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	<title>Labouratorio &#187; Fgs</title>
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	<description>Magazine di sperimentazione alchemica per una generazione che non c&#039;è</description>
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		<title>[Congresso FGS]Da Salerno ripartono i giovani socialisti?</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 02:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrew Nat</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ci muoviamo velocemente siamo giovani e socialisti”. Con questo motto si è aperto il congresso nazionale dei giovani socialisti tenutosi a Salerno l’1 e il 2 Febbraio. L’FGS (Federazioni Giovani Socialisti) ha ribadito la volontà di essere presente nella vita politica giovanile con l’ambizione di cambiare la società. Le parole d’ordine? Come scritto nella locandina esibita… <a href="http://www.labouratorio.it/2009/02/03/congresso-fgs/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img id="media-629477" class="aligncenter" style="border: 0pt none; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://giovanisocialisti.myblog.it/media/01/00/1156488579.jpg" alt="salerno.jpg" width="451" height="227" /></p>
<p>“Ci muoviamo velocemente siamo giovani e socialisti”. Con questo motto si è aperto il congresso nazionale dei giovani socialisti tenutosi a Salerno l’1 e il 2 Febbraio. L’FGS (Federazioni Giovani Socialisti) ha ribadito la volontà di essere presente nella vita politica giovanile con l’ambizione di cambiare la società. Le parole d’ordine? Come scritto nella locandina esibita all’esterno della sala “La FGS per l’innovazione, l’inclusione, il merito” non è un semplice sfondo colorato di rosso, ma una chiara presa d’atto della realtà italiana che circonda i socialisti italiani. Il congresso da questo punto di vista si è trasformato in un vero e proprio meeting del socialismo italiano dove i giovani hanno cercato di delineare i problemi sociali coniugando la classica determinazione di un  movimento giovanile con la lucida analisi della tradizione socialista riformista. Il meeting comunque si è dotato di un amplia platea di giovani e non, con il largo contributo degli oratori presenti nelle due giornate. Il sabato dopo il saluto delle istituzioni con il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e il vicepresidente della Regione Campania Gennaro Cucciolo, sono iniziati i lavori congressuali con la presentazione della mozione “Avanti! A Sinistra” da parte di una rappresentante dell’FGS Campania Bruna Fiola. Il dibattito è stato aperto e hanno presenziato la prima tranche di rappresentanti della costellazione giovanile di molti partiti come ad esempio Elisabetta Piccoletti (Portavoce Giovani Comunisti) Claudia Baldari (segretaria nazionale MGS) Francesco Pasquali (coord. Nazionale Giovani Forza Italia) Michele Ragosta (esecutivo naz. Verdi Italiani). <span id="more-1274"></span>Ha parlato anche Giacomo Filibeck (presidente Ecosy), il quale ha invitato i molti presenti alla costruzione di un fronte progressista e riformista (alla Uolter) in Italia ed in Europa non nominando la parola socialismo. Questo ha fatto in modo che si riaccendessero le critiche – non dal loggione della Scala – ma dalla platea gremita dai socialisti. La nota di rilievo prima della pausa pranzo indetta dal tavolo della presidenza, è stato il lungo discorso di Riccardo Nencini (Segretario PS), il quale ha parlato all’inizio della sua esperienza da ex militante della giovanile socialista, con annesse lotte movimentiste, poi nella seconda parte del difficile periodo di crisi della politica con la ferma volontà di dare battaglia insieme ad altri partiti del Comitato per la Democrazia, sul tema della legge elettorale per le europee. Un momento particolarmente sentito alla riapertura dei lavori congressuali verso le 15,30, quando ha preso la parola Manachem Gantz (giornalista del Yedioth Ahronoth Daily News) sul tema “Israele entro Guerra e Elezioni”. Il difficile rapporto tra Palestina e Israele non poteva non figurare nell’agenda politica dei giovani socialisti, data la secolare diatriba interna alla sinistra italiana:  pro-palestinesi o pro-israeliani. I giovani socialisti hanno comunque cercato laicamente di parlare di questo tema rispettando l’altrui opinione e di trattare con riguardo i fatti che ancora interessano quella area del mondo. Intorno alle 16 c’è stato il vero e proprio faccia a faccia tra i giovani socialisti, i quali hanno democraticamente analizzato, prendendo la parola uno alla volta, la situazione della politica italiana e delle vicende interne al partito. Le critiche, volte al vecchio modo di gestire l’organizzazione giovanile (ademocraticità delle assemblee, sistema cooptativo delle nomine, blindatura dei congressi etc.), si sono soffermate sul dialogo tra culture politiche affini. Si deve sottolineare la convinzione di ogni oratore di dare un messaggio speranzoso di società, di dare quindi un’alternativa di vita sia alle persone che vogliono riconosciuti diritti civili e sociali, sia alla sinistra italiana che molto spesso viene bistrattata dall’informazione nostrana. La democrazia interna della FGS, con il concetto di trasparenza e di merito, ha contrassegnato l’evolversi dell’analisi congressuale. E’ stato in questo frangente presentato un documento che non voleva entrare in conflitto con la mozione unica, ma anzi aveva l’intento di portare nel dibattito elementi critici e di aiuto per l’organizzazione giovanile. Il documento chiamato “Più siamo e meglio stiamo: facciamo la giovanile del Socialismo” intendeva denunciare che la sinistra può essere unità solamente sotto il nome del Socialismo come in Europa. I firmatari quindi proponevano di indire in tutta Italia coordinamenti territoriali aperti a tutti i ragazzi e le ragazze che volessero riconoscersi  nei valori del socialismo. In questo processo proponevano anche che la FGS abbia la possibilità e debba essere il nucleo propulsore di questo progetto. La voglia di contaminarsi con vecchi e nuovi socialisti è tanta, ma si