<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Labouratorio &#187; congresso del partito socialista</title>
	<atom:link href="http://www.labouratorio.it/tag/congresso-del-partito-socialista/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.labouratorio.it</link>
	<description>Magazine di sperimentazione alchemica per una generazione che non c&#039;è</description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Jan 2012 12:41:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
		<item>
		<title>[Spunti congressuali] Quale discontinuità?</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2008/07/03/spunti-congressuali-quale-discontinuita/</link>
		<comments>http://www.labouratorio.it/2008/07/03/spunti-congressuali-quale-discontinuita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 00:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrew Nat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[andrea natalini]]></category>
		<category><![CDATA[congresso del partito socialista]]></category>
		<category><![CDATA[mozioni congressuali]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
		<category><![CDATA[statuto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labouratorio.it/?p=572</guid>
		<description><![CDATA[Ogni volta che si parla delle mozioni credo che ci sia un errore di fondo e cercherò con questa lettera di farlo comprendere a tutti. Secondo me ricadiamo ostinatamente nel ridicolo, quando si dice alla gente che, dopo il voto regionale e provinciale, ci sarà discontinuità. Il problema non è delle mozioni e di come sono… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/07/03/spunti-congressuali-quale-discontinuita/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-493" title="spunti-congressuali" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/05/spunti-congressuali.png" alt="" width="438" height="98" /></p>
<p>Ogni volta che si parla delle mozioni credo che ci sia un errore di fondo e cercherò con questa lettera di farlo comprendere a tutti. Secondo me ricadiamo ostinatamente nel ridicolo, quando si dice alla gente che, dopo il voto regionale e provinciale, ci sarà discontinuità. Il problema non è delle mozioni e di come sono scritte, cari benpensanti, ma da chi sono interpretate queste istanze di rinnovamento (se così si può dire). Mi hanno da sempre insegnato che chi dice la parola ‘rinnovamento’, di solito è da dividere in due gruppi ben distinti: chi la utilizza come strumento per affossare i vecchi poteri e sostituirsi in modo analogo ad essi (potere VS potere) e chi la urla in modo caotico e accorato per aver dei diritti che un tempo gli erano negati e che adesso con il moto rivoluzionario è possibile che gli vengano riconosciuti.</p>
<p><span id="more-572"></span>Dalla distinzione che ho fatto, non posso avere la presunzione di dire che chi si erge per le istanze democratiche e chi per le istanze antidemocratiche nel congresso. Posso però dire che tutte le mozioni, bene o male, hanno oggettivamente scritto di volere una discontinuità. Sarebbe un errore grossolano dire che solo la mozione 3 si sia fatta carico e portavoce di questa istanza (anzi lo dubito fortemente).</p>
<p>Sono d&#8217;accordo con chi ha detto che si debbano utilizzare dei metodi affinché queste istanze democratiche emergano. Condivido insomma, sul voto segreto e sul suo utilizzo come  strumento per scardinare i vecchi rapporti di forza. Con questo però mi permetterete di dire, che non abbiamo risolto nulla? Per farla breve, credo che serva una minima filosofia innovatrice: costituita da una partecipazione più ampia della base nelle decisioni, un modo di fare politica meno accentratore ed elitario, quindi una forma mentis politica del 21 secolo. Questa forma mentis ci permetterà di aiutare, anche all’esterno del partito, la famosa questione democratica del sistema Italia: potremmo esportarla ad altri partiti, altre associazioni e via discorrendo.</p>
<p>Arriviamo alle note dolenti! Tutto questo che ho appena detto non è ancora entrato nella logica di questo partito. I vecchi schemi purtroppo ritornano sempre e mi dispiace molto che non cambino. Credo dunque che non si sia capito molto (me compreso) del ruolo che doveva compiere un moderno Partito Socialista, questo è solo una brutta copia. Svegliatemi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labouratorio.it/2008/07/03/spunti-congressuali-quale-discontinuita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>[n.28] Labouratorio e le scissioni atomiche</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2008/06/26/n28-labouratorio-e-le-scissioni-atomiche/</link>
		<comments>http://www.labouratorio.it/2008/06/26/n28-labouratorio-e-le-scissioni-atomiche/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 11:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ciuffoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[LabDownload]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[bernstein]]></category>
		<category><![CDATA[congresso del partito socialista]]></category>
		<category><![CDATA[danilo di matteo]]></category>
		<category><![CDATA[einstein]]></category>
		<category><![CDATA[liberalismo e socialismo]]></category>
		<category><![CDATA[libertà e giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[metaprogramma]]></category>
		<category><![CDATA[patrito socialista]]></category>
		<category><![CDATA[scissioni atomiche]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Ciuffoletti]]></category>
		<category><![CDATA[Zapatero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labouratorio.it/?p=555</guid>
		<description><![CDATA[Come editoriale leggete il contributo dell’amico e compagno Danilo Di Matteo. Questa breve premessa va invece rubricata alla voce “Istruzioni per l’uso”. Perché se su Labouratorio il dibattito intorno al Congresso del Partito Socialista è avvenuto in maniera franca ed aperta, non si può dire lo stesso per altri, ben più rilevanti, casi. Ci pare infatti… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/06/26/n28-labouratorio-e-le-scissioni-atomiche/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Come editoriale leggete il contributo dell’amico e compagno Danilo Di Matteo. Questa breve premessa va invece rubricata alla voce “Istruzioni per l’uso”. Perché se su Labouratorio il dibattito intorno al Congresso del Partito Socialista è avvenuto in maniera franca ed aperta, non si può dire lo stesso per altri, ben più rilevanti, casi. Ci pare infatti che nell’aria di alcuni ci sia voglia, se non di scissione, almeno di fuga. Prova ne sia lo scontro continuo ed ormai pressoché monotematico, specie negli ultimi giorni, sullo svolgimenti dei congressi territoriali. Lo diciamo chiaramente: non ci piace né il gioco allo sfascio, né gli accordi collettivi di salvaguardia. Aggiungiamo infine che ancor meno ci piace il gioco di chi quegli accordi di salvaguardia propone, o dice di accettare, e poi li fa saltare all’ultimo momento per arroccarsi nella cittadella della purezza (chissà poi quale), tacciando gli altri di scorrettezza. E’ un gioco che, per quanto tatticamente comprensibile, non ci sembra preludio a niente di buono.<br />
