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	<title>Labouratorio &#187; labouratorio</title>
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	<description>Magazine di sperimentazione alchemica per una generazione che non c&#039;è</description>
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		<title>[Labouratorio 66] Most Wanted</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 00:38:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ci stiamo rimangiando quello che vi abbiamo detto un paio di mesi fa, che a guardare indietro sembrano tre o quattro secoli. Labouratorio 2.0 è finito per sempre e Labouratorio 3.0 è di là da venire. Siamo in stand by in attesa di capire se l&#8217;avvenire è davvero già nel presente, sempre attenti alla direzione… <a href="http://www.labouratorio.it/2012/01/18/labouratorio-66-most-wanted/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2012/01/lab66.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5156" title="lab66" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2012/01/lab66.png" alt="" width="427" height="451" /></a></p>
<p>Non ci stiamo rimangiando <a href="http://www.labouratorio.it/2011/11/09/la-fine-di-labouratorio-2-0-la-felicita-non-dura-per-sempre/">quello che vi abbiamo detto un paio di mesi fa</a>, che a guardare indietro sembrano tre o quattro secoli.</p>
<p>Labouratorio 2.0 è finito per sempre e Labouratorio 3.0 è di là da venire. Siamo in stand by in attesa di capire se l&#8217;avvenire è davvero già nel presente, sempre attenti alla direzione che prende il mondo e a quella che vorremmo che prendesse.</p>
<p>Nel frattempo però, abbiamo pensato di invitare a Londra Matteo Messina Denaro, o quantomeno parlare di lui, in contumacia. Per parlare di Mafia, o meglio di Mafie. Con un coraggioso giornalista siciliano, Giacomo Di Girolamo, <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/7133-ma-io-per-il-terremoto-non-do-nemmeno-un-euro/">uno che sa provocare</a>, e che per questo non può non piacerci. Con Francesco Timo, suo collega nella redazione di <a href="http://marsala.it/">http://marsala.it/</a>. E John Dickie, che per chi si intende di studi sulla Mafia non ha certo bisogno di presentazioni (per tutti gli altri è un professore di University College London autore del bestseller internazionale &#8220;<em>Cosa Nostra: A History of the Sicilian Mafia</em>&#8220;.)</p>
<p>Siccome però le cose ci piace farle per bene, non potevamo parlare di Mafia senza parlare anche di antimafia, o meglio di antimafie. Per questo in questo numero trovate due contributi labouranti mica male.</p>
<p>Aggiungici un Manifesto Europeista che arriva da Londra e  un pezzo, bellissimo, difficile, molto profondo, sul legame tra Socialismo, Rivoluzione e la storia di un mondo che finisce con tutto il senso di straniamento e perdita di senso individuale e collettivo che questa fine comporta.</p>
<p>Et voilà, son 66&#8230;</p>
<p><strong>SOMMARIO n.66</strong></p>
<ul>
<li><a title="[Labouratorio 66] Most Wanted" href="http://www.labouratorio.it/2012/01/18/labouratorio-66-most-wanted/">[Labouratorio 66] Most Wanted</a></li>
<li><a title="[Rivoluzionismi] Socialismo e guerra civile" href="http://www.labouratorio.it/2012/01/18/rivoluzionismi-socialismo-e-guerra-civile/">[Rivoluzionismi] Socialismo e guerra civile</a></li>
<li><a title="[Europeismi] Un nuovo europeismo per la sinistra" href="http://www.labouratorio.it/2012/01/18/europeismi-un-nuovo-europeismo-per-la-sinistra/">[Europeismi] Un nuovo europeismo per la sinistra</a></li>
<li><a title="[Antimafie] Sciascia e Falcone, due modi diversi di fare antimafia?" href="http://www.labouratorio.it/2012/01/18/antimafie-sciascia-e-falcone-due-modi-diversi-di-fare-antimafia/">[Antimafie] Sciascia e Falcone, due modi diversi di fare antimafia?</a></li>
<li><a title="[Antimafie] 50 000 firme contro il voto di scambio" href="http://www.labouratorio.it/2012/01/18/antimafie-50-000-firme-contro-il-voto-di-scambio/">[Antimafie] 50 000 firme contro il voto di scambio</a></li>
<li><a title="[LabouraVideo] Le crisi del capitalismo" href="http://www.labouratorio.it/2012/01/10/labouravideo-le-crisi-del-capitalismo/">[LabouraVideo] Le crisi del capitalismo</a></li>
</ul>
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		<title>[Labouratorio 3.0] Si fa la comune o si muore!</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2011/11/09/labouratorio-3-0-si-fa-la-comune-o-si-muore/</link>
		<comments>http://www.labouratorio.it/2011/11/09/labouratorio-3-0-si-fa-la-comune-o-si-muore/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 02:40:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Labouratorio senza tempo]]></category>
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		<description><![CDATA[Un tranquillo pomeriggio di Agosto, nella Redazione di Labouratorio. Di fronte alla lavagnetta scarobocchiata dove discutere i temi del prossimo numero, giacciono ormai da giorni tre faldoni con la pila di lettere di ammiratrici del Maggiani che ancora non hanno ricevuto risposta. Straboccano, finendo per adagiarsi sui tre manuali di economia politica macchiati di caffè su… <a href="http://www.labouratorio.it/2011/11/09/labouratorio-3-0-si-fa-la-comune-o-si-muore/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un tranquillo pomeriggio di Agosto, nella Redazione di Labouratorio. Di fronte alla lavagnetta scarobocchiata dove discutere i temi del prossimo numero, giacciono ormai da giorni tre faldoni con la pila di lettere di ammiratrici del Maggiani che ancora non hanno ricevuto risposta.<a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/11/labouraredazione.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5044" title="labouraredazione" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/11/labouraredazione.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Straboccano, finendo per adagiarsi sui tre manuali di economia politica macchiati di caffè su cui mezza redazione ha fatto finta di studiare, dopo averli presi in prestito, e mai restituiti, alla biblioteca universitaria. Sul tavolo grande, accanto al commodor 64 su cui scriviamo i pezzi dopo lo spegnimento del server al cesio 136 in seguito al referendum nucleare, tredici solleciti di pagamento della luce che stanno per tagliarci, 4 bicchieri sporchi e una copia della Repubblica usata per assorbire le macchie di umidità che gocciano dal soffitto.</p>