deve – secondo gli ‘allargatori a sinistra’ – aprire un dialogo non solo ideale, ma su temi concreti come la lotta al precariato con Leghe dei Precari; la lotta per ‘unire di fatto’ diritti civili e diritti sociali per ridisegnare il nostro sistema fiscale a tal punto da coniugare un nuovo welfare con nuove libertà; la battaglia sull’Istruzione Pubblica lasciata in maniera sbrigativa dall’Onda e infine promuovere la diffusione dell’open source. Ha prendere poi la scena con un discorso molto intenso è stato Francesco Mosca ex-segretario della FGS. Mosca ha sottolineato le sue colpe nella gestione del movimento giovanile, ma anche consigliato le future strategie per una vera e solida giovanile socialista: recuperare il termine fratellanza cercando di essere una comunità coesa d’intenti, con l’entusiasmo di essere giovani, coraggiosi e socialisti. Dopo altri interventi con la fine del primo giorno di discussione ha lasciato molte riflessioni. La seconda giornata del congresso è stata altrettanto importate data la presenza di personalità di spicco della politica. E’ intervenuto Roberto Speranza (vice-responsabile nazionale enti locali del PD) il quale ha salutato la platea con il motto ‘uniti nel riformismo’ (versione più carica dell’affastellato mondo democratico). A prendere la parola poi è stato Matteo Taroli (Responsabile Politiche Giovanili UDC) che ha sottolineato la grave crisi di valori della politica italiana con la presenza di partiti contenitori e auto-referenziali facendo un plauso ai giovani socialisti che si richiamano ad un’identità precisa rispetto ad altri coetanei. Unica nota dolente la mancanza di Fausto Raciti (segretario nazionale Giovani Democratici), che forse stava cercando in qualche convento sparso in Italia la sua identità politica. Il fatto che non abbia lasciato nessuna motivazione per la sua assenza, è sintomo che c’è una frattura anche a livello giovanile tra socialisti e democratici. Ha altresì parlato l’On. Gennaro Migliore (coordinatore nazionale RPS) che ha esordito con temi cari ai giovani socialisti entrando dialetticamente nel magico binomio tra giustizia sociale-egualitarismo e libertà caro al Socialismo italiano. Un’apertura a ‘destra’ quella di Migliore, che ha catturato applausi e la voglia di fare un percorso comune, anche se ha ribadito con forza da dove provenga la sua militanza politica. La lotta al precariato, la volontà di combattere il populismo dilagante e di proporre politica vera alla gente, sono stati temi che hanno interessato discorsi anche di dirigenti del PS come l’On. Pia Locatelli (eurodeputato PSE e presidente Consiglio Nazionale del  PS) che si è impegnata anche per la lotta della discriminazione della donna, non lasciando in secondo piano la questione PSE in Italia. Su questo tema si è inserito Marco Di Lello (Coordinatore nazionale PS) che ha posto l’accento sulla costruzione di un Partito del Socialismo Europeo in Italia e la volontà di staree con chi è simile nelle lotte politiche per combattere il duopolio Berlusconi-Veltroni. A conclusione dei lavori congressuali, sono stati approvati ordini del giorno che delineano un’azione movimentista e più consapevole della giovanile. Si aperta la votazione per la elezione del Segretario della FGS, che èp stato eletto nella figura del primo firmatario della mozione unica “Avanti! A Sinistra”, Luigi Iorio. Iorio alla fine del suo discorso ha ringraziato tutti i giovani socialisti per la splendida atmosfera ed ha altresì dettato subito la strategia d’azione, volendo partecipare alla manifestazione del 3 Febbraio, a Montecitorio dalle ore 12, contro l’approvazione della legge truffa per le europee (soglia di sbarramento al 4%). “Avanti!” sembra essere ancora l’imperativo categorico dei socialisti del nuovo millennio.</p>
<p>P.S: Manfr siamo con te. La scuola merita un responsabile della giovanile!!</p>
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		<title>[Roba che tocca]Moscate d&#8217;inverno</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 02:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong><img class="alignright size-full wp-image-1247" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="fmosca" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2009/02/fmosca.jpg" alt="fmosca" width="200" height="174" /></strong><strong>Nel grande circo che e&#8217; il mondo si possono trovare i personaggi piu&#8217; insoliti, le vicende umane piu&#8217; tragiche, i fatti piu&#8217; incredibili. Diciamo subito che Francesco Mosca non e&#8217; cosi&#8217; insolit</strong><strong>o, la sua vicenda non e&#8217; affatto tragica, i fatti che gli sono accaduti non sono poi cosi&#8217; incredibili. </strong></p>
<p><strong>Pur tuttavia ci sembrerebbe irriconoscente non dedicare su queste pagine un tributo a chi, con le sue scelte e le sua disavventure, ha animato queste pagine per tanti numeri. Del resto, Francesco Mosca incarna forse meglio di chiunque altro la parabola politica del socialismo italiano</strong><strong> degli ultimi 16 anni.<br />
</strong></p>
<p><strong>Ha iniziato la sua vicenda politica all&#8217;indomani di tangentopoli iscrivendosi al SI, ha vissuto da vicino la stagione della diaspora socialista seguendone tutte le evoluzioni e convulsioni fino all&#8217;entusiasmo per la Rosa nel Pugno, quando diventa segretario della Federazione dei Giovani Socialisti. Dalla nascita della Costituente Socialista, di cui aveva previsto il fallimento, prova, senza tropp</strong><strong>o entusiasmo, a lanciare una costituente a livello giovanile, con scarsi esiti, fatto del quale in molti lo hanno rimproverato.<br />
</strong></p>
<p><strong>Discusso per la sua presunta subalternita&#8217; all&#8217;innominabile Villetti,  ha dimostrato la sua coerenza politica nella pur discussa scelta di schierare l&#8217;organizzazione giovanile a sostegno di una delle mozioni del congresso del PS. </strong></p>
