[Fus e polemiche] Quando le critiche suonano inopportune
| venerdì 24 luglio 2009 | Scritto da Lidano Lucidi - 109 letture |
In questi giorni sta montando la polemica sui tagli effettuati dal Governo al FUS (Fondo Unico dello Spettacolo). Una polemica giusta. Sì agli investimenti sulla cultura, perché la cultura può essere una fabbrica per creare posti di lavoro. Altro aspetto, sicuramente più importante, è che l’investimento nel sapere scardina il principio di non educare il villico, che era, ed è, la regola per tenere sotto scacco i cittadini.
L’industria dello spettacolo può essere un volano di sviluppo importantissimo, pensiamo a quello che succede negli States o in India. In Italia in più abbiamo un patrimonio culturale di primissimo piano che se adeguatamente valorizzato può determinare una crescita sostanziale del Prodotto Interno Lordo.
Sono necessarie però due considerazioni.
Se dovessi ridurmi come un vegetale, se dovesse la mia vita essere legata ad un sondino, se così malauguratamente fosse uccidetemi. Non abbiate scrupoli, non abbiate pietà, fatelo. Credo che la vita sia mia, che l’unico padrone delle mie decisioni sia io non altri. Voglio essere libero di decidere anche quando morire. Se qualche organo ancora funziona datelo a chi ne ha bisogno, a chi ha ancora speranza di vivere, non lasciatemelo dentro ad invecchiare con me.
Caro Presidente Berlusconi,

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