<p>E’ tempo di riunioni nell’anticamera adibita a dormitoio, dove alloggiano i 5 labouranti scappati di casa per fuggire ai genitori dipietristi. Si alza una voce immensa, dall’angolo più buio, vicino al poster di Mazzini. E’ Bardini che parla, con voce cavernosa.</p>
<p>&lt;&lt;Cosi avanti non si può andare, le ripetizioni di geografia ai ragazzini delle medie non bastano più, non abbiamo nemmeno i soldi per pagare un webmaster decente, da quando la Digos ha rapito Crucio&gt;&gt;. E subito inizia a snocciolare gli ultimissimi prodotti sui mercati finanziari con cui, a suo dire, Labouratorio potrebbe far quadrare i disastrati conti. Nella sala, si alza un brusio improvviso. Chi propone di continuare con lo spaccio di stupefacienti, chi difende l’esproprio proletario. Ad un tratto, una voce femminile riporta il silenzio.</p>
<p>&lt;&lt;Il problema non sono solo i soldi, questa redazione è un casino, nessuno fa nulla per settimane e poi a turno e a caso, la gente si attiva, serve coordinamento!&gt;&gt;</p>
<p>E’ Antonella Soldo ad aver parlato, con un certo piglio. Un coro soffuso di approvazione pervade la redazione. Emergono dettagli scabrosi sulle attività intraprese dal Pugliese nei momenti di massimo svacco.</p>
<p><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/11/redazionelab.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5045" title="redazionelab" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/11/redazionelab.jpg" alt="" width="430" height="304" /></a>Dal lato della porta, accanto al busto di Turati, interviene Isidoro Niola, anche lui avvocato:</p>
<p>&lt;&lt;Servono delle regole chiare, carta canta, qua siamo tutti illegali! Prima o poi scopriranno che nessuno paga l’affitto&gt;&gt;.</p>
<p>E’ ormai panico in sala. La consapevolezza della precarietà attraversa le menti e i cuori. Tutti sapevano già che Labouratorio vive di una vita effimera, di ritagli di tempo nelle pieghe di esistenze movimentate e distanti, viaggia sulla cresta dell’onda dell’entusiasmo, di buona volontà ed immaginazione. Ma le bollette da pagare sono là che parlano, il caos regna sovrano, l’illegalità la fa da padrone. Basta un nonnullla, l’ennesimo bisticcio tra direttore e vicedirettore e può andare tutto in fumo.</p>
<p>Ma è proprio quando la disperazione ha conquistato i presenti, che dal lungomare di Barletta arriva una proposta dirompente. E’ Alessandro Porcelluzzi a parlare:</p>
<p>&lt;&lt;Ragazzi, qua o si fa qualcosa o si muore, diamo vita a una Comune! 10 euro a testa, una testa un voto, si mangia e si lavora tutti insieme&gt;&gt;</p>
<p>Mentre la parole si spargono nell’aria fattasi pesante della stanza piena di volute di fumo del sigaro di Manfr, viene il tempo della riflessione, nel caldo pomeriggio di Agosto.</p>
<p>Prende la parola, non del tutto convinto, il Plex in persona.</p>
<p>&lt;&lt;L’idea è suggestiva ma impegnativa. Cambiare tutto, per restare come siamo, anarcoidi situazionisti in cerca d’autore. E però fare le cose sul serio. Registrare la testata, creare un&#8217;associazione, definire meglio compiti e impegni, si dividono le spese, si accettano donazioni e sponsorship. Con una Rosa nel Pugno e nel cuore, certo. Senza riferimenti politici chiari nell&#8217;immediato, per forza di cose. D&#8217;altronde, c&#8217;è sempre bisogno di una rivista socialista radicale e radicalsocialista no? Che dite? Chi ci sta?&gt;&gt;</p>
<p>Già, chi ci sta?</p>
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		<title>[La fine di...Labouratorio 2.0] La felicità non dura per sempre</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 02:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Labouratorio 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[  QUANDO TUTTO (RI)COMINCIO&#8217; Forse è vero che c&#8217;è un tempo per tutte le cose. Che si legge, si pensa, si clicca, si corre, si parla e non si scorgono i confini. Che siamo in perenne movimento, senza direzione, senza sosta, senza consapevolezza della meta. Forse è vero che il frutto più avvelenato della modernità è… <a href="http://www.labouratorio.it/2011/11/09/la-fine-di-labouratorio-2-0-la-felicita-non-dura-per-sempre/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2010/12/lab52.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2429" title="lab52" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2010/12/lab52.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a><a href="http://www.labouratorio.it/perche-labouratorio/"> </a></p>
<p><a href="http://www.labouratorio.it/perche-labouratorio/">QUANDO TUTTO (RI)COMINCIO&#8217;</a></p>
<p>Forse è vero che c&#8217;è un tempo per tutte le cose. Che si legge, si pensa, si clicca, si corre, si parla e non si scorgono i confini. Che siamo in perenne movimento, senza direzione, senza sosta, senza consapevolezza della meta.</p>
<p>Forse è vero che il frutto più avvelenato della modernità è l&#8217;averci spogliato dei confini materiali dell&#8217;esistenza, identità virtuali perennemente presenti, finalmente libere dalla tirannia di spazio e tempo, fluide, volatili, quasi eteree.</p>
<p>Forse è vero, ma è solo un&#8217;illusione. Ciò che è reale è perchè è qui e ora. Nello spazio di un attimo, del presente che è tutto ciò che è, è stato e sarà. In quell&#8217;istante di comprensione, in quello slancio d&#8217;amore, in quel lampo di interesse, non ancora soffocato dall&#8217;ansia bulimica di chi affoga la propria noia di vivere nella perenne attesa di un flash d&#8217;agenzia.</p>
