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	<title>Labouratorio &#187; diritti civili</title>
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	<description>Magazine di sperimentazione alchemica per una generazione che non c&#039;è</description>
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		<title>[What went on] 34 anni fa un&#8217;Italia un po&#8217; più civile</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 20:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo di Luca Bagatin Quel 13 maggio rimarrà sempre nella nostra memoria. Sono passati ben 34 anni da quanto l&#8217;Italia divenne un Paese un po&#8217; più civile. Un po&#8217; più civile pur in un clima di oscurantismo clericale e ciò, ironia della sorte, proprio grazie a quel clerical-democristiano referendum contro la legge sul divorzio sostenuto dalla… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/05/19/what-went-on-34-anni-fa-unitalia-un-po-piu-civile/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.labouratorio.it/2008/05/19/what-went-on-34-anni-fa-unitalia-un-po-piu-civile/"><img class="alignright size-full wp-image-508" style="border: 0pt none; margin: 5px; float: right;" title="wgo" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/05/wgo.jpg" alt="" width="301" height="141" /></a><strong>articolo di Luca Bagatin</strong></p>
<p>Quel 13 maggio rimarrà sempre nella nostra memoria.<br />
Sono passati ben 34 anni da quanto l&#8217;Italia divenne un Paese un po&#8217; più civile.<br />
Un po&#8217; più civile pur in un clima di oscurantismo clericale e ciò, ironia della sorte, proprio grazie a quel clerical-democristiano referendum contro la legge sul divorzio sostenuto dalla DC e  &#8211; pur indirettamente &#8211; dal Vaticano, e che fu battuto sul campo dalla maggioranza degli elettori italiani che confermarono così la legge del socialista Loris Fortuna e del liberale Antonio Baslini e che ancor oggi consente, appunto, lo scioglimento dei matrimoni.<br />
Fu sicuramente una vittoria liberale e socialista, radicale e repubblicana, con un timidissimo apporto dei comunisti di Enrico Berlinguer che pure &#8211; da conservatore qual&#8217;era &#8211; era contrario così come molti esponenti dell&#8217;allora PCI.</p>
<p><span id="more-509"></span>Oggi che l&#8217;Italia è profondamente mutata nel costume e soprattutto nel panorama politico e parlamentare, continuiamo a soffrire di forti carenze nell&#8217;ambito dei diritti individuali e civili.<br />
In campagna elettorale ed in Parlamento sono sempre tutti pronti a dichiararsi per &#8220;le libertà&#8221; e per &#8220;la democrazia&#8221;, sì. Ma quella di sé stessi, non certo &#8220;degli altri&#8221;.<br />
E sono proprio questi &#8220;altri&#8221; che, laicamente, sentono la necessità di ricorrere alla ricerca scientifica per curarsi con l&#8217;utilizzo delle cellule staminali embrionali, di ricorrere alla ricerca per poter procreare con amore &#8211; certo &#8211; ma magari attraverso la fecondazione assistita in quanto non hanno altra naturale possibilità per avere un figlio.</p>
<p>Sono questi &#8220;altri&#8221; che non vogliono accettare di &#8220;statalizzare&#8221; o &#8220;clericalizzare&#8221; &#8211; mediante l&#8217;istituto del matrimonio  &#8211; il loro amore, ma di vivere come una famiglia. Perché lo sono. Di fatto. E poco importa il loro orientamento sessuale: sono unicamente affari loro.<br />
Sono questi &#8220;altri&#8221; che vogliono fumarsi le canne in santa pace e senza disturbare nessuno, in appositi locali, senza il continuo doversi rivolgere alla criminalità organizzata ed alle narcomafie.<br />
Sono questi &#8220;altri&#8221; che non hanno altra fede se non la responsabilità individuale e quindi collettiva e che sono consapevoli che ogni diritto corrisponde sempre e comunque ad un dovere.<br />
Primariamente verso sé stessi e quindi verso la collettività.</p>
<p>E si lasci fuori &#8220;Dio&#8221; nominandolo invano. E così le elucubrazioni religiose che francamente nel mondo &#8220;profano&#8221; lasciano il tempo che trovano, al punto che il Papa ha influenza unicamente nel Parlamento italiano alla faccia della libertà, della democrazia e della sovranità dello Stato italiano sancita sin dal Risorgimento.<br />
L&#8217;attuale Presidente del Consiglio apra gli occhi, taciti i Giovanardi di turno, e non ci deluda così come non ci ha deluso attraverso la presentazione della sua compagine ministeriale costituita in prevalenza da laici e liberalsocialisti.<br />
Apra gli occhi alla libertà nella responsabilità, ovvero alla laicità dello Stato che sempre più sta priemiando la Liberaldemocrazia europea a scapito della sinistra tradizionale e socialburocratica.<br />
I fatti, peraltro, hanno dimostrato che anche in Italia l&#8217;elettorato cattolico militante è minoritario (vedasi i magri esiti dell&#8217;UDC) e che la società nel suo complesso è capace di ragionare possibilmente con la sua testa.</p>