Questo è un congresso per mozioni, potrà non piacere, ma così è, quindi si voti e si conti chi è maggioranza e chi è minoranza con le annesse responsabilità del caso. Tra queste crediamo che figuri anche quella di evitare scissioni atomiche, tradizione socialista che per una volta non ci dispiacerebbe veder tradita.</em></p>
<p><strong>Cari compagni, parlate di socialismo… </strong><strong><em>di Danilo di Matteo</em></strong><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-556" style="border: 0pt none; margin: 9px; float: right;" title="lab28" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/06/lab28.png" alt="" width="300" height="300" />In ogni congresso si corre il rischio dell’autoreferenzialità. Così mi sento di ricordare ai compagni del Ps che ai più interessano poco le mozioni e le diatribe interne. Con ciò, però, non si possono eludere i temi di fondo: non basta illustrare i singoli “punti” programmatici; occorrono idee-guida, serve un metaprogramma.<br />
Un congresso non può dirimere tutte le questioni più controverse che da anni mettono a dura prova le menti e i cuori di pensatori e militanti; un congresso, però, non deve neppure rimuoverle. A iniziare dalla domanda che anche un bambino porrebbe: che significa la parola socialismo oggi? Perché l’aggettivo democratico, al quale un tempo la si univa, sembra ormai non bastare? Dirsi liberalsocialisti è un modo per salvare a ogni costo il termine socialista?<br />
Sappiamo da decenni che il socialismo, oltre che come sistema, può essere inteso come movimento, alla Bernstein. Ma movimento verso dove? E con chi?<br />
Zapatero parla di socialismo dei cittadini; senz’altro una formula suggestiva. Ma quale deve essere il rapporto fra lavoratori e consumatori-utenti? E quello fra meriti e bisogni? E scavando ancora: non dovrebbero essere anche il liberalismo e la democrazia tout-court rivolti ai cittadini? E di cattiveria in cattiveria: cosa differenzia il senso della giustizia sociale proprio di chi si ispira al cristianesimo da quello dei socialisti?<br />
I temi etici rappresentano una frontiera del dibattito sulla libertà e sulla giustizia. Più che mai oggi il perseguimento dell’eguaglianza si fonda sul rispetto della differenza. Eppure sovente si ha l’impressione che quegli argomenti vengano usati come una sorta di stampella, di fronte a una visione nebulosa delle moderne ragioni del socialismo.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>SOMMARIO DEL NUMERO 28</strong></p>
<ul>
<li><a href="../2008/06/26/n28-labouratorio-e-le-scissioni-atomiche/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[n.28] Labouratorio e le scissioni atomiche </a></li>
<li><a href="../2008/06/26/superquark-gatto-berlusconi-gigioneggia-con-topolin-veltroni/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[SuperQuark] Gatto Berlusconi gigioneggia con topolin Veltroni </a></li>
<li><a href="../2008/06/26/spunti-congressuali-senza-arroccarci-su-noi-stessi/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Spunti Congressuali] Senza arroccarci su noi stessi </a></li>
<li><a href="../2008/06/26/spunti-congressuali-il-futuro-della-sinistra-dipende-dal-futuro-del-partito-socialista/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Spunti Congressuali] Il futuro della Sinistra dipende dal futuro del Partito Socialista </a></li>
<li><a href="../2008/06/26/bufale-mediatiche-e-culturali-di-mafia-e-massoneria/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Bufale mediatiche e culturali] Di mafia e Massoneria </a></li>
<li><a href="../2008/06/26/labouracoultura-the-smilin%e2%80%99-shaman%e2%80%99s-speaking-intervista-a-matteo-guarnaccia/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[LABOURACOULTURA] The Smilin’ Shaman’s Speaking &#8211; Intervista a Matteo Guarnaccia </a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labouratorio.it/2008/06/26/n28-labouratorio-e-le-scissioni-atomiche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>[Spunti Congressuali] Senza arroccarci su noi stessi</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2008/06/26/spunti-congressuali-senza-arroccarci-su-noi-stessi/</link>
		<comments>http://www.labouratorio.it/2008/06/26/spunti-congressuali-senza-arroccarci-su-noi-stessi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 11:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peppe Potenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[congresso del partito socialista]]></category>
		<category><![CDATA[partito socialista europeo]]></category>
		<category><![CDATA[peppe potenza]]></category>
		<category><![CDATA[PSE]]></category>
		<category><![CDATA[seconda repubblica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labouratorio.it/?p=557</guid>
		<description><![CDATA[Sembrava dovesse essere la nascita del partito che avrebbe posto fine alla diaspora socialista. In realtà l’unica diaspora che si concluderà il 5 e 6 luglio sarà quella dei simboli socialisti. I socialisti “vecchi e nuovi” non possono ancora dire di aver risolto la questione socialista, ormai divenuta il riflesso di una anomalia politica tutta italiana.… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/06/26/spunti-congressuali-senza-arroccarci-su-noi-stessi/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-493" title="spunti-congressuali" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/05/spunti-congressuali.png" alt="" width="438" height="98" /></p>
<p>Sembrava dovesse essere la nascita del partito che avrebbe posto fine alla diaspora socialista. In realtà l’unica diaspora che si concluderà il 5 e 6 luglio sarà quella dei simboli socialisti. I socialisti “vecchi e nuovi” non possono ancora dire di aver risolto la questione socialista, ormai divenuta il  riflesso di una anomalia politica tutta italiana. Mentre nel resto d’ Europa i principali partiti del panorama politico sono quelli socialisti  da un lato e quelli popolari dall’altro, in Italia  all’interno dei due grandi “partiti contenitori” continua a convivere tutto e il contrario di tutto.</p>
