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	<title>Labouratorio &#187; Partito Democratico</title>
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	<description>Magazine di sperimentazione alchemica per una generazione che non c&#039;è</description>
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		<title>[Intervista a Gianni Pittella] &#8220;In Libia emergenza umanitaria, occorreva essere in campo&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 16:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Pugliese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Labouratorio continua a intervistare esponenti dei principali partiti sulla crisi libica. Dopo l&#8217;intervista al radicale Marco Perduca, e quella, molto sentita, al ministro degli esteri Franco Frattini, per il Partito Democratico e&#8217; intervenuto Gianni Pittella. 52 anni, Gianni Pittella e&#8217; uno dei vicepresidente del Parlamento Europeo. In passato anche una militanza nei Giovani Socialisti. Nel parlamento europeo… <a href="http://www.labouratorio.it/2011/03/25/intervista-a-gianni-pittella-pd-in-libia-emergenza-umanitaria-occorreva-essere-in-campo/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Labouratorio continua a intervistare esponenti dei principali partiti sulla crisi libica. Dopo <a href="http://www.labouratorio.it/2011/03/01/labouratorio-intervista-marco-perduca-da-oltre-40-anni-la-nostra-politica-estera-e-letteralmente-dettata-dalleni/">l&#8217;intervista al radicale Marco Perduca</a>, e quella, molto sentita, <a href="http://www.labouratorio.it/2011/02/27/labouratorio-intervista-franco-frattini-anche-nel-centrodestra-c%E2%80%99e-gente-che-non-capisce-la-politica-internazionale/">al ministro degli esteri Franco Frattini</a>, per il Partito Democratico e&#8217; intervenuto Gianni Pittella.</strong></p>
<p><strong>52 anni, Gianni Pittella e&#8217; uno dei vicepresidente del Parlamento Europeo. In passato anche una militanza nei Giovani Socialisti. Nel parlamento europeo si occupa di economia ed integrazione europea. Nel PD, e&#8217; uno degli esponenti piu&#8217; preparati sui temi di politica estera.</strong></p>
<p><strong>1)Tunisia, Egitto e adesso Libia&#8230;Da due mesi il mondo ha gli occhi puntati sull&#8217;infuocata situazione del Nord Africa. Fin dove puo&#8217; arrivare questa ondata rivoluzionaria? E&#8217; davvero rintracciabile un desiderio di democrazia che accomuni le varie rivolte?</strong></p>
<p>Anche i piu accaniti sostenitori del complotto alquaedista hanno dovuto finalmente ammettere l&#8217;origine spontanea e popolare delle sommosse che stanno percorrendo il mondo arabo e che hanno cambiato in pochi mesi la geografia delle dittature con i quali finora l&#8217;Occidente ha trattato appoggi politici ed economici in cambio della stabilita dei rifornimenti energetici e dell&#8217;isolamento dei movimenti fondamentalisti. Questo non vuol dire che in Tunisia, Egitto e oggi nell&#8217;area della regione libica che si sta opponendo al regime di Gheddafi siamo a un passo dalla democrazia compiuta. C&#8217;e ancora molto da fare e l&#8217;Europa ha un grande compito da assolvere.</p>
<p><strong>2)In Libia in particolare si tratta di una rivolta consapevole per la liberta&#8217; e la democrazia o siamo di fronte ad una terribile e cruenta resa di conti fra Clan rivali?</strong></p>
<p>In Libia si fronteggiano un esercito ben organizzato e finanziato dalle ricche casse del raìs e una gran parte della popolazione stanca di essere governata con le leggi ispirate da concezioni feudali e medioevali, come il taglio della mano e del piede per i ladri o le frustate alle adultere, e di vivere sotto il tallone di un dittatore e della sua famiglia. La Libia non e l&#8217;Afghanistan.</p>
<p><strong>3)Quanto è reale il pericolo del Fondamentalismo Islamico in Libia e piu&#8217; in generale nelle varie rivoluzioni in atto?</strong></p>
<p>Credo che se riusciremo a accelerare la transizione verso istituzioni realmente democratiche e sotto la spinta della presa di coscienza politica e civile che Internet ha favorito e fatto crescere tra la popolazione giovanile, la borghesia intellettuale, i piccoli e medie imprenditori, i professionisti, il rischio che la rivolta si faccia risucchiare da uno Stato regolato dalla Sharia sia molto scarso. Stanno chiedendo di entrare finalmente nella modernita non di riscivolare nel Medioevo.<a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/03/gianni_pittella2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3942" title="gianni_pittella" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/03/gianni_pittella2.jpg" alt="" width="694" height="475" /></a></p>
<p><strong>4)Trattato di Amicizia Italia-Libia. In occasione della sua ratifica, i deputati radicali hanno fatto un ammirevole ostruzionismo in parlamento. In quella stessa votazione il Pd, che oggi condanna Gheddafi, ha invece votato a favore. Troppa Realpolitik da parte del principale partito di opposizione?</strong></p>
<p>La Libia e un partner strategico per lItalia nello scacchiere mediterraneo, speriamo di poter stringere il prossimo accordo di amicizia con i rappresentanti del popolo libico.</p>
<p><strong>5) Le sembra che nel corso delle rivolte le democrazie occidentali abbiano adottato una condotta adeguata? Quanto bisognera&#8217; attendere per una politica mediterranea chiara e strategica dell&#8217;Unione Europea?</strong></p>
<p>In Europa siamo passati da una prima fase di timore e sconcerto per la rapidita e la portata di quanto e successo, che sconvolgeva in pochi giorni rapporti e visioni del mondo mediorientale che avevano garantito per decenni stabilita politica e solidi accordi commerciali, a una prudente apertura e presa datto che ha visto all&#8217;opera soprattutto le singole diplomazie, e&#8217; mancata e manca ancora una politica dellUnione in grado di riposizionare il vecchio continente nel nuovo scenario in una prospettiva di sviluppo e di crescita comune tra le due sponde del Mediterraneo.</p>
<p><strong>6) Cosa pensa dell&#8217;improvvisa e misteriosa chisura della Borsa la mattina dopo il precipitare della situazione a Tripoli?</strong></p>
<p>Probabilmente si e&#8217; impedito che la crisi si ripercuotesse sulla quotazione delle piu grandi aziende italiane in un clima di grande incertezza.</p>