<p>La sfida, insomma, caro Silvio Berlusconi, è, come diciamo da tempo, fra Liberali e Conservatori.<br />
Liberali nei diritti ovvero rigorosi nei doveri in quanto, come amava ricordare incessantemente il nostro Giuseppe Mazzini, questi ultimi sono alla base della convivenza civile.<br />
Semplicemente Liberali contro i bigotti, i maniaci dei dogmi, i neo-medievali, i conservatori dell&#8217;economia protetta con dazi e misure antiliberali, i protettori ad oltranza di chi un lavoro già ce l&#8217;ha, i difensori del posto fisso statale a vita anche se questo non rende nulla.<br />
Non dimentichiamoci, quindi, della battaglia sul divorzio che è in sé l&#8217;emblema del rinnovamento sociale e liberale di un Paese che per troppo tempo ha oscurato la cultura del Secolo dei Lumi, ma il cui elettorato ha, spesso, alla fine, dato ragione al buonsenso della libertà individuale.<br />
Ovvero collettiva.</p>
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		<title>[Partiture Riformiste] Fra etica e politica</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 20:04:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Di Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla redazione...]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Polito]]></category>
		<category><![CDATA[danilo di matteo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[etica e politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel corso di un’interessante conversazione, Leo Solari mi disse che a parer suo ormai il confronto politico decisivo si sarebbe svolto su due terreni: la politica estera e la bioetica (o, meglio, i temi “sensibili” in genere). L’economia, infatti, sarebbe tanto legata ai vincoli del villaggio globale da non poter rappresentare più un discrimine fra le… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/05/19/partiture-riformiste-fra-etica-e-politica/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.labouratorio.it/2008/05/19/partiture-riformiste-fra-etica-e-politica/"><img class="alignnone size-full wp-image-512" style="border: 0pt none;" title="partitureriformiste" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/05/partitureriformiste.gif" alt="" width="399" height="111" /></a></p>
<p>Nel corso di un’interessante conversazione, Leo Solari mi disse che a parer suo ormai il confronto politico decisivo si sarebbe svolto su due terreni: la politica estera e la bioetica (o, meglio, i temi “sensibili” in genere). L’economia, infatti, sarebbe tanto legata ai vincoli del villaggio globale da non poter rappresentare più un discrimine fra le “destre” e le “sinistre” nazionali. Per cui battaglie come quella sull’eutanasia sarebbero il cuore dell’azione riformatrice di domani.<br />
Antonio Polito, da parte sua, durante un’intervista mi espose un punto di vista assai diverso (però per certi versi complementare): tramontate le grandi narrazioni ideologiche, le forze politiche si appoggiano ai temi etici come a una stampella, quasi a colmare un vuoto. Così una parte della sinistra fa della libertà procreativa o dell’eutanasia o dei diritti dei conviventi un nuovo vessillo; mentre una parte della destra assume toni da crociata.<br />
Per altri, poi, si tratta di questioni squisitamente “trasversali”.<br />
Dov’è il vero? Ecco: si tratta di tre tentazioni, non prive di fondamento. Però se le idee liberalsocialiste vogliono esprimersi compiutamente nell’agone politico urge riconquistare la capacità di interpretare e dare voce a ciò che freme nella società; solo ascoltando si può avere la forza di orientare le scelte. È in ciò l’aspetto più nobile della sintonia col Paese, tanto facile da invocare quanto difficile da realizzare.</p>
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		<title>Lettera sull&#8217;aborto</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 23:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Azzali</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Gentile Direttore di Libertà, desidero dire due parole sull&#8217; aborto: a volte può essere praticato per profonda compassione, altre volte per seguire le vie dell&#8217; EGO; a Dio solo spetta distinguere. Chi pecca soffrirà le pene dell&#8217; inferno, nell&#8217; aldilà; e l&#8217; “aldilà” non è “dopo”, ma aldilà del tempo che noi percepiamo come realtà.… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/03/03/lettera-sul-tema-dellaborto/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/03/aborto.jpg" alt="aborto.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span lang="EN-US">Gentile Direttore di Libertà,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span lang="EN-US">desidero dire due parole sull&#8217; aborto: a volte può essere praticato per profonda compassione, altre volte<span>  </span>per seguire le vie dell&#8217; EGO; a Dio solo spetta distinguere. Chi pecca soffrirà le pene dell&#8217; inferno, nell&#8217; aldilà; e l&#8217; “aldilà” non è “dopo”, ma aldilà del tempo che noi percepiamo come realtà. Quando la mente tace, l&#8217; attaccamento al passato e i progetti circa il futuro scompaiono, nel momento presente, l&#8217; uomo che vive secondo la Legge divina riceverà la sua ricompensa, e il peccatore sarà preda dell&#8217;angoscia.<br />
