Labouratorio

[Socialismi] Il Socialismo nello scontro di civilta’

di Plex - martedì 13 ottobre 2009 - 298 views

PsiIl generale crollo elettorale dei partiti socialisti in giro per l’Europa ha alimentato  un diluvio di analisi, studi, domande e risposte. Lungi da me il tentativo di addentrarsi nei meandri del dibattito. Più modestamente, si vuole qui introdurre un punto di vista parzialmente inedito che si può sintetizzare in una domanda: può il Movimento Socialista prescindere dal prendere una posizione, e quindi ri-definirsi, in relazione ai profondi sconvolgimenti che stanno rivoluzionando l’ordine geopolitico globale?

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Tags: cina, civiltà, crisi economica, Europa, geopolitica, globale, huntington, islam, Obama, Occidente, scontro, socialismo, storia, USA

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[Sinistritudini]La malattia della Sinistra va curata con il Socialismo Europeo

di Andrea Natalini - venerdì 26 dicembre 2008 - 67 views

Leggevo sui giornali che qualcosa sta accadendo nella Sinistra italiana. Che cosa? Ma non era tutto finito? Un magma ancora incandescente . Una lenta digestione(non si sa di cosa), che da tempo le sta lacerando le viscere. Sono morti gloriosi partiti, uno il PCI di vecchiaia e l’altro il PSI di morte violenta e precoce, ma lo shock post trauma ancora non è passato del tutto, anzi si è entrati in una lunga degenza curativa, avendo sperato che qualche buon medico la rianimasse dalla paralisi. Questo processo è durato da troppo tempo, quasi 15 anni! Ebbene la ripresa da questo malessere, non è ancora avvenuta, anzi credo proprio che molti medici vicino al suo capezzale non abbiano avuto la volontà di operare. Tutti i chirurghi sono stati accecati dall’illusione che qualche medicina governativa la aiutasse a superare l’impasse post-ideologico senza bisogno di un’operazione che la rimettesse in carreggiata. Le medicine, i paliativi e le stampelle non aiutano chi ha una malattia cronica, infatti non è risultata la migliore cura per ridestare il paziente. Di chi è la colpa? Io credo che sia una commistione di fattori, i quali agendo con il tempo hanno influenzato e aggravato la malattia. Un malessere, dicevamo, che – per quanto riguarda un primo fattore – è stato generato da due tipi di virus con un ceppo comune: il neomassimalismo alternativo di matrice comunista e il cattocomunismo riformista dell’Ulivo-PD . Read the rest of this entry »

Tags: andrea natalini, Europa, Italia, labouratorio, pci, PS, PSE, PSI, sinistra, socialismo europeo, socialisti

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[LABOURACOULTURA] Angelo Marchese – un ricordo del grande critico letterario.

di Redazione - giovedì 3 luglio 2008 - 350 views

Introduzione di Antonello Cresti
Recensioni
a cura di Lorenzo Lodovichi

Cambiano i nomi dei ministri della pubblica istruzione e le considerazioni sono sempre le stesse: al livello allucinante degli studenti italioti corrisponde l’infima qualità del corpo docente. In effetti il “professore” in Italia è spesso il luogo fisico in cui si concentrano frustrazioni di ogni tipo e sarà difficile avviare una rinascita della società finchè saremo nelle mani di certi incapaci o, forse ancor peggio, di sciagurati cialtroni autonominatisi maestri di pensiero.

Nel mio interminabile percorso di studente ho avuto a che fare con molteplici bizzarrie umane ed ho avuto un unico Maestro… sono stato fortunato: per il poco tempo che ho potuto avere a che fare con l’augusta figura di Angelo Marchese, critico letterario pluritradotto e studioso di Montale (che “al giovane critico genovese” dedicò anche una sua poesia), precocemente venuto a mancare, non ho fatto altro che apprezzarne le intuizioni, gli entusiasmi, le riflessioni. Intellettuale raffinato, profondo, dall’itinerario complesso e sfaccettato Marchese ci ha lasciato diversi lavori straordinari, ma anche saggi più “esoterici” che meritano una lettura. Tra i suoi vari scritti ve ne sono due che non potranno suscitare interesse nei più attenti lettori di Labouratorio.

Abbiamo chiesto di recensirli a Lorenzo Lodovichi, giovane intellettuale di formazioni cattolica, vicino al pensiero di Pasolini e all’ecologismo di Alexander Langer.