<p><strong>7)L&#8217;Italia ha strettissimi rapporti economici, specie sul piano energetico, con il vicino libico. Ritiene la strategia prima attendista, poi moderatamente interventista adottata dal governo la via migliore per tutelare questi interessi? Qual è la posizione del PD rispetto a questa crisi?</strong></p>
<p>Prima di tutto la crisi libica costituisce un&#8217;emergenza umanitaria, come ha sancito l&#8217;Onu nella sua risoluzione che ha determinato l&#8217;intervento militare e come io stesso avevo chiesto di considerarla da tempo: occorre essere in campo per difendere la popolazione e il suo diritto all&#8217;autodeterminazione, senza calcoli cinici.</p>
<p><strong><img src="http://static.ak.fbcdn.net/images/blank.gif" alt="8)" />Il problema dei profughi provenienti dalla Libia rischia di peggiorare. Di quali strumenti puo&#8217; disporre l&#8217;Italia per impegnare l&#8217;Unione Europea a una gestione comunitaria del problema dei rifugiati e piu&#8217; in generale del paventato rischio di un&#8217;invasione di immigrati dalle coste nordafricane?</strong></p>
<p>L&#8217;Europa e gia intervenuta in mare con l&#8217;Agenzia Frontex nel soccorso ai profughi provenienti dal Nordafrica, ora si deve al piu presto attuare un programma di accoglienza che coinvolga tutti i paesi europei e nel quale lItalia deve fare la sua parte, le dimensioni del fenomeno non sono ancora il fenomeno biblico che la Lega agita davanti agli occhi atterriti dei suoi elettori, siamo ai livelli dei flussi gia gestiti nel 2008, ma e&#8217; chiaro che ci si deve muovere con efficienza e rapidita nel sostegno umanitario a chi fugge da guerra e carestia. Certo prendere in ostaggio gli immigrati di Lampedusa e l&#8217;intera politica estera italiana per ricattare lUe non e&#8217; il miglior sistema per accreditarsi agli occhi dei nostri partner europei e dei futuri governi dellarea del Maghreb.</p>
<p><strong>Matteo Pugliese_20 anni e un’onorata carriera nel Sismi. A dirla tutta, è l’infiltrato di Labouratorio nei servizi.</strong></p>
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		<title>[Socialismi] Pisc-Analisi politica di un(a) socialista oggi</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2009/10/13/socialismi-pisc-analisi-politica-di-una-socialista-oggi/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 13:13:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Lucacchioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno Nessuno Centomila. Leggere Pirandello non è mai stato il mio diletto preferito, ma quest’espressione racchiude in sé il mio stato d’animo. Non so più chi sono, politicamente parlando. O meglio, non vedo nel panorama politico italiano un partito che possa racchiudere la mia idea di socialismo. Le vicende del fallimento del Partito Socialista sono sotto… <a href="http://www.labouratorio.it/2009/10/13/socialismi-pisc-analisi-politica-di-una-socialista-oggi/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1999" title="Psi" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2009/10/Psi.png" alt="Psi" width="452" height="249" /></p>
<p>Uno Nessuno Centomila. Leggere Pirandello non è mai stato il mio diletto preferito, ma quest’espressione racchiude in sé il mio stato d’animo. Non so più chi sono, politicamente parlando. O meglio, non vedo nel panorama politico italiano un partito che possa racchiudere la mia idea di socialismo.<br />
Le vicende del fallimento del Partito Socialista sono sotto gli occhi di tutti.<br />
Le roboanti promesse si sono rivelate bufale. Il Partito garibaldino e a giometria variabile che doveva prendere il volo nel dopo-Montecatini si è schiantato a terra ancor prima di decollare.</p>
<p><span id="more-2002"></span>Penso subito alle elezioni regionali in Abruzzo, dove abbiamo appoggiato un dipietrista, al flop della raccolta delle firme sulle 4 proposte di legge, la richiesta di 3 tesseramenti dalla fine del 2008 ad oggi, la formazione di Sinistra e Libertà, un contenitore senza raccolta differenziata, oscuramenti dei dissidenti su facebook, ormai non più degni di avere l’amicizia dei poteri forti (sight!?), al mancato svolgimento di un congresso democratico che sancisse la sovranità del popolo socialista, alle telefonate di Orlandi Furiosi che sventolano la minaccia di avvocati se non si smetteva di dire l’amara verità e infine, tralasciando molte delle mie incazzature, l’inciucio toscano che rappresenta il simbolo di una dirigenza salva-culo. ( poi certo qualcuno addita le scelte come allenze-riformiste?!)</p>
<p>Questo PS non mi rappresenta ormai da un giorno di marzo, quando amaramente venni a scoprire, facendo la mia rassegna stampa quotidiana, che il PS aveva intrapreso la linea di SL dove la punta di diamante sarebbe stata Achille Occhetto. Beh, richiusi il giornale con la pancia sotto-sopra e senza parole continuai a lavorare a testa bassa, tentando di ingoiare sproloqui fluviali.<br />
Ma altrove non siamo messi meglio. Ci sono gli ex-socialisti della compagine berlusconiana che ogni giorno inneggiano a Craxi, all’anti-comunismo e al loro essere ancora attualmente socialisti. Se in parte è vero pensando ad alcune riforme economico-sociali messe sul piatto della bilancia da questo Governo, non posso schierarmi dalla parte di chi vede nell’immigrato il male assoluto, di chi svilisce il significato di laicità dello Stato o usa lo scudo fiscale come paravento di sostanziose entrate nei conti dello Stato, con la decenza di non aggiungere altro.</p>
<p>Ma non sto neanche dalla parte di chi manifesta in piazza la libertà d’informazione contro il dominio Berlusconi con i dirigenti e giornalisti appartenenti al dominio De Benedetti, di chi non riesce a fare alcuna proposta giusta o sbagliata per il Paese, di chi si scanna per un maledetto Congresso mentre l’Italia va a rotoli, di chi pensa che i socialisti sono “dei rompi-palle”, di chi vuole dare il sussidio di disoccupazione a tutti indiscriminatamente o il reddito di cittadinanza, di chi non rispetta il minuto di silenzio nelle scuole per i nostri militari caduti in Afghanistan, di chi sottoposto a “padrone” si lamenta del “padrone” avverso. Ovvero il PD e i partiti alla sua sinistra.</p>