</span><span id="more-358"></span><br />
<span lang="EN-US">Il tempo che noi percepiamo scorrere, fatto di passato e di futuro, non è che un&#8217; illusione della mente; in realtà solo l&#8217; aldilà esiste. Ecco perché, se rifiuti di accogliere la Vita, nel momento presente, per correre dietro alle illusioni dell&#8217; EGO, sei un peccatore, sei profondamente malato, sei un pazzo. Sei talmente attaccato alle tue illusioni, che pur di tenertele sei disposto a dar via il Reale. Non ti sembra un peccato ? Tuttavia, può accadere, a volte, che ci sia più Vita e più compassione nella scelta dell&#8217; aborto, che non nel costringere un Essere alla sofferenza e agli stenti. Nessun uomo dovrebbe permettersi di giudicare la decisione altrui, o di porre degli ostacoli. Tutto ciò che si può fare, è aiutare una scelta consapevole, e l&#8217; aiuto, per quanto ne so, può solo essere offerto, chiesto, ma mai imposto. L&#8217; uomo veramente saggio sa che nulla di autentico può essere forzato; forzando una donna a diventare madre di un bambino, si otterrà solo una dolorosa follia per entrambi, si rallenterà il loro percorso verso Dio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span lang="EN-US">La donna che vive secondo la Legge divina, non commetterà l&#8217; aborto se non in circostanze gravissime, anche perché avrà concepito con responsabilità. La donna inconsapevole potrà abortire per seguire le vie dell&#8217; EGO, ma, anche in questo caso, a nessun uomo è dato di impedirlo. Sarà punita nell&#8217; aldilà, e non ti dovresti compiacere per questo, ma pregare in profonda compassione. L&#8217; uomo inconsapevole, accecato dal suo EGO, vorrebbe addirittura aggiungere un surplus di pena, magari inviando i Carabinieri. Ma chi sei tu ? Chi ti credi di essere ? Non fai che aggiungere sangue su sangue, una follia sopra un&#8217; altra, una violenza ulteriore ! E tutto questo per accrescerti ancora un po&#8217;, agli occhi degli<span>  </span>uomini, dandoti un po&#8217; di falsa coscienza a buon mercato, come se non bastasse già tutta l&#8217; immondizia intellettuale che hai accumulato ! La Legge divina opera in eterno, in ogni istante, dalla notte dei tempi e per tutti i tempi a venire, e tu, poiché non credi davvero, vorresti simularla con la Legge terrena; poiché sei anche presuntuoso ed egoista, vorresti aggiungerLe qualcosa di tuo. Sei gonfio di odio e di rabbia, userai Dio come un alibi per il tuo sadismo, per la tua violenza, per avere una poltrona in Parlamento, per andare in televisione, per accumulare ricchezze immense in questa illusione che tu chiami “vita”. Quando la religione e la politica si mescolano, sappi, esiste una regola: è solo politica, e della specie più bassa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span lang="EN-US">La Vita non comincia con la nascita, e nemmeno col concepimento, così come non finisce con la morte; la Vita, come ogni cosa reale, non si crea e non si distrugge. Cambia solo forma. I fisici sono arrivati alla stessa conclusione, i ricercatori dello Spirito lo sanno già da molti millenni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span lang="EN-US">La Legge terrena e la politica, non pretendano di disciplinare la Vita, poiché si trovano su frequenze diverse, e non possono fare nulla in questo campo, fortunatamente, se non ritardarne di un poco la scoperta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span lang="EN-US">Tutto ciò che possono fare, e che disgraziatamente in genere non fanno, è disciplinare in modo chiaro i rapporti tra le Persone; la parola “persona” viene dalle maschere che gli attori greci indossavano: indica l&#8217; ingresso nella finzione delle cose mondane, ed è solo lì che l&#8217; uomo può avere la presunzione di dettare una Legge. Sarebbe in realtà più corretto parlare di regole di convivenza, o di un patto di non aggressione; i patti si fanno tra chi ha un potere e una volontà contrattuale, non a caso gli antichi hanno riferito la Legge terrena alla Persona, titolare di diritti e doveri giuridici, non all&#8217; Anima, all&#8217; Essere o alla Vita. La Vita non si interessa di contratti: è molto al di sopra di queste cose, poiché le ha superate, e contemporaneamente molto al di sotto, poiché le ha create; qualche volta può tornare anche nelle cose del mondo, nel mezzo, ma lo farà sempre in maniera perfettamente non-violenta, senza alcuna forma di coercizione; non forzerà mai alcuno, e soprattutto non può essere forzata in alcun modo. Così si distingue dalla finzione. La Vita non si curerà nemmeno di perdere un corpo, se questo non è più utile alla Sua crescita; Gesù Cristo lo ha dimostrato. Ne creerà un altro, se ne avrà ancora bisogno. E chi sei tu per costringere un&#8217; anima a questo patto scellerato, di doversi fermare in un ventre tanto inospitale ? Pensi di saperne di più della Madre e del Bambino ? Lascia stare, non sei che un passaggio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span lang="EN-US"><span>  </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right" align="right"><span lang="EN-US">Marco Azzali</span></p>
