Labouratorio

[Sinistra e sbrodolii] Per smettere di parlarci addosso

di Demi Romeo - mercoledì 15 luglio 2009 - 108 views

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Trascorrono i giorni e i mesi.
Assemblee, seminari, consigli nazionali e direttivi si susseguono ormai di consueto, quasi a voler precisare passo per passo la volontà da parte di un’intera comunità di costruire un percorso innovativo, plurale, di sintesi e di rilancio della proposta politica di Sinistra nel Belpaese. Quante volte in seno alla presentazione di ‘Sinistra E Libertà’ abbiamo udito frasi altisonanti ed incisive rivolte alle tante piazze affollate durante i vari momenti elettorali.

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Tags: consiglio nazionale partito socialista, diritti, ecomafie, fuori dai partiti, green economy, nuova politica, Partito Socialista, politica nuova, precarietà, riccardo nencini, risultati elettorali, Sinistra e Libertà, sinistra italiana, social network

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[Labouratorio n.47] Prima di pregiudicare Sinistra e Libertà

di Tommaso Ciuffoletti - giovedì 2 aprile 2009 - 457 views

lab47. Premessa di metodo
Il dibattito su Sinistra e Libertà ha già preso piede sulle pagine di Labouratorio. Lo ha fatto qua e da poche altre parti. Abbiamo, in altre parole, il monopolio del dibattito ed è un monopolio di cui faremmo volentieri a meno, ma visto che ci tocca cerchiamo di svolgere al meglio il nostro compito.
Tra schifati ed esaltati di fronte alla nuova proposta elettorale, è fin troppo facile giocare il gioco delle parti, assai più difficile è tenere dritta la barra delle ragioni di ciascuno. Nelle poche righe che seguono useremo la ragion politica per difendere la ragion d’essere di Sinistra e Libertà, ma vi avvisiamo subito che nel prossimo editoriale saremo altrettanto rigorosi nel valutare se oltre alla ragion d’essere vi siano anche ragioni per dar fiducia (e voto) a Sinistra e Libertà.

. Vivano i cartelli elettorali!
“E’ un cartello elettorale”, con questo assunto si tende a liquidare pregiudizialmente la stessa idea che Sinistra e Libertà possa esistere. Ebbene, mai pregiudizio fu più idiota e, si badi bene, trattasi di assunto idiota non perché SeL non sia un cartello elettorale, ma proprio perché E’ un cartello elettorale. Sinistra e Libertà è infatti il cartello elettorale messo in piedi in fretta e furia dopo che una modifica alla legge elettorale per le europee ha imposto una soglia di sbarramento del 4%. Il problema però non è la soglia, il problema, o meglio l’infamia, è la scorrettezza antidemocratica di quella modifica. Essa è stata infatti approvata il 18 febbraio 2009, a meno di 4 mesi dalla data delle elezioni, a poche settimane dalla presentazione delle liste e dall’inizio della campagna elettorale. L’Unione Europea aveva chiesto che non si apportassero modifiche alla legge elettorale a meno di 6 mesi dalle elezioni, per garantire a partiti e cittadini la conoscibilità effettiva della legge. E invece il Parlamento italiano con unanime calcolo partitocratico (ad eccezione delle astensioni Radicali) ha votato la modifica; dall’Italia dei Valori, all’Udc, passando per la Lega e il Partito Democratico. Di fronte a tale scorrettezza il cittadino può accompagnare quel calcolo di dubbia legalità e d’indubbia scorrettezza partitocratica con il proprio menefreghismo. Può ritenere che questi siano problemi che non lo interessano, che sian questioni che riguardano l’infame casta dei politici, solo e soltanto essa. Può farlo, sì, ma a patto d’aver presente che un paese che ritiene degno di menefreghismo il dato delle regole del gioco democratico è paese che si mette a disposizione di derive le più pericolose.
Se Sinistra e Libertà nasce prioritariamente per cercare una risposta di sopravvivenza a questa infamia, allora viva Sinistra e Libertà, vivano i cartelli elettorali, perché non sono loro a condannare il paese. A condannarlo è il menefreghismo che quello stesso paese mostra per le regole della sua vita democratica.