<p><span id="more-557"></span>E così i socialisti in Italia  continuano ancora ad essere un po’ di qua e un po’ di là. Se nel PDL oggi rintracciamo la presenza di una componente che sicuramente in passato è stata socialista e che del partito di via del Corso qualcosa ha conservato, dall’altro il PD, non ostante abbia all’interno autorevoli esponenti dell’internazionale socialista, socialista proprio non riesce a definirsi. Nel  quadro politico che si è venuto a delineare dopo le ultime elezioni politiche, l’uomo della strada si starà chiedendo che senso abbia far nascere un partito che presentatosi alle elezioni raccoglie  meno dell’1%. In primis vorrei sottolineare che  il momento in cui sono giunte le elezioni non è stato certamente il migliore per il nascente Partito Socialista, che si trovava nel pieno della fase costituente. Tale attenuante  non è sufficiente a giustificare la debacle elettorale, ma risulta essere la giusta premessa per fare una serena analisi del quadro politico delineatosi dopo le elezioni.</p>
<p>Credo  non siano  venute meno  le ragioni che ci hanno portato ad avviare il percorso costituente di un’unica forza socialista in Italia, una forza che “da sinistra” sappia coniugare libertà, equità e merito, una forza che riporti la cultura politica all’interno della società e  la politica ad educare la società, una forza che sappia governare la globalizzazione e  attraverso i semi della laicità e dell’umanesimo far germogliare anche in Italia una sana società multiculturale.</p>
<p>Ovviamente il partito che nascerà non potrà essere un partitino arroccato su se stesso; Esso dovrà in primo luogo mettere insieme tutti i socialisti; il primo banco di prova potrebbero essere le elezioni europee dell’anno venturo. Sarebbe pensabile una lista comune di coloro i quali preventivamente dichiarino di voler aderire al gruppo del PSE qualora fossero eletti? Sarebbe pensabile che il signor Weltroni dica una volta per tutte dove intende collocare il suo partito a livello Europeo, chiarendo finalmente l’identità di questo neonato Partito Democratico (ammesso che un’identità l’abbia)? In secondo luogo in questo quadro politico sostanzialmente bipolare venutosi a creare dopo le elezioni, il Partito Socialista dovrà essere il vero propulsore della  creazione di  un  nuovo centro-sinistra che ricordi quello della prima ora, che sappia incalzare il governo Berlusconi sulle riforme di struttura necessarie al Paese per slegarsi dai numerosi lacci che gli impediscono di volare alto. In terzo luogo dovrà essere un partito law-cost, un partito che sappia costruire un sano rapporto con la società e essere attrattivo per quelle intelligenze, troppo spesso snobbate dalla politica della seconda repubblica mostratasi il più delle volte esclusivamente autoreferenziale.</p>
<p>Il cammino verso la costruzione di un vero Partito Socialista sarà tutt’altro che facile; d’altro canto  credo saranno queste difficoltà che consentiranno ad un classe dirigente totalmente nuova e rinnovata di restituire il giusto primato e la più consona dignità alla Politica; Il Socialismo non è morto; è oggi più che mai l’unico punto di svolta su cui poter costruire la politica di un nuovo centro sinistra che sappia valorizzare il merito  e rispondere ai  bisogni di quel cittadino globale che si è accorto di essere  da  troppo tempo a bordo di  un aereo la cui cabina di pilotaggio è vuota. La voce rassicurante del capitano? Era stata registrata molto tempo prima della partenza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labouratorio.it/2008/06/26/spunti-congressuali-senza-arroccarci-su-noi-stessi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>[Spunti Congressuali] Il futuro della Sinistra dipende dal futuro del Partito Socialista</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2008/06/26/spunti-congressuali-il-futuro-della-sinistra-dipende-dal-futuro-del-partito-socialista/</link>
		<comments>http://www.labouratorio.it/2008/06/26/spunti-congressuali-il-futuro-della-sinistra-dipende-dal-futuro-del-partito-socialista/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 11:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla redazione...]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[bettino craxi]]></category>
		<category><![CDATA[congresso del partito socialista]]></category>
		<category><![CDATA[enrico boselli]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>
		<category><![CDATA[riccardo nencini]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labouratorio.it/?p=553</guid>
		<description><![CDATA[articolo di Luca Giangrande Sono passati ormai due mesi (nd Pippo Modica!) dalla disfatta elettorale che ha decretato l&#8217;esclusione della Sinistra dal Parlamento. Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi e Sinistra Democratica uniti sotto un&#8217; unica lista hanno riportato poco più del 3% uscendo così dal Parlamento e concludendo il loro cammino comune. Il Partito Socialista, ricomposto dopo… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/06/26/spunti-congressuali-il-futuro-della-sinistra-dipende-dal-futuro-del-partito-socialista/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>articolo di Luca Giangrande</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/05/spunti-congressuali.png"><img class="size-full wp-image-493" style="border: 0pt none; margin: 1px;" title="spunti-congressuali" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/05/spunti-congressuali.png" alt="" width="438" height="98" /></a></p>
<p>Sono passati ormai due mesi (<em>nd Pippo Modica!</em>) dalla disfatta elettorale che ha decretato l&#8217;esclusione della Sinistra dal Parlamento.<br />
Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi e Sinistra Democratica uniti sotto un&#8217; unica lista hanno riportato poco più del 3% uscendo così dal Parlamento e concludendo il loro cammino comune.<br />
Il Partito Socialista, ricomposto dopo tangentopoli, non è riuscito a riportare neanche l&#8217;1% che le avrebbe consentito di ottenere il rimborso elettorale.<span id="more-553"></span><br />
Il Partito democratico che si reputa partito di centro-sinistra ( a mio giudizio più partito di centro chè di sinistra) nonostante la &#8220;balla&#8221; del voto utile inventata dal duo Veltroni-Bettini e messa in atto per poter concentrare su di sè i voti dei restanti partiti dell&#8217;ex coalizione di centro sinistra, e nonostante aver salvato il partito giustizialista e a suo modo populista dell&#8217; ex Pubblico Ministero di Milano Antonio di Pietro, ha ottenuto poco più del 30% perdendo così clamorosamente e colpevolmente le elezioni consegnando dopo due anni il Paese alla peggior destra possibile, populista e conservatrice.</p>