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		<title>L’Europa dei Diritti Civili: Adozioni a single e conviventi</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 00:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrew Nat</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima o poi il countdown doveva iniziare e sinceramente mi aspettavo proprio che partisse dai piani alti europei. Quello di cui sto parlando è l’estensione del diritto di adozione ai single e alle coppie non sposate che potrebbe introdurre la facoltà di adozione anche da parte di coppie gay, ovviamente Stato membro permettendo. Ma la proposta… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/02/25/l%e2%80%99europa-dei-diritti-civili-adozioni-a-single-e-conviventi/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.albanesi.it/risposte/Imma/adozioni_gay.jpg" align="right" border="0" height="300" hspace="10" vspace="10" width="200" />Prima o poi il countdown doveva iniziare e sinceramente mi aspettavo proprio che partisse dai piani alti europei. Quello di cui sto parlando è l’estensione del diritto di adozione ai single e alle coppie non sposate che potrebbe introdurre la facoltà di adozione anche da parte di coppie gay, ovviamente Stato membro permettendo.</p>
<p>Ma la proposta che arriva dall’Europa è insieme esaltante, perché introduce un nuovo modo di concepire la vita e i rapporti sociali (cosa che in Europa già conoscono più di noi) e anche molto importante per la politiche nazionali degli Stati membri. Il vicesegretario generale di Consiglio d&#8217;Europa Maud de Boer Buquicchio nel presentare il testo a Strasburgo ha detto che “ I cambiamenti della società hanno reso indispensabile un&#8217;evoluzione del testo del 1967 ” e continua su una linea progressista sottolineando  che “ la nuova convenzione, che abbasserà l&#8217;età dei genitori adottivi a 30 anni e introdurrà il consenso all&#8217;adozione anche da parte del padre non sposato, è inquadrata tutto sul migliore interesse del minore, che sarà coinvolto e ascoltato nel processo decisionale, nonché sarà autorizzato a conoscere le sue origini”.</p>
<p><span id="more-331"></span><br />
Il diritto ai single in questione è un’assoluta novità nel panorama europeo, ma ciò che la rende speciale e innovativa è che a questa estensione dei diritti partecipano anche le coppie omosessuali. Gli omosessuali sono riconosciute come persone titolari di diritti e doveri come le altre, tanto da richiamare implicitamente: la Carta di Nizza del 2000 sui Diritti Fondamentali (o  Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea), nella quale si racchiudono in un unico testo, per la prima volta nella storia dell&#8217;Unione europea, i diritti civili, politici, economici e sociali dei cittadini europei nonché di tutte le persone che vivono sul territorio dell&#8217;Unione, raggruppati in sei grandi capitoli: Dignità, Libertà, Uguaglianza, Solidarietà, Cittadinanza, Giustizia; poi il Trattato di Lisbona – firmato il 13 dicembre 2007 dai capi di Stato e di governo dei 27 Stati membri dell&#8217;Unione europea – nel quale si continua a specificare gli stessi valori e principi degli europei, ma introducendone di nuovi come la Dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e rispetto dei diritti umani. Il Trattato stesso dice che  “Essere europei significa condividere gli stessi valori e, in quanto cittadini dell’UE, godere di diritti importanti”. Il quadro socio-politico è diventato molto complesso dato che l’Europa ha cercato di rafforzare la tutela di questi diritti, elevandoli a valori fondamentali dell’UE, sanciti all’inizio del trattato di Lisbona. Tutti questi diritti sono comuni ad ogni Stato membro e soprattutto per qualsiasi paese europeo che intenda diventare membro dell’Unione è tenuto a rispettarli (monito questo ad una apertura alla Turchia in futuro).</p>
<p>Ritornando al nostro discorso credo che la proposta europea sia una rivoluzionaria novità, anche se non arriva proprio dall&#8217;Ue, bensì dal Consiglio d&#8217;Europa &#8211; un organismo internazionale (rappresenta 47 Paesi) indipendente dall&#8217;Unione europea – il concetto di fondo comunque rimane lo stesso: il ‘dato socio-culturale’ delle adozioni per le coppie di fatto e per i single,  diventerà un dato politico il 5 e 6 maggio prossimi, quando si adotterà la nuova Convenzione europea sull&#8217;adozione dei minori.</p>