<p><strong>Non ha mai avuto una grande fama al di fuori della FGS che pure trovava al suo interno strenui difensori del proprio segretario. Francesco Mosca e&#8217; stato il segretario della FGS per due anni, sei mesi e 22 giorni. La sua vicenda umana e politica e&#8217; stata profondamente legata a questa organizzazione. Per questo ancora maggiore deve essere stata la sua amarezza nel vedersi sfiduciato dai propri fedelissimi all&#8217;indomani di una lettera aperta al segretario del PS Nencini in cui coraggiosamente manifesta il suo nascente distacco dalla linea del partito. Quel distacco che trova compimento nella lettera di dimissioni che pubblichiamo qui.</strong></p>
<p><strong>Non prima di tributare il nostro plauso al gesto romantico che Francesco Mosca ha fatto ieri, presentandosi non atteso, al congresso dell&#8217; &#8220;unica comunita&#8217; politica in cui ancora si riconosce&#8221;, per &#8220;porgere l&#8217;altra guancia&#8221; ai compagni che lo avevano sfiduciato. Ha riconosciuto i propri errori ribadendo le proprie idee, si e&#8217; dimesso da ogni carica. Chapeau.</strong></p></blockquote>
<p><span id="more-1246"></span><em>Alla Presidente del Consiglio Nazionale [del Partito Socialista ] Pia Locatelli; </em></p>
<p>Cara Pia,<br />
ti invio questa lettera per comunicarti le mie dimissioni da membro del Consiglio Nazionale e della Direzione Nazionale. Scelta conseguente alla mia rinuncia, qualche mese fa, di accettare un incarico di lavoro nel partito, che tu stessa mi avevi proposto e di cui colgo l’occasione per ringraziarti.<br />
La mia scelta è frutto di considerazioni politiche, ma non ti nascondo la profonda delusione nei confronti di un partito che non sento più mio. In fondo la mia esperienza dal lontano 1994 nella Federazione dei Giovani Socialisti e quindi prima nel Sì e poi nello SDI aveva come spirito fondamentale quello di ritrovarsi in una comunità. Una comunità sbandata dagli anni terribili di tangentopoli, ma che restava pur sempre una comunità politica, retta da una fortissima fratellanza tra compagne e compagni. Con questo spirito un giovane di diciassette anni era partito un pomeriggio, con la corriera del trasporto pubblico, da un paesino della provincia di Roma verso piazza San Lorenzo in Lucina, con una idea in testa: essere parte attiva della gloriosa storia del socialismo italiano.<br />
I fatti dell’anno trascorso hanno compromesso definitivamente tutti gli sforzi compiuti in questi ultimi quindici anni per la rinascita organizzativa di un grande Partito Socialista.</p>
<p>La vicenda congressuale, che ha investito in pieno, per responsabilità del sottoscritto, la mia FGS, ha dimostrato l’impossibilità di svolgere un’attività politica autonoma nel partito. Oggi se un’immagine mi viene in mente del PS è quella di una piccola setta che viaggia lentamente e a zig zag verso una fine annunciata.</p>
<p>Nel corso di questi mesi rare volte ho espresso la mia opinione sulla conduzione politica del partito e ogni volta sono stato delegittimato su un fronte che per me è il più importante della mia breve esperienza politica: la FGS. Non una telefonata ho ricevuto in questi mesi dal segretario nazionale o da chi, nel corso di questi anni, ha condiviso con me una militanza politica, che al di là della qualità sempre opinabile, certamente è stata di impegno costante e quotidiano nel partito.<br />
Non ho condiviso la scelta della dirigenza nazionale del partito di imporre in Abruzzo l’accordo con il candidato del “manettaro” Di Pietro e i fatti credo abbiamo dato ragione a chi aveva sostenuto la contrarietà a quell’accordo. Mentre è priva di ogni logica politica la scelta di correre in solitaria in Sardegna, dove Soru, nonostante le sue particolarità, rappresenta certamente una novità nello scenario politico nazionale a cui si deve guardare con interesse, non fosse altro perché rappresenta una discontinuità con la tradizione post comunista o cattolica democratica che dominano il PD.</p>
<p>Lo sgretolamento del PS in questi mesi è evidente a tutti, non soltanto a causa dei dirigenti “traditori” usciti dal partito, ma perché non si è riusciti a trovare una via d’uscita politica alta, possibile anche ad un partito dell’uno per cento.</p>
<p>L’inconsistenza di questo gruppo dirigente si è evidenziata in più passaggi politici, con delle vere e proprie ferite alla nostra recente storia politica.<br />
Sul tema della laicità si è proceduto ad uno stravolgimento della posizione storica dei socialisti italiani. Il segretario nazionale si è lanciato in una disquisizione filosofica, che di solito è montata ad arte dai settori più clericali della nostra società, distinguendo tra laicità e laicismo. Si è di fatto stravolta la posizione naturale dei socialisti, arrivando ad istituire una ridicola associazione dei cattolici socialisti.<br />
Sulla “linea” politica si è assistito a delle vere e proprie peripezie. Si è partiti con un unico punto di riferimento: Walter Veltroni. Dal congresso per tre mesi non passava giorno che ad ogni starnuto di un esponente del PD verso la storia socialista, non seguiva una dichiarazione di un esponente della segreteria del PS che sottolineava il carattere storico di quell’apertura.</p>
<p>Tutto condito da una strana idea sulla costituzione di una asse riformista tra il PS, il PD e l’UDC.</p>
<p>Poi si è ripresa la strada dell’autonomismo socialista stile liste del garofano, salvo poi alternarla con una confusa apertura verso la sinistra di Fava e Vendola. Ora si è alla fine con la riforma della legge elettorale per le Europee.</p>
<p>Tutto questo in un momento storico in cui ci sarebbe disperato bisogno di socialismo, in un’Italia intrappolata com&#8217;è tra la crisi dell&#8217;economia globale e le sue eterne anomalie.</p>
<p>Dinanzi a questa situazione che meriterebbe un’azione politica determinata si avverte una mancanza di una qualsiasi iniziativa politica, la scomparsa assoluta dal dibattito politico.</p>
<p>In questi casi invece di limitare il dibattito si dovrebbero coinvolgere i compagni, mentre l&#8217;unico confronto aperto nel partito è quello sull&#8217;ipotetico eletto nel futuro Parlamento Europeo. Senza considerare che oggi, con ben quattro eurodeputati, non si avverte l’importanza di questo traguardo politico se non quello relativo alla “sistemazione” dell’eventuale eletto.<br />