<p>Se ci fossero le elezioni domani, non saprei chi votare. Non abbiamo un partito in Italia che sappia dare reali prospettive di vita, ma solo soggetti che pensano ad un illimitato ampliamento del Welfare a chi è già tutelato. Un Partito che non sappia solo dire “scuola pubblica, scuola pubblica, scuola pubblica” ma scuola di merito e se necessario di tagli, che sappia non combattere il precariato, ma renderlo più sicuro e garantito, che sappia dire “meno pensioni”, che sappia mescolare la giusta dose di solidarietà e rigore nelle politiche sull’immigrazione, che sappia mandare a cacare parte o tutto il mondo sindacale se necessario, che sappia combattere con proposte di ampio respiro Di Pietro e la sua politica becero-populista, che non rincorra i grillini e il PD sull’anti-berlusconismo a priori, che non faccia convertire le escort in sante martini della sinistra e che non si prostri ai piedi del PD per un posto di facciata. Un Partito che sappia valorizzare i suoi giovani migliori e non costringerli ad allontanarsi perché teste pensanti e non invece esseri subalterni in cerca del primo tozzo di pane. Un partito piccolo dovrebbe osare, non essere addomesticato.</p>
<p>Ma soprattutto ne ho piene le scatole di una supremazia culturale sbandierata, dell’antichità del nostro pensiero, della bellezza della nostra cultura, quando in questo anno e mezzo non ho visto uno straccio di idea, se non l’imperfetto assoluto, come ha scritto qualcuno.</p>
<p><em><strong>Chiara Lucacchioni _ Bionda pasionaria umbra con due palle tante.</strong></em></p>
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		<title>[Labouratorio n.50] Tutti morimmo a stento</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2009/07/24/labouratorio-n-50-tutti-morimmo-a-stento/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 21:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ciuffoletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Malta i socialisti vanno alla grande. Alle Europee il Partit Laburista, guidato dal 35enne Josep Muscat, ha preso un bel 54,77%. Festa! Champagne! Ricchi premi e cotillons! In attesa che da La Valletta parta la riscossa socialista in Europa e in Occidente, a qualcuno vien tuttavia il fondato dubbio che si sia giunti al capolinea.… <a href="http://www.labouratorio.it/2009/07/24/labouratorio-n-50-tutti-morimmo-a-stento/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1919" style="margin: 5px;" title="Lab50.1" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2009/07/Lab50.1.PNG" alt="Lab50.1" width="308" height="574" />A Malta i socialisti vanno alla grande. Alle Europee il Partit Laburista, guidato dal 35enne Josep Muscat, ha preso un bel 54,77%. Festa! Champagne! Ricchi premi e cotillons!<br />
In attesa che da La Valletta parta la riscossa socialista in Europa e in Occidente, a qualcuno vien tuttavia il fondato dubbio che si sia giunti <em>al capolinea</em>. A lanciare nuovamente il sasso nello stagno è stato Bernard-Henri Lévy, che in una recente intervista sul Journal du Dimanche ha serenamente affermato che <em>il partito socialista francese deve scomparire</em>. Stavolta non si tratta di furberie retoriche o di un dibattito strumentale tipo quello a cui abbiamo assistito in Italia ai tempi in cui nasceva il Partito Democratico. Stavolta, pur conoscendo il radicalscicchismo di Bernard-Henri Levy, la provocazione arriva in un momento in cui l’imbarazzato silenzio seguito al disastro delle Europee rischiava di diventare la prova provata che sì, quel capolinea era ormai stato raggiunto. Non solo in Francia, ma, appunto, in tutta Europa.<br />
Un capolinea che sta nelle parole d’ordine dei socialisti d’Europa, prima ancora che nelle urne.</p>
<p>Per lunga parte dello scorso secolo la socialdemocrazia ha rappresentato <em>il compromesso più lungimirante realizzato tra la borghesia capitalista e la classe operaia</em>*. Le conquiste di quel periodo hanno significato maggiori tutele, maggiori garanzie, maggiori diritti per larga parte delle società in cui quel <em>compromesso</em> è stato più o meno compiutamente realizzato.<br />
Oggi però quelle società non esistono più. Quanto meno non sono più rappresentabili da quel compromesso. Non accettare questa evidenza è ciò che sta facendo scomparire i socialisti d’Europa, molto più che le asserzioni di Levy.<br />
Il modello di stato sociale costruito in quegli anni, soprattutto nell’Europa settentrionale, ha garantito crescita e progresso, ma non calza più per una realtà mutata. Insistere nella sua difesa tout-court significa attestarsi, di fatto, sulla linea di conservazione di un’esistente che non può più resistere di fronte ai suoi costi, alla parzialità delle tutele che può garantire, così come manca di ricette per affrontare credibilmente le sfide della globalizzazione, dell’immigrazione e dei suoi effetti.<br />
E per favore, non ci si illuda che le risposte stataliste alla crisi abbiano rilanciato le ragioni di un rinnovato “socialismo” de facto. Quello che abbiamo visto all’opera di recente è <em>un atteggiamento prettamente emergenziale, si tratta di uno statalismo di salvataggio, che non ha nulla di programmatico a lunga scadenza, né di ideologico e che non può avere  né l’uno, né l’altro</em>**.</p>
<p>Se oggi il socialismo ha da essere è bene che sia altro da quello che si nasconde dietro slogan inneggianti al socialismo europeo (quando poi di fatto non esiste, ma esistono piuttosto socialismi europei). Anche perché là dietro sta nascosto niente più che un cadavere.<br />
Ma anche ai cadaveri c’è chi è affezionato e chi ancora s’affeziona, senza che ciò porti grande giovamento né a costoro, né al cadavere. Diverso è invece rimanere affezionati al ricordo di ciò che era prima di quel cadavere. Libertà e uguaglianza, meriti e bisogni, diritti e doveri. Per rinnovare quell’affetto, e se proprio vogliamo credere che esista un socialismo europeo, allora forse varrebbe la pena ripartire di lì e magari recuperando dall’oblio il Libro Bianco per l’occupazione e lo sviluppo proposto da Jacques Delors.<br />
Altrimenti ci si accontenti di continuare a morire a stento. Del resto a noi socialisti d’Italia una simile sorte è stata ormai di fatto consegnata da una storia tanto infame quanto pietosa. Infame per come ha archiviato un assassinio politico e moralista, pietosa nel consentirci oggi, magra consolazione, di morire a stento, ma canticchiando in rima.</p>