<p>La nuova Convenzione sarà adottata a maggio, poi ci sarà la ratifica degli Stati membri, i quali in quel momento potranno adottare riserve e scegliere di estendere o meno il diritto anche alle coppie gay. Capite l’importanza cruciale di tale provvedimento? Questa scelta dello Stato membro, con riserva, può diventare una battaglia politica in ambito nazionale e potrebbe arrecare dei problemi al partito-coalizione che sarà al governo, dopo le elezioni del 13-14 Aprile. Io ovviamente parlo da persona non estranea ai fatti e parzialmente infetta da giudizio, ritenendo che tale questione debba entrare – cosa che dovrebbe fare in maniera più viva il PS – nell’agenda politica italiana. Proprio in Italia, dove la legge del 2001 consente le adozioni solo ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, sarà necessaria una legge di autorizzazione alla ratifica (creando non pochi problemi nei due grandi partiti PD e PDL). Ma se decidesse di non adottarla? Che cosa succederà? E’ finito il tempo del ‘buonismo’ gratuito, adesso serve forza e coraggio per difendere i diritti di molte persone interessate alla proposta europea.</p>
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		<item>
		<title>Intervista a Gustav Hofer, regista del documentario &#8220;Improvvisamente, l&#8217;inverno scorso&#8221;</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2008/02/25/intervista-a-gustav-hofer-regista-del-documentario-improvvisamente-linverno-scorso/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 00:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Baroncelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato anche su CinemaItaliano.info ____________________________ Abbiamo intervistato Gustav Hofer, autore insieme a Luca Ragazzi di &#8220;Improvvisamente, l&#8217;inverno scorso&#8220;, il documentario che affronta l&#8217;anomalia italiana sul tema delle unioni civili, accolto con entusiasmo un paio di settimane fa alla Berlinale. Innanzitutto, come nasce l&#8217;idea di questo documentario e soprattutto perché avete scelto di utilizzare la forma del… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/02/25/intervista-a-gustav-hofer-regista-del-documentario-improvvisamente-linverno-scorso/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em><strong>Pubblicato anche su <a href="http://www.cinemaitaliano.info/intervista_a_gustav_hofer_regista_del_documentario_notizia01433.html" target="_blank">CinemaItaliano.info<br />
</a></strong></em>____________________________</p>
<p><em>Abbiamo intervistato <strong>Gustav Hofer</strong>, autore insieme a Luca Ragazzi di &#8220;<em>Improvvisamente, l&#8217;inverno scorso</em>&#8220;, il documentario che affronta l&#8217;anomalia italiana sul tema delle unioni civili, accolto con entusiasmo un paio di settimane fa alla Berlinale.</em></p>
<p style="float: left; padding-right: 20px; padding-bottom: 10px"><img src="http://www.cinemaitaliano.info/show_img.php?type=fotonotizie&amp;id=01433" style="border: 1px solid #feffa3" alt="Intervista a Gustav Hofer, regista del documentario " title="Intervista a Gustav Hofer, regista del documentario " /></p>
<p> <strong>Innanzitutto, come nasce l&#8217;idea di questo documentario e soprattutto perché avete scelto di utilizzare la forma del documentario per affrontare questo tema?</strong><br />
L&#8217;idea di questo documentario è nata circa un anno fa, quando il governo Prodi è caduto per la prima volta. Poco dopo si è scoperto che tra i voti che mancavano al Senato c&#8217;era quello del senatore a vita, Giulio Andreotti che a seguito in un intervista dichiarava che non poteva dare l&#8217;appoggio a un governo che aveva l&#8217;ardire di fare una legge come i DICO. Come cittadini ci siamo sentiti offesi e abbiamo deciso di fare un film su questa vicenda. Il documentario era la scelta ovvia &#8211; a volte &#8211; purtroppo &#8211; la realtà supera la finzione come abbiamo dovuto constatare.</p>
<p><strong>Cosa vi ha particolarmente arricchito durante l&#8217;esperienza delle riprese del documentario? Cosa sapete in più rispetto a prima del nostro paese?</strong><br />
Abbiamo scoperto tante facce del nostro paese che non ci aspettavamo. Non credevamo che a così tanta gente mancasse la capacità analitica e critica di ciò che gli viene detto dai politici, dalla chiesa e dalla televisione. Poi abbiamo scoperto che siamo un paese pavido e abbruttito che pensa che dare diritti a una minoranza significhi toglierli alla maggioranza, ci sembra un paese concentrato sul proprio orticello e che vuole difendere solo quello. La classe politica &#8211; con qualche eccezione, come la Ministra Barbara Pollastrini &#8211; manca di coraggio e soprattutto ha un&#8217;età media molto alta, e forse quello non aiuta.</p>
<p><span id="more-329"></span><strong>Quali sono state le situazioni più difficili che avete affrontato durante le riprese?</strong><br />
