingono e ci dipingiamo.</p>
<p>Aggiungiamo un ultimo motivo a sostegno delle ragioni del confronto: la profonda crisi finanziaria, economica e sociale che stiamo vivendo, pur senza essere inutilmente catastrofisti, sta rimodellando i confini ideali entro cui leggere lo sviluppo globale. Nella sua dolorosa tragicità anche questa crisi è un momento d&#8217;opportunità politica e culturale per chi avesse voglia cercare nuovi strumenti per leggere un mondo in cambiamento. Secondo noi vale la pena, con molta umiltà, provarci.</p>
<p>Labouratorio apre il dibattito e dice serenamente, ma con doveroso scetticismo laico, di stare con Sinistra e Libertà &#8230; o meglio, di stare a Sinistra con Libertà.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>SOMMARIO N°45</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="../2009/03/20/labouratorio-n46la-sinistra-la-liberta-e-il-paradosso-dellornitorinco/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Labouratorio n.46] La Sinistra, la Liberta’ e il paradosso dell’Ornitorinco </a></strong><strong></strong></li>
<li><strong><a href="../2009/03/20/sinistraliberta-varie-ed-eventualiperche-sici-credo-perche-e-una-grande-occasione/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Sinistra,Libertà, varie ed eventuali]Perchè si!Ci credo perchè è una grande occasione </a></strong><strong></strong></li>
<li><strong><a href="../2009/03/20/sinistralibertavarie-ed-eventualiperche-nomanovre-sinistre-verso-una-nuova-bolognina/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Sinistra,Liberta',varie ed eventuali]Perche’ no!Manovre sinistre, verso una nuova Bolognina? </a></strong><strong></strong></li>
<li><strong><a href="../2009/03/20/sinistraliberta-varie-ed-eventualiscacco-alla-sinistra-del-900/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Sinistra,Libertà, varie ed eventuali]Scacco alla Sinistra del ‘900 </a></strong><strong></strong></li>
<li><strong><a href="../2009/03/20/sinistraliberta-varie-ed-eventualicera-una-volta-la-politicano-tranquilli-e-piu-viva-che-mai-purtroppo/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Sinistra,Libertà, varie ed eventuali]C’era una volta la politica?No, tranquilli, è più viva che mai. Purtroppo… </a></strong><strong></strong></li>
<li><strong><a href="../2009/03/20/sinistraliberta-varie-ed-eventualiun-ornitorinco-di-nome-craxinguer/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Sinistra,Libertà, varie ed eventuali]Un ornitorinco di nome Craxìnguer </a></strong></li>
</ul>
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		<title>[Dall&#039;Europa col furgone]Sono &#8220;socialismo&#8221;, mica socialista, neh?!</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 12:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cruciani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.disinformati.org/wp-content/uploads/vaffanculo_dito.jpg" alt="http://www.disinformati.org/wp-content/uploads/vaffanculo_dito.jpg" width="200" height="216" />In queste settimane impazzano le discussioni e le polemiche relative alla collocazione europea del PD: PSE o non PSE?Uolter fa il solito balletto linguistico, piroettando su uno spettacolare &#8220;dialogheremo col PSE ma non saremo nel PSE&#8221;. Roba da far fregare le mani agli addetti ai lavori, e a chi mastica un pò di politica, e che non sopporta il maanchismo da prete di campagna del segretario del PD, mentre al cittadino &#8220;normale&#8221; la cosa scivolerà nell&#8217;indifferenza più totale.<br />
L&#8217;Italia è un paese anomalo: a chiacchiere sono tutti di sinistra, ma nei fatti la maggioranza ce l&#8217;ha la destra.Motivo?E&#8217; che ogni elettore di sinistra ha la propria personale idea di sinistra, come se fosse il proprio orticello di casa&#8230;<br />
Un paese normale dovrebbe avere un grande partito ancorato al Socialismo Europeo e al massimo due sparute rappresentanze della Sinistra Europea e dei Liberali.<br />
Un paese anormale invece ha il più grande partito di opposizione che si spacca tra PSE e ALDE, e che non sa dove andare in Europa (&#8220;a quel paese&#8221;, mi verrebbe da dire&#8230;), un partito di destra illiberale che invece sta a sinistra e addirittura aderisce all&#8217;ALDE (!), 2 partiti comunisti, un partito socialista, uno pseudo socialista e i Verdi.Roba da mettersi le mani nei capelli.<br />