. LETTERA AI MIEI COMPAGNI – Mantenere la dignità, non “conservare la storia”
Alle considerazioni generali di cui sopra voglio far seguire delle brevi riflessioni dedicate ai compagni socialisti. Ai miei compagni socialisti; e per capire a chi mi stia rivolgendo vi segnalo semplicemente questo link, senza bisogno di aggiungere altro.
Ebbene, proprio a voi, compagni,  voglio chiedere qual è il compito di un partito. Son certo che la gran parte di voi risponderà correttamente:  fare politica, dare risposte a domande sociali di cambiamento, di giustizia, di libertà. E allora perché i socialisti organizzati in partito, qualsivoglia partito, dal 1992 in avanti tutto hanno fatto tranne che politica? Ve lo dico io perché. Perché erano impegnati a fare altro; erano impegnati a fare ciò che non è compito di un partito che si voglia chiamare socialista. La mission dei micro-partiti socialisti sopravvissuti dal 1992 in avanti è stata da un lato quella di conservare una storia e dall’altro quella di mantenere in vita una famiglia sempre più sterile e ridotta di ceto politico, arrivando al paradosso di con-fondere questi due obiettivi in uno solo e di giustificare la pochezza politica (per quanto legittima) del secondo, con la nobiltà morale del primo. Il mix di questo grandioso fraintendimento e del suo vuoto di politica è stata una marginalizzazione costante e progressiva. Un farsi etnia in via d’estinzione, mentre altrove socialisti senza più patria promuovevano politiche vincenti e riforme utili al paese (non ultimo il Brunetta di quella lotta ai fannulloni che con Lanfranco Turci, su ispirazione di Ichino, cercammo di promuovere ai tempi del primo governo Prodi).
A voi, miei compagni, a voi chiedo di smettere di pensare ad un partito come strumento per conservare una storia, per quanto nobile ed ingiustamente infangata. La storia la conservi ciascuno, anzi, la tramandi. Allo stesso compito si dedichino associazioni, riviste, fondazioni, convegni.  Ma le cicatrici che ciascuno si porta appresso non possono essere la ragione del nostro fissarci su esse. Sarebbe la nostra più grande sconfitta, la più sciocca resa alla violenza stupida e pecorona dei lanciatori di monetine.
Torniamo a pensare ad un partito in termini politici, in termini di proposta politica. Con quella misuriamoci, tranquilli del fatto che la nostra dignità non ha bisogno di esserci riconosciuta da alcuno che non ne sia all’altezza. Cerchiamo però almeno d’essere noi all’altezza della dignità che richiede il dirsi ancora oggi socialisti (e liberali aggiungo io!).

Se questa Sinistra e Libertà è da bocciare lo si deve stabilire usando la bilancia della politica. Noi di Labouratorio ci stiamo provando e ci torneremo con puntualità anche nel prossimo editoriale … certo una cosa vi e ci concediamo: se lo sponsor di Sinistra e Libertà continuerà ad essere Achille Occhetto, allora la gioiosa micromachine da guerra avrà ben poco da difendere e ancor meno per cui essere difesa!

LABOURATORIO n.47

  • [Labouratorio n.47] Prima di pregiudicare Sinistra e Libertà
  • [A Sinistra ... senza farsi illusioni] Il nuovo ordine può essere peggio del vecchio … guardate la Formula1!
  • [In Italia ... senza libertà] Lo strano caso degli obiettori del pelo
  • [A Sinistra ... in libertà] Gli apprendisti stregoni dell’anti-partitocrazia
  • [La storia della Sinistra ... in libertà] Ai vecchi comunisti, per chiarirvi qualche dubbio
  • [A Sinistra ... in manette] Meno male che Tonino c’è
  • [A Sinistra ... con laicità] Un metodo da riscoprire

Tags: achille occhetto, cartello elettorale, dibattito, elezioni europee, labouratorio, lanfranco turci, Partito Socialista, Pietro Ichino, PSI, renato brunetta, sinistra, Sinistra e Libertà, soglia di sbarramento, storia, Tommaso Ciuffoletti

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[A Sinistra ... in libertà] Gli apprendisti stregoni dell’anti-partitocrazia

di Lorenzo Passerini - giovedì 2 aprile 2009 - 212 views

ebbracadbra

Penso sia opportuno proporre alcune riflessioni a seguito del trionfo di Berlusconi durante il Congresso fondativo del PdL. Per riuscire a comprendere l’attuale situazione e i motivi della crisi senza fine della sinistra è necessaria una breve analisi storica.
Dalla “scissione di Livorno” del 1921 nella quale nacque il PCd’I (poi PCI) incominciò un rapporto conflittuale tra comunisti e socialisti. Pur cambiando le persone e le idee nei decenni successivi l’attacco ai socialisti si è sviluppato senza interruzioni: basti pensare al periodo della segreteria di Berlinguer, segretario del PCI tuttora mai messo in discussione dai DS-PD, che definiva Craxi “un pericolo per la democrazia”. Anche il Veltroni dei giorni nostri ha preferito Di Pietro ai socialisti.
La caduta del regime sovietico decretò la sconfitta dei comunisti e il trionfo degli ideali socialisti, liberali, riformisti che avevano animato il PSI.
La stagione giustizialista (Veltroni, “il nuovo”, era direttore dell’Unità, quotidiano che ebbe un ruolo importante in quel golpe mediatico-giudiziario) deviò il corso della storia trasformando gli sconfitti in vincitori. Quando si cancella, non per via politica, ma per mano di una giustizia ad orologeria, più di metà della rappresentanza politica del Paese inevitabilmente si finisce nelle mani di avventurieri: è qui che si deve contestualizzare la nascita di Berlusconi politico e il grosso consenso di cui gode.