<p>Enrico Boselli, ideatore della Costituente Socialista (a cui per questo va il mio più caloroso ringraziamento) e nominato Segretario pro tempore della stessa da un comitato non eletto dagli oltre 70mila iscritti, è stato considerato dai più come unico responsabile della sconfitta elettorale. Proprio noi che ci proclamiamo garantisti, siamo cascati nel più bieco giustizialismo da quattro soldi addossandogli prima il peso di portare il partito alle elezioni ed esserne candidato Premier, e poi la colpa dello 0,9%.<br />
Non è solo colpa del&#8217; &#8221; mite&#8221; se ci troviamo per la prima volta partito extraparlamentare, ma è un pò merito di tutti coloro ( almeno l&#8217;80%) di tutta quella classe dirigente che tornerà presto alla direzione del partito con Riccardo Nencini I° Segretario.</p>
<p>Il Partito Socialista ha sbagliato ad impostare questa campagna elettorale sulla laicità, e ha sbagliato Boselli a parlare sempre, o meglio attaccare sempre Veltroni in quelle poche volte che è stato invitato in una trasmissione televisiva. Sembra quasi che ci siamo dimenticati della nostra storia ultra centennale e della nostra vocazione riformista e appartenenza al P.S.E e Internazionale Socialista. Ma ora è inutile piangere sul latte versato. E&#8217; inutile abbatterci perchè non siamo più in Parlamento. Forse, addirittura, per noi e per tutta la Sinistra è un vantaggio. E&#8217; un vantaggio perchè potremmo tornare a fare politica seriamente, partendo dalle cose più piccole. Potremo tornare tra i cittadini ascoltandone i disagi, e nelle piazze, potremo tornare tra i lavoratori nelle fabbriche ma esser presenti ed essere sinonimo di garanzia per i ceti medii, per i piccoli imprenditori, artigiani e industriali che producono profitto e ricchezza per lo Stato, e tornare anche ad occuparci delle nostre singolari battaglie, uniche nel loro genere. Possiamo tornare ad occuparci di politiche giovanili, di sicurezza, di salute, di laicità dello stato inteso come dialogo aperto tra fede e stato, di diritti civili, di ambiente, di scuola pubblica, di merito nelle scuole e nel lavoro e di salari, pensioni ed economia e tornando ad essere così Partito dei Lavoratori (lavoratori tutti e non solo operai).</p>
<p>Non dobbiamo quindi mica essere per forza in Parlamento per esistere! Possiamo farlo benissimo e meglio tra i cittadini, rafforzando la nostra cultura liberale e riformista. Le idee e le possibilità ci sono, dobbiamo solo avere la forza di crederci, e come disse Bettino Craxi e non Barack Obama, e nè tanto mento Walter Veltroni, :&#8221; Si può fare, si deve fare&#8221; noi dobbiamo rispondere: &#8221; Un Partito Socialista più forte, più riformista, più Europeo&#8230;. si può fare, si deve fare&#8230;&#8230; per l&#8217;Italia!.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labouratorio.it/2008/06/26/spunti-congressuali-il-futuro-della-sinistra-dipende-dal-futuro-del-partito-socialista/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>[Spunti Congressuali] Da Latina per un congresso rispettoso dei socialisti italiani</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2008/06/18/spunti-congressuali-da-latina-per-un-congresso-rispettoso-dei-socialisti-italiani/</link>
		<comments>http://www.labouratorio.it/2008/06/18/spunti-congressuali-da-latina-per-un-congresso-rispettoso-dei-socialisti-italiani/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 15:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla redazione...]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Società  e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[bassiano]]></category>
		<category><![CDATA[congresso del partito socialista]]></category>
		<category><![CDATA[latina]]></category>
		<category><![CDATA[patrito socialista]]></category>
		<category><![CDATA[sezione g. bernardini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labouratorio.it/?p=546</guid>
		<description><![CDATA[PS Latina: documento sezione di Bassiano PER LA COSTITUZIONE DEL PARTITO SOCIALISTA DAL BASSO PER UN CONGRESSO VERAMENTE RISPETTOSO DEI SOCIALISTI ITALIANI Innanzitutto dobbiamo constatare che il modo con cui si è dato inizio alla fase conclusiva della Costituente Socialista non è dei migliori. Si era partiti dalle primarie delle idee, ipotizzando la partecipazione di tutti… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/06/18/spunti-congressuali-da-latina-per-un-congresso-rispettoso-dei-socialisti-italiani/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-493 aligncenter" title="spunti-congressuali" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/05/spunti-congressuali.png" alt="" width="438" height="98" /></p>
<p style="text-align: left;"><strong>PS Latina: documento sezione di Bassiano</strong><br />
<em><strong>PER LA COSTITUZIONE DEL PARTITO SOCIALISTA DAL BASSO<br />
PER UN CONGRESSO VERAMENTE RISPETTOSO DEI SOCIALISTI ITALIANI</strong></em></p>
<p>Innanzitutto dobbiamo constatare che il modo con cui si è dato inizio alla fase conclusiva della Costituente Socialista non è dei migliori.<br />
Si era partiti dalle primarie delle idee, ipotizzando la partecipazione di tutti gli iscritti, con pari dignità, al Congresso Costituente, e chiedendo alla base di dare il proprio contributo al documento finale. Si è invece arrivati alla presentazione di tre mozioni ed anche le norme congressuali hanno peggiorato la situazione ricreando vecchie divisioni incomprensibili in un partito sotto l’un percento.<span id="more-546"></span>È sì necessario analizzare la situazione politica partendo dal momento che stiamo vivendo ma non occorre ripetersi che l’Italia ha bisogno di un Partito Socialista e che il PD non si può collocare all’interno del PSE quasi sperando che questo risollevi le sorti del Partito Socialista.<br />
Non per questo vogliamo andare ad incrementare le file di coloro che si lamentano e basta. Vogliamo al contrario dare il nostro contributo allo svolgimento dell’assise congressuale.</p>
<p>Noi vogliamo ripartire non dalla storia socialista ma dalle esigenze che sono alla base di quella storia.<br />
Davanti a noi stanno i problemi dei salari, delle pensioni, del costo della casa e degli affitti, del lavoro precario, della condizione giovanile, dell’uso dei beni comuni e dell’ambiente.</p>
