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	<title>Labouratorio &#187; italia dei valori</title>
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	<description>Magazine di sperimentazione alchemica per una generazione che non c&#039;è</description>
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		<title>[LABOURACOULTURA] Intervista a Vittorio Marinelli</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 18:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vittorio Marinelli, avvocato, è un uomo libero dalla straordinaria energia. Da anni si batte attivamente a favore di una serie di battaglie difficilmente classificabili. Dal momento che egli ben conosce l’adagio secondo cui “le cose si cambiano dall’interno” non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani; seppur figlio della mitica controcultura degli anni ’70 è… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/11/10/labouracoultura-intervista-a-vittorio-marinelli/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vittorio Marinelli, avvocato, è un uomo libero dalla straordinaria energia. Da anni si batte attivamente a favore di una serie di battaglie difficilmente classificabili. Dal momento che egli ben conosce l’adagio secondo cui “le cose si cambiano dall’interno” non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani; seppur figlio della mitica controcultura degli anni ’70 è iscritto al Partito Radicale da tanti anni e parallelamente si è candidato alle Europee e alle Comunali di Roma con l’Italia dei Valori prima e con i Verdi poi. L’ultima esperienza sempre con Di Pietro.<br />
Sempre sopportato dai partiti ha combattuto una battaglia contro tutti senza riuscire a conquistarsi il mitico “posto”. Continueremo ad appoggiarlo perché è persona onesta, vulcanica… Ci farebbe davvero piacere trovarlo come compagno delle battaglie di Labouratorio. Questo è un invito Vittorio!<br />
</em><strong>Antonello Cresti</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.vittoriomarinelli.it/files/E_visual.jpg" alt="" width="332" height="189" /></p>
<p><strong>D &#8211; Dato che tutte le volte che uno si candida per una carica pubblica l’italiano medio pensa che questa mossa sia fatta per interesse personale, ti chiedo, perché Vittorio Marinelli si è candidato al consiglio comunale di Roma?</strong><br />
R- Caro Antonello, in senso lato, un interesse personale ce l’ho…Ho fatto l’attivista nel Codacons per sette anni, quando era un’associazione molto attiva nella difesa dei diritti civili. Anni fa sono stato addirittura il legale rappresentante firmando le denunce più importanti d’Italia, tra cui una anche a Radio Vaticana. Cessata quest’attività -non per mia scelta ma perché ho dovuto subire un allontanamento forzato-, ora, facendo, sempre per così dire, il semplice avvocato, non ho più quelle soddisfazioni, almeno momentaneamente, che prima avevo…</p>
<p><strong>D- L’italiano medio obietterebbe “E tu cosa ci guadagni”?<br />
</strong>R- Guarda, sono e faccio l’avvocato con soddisfazione, e sono titolare insieme al mio socio di uno studio abbastanza avviato: se io svolgessi questa professione a tempo pieno, non dedicandomi più al volontariato, avrei certamente delle soddisfazioni economiche maggiori. Non è quello il punto, però. Essendo una persona abbastanza spartana, non ho bisogno di grandi spese per avere soddisfazioni, soprattutto in un’era come quella low -cost dove, da Roma, viaggi con poche lire. Poi ho pure appena cambiato moto, ho il mio mitico Renault 4 giallo col quale giro l’Europa, abito a casa di mia nonna in 70 metri quadri e non pago molto d’affitto, insomma, sto a posto come grana!</p>
<p><span id="more-869"></span><strong>D- l’Italia e Roma in particolare sono viste nel mondo come esempi illustri di cultura passata però purtroppo da decenni si assiste a tutti i livelli ad un disinteresse congenito nei confronti delle cosiddette politiche giovanili e culturali. Leggo nel tuo programma che tu desidereresti una città dove la cultura avesse un posto preminente e fosse l’apripista verso l’amicizia verso popoli e nazioni. Potresti scendere nel dettaglio? Quali proposte portare avanti sotto questo aspetto se tu fossi eletto?</strong><br />
R- Guarda, credo regni l’incompetenza e l’inefficienza sotto tutti i vari aspetti di governo. Da sempre, in politica, si attua una selezione darwiniana dove vince non il migliore, come avviene ci dicono in natura, bensì il peggiore. Questo è dovuto ai tempi stessi della politica dove, chi ha un’alternativa perché capace, alla fine lascia perdere e si rimette a fare il musicista, lo scrittore, l’architetto, l’avvocato e così via. Solo chi non ha questa possibilità, rimane per fare poi danno non ponendo in essere politiche innovative e utili alla società. Credo, come sostiene Jeremy Rifkin, nella sua opera che per me è una bibbia, “L’era dell’accesso”, che solo la cultura determini il miglioramento dei rapporti tra popoli ma anche, in questi e all’interno, tra i consociati. La cultura è il collante e, allo stesso tempo, il carburante(…pulito naturalmente) che manda avanti la macchina del sociale. Credo che abbiamo già avuto degli esempi rari ma esistenti e di eccellenza, di politica diretta verso la cultura. Ricordo, per esempio, a Roma, il famoso Nicolini, l’inventore dell’estate romana. Nel mio operato, rivolgerei la direzione verso questa bussola e, anzi, non esiterei a contattarlo per avere delle “dritte”. Meno prosaicamente, credo occorra valutare assolutamente positivamente l’esperienza dei centri sociali dove, dal punto di vista musicale, si sono create le premesse per la produzione di ottimi prodotti musicali, a un prezzo politico che credo sia oltremodo giusto in quanto non tutti sono vincenti e possono spendere o sprecare 50.000 euro per una macchina o lo possono portare in detrazione. Questa è l’era dei precari e non della liberazione dal lavoro grazie al reddito di cittadinanza.</p>