<p><em>Prima che fosse finita/ ricordammo a chi vive ancora/ che il prezzo fu la vita/ per il male fatto in un&#8217;ora.<br />
Poi scivolammo nel gelo/ di una morte senza abbandono/ recitando l&#8217;antico credo / di chi muore senza perdono.<br />
Chi derise la nostra sconfitta/ e l&#8217;estrema vergogna ed il modo/ soffocato da identica stretta/ impari a conoscere il nodo.<br />
Chi la terra ci sparse sull&#8217;ossa/ e riprese tranquillo il cammino/ giunga anch&#8217;egli stravolto alla fossa/ con la nebbia del primo mattino.<br />
</em></p>
<p>* Umberto Ranieri sull’ultimo numero de Le Nuove Ragioni del Socialismo<br />
** Luciano Cafagna sull’ultimo numero de Le Nuove Ragioni del Socialismo</p>
<p><strong><em>_ Tommaso Ciuffoletti &#8211; 29 anni &#8211; Socialista liberale fiorentino. Che vi piaccia o no</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>LABOURATORIO n. 50 &#8211; SOMMARIO</strong></p>
<ul>
<li><a title="[Labouratorio n.50] Tutti morimmo a stento" href="../2009/07/24/labouratorio-n-50-tutti-morimmo-a-stento/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Labouratorio n.50] Tutti morimmo a stento </a></li>
<li><a title="[Fus e polemiche] Quando le critiche suonano inopportune" href="../2009/07/24/fus-e-polemiche-quando-le-critiche-suonano-inopportune/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Fus e polemiche] Quando le critiche suonano inopportune </a></li>
<li><a title="[Onda Verde] Intervista esclusiva con Alì Reza Soltani. Per capire davvero cosa sta succedendo" href="../2009/07/24/onda-verde-intervista-esclusiva-con-ali-reza-soltani-per-capire-davvero-cosa-sta-succedendo/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Onda Verde] Intervista esclusiva con Alì Reza Soltani. Per capire davvero cosa sta succedendo </a></li>
<li><a title="[Onda Verde] Iran, Seconda Repubblica, nuovi squilibri, vecchio Medio Oriente" href="../2009/07/24/onda-verde-iran-seconda-repubblica-nuovi-squilibri-vecchio-medio-oriente/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Onda Verde] Iran, Seconda Repubblica, nuovi squilibri, vecchio Medio Oriente </a></li>
<li><a title="[Onda Verde] Global action day: Ahmadinejad non e’ il presidente dell’Iran" href="../2009/07/24/onda-verde-global-action-day-ahmadinejad-non-e-il-presidente-delliran/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Onda Verde] Global action day: Ahmadinejad non e’ il presidente dell’Iran </a></li>
<li><a title="[il ControEditoriale] Riformismi e PD" href="../2009/07/24/il-controeditoriale-riformismi-e-pd/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[il ControEditoriale] Riformismi e PD </a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>[il ControEditoriale] Riformismi e PD</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2009/07/24/il-controeditoriale-riformismi-e-pd/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 21:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tomasoboyer</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi giorni i toni, ma soprattutto gli argomenti, usati dai due principali candidati alla segreteria del Partito Democratico, si sono improvvisamente accesi, dando vita ad un batti e ribatti fatto di accuse, delegittimazioni e chiamate alle armi dei rispettivi colonnelli. I giornali hanno cominciato a pubblicare improbabili schemi, che rappresentano la &#8220;galassia democratica&#8221;, dove i… <a href="http://www.labouratorio.it/2009/07/24/il-controeditoriale-riformismi-e-pd/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1930" title="pdprim.1" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2009/07/pdprim.1.png" alt="pdprim.1" width="499" height="149" /></p>
<p>Negli ultimi giorni i toni, ma soprattutto gli argomenti, usati dai due principali candidati alla segreteria del Partito Democratico, si sono improvvisamente accesi, dando vita ad un batti e ribatti fatto di accuse, delegittimazioni e chiamate alle armi dei rispettivi colonnelli. I giornali hanno cominciato a pubblicare improbabili schemi, che rappresentano la &#8220;galassia democratica&#8221;, dove i nomi di politici, cantanti, artisti e giornalisti sono collocati più o meno vicino ad uno piuttosto che all&#8217;altro candidato.<br />
Conseguentemente a questa escalation, la discussione si è spostata su un livello diverso, più televisivo e più duro. Il modo in cui i due candidati stanno impostando le rispettive campagne elettorali, somigliano molto a strategie già usate: da una parte l&#8217;attacco, usato per anni contro Berlusconi; dall&#8217;altra la creazione di un orizzonte ideale nuovo, che era stato punto di forza di Veltroni nel congresso del Lingotto.<br />
Slogan ideali sui grandi temi e attacco frontale dell&#8217;avversario sono stati, negli ultimi anni, uno dei punti su cui Ds e Margherita hanno puntato maggiormente, fatta eccezione per il fertile e già bruciato periodo dei primi circoli per l&#8217;Ulivo.</p>
<p>Veltroni aveva giustamente criticato l&#8217;idea che il PD potesse fondarsi sull&#8217;antiberlusconismo, rafforzando invece la componente ideale e passionale. Nel periodo in cui è stato segretario, il suo operato è stato per gran parte rivolto al tentativo di creare un orizzonte nuovo, una &#8220;frontiera&#8221; nuova per il riformismo italiano. Un rinnovamento innanzitutto stilistico e comunicativo, al quale si sarebbe dovuto accompagnare un rinnovamento politico, dirigenziale, strategico e programmatico, che purtroppo non c&#8217;è stato.<br />
Le posizioni politiche del PD sono state spesso poco chiare e poco decise, ma soprattutto sono emerse solo ed esclusivamente in conseguenza di disegni di legge proposti dal PDL.<br />
Al PD è rimasto l&#8217;orizzonte ideale, ma ha perso completamente la capacità di interpretare gli umori e i bisogni dei cittadini e di tradurli in una linea politica chiara e riconoscibile, lasciando suo malgrado emergere solo le due caratteristiche più negative della tradizione di sinistra: lo snobismo e l&#8217;arretratezza.<br />
Io continuo a pensare che la risposta di rappresentanza che un partito deve dare ai propri elettori sia doppia: da una parte deve dare un&#8217;idea di paese, mentre dall&#8217;altra deve interpretare gli interessi e i bisogni individuali dei cittadini. Solo in questo modo può raggiungere quel consenso necessario nel cruciale momento elettorale.<br />
