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	<title>Labouratorio &#187; Gordon Brown</title>
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	<description>Magazine di sperimentazione alchemica per una generazione che non c&#039;è</description>
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		<title>[A Sinistra ... senza farsi illusioni] Il nuovo ordine può essere peggio del vecchio &#8230; guardate la Formula1!</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2009/04/02/a-sinistra-senza-farsi-illusioni-il-nuovo-ordine-puo-essere-peggio-del-vecchio-guardate-la-formula1/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo magnani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Non facciamoci illusioni,  dalla crisi economica non si esce necessariamente a sinistra.  La crisi finanziaria non produrrà automaticamente nuove politche socialiste,  la ri-regolamentazione dei mercati da tutti più o meno richiesta può avere esiti molto deludenti.  Le riforme possono rivelarsi pessimi provvedimenti,  e semmai peggiorare le cose. La prova di tutto questo è nel campionato mondiale… <a href="http://www.labouratorio.it/2009/04/02/a-sinistra-senza-farsi-illusioni-il-nuovo-ordine-puo-essere-peggio-del-vecchio-guardate-la-formula1/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1676" title="f1" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2009/04/f1.png" alt="f1" width="468" height="218" /></p>
<p>Non facciamoci illusioni,  dalla crisi economica non si esce necessariamente a sinistra.  La crisi finanziaria non produrrà automaticamente nuove politche socialiste,  la ri-regolamentazione dei mercati da tutti più o meno richiesta può avere esiti molto deludenti.  Le riforme possono rivelarsi pessimi provvedimenti,  e semmai peggiorare le cose.</p>
<p>La prova di tutto questo è nel campionato mondiale di Formula Uno che è appena partito.  Doveva essere un nuovo inizio pieno di promesse,  con regole nuove di zecca per grantire costi bassi,  prestazioni competitive,  gare aperte a più vincitori potenziali,  decretando così la fine del duopolio Ferrari McLaren degli ultimi anni.</p>
<p>La rivoluzione quasi totale insomma,  così profonda da consigliare i rinnovatori ad accontentarsi di quanto già in opera rinviando l’adozione del nuovo regolamento per i punti,  quello che intende assegnare il titolo al pilota che vince più gare a prescindere dai punti complessivi ottenuti (così come inevece è previsto ora).  Un atto di moderatismo che non si può non salutare con un sospiro di sollievo dopo il primo Gran premio australiano di domenica scorsa.  Già, perchè alla bandiera a scacchi ognuno ha pensato,  cavolo qui ci mancavano solo i punti nuovi eppoi eravamo a posto!</p>
<p><span id="more-1649"></span>La nuova Formula Uno è semplicemente bruttissima.  In primo luogo dal punto di vista estetico.  Le auto hanno un enorme alettone davanti che sembra fatto apposta per saltare per aria ad ogni minimo contatto,  si presentano goffe e ineleganti,  peggiorate nella prestazione complessiva.  Dal punto di vista etico non stiamo neppure a parlarne.  Chi ha trattato per i costruttori ha probabilmente usato informazioni e dati per farsi una “idea” sulle condizioni tecniche della concorrenza.  Ne è uscito un regolamento incerto e interpretato in maniera diversa dai team, con buona pace della certezza del diritto.  Il protagonista pricipale è stato Ross Brown (che non è parente con Gordon Brown ma che a questo punto farebbe bene a consigliare),  il quale ha preso due auto vecchie come le Honda dell’anno scorso,  che non andavano nemmeno a spinta,  e le ha ritoccate come un ragazzetto ritocca il motorino nel garage:  un tubo qui, una presa d’aria dietro dove c’è il buco,  e il gioco è fatto!  Due bolidi irraggiungibili che girano con distacchi da quasi un secondo su tutte le altre auto,  erano anni che non si vedeva un divario di prestazioni tale.</p>
<p>Si potrebbe a dire il vero anche sostenere che dal vecchio assetto un po’ incrostato si è finalmente usciti con nuovi protagonisti, magari quelli fuori dai salotti buoni che ora usano solo l’intelligenza.  Ho dei dubbi che sia così,  la cosa si è in realtà inviluppata in profili normativi e tecnici che hanno il sapore della furbata più che della innovazione e del merito.  Ma ciò che maggiormente è fallito,  e che ci debe interessare come riformisti,  è stato il tentativo di nuova regolamentazione,  che non ha raggiunto gli obiettivi prefissati.  Il nuovo ordine è peggio del precedente,  la nuova etica è più discutibile di quella vecchia,  e non lo dico da ferrarista preoccupato.  Quando sentiamo che si deve ri-eticizzare il mercato,  per favore,  pensiamoci bene.</p>
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		<title>Dark clouds on 10 Downing Street</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 23:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edoardo Ferrazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Gordon Brown]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo scorso cinque Dicembre, l&#8217;Independent londinese, con un&#8217;apertura di prima da fra rabbrividire già anche l&#8217;algido Gordon Brown, titolava &#8221;Is Britain&#8217;s economy heading the perfect storm?&#8221;. La crisi economica sembra avvicinarsi inesorabilmente nel Regno Unito, almeno da ciò che si evince da tutta una serie di esternazioni di autorevoli istituzioni di settore e autorità indipendenti britanniche… <a href="http://www.labouratorio.it/2007/12/17/dark-clouds-on-10-downing-street/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ngz-online.de/layout/showbilder/2338-downing-street-10_ap.jpg" align="right" border="0" height="318" hspace="10" vspace="10" width="200" />Lo scorso cinque Dicembre, l&#8217;Independent londinese, con un&#8217;apertura di prima da fra rabbrividire già anche l&#8217;algido Gordon Brown, titolava &#8221;Is Britain&#8217;s economy heading the perfect storm?&#8221;.</p>