La cosa più difficile era dover capire che finora abbiamo vissuto in un nostro microcosmo che fino a quel punto non avevamo mai lasciato. Sentirsi dire che siamo malati o deviati certo non fa piacere ma fa più impressione che delle cose così si dicano nel terzo millennio in un paese europeo.</p>
<p><strong>Nel documentario ci sono delle immagini della vittoria di Prodi, dove voi festeggiate quella che a quel punto sembra una certezza: una legge sulle unioni civili anche in Italia. Adesso, con nuove elezioni alle porte, avete altrettanta fiducia in una delle coalizioni per la realizzazione di una legge del genere?</strong><br />
Purtroppo i fatti non sono incoraggianti: Berlusconi nel suo programma parla di &#8220;difesa della famiglia tradizionale&#8221;, valori cattolici e scuole private e in più si parla di una moratoria all&#8217;ONU contro l&#8217;aborto &#8211; tutti temi molto cari al Vaticano. Dall&#8217;altra parte c&#8217;è Veltroni che dice sì ai CUS ma c&#8217;è anche Rutelli che dice di no. E&#8217; un tema che riesce ad unire destra e sinistra, niente male per un paese che è diviso su tutto&#8230; .</p>
<p><strong>Come è stata l&#8217;esperienza alla Berlinale? Cosa avete tratto dal confronto con l&#8217;estero?</strong><br />
Berlino è stata molto generosa con noi e non lo dimenticheremo presto. La cosa che ci ha fatto veramente piacere era che il pubblico internazionale del festival ha accolto con un calore incredibile il nostro film, ridendo nei momenti giusti, applaudendo a scena aperta e facendo tante domande dopo la proiezione. A Berlino in tanti ci hanno detto che non potevano immaginarsi che l&#8217;Italia stesse attraversando un momento così buio e reazionario. Ci hanno invitato a trasferirci a Berlino. Ogni volta che si viaggia all&#8217;estero si deve aimé constatare che qui da noi certe conquiste per i diritti sono ancora lungi dall&#8217;essere prossimi alla realizzazione.</p>
<p><strong>Quali sono stati i complimenti al vostro documentario che vi hanno fatto più piacere, in Italia e all&#8217;estero?</strong><br />
La menzione speciale della giuria di PANORAMA ha riassunto quanto c&#8217;è stato detto da tutti nel corso del festival, ovvero che il nostro documentario affronta con ironia temi gravi ma senza presunzione di sorta.</p>
<p><strong>Dopo il successo alla Berlinale, ci sono stati contatti con le distribuzioni italiane? Si prevede a breve una distribuzione in sala, o in quali altre forme?</strong><br />
Al momento stiamo aspettando il responso da alcuni distributori che dopo Berlino si sono fatti avanti mostrandosi interessati. Se questo non dovesse andare in porto abbiamo tante richieste da associazioni e cinema in tutta Italia che vorrebbero proiettarlo &#8211; faremo un tour portando il film in tutte le province italiane. ( o quasi ) Attraverso il nostro sito www.suddenlylastwinter.com ognuno può proporre di organizzare una proiezione, basta scriverci e mettere insieme al minimo 10 persone&#8230; .</p>
<p><strong>Cesare Salvi manterrà la promessa di organizzare a Roma delle proiezioni del documentario? Siete ancora in contatto?</strong><br />
Con Salvi in questo momento non siamo in contatto per pura mancanza di tempo. Ma ci piace pensare che prima o poi manterrà la promessa che ci ha fatto.</p>
<p><strong>Che tipo di distribuzione avrà il documentario all&#8217;estero?</strong><br />
Col estero stiamo definendo in questi giorni gli ultimi punti con un world sales. Una tv straniera ci ha contattato perché vorrebbero il film assolutamente e poi iniziamo un giro di festival internazionali: Toronto, Monaco, Lisbona, Zurigo, Varsavia, Tel Aviv, &#8230;.</p>
<p><strong>Quali sono i vostri prossimi progetti? Continuerete a filmare nell&#8217;attesa di montare il documentario della vittoria &#8220;Finalmente, l&#8217;inverno scorso&#8221;?</strong><br />
Per adesso abbiamo solo voglia di girare il mondo con questo film raccontando questa storia a chi vorrà ascoltarla. Io (Gustav) sto già cercando di convincere Luca a lavorare ancora insieme ma con lui bisogna insistere&#8230;</p>
<p align="center">_________________________</p>
<p> <strong><em>Segnaliamo anche il <a href="http://www.cinemaitaliano.info/incontro_berlino_12_02_2008_improvvisamente_linverno_notizia01395.html">video dell&#8217;incontro del 12 febbraio con il pubblico della Berlinale</a>.</em></strong></p>
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		<title>La moratoria degli antiliberali</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2008/01/07/la-moratoria-degli-antiliberali/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 23:08:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ciuffoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società  e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[camillo ruini]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[legge 194]]></category>
		<category><![CDATA[liberalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>