<p><strong>D- Scendendo nel dettaglio, i giovani artisti sono strangolati da quella che è la politica portata avanti dalla SIAE; nelle  elezioni politiche 2006 l’unico partito che con ammirevole incoscienza ha posto tra i suoi punti programmatici l’eliminazione della SIAE è stato la Rosa nel Pugno. Tu sei anche avvocato, come ti poni di fronte a questo problema?<br />
</strong>R- Guarda, proprio come avvocato, il mio modo di lavoro è quello di studiare le cose vedendo fin da subito da dove provengono gli input per utilizzare una bussola che agevoli il compito. Seppure candidato e attivista dei Verdi, rinnovo la tessera ai radicali dal tempo dell’Università e sono d’accordo con loro su molte cose . Sulla SIAE penso che questa faccia una politica non in favore dei giovani artisti o degli artisti in generale ma sia probabilmente uno strumento in mano alle grandi major e alle case editrici per quanto riguarda gli scrittori. Con queste premesse, credo che sia una struttura da eliminare definitivamente e poi, eventualmente, da ricostruire avendo altri parametri che non siano quelli del mercato oligopolistico, che nel caso dell’arte, nonostante esempi di mercificazione, da Petrarca a Dalì, dovrebbero essere un po’ estranei all’artista. L’artista, infatti, è un patrimonio della collettività in quanto, attraverso egli, si esprime la società producendo quella che è la sensibilità espressa dal vivere quotidiano. Devo precisare, inoltre, che nel mio programma ho inserito il copyleft, con dei temperamenti, certo, ma nell’era di internet, dell’anarcoide libertà creativa, le dinamiche anche artistiche devono essere aiutate e aumentate di potenza anziché limitate.</p>
<p><strong>D- Uno dei punti del tuo programma è di particolare impatto poiché recita “lotta all’usura e al sistema bancario che la determina”. Un simile linguaggio risulta sconosciuto alla sinistra storica italiana. Non temi di essere frainteso? Inoltre in un mondo che vira sempre più velocemente verso il liberismo economico, simili battaglie possono avere un valore che vada oltre la mera testimonianza?</strong><br />
R- Ho fatto opera di volontariato come avvocato nell’antiusura e ho visto e sentito persone ormai incapaci di fare qualsiasi cosa in seguito alla loro vita distrutta dai cosiddetti zii di quartiere: gli usurai. La sinistra probabilmente in una torre d’avorio è stata distratta e non si è accorta dell’intreccio criminale tra delinquenza organizzata e grande delinquenza finanziaria rappresentata dalle banche (che facevano usura, non l’ho detto io ma l’ha detto la Suprema Corte di Cassazione). Ricordo, ma anche a me stesso, che una delle ultime battaglie dopo le quali sono stato eliminato dal codacons, era proprio contro l’ABI, l’associazione bancaria italiana. Questi signori impediscono il mercato, altro che teorie liberali! Dalla Sicilia col pizzo, a ogni sportello bancario, esiste un’economia dello sfruttamento e del favoritismo. Chiunque abbia avuto a che fare con una banca, sa quello che dico. Piuttosto la cosa grave è che la sinistra abbia lasciato il campo libero alla destra populista scegliendo di allearsi con i poteri forti.</p>
<p><strong>D- Pensando a Roma, è impossibile non riportarsi alla presenza incombente del Vaticano e ciò che esso rappresenta. Tu in passato ti sei scontrato con i potentati ecclesiastici italiani; ti volevo chiedere in quali occasioni ciò è accaduto e se pensi che possa essere possibile non essere cancellati dall’inquisizione del politically correct se ci si imbarca in tali campagne antipopolari e non consolatorie.<br />
</strong>R- Beh, iniziando dalla fine anziché dall’inizio. Proprio antipopolari non direi. Pensa che in questi giorni sto distribuendo preservativi gratis a Trastevere come recupero di un’iniziativa che feci nell’ormai lontano 1998, anno in cui denunciai l’allora Ministro della Salute Rosy Bindi per il mancato inserimento dei preservativi nel prontuario medico nazionale a totale costo dell’erario, in quanto unico mezzo riconosciuto valido di profilassi contro l’AIDS. Proprio contemporaneamente, lo stesso ministro se uno si ammalava di AIDS dava 25 milioni delle vecchie lire per l’acquisto degli inibitori della proteasi, un costoso farmaco. Mi dissi: ma che logica è, questa? Se c’è un focolaio del colera, prima eliminalo e poi intervieni o anche contemporaneamente verso chi si è già ammalato. Bene, ogni sera, durante la distribuzione, c’è la ressa. Lo stesso direi quando ho firmato la denuncia contro Radio Vaticana, per l’elettrosmog a Cesano: c’è stato un grande consenso. Il Vaticano, dai tempi di Federico II ma anche prima, forse proprio da Costantino, ha sempre rappresentato un elemento destabilizzante nel quadro politico italiano. Questo oggi non è accettabile: torno a Cavour, libera Chiesa in libero Stato senza però che il secondo si faccia minimamente condizionare dalla prima che, da possibile risorsa per l’arricchimento spirituale, diviene invece un problema.</p>
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		<title>[Piazza Navona] La Sinistra ha nostalgia di sè</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 19:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gionny</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img style="border: 0pt none;" src="http://inoz.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/10627/Navona.png" alt="" width="419" height="198" /></p>