<p>Vivere nel futuro è premessa di sciagura, e avremmo dovuto saperlo. Troppo intenti a guardare sempre avanti, ci siamo dimenticati di guardarci intorno, allo specchio, negli occhi.  La vuota agitazione di chi arde di passione senza conoscere i propri limiti, senza la capacità di incanalare le proprie spinte in una direzione sostenibile, è la premessa della fine di ogni amore. L’ostinata frenesia non porta alla felicità, ma alla fine di tutte le passioni, allo spegnersi inavvertito del fuoco che brucia dentro, lasciando una desolazione di cenere e sogni smarriti.</p>
<p>La felicità è nella determinazione consapevole di chi sa dove vuole andare, è il compimento più genuino della realizzazione delle proprie potenzialità inespresse, è la condizione più alta di chi vive perché vuole vivere, in armonia col mondo e secondo giustizia. Ma se siamo solo noi  a poterci realizzare, non possiamo essere noi a decidere chi siamo e di cosa siamo fatti e non c&#8217;è nulla di più insensato al mondo di scegliere di non fare i conti con sè stessi, di non cercare di capire cosa si è e cosa non si è.</p>
<p>Labouratorio finisce oggi, in una nuvola di fumo, di idee e di speranze. Muore di troppa libertà, di troppa fiducia, di troppa voglia. Muore per il troppo tempo di cui ha vissuto, e del troppo poco tempo che si è riservato per sè.</p>
<p>Siamo stati felici finchè abbiamo vissuto, finchè abbiamo avuto fiato in gola per gridare, finchè abbiamo combattuto nell&#8217;amore delle nostre idee e ideali. Ma la felicità non dura per sempre. Nulla dura per sempre, nemmeno il mondo stesso.</p>
<p>Ma per un mondo che scompare ce ne è un altro da costruire e perché sia costruito bene, su fondamenta solide e durature, è necessario che sia costruito secondo giustizia. E non si tratta, come spesso si equivoca, soltanto dell&#8217;equità nella ripartizione dei beni, degli oneri e degli onori. La giustizia non è un vuoto esercizio di contabilità, la banale divisione in parti eguali della torta della vita.</p>
<p>No. La giustizia è qualcosa di più. E&#8217; la più intima ragione, la causa profonda che tiene unito il sistema nella sua armoniosa complessità.  E&#8217; la sostenibilità che regge l&#8217;ordine delle cose, il logos che ne è alla base e ne determina il bilanciamento più esatto. Vive in profondità, seppellita di contraddizioni, la giustizia. Ed è per questo che è così difficile servirla e difenderla.</p>
<p>Ma se la giustizia vive in profondità, in superficie si manifesta l&#8217;ingiustizia. E grida, di un dolore sordo, nelle menti e nei cuori degli uomini che non possono fare a meno di ascoltare e di com-muoversi. Nella catastrofe di un mondo che crolla sotto il peso di ingiustizie feroci, Labouratorio ha provato a mettere in ordine alcune priorità, a raccontare storie e unire persone, a porsi domande e a trovare risposte.</p>
<p>L&#8217;abbiamo fatto senza mezzi, senza chiese, o partiti da servire o fazioni da compiacere.</p>
<p>Abbiamo rifuggito e deriso i mestieranti della politica e gli &#8220;<em>avventurieri della disubbidienza facile&#8221;, </em>brandendo come spada il coraggio ingenuo di chi non ha niente da difendere e tutto da conquistare.</p>
<p>Non sappiamo cosa abbiamo conquistato e non sappiamo nemmeno che sarà di noi. Sappiamo solo che oggi che finisce il mondo, finiamo pure noi.</p>
<p>Ci ritroverete, forse, sempre qui. Anzi: ci troveremo qua, insieme. Perché oggi come ieri, &#8220;se c’è una cosa che ha significato fare, quella cosa è sostituire il noi ai tanti io che compongono gli stonati cori di questa mediocre post-modernità&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>[Mondoperaio in Labouratorio] Le due sponde della rivolta</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2011/03/13/mondoperaio-in-labouratorio-le-due-sponde-della-rivolta/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 17:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Morrocchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[READ THE ENGLISH VERSION Poco più di 600 chilometri, separano Roma da Tunisi. Due capitali in rivolta se si da per buona l&#8217;interpretazione di chi  legge i movimenti degli studenti dei mesi scorsi come altro e di più della lotta a una modesta riforma universitaria. Quanti giornali, analisti, commentatori, politici ci hanno raccontato di una generazione… <a href="http://www.labouratorio.it/2011/03/13/mondoperaio-in-labouratorio-le-due-sponde-della-rivolta/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2932" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/02/il-mare-sotto-il-pave-1968-2011.jpg" alt="" /></p>
<p><a href="http://www.labouratorio.it/?p=3325&amp;preview=true">READ THE ENGLISH VERSION</a></p>
<p>Poco più di 600 chilometri, separano Roma da Tunisi. Due capitali in rivolta se si da per buona l&#8217;interpretazione di chi  legge i movimenti degli studenti dei mesi scorsi come altro e di più della lotta a una modesta riforma universitaria.</p>
<p>Quanti giornali, analisti, commentatori, politici ci hanno raccontato di una generazione che scendeva in piazza perché le stavano rubando il futuro? Gli stessi che, probabilmente troppo occupati a immaginare il regime italiano, non si accorgevano di un regime (quello sì non democratico) che crollava davvero e alle porte di casa nostra.</p>
<p>Da un lato una generazione, <a href="http://http://www.labouratorio.it/2010/12/31/maggianateil-movimento-studentesco-e-una-cagata-pazzesca/">come raccontava Labouratorio nel numero 52</a>, con la pancia piena, spesso privilegiata, che finiva per difendere lo status quo, piuttosto che lottare per una riforma reale e piena del loro sistema di formazione.</p>
<p>Ma questo poco conta per i nostalgici del conflitto, coloro i quali le immagini dello scontro servivano da <em>madeleine</em> proustiane, per scatenare il tempo perduto della gioventù sessantottina o, più di nicchia ma più ascoltati nelle (i)stanze della protesta, del fallimento del G8 di Genova.</p>