Diventa quindi necessario per il PD, avviare una riforma interna dei propri processi di discussione politica, prima che dirigenziale. Quello che il PD deve promuovere, sono i processi di discussione e analisi dei problemi, i circoli, i blog e tutte le realtà dove i militanti e i simpatizzanti possono confrontarsi e proporsi.<br />
Deve guardare con interesse e ammirazione ad altri partiti riformisti dove spesso tale processo è più fervido, accogliendo le loro idee e innovazioni, coinvolgendoli senza egemonizzarli, secondo la classica prassi della sinistra italiana.</p>
<p>L&#8217;idea di indire elezioni primarie per l&#8217;elezione di un segretario, senza che ci sia democraticità sulla definizione dei programmi, nè sulla scelta dei candidati, mi pare sia una strada fallimentare in partenza.<br />
Se il PD non avvierà questi processi, temo che uscirà dal congresso sempre più indebolito, costringendosi all&#8217;opposizione e regalando voti e visibilità a Di Pietro.</p>
<p>_<strong> Tomaso Boyer, 27 anni, Genova</strong></p>
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		<title>[E poi c&#039;è ... Labouratorio a carte 48] Penzieri sparzi</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 10:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ciuffoletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cyrano vota Sinistra e Libertà Venite pure avanti, voi con il naso storto socialisti puristi io più non vi sopporto Sinistra e Libertà, non sarà una gran figata però un&#8217;alternativa nessuno l&#8217;ha trovata Venite pure avanti compagni sospiranti, anche dopo 20 anni che pure sono tanti Compagni che serbate un giusto e bel ricordo, andiamo adesso… <a href="http://www.labouratorio.it/2009/04/20/labouratorio-a-carte-48-penzieri-sparzi/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-1746" style="margin: 10px;" title="lab48" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2009/04/lab48.png" alt="lab48" width="305" height="305" />Cyrano vota Sinistra e Libertà</strong><em><br />
Venite pure avanti, voi con il naso storto socialisti puristi io più non vi sopporto<br />
Sinistra e Libertà, non sarà una gran figata però un&#8217;alternativa nessuno l&#8217;ha trovata<br />
Venite pure avanti compagni sospiranti, anche dopo 20 anni che pure sono tanti<br />
Compagni che serbate un giusto e bel ricordo, andiamo adesso avanti e basta col rimorso<br />
Non avremo successo, ma nemmeno paura, quindi non ci rendiamo la vita ancor più dura<br />
Le cause ed i veleni, le rivendicazioni, sono cose che davvero a me han rotto i coglioni<br />
Io son probabilmente una testa di cazzo, ma quelli che si lagnano mi fanno uscire pazzo<br />
Fanculo Franceschini, fanculo anche Di Pietro, però io non ho voglia di prenderlo di dietro<br />
Io non ho voglia di prenderlo di dietro</em></p>
<p><strong>Terremoti, referendum e stronzate democratiche</strong><br />
Dunque, il profondo cordoglio per le vittime del terremoto non avrà cittadinanza in queste brevi righe, lo dico subito a scanso d&#8217;equivoci, dato che nell&#8217;Italia del benpensare il riferimento ai terremotati d&#8217;Abruzzo è diventato un&#8217;arma di ricatto morale. Arma che può essere tirata fuori in qualunque discussione ed usata nei contesti più assurdi e con i riferimenti più improbabili.<br />
Caso lampante è quello del referendum per la modifica della legge elettorale.<br />
Quell&#8217;anima bella di Franceschini, che da quando è segretario del PD non ne ha azzeccata una, ha creduto di aver avuto una bella pensata per mettere in difficoltà l&#8217;invincibile Cavaliere. Quel furbetto di un Franceschini gli ha detto all&#8217;invincibile Cavaliere: &#8220;Se non accorpi referendum con le europee spenderai un sacco di soldi che potrebbero andare ad aiutare i poveri abruzzesi&#8221;.<br />
Lasciamo perdere che l&#8217;accorpamento sarebbe incostituzionale, lasciamo perdere che nel caso passasse il referendum riuscirebbe nell&#8217;impresa di peggiorare il Porcellum, lasciamo perdere che Guzzetta (e Ceccanti) avrebbero pure rotto i coglioni. Consideriamo solo una cosa: se il referendum passasse il PD avrebbe serie possibilità di andare al governo solo quando i lavori per riparare tutti i disastri del terremoto saranno stati completati. Questo è l&#8217;unico vero link che c&#8217;è tra il referendum e il terremoto d&#8217;Abruzzo.</p>
<p><strong>Pisciate fuori dal vaso e libertà d&#8217;espressione</strong><br />
Tutto quello che volete, ma non mi rompete i coglioni con la stronzata che difendere Vauro significa difendere la libertà d&#8217;espressione. Vauro continua infatti ad esprimersi serenamente e dietro compenso. Semplicemente quel compenso non gli verrà più corrisposto con il denaro pubblico della Rai (ma con il denaro pubblico dei finanziamenti all&#8217;editoria!).<br />
Difendere Vauro significa dunque difendere la libertà di pisciare fuori dal vaso a spese dei contribuenti. A ciascuno decidere se ne valga la pena.<br />
A metterla così, forse, Vauro posso difenderlo anche io &#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LABOURATORIO n.48 &#8211; PENZIERI SPARZI</strong></p>
<ul>
<li><a href="../2009/04/20/labouratorio-a-carte-48-penzieri-sparzi/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Labouratorio a carte 48] Penzieri sparzi </a></li>
<li><a href="../2009/04/20/e-poi-ce-leuropa-sl-e-la-politica-europea-del-lavoro/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[E poi c'è l'Europa...] S&amp;L e la politica europea del lavoro </a></li>
<li><a href="../2009/04/20/e-poi-ce-il-mondo-e-se-il-g20/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[E poi c'è il mondo...] E se il G20… </a></li>
<li><a href="../2009/04/20/il-nodo-craxi-socialisti-nel-pdl-fascisti-su-marte-e-altre-storie-fantastiche/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Il nodo Craxi] Socialisti nel PDL, Fascisti su Marte e altre storie fantastiche… </a></li>
<li><a href="../2009/04/20/giovanilita-litalia-del-merito-ovvero-la-crisi-non-e-uguale-per-tutti/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Giovanilità] L’Italia del merito (ovvero la crisi non è uguale per tutti) </a></li>