<p>Io rimango allibito! Allibito perché che Di Pietro, Travaglio, Grillo, Flores D’Arcais, Pancho Pardi etc etc fossero quel che sono, cioè parassiti del sistema politico e delle sue magagne fisiologiche, lo sapevo e tutti ci saremmo immaginati che prima o poi avrebbero organizzata una bella reunion girotondinesca in onore dei vecchi tempi. Ma ciò che mi allibisce è la presenza insieme a loro di una larga fetta non solo della sinistra italiana extraparlamentare ma anche di tantissimi intellettuali dichiaratamente di sinistra messi in riga in Piazza Navona dagli schiamazzi dipietrino-grilleschi.</p>
<p><span id="more-578"></span></p>
<p>Possibile che i vari Paul Ginsborg, Moni Ovaia, Camilleri e tanti altri intellettuali di un certo rilievo si siano fatti attirare nella trappola tesa dall’onorevole di Montenero di Bisaccia con la compiacenza del Cavaliere?? Possibile che Sinistra Democratica, Il manifesto, Ferrero, Diliberto pensino che la sinistra che è fuori dal parlamento(e che si spera voglia rientrarci) debba manifestare in questo modo, con questa gente … e per cosa poi? Ma allora a cosa è servito perdere le elezioni in questo modo? Possibile che proprio questa sinistra quella che vorrebbe tornare a rappresentare i lavoratori, gli immigrati e le famiglie a basso reddito scenda in piazza oggi per problemi lontani anni luce dal paese reale? Ed è possibile ripeto che l’intellighenzia (o presunta tale) di sinistra a parte l’acuto Sansonetti e Niki Vendola non sia riuscita ad mettere in guardia i propri leader sulla follia di seguire Di Pietro&amp;co. in questa folle corsa allo sfascio?</p>
<p>Possibile che nessuno si sia accorto che la strategia a delinquere del Cavaliere trovi come suo migliore alleato proprio Di Pietro, il quale, si sa, dei problemi veri del paese poco gli importa? Gli importa invece recuperare quei consensi populisti che il Pd sta perdendo nel tentativo di mettere sù un’opposizione credibile e riformista. Non sono entrato nel merito della manifestazione perché in realtà la cosa più allarmante è la totale assenza di contenuti che una piazza (di sinistra???) del genere possa esprimere. Ancora una volta in Italia essere di sinistra vuol dire essere Antiberlusconiani e non Comunisti, Socialisti o Riformisti e ancora una volta la sinistra preferisce essere ANTI anzichè fare politica. Adesso dopo Notav, Novat c’è anche Nocav un’altra etichetta dietro cui ci si può nascondere sperando forse in una sortita televisiva perché a questo punto non mi resta altro da pensare che l’unico motivo per cui molti leaders siano andati in piazza sia stato per tornare un po’ sui giornali e sulle Tv.</p>
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		<title>[Incazzose disillusioni] Che il PD si decida e sconfigga i suoi demoni</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 00:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gionny</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-571" title="di-pietro" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/07/di-pietro.png" alt="" width="438" height="163" /></p>
<p>Ebbene dopo un mese circa dall’insediamento del nuovo governo ogni vana speranza che personalmente avevo che stavolta il Cavaliere ci avrebbe sorpresi prendendo di petto i problemi del paese è sparita velocemente. Che ci devo fare? Mi ero illuso, speravo…vedendo i nomi di alcuni ministri,invece sembra proprio che peggio di così non poteva andare. In pochissimo tempo il governo ha iniziato a picconare e militarizzare la nostra già debole democrazia  poiché confido nell’ intelligenza del Cavaliere ma anche nella sua assoluta mancanza di buona fede le sue decisioni sono volutamente deleterie per l’Italia.</p>
<p><span id="more-570"></span>Come sempre Berlusconi al potere offre ottime performance di antistatalismo non certo perché liberista o anarchico ma perché col suo operato propone qualunque tipo di eversione verso lo Stato dalle ronde antirom a questo stravolgimento della giustizia etc etc. Il Cavaliere è riuscito a liquidare l’unica opposizione decente, cioè il Pd, con la trappola del dialogo facendo venir fuori il peggio che il centrosinistra potesse offrire al paese ovvero un Di Pietro sempre più sguaiato che sbraita e schiuma di rabbia di fronte alle nefandezze Berlusconiane. Insomma come ha sempre fatto finora Berlusconi non batte i suoi avversari per l’originalità delle sue proposte né per la buona politica che mette in atto né esclusivamente per il controllo delle Tv ma perché riesce  trovare il nervo scoperto della coalizione che lo avversa e non smette stuzzicarlo finché l’avversario non stramazza al suolo.</p>
<p>Così ha fatto per anni con l’Ulivo che non riusciva a rendersi veramente riformista ed autonomo dal massimalismo così fa oggi con il Pd eccitando Di Pietro rendendo di fatto l’IdV l’unica opposizione agli occhi della nostra miope e distratta opinione pubblica. Insomma il Cavaliere sta cercando,ahimè riuscendoci,in tutti modi di frenare lo sviluppo di una nuova sinistra che seppur nel peggiore dei  modi Veltroni stava forgiando.</p>
<p>La strategia del dialogo come ho detto è stata una trappola che Veltroni si è in parte cercato da solo, quella del governo ombra si può dire pressoché inesistente come strategia visto che si sono dimenticati di dare una voce a questo governo ma d’altra parte altro grande difetto della sinistra è stata l’incomunicabilità con il paese quindi non ci sorprendiamo. Alla fine ci ritroviamo come sempre a un’opposizione costretta ad inseguire Berlusconi tentando vanamente di parare i suoi colpi lasciando l’iniziativa alle sterile ed inutili schizofrenie del dipietrismo che per lo meno, anche se non certo utilmente, raccoglie consensi. Il Pd invece come si dice dalle mie parti risulta essere cornut’ e mazziat’, ovvero non riesce a mettere in piedi un’opposizione credibile e costruttiva né, tanto meno, riesce ad essere intransigente.</p>
