[Partiti all'italiana]L’anomalia dell’opposizione interna
| lunedì 19 gennaio 2009 | Scritto da Andrew Nat - 93 letture |
L’Italia è un paese di santi, poeti e navigatori, ma in questo caso anche di creativi. L’ultima frontiera in fatto di made in Italy è la nuova opposizione interna creata dal sistema di ‘partito unico ingloba tutto’. Un modo di fare politica che è riuscito negli ultimi 17 anni a far stare assieme da una parte post-fascisti con liberali, liberal-socialisti e cattolici (oggi PDL), mentre dall’altra parte post-comunisti con liberali, cattolici-conservatori e laici-progressisti di aree diverse (oggi PD). La cosa strana è che ha messo d’accordo sia destra che sinistra! Un sistema che ha dato frutti non decifrabili dove tutti stanno con tutti, ma allo stesso tempo tutti non si sentono parte di un medesimo progetto. Insomma un homo homini lupus (tutti contro tutti) anche all’interno dello stesso partito. Ma cosa sono per questi dirigenti i partiti politici? Sono contenitori vuoti che servono per portare i voti nel momento delle elezioni. Sono partiti-coalizione dove l’importante è starci dentro senza ritegno, unico modo per essere eletti nuovamente senza uno speciale merito o una dote politica consolidata. Il vero merito? Da quello che si vede è probabilmente lo stare vicino al potente di turno per essere segnalati al leader politico del momento. Cosa ha portato questo sistema? Ha gettato al vento ideali e valori, che il popolo italiano richiede oggi con vigore, ma soprattutto la coerenza delle persone.
(continua…)


Non si tratta di un gioco di parole.
Sì, lo so che questa citazione è la più inutile per aprire il numero Zero di un settimanale online che si occuperà di politica, attualità, economia, società etc … Non ha molto senso neppure il fatto che si tratti di un passo della Bibbia, in fondo un comun denominatore dei redattori di questo magazine online non è solo quello di essere giovani, ma anche quello di essere tendenzialmente laici.Giovani, laici, labouranti e libertari. Il titolo della rivista, Labouratorio, già dice molto. Ci piace però sottolineare più il riferimento al “laboratorio”, che non quello al “labour”. Laboratorio per “sperimentazioni alchemiche” di quella sinistra moderna e liberale che oggi più che mai manca al nostro paese. Ci piace pensare che questo possa diventare luogo di dibattito e confronto fra le ragioni, spesso comuni, che animano il fare ed il pensare politico di molti di noi. Socialisti, radicali, repubblicani, liberi liberali e magari anche piddiini (sostenitori del Partito Democratico), oltre le appartenenze di schieramento e senza dimenticare che alcuni di noi, di appartenenze politiche o partitiche, non ne hanno alcuna.

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