<p>La crisi economica sembra avvicinarsi inesorabilmente nel Regno Unito, almeno da ciò che si evince da tutta una serie di esternazioni di autorevoli istituzioni di settore e autorità indipendenti britanniche tra cui la Financial Services Authority, che lo scorso quattro Dicembre ha, per bocca del suo capo retail Clive Briault, sostanzialmente invitato i fornitori di credito britannici ad allacciare bene le cinture di sicurezza, munendosi di alta liquidità, dato che secondo le stime della FSA, il prossimo anno si annuncia essere foriero di alti livelli di insolvenze, soprattutto nel settore retail.<br />
Non ultimo il probabile taglio del costo del denaro da parte della Bank of England, previsto per il sei Dicembre, sembra rassegnarsi alla bontà della previsione recessionista per il 2008.<br />
In questo quadro, le nubi continuano a addensarsi intorno al già debole premierato di Brown e al suo &#8216;cabinet&#8217;.</p>
<p><span id="more-42"></span></p>
<p>Il caso della quasi bancarotta della Northern Rock Bank, colpita dal collasso del sistema dei mutui sub-prime, domina ancora oggi l&#8217;agenda politica del governo Brown, costretto ad assumersi la responsabilità politica della faccenda e sottraendo ,di fatto, il capo della BoE, dalle sue oggettive responsabilità in merito.<br />
Alle prese con un&#8217;opposizione conservatrice che lo ha ridicolizzato pubblicamente in più occasioni, il Premier britannico, in evidente difficoltà politica, grazie ad un rinnovato attivismo di David Cameron alla guida dei Tories, durante un question-time presso la House of Commons, lo scorso quattro dicembre, ha ammesso l&#8217;esistenza di possibili compratori privati per la Northern Rock Bank.<br />
Piccolo dirigismo d&#8217;oltre manica, parrebbe.</p>
<p>Ma ciò che appare problematico politicamente, è la percezione che il nuovo esecutivo di Downing Street, non sia in grado di fronteggiare un contesto di crescente sfiducia, data non solo dall&#8217;incertezza dominante nei mercati finanziari globali, evidentemente ancora in affanno, ma anche da una sensazione di peggioramento delle condizioni economiche private per i mesi a venire, ormai strisciante tra l&#8217;elettorato.<br />
Il sistema creditizio corre ai ripari, annuncia aumenti delle spese per coloro che chiederanno d&#8217;ora in avanti, accesso al credito, comportando per ricaduta, un&#8217;attesa contrazione dei consumi. Come si dice: No Lending, no Spending.<br />
Da quando il clintonismo statunitense coniò, a metà degli anni novanta, il celebre detto &#8221;It&#8217;s Economy stupid!&#8221;, la classe dirigente labourista britannica sembrava aver imparato la lezione.</p>
<p>L&#8217;unico modo per riacciuffare il potere, quello scettro per più di un decennio detenuto dalla classe dirigente Tory, durante gli anni ottanta, e per consolidare nuove politiche pubbliche di matrice laburista, si rendeva necessario, nei sistemi &#8216;market-oriented&#8217;, far andare l&#8217;economia, sbrigliarla, fare agire gli spiriti animali degli individui.<br />
Così Tony Blair ha rinnovato il British Labour e così ha conquistato il potere.<br />
L&#8217;ex Premier britannico ebbe il merito di proporre non mera ridistribuzione statale inter-classista, ma offerta di opportunità economiche, basate su bassa imposizione fiscale diretta e indiretta, alto livello infrastrutturale, libertà meritocratica e eccellenza per i maggiori centri di ricerca del sistema paese, e ancora, un alto livello di efficienza del sistema giudiziario e trasparenza nei rapporti pubblico-privato.</p>
<p>Sono state queste le ricette, tra le altre, ad aver permesso ad un paese stanco e senza prospettive, indubbiamente riformato dalla &#8221;Iron Lady&#8221; ma altresì desideroso di chiudere quella stagione di conflittualità sociale, a rimettersi nelle mani di un giovane quarantenne di nome Blair che aveva imparato bene la lezione economica clintoniana.<br />
Oggi il New Labour di Brown, sembra non essere più in grado di rispondere alle sfide economiche, incapace come sembra di riformulare messaggi forti, di lanciare politiche riformatrici diverse da un semplice deficit-spending nel grande buco della sanità britannica.</p>
<p>Ma forse è semplice fisiologia. I cicli politici si esauriscono, e da essi prendono le mosse alternative politiche, di norma migliorative, delle forze d&#8217;opposizione.<br />
Chissà cosa accadrà in un paese come l&#8217;Italia, dove a forza di scimmiottare il blairismo, e di annunciarne l&#8217;imminente (e mai avvenuta) importazione, la sinistra sembra aver perso una delle tante occasioni per essere diversa da quello che è, colpevolmente e allegramente statalista.</p>
<p>E Veltroni, cosa dirà? Annuncerà come Giordano, la morte dell&#8217;economia di mercato, il ritorno all&#8217;egemonia culturale keynesiana visto che, anche nella capitalistica Inghilterra, la crisi economica dilaga? Oppure riformulerà politiche liberali e libertarie sul piano economico, capaci di sbloccare un paese, come l&#8217;Italia, in incerta ripresa economica ma senza una rotta a venire?<br />
Difficile crederlo, possibile sperarlo.</p>
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