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[Labouratorio n.46] La Sinistra, la Libertà e il paradosso dell’Ornitorinco

di Tommaso Ciuffoletti - venerdì 20 marzo 2009 - 523 views

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Ebbene, adesso che la nuova lista per le europee Sinistra e Libertà e’ venuta alla luce, anche per Labouratorio è venuto il momento di uscire allo scoperto. Ora noi, più o meno, siamo di sinistra e la libertà ci garba parecchio, quindi bene per il titolo. Il simbolo potrebbe sembrare un po’ squacquero, ma non ne facciamo un dramma, del resto è stato pensato anche per evitare di raccogliere le firme per la presentazione delle liste. Vada dunque anche per il simbolo.

Veniamo però alla parte seria della faccenda: politica e politiche. Non saremo noi a nasconderci dietro un dito: la corsa ad un’intesa fra forze politicamente non omogenee è il risultato di un’infame modifica alla legge elettorale per le Europee, fatta a pochi mesi dalle elezioni con il concorso dell’intero “partito unico dell’illegalità”, come direbbe Pannella. Dato quindi per assodato, ancora una volta, il criterio della necessità vediamo però cosa c’è oltre e se vale la pena condividere e sostenere questa curiosa macedonia. Noi ci schieriamo ideologicamente(!), ma siccome siamo persone ragionevoli (e poi non possiamo chiudere così l’editoriale), vi dimostreremo in maniera inconfutabile l’intima necessità per ciascuno di noi, più o meno socialisti, più o meno laici e liberali, più o meno libertari, di sostenere Sinistra e Libertà. Lo faremo ricorrendo al paradosso dell’ornitorinco: noi diciamo che questo cartello elettorale non ci piace e per questo ci convince, da cui deriva l’ovvia conseguenza che ci piace perché non ci convince.

A noi questo non cartello non ci piace perché non ha coerenza politica né in Italia né in Europa, perché unisce forze che in molti casi hanno non solo posizioni, ma anche letture diverse non solo di come si risolvono le questioni amministrative del comune di Scandicci, ma anche di come debba essere governato lo sviluppo mondiale! Si intrecciano storie, recenti e passate, diverse e distinte quando non antagoniste. Ma allora perché dovrebbe convincerci? Ci convince proprio nel momento in cui queste cosette sgradevoli qua sopra ce le diciamo apertamente fra noi. Ci convince al momento in cui evitiamo di fare come democristiani e comunisti che si son messi insieme, addirittura per fondare un partito unico, senza nemmeno approfittare del momento del confronto per fare i conti ciascuno innanzitutto con la propria storia. E allora ecco perché ci piace sognare questo incontro come un’occasione per ciascuno di coloro che vi parteciperanno. Un’occasione per misurare se stessi nel confronto con chi magari non ci è nemmeno così vicino come la geometria spiccia della politica potrebbe far credere. Ma allora ecco anche perché questo progetto non ci convince più, perché per superare quei limiti in nome dei quali dicevamo all’inizio che questo cartello non ci piace, servirebbero classi dirigenti attrezzate allo scopo. Attrezzate culturalmente, e ancor prima intimamente pronte, a cogliere l’occasione che questo tentativo potrebbe offrire. Noi siamo scettici che vi sia una diffusa coscienza del fatto che questo “cartello elettorale” potrebbe diventare qualcosa di più. Chi scrive ricorda ancora molto bene quanto deludente è stata l’occasione persa con il “soggetto nuovo” della Rosa nel Pugno e pertanto non è disposto a farsi illusioni di sorta.

Siamo però disposti ad aprire questo spazio per fare ciò che non crediamo faranno altri: discutere, dibattere, conoscerci e ri-conoscerci, scazzarci, mandarci cordialmente e vicendevolmente a quel paese se servirà. Fra socialisti e sinistrati, fra liberali e libertari, fra ambientalisti e sviluppisti, fra isti post-isti … e chissà che alla fine non si possa scoprire che non siamo così lontani come ci dipingono e ci dipingiamo.

Aggiungiamo un ultimo motivo a sostegno delle ragioni del confronto: la profonda crisi finanziaria, economica e sociale che stiamo vivendo, pur senza essere inutilmente catastrofisti, sta rimodellando i confini ideali entro cui leggere lo sviluppo globale. Nella sua dolorosa tragicità anche questa crisi è un momento d’opportunità politica e culturale per chi avesse voglia cercare nuovi strumenti per leggere un mondo in cambiamento. Secondo noi vale la pena, con molta umiltà, provarci.

Labouratorio apre il dibattito e dice serenamente, ma con doveroso scetticismo laico, di stare con Sinistra e Libertà … o meglio, di stare a Sinistra con Libertà.