<p>Lo stesso immaginario di chi lamenta la vittoria del sì a Mirafiori come opera del tradimento del “proletariato dal collare bianco”, come se oggi nel 2011 la dimensione del conflitto di classe avesse ancora quelle forme e quel lessico, come se postfordismo, toyotismo e divisione internazionale del lavoro, fossero scivolati indenni sul nostro tempo.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte del mediterraneo invece la stessa generazione è scesa in piazza e ha sovvertito il potere a partire dalla più antica delle proteste: quella per l&#8217;aumento del prezzo del pane (mica del prezzo dell&#8217;iphone), lo ha fatto apparentemente senza un piano, senza una giuda definita. E oggi si trovano probabilmente spiazzati di fronte ad avvenimenti non previsti né prevedibili.</p>
<p>Dal nostro occidente, da troppo tempo inadeguato a capire cosa accade nel continente africano, prima abbiamo ignorato, poi ci siamo raccontati la storia della rivoluzione su twitter. L&#8217;assolutoria e rassicurante versione di una società civile, colta ed europea, pronta a portare la Tunisia nel nostro condominio occidentale.</p>
<p>Nulla però, a livello di governi, pare muoversi per spingere in tale direzione; anzi le uniche parole che sa pronunciare il nostro ministro degli esteri sono un elogio alla riforma locale del dittatore Gheddafi. Di fronte al tiranno che fugge si finisce per parteggiare per i suoi simili proponendo la versione aggiornata al XXI secolo delle <em>brioches</em> di Maria Antonietta.</p>
<p>Nel frattempo tutta l&#8217;Africa del nord pare in procinto di esplodere, perché nulla spinge di più di un esempio positivo. La Tunisia, Paese profondamente laico, rimane in bilico tra democrazia e fondamentalismo islamico; se la rivolta dovesse estendersi in Egitto, Algeria, Mauritania possiamo prevedere un peso assai maggiore delle forze estremiste.</p>
<p>Non è da oggi che Al Quaeda del Magreb Islamico ha profondamente messo radici in questi Paesi, ed è pronta a sfruttare lo spazio che la caduta dei regimi potrebbe fornirgli soprattutto verso le plebi del Cairo o di Algeri.</p>
<p>La comunità internazionale, l&#8217;occidente, appaiono alla finestra, incapaci di capire i rischi (ma anche le opportunità) di un Africa finalmente democratica, sospesi da un neo attivismo spesso pasticcione degli USA (vedi referendum del Sud del Sudan) e un interesse cinese che guarda ai mercati e alle materie prime senza troppo andare per il sottile su democrazia e diritti.</p>
<p>Infine il medio oriente, con Israele che finirebbe ancor più in trincea di fronte a un radicalizzarsi dei regimi a lui vicini, e un Libano pronto a sprofondare di nuovo in lotte, come dimostra l&#8217;uscita di Hezbollah dal governo di fronte al timido tentativo dell&#8217;ONU di celebrare i processi per l&#8217;assinio dell&#8217;ex premier.</p>
<p>Sarebbe allora un futuro piuttosto spiacevole quello in cui si troverebbero a vivere anche i giovani manifestanti italiani e per di più a due passi dalle loro playstation.</p>
<p><strong>Michele Morrocchi, 35 anni, un passato rottamato da dirigente dei DS e del PD. Attualmente si occupa di informatica per lavoro e invece di sputtanare i soldi al Casinò produce film con ancora minori possibilità di arricchirsi. E&#8217; editorialista per il Nuovo Corriere di Firenze.</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>[Labouratorio intervista Franco Frattini] &#8220;Anche nel centrodestra c’è gente che non capisce la politica internazionale.&#8221;</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2011/02/27/labouratorio-intervista-franco-frattini-anche-nel-centrodestra-c%e2%80%99e-gente-che-non-capisce-la-politica-internazionale/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 21:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ministro Frattini, innanzitutto ringraziamo il Governo di aver deciso di non rispondere alle nostre domande. Le sue dichiarazioni sono state comunque molto importanti per noi. Iniziamo dalla serie di rivolte che hanno sconvolto il Nord-Africa negli ultimi due mesi. Qual è la sua opinione in merito? “Noi condanniamo ovunque la violenza, ma sosteniamo governi che hanno… <a href="http://www.labouratorio.it/2011/02/27/labouratorio-intervista-franco-frattini-anche-nel-centrodestra-c%e2%80%99e-gente-che-non-capisce-la-politica-internazionale/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Ministro Frattini, innanzitutto ringraziamo il Governo di aver deciso di non rispondere alle nostre domande. Le sue dichiarazioni sono state comunque molto importanti per noi. Iniziamo dalla serie di rivolte che hanno sconvolto il Nord-Africa negli ultimi due mesi. Qual è la sua opinione in merito?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Noi condanniamo ovunque la violenza, ma sosteniamo governi che hanno avuto coraggio” e “costituiscono un’importante presenza mediterranea, soprattutto nella lotta al terrorismo”.<a href="http://liveinternet.it/attualita/esteri/2011/01/10/1029953-rivolta-del-pane-frattini-sosteniamo-governi-tunisia-e-algeria.html"> <em>TMNews 10/1/2011</em></a><em> (riferendosi ai governi di Tunisia e Algeria, Ben Ali ancora saldamente al potere n.d.r.)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si riferisce forse al governo del Colonnello Gheddafi in Libia, che sta tentando di reprimere nel sangue la sommossa popolare?<a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/03/frattini.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3622" title="frattini" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/03/frattini.jpg" alt="" width="176" height="287" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Gheddafi è un leader arabo, il presidente dell’Unione Africana, un politico capace di mettere un proprio collaboratore a presiedere l’assemblea dell’Onu. E va in giro per l’Africa a dire che l’Italia è l’unico Paese che ha superato il colonialismo. Sa questo quante porte apre in Africa?