<p>L’aspetto più importante è che se vogliamo rinascere dobbiamo avere bene in mente l’obiettivo verso cui tendere, quello cioè di rilanciare la proposta riformista e socialista che appare oggi più che mai indispensabile, una prospettiva per la quale vale la pena di lottare.<br />
Tutti dalle sezioni locali alle federazioni dobbiamo dare un contributo per realizzare un partito audacemente nuovo e aperto che faccia dei cittadini gli attori protagonisti delle scelte che contano. Per poter veramente dare un contributo alla crescita di questo partito è importante porsi la seguente domanda: Che cosa vuol dire essere Socialista oggi?<br />
Essere Socialista vuol dire operare pensando che il sociale è l’obiettivo e la democrazia il metodo. Non deve essere uno slogan ma un obiettivo reale da raggiungere.</p>
<p>Siamo noi Socialisti in grado, oggi come agli inizi del movimento, di rappresentare i cittadini e di trovare idee per la soluzione dei loro problemi?<br />
Viviamo in un’Europa che assicura un buon livello di sicurezza sociale. L’Italia è però distante dall’Europa.<br />
E’ caduto il muro del comunismo. La soluzione non è il liberismo selvaggio che muove da una concezione capitalistica della società.<br />
Tuttavia ritenere che la lotta alla povertà debba comportare un ritorno allo statalismo è altrettanto ingannevole. Possiamo affermare che questo è stato un errore anche nel nostro Paese, dove si è pensato che per ridistribuire le ricchezze bastasse gonfiare la spesa pubblica. L’intervento straordinario nel Mezzogiorno ne è l’esempio.</p>
<p>Lo statalismo, oltre, che inefficiente e paternalistico è incapace di suscitare una responsabilità personale e sociale. Esso è fonte di clientelismo ed è al tempo stesso iniquo e inadatto a contrastare la povertà e le ineguaglianze.<br />
C’è la necessità di creare un nuovo rapporto tra Stato ed enti locali. Anche il federalismo va costruito in modo da creare una solidarietà nord-sud est-ovest.<br />
Spazio deve essere dato al lavoro che istituzioni e associazionismo possono, insieme, fare applicando in pieno il principio della sussidiarietà. L’aiuto immediato dell’uomo verso il suo prossimo. Nessuna azione statale potrà mail sostituire il metodo dell’aiuto reciproco. Occorre quindi non uno Stato che regoli e domini tutto, ma uno Stato che riconosce e sostiene nel rispetto del principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle diverse forze sociali che uniscono la spontaneità alla vicinanza agli uomini bisognosi di aiuto. Già oggi molte asociazioni svolgono un’azione determinante ed irrinunciabile nei confronti delle fasce svantaggiate.<br />
Dobbiamo accelerare la crescita economica che sia però sostenibile. Senza crescita economica non ci sono risorse da ridistribuire e un periodo prolungato senza crescita porta a far scoppiare i conti pubblici e una riduzione dello stato sociale.</p>
<p>Cosa fare per accelerare la crescita?<br />
Premiare le imprese che investono e crescono attraverso la professionalità dei dipendenti.<br />
Bisogna investire sul lavoro, che è un valore costituzionale dal quale non si può prescindere, ma è anche il futuro su cui far leva per vincere la sfida della competitività. Il lavoro è sempre stato creazione, e come tale va difeso non solo per il salario, non solo per la dignità, ma per “l’espressione di sé”. Il valore del lavoro deve essere perciò la chiave di volta nella costruzione di un’Italia socialmente forte, coesa e competitiva.</p>
<p>Come coniugare le esigenze di flessibilità delle imprese e la certezza di un lavoro?<br />
Per questo ci viene in aiuto la “flessicurezza” che la comunità europea definisce come l’azione che può: “promuovere la competitività, l&#8217;occupazione e la soddisfazione sul lavoro combinando la flessibilità e la sicurezza per i lavoratori e le imprese. Le strategie di flessicurezza possono contribuire a modernizzare i mercati del lavoro europei e a meglio affrontare le sfide e le opportunità della globalizzazione. Esse comprendono nel contempo soluzioni contrattuali flessibili e affidabili, politiche attive del mercato del lavoro, strategie globali di apprendimento permanente e sistemi moderni di protezione sociale atti a garantire un adeguato sostegno dei redditi durante periodi di disoccupazione”.</p>
<p>L’esperienza mostra che questo approccio è più efficace della forte tutela del posto di lavoro adottata in alcuni Paesi. L’impegno di noi socialisti è pretendere che la flessibilità sia affiancata da progressi concreti nella sicurezza dei posti di lavoro.<br />
Non sarebbe oggi affatto arduo illustrare a giovani che affollano le nostre scuole la corposa realtà che sta dietro il primo articolo della Costituzione Italiana: “L&#8217;Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Per questo quando, in fabbrica o in cantiere, muore un lavoratore, non è un incidente, ma un suicidio della nazione, che si priva della bellezza del lavoro per la miseria del profitto. Squallida vergogna.</p>
<p>In materia d’incidenti sul lavoro occorrono fatti, sia sotto il profilo dei controlli sia dell’applicazione delle leggi, con la necessaria durezza. E’ necessario porre mano a norme che, automaticamente, disciplinino il ristoro del danno verso i superstiti e le famiglie dei morti senza la necessità di ricorrere alle vie legali.<br />
Attenzione particolare deve essere posta alla gestione di alcuni servizi essenziali che non possono essere, per la loro natura, lasciati nelle mani dei privati. Parliamo dei beni comuni e dell’ambiente inteso in tutte le sue componenti: acqua, aria, terra e fuoco. Questi beni vanno considerati strategici e non sono lasciati, in nome di un insano liberismo, nelle mani di multinazionali che hanno il solo scopo del profitto e non la tutela del bene.</p>
<p>Nel nostro paese solo le aziende legate ai servizi riescono a produrre grossi utili. I profitti li fanno ENI, ENEL, Autostrade e le società che gestiscono l’acqua. Queste società operano in mercati privi di concorrenza e, in alcuni casi, in posizioni di vero e proprio monopolio. Vivono di tariffe e sono in grado di rendere i prezzi dei servizi, una variabile indipendente dai costi reali di produzione. In Italia i consumatori-utenti di queste aziende, sono sottoposti ad una vera e propria tassa occulta. Noi paghiamo la luce, il gas, i pedaggi e l’acqua più alti d’Europa a fronte di servizi inadeguati e sempre a rischio. Inoltre in questi servizi al riparo del mercato, si sono riciclati tutti i nostri grandi imprenditori, di fatto trasferendo i loro investimenti dall’industria, esposta alla concorrenza internazionale, verso queste aziende a rendita sicura.</p>