<span id="more-934"></span>Il discorso del Socialismo Europeo è molto sentito (sempre dagli addetti ai lavori, non dal cittadino, eh&#8230;), ed è motivo di grande fermento nella base. Ci sono iniziative ambiziose, appelli con documenti scintillanti e riempiti dei migliori propositi, quasi da lustrarsi gli occhi dalla gioia. Ma poi fai la conta: 1,2,3,5&#8230;10&#8230;n (tendente a + infinito!) documenti/appelli/ecc., tutto condivisibili, per carità, ma sono sempre tante, troppe iniziative in ballo (alle quali partecipano, ahinoi, sempre i soliti 4 gatti). Ma la cosa peggiore è che tutte queste iniziative, o quello che sono, vanno tutte indipendenti l&#8217;una dall&#8217;altra, per la devastante logica sinistrorsa del &#8220;più intelligente&#8221;<strong>*</strong>.<br />
Nel dibattito sul PSE si aggiunge una particolarità tutta nostrana: c&#8217;è una certa classe politica e una buona parte della base che si riconosce nei valori del Socialismo Europeo, li richiama e li esalta come fossero la panacea di tutti i mali&#8230;e poi?In Italia si fanno chiamare in mille modi diversi, ma guai a definirli SOCIALISTI!AAAARGH!PAROLA PROIBITA! Il top di questa categoria è rappresentato da Sinistra Democratica, che è &#8220;per il Socialismo Europeo&#8221; ma non ha alcun riferimento diretto al socialismo nel nome che poi passa nell&#8217;opinione pubblica.Senti tutti gli esponenti che si fanno piena bocca di &#8220;socialismo&#8221; e tentennano nel definirsi &#8220;socialisti&#8221;. Piroette linguistiche, quasi alla pari di Uolter!<br />
Poi c&#8217;è un&#8217;altra razza, ancor peggiore della precedente, ed è quella che sta all&#8217;interno del guazzabuglio Piddino, razzaccia di quelle che si incollano alla poltrona europea stando in un partito italiano che non potrebbe neanche ambire a quella poltrona, e di quelle che firmano a nome di un partito italiano defunto&#8230;a pensarci ho i conati di vomito!<br />
Di questo passo alle prossime elezioni avremo un risultato inquietante: il PSE, la più importante sinistra a livello europeo, in Italia potrebbe non essere più rappresentata, a meno che il PS raggiunga un risultato strabiliante, e ne dubito fortemente, viste le &#8220;stitichezze&#8221; politiche che stanno caratterizzando l&#8217;azione &#8220;a tutto campo&#8221; di questo partito.<br />
Mentre agli altri compagneros, signori &#8220;Socialismo, non Socialisti&#8221;, dico francamente: se volete essere nel PSE imparate prima a definirvi SOCIALISTI anche in Italia, altrimenti consiglio anche a voi la stessa identica scelta del PD per la collocazione europea, tanto &#8220;sapessi quanta gente che ce sta&#8221; (Alberto Sordi docet)!<br />
____________________</p>
<p><strong>*</strong><em>Logica del più intelligente: io propongo X, poi arriva Pincopallo che dissente e propone Y; io e Pincopallo dibattiamo, non arriviamo ad un accordo e si crea la &#8220;corrente&#8221; X e quella Y; se arriva anche Tizio e propone Z a me e a Pincopallo, poi si giunge allo stesso epilogo di prima e le &#8220;correnti&#8221; diventano 3&#8230;e così via, all&#8217;infinito.</em></p>
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		<title>[Appello in Rosa] Niente quote, &#8220;solo&#8221; merito</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 12:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Redazione &#8211; RACCOGLIAMO E SEGNALIAMO Lettera appello di Pamela De Rosa &#8211; Vice-Segretaria della Sezione Anna Kuliscioff del Partito Socialista di Parabiago (MI) Mi rivolgo a tutte le donne. Parto dal principio che per essere donna non bisogna rinunciare alle prerogative del sesso femminile, quali, per esempio, portare una gonna (???), sposarsi (o convivere) o… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/11/19/appello-in-rosa-niente-quote-solo-merito/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Redazione &#8211; RACCOGLIAMO E SEGNALIAMO<br />