Il senso della laicità
È dal portato e nel clima postconciliare che nasce questa opera di Marchese. Fa sorridere ripensare ad alcune sue parole in incipit, quali “…il clericalismo come fenomeno storico del mondo cristiano e in particolare cattolico è ormai superato”. D’altronde il Concilio Vaticano Secondo (terminato nel 1965) è ormai storia vecchia, espressione d’una Chiesa che si vedeva moderna, che cavalcava gli entusiasmi e le contraddizioni feconde di una Italia nel suo primo benessere.

Dunque il discorso di Marchese è utile in due modi. Primo: egli fa un analisi limpida del laicismo, e ci ricorda i termini veri della questione. Secondo: l’opera in questione è, siccome vecchia, al di sopra di ogni sospetto e del tutto scevra da ogni intento polemico. Un’informazione per tutti: “il laicismo…è il rovesciamento di una impalcatura sociologica tradizionale della cristianità espressa in strutture, costumi e atteggiamenti spirituali strettamente clericali…”. Lungi dal laico ogni negazione di Dio, e ancor più ogni negazione di esperienza religiosa. Il Concilio Vaticano II, insomma, ispira Marchese e l’enciclica “Gaudium et Spes” fa ben sperare nel superamento di ogni clericalismo.

Significativo come una recente enciclica richiami nel titolo la “Spes” senza accennare ad un qualunque “Gaudium”. D’altronde, come diceva un poeta friulano, non può essere davvero cattolico chi non è profondamente pessimista; e a onor del vero molte previsioni dei più pessimisti si sono avverate non solo sul piano della fede ma anche e soprattutto della cultura, della solidarietà, della pace. In ogni caso il benedetto Concilio pare a Marchese il segno del rovesciamento auspicato d’una certa mentalità ascetica e di allontanamento dal mondo, vale a dire l’attenuarsi della consueta opposizione di sacro e profano, la scissione definitiva di trono e altare (società decostantinizzata), il prevalere della Carità sulla Legge e della concezione Evangelica su quella politica.

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Tags: alexander langer, angelo marchese, antonello cresti, clericalismo, concilio vaticano ii, contro il capitalismo, emmanuel mounier, Europa, gaudium, il senso della laicità, laicismo, lorenzo lodovichi, ottimismo liberale, pierpaolo pasolini, spes

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[Ad un mese dal voto] Oltre le ideologie

di Redazione - martedì 27 maggio 2008 - 221 views

articolo di Nicola Carnovale

E’ trascorso poco più di un mese dalle elezioni politiche che hanno dato al nostro paese un nuovo governo ed un nuovo leader espressione di un’ampia maggioranza, figlia di una moltitudine di speranze, attese, ma soprattutto paure, che vivono e crescono all’interno della nostra società. Forse, più di ogni altro partito e di ogni altra forza politica, i raggruppamenti che meglio hanno saputo carpire lo stato d’animo reale presente nel paese, sono stati la Lega Nord e L’Italia dei Valori.
Il dato elettorale delle due forze, va ovviamente analizzato nel contesto formatosi del voto utile, che ha finito per incidere notevolmente, in maniera più che positiva, per quelle forze che godevano di un collegamento con il due grandi contenitori, Pd e Pdl. Ma dall’affermare il vantaggio di un collegamento a farlo diventare esclusiva discriminante a cui ricondurre il sorprendente risultato di entrambe le forze in questione – specie per quella dell’anti-bandolero per eccellenza Tonino – meno per la Lega – sarebbe non solo un errore politico per il futuro, ma dimostrerebbe una valutazione superficiale ed una incomprensione profonda, sui processi sociali in atto nel nostro paese.

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Tags: Antonio Di Pietro, destra/sinistra, elezioni politiche, Europa, giulio tremonti, ideologie politiche, italia dei valori, lega nord, nicola carnovale, Partito Democratico, popolo delle libertà, Tito Boeri

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[Carne al fuoco] Un partito non può vivere senza un’idea

di Lidano Lucidi - lunedì 19 maggio 2008 - 270 views

Quali potenzialità elettorali ha un partito socialista in Italia? Nessuna. Quali potenzialità elettorali ha una cultura socialista in Italia? Enormi. Un’idea può vivere senza un partito, un partito non può vivere senza un’idea.