<p>L’unica speranza è che questo appiattimento del Pd sia dovuto ad un profondo rimescolamento al suo interno che però non sia finalizzato a fare fuori Veltroni, sostituito da qualche cricca dalemiana (vedi Red),<br />
ma che punti a darsi una vera connotazione riformista senza “ma anche” o fesserie varie che si decida a decidere cosa è e cosa vuole fare, che si decida se vuole stare con l’Udc perché c’è Rutelli o solo per il ritorno al proporzionale, se vuole entrare nel PSE perché c’è bisogno di socialismo riformista oppure vuole continuare con questo ibrido democratico. Perché a noi va bene tutto basta che decida di decidere, ché è importante decidere di decidere cosa essere da grande e perché dopo 15 anni non ne possiamo veramente più.</p>
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		<title>[Labouratorio n.27] Tra due Cul-de-Sac la via dei socialisti</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2008/06/18/n27-tra-due-cul-de-sac-la-via-dei-socialisti/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 15:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ciuffoletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quella dell’impiego dei militari in funzioni di ordine pubblico è un provvedimento spot. Il giro di vite sulle intercettazioni si fonda su ragioni concrete, ma non coglie i punti cruciali della questione più generale di una giustizia responsabilmente amministrata (che per noi rimangono quelli dell’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale e della responsabilità civile dei magistrati, si veda… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/06/18/n27-tra-due-cul-de-sac-la-via-dei-socialisti/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-542" style="border: 0pt none; margin: 9px; float: right;" title="lab27" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/06/lab27.png" alt="" width="300" height="300" />Quella dell’impiego dei militari in funzioni di ordine pubblico è un provvedimento spot.<br />
Il giro di vite sulle intercettazioni si fonda su ragioni concrete, ma non coglie i punti cruciali della questione più generale di una giustizia responsabilmente amministrata (che per noi rimangono quelli dell’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale e della responsabilità civile dei magistrati, si veda l’<a href="http://www.labouratorio.it/2008/06/11/n25-labouratorio-e-le-intercettazioni-ma-quanto-mi-pensi/">editoriale del n.26 di Labouratorio</a>) ed oltretutto non è pienamente condivisibile nella parte che vieta la pubblicazione di notizie sui procedimenti penali  fino al termine dell’udienza preliminare.<br />
L’assegnare delle priorità sui reati penali da perseguire non ha niente di scandaloso, anzi, in un paese dove abbiamo dovuto assistere a scene come le ripetute sfilate di Vallettopoli alla Procura di Potenza, ci pare opportuno, mentre meno opportuna ci pare la sospensione obbligatoria di tutti i procedimenti aperti prima del 30 giugno 2002.</p>
<p>Questo, in sintesi, il nostro giudizio sui punti più scottanti del pacchetto sicurezza del governo. Ma noi siamo la sinistra che non c’è. Quella che c’è, invece, lascia che a guidare la propria mano tremante sia la rinnovata tentazione del girotondo. Ci auguriamo fortemente che vi si possa rinunciare, perché l’idea di riveder saltellare i vecchi Panchos  e il populismo dipietrista che detta la linea dell’opposizione ci dà i brividi.</p>
<p>Abbiamo buone ragioni però, per ritenere che il PD non abbia interesse a riproporre questa versione perdente del, pur non facile, ruolo di opposizione ad un governo Berlusconi.  Veltroni sta già sperimentando quanto infelice si stata la scelta di puntare sull’Italia dei Valori come (unico) alleato del suo PD. Speriamo che i primi mesi di lezione siano serviti a far intendere quanto diabolico sarebbe perseverare su tale linea, anche se le scarse attitudini liberali di Walter non ci confortano su questa convinzione. D’Alema, invece, sarebbe semplicemente un aspirante suicida se intendesse cavalcare una tigre dei cui artigli ancora porta addosso i segni.<br />
Rimane da capire quale via possa ragionevolmente percorrere un PD che continua ad incassare sconfitte senza mostrare alcuna reazione degna delle sue aspirazioni riformiste e innovatrici, che pure in campagna elettorale erano state dichiarate con coraggio.</p>
<p>Purtroppo la verità è che non è facile far uscire Berlusconi dalla gabbia dell’assediato. Oltretutto l’ansia di prepararsi alla candidatura come futuro Presidente della Repubblica accentua l’aggressività schizofrenica del premier. Questi, mentre cerca il dialogo con l’opposizione, non può ragionevolmente pretendere di portare avanti in contemporanea la propria difesa a mezzo decreto legge dal rischio di una condanna in primo grado nel processo che lo vede coinvolto insieme a David Mills. L&#8217;unica soluzione reale sarebbe quella di rimettere mano alle regole sulle immunità delle più alte cariche dello Stato. Una chiave di volta auspicabile, ma forse troppo delicata per essere attivata in tempi ragionevoli.<br />
Da un lato abbiamo quindi il cul de sac del PD &#8211; sia in versione Veltroni, che in ipotesi D’Alema – dall’altra il cul de sac di Silvio Berlusconi.  In mezzo un sistema giudiziario che continua a dettare i tempi e i modi della politica nazionale; basti pensare di recente alla caduta del governo Prodi, agli interventi della procura di Napoli che hanno fatto saltare il piano rifiuti, fino ad arrivare al “possibile” deragliamento del “possibile” dialogo sulle riforme.</p>