&#8221;. <em><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201009articoli/58154girata.asp">La Stampa 2/9/2010</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Possiamo immaginare. E&#8217; dunque per questo motivo che l&#8217;Italia non ha preso posizione contro la Libia nella recente crisi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Puntando il dito contro la Libia non si ottiene nulla. Noi non lo abbiamo mai fatto, e anche per questo possiamo raggiungere risultati. <em><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201009articoli/58154girata.asp">La Stampa 2/9/2010</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scusi di quali risultati parla? Intende dire dei progressi verso un&#8217;apertura democratica in Libia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Gheddafi ha realizzato una riforma che chiama &#8220;dei Congressi provinciali del popolo&#8221;: distretto per distretto si riuniscono assemblee di tribù e potentati locali, discutono e avanzano richieste al governo e al leader. Cercando una via tra un sistema parlamentare, che non è quello che abbiamo in testa noi, e uno in cui lo sfogatoio della base popolare non esisteva, come in Tunisia. Ogni settimana Gheddafi va lì e ascolta. Per me sono segnali positivi&#8221;. <em><a href="http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interviste/2011/01/20110117_FrattiniTunisia.htm">Corriere della Sera 17/1/2011</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per lei sono segnali positivi, che per qualche motivo non devono però essere stati colti dai manifestanti che da giorni assediano Tripoli. Facendo per un attimo un passo indietro, in che modo l&#8217;Italia è riuscita ad agevolare il crollo pacifico dei regimi in Tunisia ed Egitto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Noi speriamo che il presidente egiziano Hosni Mubarak continui, come ha sempre fatto, a governare il suo paese con saggezza e con lungimiranza”. &#8220;L’Europa non deve esportare la democrazia”. <em><a href="http://www.ilmondodiannibale.it/frattini-dixit/">Radio Anch&#8217;io 26/1/2011 da www.ilmondodiannibale.it</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ministro, sono costretto ad informarla che il Presidente Mubarak ha già rassegnato le dimissioni e l&#8217;Egitto è ora in mano a un governo retto dai militari&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Credo si debbano sostenere con forza i governi di quei Paesi, dal Marocco all&#8217;Egitto, nei quali ci sono re o capi di Stato che hanno costruito regimi laici tenendo alla larga il fondamentalismo. La priorità numero uno è la prevenzione del fondamentalismo e degli embrioni di terrorismo.&#8221; <a href="http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interviste/2011/01/20110117_FrattiniTunisia.htm">Corriere della Sera 17/1/2011</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Certo, il terrorismo è un pericolo tuttora molto forte, contro il quale la cooperazione tra Europa, Israele e i paesi islamici è cruciale. Di recente del resto, lei ha indicato altri fenomeni da combattere tramite un&#8217;alleanza inter-religiosa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;I cristiani dovranno essere consapevoli anche di ricercare con i musulmani un&#8217;intesa su come contrastare quegli aspetti che, al pari dell&#8217;estremismo, minacciano la società. Mi riferisco all&#8217;ateismo, al materialismo e al relativismo. Cristiani, musulmani ed ebrei possono lavorare per raggiungere questo comune obiettivo. <em><a href="http://www.esteri.it/MAE/EN/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interviste/2010/10/20101022_FrattiniMedioOriente.htm">L&#8217;Osservatore Romano 22/10/2010</a> (6° capoverso)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa pensa che occorra per vincere questa battaglia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Credo che occorra un nuovo umanesimo per contrastare questi fenomeni perversi&#8221;. <em><a href="http://www.esteri.it/MAE/EN/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interviste/2010/10/20101022_FrattiniMedioOriente.htm">L&#8217;Osservatore Romano 22/10/2010</a> <em>(7°capoverso)</em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tornando alla politica estera e al ruolo del nostro paese, ci può dire quale crede che sia il peso politico dell&#8217;Italia nello scacchiere internazionale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il declino dell’Italia è molto più profondo delle immagini dei rifiuti. Il nostro ritardo in Europa, in termini di posti-chiave, capacità di lobby e di leadership è molto più radicato&#8221;. <em><a href="http://www.openpolis.it/dichiarazione/329009">Liberal 20/2/2008</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Certamente non devono avere influito positivamente in tal senso le sue assenze da importanti consessi internazionali per dirimere delicate questioni diplomatiche. Ad esempio, durante la crisi georgiana, nel 2008, lei è rimasto tranquillamente in vacanza alle Maldive, premurandosi di intervenire solamente in videoconferenza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le moderne tecnologie permettono questo e sarebbe assurdo dire il contrario.&#8221; <em><a href="http://qn.quotidiano.net/politica/2008/08/13/111412-bruxelles_vertice_sulla_crisi_georgiana.shtml">quotidianonet 13/8/2008</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E noi ci guardiamo bene dal dire assurdità!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Assange vuole distruggere il mondo!&#8221; <em><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Frattini-Assange-vuole-distruggere-il-mondo-Letta-Atterriti-e-sconfortati_311328657623.html">Adnkronos 29/11/2010</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mi scusi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Quello che si deve fare è semplice: si va in un campo nomadi a Roma, ad esempio sulla Cristoforo Colombo, e a chi sta lì si chiede &#8220;tu di che vivi?&#8221;. Se quello risponde &#8220;non lo so&#8221;, lo si prende e lo si rimanda in Romania.&#8221;  <a href="http://www.corriere.it/politica/07_novembre_15/frattini_sicurezza_ue.shtml">Corriere della Sera 15/11/2007</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma questa è la sua dichiarazione che venne censurata da un&#8217;esplicita risoluzione del Parlamento Europeo nel 2007! Volendo chiudere quest&#8217;intervista in modo onorevole, ci può spiegare il motivo per cui la politica estera del Governo Berlusconi, a partire dalle rivolte in Nord Africa ma non solo, non sembra ruotare attorno ad una strategia ben definita?