È proprio questo il punto politico. L’aver smesso in questi anni di confrontarsi, di interpretare nuovi bisogni, di capire ed interpretare il processo della globalizzazione, ha messo in essere l’eutanasia dell’idea socialista. Sotto la lente d’ingrandimento non deve finire l’ultima campagna elettorale, ma una politica perpetuata in questi ultimi anni. Si è preferito costruire di volta in volta dei nuovi contenitori senza preoccuparsi affatto di riempirli di contenuti. Il rischio da evitare oggi è proprio questo, pensare al contenitore e non al contenuto. Per me questi sono giorni di dichiarazione dei redditi, ovvero monitorizzo le entrate e le uscite dei contribuenti per poi sentenziare per il pagamento o il rimborso fiscale.

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Tags: cappio esibito in aula dalla Lega, Europa, fannulloni della pubblica amministrazione, giustizialismo, lidano lucidi, mani pulite, movimento sociale italiano, Partito Socialista, partito socialista italiano, potenzialità elettorali, PSI, silvio berlusconi, tangentopoli

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[18] Labouratorio…va a labourà!

di Tommaso Ciuffoletti - mercoledì 16 aprile 2008 - 311 views

Per oggi Labouratorio aveva pronto un numero speciale dedicato a i sani valori dell’ippica. Purtroppo nel frattempo son capitate delle elezioni politiche e così abbiamo riposto lo speciale sull’ippica (che pure, mi dicono, potrebbe tornarci utile), per affrontare una rigorosissima(!) analisi del voto.

La sinistra muore di antiberlusconismo
L’annullamento della Sinistra Arcobaleno è in buona parte dovuto all’astensione degli elettori storici di Rifondazione & co. Per altra parte è dovuto al voto che si è spostato da sinistra verso il Partito Democratico. Quest’ultimo è il voto che rappresenta in maniera tanto sublime quanto feroce la logica autodistruttiva dell’antiberlusconismo de’sinistra. Un antiberlusconismo che per lunghi anni ha gonfiato d’aria le pance di coloro che se ne sono cibati – quando invece a sinistra si sarebbe dovuto mangiare il pane azzimo del ripensamento – fino a farle scoppiare in un colpo solo.
Se la priorità predicata è infatti quella del “tutti tranne Berlusconi” il risultato non potrà che essere la rinuncia alle proprie ragioni. Queste del resto son cadute troppo facilmente di fronte ad un appello al “voto utile” che non avrebbe avuto questo effetto devastante senza il supporto fondamentale dell’antiberlusconismo. L’elettorato di Rifondazione o dei Verdi che “nonostante tutto” ha preferito il PD alla Sinistra Arcobaleno l’ha fatto nella speranza di sventare “il pericolo Berlusconi”. Intenzione tanto pia (almeno tale è ritenuta), quanto nefasta negli esiti … e non per Berlusconi, ma per la sinistra.
Sospendiamo per adesso ogni ulteriore valutazione su ciò che potrebbe rappresentare la condizione extraparlamentare a cui sono adesso relegate forze che rappresentano una base sociale forse non molto ampia, ma sicuramente presente e animata.

Il PD vittima di un equivoco
Il PD è stato pensato e costruito da Walter Veltroni per espugnare la mitica cittadella del voto moderato. La gloriosa macchina da guerra del PD pare non esservi riuscita. Al netto di Casini, questo traguardo è stato mancato, nonostante una campagna elettorale giocata con grande coraggio e spregiudicatezza, accentuando con forza i caratteri liberal di un programma già ricco di spunti nuovi rispetto al fu programma dell’Unione. Evidentemente resiste una certa pregiudiziale anticomunista e l’alleanza con Di Pietro non ha certo dato “garanzie” ai moderati incuriositi dal PD (lo stesso Di Pietro che adesso per bocca – e che bocca! – di Leoluca Orlando fa intendere che potrebbe costituire un autonomo gruppo parlamentare dell’Italia dei Valori).
Il PD ha invece fatto polpette della Sinistra Arcobaleno. Curiosamente c’è riuscito – come dicevamo sopra – anche grazie al sostegno ideologico dell’antiberlusconismo. Un sostegno non cercato – chè anzi Veltroni ha misuratamente evitato uno scontro frontale con Berlusconi – ma che pure è arrivato e con il quale il PD dovrà fare i conti. Come si svolgerà il “dialogo” (o sarà chiamato “inciucio”?) con il governo sulle principali riforme annunciate? Allo stesso modo il PD dovrà fare i conti con l’assenza dal Parlamento della Sinistra fu Arcobaleno ed il movimentismo che potrebbe seguirne. Come si comporterà Veltroni di fronte alle prime proteste sindacali?
Ottobre si annuncia caldo non solo per il governo.