<p>L’ottimo, per il paese, sarebbe un accordo per una riforma complessiva del sistema giudiziario, ma purtroppo questa appare ipotesi irrealistica. Più affascinante, per alcuni, potrebbe invece apparire il tentativo di allargare il fronte <em>antiberlusconiano</em> a Casini e, soprattutto, alla Lega. Si tratterebbe dell’opzione <em>“crolli Sansone con tutti i Filistei”</em> e la sua attuabilità dipende dal tasso di aspirazione suicida dell’intero sistema politico italiano, che pure in passato ha dato prova di essere sufficientemente elevato. A conti fatti l’ipotesi più probabile è tuttavia quella di rivivere, almeno nel medio periodo, un clima simile a quello che si viveva ai tempi del governo Berlusconi del 2001.</p>
<p>Se così fosse ai socialisti spetterebbe il compito di smarcarsi dalle logiche del frontismo antiberlusconiano, e costruire – anche se fuori dalle istituzioni – le basi per una proposta realmente alternativa, riformista e di governo, e in altre parole raccogliere la sfida, a quel punto persa, del PD.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>SOMMARIO DEL N.27</strong></p>
<ul>
<li><a href="../2008/06/18/n27-tra-due-cul-de-sac-la-via-dei-socialisti/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[n.27] Tra due Cul-de-Sac la via dei socialisti </a></li>
<li><a href="../2008/06/18/spunti-congressuali-da-latina-per-un-congresso-rispettoso-dei-socialisti-italiani/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Spunti Congressuali] Da Latina per un congresso rispettoso dei socialisti italiani </a></li>
<li><a href="../2008/06/18/endorsement-originale-con-il-lievito-e-non-con-i-corsari/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Endorsement originale] Con il lievito e non con i corsari </a></li>
<li><a href="../2008/06/18/oltre-larcobaleno-verso-quale-sinistra-stiamo-andando/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Oltre l'Arcobaleno] Verso quale sinistra stiamo andando?</a></li>
<li><a href="../2008/06/18/we-do-it-better-class-action-allitaliana/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[We do it better] Class-action all’italiana</a></li>
<li><a href="../2008/06/18/labouracoultura-esoterismi-devianti-e-rockeggianti-intervista-a-luca-leonello-rimbotti/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[LABOURACOULTURA] Esoterismi devianti e rockeggianti &#8211; Intervista a Luca Leonello Rimbotti </a></li>
</ul>
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		<title>[Ad un mese dal voto] Oltre le ideologie</title>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 19:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo di Nicola Carnovale E’ trascorso poco più di un mese dalle elezioni politiche che hanno dato al nostro paese un nuovo governo ed un nuovo leader espressione di un’ampia maggioranza, figlia di una moltitudine di speranze, attese, ma soprattutto paure, che vivono e crescono all’interno della nostra società. Forse, più di ogni altro partito e… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/05/27/ad-un-mese-dal-voto-oltre-le-ideologie/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>articolo di Nicola Carnovale</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-522" style="border: 0pt none;" title="crossing the box" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/05/vote2.jpg" alt="" width="384" height="135" /></p>
<p>E’ trascorso poco più di un mese dalle elezioni politiche che hanno dato al nostro paese un nuovo governo ed un nuovo leader espressione di un’ampia maggioranza, figlia di una moltitudine di speranze, attese, ma soprattutto paure, che vivono e crescono all’interno della nostra società. Forse, più di ogni altro partito e di ogni altra forza politica, i raggruppamenti che meglio hanno saputo carpire lo stato d’animo reale presente nel paese, sono stati la Lega Nord e L’Italia dei Valori.<br />
Il dato elettorale delle due forze, va ovviamente analizzato nel contesto formatosi del voto utile, che ha finito per incidere notevolmente, in maniera più che positiva, per quelle forze che godevano di un collegamento con il due grandi contenitori, Pd e Pdl. Ma dall’affermare il vantaggio di un collegamento a farlo diventare esclusiva discriminante  a cui ricondurre  il sorprendente risultato di entrambe le forze in questione &#8211; specie per quella dell’anti-bandolero per eccellenza Tonino – meno per la Lega &#8211; sarebbe non solo un errore politico per il futuro, ma dimostrerebbe una valutazione superficiale ed una incomprensione profonda, sui processi sociali in atto nel nostro paese.</p>
<p><span id="more-521"></span>In un recentissimo articolo a firma di Tito Boeri, lo stesso mette in evidenza, correlando una serie di cifre e numeri, di come non casualmente a riscuotere successo siano stati i due partiti che, pur da schieramenti opposti, si sono opposti all’indulto. Niente di più vero. Il problema legalità nel suo complesso, con la specifica questione della sicurezza, è stato il vero fattore discriminante tra una forza e l’altra in campagna elettorale, e sicuramente, su questo terreno, Lega e Idv erano &#8211; pur concentrando l’attenzione su tematiche inerenti ma differenti tra esse – quelle con il maggior numero di carte in regola. Ma anche questa riflessione non può essere considerata, per quanto specifica e correlata di contenuti forti, esaustiva. A mio avviso, vi è da riscontrare un nuovo atteggiamento dell’elettorato, anche tra quello più tradizionalmente politicizzato, indifferente non solo innanzi ad una proposta di tipo prettamente ideologico(comunista, missino, socialista, democratico cristiano…), ma innanzi allo schema destra e sinistra.</p>