<li><a href="../2009/04/20/e-poi-ce-il-colosso-di-barberino/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[E poi c'è ...] Il Colosso di Barberino </a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>[ComeNeveAlSole]Veltroni?il meno peggio del peggio&#8230;</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2009/03/07/comenevealsoleveltroniil-meno-peggio-del-peggio/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 12:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni]]></category>
		<category><![CDATA[Franceschini]]></category>
		<category><![CDATA[Giaime Marzo]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category>

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		<description><![CDATA[articolo di Giaime Marzo Nella casa Bianca si respira un’aria tetra. Obama non ha più appetito. Il suo staff è disperato perché il presidente si è chiuso in un mutismo e una tristezza per lui insolita. Obama è triste perché il suo più grande amico Walter Veltroni si è dimesso da capo del Partito Democratico (italiano).… <a href="http://www.labouratorio.it/2009/03/07/comenevealsoleveltroniil-meno-peggio-del-peggio/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-1464" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="veltroni-face3" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2009/02/veltroni-face3-300x227.jpg" alt="veltroni-face3" width="300" height="227" /><em>articolo di <strong>Giaime Marzo</strong></em></p>
<p>Nella casa Bianca si respira un’aria tetra. Obama non ha più appetito. Il suo staff è disperato perché il presidente si è chiuso in un mutismo e una tristezza per lui insolita. Obama è triste perché il suo più grande amico Walter Veltroni si è dimesso da capo del Partito Democratico (italiano).<br />
Walter l’uomo del cambiamento consociativista e della legittimazione elettorale di Di Pietro è caduto. Si direbbe “Nunc est bibendum”, il demagogo che ha distrutto la sinistra italiana in preda a smanie american papiste è andato via, se non fosse che ci lascia la cricca di piccoli guitti oligarchi alla guida del loft.<br />
Mi associo al dolore di Obama. Si, si poteva fare . . . Quest’ uomo è riuscito a cacciare dal parlamento i socialisti, i comunisti e gli altri cespugli in meno di un anno; a Mussolini ce ne vollero almeno 3 e l’omicidio Matteotti. Non contento, ha fatto due tre favori a Berlusconi e grazie a questo ha messo lo sbarramento alle Europee, così oltre a Iva Zanicchi potranno mandare a Bruxelles anche Gatto Panceri, Malgioglio e Mastella.<br />
<span id="more-1462"></span>Ora avrà tempo per dedicarsi alla sua vera passione: l’Africa. Lascia un vuoto colmabile, da un Franceschini o Bersani qualsiasi, mentre a dare le carte resta il compagno Max, lo skipper di Gallipoli. Si può sperare che da questa cricca di burocrati della politica, che in quindici anni si sono rivelati i più fedeli alleati di Berlusconi e dei suoi prestanome, possa ancora venir fuori qualcosa di buono? Perdonatemi il realismo, ma io penso di no. Nemmeno nell’ottica del famoso meno peggio.<br />
Questa gente, usando la sinistra e la politica come mezzo per i propri affari, ha lasciato un vuoto nell’opposizione. Questo gap culturale e politico è stato riempito dal populismo fascistoide e manettaro di Di Pietro e dallo snaturato potere giudiziario che ormai è l’unica vera forza che impedisce a Berlusconi di mettere su un regime in regimental. C’è da dirgli grazie a Walter. Grazie per averci messo nelle mani di uno sbirro ipocrita moralista-affarista e di una casta di inquisitori togati.<br />
Ma non si può odiare Walter, dopotutto. Come non si può odiare Bush. Almeno io non ci riesco, perché mi riesce difficile odiare un menomato. Lo vedevi che pensava alla musica, sognava a 60 anni cosa fare da grande nella sua sindrome di Peter Pan: il critico cinematografico, l’astronauta … il presidente americano, . L’eterno adolescente, insomma. Chi bisogna odiare sono i meschini che l’hanno messo in mezzo. Quelli di “troviamo un cretino mentre noi arraffiamo l’arraffabile”. Lui poveretto voleva cambiare la sinistra in preda al fervore dei suoi aievadrims, ma si era scordato che la sinistra riformista ha solo un nome in Italia e nel mondo – anche in America a leggere ora i pareri su Obama-. Questo nome che Walter non riusciva proprio a pronunciare. Un nome che è l’antitesi di barbarie. Un nome che fa tremare le ginocchia agli oligarchi e ai potenti, ai comunisti e ai fascisti, un nome che sa di libertà. Questo nome è il nome del socialismo!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>[Giovanili Primarie ... democratiche] Intervista a Giulia Innocenzi</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2008/11/19/giovanili-primarie-democratiche-intervista-a-giulia-innocenzi/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 12:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[filippo modica]]></category>
		<category><![CDATA[giovani democratici]]></category>
		<category><![CDATA[giovanile del partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[giualia innocenzi]]></category>
		<category><![CDATA[intervista a giulia innocenzi]]></category>
		<category><![CDATA[marco pannella]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[primarie dei giovani democratici]]></category>
		<category><![CDATA[radicali italiani]]></category>

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		<description><![CDATA[Giulia Innocenzi, 24 anni, coordinatrice degli Studenti Luca Coscioni e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, è candidata alle primarie del 21 novembre che eleggeranno il primo segretario dei Giovani Democratici. Cura il blog www.giuliainnocenzi.com attraverso il quale è possibile conoscere il programma e le varie iniziative intraprese durante la campagna elettorale. Il 14 novembre… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/11/19/giovanili-primarie-democratiche-intervista-a-giulia-innocenzi/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Giulia Innocenzi, 24 anni,  coordinatrice degli Studenti Luca Coscioni e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, è candidata alle primarie del 21 novembre che eleggeranno il primo segretario dei Giovani Democratici.<br />
Cura il blog <a href="http://www.giuliainnocenzi.com" target="_blank">www.giuliainnocenzi.com</a> attraverso il quale è possibile conoscere il programma e le varie iniziative intraprese durante la campagna elettorale.<br />