SOMMARIO N°45

  • [Labouratorio n.46] La Sinistra, la Liberta’ e il paradosso dell’Ornitorinco
  • [Sinistra,Libertà, varie ed eventuali]Perchè si!Ci credo perchè è una grande occasione
  • [Sinistra,Liberta',varie ed eventuali]Perche’ no!Manovre sinistre, verso una nuova Bolognina?
  • [Sinistra,Libertà, varie ed eventuali]Scacco alla Sinistra del ‘900
  • [Sinistra,Libertà, varie ed eventuali]C’era una volta la politica?No, tranquilli, è più viva che mai. Purtroppo…
  • [Sinistra,Libertà, varie ed eventuali]Un ornitorinco di nome Craxìnguer

Tags: claudio fava, convinzione, crisi economica, editoriale, grazia francescato, labouratorio, libertà, nichi vendola, ornitorinco, paradosso, Partito Socialista, piacere, riccardo nencini, rifondazione per la sinistra, Sinistra Democratica, Sinistra e Libertà, socialismo, Tommaso Ciuffoletti, verdi italiani

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[Dall'Europa col furgone]Sono “socialismo”, mica socialista, neh?!

di Fabio Cruciani - venerdì 26 dicembre 2008 - 158 views

http://www.disinformati.org/wp-content/uploads/vaffanculo_dito.jpgIn queste settimane impazzano le discussioni e le polemiche relative alla collocazione europea del PD: PSE o non PSE?Uolter fa il solito balletto linguistico, piroettando su uno spettacolare “dialogheremo col PSE ma non saremo nel PSE”. Roba da far fregare le mani agli addetti ai lavori, e a chi mastica un pò di politica, e che non sopporta il maanchismo da prete di campagna del segretario del PD, mentre al cittadino “normale” la cosa scivolerà nell’indifferenza più totale.
L’Italia è un paese anomalo: a chiacchiere sono tutti di sinistra, ma nei fatti la maggioranza ce l’ha la destra.Motivo?E’ che ogni elettore di sinistra ha la propria personale idea di sinistra, come se fosse il proprio orticello di casa…
Un paese normale dovrebbe avere un grande partito ancorato al Socialismo Europeo e al massimo due sparute rappresentanze della Sinistra Europea e dei Liberali.
Un paese anormale invece ha il più grande partito di opposizione che si spacca tra PSE e ALDE, e che non sa dove andare in Europa (“a quel paese”, mi verrebbe da dire…), un partito di destra illiberale che invece sta a sinistra e addirittura aderisce all’ALDE (!), 2 partiti comunisti, un partito socialista, uno pseudo socialista e i Verdi.Roba da mettersi le mani nei capelli.
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Tags: Alde, comunisti, Crucio, D'Alema, Fabio Cruciani, Fassino, Partito Socialista, PD, PS, PSE, SD, sinistra, Sinistra Democratica, socialismo, socialismo europeo, Socialista, Uolter

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[Appello in Rosa] Niente quote, “solo” merito

di Redazione - mercoledì 19 novembre 2008 - 105 views

La Redazione – RACCOGLIAMO E SEGNALIAMO
Lettera appello di Pamela De Rosa – Vice-Segretaria della Sezione Anna Kuliscioff del Partito Socialista di Parabiago (MI)

Mi rivolgo a tutte le donne.
Parto dal principio che per essere donna non bisogna rinunciare alle prerogative del sesso femminile, quali, per esempio, portare una gonna (???), sposarsi (o convivere) o scegliere di diventare madre.
In questi ultimi tempi, il panorama politico italiano ha associato l’immagine delle donne che fanno politica a esemplari di essere umano che, “facendo gli occhi dolci”, ottengono un posto in Parlamento. Figure deboli, da proteggere e qualche volta mandare allo sbaraglio perché quasi esenti da critiche, proprio in quanto donne.

Donne di tutta Italia, non sentite una punta di indignazione grande come l’oceano Pacifico?
Non credete che la nostra capacità di far politica debba prescindere dal nostro sesso?
Credo che il modo di scegliere le componenti femminili nella politica italiana sia ormai e ahimè dato da un insieme di fattori, non sempre qualificanti. Fortunatamente una parte delle donne che ricopre cariche Istituzionali e politiche è dato dall’esperienza e dalla capacità.
Purtroppo però viviamo ancora in una società a forte caratterizzazione maschile e pertanto non vi è nella politica un numero sufficiente di donne per raggiungere il famoso 50/50 richiesto anche in Europa.
In tal caso, ahimè, troviamo nomi di persone che con la politica hanno poco a che fare: ex-soubrettes o donne che non hanno esperienza politica sufficiente per poter ricoprire determinati ruoli.
Ritengo che questa sia un’anomalia tutta italiana: nel resto dell’Europa viene sì favorito l’ingresso delle donne nelle cariche politiche ma con il principio che esse abbiano esperienza e soprattutto capacità per poterlo fare.