<p>Sempre più la globalizzazione spaventa e i cittadini premiano i partiti che promettono protezione dalla concorrenza internazionale. Accade in Italia, ma accade anche nella campagna elettorale americana. Questi timori nascono dalla percezione che la globalizzazione ha accentuato le disuguaglianze sociali e sta cancellando la classe media.<br />
Il nostro futuro, e soprattutto quello dei nostri figli, dipende in gran parte dal modo in cui affronteremo questo problema. Possiamo lasciarci sedurre da chi promette protezione, chiudere le frontiere, prima agli immigrati poi alle importazioni, magari rimpiangere la lira e le svalutazioni che prima dell’euro ci consentivano, di tanto in tanto, di dare un pò di respiro alla nostra economia. Ci avvieremo così verso una “dolce” fine. L’atto finale sarebbe violento. Possiamo invece cercare di capire perché la disuguaglianza cresce e perché la classe media è in difficoltà.</p>
<p>Tutto secondo noi dipende dai livelli di istruzione.<br />
Dal dopoguerra e fino agli anni Ottanta la distanza fra il reddito dei laureati e quello di lavoratori poco istruiti è rimasto relativamente stabile. Negli ultimi vent’anni quella distanza è esplosa. Innovazione tecnologica (internet, i computer, l’uso sempre più frequente di modelli fisici e matematici nella finanza) e la globalizzazione hanno concorso a far crescere il premio all’istruzione. La globalizzazione premia l’istruzione perché le imprese, per sopravvivere, devono dedicarsi a produzioni che richiedono lavoro con un elevato livello di specializzazione. Chi ha smesso troppo presto di studiare, o chi ha avuto la sfortuna di frequentare scuole cattive è perduto. In Italia ciò è aggravato dal sistema educativo che non ha tenuto il passo con i progressi della tecnologia e ha lasciato indietro un numero crescente di giovani.<br />
Le nostre scuole funzionano ancora mezza giornata. All’estero vi sono i college dove i ragazzi entrano alle 8 del mattino ed escono alle 7 di sera. Una scuola dove oltre allo studio tradizionale si fa sport, teatro, cinema, musica. In alcune si possono apprendere attività artigianali di cui la società ha un assoluto bisogno come, per esempio, l’elettricista, l’idraulico, il falegname, il cuoco, il giardiniere, e da cui si esce avendo già un mestiere. Una scuola che richiede insegnanti preparati, motivati, pagati bene, che credono nel loro compito educativo cui va restituita l’autorevolezza e il potere necessario. Certo, si tratta di un impegno economico colossale, che non può essere realizzato in un istante. Ma se non ci si mette su questa strada avremo delle famiglie sempre più in difficoltà, dei giovani sbandati e gravi problemi di sviluppo economico.</p>
<p>Al di là dei tanti altri campi e settori di eccellenza, è del tutto evidente che la globalizzazione riconosce all’Italia, anche e forse soprattutto, il ruolo di essere una grande destinazione turistica. Già adesso il settore turistico vale circa 27 miliardi di euro l’anno, più di una manovra finanziaria. In molti segmenti della produzione turistica, il nostro paese può considerarsi quasi un monopolista; si pensi alla culla della cristianità e all’immenso patrimonio artistico e culturale. Il turismo rappresenta uno dei principali motori dell’economia e della società e la tendenza è di una ulteriore crescita. Stupisce dover constatare che, al momento, le misure di sostegno al turistico risultano frammentate e frammentarie e, se confrontate al sostegno che ottengono altri settori produttivi, del tutto risibili.<br />
Occorre avere chiaro in mente che cosa vuole essere l’Italia fra 30 anni, in quali settori vuole operare. È indispensabile saperlo adesso, non domani. Un conto è immaginare e prepararsi all’industria del turismo del 2038, un conto puntare a un’industria spaziale per andare su Marte. In assenza di lumi in proposito, si finisce col preparare persone che non servono, creare imprese destinate a morire, dilapidare la spesa sociale in rivoli di politiche di supporto alla domanda finale.</p>
<p>E’ una pia illusione pretendere dai politici la chiarezza prospettica e la volontà che il momento richiede?<br />
Una politica di programmazione è oggi fuori portata delle nostre attuali forze politiche ed amministrative. La Francia ha alle spalle l’Ena, la scuola di eccellenza della burocrazia progettuale, e un corpo amministrativo che conosce il paese meglio degli operatori economici, capace quindi di orientare e di imporre le scelte. Noi non abbiamo nulla del genere; con un’aggravante, che se al governo arrivassero i massimalisti ci ritroveremmo la riedizione delle partecipazioni statali.<br />
Occorre allora impegnarsi nella formazione di quadri dirigenti all’altezza della situazione.<br />
In questo anche la politica deve riformarsi.<br />
Occorre anteporre una visione profetica che guarda lontano e non si accontenta di basse manovre elettorali. La chiave risiede in un’espressione il lungo termine. Manca oggi la volontà e il coraggio di riforme che penalizzano i propri elettori a breve ma che danno certezza per il futuro.</p>
<p>E’ necessario cambiare radicalmente il rapporto tra politici ed elettori.<br />
Questo non richiede solo un ripensamento della legge elettorale o la rinuncia alle tessere di partito, ma un profondo cambiamento culturale. Dare ascolto e spazio alle idee che arrivano anche dalle forze minori riconoscendo loro dignità di partecipazione alla vita del Paese anche al di fuori delle sedi istituzionali.<br />
Il riformismo quello vero, si costruisce giorno per giorno, avendo chiari gli obiettivi da raggiungere e gli ostacoli da superare. E tutto questo va fatto ascoltando le esigenze e le priorità dei cittadini e nella certezza che le scelte che ne seguiranno saranno comunque utili per i cittadini.<br />
Per il futuro non chiediamo grandi trasformazioni ma segnali di rinnovamento in grado di convincere i cittadini, che si vuole davvero modernizzare questo paese.<br />
In ultimo un invito ai firmatari delle tre mozioni: facciamo un passo indietro per costruire un partito unito, superando le mozioni congressuali per formulare tutti unitariamente un documento politico che sancisca la fine della diaspora e la ritrovata unita socialista.</p>
<p><em><strong>La Sezione “G. Bernardini”<br />