Il 14 novembre scorso abbiamo avuto modo di realizzare questa intervista che vi proponiamo di seguito.</em><strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/11/innocenzilab.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-914" style="border: 0pt none;" title="innocenzilab" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/11/innocenzilab.png" alt="" width="508" height="183" /></a></p>
<p><strong>D &#8211; Una radicale che si candida alla segreteria di una federazione giovanile di partito potrebbe sembrare un paradosso&#8230; Per i radicali, che non hanno mai avuto tale organismo perché ritenuto fonte di ghettizzazione dei giovani, è cambiato qualcosa?</strong><br />
R &#8211; No, per la leadership radicale non è cambiato nulla. I radicali sono contro la ghettizzazione dei giovani all’interno di una determinata sezione come può essere un’organizzazione giovanile proprio perché preferiscono che essi abbiano lo stesso spazio garantito a tutti gli altri per fare politica, la politica vera. Quindi qualsiasi iscritto a Radicali Italiani può presentarsi come candidato segretario e, infatti, abbiamo una lunga storia di segretari a 19-20 anni… In realtà, le primarie dei Giovani Democratici permettono di affrontare un’altra questione: la non democraticità di alcuni partiti (il PD stesso, per esempio) nei quali è difficile dare spazio ai soggetti più emarginati come le donne piuttosto che i giovani. Queste stesse primarie rappresentano formalmente un’iniziativa lodevole in quanto l’art.1 del Regolamento prevede siano aperte. In realtà, però, non si sono verificate finora come erano previste nella lettera del Regolamento ed io ho continuato a denunciare tutte le irregolarità che ho riscontrato.<br />
Per un Partito Democratico così macchinoso e burocratico, un’organizzazione giovanile potrebbe fungere da stimolo per una politica innovatrice, ma solo se sarà salvaguardata la sua autonomia.</p>
<p><span id="more-913"></span><strong>D &#8211; A mio parere, la tua candidatura pone una questione politica fondamentale per il futuro dei radicali e del Partito Democratico: può esistere un Partito Democratico senza i radicali? E, al tempo stesso, che prospettive avrebbero i radicali se non dovesse mai venire alla luce quel Partito Democratico auspicato da Pannella da almeno vent&#8217;anni?</strong><br />
R &#8211; Il Partito Democratico senza i radicali non sarebbe il partito che si ispira al Partito Democratico americano e che aspira ad essere il partito di sinistra a vocazione maggioritaria. Tale partito dovrebbe portare avanti quelle battaglie di laicità, per i diritti civili, l’autodeterminazione e l’antiproibizionismo ad oggi fuori dall’agenda politica italiana.<br />
Sì, il Partito Democratico ha bisogno dei radicali, non a caso Marco Pannella all’ultimo Congresso di Radicali Italiani ha affermato chiaramente: “Non vi molliamo!”.<br />
Allo stesso tempo, il progetto di Pannella, che potremmo far risalire alla famosa lettera a Togliatti di fine anni Cinquanta, è attuale più che mai anche se questo Partito Democratico è più il risultato dell’addizione di vecchie correnti che un nuovo soggetto politico in grado di farsi portatore delle battaglie della Sinistra europea quali quelle di Zapatero piuttosto che di Tony Blair.<br />
Ambedue hanno bisogno l’uno dell’altro e quindi speriamo che anche grazie alla mia candidatura sia possibile una nuova dialettica fra i due soggetti per far venire alla luce il vero Partito Democratico italiano.</p>
<p><strong>D &#8211; Nell&#8217;intervista rilasciata a Libmagazine hai dichiarato: &#8220;La mia candidatura vuole anche proporre una riflessione sulla realtà teo-dem italiana: non esiste in altra parte d&#8217;Europa una componente cattolica della sinistra&#8221;. </strong><br />
<strong>Sono realtà completamente sovrapponibili i teo-dem e la componente cattolica del PD?<br />
Non esistono, forse, in Europa esponenti cattolici all&#8217;interno dei partiti socialisti, socialdemocratici e laburisti?</strong><br />
R &#8211; Certamente. In realtà, in Italia ogni tanto non poniamo la necessaria attenzione sull’utilizzo di alcuni termini fondamentali. Ad esempio, si contrappongono i laici ai cattolici e ciò è assolutamente sbagliato.  Un cattolico può essere (e la maggioranza dei cattolici italiani lo è) laico.</p>
<p><strong>D &#8211; Non ti avrei fatto nemmeno la domanda se avessi parlato di una componente clericale piuttosto che cattolica… Della componente cattolica del PD fa parte, per esempio, anche Rosy Bindi, no?</strong><br />
R &#8211; Infatti, la Bindi è una delle poche che fa alcune battaglie di laicità… Invece, i teo-dem rappresentano più una frangia integralista che talvolta assume tratti razzisti. L’ultima dichiarazione della Binetti che equipara gli omosessuali ai pedofili sarebbe impensabile in altri Paesi, soprattutto da parte di esponenti di sinistra, è per questo che ho definito i teo-dem un’anomalia tutta italiana. In altre realtà europee non esistono e non hanno senso di esistere tali posizioni all’interno di una forza laica e riformista come dovrebbe essere il PD.</p>
<p><strong>D &#8211; Fin dall&#8217;inizio la tua è stata una battaglia per la legalità e la trasparenza di queste primarie. Dei risultati su questo fronte li hai anche ottenuti, ciononostante nemmeno il rinvio delle stesse è servito a farle uscire dalla clandestinità in cui versano, per non parlare della disorganizzazione e della mancanza di trasparenza&#8230; Dò un&#8217;occhiata al sito ufficiale dei Giovani Democratici (a 7 giorni dal voto!!!) e mi chiedo: ma dove si vota? (Ndr, proprio a partire dal 14 novembre è stato pubblicato sul sito un elenco parziale riguardante l’ubicazione dei seggi).</strong><br />
R &#8211; Si vota il 21, non si sa ancora dove si vota e addirittura in alcune regioni non sono neanche stati nominati gli organi che decideranno l’ubicazione dei seggi. Quindi la situazione è in totale alto mare. Qui è evidente che il PD e i suoi dirigenti hanno deciso di non investire in queste primarie, di non finanziarle, di far sì che passino il più possibile nell’ombra e nel silenzio. Ciò dispiace: queste primarie potevano essere un’ottima occasione per avvicinare i giovani alla politica. Tramite primarie aperte, fatte dai ragazzi, con metodi di comunicazione nuovi come possono essere i blog e Facebook (cui mi sto dedicando), gli incontri nei circoli delle varie città…<br />