Lettera appello di Pamela De Rosa &#8211; Vice-Segretaria della Sezione Anna Kuliscioff del Partito Socialista di Parabiago (MI)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/11/quoterosa.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-917" style="border: 0pt none;" title="quoterosa" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/11/quoterosa.png" alt="" width="338" height="450" /></a></p>
<p>Mi rivolgo a tutte le donne.<br />
Parto dal principio che per essere donna non bisogna rinunciare alle prerogative del sesso femminile, quali, per esempio, portare una gonna (???), sposarsi (o convivere) o scegliere di diventare madre.<br />
In questi ultimi tempi, il panorama politico italiano ha associato l&#8217;immagine delle donne che fanno politica a esemplari di essere umano che, &#8220;facendo gli occhi dolci&#8221;, ottengono un posto in Parlamento. Figure deboli, da proteggere e qualche volta mandare allo sbaraglio perché quasi esenti da critiche, proprio in quanto donne.</p>
<p>Donne di tutta Italia, non sentite una punta di indignazione grande come l&#8217;oceano Pacifico?<br />
Non credete che la nostra capacità di far politica debba prescindere dal nostro sesso?<br />
Credo che il modo di scegliere le componenti femminili nella politica italiana sia ormai e ahimè dato da un insieme di fattori, non sempre qualificanti. Fortunatamente una parte delle donne che ricopre cariche Istituzionali e politiche è dato dall&#8217;esperienza e dalla capacità.<br />
Purtroppo però viviamo ancora in una società a forte caratterizzazione maschile e pertanto non vi è nella politica un numero sufficiente di donne per raggiungere il famoso 50/50 richiesto anche in Europa.<br />
In tal caso, ahimè, troviamo nomi di persone che con la politica hanno poco a che fare: ex-soubrettes o donne che non hanno esperienza politica sufficiente per poter ricoprire determinati ruoli.<br />
Ritengo che questa sia un&#8217;anomalia tutta italiana: nel resto dell&#8217;Europa viene sì favorito l&#8217;ingresso delle donne nelle cariche politiche ma con il principio che esse abbiano esperienza e soprattutto capacità per poterlo fare.</p>
<p>Zapatero e Sarkozy hanno una squadra di governo altamente competente e con una buona componente femminile. Angela Merkel è la 9° cancelliera tedesca, Hillary Clinton è stata candidata alle primarie presidenziali per i Democrats statunitensi. Potrei andare avanti con l&#8217;elenco di donne competenti e politicamente preparate in altri Paesi del mondo, ma mi fermo qui.<br />
In Italia cosa succede? Dal 1951, quando Angela Congolani (DC) viene eletta sottosegretaria, al poco lontano 1958 quando la socialista Lina Merlin si è vista approvare la legge che porta il suo nome, cosa è accaduto? Quali figure sono passate nel panorama politico italiano? Dopo circa 20 anni due ruoli istituzionali di elevata importanza sono stati assegnati a donne: il Ministero del lavoro alla democristiana Tina Anselmi e la Presidenza della Camera dei Deputati alla comunista Leonilde Jotti. In mezzo il vuoto. Arrivano poi Irene Pivetti, più giovane Presidentessa della Camera nella storia della Repubblica Italiana e Emma Bonino, con la sua brillante carriera politica sia in ambito nazionale, sia in ambito europeo.<br />
Successivamente abbiamo visto che la storia delle istituzioni italiane ha subito un certo ribasso in fatto di qualità del far politica. Paradossalmente, questa voglia di inserire ad ogni costo un numero di donne prestabilito nelle Istituzioni e nella politica ha portato un numero maggiore di persone che con la politica hanno poco a che vedere.</p>
<p>Personalmente, a 27 anni, ritengo che la mia presenza nella politica attiva debba essere direttamente proporzionale al mio grado di preparazione, capacità ed esperienza e non al mio cromosoma X.<br />
Partecipo alla vita politica della mia città da solo 3 anni e le mie orecchie hanno udito qualsiasi tipo di commento e di proposta: &#8220;entra a far parte di quello o questo comitato. Non ha importanza se non hai esperienza e non ti senti in grado. Non fa nulla se non hai tempo. Ci servono donne&#8221;. Come se l&#8217;essere donna sia più importante della qualità di un politico. Attenzione: questo accade in qualsiasi forza politica. Da quella più a destra a quella più a sinistra. Insomma, l&#8217;attenzione alle donne in politica esiste. Almeno nella loro fisicità.</p>