<p>Queste due categorie, oggi più che mai, non sono più valide non solo se considerate dal punto di vista ideologico, ma esse risultano valicare schemi anche puramente identitari. La domanda da porsi che manderebbe in crisi molti, è se la Lega sia da considerarsi un partito di destra, oppure se Idv, si alla stregua è da considerarsi di sinistra. Se la logica protezionista di un mercato chiuso in se stesso a difesa ed a tutela del “nostrano” è tipico della cultura delle destre storiche che abbiamo conosciuto negli anni passati in Europa e non solo, beh, movimento più no global della Lega (e del Tremonti pensiero) non c’è. Ed altrettanto, non mi sembra che le proposte dipietriste rispecchino  canoni identitari vagamente di sinistra.</p>
<p>Da questa riflessione, non solo sorge la domanda di come sia possibile portare a semplificazione il sistema istituzionale e politico italiano(viste le vistose diversità anche tra alleati), riconducendo tutto a due forze politiche distinte e contrapposte, ma di come sempre più destra e sinistra si scambiano ruoli e posizioni, talvolta anche paradossalmente. Ciò non può né meravigliarci, né destare preoccupazione. In tutto il globo sono in atto processi similari. In Europa i casi sono molti, taluni anche risalenti a molti anni indietro. Un esempio non recente, ma che potremmo definire quasi accademico, può essere il labour bleriano, che spostatosi su un fronte marcatamente liberale ha finito per occupare quasi per intero il fronte avversario, fattore da cui deriva anche la lunga stagione di governo. Insomma, ridefinire destra e sinistra, dandogli una contestualizzazione non semplicemente nazionale non è allo stato affatto facile, anzi, appare una impresa.</p>
<p>Non solo non è un male, ma il tutto è frutto del nostro tempo. E’ frutto delle società postmoderne, la cui  dinamicità risulta essere di gran lunga maggiore rispetto alla capacità di esser compresa dalla staticità politica dei rappresentati e più propriamente dei governanti del momento. In questo contesto chi per primo comprende o percepisce anche in minima parte una dinamica in atto, ovviamente la fa propria. Insomma, il revisionismo politico e culturale, se di questo possiamo parlare, oggi parte dal basso, e non dai vecchi salotti pensanti di ottocentesca memoria. E’ forse una novità. Ma serve pur sempre, e questo in piena continuità, qualcuno una mano d’opera attenta.</p>
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		<title>[Leftism] Sinistra ad assetto variabile</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 11:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Plex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le elezioni del 14 Aprile sembravano destinate a delineare il futuro assetto del sistema politico italiano. Le alternative erano fondamentalmente due: un bipartitismo pd- pdl e un sistema multipolare alla tedesca. Gli schieramenti in campo, SA, PS, PD+IDV, UDC, PDL+Lega, Destra, tracciavano uno scenario di competizioni infrapartitica che spingeva verso la seconda possibilità, la legge elettorale… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/05/07/leftism-sinistra-ad-assetto-variabile/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-487" href="http://www.labouratorio.it/2008/05/07/leftism-sinistra-ad-assetto-variabile/nolan-with-leftism-767857/"><img class="size-full wp-image-487 aligncenter" style="border: 0pt none;" title="nolan-with-leftism-767857" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/05/nolan-with-leftism-767857.png" alt="" width="424" height="136" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span>Le elezioni del 14 Aprile sembravano destinate a delineare il futuro assetto del sistema politico italiano. Le alternative erano fondamentalmente due: un bipartitismo pd- pdl e un sistema multipolare alla tedesca. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="-18pt;"><span>Gli schieramenti in campo, SA, PS, PD+IDV, UDC, PDL+Lega, Destra, tracciavano uno scenario di competizioni infrapartitica che spingeva verso la seconda possibilità, la legge elettorale col premio di maggioranza e i molteplici sbarramenti facilitava invece un’eliminazione delle forze minori per uno sbocco di tipo bipartitico.</span><span>I risultati elettorali, nella misura in cui PD e PDL avrebbero sovrastato gli altri partiti, avrebbero determinato l’esito della tenzone tra i due assetti possibili.<br />
Il risultato si presta a molteplici interpretazioni ma un fatto resta inequivocabile: il sistema non si è stabilizzato.</span></p>
<p><span id="more-481"></span><span>Ci sono almeno quattro elementi del risultato elettorale che impediscono di parlare di bipartitismo compiuto:<span><br />
1-<span style="normal;"> </span></span></span><!--[endif]--><span>L’enorme asimmetria tra le due microcoalizioni. Un bipartitismo può funzionare solo se ci sono concrete possibilità di alternanza fra le due parti, mentre al momento così non sembra.<span><br />
2-<span style="normal;"> </span></span></span><!--[endif]--><span>L’ottimo risultato ottenuto dalle forze minori delle due microcoalizioni: IDV e Lega insieme raggiungno più del 12% dei consensi e non permettono di ridurre il tutto ad un dualismo PD – PDL.<span><br />
3-<span style="normal;"> </span></span></span><!--[endif]--><span>la non irrilevanza elettorale delle forze esterne alle coalizioni che sommate raggiungono il 15% dei consensi.<span><br />