Zapatero e Sarkozy hanno una squadra di governo altamente competente e con una buona componente femminile. Angela Merkel è la 9° cancelliera tedesca, Hillary Clinton è stata candidata alle primarie presidenziali per i Democrats statunitensi. Potrei andare avanti con l’elenco di donne competenti e politicamente preparate in altri Paesi del mondo, ma mi fermo qui.
In Italia cosa succede? Dal 1951, quando Angela Congolani (DC) viene eletta sottosegretaria, al poco lontano 1958 quando la socialista Lina Merlin si è vista approvare la legge che porta il suo nome, cosa è accaduto? Quali figure sono passate nel panorama politico italiano? Dopo circa 20 anni due ruoli istituzionali di elevata importanza sono stati assegnati a donne: il Ministero del lavoro alla democristiana Tina Anselmi e la Presidenza della Camera dei Deputati alla comunista Leonilde Jotti. In mezzo il vuoto. Arrivano poi Irene Pivetti, più giovane Presidentessa della Camera nella storia della Repubblica Italiana e Emma Bonino, con la sua brillante carriera politica sia in ambito nazionale, sia in ambito europeo.
Successivamente abbiamo visto che la storia delle istituzioni italiane ha subito un certo ribasso in fatto di qualità del far politica. Paradossalmente, questa voglia di inserire ad ogni costo un numero di donne prestabilito nelle Istituzioni e nella politica ha portato un numero maggiore di persone che con la politica hanno poco a che vedere.

Personalmente, a 27 anni, ritengo che la mia presenza nella politica attiva debba essere direttamente proporzionale al mio grado di preparazione, capacità ed esperienza e non al mio cromosoma X.
Partecipo alla vita politica della mia città da solo 3 anni e le mie orecchie hanno udito qualsiasi tipo di commento e di proposta: “entra a far parte di quello o questo comitato. Non ha importanza se non hai esperienza e non ti senti in grado. Non fa nulla se non hai tempo. Ci servono donne”. Come se l’essere donna sia più importante della qualità di un politico. Attenzione: questo accade in qualsiasi forza politica. Da quella più a destra a quella più a sinistra. Insomma, l’attenzione alle donne in politica esiste. Almeno nella loro fisicità.

Favoriamo la sana competizione tra donne e uomini meritevoli, in quanto in Italia, soprattutto in questo particolare periodo storico-politico-economico, servono persone di qualità, senza pregiudizi sessisti. Senza esasperazioni.

Tags: donne e politica, meritocrazia, pamela de rosa, Partito Socialista, questione femminile, quote rosa, quote rose

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[Lumìe di Sicilia] Considerazioni sulle sortite del compagno Mosca

di ezio iacono - lunedì 10 novembre 2008 - 213 views

Dalla periferia le vicende che riguardano il P.S. appaiono un po’ sbiadite, dal momento che una cosa è apprendere dai siti d’area, altro è avere contezza delle vicende quotidiane in modo diretto. A causa della distanza, infatti, le vicende appaiono e sono lontane, ma questo non vuol dire che la vita del Partito sia opaca e/o asfittica. Una certa vitalità del movimento socialista organizzato, pur dopo la batosta elettorale, è visibile ed apprezzabile e non mi riferisco esclusivamente alle 4 proposte di legge di iniziativa popolare, ma anche ad uno speranzoso ed apprezzabile dinamismo del nuovo gruppo dirigente. Nel partecipare al congresso regionale di Acireale, ho avuto modo di apprezzare la quantità e soprattutto la qualità degli interventi pronunciati in clima costruttivo e distensivo, il solo degno per un Partito che necessariamente e caparbiamente tenta di risalire la china.

Fatta questa necessaria premessa, desidererei commentare il pensiero manifestato dal Segretario della F.G.S., il compagno Francesco Mosca, intitolato “F.G.S. e Partito Socialista”. Ho avuto notevoli difficoltà a comprendere fino in fondo il pensiero di Francesco- ci siamo visti una sola volta a Montecatini nel luglio del 2007, ma tra compagni, ancor di più se pressoché coetanei, darsi del tu è quasi un obbligo – e spero che queste mie considerazioni possano tornare utili per un confronto costruttivo e non ampolloso.

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Tags: 4 proposte di legge di iniziativa popolare, Alitalia, cgil, cisl, elezioni europee, ezio iacono, Fgs, francesco mosca, garantismo, giovanile socialista, labouratorio, mannino, organizzazione politica, Partito Democratico, Partito Socialista, sicilia, sindacato, totò cuffaro, UDC, uil

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[P.S Le europee] Tra soglie e preferenze cosa faranno i socialisti?

di Redazione - martedì 4 novembre 2008 - 285 views

di Luigi Iorio

Da lungo tempo, nell’agenda politica del governo, è iscritta la modifica della legge elettorale per le elezioni europee. La scorsa settimana dalla commissione “Affari Costituzionali”, la maggioranza ci ha fatto un altro cadeau, in vista del santo natale. Il regalo in questione è la proposta di riforma del sistema elettorale europeo, sostanziata dallo sbarramento al 5% e dall’eliminazione delle preferenze. Il “deus ex machina Silvio”, ha intenzione di proseguire a gambe levate nel camino verso un forzato bipartitismo e, nel contempo, fagocitare in un sol boccone Pier, Tonino “che ci azzecca” e compagnia cantante.
Inoltre, il vecchio è contrario alle preferenze, per meglio poter continuare ad eleggere i suoi cortigiani, fisioterapisti ed accompagnatori vari,tenendo anche a bada gli alleantini più agguerriti e più scaltri nel raccogliere preferenze, anche in vista di rapporti di forza del costituendo PDL.