A Sinistra ed in Europa vince la Lega
Fino a che punto è una provocazione dire che nel nord Italia la Lega ha vinto a sinistra? Non c’è solo l’antipolitica dietro il risultato del movimento di Bossi, ma c’è anche un pratica di governo locale profondamente radicata, che in termini politici compensa il carattere (in parte) antisistemico della propaganda leghista nel quadro nazionale. Risultati come quelli di queste politiche e, forse ancor di più, di queste amministrative non sono solo il risultato dell’antipolitica. Il padano, insomma, non è semplicemente l’Uomo Qualunque.
E’ forse ancor meno provocatorio dire che la Lega ha vinto in Europa; ovvero in quelle regioni che più di altre in Italia si avvicinano, secondo i comuni indicatori socio-economici, agli standard europei.
Ormai parlare di anomalia italiana appare perfino superfluo.

Socialista in crisi
L’analisi della batosta del Partito Socialista – che così è onesto chiamare “batosta” – richiederebbe uno spazio più ampio, che ci prenderemo più volentieri nei prossimi numeri.
Cedendo il passo al personale dico che al momento sto ragionando sul mio essere fuori dal mondo … sì, mi sento piuttosto fuori dal mondo. Nei prossimi giorni sarò pertanto impegnato a fare i documenti per potervi rientrare di nuovo … anche se oltre la carta d’identità pare che chiedano anche la tessera del PD … il guaio, per me, è che se prendo la seconda, rinuncio alla prima, se invece tengo la prima, non posso prendere la seconda.
Tuttavia oggi la telefonata di un amico mi ha rincuorato. E’ bastato che mi suggerisse una frase, anzi, tre semplici parole per pensare che forse anche da clandestini si può continuare … o forse riprendere a fare politica. Non sarà una formula a salvar qualcosa, ma forse …
Purtroppo la sua frase è coperta da capyright morale, onde per cui ne scriverò solo dopo aver ricevuto il permesso!
Intanto, da extraparlamentare, mi dedico all’antiproibizionismo.

  • [PostElezioni] La Sinistra e l’Italia che ci meritiamo
  • [PostElezioni] Ripartire dagli uomini, ripartire dai programmi
  • [PostElezioni] Yes we can … distruggere la Sinistra!
  • [PostElezioni] La disfatta annunciata della sinistra italiana
  • [PostElezioni] Prima che arrivino …
  • [PostElezioni] Tattica, ma anche strategia
  • [PreElezioni] Otto pezzi facili
  • [PreElezioni] Non facciamo come Fantozzi

    Labouratorio: Numero 18

Tags: antiberlusconismo, Antonio Di Pietro, enrico boselli, Europa, lega, lega nord, Partito Democratico, Partito Socialista, rifondazione comunista, Sinistra Arcobaleno, Tommaso Ciuffoletti, tutti tranne berlusconi, umberto bossi, uomo qualunque

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L’Europa dei Diritti Civili: Adozioni a single e conviventi

di Andrea Natalini - lunedì 25 febbraio 2008 - 1.461 views

Prima o poi il countdown doveva iniziare e sinceramente mi aspettavo proprio che partisse dai piani alti europei. Quello di cui sto parlando è l’estensione del diritto di adozione ai single e alle coppie non sposate che potrebbe introdurre la facoltà di adozione anche da parte di coppie gay, ovviamente Stato membro permettendo.

Ma la proposta che arriva dall’Europa è insieme esaltante, perché introduce un nuovo modo di concepire la vita e i rapporti sociali (cosa che in Europa già conoscono più di noi) e anche molto importante per la politiche nazionali degli Stati membri. Il vicesegretario generale di Consiglio d’Europa Maud de Boer Buquicchio nel presentare il testo a Strasburgo ha detto che “ I cambiamenti della società hanno reso indispensabile un’evoluzione del testo del 1967 ” e continua su una linea progressista sottolineando che “ la nuova convenzione, che abbasserà l’età dei genitori adottivi a 30 anni e introdurrà il consenso all’adozione anche da parte del padre non sposato, è inquadrata tutto sul migliore interesse del minore, che sarà coinvolto e ascoltato nel processo decisionale, nonché sarà autorizzato a conoscere le sue origini”.