Con l’amore che ho per l’ideale socialista, mi dimetto dal Consiglio Nazionale e dalla Direzione Nazionale perché non condivido nulla delle scelte politiche fatte dal Partito. Resto un semplice iscritto. Orgoglioso della doppia tessera socialista e radicale. Convinto che soltanto da una profonda critica sullo stato comatoso del nostro sistema politico e dalla consonanza con le urgenze che vivono le nostre concittadine e i nostri concittadini possa svilupparsi una grande forza politica laica, socialista, radicale e liberale.</p>
<p style="text-align: right;">Fraterni Saluti</p>
<p style="text-align: right;">Francesco Mosca</p>
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		<title>[Lumìe di Sicilia] Considerazioni sulle sortite del compagno Mosca</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 18:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ezio iacono</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/11/lumie.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-851" style="border: 0px;" title="lumie" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/11/lumie.png" alt="" width="357" height="189" /></a></p>
<p>Dalla periferia le vicende che riguardano il P.S. appaiono un po’ sbiadite, dal momento che una cosa è apprendere dai siti d’area, altro è avere contezza delle vicende quotidiane in modo diretto. A causa della distanza, infatti, le vicende appaiono e sono lontane, ma questo non vuol dire che la vita del Partito sia opaca e/o asfittica. Una certa vitalità del movimento socialista organizzato, pur dopo la batosta elettorale, è visibile ed apprezzabile e non mi riferisco esclusivamente alle 4 proposte di legge di iniziativa popolare, ma anche ad uno speranzoso ed apprezzabile dinamismo del nuovo gruppo dirigente. Nel partecipare al congresso regionale di Acireale, ho avuto modo di apprezzare la quantità e soprattutto la qualità degli interventi pronunciati in clima costruttivo e distensivo, il solo degno per un Partito che necessariamente e caparbiamente tenta di risalire la china.</p>
<p>Fatta questa necessaria premessa, desidererei commentare il pensiero manifestato dal Segretario della F.G.S., il compagno Francesco Mosca, intitolato “F.G.S. e Partito Socialista”. Ho avuto notevoli difficoltà a comprendere fino in fondo il pensiero di Francesco- ci siamo visti una sola volta a Montecatini nel luglio del 2007, ma tra compagni, ancor di più se pressoché coetanei, darsi del tu è quasi un obbligo – e spero che queste mie considerazioni possano tornare utili per un confronto costruttivo e non ampolloso.</p>
<p><span id="more-850"></span>Mi riferisco, innanzitutto, al passaggio del convegno sulla problematica della giustizia organizzato in collaborazione con l’U.D.C. e che “è passato su tutti i media come un convegno dell’U.D.C. e basta”, quasi come se fosse responsabilità dei socialisti che sia stato percepito dalla collettività come un’iniziativa del solo partito di Casini, e non invece della cronaca distorta svolta dagli addetti ai lavori .Nutro notevoli perplessità, inoltre, in un’asserita non opportunità di affrontare certi temi “con un partito che ha un terzo dei suoi voti controllati da Totò Cuffaro” a tal punto che “sarebbe stato meglio evitarlo”. Non mi risulta, infatti, che la condanna dell’ex Presidente della Regione Sicilia sia passata in giudicato e vorrei ricordare che la Costituzione Repubblicana non ritiene colpevole il cittadino- qualunque cittadino e per tutte le fattispecie di reato- fino all’eventuale condanna definitiva in Cassazione. A suffragio di queste considerazioni vorrei far notare che l’ex Ministro Mannino, anche lui siciliano ed esponente dello scudo crociato, è stato assolto dalla Suprema Corte dal reato infamante di concorso esterno in associazione mafiosa, pur avendo subito ben 23 mesi di carcere preventivo ed una patente odissea giudiziaria, familiare e politica, oltre che ovviamente personale.</p>
<p>Eppure essere garantisti in quanto socialisti non è una bandiera che possiamo far sventolare a giorni alterni o solo quando c’è la luna piena e sussiste- credo- la “paura di essere tacciati di giustizialismo”,che sembrerebbe essere esorcizzata nell’articolo del compagno Mosca.<br />
Viene, inoltre, sancita una resa del nuovo gruppo dirigente e del Segretario Nencini rispetto a tematiche concernenti i diritti civili. Personalmente, non colgo la medesima sensazione; invero tra le 4 proposte di legge di iniziativa popolare la tematica dei PACS non è stata tralasciata o dolosamente offuscata. Si fa presente che dopo aver organizzato un seminario sulla tematica della giustizia con il partito di Cuffaro, “si è (addirittura!!!!) organizzato un convegno insieme alla Binetti.” E allora????  Dobbiamo forse essere chierici senza tonaca che proclamano il verbo dei PACS, senza confrontarci con coloro i quali la pensano diversamente, ritenendo così la nostra convinzione dogmatica, quindi depositaria della verità assoluta? Mi sarei aspettato maggiore cautela e non sbrigativi attacchi da una posizione laicale- elitaria, la quale non è utile né ad una società moderna e multiculturale e con diverse sensibilità in materia, né ad un spirito innovatore, in particolar modo allorché accompagnato da una latente furia ideologica.</p>
<p>Approccio lineare meriterebbe, altresì, il problema del lavoro così da evitare un retrogrado appiattimento sulle posizioni della C.G.I.L. e sulle convinzioni spesso conservatrici del più grande sindacato italiano, che sembra essere non pienamente preparato ai reali problemi dell’odierna società. La difesa d’ufficio svolta dal compagno Mosca non mi convince, così come non mi convince la tutela assoluta degli ipergarantiti da parte del sindacato che fu guidato da Bruno Buozzi. Ritengo, infatti, che da parecchio tempo l’area della rappresentanza sociale di Corso Italia si sia contratto, anziché estendersi, vuoi per il mancato processo di democratizzazione interna, vuoi per le oggettive differenze professionali, oltre che per spinte settarie e movimentistiche. Non sarà sfuggita ad alcuno la luna di miele in corso tra la segreteria generale e la F.I.O.M. di Rinaldini, probabilmente tra le concause del distacco della C.G.I.L. dalla C.I.S.L. e dall’ U.I.L. A tutto ciò si aggiunga l’ormai cristallizzato appesantimento burocratico- corporativo e l’anelito di scavalcare a sinistra i sindacati autonomi. Da Epifani, considerata altresì la militanza nel P.S.I.,era lecito o no attendersi una spinta innovatrice e più consona ai tempi che stiamo attraversando? Noi giovani in particolare abbiamo bisogno di sindacalisti e non di cacicchi! Ed inoltre, gli attacchi (?) alla C.G.I.L. di “fantomatici dirigenti socialisti che facevano le pulci ad ogni presa di posizione sindacale”…”in particolare sulla situazione Alitalia” non mi sembrano proprio “forsennati”. Eppure tutto ciò Francesco dixit!</p>