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[Labouratorio n.34] Ramadan Socialista

di Tommaso Ciuffoletti - lunedì 6 ottobre 2008 - 397 views

“Dovete morire … e per favore, senza troppo disturbare”.
Ecc’allà, quando pensi di non avere più nulla, ormai, per cui valga la pena incazzarsi, quando ormai ti sei convinto che “me ne frego” è il motto a cui anche te ti sei assuefatto; quando Atene piange, Sparta non ride e in Vaticano si legge la Bibbia per 7 giorni davanti alle telecamere Rai … ebbene … un sussulto è doveroso. Perchè che si voglia uccidere chi ha ancora lo stronzo ardire di chiamarsi socialista, di dirsi laico, essere liberale e fare il radicale è cosa nota. Ma che adesso si debba anche praticare il genocidio silenzioso … porcaputtana NO!

Il Nencio – ovvero il segretario nazionale del clandestino Partito Socialista – ha annunciato uno sciopero della fame per accompagnare con la protesta la proposta. Più precisamente 4 proposte di legge di iniziativa popolare (su lavoro, trasparenza delle bollette, riconoscimento delle unioni civili e assemblea costituente) che anche un partito extraparlamentare ha diritto di promuovere … se Dio vuole!

Noi la “prova costume” l’abbiamo già fatta a primavera, ma se l’autunno si annuncia caldo, tanto vale riprovare. Mettiamoci quindi a dieta anche noi. Una dieta a staffetta. Un Ramadan socialista, un Ramadan dei senza voce. Io comincio oggi e vado avanti fino a mercoledì secondo i dettami dell’ortodossia radicale: due cappuccini (uno l’ho già preso) o, in alternativa, due succhi di frutta come unico sostegno alimentare giornaliero. Sciopero della fame a staffetta, qualcuno, tra voi labouratòri, ha l’ardire di raccogliere il testimone?

SOMMARIO DEL NUMERO 34

  • [Labouratorio n.34] Ramadan Socialista
  • [Ricognizioni virtuali] Laici, socialisti, radicali e liberali … su Facebook
  • [Laici italiani] Soli con la nostra fede
  • [Barackopolis] Gianni, se tu Obama ed io …
  • [sCOOLastica] Calamandrei e la scuola pubblica
  • [NonSoloSquola] Un’okkiata all’università
  • [LABOURACOULTURA] Fascisti immaginari e sfascisti in carne e ossa

AGGIORNAMENTO

Ciuffoletti: Ramadan socialista a sostegno di Nencini
martedì 7 ottobre 2008

Purtroppo ha ragione il segretario Nencini, alla Rai non stiamo simpatici, le nostre iniziative vengono taciute o raccontate facendo attenzione ad evitare di nominarci. Per questo la redazione e gli amici di Labouratorio (http://www.labouratorio.it) accompagneranno lo sciopero della fame di Nencini con uno sciopero a staffetta, un “Ramadan socialista” che durerà tutta la settimana. Ci daremo il cambio scioperando ciascuno per uno o due giorni.
Abbiamo iniziato lunedì e andremo avanti fino a domenica. Chiunque volesse unirsi a noi può segnalarlo su: http://www.labouratorio.it, lasciando un messaggio di commento all’editoriale dell’ultimo numero, dedicato proprio al Ramadan socialista.
Di seguito il calendario e l’elenco dei partecipanti al Ramadan Socialista:

. Tommaso Ciuffoletti – Labouratorio/Seg. Prov. PS Firenze – Lunedì/Domenica
“La Rai pretende che noi si debba morire e senza troppo disturbare … quando è troppo, è troppo!”
. Chiara Lucacchioni – Responsabile Politiche Giovanili Partito Socialista – Martedì-Mercoledì
“Un po’ di dieta non farà male”
. Alessandro Maggiani – Labouratorio/Studente socialista fuorisede – Martedì-Mercoledì
“A Milano posso fare la fame tranquillamente, tanto non c’è la mamma che cucina”
. Antonello Cresti – Labouratorio – Mercoledì
“Annuncerò lo sciopero dal palco del mio concerto di mercoledì”
. Francesco Gennaro – Consiglio Nazionale PS – Mercoledì
“Condivido la lotta del segretario … e poi qualche chilo lo devo perdere!”
. Giacomo Canale – Labouratorio – Mercoledì-Giovedì”
Do il cambio mercoledi fino a giovedi…non posso di più perchè sto studiando come un matto e non posso aggiungere altro stress al mio fisico già provato (ogni giorno già da un mese sveglia alle cinque)”