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Perché anche nel centrodestra c’è gente che non capisce la politica internazionale.&#8221; <em><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201009articoli/58154girata.asp">La Stampa 2/9/2010</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Poco ma sicuro&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Franco Frattini_53 anni e tanta voglia di compiacere i suoi capi. La legge che regola il conflitto di interessi in Italia porta il suo nome, e non è un titolo di vanto. Quando non ricorda al mondo di non esportare la democrazia va a sciare, in particolar modo durante crisi internazionali e scoppi di conflitti bellici. Una delle più importanti iniziative diplomatiche del suo Ministero è stata la richiesta al Governo di Santa Lucia, di documenti che attestassero la proprietà di un appartamento di Montecarlo. Fonti americane riportate da Wikileaks definiscono il suo ministero &#8220;irrilevante e privo di risorse&#8221;. </strong></p>
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		<title>[Labouratorio intervista sè stesso] Fabio Cruciani: &#8220;Siamo assolutamente dei martiri della lotta rivoluzionaria!&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 05:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alessandro maggiani]]></category>
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		<description><![CDATA[Labouratorio: Bella Fabiè&#8230;Come stai? Fabio Cruciani: insomma&#8230;te le sei preparate le domande per l&#8217;intervista al VIP? Labouratorio: maddechè, si improvvisa Fabio Cruciani: nnamo bene&#8230; Labouratorio: e ma che vuoi, è difficile fare domande al proprio creatore! Fabio Cruciani: se la metti così Labbouratò, vabbè che famo iniziamo? Labouratorio: Iniziamo. Signori e signori, abbiamo qui con noi il… <a href="http://www.labouratorio.it/2011/02/16/labouratorio-intervista-se-stesso-fabio-cruciani-siamo-assolutamente-dei-martiri-della-lotta-rivoluzionaria/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><strong>Labouratorio: </strong>Bella Fabiè&#8230;Come stai?</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Fabio Cruciani: </strong>insomma&#8230;te le sei preparate le domande per l&#8217;intervista al VIP?</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Labouratorio: </strong>maddechè, si improvvisa</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Fabio Cruciani: </strong>nnamo bene&#8230;</div>
<div>
<div id="_mcePaste"><strong>Labouratorio: </strong>e ma che vuoi, è difficile fare domande al proprio creatore!</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Fabio Cruciani: </strong>se la metti così Labbouratò, vabbè che famo iniziamo?</div>
</div>
<p><strong>Labouratorio: </strong>Iniziamo. Signori e signori, abbiamo qui con noi il grande webmaster Fabio Cruciani, una presenza quasi mitica del web, in particolare tra i siti della malandata sinistra italiana. Come va Fabio? Esistono tante leggende su di te, ci puoi confermare che esisti veramente?</p>
<div id="_mcePaste"><strong>Fabio Cruciani: </strong>Crucio, e non Fabio Cruciani&#8230;altrimenti scopri la mia identità segreta&#8230;E comunque vivo e lotto con voi, tra di voi&#8230;ma lontano da voi, nelle lontane periferie delle isole Chentochelles</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Labouratorio: </strong>ah cazzo, prima domanda primo errore! Prima o poi mi cancellerai lo so&#8230;Ma rimediamo subito entrando nel vivo dell&#8217;intervista. Crucio puoi confermare le indiscrezioni riguardo al presunto hackeraggio di Labouratorio, ovverosia di mè stesso medesimo?</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Fabio Cruciani: </strong>Non confermo nè smentisco (Moggi style). So solo che &#8220;una mattina, mi son svegliato e&#8230;Lab Ciao Lab Ciao, Lab Ciao Ciao Ciao&#8221;<a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/02/crucio_pc_pistola.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3415" title="crucio_pc_pistola" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/02/crucio_pc_pistola.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a></div>
<div id="_mcePaste"><strong>Labouratorio: </strong>Diamine confermi le voci di quelli che ti descrivono come riservato, però qualcosina speriamo che tu ce la possa dire uguale. Un uccellino ci ha parlato di uno script malefico che intasava proditoriamente il database. Puoi confermare questa indiscrezione?</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Fabio Cruciani: </strong>Esattamente. HackerS tunis-iraqiran-egizian-libic-algerini hanno attaccato le nostre fonti di comunicazione rendendo impossibile la divulgazione delle nostre verità. Siamo assolutamente dei martiri della lotta rivoluzionaria!</div>
<div id="_mcePaste">Minacciati, bloccati e oscurati con tutti i mezzi, ma abbiamo resistito e resisteremo SEMPRE!</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Labouratorio: </strong>Ottimo dunque, un intrusione telematica da parte di ignoti probabilmente stranieri. Tra l&#8217;altro dall&#8217;analisi dei dati del traffico, appare chiara una crescita di contatti con ip cinesi giusto dopo la pubblicazione di <a href="http://www.labouratorio.it/2011/01/29/maggianate-penetrazioni-cinesi-v-m-18/">un articolo di Alessandro Maggiani</a> che sottolineava le responsabilità di Pechino nelle rivolte in Nord Africa. Cosa ha in mente Crucio per bloccare questi attacchi dei &#8220;gialli&#8221;?