<p>Inoltre, c’è un inciso sulle prossime elezioni europee che merita ulteriore considerazione; il compagno Mosca afferma che “..la scelta è chiara a tutti: o si confluisce nel P.D., e tutta la strategia di Nencini sembra tesa a quel traguardo, o si presenta una lista del Partito del Socialismo Europeo in Italia. Con chi ci sta.” E chi dovrebbe starci, considerato che Fava e S.D. PER IL SOCIALISMO EUROPEO (nel nome ma non nei fatti!) si sta legando sempre più con i vendoliani? Che gli ex D.S. confluiti nel contenitore democratico non sembrano lontanamente interessati ad un’operazione politica di tal genere? Ritengo che la lista del P.S. alle elezioni europee ci sarà e mi auguro abbia un risultato incoraggiante, mentre un’ospitalità nelle lista del P.D. non mi sembra verosimile, considerando anche il fatto che andremo a votare con la legge di cinque anni fa.</p>
<p>Mi auguro, infine, oltre ad una necessaria replica, che si possa instaurare un dialogo chiaro e netto sia tra i militanti ed i simpatizzanti del P.S. , così che ciascuno possa dare il proprio contributo alla voglia di rivitalizzare il movimento socialista,ciascuno secondo le proprie qualità e nel rispetto delle posizioni e dei ruoli altrui.</p>
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		<title>[Giovanilmente] Fgs, Figas, 100 giovani e 40 caprette .. basta litigare: AMIAMOCI!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 19:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo di Peppe Potenza e Andrea Plex Pisauro (il titolo è colpa di quel drogato del Ciuffoletti, ma voi leggetelo, chè l&#8217;articolo è serio!) È passato ormai un anno da quel 14 luglio in cui la presa della bastiglia socialista portava, col lancio della Costituente, alla fine della diaspora e alla nascita del PS, con tutto… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/07/14/giovanilmente-fgs-figas-100-giovani-e-40-caprette-basta-litigare-amiamoci/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>articolo di Peppe Potenza e Andrea Plex Pisauro (il titolo è colpa di quel drogato del Ciuffoletti, ma voi leggetelo, chè l&#8217;articolo è serio!)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-531" title="alltogethernow" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/06/alltogethernow.gif" alt="" width="369" height="147" /></p>
<p>È passato ormai un anno da quel 14 luglio in cui la presa della bastiglia socialista portava, col lancio della Costituente, alla fine della diaspora e alla nascita del PS, con tutto l’annesso carico di speranze ed entusiasmi che hanno permeato la base, vecchia e giovane, dell’universo socialista.<br />
Sulla scorta di quel“entusiasmo costituente”, anche tra noi giovini socialisti si iniziò a discettare, spesso animatamente, di giovanili più o meno unitarie e del ruolo che noi aitanti militonti avremmo potuto o dovuto esercitare nel nuovo soggetto politico.</p>
<p>Come si sa, sia tra i barbuti che tra gli imberbi, la montagna di chiacchiere ed erudite analisi ha partorito il classico topolino. E se il PS è parso a molti uno SDI allargato, l’FGS non ha nemmeno fatto finta di ampliare i propri orizzonti.<br />
Passato un anno, cambiato il governo e il segretario, ci ritroviamo a scrivere delle questioni giovanili, memori degli echi del dibattito dello scorso anno. Lungi da noi l’intento di ripercorrere le miserie dell’ultimo young socialism italiano, ci permettiamo allora di fornire il nostro umile punto di vista sulle prospettive e le possibilità di noi giovani  socialisti.</p>
<p><span id="more-593"></span>Coloro i quali hanno preso coscienza dell’infelice condizione dell’essere giovani e hanno visto nella strada del socialismo uno spiraglio di luce per uscire dal buio del presente hanno oggi il difficile compito di fare  comprendere a chi sa di essere giovane, di poter essere socialista. Questa nuova generazione di militanti ancora da scovare è la scommessa su cui si basa quel Partito Socialista corsaro e garibaldino nato a Montecatini il 5 e 6 luglio.  Era vero ieri, e lo è ancora di più oggi, che il progetto socialista in Italia rischia di morire, quasi letteralmente, di vecchiaia, nell’eterno riproporsi dei medesimi consunti dirigenti e con la scomparsa progressiva dei militanti cocciuti che in epoche migliori della nostra hanno conosciuto l’azione riformatrice dei socialisti italiani.</p>
<p>C’è bisogno del nostro impegno genuino, della nostra freschezza mentale, del punto di vista della nostra generazione, tanto nella gestione quanto nell’iniziativa politica del partito. Ma questo bisogno può essere appagato soltanto mettendosi in gioco in prima persona, andandosi a prendere onori ed oneri della responsabilità politica, dei ruoli dirigenziali del partito. Molti di noi, e non occorre allontanarsi molto per trovarli, hanno già intrapreso questa strada assumendo ruoli di indubbia rilevanza nel partito che il compagno segretario (a proposito, in bocca al lupo!) dovrà provare a rivitalizzare.<br />
La prima funzione di un’aggregazione giovanile socialista riteniamo quindi debba necessariamente essere quella di aggregare e promuovere i giovani nel partito. Per farlo, deve diventare un laboratorio culturale e politico in grado di formulare idee e proposte, a volte anche eretiche, che ci consentano  di “volare alto” non in quanto giovani, ma perché meritevoli. Il nostro dovrà essere un team che sappia fare una sana attività di lobbying per consentirci di non dover ritrovare le  nostre idee gettate  in un fosso, ma di vederle realizzate negli occhi degli uomini e delle donne che incontreremo nel nostro cammino di vita!</p>