. Mario Francese – PS/Ass. PER la RnP – Mercoledì e Giovedì
“Sentito il mio medico, ho iniziato stamane e terminerò domani notte!”
. Andrea Natalini – Labouratorio/Ass. PER la Rnp – Giovedì
“La battaglia è giusta e se c’è da dare una mano non mi tiro indietro”
. Andrea Pisauro – Labouratorio/Ass. PER la Rnp – Giovedì-Venerdì
“We Can!”
. Fabio Cruciani – Labouratorio/Ass. PER la Rnp – Venerdì
“Si può fare!”
. Andrea D’Uva – Labouratorio – Sabato
“In fondo è il messaggio che conta”
. Lidano Lucidi - PS/Labouratorio – Domenica
“Per il nostro Segretario e per tutti i compagni che non si arrendono anch’io farò questo sforzo. Domenica digiuno, ma sabato mangio un maiale, un vitello tre vacche e un paio di prosciutti”

Tags: clandestinità, digiuno a staffetta, extraparlamentarismo, labouratorio n.34, Partito Socialista, proposte di legge di iniziativa popolare, prova costume, Rai, ramadan socialista, riccardo nencini, sette chili in sette giorni, trasparenza bollette, unioni civili

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[Laici italiani] Soli con la nostra fede

di Redazione - lunedì 6 ottobre 2008 - 493 views

di Luca Bagatin

Massimo Teodori, professore di Storia delle istituzioni degli Stati Uniti d’America all’Università di Perugia e già parlamentare del Partito Radicale prima e di Forza Italia poi, con “Storia dei laici nell’Italia clericale e comunista”, completa un po’ il ciclo di quei libri “clandestini” e “vieti” in quest’Italia, appunto, che ha visto i laici, liberaldemocratici, repubblicani e liberalsocialisti, relegati da sempre in un ruolo marginale. Pur essendo i vincitori della Storia e avendo costruito anche in questo Paese, le fondamenta di uno Stato civile, democratico e liberale.
Altro libro “vieto” è l’ormai quasi introvabile “Il Mondo 1949/66: Ragione ed illusione borghese” di Paolo Bonetti ed edito da Laterza negli anni che furono e che narra l’avventura del liberale Mario Pannunzio, del suo settimanale laico e dei suoi redattori “pazzi malinconici”, già provenienti dalle file del Partito d’Azione, del Partito Repubblicano e del Partito Liberale. Nonché i contributi di quei socialisti in dissenso con la linea marxista del Psi di allora.

Massimo Teodori ci regalò anche, non molti anni fa, un volumetto da lui curato dal titolo “L’anticomunismo democratico in Italia: Liberali e Socialisti che non taquero su Stalin e Togliatti”, edito dalla Fondazione Liberal ed in cui sono raccolti gli scritti di quei democratici e antifascisti italiani che si opposero con pari forza al comunismo sovietico ed italiano, con le sue violenze ed il suo autoritarismo.
Infine, sempre il Teodori, scrisse un pamphlet di denuncia nei confronti dei cosiddetti “atei devoti” o “laici pentiti”, ovvero tutti quei politici e intellettuali che, partendo da posizioni laiche o financo atee, si ritrovano oggi a reggere la veste del Papa dei cattolici e plaudono alle sue ingerenze nella politica dello Stato Italiano.
Con “Storia dei laici”, abbiamo ulteriormente modo di approfondire un antico filone storico e culturale che ha le sue radici nel Risorgimento mazziniano, garibaldino e cavouriano e che prosegue nella costituzione delle prime Società Operaie di Mutuo Soccorso da una parte e nell’edificazione dell’Italia Liberale dall’altra.
E così, la lotta al fascismo prima in nome della Repubblica ed al comunismo in nome della Libertà e dei valori occidentali passando per la lotta ai monopoli, ai Poteri Forti, alla speculazione edilizia, per il divorzio e la suola pubblica.