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		<description><![CDATA[Riguardo alla moratoria sull&#8217;aborto di Ferrara e Ruini, ancora una volta la questione cruciale è quella della libertà. Quella stronzissima cosa che è la libertà. Spesso la scelta di abortire è una scelta tra due soluzioni dolorose. Perdere un possibile figlio oppure trovarsi davanti una vita d&#8217;incertezza per entrambi. In quel caso uno stato rispettoso, pietoso… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/01/07/la-moratoria-degli-antiliberali/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.altracitta.com/modules/PagEd/pictures/ruini.jpg" align="right" border="0" height="193" hspace="10" vspace="10" width="305" />Riguardo alla moratoria sull&#8217;aborto di Ferrara e Ruini, ancora una volta la questione cruciale è quella della libertà. Quella stronzissima cosa che è la libertà.</p>
<p>Spesso la scelta di abortire è una scelta tra due soluzioni dolorose. Perdere un possibile figlio oppure trovarsi davanti una vita d&#8217;incertezza per entrambi. In quel caso uno stato rispettoso, pietoso (nel vero senso di quella pietas di cui tanto si riempie la bocca quel vecchio antiliberale di Ferrara) sa che l&#8217;ultima scelta spetta al cittadino, e si fa da parte.<br />
La concezione di tanti antiliberali, come Ferrara o Ruini, prevede invece un&#8217;altra cosa. Prevede che sia lo Stato &#8211; o meglio, lo Stato su indicazione di una &#8220;autorità altra&#8221; deputata a decidere su queste materie, perché detentrice del monopolio delle &#8220;questioni etiche&#8221; &#8211; a decidere di questo.</p>
<p><span id="more-127"></span>E&#8217; una follia antiliberale che, mi dispiace, non può essere tollerata. Di fronte ad una scelta difficile e tragica &#8211; ed a maggior ragione proprio perché si tratta di una scelta difficile e tragica &#8211; lo Stato deve farsi da parte e rimettere alla responsabilità del cittadino la decisione di ultima istanza. In questo caso, poi, non è nemmeno lo Stato a doversi fare da parte, ma quelle autorità spirituali che vorrebbero imporre il proprio magistero in forza della debolezza dello Stato medesimo.</p>
<p>Lo Stato può mettere in atto tutte le misure ritenute opportune per rendere meno tragico possibile l&#8217;esito di quella scelta. Per questo ben vengano i consultori, ma via le suore da quei consultori. Anche su questo dobbiamo chiarirci. Altrimenti perché non metterci dentro degli sciamani, delle mammane oppure dei monaci buddhisti (io gradirei quest&#8217;ultima opzione). Nei consultori ci stiano medici, infermieri, psicologi, persone qualificate, non altri.</p>
<p>Se poi, infine, la polemica stupida e cretina del Ferrara utilizza l&#8217;argomento strumentale del fatto (poiché è un fatto) che tanti ricorrono all&#8217;aborto in maniera eccessivamente superficiale, allora a maggior ragione lo spirito di un liberale si deve indignare; perché riconosce la puzza marcia della critica e della retorica giacobina. La retorica di coloro che sostengono che siccome il volgo non è in grado di decidere per sé, ha bisogno di qualcuno che decida per lui &#8230; e poco importa se quel qualcuno è il Papa o il podestà.<br />
Il giacobino non chiede che il volgo sia educato, non vuole che sudditi diventino cittadini, proprio in forza della responsabilità che la libertà impone. Anzi, sogna che rimangano sudditi e sempre più obbedienti, sempre più &#8220;gregge&#8221; per pastori.</p>
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		<title>Il manifesto per l’uguaglianza dei diritti</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 23:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società  e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[DICO]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[gay pride]]></category>
		<category><![CDATA[unioni civili]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo di Clara Comelli (coordinatrice nazionale per la diffusione del Manifesto per l&#8217;Uguaglianza dei Diritti) e Francesco Bilotta (docente di diritto privato nell’Università di Udine) I riflettori si sono spenti sul Gay Pride. Il trucco è stato lavato via. La festa è finita, ora ricomincia l’impegno concreto per la lotta dei diritti. Il giornali del giorno… <a href="http://www.labouratorio.it/2007/12/17/il-manifesto-per-l%e2%80%99uguaglianza-dei-diritti/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Clara Comelli (coordinatrice nazionale per la diffusione del Manifesto per l&#8217;Uguaglianza dei Diritti) e Francesco Bilotta (docente di diritto privato nell’Università di Udine)</strong></em></p>
<p><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2007/12/gay_agenda.gif" title="Gay Agenda"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2007/12/gay_agenda.gif" title="Gay Agenda"><img src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2007/12/gay_agenda.gif" alt="Gay Agenda" border="0" height="354" hspace="10" vspace="10" width="457" /></a></p>