<p>E a coloro i quali ci obbietteranno la mancanza di autonomia di una  giovanile così configurata risponderemo che per noi l’autonomia non è forma, ma sostanza! Un’autonomia che deve essere intesa come la garanzia di poter dire la nostra qualsivoglia essa sia, nelle forme e nei modi che riterremo più congeniali. Un’autonomia mentale, svincolata da logiche di sottomissione o subalternità a questo o a quel esponente del partito. Un’autonomia di iniziativa politica che, qualora lo ritenessimo opportuno, ci renda liberi di andare contro e sfidare la linea dei “senior”.<br />
Non dunque un’autonomia che sottintende un’organizzazione indipendente da quella del partito, per non dire né fare nulla di diverso dal partito e nel partito medesimo.</p>
<p>Anche a livello di tesseramento pertanto, rilanciamo l’idea di agganciare, per gli iscritti sotto i 30 anni (età limite per poter continuare a parlare di gioventù senza tema di coprirsi di ridicolo) la tessera del partito a quella della giovanile, stornando un terzo della quota di iscrizione nella casse di quest’ultima e fermo restando la possibilità di iscriversi soltanto ad essa.<br />
Conosciamo d’altronde lo stato deteriorato dei rapporti, anche personali, che intercorrono tra protagonisti più o meno insigni del socialismo under 30 (si fa per dire ovviamente). Riteniamo pertanto che l’unica strada percorribile per riallacciare le fila del discorso giovanile sia ripartire dai contenuti, ricominciare a parlare di politica, valorizzando la partecipazione di tutte le compagne e i compagni da ogni angolo d’Italia che abbiano qualcosa da dire e misurandone così ambizione e capacità.</p>
<p>Siamo peraltro convinti che le priorità su cui impegnare la nostra azione politica riguardino evidentemente la scuola, l’università, l’ingresso nel mondo del lavoro, anche portandoci a far sentire la nostra voce proprio nelle assemblee studentesche, in quelle universitarie, sui luoghi di lavoro. Che non vuol dire tacere del resto, ma occuparsi davvero, studiando e lavorandoci, di questi temi, nei quali la nostra età e prospettiva costituiscono un indubbio vantaggio.<br />
Per questi motivi sarebbe assolutamente stolto non approfittare dell’occasione offertaci dalla campagna sulla scuola del merito che il partito intende lanciare a settembre. Ritagliamoci un ruolo da protagonisti a partire da subito, discutendo e proponendo, come abbiamo già iniziato a fare da questo stesso pulpito pochi giorni fa.</p>
<p>Incontriamoci dunque i primi giorni del più fresco settembre per rimboccarsi le maniche e dare corpo e voce a questa campagna. Quel giorno sarà il nostro primo giorno di scuola; zaino in spalla saremo pronti, tutti insieme, a iniziare il  nuovo ciclo di studi, con l’entusiasmo del primo giorno di liceo e la grinta della più avvincente sfida…. La sfida socialista!!!</p>
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		<title>[Giovanilmente] Nuovo iscritto alla FGS &#8230; con il dubbio del bollettino</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 19:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucag</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo di Luca Giangrande All&#8217;età di 17 anni e a 5 mesi dalla mia iscrizione al Ps, ho deciso di entrare a far parte della famiglia dei Giovani Socialisti. Era un pò che ci pensavo, e questa mattina ho formalizzato il tutto recandomi in ufficio postale e versando la quota d&#8217;iscrizione. Mi sono iscritto per gli… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/07/14/nuovo-iscritto-alla-fgs/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>articolo di Luca Giangrande</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border: 0pt none;" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/06/alltogethernow.gif" alt="" width="369" height="147" /></p>
<p>All&#8217;età di 17 anni e a 5 mesi dalla mia iscrizione al Ps, ho deciso di entrare a far parte della famiglia dei Giovani Socialisti. Era un pò che ci pensavo, e questa mattina ho formalizzato il tutto recandomi in ufficio postale e versando la quota d&#8217;iscrizione.<br />
Mi sono iscritto per gli stessi motivi del tesseramento al Partito Socialista, ma con rinnovata convinzione:</p>
<p>* Perché credo che la pace non sia un&#8217;utopia, ma un processo di conquista sociale e prima di tutto dovere umano;<br />
* Perché voglio, e ritengo giusto, che nessun essere umano muoia per condizioni di fame, povertà, malattie, o lontano dai suoi affetti esiliato, incarcerato, e privato della libertà, realizzando così un principio di giustizia sociale;</p>
<p><span id="more-575"></span>* Perché aborro ogni forma di discriminazione, totalitarismo e intolleranza che minano la dignità, l&#8217;incolumità e la libertà altrui, principio fondamentale dei diritti umani.<br />
* Perché desidero vivere, e far vivere le generazioni successive alla mia, in un contesto in cui regni rispetto, solidarietà e cooperazione tra le persone, pace, dialogo, desidero impegnarmi per preservare l&#8217;ambiente naturale e l&#8217;ecosistema che da molti anni causa inquinamento e altri fattori non viene rispettato causando l&#8217;innalzamento della temperatura e lo scioglimento dei ghiacciai, oppure la morte di molte specie animali dovute non solo all&#8217;inquinamento, ma anche a caccia e bracconaggio.<br />
* Perché credo nel lavoro come massima espressione individuale e di dignità di un essere umano, e mi auguro che i dipendenti vengano trattati alla pari, non subendo continuamente violenze da datori di lavoro o poco pagati. Perché un lavoratore non può essere angosciato &#8220;chissà se domani lavorerò ancora, chissà se riuscirò ad arrivare quanto meno alla fine della 3° settimana, chissà se avrò una pensione, chissà se riuscirò ad offrire a mia moglie e ai miei figli una vacanza&#8221;.<br />