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Tags: adozioni, adozioni a single, diritti civili, Europa, single

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[Balkanika] Kosovo: una questione europea

di Federico Boem - lunedì 25 febbraio 2008 - 740 views

In Kosovo nasce un fiore chiamato bozur. E’ un fiore rosso dal colore sanguigno che il folklore popolare attribuisce al sangue che innumerevoli volte ha macchiato la terra della regione. Nel 1389 il principe serbo Lazar Hrebeljanović formò una coalizione di signori cristiani per fronteggiare le armate del sultano ottomano Murad I. Sebbene Lazar venne ucciso ed il suo esercito sgominato, la morte del sultano lasciò una situazione incerta ed instabile in tutta la regione. Quella battaglia, nella Kosovo Polje (la Piana dei merli), viene ricordata ancora oggi dai Serbi come l’inizio della fine della loro indipendenza ma anche allegoricamente come il sacrificio del popolo serbo per salvare l’Europa dall’avanzata ottomana. E’ una mitologia pericolosa, che vede il nazionalismo più feroce mischiarsi alla dimensione cristologica del sacrificio. Il Kosovo dunque è una delle sedi originarie della cultura e del folklore serbi, ma anche il luogo dei più importanti centri di culto della chiesa serbo-ortodossa come il monastero di Dečani e pur tuttavia la maggioranza della sua popolazione nell’ultimo secolo è di origine albanese. I due popoli sono ferocemente divisi per cultura e tradizioni e lingua ma uniti da una storia comune che rende il Kosovo, mai come altro luogo, l’esempio più eclatante della condizione della polveriera balcanica.
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Tags: Europa, Jugoslavia, Kosovo, Nazioni Unite, Onu, Russia, Slobodan Milosevic, stati uniti, unione europea

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Mi chiedo se il PD può arrivare al 40% – Intervista a Stefano Menichini

di Tommaso Ciuffoletti - lunedì 4 febbraio 2008 - 587 views

Intervista a Stefano Menichini


Stefano Menichini
(Roma, 15 ottobre 1960) è un giornalista e scrittore italiano. Comincia a lavorare a il manifesto a 19 anni. Trascorrerà nella redazione del giornale comunista diciotto anni, iniziando come diffusore militante per passare a cronista politico, caposervizio, caporedattore centrale, editorialista. Read the rest of this entry »

Tags: Antonio Di Pietro, Antonio Polito, Costituente Socialista, Europa, giuliano ferrara, il Manifesto, laicità, Marcello Cini, marco pannella, Mario Adinolfi, Partito Democratico, sistema elettorale, Stefano Menichini, Walter Veltroni

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Per un Change socialista

di Matteo Di Grande - lunedì 21 gennaio 2008 - 461 views

1412954910_23f5ae7767_o.jpg«Change! Change! Change! » è la parola chiave delle primarie democratiche Americane. Parola soprattutto usata dai due candidati favoriti; Hillary Clinton e Barack Obama. Penso che tutti lo possano riconoscere già: la competizione fra una donna è un nero rappresenta un segno di cambiamento profondo nella società americana. E’ stato proprio Obama in un comizio a prendere la parola disegnando un percorso politico che ruota tutto attorno a questa parola-messaggio, facendo notare che: «l’era di Karl Rove è finita», riferendosi allo stratega delle vittorie di Bush nel 2000 e 2004, perché «è ora di creare un nuovo corpo elettorale», non più diviso a metà fra democratici e repubblicani, ma accomunato dalla convinzione che «non c’è destino che il popolo americano non possa creare». Per concludere che «la speranza» è il «vettore del cambiamento»: dove «speranza significa immaginare e lavorare per qualcosa che prima si pensava impossibile».
È proprio con queste parole che voglio incominciare a parlare del “caso” Italia, che a noi socialisti, da circa sedici anni, ci preoccupa molto. Cioè dalla data dello scioglimento del grande partito che univa tutti i laici e i socialisti, e non solo, d’Italia. Lo credo fortemente: la costituente del Partito Socialista è oggi l’occasione buona, forse anche l’ultima, per ridare «la speranza» non solo a tutti i laici e i socialisti di vecchia data, ma anche, e soprattutto, a tutti quelli di oggi e di domani, cosa di cui credo di essere una testimonianza.