<p>Favoriamo la sana competizione tra donne e uomini meritevoli, in quanto in Italia, soprattutto in questo particolare periodo storico-politico-economico, servono persone di qualità, senza pregiudizi sessisti. Senza esasperazioni.</p>
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		<title>[Lumìe di Sicilia] Considerazioni sulle sortite del compagno Mosca</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 18:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ezio iacono</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla periferia le vicende che riguardano il P.S. appaiono un po’ sbiadite, dal momento che una cosa è apprendere dai siti d’area, altro è avere contezza delle vicende quotidiane in modo diretto. A causa della distanza, infatti, le vicende appaiono e sono lontane, ma questo non vuol dire che la vita del Partito sia opaca e/o… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/11/10/lumie-di-sicilia-considerazioni-sulle-sortite-del-compagno-mosca/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/11/lumie.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-851" style="border: 0px;" title="lumie" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/11/lumie.png" alt="" width="357" height="189" /></a></p>
<p>Dalla periferia le vicende che riguardano il P.S. appaiono un po’ sbiadite, dal momento che una cosa è apprendere dai siti d’area, altro è avere contezza delle vicende quotidiane in modo diretto. A causa della distanza, infatti, le vicende appaiono e sono lontane, ma questo non vuol dire che la vita del Partito sia opaca e/o asfittica. Una certa vitalità del movimento socialista organizzato, pur dopo la batosta elettorale, è visibile ed apprezzabile e non mi riferisco esclusivamente alle 4 proposte di legge di iniziativa popolare, ma anche ad uno speranzoso ed apprezzabile dinamismo del nuovo gruppo dirigente. Nel partecipare al congresso regionale di Acireale, ho avuto modo di apprezzare la quantità e soprattutto la qualità degli interventi pronunciati in clima costruttivo e distensivo, il solo degno per un Partito che necessariamente e caparbiamente tenta di risalire la china.</p>
<p>Fatta questa necessaria premessa, desidererei commentare il pensiero manifestato dal Segretario della F.G.S., il compagno Francesco Mosca, intitolato “F.G.S. e Partito Socialista”. Ho avuto notevoli difficoltà a comprendere fino in fondo il pensiero di Francesco- ci siamo visti una sola volta a Montecatini nel luglio del 2007, ma tra compagni, ancor di più se pressoché coetanei, darsi del tu è quasi un obbligo – e spero che queste mie considerazioni possano tornare utili per un confronto costruttivo e non ampolloso.</p>
<p><span id="more-850"></span>Mi riferisco, innanzitutto, al passaggio del convegno sulla problematica della giustizia organizzato in collaborazione con l’U.D.C. e che “è passato su tutti i media come un convegno dell’U.D.C. e basta”, quasi come se fosse responsabilità dei socialisti che sia stato percepito dalla collettività come un’iniziativa del solo partito di Casini, e non invece della cronaca distorta svolta dagli addetti ai lavori .Nutro notevoli perplessità, inoltre, in un’asserita non opportunità di affrontare certi temi “con un partito che ha un terzo dei suoi voti controllati da Totò Cuffaro” a tal punto che “sarebbe stato meglio evitarlo”. Non mi risulta, infatti, che la condanna dell’ex Presidente della Regione Sicilia sia passata in giudicato e vorrei ricordare che la Costituzione Repubblicana non ritiene colpevole il cittadino- qualunque cittadino e per tutte le fattispecie di reato- fino all’eventuale condanna definitiva in Cassazione. A suffragio di queste considerazioni vorrei far notare che l’ex Ministro Mannino, anche lui siciliano ed esponente dello scudo crociato, è stato assolto dalla Suprema Corte dal reato infamante di concorso esterno in associazione mafiosa, pur avendo subito ben 23 mesi di carcere preventivo ed una patente odissea giudiziaria, familiare e politica, oltre che ovviamente personale.</p>