4-<span style="normal;"> </span></span></span><!--[endif]--><span>L’ingresso in parlamento di una forza di centro organizzata, che ha di fatto ostacolato l’espansione elettorale del PD ed è un grosso impedimento ad una corretta dialettica bipartitica.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Dunque non si è ancora esaurita la spinta verso un assetto multipolare che presumibilmente troverà nuova linfa dalle europee dell’anno prossimo, che tradizionalmente, per il tipo di legge elettorale vigente ( e dunque a meno di modifiche della stessa) privilegiano le forze minori.</span><span>Ovviamente il perdurare di una situazione di incertezza riguardo all’assetto rende estremamente difficile avviare il necessario processo riformatore per far ripartire il paese.<br />
In questo contesto estremamente confuso lo schieramento di sinistra versa in condizioni disastrose. Tutti e tre i competitors, PD, SA e PS, hanno miseramente fallito i rispettivi obiettivi elettorali e in tutti e tre i casi si preannunciano dure rese dei conti all’interno.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Nel PD la linea Veltroni si è scontrata con la disfatta elettorale culminata con la sconfitta di Roma, ed inizia ad essere messa in aperta discussione.<br />
Se il progetto PD, che nasce dichiaratamente come gamba di sinistra di un sistema bipartitico, in sé appare irreversibile e nessuno del gruppo dirigente si azzarda ad attaccarlo, rimane aperta la questione della linea. Si scontrano qui una visione “idealista” di fare “come se” il sistema fosse già bipartitico e fare sponda con Berlusconi, ed è la linea veltroniana fin qui sconfitta; e una visione “realista” che prendendo atto della peculiarità della situazione italiana, punta prima all’eliminazione dell’anomalia berlusconiana, facendo dunque sponda con l’udc, stante la rinuncia all’alleanza con la sinistra radicale. Questa è la strada che i dalemiani propongono di imboccare. Tertium non datur.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>La Sinistra</span><span> Arcobaleno</span><span>, in quanto mero cartello elettorale, si è già scomposta nelle quattro componenti che avevano portato alla sua formazione.</span><span>Il PDCI sembra puntare a un contenitore identitario di “comunisti duri e puri”, i verdi sono allo sbando e potrebbero essere risucchiati dal PD. Rifondazione è sempre combattuta tra una prospettiva massimalista e di opposizione “di pancia” (l’identità rifondarola), e lo spostarsi su posizioni riformiste e di governo, seppure da una piattaforma di forte contestazione e critica sociale.</span><span>SD ha invece storia diversa, essendo nata rifiutando l’abbandono di posizioni “socialiste” della sinistra riformista che aderiva al PD. Si è poi scissa tra quelli che hanno sposato subito la causa socialista del PS, e quelli che si sono rifuggiati nella SA, pensando questa avesse le chiavi dell’accesso in parlamento (che tragico errore). Si suppone che l’unica strada possibile per questi ultimi sia la costruzione di un partito socialista dichiaratamente riformista e di governo.<br />
Il PS, piccolo e brutto, pur non avendo spazio a sufficienza per due linee politiche diverse, potrebbe permettersene perfino tre: la linea autonomista, quella frontista (l’alleanza più o meno organica con Rifondazione e SD) e quella Piddina, di alleanza qualora la posizione democrats in tema di alleanze si ammorbidisca, di confluenza qualora rimanesse la chiusura totale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Come andrà a finire la battaglia a sinistra, determinerà in buona misura anche l’esito della battaglia per l’assetto politico del paese. Il campo di battaglia saranno le europee, ma le armi si iniziano ad affilare fin da adesso, come dimostra l’introduzione della soglia di sbarramento paventata da Franceschini.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Si potrebbe dire, se si parlasse di notizie liete, che se ne vedranno delle belle, ma la verità è che c’è solo da mettersi le mani nei capelli…</span></p>
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		<title>[PostElezioni] Prima che arrivino &#8230;</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2008/04/16/postelezioni-prima-che-arrivino/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 23:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla redazione...]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo di Pasquale Dario Serpico La tornata elettorale è passata come uno tsunami sulla sinistra italiana, cacciandola dal Parlamento. Non solo la sinistra socialista, ma anche quella comunista e ambientalista hanno perso nei confronti della paura (di chi ha votato PD), della rabbia (di chi ha votato Lega e IdV), della delusione dinanzi ad una proposta… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/04/16/postelezioni-prima-che-arrivino/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>articolo di Pasquale Dario Serpico<br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img style="border: 0;" src="http://www.scifi-universe.com/upload/galeries/images_film/v_vendetta/v_vendetta07.jpg" alt="" width="328" height="226" /></p>
<p>La tornata elettorale è passata come uno tsunami sulla sinistra italiana, cacciandola dal Parlamento. Non solo la sinistra socialista, ma anche quella comunista e ambientalista hanno perso nei confronti della  paura (di chi ha votato PD), della rabbia (di chi ha votato Lega e IdV), della delusione dinanzi ad una proposta politica ritenuta insufficiente, insoddisfacente, incapace di incidere (gli astenuti, in lieve crescita). Non credo che il PS abbia sofferto di un problema di inadeguatezza ideologica: resto convinto che la migliore sinistra possibile sia quella del socialismo liberale, eminentemente pragmatico, anti-dogmatico, la vera essenza della laicità come modus vivendi.</p>