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Tags: Europa, laici, socialisti, Zapatero

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Dove va Sinistra Democratica?

di Elio Capriati - lunedì 21 gennaio 2008 - 501 views

1892-1926.jpgLa corrente “eurosocialista” di Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo ha assunto, con un documento pubblicato su Aprileonline, una posizione alquanto critica verso la linea ufficiale di Sd portata avanti da Fabio Mussi e Cesare Salvi. Con questo documento, i deputati Massimo Cialente e Angelo Lo Maglio; il sottosegretario agli Esteri Famiano Crucianelli; l’economista Paolo Leon; il giurista Felice Besostri; esponenti politici di Sinistra Democratica come Mauro Beschi, Sergio Ferrari e Nicola Manca; i segretari nazionali della Cgil: Carla Cantone, Morena Piccinini e Paolo Nerozzi; il segretario generale della Cgil Scuola Enrico Panini e il segretario generale della Funzione pubblica Cgil, Carlo Podda; il segretario generale della Cgil Lazio Walter Schiavella e il presidente dell’Inca nazionale Raffaele Minelli hanno voluto aprire un duro confronto con il Movimento di Sinistra democratica e con la Sinistra/l’Arcobaleno. Tra i firmatari si distinguono almeno due socialisti di lungo corso: il costituzionalista Felice Besostri e l’economista Paolo Leon. Dal testo emerge il disagio di una parte non piccola di Sd nei confronti di una linea politica troppo schiacciata su Rifondazione Comunista e, più in generale, sulla Sinistra/Arcobaleno.

Si legge nel documento:
(…)

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Tags: Europa, PD, PSE, Sinistra Democratica, socialisti

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La via socialista alla globalizzazione

di Angelo Giubileo - lunedì 7 gennaio 2008 - 297 views

In risposta alla critica odierna del Pontefice al fenomeno della globalizzazione

L’intera società nazionale ed internazionale, per molti versi già postmoderna, è oggi teatro di un profondo cambiamento evolutivo, che, dal punto di vista tecnologico e quindi della capacità dell’uomo di dare risposta ai propri bisogni trasformando le risorse di cui dispone, la definisce in termini post-industriali ma anche post-ideologici. Infatti, tale caratterizzazione emerge nella fase attuale di superamento del modello di società industriale, avviata nel corso dell’Ottocento e alimentata, ideologicamente, dallo scontro tra due opposti sistemi di pensiero, il marxismo e il liberalismo. Per entrambi, una società industriale si costituisce quando, in economia, si diffondono tecnologie basate sulla produzione con macchine, in imprese di relativamente grandi dimensioni, per un mercato di massa che conduce alla formazione di una diversificata classe di capitalisti e di operai. Tale processo di sviluppo economico attrae sul piano sociale gli strati più deboli della popolazione, che muovono dalla realtà agricola a quella industriale, dalle periferie verso il centro, dalla piccola e media industria verso la grande industria, oggi anche multinazionale. Nell’ottica del pensiero liberale, il processo conduce all’integrazione ed alla cooperazione tra gli individui; nell’ottica del pensiero marxista, viceversa, al conflitto ed alla lotta tra diverse e contrapposte classi produttive. In entrambi i casi, l’errore della teoria consiste nell’immaginare un processo di produzione di tipo unilineare; che tuttavia, storicamente, non giustifica alcuni fenomeni economici e politici tipici delle odierne società industriali avanzate, come ad esempio la presenza di mercati del lavoro differenziati, la persistenza della piccola impresa, la conservazione del potere da parte di ceti tradizionalmente forti, etc. Read the rest of this entry »

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Pena di morte ed analisi economica

di Redazione - lunedì 24 dicembre 2007 - 588 views

Articolo di Mario Gregori (Università di Udine)

Con il SI’ di 99 paesi, il NO di altri 52 e 33 astenuti, alle 17,35 del 15 novembre 2007, la terza commissione delle Nazioni Unite ha approvato a New York un documento a favore della moratoria delle esecuzioni capitali nel mondo. Un tale voto è un civile gesto che intende stimolare la rimozione dalle legislazioni nazionali di un relitto barbarico, quale la pena di morte, o una masochistica rinuncia ad un poderoso strumento di dissuasione nei confronti di una criminalità sempre più aggressiva?

Apre il dibattito, nei giorni immediatamente successivi, il Wall Street Journal, che sposa apertamente la seconda tesi. Lo fa sulla scorta dei risultati di una ricerca di due studiosi della Pepperdine University (Malibu, CA), Roy Adler e Michel Summers. Essi hanno dimostrato come, in America, all’aumento delle condanne a morte eseguite si associa, negli anni ’90, una riduzione degli omicidi, mentre alla riduzione delle stesse, avviata a partire dal 2001, si accompagna un‘impennata dei crimini capitali.

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