<p>Eppure essere garantisti in quanto socialisti non è una bandiera che possiamo far sventolare a giorni alterni o solo quando c’è la luna piena e sussiste- credo- la “paura di essere tacciati di giustizialismo”,che sembrerebbe essere esorcizzata nell’articolo del compagno Mosca.<br />
Viene, inoltre, sancita una resa del nuovo gruppo dirigente e del Segretario Nencini rispetto a tematiche concernenti i diritti civili. Personalmente, non colgo la medesima sensazione; invero tra le 4 proposte di legge di iniziativa popolare la tematica dei PACS non è stata tralasciata o dolosamente offuscata. Si fa presente che dopo aver organizzato un seminario sulla tematica della giustizia con il partito di Cuffaro, “si è (addirittura!!!!) organizzato un convegno insieme alla Binetti.” E allora????  Dobbiamo forse essere chierici senza tonaca che proclamano il verbo dei PACS, senza confrontarci con coloro i quali la pensano diversamente, ritenendo così la nostra convinzione dogmatica, quindi depositaria della verità assoluta? Mi sarei aspettato maggiore cautela e non sbrigativi attacchi da una posizione laicale- elitaria, la quale non è utile né ad una società moderna e multiculturale e con diverse sensibilità in materia, né ad un spirito innovatore, in particolar modo allorché accompagnato da una latente furia ideologica.</p>
<p>Approccio lineare meriterebbe, altresì, il problema del lavoro così da evitare un retrogrado appiattimento sulle posizioni della C.G.I.L. e sulle convinzioni spesso conservatrici del più grande sindacato italiano, che sembra essere non pienamente preparato ai reali problemi dell’odierna società. La difesa d’ufficio svolta dal compagno Mosca non mi convince, così come non mi convince la tutela assoluta degli ipergarantiti da parte del sindacato che fu guidato da Bruno Buozzi. Ritengo, infatti, che da parecchio tempo l’area della rappresentanza sociale di Corso Italia si sia contratto, anziché estendersi, vuoi per il mancato processo di democratizzazione interna, vuoi per le oggettive differenze professionali, oltre che per spinte settarie e movimentistiche. Non sarà sfuggita ad alcuno la luna di miele in corso tra la segreteria generale e la F.I.O.M. di Rinaldini, probabilmente tra le concause del distacco della C.G.I.L. dalla C.I.S.L. e dall’ U.I.L. A tutto ciò si aggiunga l’ormai cristallizzato appesantimento burocratico- corporativo e l’anelito di scavalcare a sinistra i sindacati autonomi. Da Epifani, considerata altresì la militanza nel P.S.I.,era lecito o no attendersi una spinta innovatrice e più consona ai tempi che stiamo attraversando? Noi giovani in particolare abbiamo bisogno di sindacalisti e non di cacicchi! Ed inoltre, gli attacchi (?) alla C.G.I.L. di “fantomatici dirigenti socialisti che facevano le pulci ad ogni presa di posizione sindacale”…”in particolare sulla situazione Alitalia” non mi sembrano proprio “forsennati”. Eppure tutto ciò Francesco dixit!</p>
<p>Inoltre, c’è un inciso sulle prossime elezioni europee che merita ulteriore considerazione; il compagno Mosca afferma che “..la scelta è chiara a tutti: o si confluisce nel P.D., e tutta la strategia di Nencini sembra tesa a quel traguardo, o si presenta una lista del Partito del Socialismo Europeo in Italia. Con chi ci sta.” E chi dovrebbe starci, considerato che Fava e S.D. PER IL SOCIALISMO EUROPEO (nel nome ma non nei fatti!) si sta legando sempre più con i vendoliani? Che gli ex D.S. confluiti nel contenitore democratico non sembrano lontanamente interessati ad un’operazione politica di tal genere? Ritengo che la lista del P.S. alle elezioni europee ci sarà e mi auguro abbia un risultato incoraggiante, mentre un’ospitalità nelle lista del P.D. non mi sembra verosimile, considerando anche il fatto che andremo a votare con la legge di cinque anni fa.</p>
<p>Mi auguro, infine, oltre ad una necessaria replica, che si possa instaurare un dialogo chiaro e netto sia tra i militanti ed i simpatizzanti del P.S. , così che ciascuno possa dare il proprio contributo alla voglia di rivitalizzare il movimento socialista,ciascuno secondo le proprie qualità e nel rispetto delle posizioni e dei ruoli altrui.</p>
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