</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Fabio Cruciani: </strong>Abbiamo contrastato questi attacchi con lanci di involtini primavera verso i segugi cinesi&#8230;sembra ne vadano ghiotti! E comunque ho già chiesto di sollevare il Maggiani dall&#8217;incarico&#8230;ho un amico cinese che mi darà una mano&#8230;</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Labouratorio: </strong>Molto bene, sappiamo perfettamente come l&#8217;arma delle materie prime, soprattutto alimentari, sia fondamentale per agire nel mondo globale. Non possiamo invece escludere l&#8217;ipotesi di un attacco informatico da parte del giornale &#8220;la Repubblica&#8221;, che grazie agli agganci nei servizi segreti del suo reporter d&#8217;assalto Giuseppe D&#8217;Avanzo, voleva vendicarsi degli <a href="http://www.labouratorio.it/2011/01/23/e-poi-ce-repubblica-i-dieci-motivi-per-cui-repubblica-fa-cagare/">articoli denigratori di Nicolò Cavalli</a>. Nessuna traccia dell&#8217;IP di Eugenio Scalfari vero?</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Fabio Cruciani: </strong>Guarda&#8230;è stato più facile individuare la matrice cinese dell&#8217;attacco all&#8217;articolo del Maggiani che trovare la causa dell&#8217;oscuramento dell&#8217;articolo del Cavalli! Sono decisamente astuti quelli di Repubblica&#8230;hanno i loro metodi, sanno come muoversi in questo sporco mondo. Eppure&#8230;ho stanato anche loro!</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Labouratorio: </strong>ah!</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Fabio Cruciani:</strong>Per allontanarli è bastato gridare &#8220;GUARDA!C&#8217;E&#8217; BERLUSCONI CON UN DITO NEL NASO!&#8221;</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Labouratorio: </strong>Questa è un&#8217;ottima notizia, appena ci querelano abbiamo pronta un&#8217;immediata controffensiva!</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Fabio Cruciani: </strong>al momento sono impegnati a preparare altre settordici domande!</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Labouratorio: </strong>Il Cavalli per fortuna vigila. Ad ogni modo qualcosa di buono questi attacchi l&#8217;hanno portata. Possiamo annunciare ai nostri lettori la felicemente riuscita migrazione sul nuovo potentissimo server, sepolto sotto 20 metri di terra nei monti del Gran Sasso?</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Fabio Cruciani: </strong>Assolutamente no. La location del nuovo server è ignota ai più, anche al sottoscritto.</div>
<div id="_mcePaste">Per effettuare anche il più piccolo controllo, anche solo di manutenzione, vengo prelevato da casa, bendato, e portato sul posto&#8230;siamo a dei livelli di sicurezza inimmaginabili!</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Labouratorio: </strong>E ci guarderemo bene dal rivelarla. Una cosa è certa, questa triste vicenda ci ha ricordato l&#8217;importanza di valori importanti quali l&#8217;odio, la rabbia e l&#8217;incazzatura. C&#8217;è qualcosa che il grande webmaster vuole dire ai giovani che iniziano ad imbattersi solo oggi nei problemi con i computer? Cosa devono fare prima di lanciare il mouse dal balcone?</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Fabio Cruciani: </strong>Come disse il filosofo del XXI secolo, tal Rey Misterio: &#8220;Don&#8217;t try this at home&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste">Mi raccomando ragazzi, fate molta attenzione perchè i pericoli sono sempre dietro l&#8217;angolo&#8230;Che sia l&#8217;angolo &#8220;informatico&#8221; o l&#8217;angolo della strada&#8230;e questo lo sa bene il nostro premier!</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Labouratorio: </strong>E con questa perla di saggezza penso che possiamo davvero chiudere. Caro Crucio ti ringraziamo tantissimo anche a nome dei tuoi tanti fan su facebook e altrove. Amici, fratelli, lettori, ricordate, finchè c&#8217;è Crucio c&#8217;è Speranza e soprattuto c&#8217;è Labouratorio!</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Fabio Cruciani: </strong>Mentre giungono fino alla mia camera strali dello scontro epico tra l&#8217;OCDS (&#8220;Orrido Cappone Di Sinalunga&#8221; Rosy Bindi, Ciuffoletti docet) e &#8220;Magnum P2&#8243; (Cicchitto) a Ballarò, saluto tutti i miei fan (che non esistono) su Facebook (dove non ci sono) e altrove (sfido chiunque a trovarmi). E ricordate: se non ci fossimo noi tutti, ma chi ve le farebbe fare 4 risate ogni tanto?</div>
<div><strong>Fabio Cruciani: </strong>andava bene come chiusa?</div>
<div><strong>Labouratorio: </strong>no te lo dico faceva cagà.</div>
<div><strong>Fabio Cruciani: </strong>ma farai cagare te, st&#8217;infamone, guarda che te spengo.</div>
<div><strong>Labouratorio: </strong>no, te prego ho già dato con lo script cinese.</div>
<div>
<div><strong>Fabio Cruciani: </strong>vabbè famo che te la passo, bella Labouratò!</div>
<div><strong>Labouratorio: </strong>bella Crucio!</div>
</div>
<div><strong>Fabio Cruciani_detto Crucio, vive nell&#8217;arcipelago di Chentochelles, nella periferia della Capitale. Nessuno sa quanti anni abbia nè che lavoro faccia. L&#8217;unica notizia certa è che Labouratorio l&#8217;ha eretto lui dal nulla, tre anni e 4 mesi fa. Da allora nulla è stato più uguale.</strong></div>
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		<title>[Berlusconaria] Quo usque tandem abutere, Berlusconi, patientia nostra?</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 02:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Plex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liberatorio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[andrea pisauro]]></category>
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		<description><![CDATA[Così iniziava uno storico discorso pronunciato da Cicerone l’8 novembre del 63 avanti Cristo. Lui ce l&#8217;aveva col sovversivo agitarore Catilina. Labouratorio invece, si rivolge al sovversivo agitatore Berlusconi, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana. Fino a quando abuserai, Berlusconi, della nostra pazienza? Non c&#8217;è astio nè odio in questa semplice domanda. Soltanto una semplice constatazione, accompagnata… <a href="http://www.labouratorio.it/2011/01/23/berlusconaria-quo-usque-tandem-abutere-berlusconi-patientia-nostra/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così iniziava uno storico discorso pronunciato da Cicerone l’8 novembre del 63 avanti Cristo. Lui ce l&#8217;aveva col sovversivo agitarore Catilina.</p>