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Tags: annalisa binetti, anticomunismo democratico, controriformismo, Ernesto Rossi, gaetano salvemini, laicismo, laicità, luca bagatin, Luigi Einaudi, massimo teodori, partito radicale, partito repubblicano, Partito Socialista, storia dei laici, terza forza liberaldemocratica, Ugo La Malfa

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[Nuove generazioni riformiste] Eppur qualcosa si muove …

di Tommaso Ciuffoletti - mercoledì 3 settembre 2008 - 180 views

Domenica, Firenze, festa del PD. Platea non troppo numerosa, causa concomitanza con Fiorentina-Juventus. Va in onda dibattito sul futuro della sinistra, intervengono Giorgio Tonini, Riccardo Nencini e Claudio Fava. Di Nencini non dico, ché sono militante del Partito Socialista, ma sul resto mi siano permesse alcune osservazioni generali. Stimo Tonini come riformista lucido e onesto, ma domenica mi è parso l’emblema del coraggio smarrito del PD, perso tra reiterate citazioni obamiane in inglese (“eit iars is inàf”), che in sala avranno colto in 15, e notazioni un po’ capziose sulla laicità giusta (e vorrei vedere che si sostenesse la laicità sbagliata!). Uno smarrimento nel quale le argomentazioni di Claudio Fava vecchie e polverose, ma conosciute al pubblico della ex-Festa dell’Unità, affondavano con una facilità disarmante.

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Tags: claudio fava, dalemiani, festa de l'unità, festa del partito democratico, firenze, giorgio tonini, giulio tremonti, il Riformista, Partito Democratico, Partito Socialista, per una nuova etica politica, riccardo nencini, veltroniani

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[r-Evolution] Labouratorio 3.0

di Tommaso Ciuffoletti - lunedì 14 luglio 2008 - 474 views

31 numeri, oltre trecento articoli pubblicati senza riposare nemmeno a Natale e Capodanno. Il tutto in poco più di 7 mesi di vita. Partito come un gioco, Labouratorio è diventato nei numeri più serio di noi che ci scriviamo. Questo ci costringerà a r-evolverci verso nuovi orizzonti involutivi.
Per l’estate, intanto, Labouratorio continuerà a far uscire numeri speciali, rassegne antologiche, contributi estemporanei e altre robette pornografiche.

Nel frattempo il Partito Socialista ha un nuovo segretario, la cui attività seguiremo con attenzione critica, così come faremo con quanto si muove nell’area giovanile dello stesso P.S. A proposito … anche la federazione fiorentina del Partito Socialista ha un nuovo segretario. Si chiama Tommaso Ciuffoletti e pare sia un figo.
Più in generale continueremo a fare gli stronzi eresiarchi socialisti e liberali, libertari .. etc .. etc … Ah! E soprattutto fanculizzeremo Di Pietro … perchè la cosa soddisfa i nostri biechi istinti di criminali con le mani (s)porche.

Siccome però non ci piace essere autocelebrativi più di quanto non ci meritiamo, tiriamo via questo breve editoriale per segnalare soltanto che da settembre si cercherà di dare nuova Forma e Sostanza a questo progetto, insieme ai vecchi compagni e, magari, insieme a nuovi amici. Potremmo dirvi di più, ma dopo saremmo costretto ad uccidervi (o a possedervi carnalmente).

Ultima segnalazione: per l’estate cercheremo di segnalare alcuni appuntamenti d’incontro che andranno sotto il nome di Laboura-TOUR. Un modo per rovinarci insieme le vacanze trascorrendo un po’ di tempo all together.

E come dicono quelli ganzi: STAY TUNED.

SOMMARIO DEL NUMERO 3.0

  • [r-Evolution] Labouratorio 3.0
  • [Piazza Navona] Ma all’Italia chi ci pensa?
  • [Piazza Navona] La Sinistra ha nostalgia di sè
  • [Piazza Navona] Lettera aperta a Critica Liberale
  • [Psikanalitika] Rieducare i post-comunisti
  • [Giovanilmente] Fgs, Figas, 100 giovani e 40 caprette .. basta litigare: AMIAMOCI!
  • [Giovanilmente] Nuovo iscritto alla FGS … con il dubbio del bollettino
  • [LABOURACOULTURA] Antonio Rezza e Flavia Mastrella: Abbiamo deciso di diventare miti contemporanei

Tags: estate, labouratorio, labouratour, numeri antologici, Partito Socialista, riccardo nencini, Tommaso Ciuffoletti, www.labouratorio.it

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[Giovanilmente] Nuovo iscritto alla FGS … con il dubbio del bollettino

di lucag - lunedì 14 luglio 2008 - 284 views

articolo di Luca Giangrande

All’età di 17 anni e a 5 mesi dalla mia iscrizione al Ps, ho deciso di entrare a far parte della famiglia dei Giovani Socialisti. Era un pò che ci pensavo, e questa mattina ho formalizzato il tutto recandomi in ufficio postale e versando la quota d’iscrizione.
Mi sono iscritto per gli stessi motivi del tesseramento al Partito Socialista, ma con rinnovata convinzione:

* Perché credo che la pace non sia un’utopia, ma un processo di conquista sociale e prima di tutto dovere umano;
* Perché voglio, e ritengo giusto, che nessun essere umano muoia per condizioni di fame, povertà, malattie, o lontano dai suoi affetti esiliato, incarcerato, e privato della libertà, realizzando così un principio di giustizia sociale;

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Tags: Fgs, giovani socialisti, libertà, luca giangrande, Partito Socialista, uguaglianza

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