Il PD avrebbe potuto fare vanto di questo strumento innovativo e cercare di “esportarlo”, essere di esempio agli altri partiti…<br />
Non a caso io ho approfittato di queste primarie per promuovere un dibattito sulla democrazia interna dei partiti (che non c’è!): al momento attuale l’art. 49 della Costituzione non viene assolutamente considerato nella vita interna dei partiti. Tramite la mia doppia tessera PD-radicali sto cercando di far partire anche un dibattito sulla libertà di associazione (art. 18 della Costituzione) che negli statuti di tutti i partiti italiani (eccetto Radicali Italiani) viene negata.<br />
Non vedo perché non vi possa essere una legge che regoli la democraticità interna dei partiti (che percepiscono finanziamenti pubblici, rimborsi elettorali…), ad oggi assimilati a delle semplici associazioni: tale regolamentazione potrebbe aumentare la possibilità di rinnovare la classe dirigente.</p>
<p><strong>D &#8211; Ho notato anche una certa differenza di stile nell&#8217;elaborazione dei documenti programmatici dei vari candidati alla segreteria dei Giovani Democratici: il tuo è molto sintetico e ricco di proposte concrete al tempo stesso (dai diritti civili alla libera condivisione, dall’anagrafe pubblica degli eletti alla sicurezza partecipativa) . Con quale altro programma pensi ci siano maggiori punti di contatto?</strong><br />
R &#8211; Negli altri documenti è difficile individuare i punti programmatici proprio perché sono dichiarazioni che utilizzano un vecchio linguaggio politico, pagine e pagine in cui si riesce a non dire niente…<br />
Fra i tre quello a cui mi sento più vicina è quello di Salvatore Bruno (con cui potrei collaborare in futuro), perché propone l’abolizione degli ordini professionali, la liberalizzazione del mercato del lavoro, non ha chiusure su temi quali l’eutanasia e la libertà di ricerca scientifica pur facendo parte dell’area Bindi…</p>
<p><strong>D &#8211; Fra pochi giorni conosceremo il risultato di questa partita. Realisticamente, in queste condizioni, pensi di poter vincere? E, in caso di sconfitta, considereresti il 10% un risultato minimamente soddisfacente o un fallimento?</strong><br />
R &#8211; Ad oggi sappiamo che le primarie si svolgeranno soltanto all’interno dei circoli del PD: questa la reputo una sconfitta per le primarie stesse perché dovrebbero essere aperte agli studenti dei licei e delle università e ai giovani lavoratori. Ciò potrà avere una conseguenza sul mio risultato elettorale.<br />
Io mi sono proposta come “il nuovo”, come il possibile cambiamento rispetto ai linguaggi e alla proposte, ma, se questo rimane un processo chiuso, è chiaro che “il nuovo” verrà meno apprezzato.<br />
Non è possibile fare una previsione perché c’è la variabile della partecipazione, ma ti posso garantire che meno gente andrà a votare, più basso sarà il mio risultato elettorale&#8230;</p>
<p><strong>D &#8211; Non facciamo previsioni, allora… Ad ogni modo, io considero il possibile 10% un dato alto se facciamo riferimento ad una candidatura radicale che si presenta in queste condizioni… Basso se invece facciamo riferimento al valore della tua candidatura e al numero dei candidati: quattro…<br />
Ci sarà un plebiscito per il favorito?</strong><br />
R &#8211; Fausto Raciti era stato eletto segretario della Sinistra Giovanile con l’89% dei voti… Se queste sono le logiche, considerando che le persone non hanno avuto la conoscenza per deliberare, per scegliere fra le quattro candidature, è chiaro che senza conoscenza si voterà il candidato “uscente”.<br />
La logica degli accordi sarebbe da eliminare, è quella che porta a risultati con alte percentuali.<br />
I giovani dovrebbero andare oltre la vecchia politica, decidere quali nuovi modelli comunicativi adottare per coinvolgere il maggior numero di ragazzi piuttosto che continuare con la politica degli accordi di vertice e delle alleanze.</p>
<p><strong>D &#8211; Questi ultimi due mesi così intensi ti hanno consentito di diventare una protagonista della politica giovanile, ti hanno permesso di conoscere realtà nuove e militanti appassionati e di toccare con mano cosa significhino la disorganizzazione scientifica degli apparati, la mancanza di informazione, l&#8217;opacità del regime.<br />
Hai avuto modo di assaggiare il dolce e l&#8217;amaro della politica&#8230; Quanto è stato stressante?</strong><br />
R &#8211;  Finché c’è il divertimento lo stress è lasciato ai margini… E’ sicuramente un po’ faticoso: bisogna portare avanti iniziative su tutti i fronti. Nel frattempo mi sono occupata anche di scuola e università con proposte controcorrente: l’abolizione del valore legale del titolo di studio, l’abolizione dei concorsi universitari, il metodo della peer review per finanziare la ricerca. Conoscere i ragazzi in giro per l’Italia, andare agli incontri e ai confronti è stato sicuramente divertente e un po’ stancante: un’esperienza che a livello personale mi ha appagato tantissimo e che considero inarrivabile. Ho dato il massimo che potevo perché credo in questo progetto e quindi ho sfruttato la campagna elettorale per organizzare iniziative politiche: chi mi voterà saprà in che modo porterò avanti le istanze politiche qualora fossi eletta, cioè nello stesso modo in cui ho portato avanti la campagna elettorale: trasparente e diretto!</p>
<p><strong>D &#8211; Questa esperienza ti ha dato nuovi stimoli per continuare con maggior vigore le tue battaglie a partire dal 23 novembre o senti il bisogno di &#8220;staccare la spina&#8221; per almeno due settimane?</strong><br />
R &#8211; Magari un fine settimana di libertà me lo concederò sicuramente… Ogni tanto qualche scoraggiamento c’è, dovuto a politiche nebulose che magari dai giovani ci si aspetterebbe un po’ di meno, però bisogna continuare a lavorare perché non si può pensare che in un mese si possa riuscire a rivoluzionare tutto.<br />
Abbiamo lanciato un modello incentrato su richiesta di regole certe, trasparenza e battaglie politiche che dobbiamo ancora portare avanti…</p>
<p><em><strong>Un sincero in bocca al lupo!</strong></em></p>
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