<p>Labouratorio invece, si rivolge al sovversivo agitatore Berlusconi, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana.</p>
<p>Fino a quando abuserai, Berlusconi, della nostra pazienza?</p>
<p>Non c&#8217;è astio nè odio in questa semplice domanda. Soltanto una semplice constatazione, accompagnata dall&#8217;enfasi retorica che accompagna il gusto della citazione. Ed è senza nessuna particolare gioia che gliela esponiamo, Presidente.</p>
<p>Lei si è cacciato in un vicolo cieco dal quale non ha possibilità di uscire.<a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/01/cicerone.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="cicerone" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/01/cicerone.jpg" alt="" width="525" height="705" /></a></p>
<p>Vivacchia ormai da mesi, ostaggio com&#8217;è di un parlamento senza più il sostegno di quella che era un tempo la Sua maggioranza, costretto a comperare di volta in volta in voti che Le garantiscano di non essere sfiduciato.</p>
<p>Tentenna continuamente, desideroso di andare al voto ma impossibilitato a scegliere la strada delle urne per via di una legge elettorale da Lei voluta che garantisce in modo inequivoco l&#8217;assenza di una maggioranza al Senato, nel quadro politico che Lei ha imposto alienandosi di volta in volta l&#8217;appoggio di consistenti settori della Sua parte politica.</p>
<p>Avvampa di rabbia senza via di fuga, braccato com&#8217;è da magistrati forse a Lei pregiudizialmente ostili, ma certamente decisi ad inchiodarla su un&#8217;inchiesta riguardante comportamenti illeciti frutto di una Sua colpevole debolezza (si badi bene, si può discutere, e abbiamo già iniziato a farlo, la metodologia d&#8217;indagine impiegata e le maliziose scelte investigative che hanno portato alla luce il tutto proprio ora, con tempistica forse sospetta, ma ci sembra più che fondata l&#8217;accusa di avere compiuto &#8220;atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica&#8221; come recita l&#8217;articolo 600 bis del Codice Penale).</p>
<p>Si tormenta per l&#8217;immagine sfuocata di un governo incapace di produrre risultati tangibili e riconosciuti al di là del risanamento economico, di cui sa però bene si intesterà il merito il Suo ministro dell&#8217;economia, che Lei stesso ormai accredita come capofila di coloro che vogliono farLe la pelle, all&#8217;interno di un partito di zombie, meta&#8217; servi e meta&#8217; pallidi figuranti.</p>
<p>Arso dall&#8217;ossessione di ripulire un&#8217;immagine ormai irrimediabilmente macchiata che La rende zimbello dei maggiori quotidiani dei paesi occidentali e che la tormenta nella sua zelante adorazione di sè stesso.</p>
<p>A questa lampante assenza di prospettiva Lei però oppone un ostinato rifiuto della realtà. Lei risponde alle gigantesche ragioni di opportunità politica che Le consigliano un passo indietro con una pervicace resistenza a oltranza, che in virtù della sua posizione di privilegio politico ed economico, e al suo perdurante conflitto di interessi, si traduce quando va bene in un perdurante stallo della vita politica del paese, e quando va male in un imbarazzante scempio della dignità nazionale.</p>
<p>Come il Creso descritto da Erodoto, Lei è accecato dalla &#8220;hubris&#8221;, la tracotanza di chi si crede superiore alle leggi umane e divine. Fino a quando?</p>
<p>Qual è il suo limite Presidente? Fin dove condurrà la sua smania di sopravvivere a sè stesso?</p>
<p>Ha da tempo varcato la sottile distinzione tra l&#8217;essere &#8220;grande comunicatore&#8221; o &#8220;venditore di fumo privo di qualsivoglia credibilità&#8221; arrivando a fare uso degli stessi strumenti di propaganda, vecchi quanto il mondo, usati da dittatorucoli da quattro soldi. Ha fatto scempio della prassi istituzionale, ha fatto terra bruciata del dialogo e rispetto tra i vari corpi dello stato. Ha da tempo smesso di mostrare di credere al valore della forma, che Si costringe a fare finta di ignorare essere in democrazia sostanza. Il tutto per perseguire una sopravvivenza senza direzione.</p>
<p>Noi non siamo tra quelli che non hanno provato a comprendere le ragioni politiche che l&#8217;hanno portata a ripetuti successi elettorali. Riteniamo tuttora  legittima la prospettiva di una &#8220;rivoluzione liberale&#8221;, nei termini in cui la presentò durante la sua discesa in campo del 1994. Riteniamo fondata la preoccupazione per un governo retto da una fetta consistente dell&#8217;inetta classe dirigente del centrosinistra, che tanta parte è stata delle sue fortune politiche. Aborriamo sinceramente il moralismo giustizialista di matrice illiberale contro il quale Lei ha sempre mostrato di voler combattere.</p>
<p>Ma quand&#8217;è stata, Presidente, la rivoluzione liberale? Non è la classe dirigente cresciuta alla sua ombra ancor più inetta e incapace di quella cui doveva contrapporsi? Non si è rivelato il rimedio peggiore del male? Con che diritto Lei sbraita oggi contro i giudici che la incastreranno dopo avere sempre anteposto la risoluzione legislativa dei suoi problemi personali a una grande riforma sistemica della giustizia italiana?</p>
<p>Non possiamo nasconderci che per colpe soprattutto sue Lei ha finito per farsi macchietta delle più caricaturali descrizioni dei suoi avversari più acerrimi, che ciechi ad ogni ragione politica facevano dell&#8217;antiberlusconismo fine a sè stesso la propria ragione di esistenza politica. Ma Lei, con la sua irriducibile incapacità di accettare i propri limiti politici e umani, ha finito per dare ragione a chi aveva torto.</p>
<p>A lei che continua a dire di voler resistere, tenendo il paese in ostaggio delle sue smanie, Labouratorio chiede allora di nuovo: fino a quando abuserai, Berlusconi, della nostra pazienza?</p>
<p><strong>Andrea Pisauro_26 anni, ciceroniano convinto fin dall&#8217;età della ragione, non ha ancora raggiunto l&#8217;età della ragione. Dedica questo pezzo al suo professore di latino e greco.</strong></p>
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