* Perché sono laico e riformista.<br />
* Perché in poche parole sono Socialista.</p>
<p>Nella mia città non esiste un coordinamento della FGS, e nemmeno nella mia provincia.<br />
Non so se ci sono dei giovani iscritti al Ps nel mio territorio, ma se ci sono non esiterò a farmi promotore per la nascita, almeno anche in Provincia di Chieti, di una FGS che ritengo preziosa per il nostro caro Partito Socialista. Ritengo infatti che la FGS debba catalizzare l&#8217;attenzione dei giovani &#8211; anche coloro che non seguono la politica ma che credono nei valori della laicità e del riformismo- nel Ps e nel Socialismo italiano, perché un partito va avanti solo grazie ai giovani e se questi riescono a proporre progetti concreti e validi ai cittadini.</p>
<p>In attesa dell&#8217;arrivo della tessera&#8230;</p>
<p>P.S. spero solo di non aver commesso errori nel bollettino :p</p>
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		<title>[Appunti congressuali] Cronache marziali</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 00:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Albano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla periferia dell'Impero]]></category>
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		<description><![CDATA[Era un pomeriggio afoso di fine giugno,un caldo opprimente veniva a mala pena mitigato dall’aria condizionata, un gruppetto di giovani coraggiosi si appresta a muovere contro il potere precostituito che tutto vuole immobile e che tutto gestisce all’ombra di una pax che non vede oppositori/suicidi all’orizzonte. Si entra nel centro congressi che ci ospita, la frescura… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/07/03/appunti-congressuali-cronache-marziali/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-493" title="spunti-congressuali" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/05/spunti-congressuali.png" alt="" width="438" height="98" /></p>
<p>Era un pomeriggio afoso di fine giugno,un caldo opprimente veniva a mala pena mitigato dall’aria condizionata, un gruppetto di giovani coraggiosi si appresta a muovere contro il potere precostituito che tutto vuole immobile e che tutto gestisce all’ombra di una pax che non vede oppositori/suicidi all’orizzonte.<br />
Si entra nel centro congressi che ci ospita, la frescura che si prova ti fa respirare meglio, che bello, l’aria condizionata funziona!muoviamo alla volta del tavolo accrediti,quando una voce attira la mia attenzione:”firmate per appoggiare la relazione del segretario”. Un banchetto ben organizzato con dietro l’immancabile Fabrizio Burini appoggiato sulle fasce dal prode Carletti raccoglie in realtà le firme necessarie a presentare la mozione in appoggio alla ri-candidatura di super Mario Fioriti alla carica di segretario provinciale. Mah! strano,perché non dire ai compagni la verità su quello che firmano? Perché se sei sicuro di stravincere non dici la verità? Del banchetto se ne occupa Gabriele Tognoloni, intellettuale, artista, giovane, capogruppo del nascituro PS in quel di Gubbio; insomma il prototipo perfetto dell’oppositore/suicida (non per nulla è lui il CAPO)! Urla, strepiti, ma tutto resta uguale, solo che ora raccolgono le firme per un’altra cosa e cioè presentare la candidatura di super Mario; tutto cambia e tutto resta uguale nella giungla socialista!</p>
<p><span id="more-574"></span>Gianluchino Dominici presenta al tavolo della presidenza la nostra mozione, corredata da 65 nomi, non firme, nomi!! Il tavolo convoca la commissione verifica poteri!tensione … i vertici non capiscono cosa sta accadendo, quando lo capiscono mettono in atto una tecnica di contro-penetrazione inventata nel 1940 dal generale tedesco Von Manstein, ma che al giorno d’oggi è alla base delle tecniche militari. Prima cercano di non far presentare la candidatura alternativa dicendo che ci vogliono le firme, poi, incalzati su tutta la linea, ci danno la possibilità di raggiungere i compagni e farli firmare. Un pacato Massimo Mencarelli poi dirà che era contrario alla presentazione di quella candidatura, mah! residui comunisti nelle vene, quelli, si sa, vengono smaltiti in 2000 anni, peggio della plastica!</p>
<p>Nel contempo il dibattito parte, dopo la relazione del segretario uscente/rientrante, è il turno di un Pinotti a tratti straripante, poi arriva il momento della stella di Spoleto, Enzo <em>bum bum</em> Alleori, un discorso di una ventina di minuti, da grande leader! Riesce ad analizzare e nel contempo tener botta ad un presidente del congresso in preda ad un attacco isterico!</p>
<p>Dopo l’intervento del prode Enzo l’assessore Rometti, vestito da crocerossina, l’uniforme era di una  defilata Girolamini che aveva concluso ad ora di pranzo il corso, pratica al presidente elettrico una puntura di un calmante a base di estratto di garofano che non sortisce gli effetti sperati!<br />
Gli interventi si susseguono, vengono messe in votazione le modalità di votazione, meno che per l’elezione del segretario, vince la modalità palese anche se non si riesce a capire come e perché, visto l’altissimo quorum richiesto!</p>
<p>I generali eseguono le necessarie manovre di accerchiamento e distruzione delle sacche di resitenza.<br />
Mentre in platea infuria lo scontro gli interventi continuano, trascinante la presentazione di Gabriele Tognoloni, appassionata la replica della giovane Laura Ganovelli, che a nome della Fgs dà piena ed incondizionata fiducia all’uscente/rientrante SuperMario, dimenticando che qualche mese fa la stessa Fgs aveva invocato un ricambio, mah?!. Infuocato l’intervento di Massimiliano Romagnoli.</p>
<p>Iniziano le confuse operazioni di voto. Il generale Luciano”Lawerence d’Arabia”Bacchetta attacca con le truppe cammellate e ripete ai quattro venti che in questa battaglia non si faranno prigionieri; il generale Massimo “cha cha cha” Buconi attacca con la sua fanteria a ritmo di tamburi che annichiliscono gli avversari;il giovane generale Nilo “baby face” Arcudi attacca con il sorriso sulle labbra con i suoi panzer le truppe più giovani ed inesperte, che indietreggiano e rischiano di sfaldarsi! Il maresciallo dell’aria Silvano ”the boss” Rometti è chiuso nel suo quartier generale con i più fidati strateghi per coordinare la contro-penetrazione. In panchina il generale Roberto”the rock” Bertini ha compiti di collegamento essendo la sua armata stata decimata nell’assedio di Marciano ad opera del PD.</p>