Bassiano</strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labouratorio.it/2008/06/18/spunti-congressuali-da-latina-per-un-congresso-rispettoso-dei-socialisti-italiani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>[Endorsement originale] Con il lievito e non con i corsari</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2008/06/18/endorsement-originale-con-il-lievito-e-non-con-i-corsari/</link>
		<comments>http://www.labouratorio.it/2008/06/18/endorsement-originale-con-il-lievito-e-non-con-i-corsari/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 15:27:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gionny</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[congresso del partito socialista]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[mugello]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Socialista]]></category>
		<category><![CDATA[pia locatelli]]></category>
		<category><![CDATA[riccardo nencini]]></category>
		<category><![CDATA[Rimini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labouratorio.it/?p=547</guid>
		<description><![CDATA[articolo di Gionny (Giovanni) D&#8217;Anna Questo non vuole essere un endorsment per Pia Locatelli ma vuole semplicemente esprimere le mie preoccupazioni per la linea che intenderà seguire il mio compaesano mugellano Nencini, anche se a dire il vero io di mugellano ho poco visto che ci abito fortunatamente solo da due anni e poi sto in… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/06/18/endorsement-originale-con-il-lievito-e-non-con-i-corsari/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>articolo di Gionny (Giovanni) D&#8217;Anna</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/06/endorsement.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-534" title="endorsement" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/06/endorsement.jpg" alt="" width="385" height="179" /></a></p>
<p>Questo non vuole essere un endorsment per Pia Locatelli ma vuole semplicemente esprimere le mie preoccupazioni per la linea che intenderà seguire il mio compaesano mugellano Nencini, anche se a dire il vero io di mugellano ho poco visto che ci abito fortunatamente solo da due anni e poi sto in campagna non certo in paese mentre invece il compagno Nencini è un barberinese doc. Comunque ecco perché non mi convince il partito garibaldino e corsaro come tanto vi piace definirlo.</p>
<p><span id="more-547"></span>Innanzitutto siccome parliamo di politica è bene avere un quadro ideologico alla spalle ed è necessario un chiarimento sull’esaurimento del socialismo all’italiana. Tale esaurimento non vuol dire che non ha più senso essere socialisti ma che essere socialisti oggi non è più la stessa cosa. Senza dubbio la politica dei diritti e dei meriti del lontano congresso di Rimini è l’ovvia strada che un partito riformista deve percorrere per risanare la spaventosa situazione in cui versa questo paese, ma questo non basta! E’ necessario ricalibrare l’idea del socialismo analizzando realisticamente e LAICAMENTE i soggetti che possono interessare l’agire politico e questi soggetti devono essere LAICI e RIFORMISTI. Questo deve essere l’unico criterio di dialogo con altre forze politiche. E’ necessario recuperare le origini della sinistra radicale, democratica e liberalsocialista che inevitabilmente sono ricomparse  e scomparse più volte come un fiume carsico nella sinistra italiana. Una sinistra che forse solo oggi ha capito in quale vicolo cieco l’abbia cacciata il massimalismo marxista, che solo oggi timidamente sembra apprezzare le tesi liberiste e riformiste anticorporativiste. Insomma è doveroso ricreare a sinistra un concerto di idee e di iniziative che riportino alla luce le basi teoriche del fare politica in democrazia oggi,nel 2008!</p>
<p>Per questo l’idea di partito lievito della sinistra mi affascina tanto, perché solo i socialisti, con l’unico ostacolo/vantaggio di essere un partito di massa, hanno, insieme ai radicali, espresso il meglio del ceto politico liberaldemocratico, ed hanno quindi la forza intellettuale di poter tenere le redini di questo processo difficile ma fondamentale processo di portata storica della sinistra.<br />
Questo lievito deve far fermentare una sinistra che non abbia paura di affrontare un’eventuale entrata nel Pd perché in fin dei conti cosa ci ha detto il popolo è chiaro: voto utile o meno il bipolarismo è stato premiato e bipolarismo sarà. E poi  non ci vuole certo un genio della politologia per capire che una sinistra laburista, anzi liberale, ed una destra conservatrice saranno l’ovvio punto di arrivo del  lungo percorso delle democrazie europee che scopriranno le loro origini nel sistema anglosassone e non in quello giacobino francese.</p>
<p>Il partito corsaro rischia di rimanere fuori dalla sinistra e schiacciato con l’Udc dal Pd e Pdl. Cosa succederà in vista delle elezioni Europee all’interno del Pd poco ci importa perché qualora al Loft si intenda entrare nel PSE non vorrà certo dire che quello è la forma politica degna di una sinistra liberalsocilaista e laica. La sinistra deve prepararsi e esautorare il cattocomunismo del Pd ma ancora non è pronte deve lievitare appunto!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labouratorio.it/2008/06/18/endorsement-originale-con-il-lievito-e-non-con-i-corsari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>20</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>[Il mio endorsement] per Riccardo Nencini</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2008/06/05/il-mio-endorsement-per-riccardo-nencini/</link>
		<comments>http://www.labouratorio.it/2008/06/05/il-mio-endorsement-per-riccardo-nencini/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 01:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michelangelo Stanzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[angelo sollazzo]]></category>
		<category><![CDATA[congresso del partito socialista]]></category>
		<category><![CDATA[dolce vita]]></category>
		<category><![CDATA[michelangelo stanzani]]></category>
		<category><![CDATA[riccardo nencini]]></category>
		<category><![CDATA[rosarcobaleno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labouratorio.it/?p=533</guid>
		<description><![CDATA[Le elezioni hanno avuto per noi un esito disastroso. La nostra macchina-partito è andata fuori strada. La metafora l’ho sentita da Paolo Zanca. Mi è piaciuta, rende bene l’idea della drammatica situazione di stallo in cui ci troviamo. Bisogna però avere chiare alcune cose: primo, che con una sola macchina abbiamo corso (lo Sdi); secondo, che… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/06/05/il-mio-endorsement-per-riccardo-nencini/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-534 aligncenter" title="endorsement" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/06/endorsement.jpg" alt="" width="385" height="179" /></p>