<p>I riflettori si sono spenti sul Gay Pride. Il trucco è stato lavato via. La festa è finita, ora ricomincia l’impegno concreto per la lotta dei diritti. Il giornali del giorno dopo si sono accorti finalmente che il folklore non è tutto e che tra le migliaia di manifestanti c’era la voglia di rivendicare un posto nella società, una società diversa, più rispettosa di ciò che ognuno è, in una parola più giusta.</p>
<p><span id="more-69"></span><br />
Per mesi abbiamo parlato di DICO, e la Pollastrini, così come i suoi colleghi ministri (lodevolmente) presenti al Gay Pride (ma solo per un saluto in modo da non scontentare il Palazzo) ha pensato bene di rilanciare la sciagurata iniziativa legislativa del Governo, sbagliata innanzitutto perché legittima un’idea che va rifiutata alla radice, ossia che una coppia omosessuale non sia una famiglia e che quindi non possa godere delle stesse tutele di una coppia (eterosessuale) unita in matrimonio.<br />
Del resto Prodi lo ha detto e ripetuto in tutti i modi e su questo sono tutti d’accordo nel nascente Partito Democratico: una coppia gay non può formare una famiglia, e ovviamente non può adottare dei bambini. Affermazioni che non sono mai accompagnate da una motivazione, che non sia – a volte – fondata sulla propria sensibilità personale o sulle proprie radici culturali cattoliche. Pura ipocrisia che serve a nascondere la realtà, perchè in Italia ci sono già migliaia di famiglie formate da persone dello stesso sesso e sono migliaia i genitori omosessuali che allevano con grande affetto i propri figli.<br />
Pari dignità ed eguaglianza, chiedevano i manifestanti del Gay Pride, ma quelle centinaia di migliaia di persone chiedevano a tutti per prima cosa attenzione.</p>
<p>Il 14 giugno scorso a Firenze è stato depositato il primo ricorso contro il diniego del Comune di pubblicazioni di matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Ne ha dato notizia l’Ansa, ma sui quotidiani nazionali non si è letto neppure una riga al riguardo.<br />
Nei prossimi giorni sarà depositato in Cassazione il primo ricorso di una coppia gay sposatasi in Olanda, che intende ottenere la trascrizione del proprio matrimonio nel nostro Paese. Quei due ragazzi, che ormai sono sposati da 5 anni, si sono sentiti dire dai giudici di primo e secondo grado che il loro matrimonio è contrario “all’ordine pubblico”.<br />
Infine, due ragazzi che abitano in Toscana chiedono inutilmente da anni il ricongiungimento familiare, visto che uno dei due è extracomunitario. Anche loro presto si rivolgeranno alla Cassazione. Tre storie giudiziarie, ma anche tre storie mai raccontate e che quindi quasi nessuno conosce.</p>
<p>Da qualche mese in internet si può firmare un “Manifesto per l’eguaglianza dei diritti” (www.matrimoniodirittogay.it). Una firma per dire che matrimonio, adozione, genitorialità sono prerogativa anche degli omosessuali. Ha superato le 4.000 firme, con qualche assente eccellente e molti cittadini (anche eterosessuali) che credono che questa sia l’attuale frontieria della lotta per uno Stato laico e liberale. In una democrazia si vive bene, se tutti sono rappresentati e tutelati, nel rispetto delle leggi.<br />
Ecco il punto: uno Stato che non abbia leggi a tutela delle minoranze, non è uno Stato inclusivo. E chi non si sente riconosciuto e tutelato come cittadino, perché dovrebbe partecipare attivamente alla cosa pubblica pagando le tasse, lavorando, favorendo la crescita della società che lo circonda?</p>
<p>Restituire le proprie carte d’identità o le proprie tessere elettorali al Governo, a testimonianza che gli omosessuali italiani non si sentono trattati come cittadini. È l’ultima proposta dei vertici di Arcigay. Ma tanto impegno non sarebbe meglio speso per organizzare in tutta Italia, una mobilitazione giudiziaria delle migliaia di persone omosessuali quotidianamente discriminate, vittime di violenza, prive di qualsiasi tutela quando decidono di formare una famiglia? La nostra Costituzione consente di rileggere le norme vigenti (anche in materia matrimoniale) per estenderle alle coppie omosessuali. Quale significato politico avrebbe obbligare tutti i Tribunali d’Italia a dare una risposta a questa domanda di giustizia?</p>
<p>Restituire le tessere elettorali o le carte d’identità è simbolicamente un atto di resa. Trascinare lo Stato in Tribunale, invece, significa esercitare i propri diritti, significa testimoniare nei fatti e non solo con gli slogan che i cittadini omosessuali italiani prima che gay, lesbiche, transessuali, bisex, sono appunto cittadini. Secondo alcuni un’opzione del genere è politicamente scorretta, il che dovrebbe far riflettere molto. Se rivolgersi alla magistratura per far valere un proprio diritto è visto come un atto eversivo o rivoluzionario, vuol dire che nel nostro Paese qualcosa non va.</p>
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