<p><span id="more-454"></span><br />
Certo, vi sono stati errori della dirigenza: a parte quelli “storici” di almeno un decennio di ritardo, anche nella composizione delle liste, nella scarsa credibilità dei candidati (dato  il messaggio dichiarato), nell’ apatia dei quadri locali del partito, nei ritardi e tentennamenti della costituente, in alcune avventatezze nella campagna (casi Mastella e D&#8217; Abbraccio)&#8230; Errori che, quando dinanzi si profila il fuoco incrociato di media e mega-partiti tritatutto, non ci si può permettere.</p>
<p>Ma credo che ciò non basti a spiegare l&#8217;accaduto. Nei temi e modi dell&#8217; offerta politica, è stata sbagliata la lettura del Paese. Intendiamoci: io non rinnego nessuno dei punti  programmatici della Rosa nel Pugno del 2006, né la difesa “laica” del PS nel 2008. Ma i PACS, il divorzio breve, il testamento biologico, l&#8217; importanza dell&#8217; istruzione e della ricerca, la politica energetica, la fecondazione assistita&#8230; vanno bene per una democrazia liberale occidentale avanzata, dove anche in assenza di una macchina da  guerra elettorale il voto di opinione di un elettorato maturo possa fare la differenza.</p>
<p>Che ci piaccia o no, l&#8217; Italia del 2008 è molto peggio di come l&#8217; abbiamo sognata: è un paese<br />
il cui tessuto civile va sgretolandosi, in gran parte abbrutitosi. Il patto democratico (poi degenerato in patto di spartizione) tra le forze della Resistenza che fondarono la Repubblica sulle ceneri del fascismo è ormai vuoto. Non è un caso che, di tutte le famiglie politiche che sottoscrissero la Costituzione, solo la maggiore, quella democristiana, sieda ancora in Parlamento col suo simbolo e rivendicando quella identità: peraltro in posizione del tutto minoritaria e ininfluente. In Parlamento ormai dominano forze che incanalano rabbia e frustrazione o mere macchine di consenso elettorale che mantengono il controllo dei media, ma che non offrono soluzioni, tantomeno visioni per il paese (se non visioni molto cupe). L&#8217; assenza di contraddittorio in campagna elettorale, la più alta percentuale di voti non tradotti in seggi della storia repubblicana, il ruolo sempre più invadente della Chiesa nella vita politica&#8230; sono tutti campanelli d&#8217; allarme che preannunciano una svolta autoritaria sudamericana (Dio, Famiglia e Patria, anzi, Patrie!) Che solo il tessuto europeo in cui siamo inseriti ha finora evitato, probabilmente.</p>
<p>Ma quel rischio appena dietro l’angolo c&#8217;è ed è concreto. Se la sinistra ha ancora un ruolo, è quello di dare una speranza seria al paese, ripartendo da strategie concrete di  resistenza all’ abbrutimento e di rinascita democratica. Bisogna ricostruire il tessuto civile e rinnovare il modo di fare politica, senza il quale non è giustificata né possibile una moderna sinistra socialista.</p>
<p>Quindi, lasciamo perdere gli organigrammi complessi, i signori delle tessere o i capibanda che già hanno dimostrato di valer poco o nulla. Pensiamo ad un partito (o anche ad una rete di movimenti politici in contatto via web) con una struttura molto leggera (ed economica, anche perché dovrà essere auto-finanziata), con pochi dirigenti e molti militanti, impegnati nel territorio. Andando comune per comune a denunciare le connivenze delle amministrazioni coi gestori degli affare sporchi (e non parlo solo di rifiuti!) e gli sprechi, prodigarsi per l&#8217; ausilio alla nascita di impresa<br />
per giovani con idee e voglia di rischiare che non hanno santi a cui rivolgersi, denunciare<br />
l&#8217; incuria per i problemi legati all&#8217; immigrazione e proporre misure pratiche.  E ancora ricostruendo rapporti con organizzazioni che operano sul territorio, recuperando il senso di sindacato come difesa dei lavoratori senza diritti,  promuovendo iniziative di patronato allargate al target più ampio possibile, offrendo assistenza legale contro i soprusi (della criminalità ma anche dell&#8217; abuso<br />
di potere), organizzando iniziative culturali e di informazione, riallacciando i rapporti nelle università e promuovendo il diritto allo studio. Tutte cose che daranno i loro frutti a medio-lungo termine, ma che non possono più essere posposte.<br />
Al tempo stesso, ripensare l&#8217;azione politica nazionale in assenza di una rappresentanza parlamentare. Mi vengono in mente alcuni temi, che uniscono il locale al globale, su cui la nuova dirigenza (che dovrà seguire ad un congresso vero!) potrebbe lavorare: raccogliere  firme per due-tre leggi di iniziativa popolare legate a specifici problemi (da selezionare sulla base dell&#8217; efficacia per l&#8217; Italia e anche per il ritorno mediatico); riannodare un dialogo con le altre forze della sinistra, in vista degli appuntamenti elettorali del 2009. A cominciare dalle Europee, con una lista entro il PSE e con un piano programmatico per il cambiamento del PSE e del sistema-Europa. Ma anche le amministrative, a cui si  dovrà arrivare preparati e con candidature giovani e forti, che emergano possibilmente da questo nuovo associazionismo politico.<br />
Per realizzare il “Socialismo del XXI secolo”, il socialismo dei cittadini, ma ancor prima per scongiurare al paese il rischio di un lungo periodo buio, bisogna forse guardarsi indietro. Recuperare insomma lo spirito delle leghe socialiste di mutuo soccorso di fine Ottocento.</p>
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