<p>La tensione si taglia con un filo di Cotone, una interminabile fila per votare ed il caldo asfissiante fanno cadere al suolo qualche delega, ma niente di grave si riprenderanno in tempo per votare!<br />
E venne il momento: lo scrutinio!!!Il testa a testa dura fino al 10 a 10 poi Super Mario trova una pillola vitaminica che lo fa schizzare in testa da dove non si muoverà più.</p>
<p>L’incontro termina 186 a 101, i folli suicidi raccolgono nel segreto dell’urna il 35% dei voti. Ma l’onore va ai vincitori, mai ai vinti! Un munifico e magnanimo Super Mario si presenta al cospetto degli sconfitti con la lista del direttivo provinciale bella e pronta,senza nessuna possibilità di modifica! I vincitori si scelgono gli interlocutori nei nomi e nei numeri. Stesso discorso per i delegati al congresso regionale.<br />
La minoranza deve essere annientata, nessuna possibilità di pensarla in maniera diversa.<br />
La democrazia è stata uccisa, la dialettica non può esistere, ”mutismo e rassegnazione” è il motto imposto!</p>
<p>Chiedo scusa ora non ricordo chi annientava e non riconosceva le minoranze! Qualcuno me lo potrebbe ricordare?</p>
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		<title>[All together NOW!] Lettera ai giovani socialisti italiani</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 01:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrew Nat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[congresso nazionale del partito socialista]]></category>
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		<category><![CDATA[lettera ai giovani socialisti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari giovani socialisti italiani, giusto una settimana fa mi chiedevo &#8211; proprio perché sarebbe questo il periodo adatto ad analizzare in maniera costruttiva l’operato del Partito Socialista in vista del congresso del 5 e 6 Luglio &#8211; il perché di questa spaccatura nelle opinioni dei giovani socialisti. La domanda quindi sorge spontanea: perché i giovani si… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/06/05/all-together-now-lettera-ai-giovani-socialisti-italiani/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-531 aligncenter" title="alltogethernow" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/06/alltogethernow.gif" alt="" width="369" height="147" /></p>
<p>Cari giovani socialisti italiani,<br />
giusto una settimana fa mi chiedevo &#8211; proprio perché sarebbe questo il periodo adatto ad analizzare in maniera costruttiva l’operato del Partito Socialista in vista del congresso del 5 e 6 Luglio &#8211; il perché di questa spaccatura nelle opinioni dei giovani socialisti. La domanda quindi sorge spontanea: perché i giovani si sono divisi?</p>
<p><span id="more-530"></span>Divisi non nell’anima, mi pare ovvio che è sempre socialista, ma divisi nelle posizioni. Chi aderisce a Nencini, chi alla Locatelli, chi a Sollazzo e chi (ahimé) non ha deciso ancora nulla. Eppure non mi sembra che ci sia molta distanza tra le posizione dei 100 giovani di Nencini e la bozza presentata dalla FGS nei primi di maggio, cioè i due documenti giovanili presentati. Entrambe le documentazioni delle mozioni-baby presentavano al loro interno: valori e riferimenti al socialismo europeo, il  voler cambiare rotta alla nave socialista in deriva, il ricambio della classe dirigente sconfitta alle elezioni 2008 e cosa più importante il proprio impegno al progetto socialista in Italia, il tutto per continuare tradizione di più di cento anni di storia. Questioni di condivisibile e di cruciale importanza.  Stranezze della vita!</p>
<p>Perché essere divisi se poi si dice la stessa cosa? Perché aver firmato due mozioni diverse, se non si vuole ripetere il percorso fatto dai dirigenti della diaspora?</p>
<p>Io credo che aver disperso in questo momento della storia socialista le forze del campo giovanile sia stata una mossa poco chiara e controproducente per tutti i giovani socialisti. E’ ovvio non si è divisi in maniera netta, ma credo che in questo modo si continuino a scavare nuovi solchi. Il problema poi si ingigantisce a dismisura, se non ci fosse di mezzo il fatto che non si è mai cercato di organizzare un serio network giovanile socialista che non fosse solo di area (non sto qui dicendo di chi sia la colpa), ma condiviso da più ragazzi con esperienze diverse. Ci serviva, insomma, un modo per influenzare in maniera netta e decisa nel breve periodo questo congresso e nel lungo periodo i congressi futuri. Provare a creare un partito per il nostro futuro, non vincolato ancora alle logiche di fazioni e di vecchie dispute, ma un vero superamento del cordone ombelicale che ci lega agli anni’80 è davvero impossibile? Io credo che questo network giovanile poteva essere la soluzione a questo problema. Una maniera molto elegante per cercare di superare l’impasse politica delle divisioni, dando il “buon esempio” ai dirigenti. E’ un utopia pensare di unire in modo cooperativo le stesse esperienze della diaspora in un progetto “fresco e movimentista”? Io credo di si e credo anche che sia l’unica cosa da fare per ridare vita a questo corpo socialista in coma. Solo sfruttando la nostra ingenuità politica, la nostra freschezza dialettica riusciremo ad aprire all’esterno (sia destra o sinistra che sia) ad altre esperienze politiche, in modo tale che queste possano arricchire l’alveo del Socialismo italiano.</p>
<p>Non vorrei essere tacciato di presunzione e di idiozia acuta, ma questi ragazzi (tra cui me medesimo) ci hanno capito qualcosa del futuro del socialismo?<br />
Hanno intenzione di cambiare la miope prospettiva socialista che è stata costruita fino ad adesso dai dirigenti del PS? Come direbbe un giudizioso militante : “Speriamo di si !”</p>
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