<p>Le elezioni hanno avuto per noi un esito disastroso. La nostra macchina-partito è andata fuori strada. La metafora l’ho sentita da Paolo Zanca. Mi è piaciuta, rende bene l’idea della drammatica situazione di stallo in cui ci troviamo. Bisogna però avere chiare alcune cose: primo, che con una sola macchina abbiamo corso (lo Sdi); secondo, che di una 500 si trattava. Ora resta da capire che cosa fare di questa auto, considerando, da un lato, che non è previsto alcun contributo per la rottamazione e, dall’altro, che la 500 è tornata di gran moda. Certo non quella della Dolce Vita. Proseguendo con l’allegoria, vorrei ora riflettere di carburante. Il carburante è la politica, ciò che dovrebbe alimentare il partito e fare delle tre mozioni congressuali qualcosa di più rispetto a semplici parole, più o meno belle.</p>
<p><span id="more-533"></span><strong>Mozione n. 1 “Super con piombo. Fuori tempo massimo”</strong><br />
La mozione di Angelo Sollazzo è senza dubbio la più organica dal punto di vista dell’analisi e anche dell’articolazione della proposta politica. Il carburante che propone per il partito socialista è, però, obsoleto, inadatto a fare correre un partito snello, piccolo, sostenibile, XXI secolo-compatibile. Siamo fermi alla Super con piombo. Il PS non è il PSI degli anni ’70 e ’80 e non basta echeggiare linguaggio e contenuti degli anni d’oro per superare tre lustri di travaglio politico. D’altra parte questo superamento non sarà mai possibile per chi sottoscrive la mozione n. 1, poiché forte è in costoro l’ostinazione a negare il fatto che la navigazione a vista da parte dei socialisti post-tangentopoli sia stata il frutto innanzi tutto della pessima gestione del PSI dal 1987 al 1992, a seguito della quale poco ha potuto l’onesto lavoro di chi, dopo, è rimasto fedele al socialismo. Inaccettabile appare poi la riproposizione fuori tempo massimo della sudditanza dei diritti civili rispetto ai diritti sociali, non capendo che donne e uomini flessibili (quali noi oggi fortunatamente siamo, liberati dai vincoli della società fordista) hanno bisogni flessibili e richiedono diritti altrettanto flessibili &#8211; ma certi &#8211; e non vecchie garanzie pensate per lavoratori che non esistono più.</p>
<p><strong>Mozione n. 2 “Idrogeno, per volare alla deriva”</strong><br />
La mozione di Pia Locatelli appare, invece, ambivalente: da un lato dà ampio sfoggio di grande modernità sul tipo di carburante da impiegare, dall’altro non spiega come utilizzare (con quale mezzo) l’innovativo carburante, né su quali strade dovrebbe correre, o forse magari volare, il partito che i firmatari vorrebbero. Se il partito che ha in mente Sollazzo va ancora a combustibile fossile, la Locatelli promette di volare a Idrogeno. Un volo corsaro di pasoliniana memoria, che ignora, o comunque liquida troppo sbrigativamente, le ragioni profonde del naufragio della Rosa nel Pugno. Visto che ora sembrano tanto rimpiangere quel progetto, è lecito chiedere – in sincera amicizia – dove fossero Del Bue e Grillini quando c’era in campo quella forza schiettamente liberalsocialista da sostenere. E ancora, se lo spauracchio è oggi il dialogo col PD, perché ignorare quale poi sia stato l’approdo di chi ha già intrapreso prima di loro “il folle volo”, ossia dei compagni radicali? Fin dal titolo, la mozione n. 2 pone la questione della sostanza, che io chiamo del carburante, come centrale, affermando la freschezza della loro proposta. Questa naïvité, tuttavia, suona un po’ troppo ostentata, specie nell’incipit della mozione, veementemente rivolto dai promotori della mozione n. 2 contro i loro compagni di partito impegnati nelle istituzioni (la forma a casa mia è sostanza), come a glissare sul fatto che essi stessi siano stati per la gran parte già ipergarantiti dai loro vecchi partiti di appartenenza (SDI, RnP, DS), non solo per la loro permanenza nelle istituzioni, ma anche per la pensione. Insomma, la mozione n. 2 propone, come soluzione ai mali della sinistra italiana, di snobbare la 500. E poi, tutto lieviterebbe. Un bagno di umiltà e un altro di realismo non farebbero male.</p>
<p><strong>Mozione n. 3 “Multipower, per un partito di grandi battaglie e buona amministrazione”</strong><br />
La mozione di Riccardo Nencini non presenta alcuna ambiguità. La 500 va rimessa in strada. Nessuna operazione nostalgia. Niente più doppietta in scalata passando per la folle, ma una piccola macchina, dal design profondamente rinnovato e dall’alimentazione multipower, in grado di capitalizzare il fondamentale lavoro di mobilitazione su grandi temi dell’estensione dei diritti intrapreso in questi ultimissimi anni e, al contempo, di ripartire dalla centenaria ottima prassi di municipalismo e di dialogo riformista nel territorio. Con l’esperienza che Nencini può mettere in campo in questo senso, forte della sua azione politica in terra rossa di Toscana, come assai opportunamente ricordato dal suo migliore sostenitore, Tommaso Ciuffoletti. La mozione n. 3 non solo indica il carburante politico, ma anche “come” e “dove” impiegarlo. Come? Con un partito, l’unico che abbiamo a disposizione. Che non va allargato, ma semmai aperto. Dove? Nelle istituzioni, lì dove i nostri iscritti si aspettano di trovarci per dare risposte concrete a bisogni di ogni grado, forti di un progetto riformista di ampio respiro, tutto da ripensare. Insieme. Infine, una motivazione che per me ex giovane socialista emiliano non è di poco conto. I giovani socialisti emiliano-romagnoli sono da anni impegnati in una battaglia di profondo rinnovamento della giovanile. Tutti i loro (i nostri) compagni di strada delle altre regioni che con noi hanno condiviso questo sforzo sono ora schierati dalla parte di Nencini. La vecchia FGS (vecchia come idea di federazione giovanile, non certo come persone in essa impegnate) dall’altra. Sento di essere dalla parte giusta. In conclusione, per amore del vero, va detto che anche la mozione n. 3 ha un difetto: un editing imbarazzante. La prossima volta fatecela leggere per tempo, così vi diamo una mano <img src='http://www.labouratorio.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>Michelangelo Stanzani</em><br />
dipendente pubblico<br />
curatore di progetti editoriali<br />
<strong>portavoce rosa arcobaleno emilia – romagna<br />
(associazione socialista LGBT)<br />
<a href="http://rosarcobaleno.wordpress.com/" target="_blank">rosarcobaleno.wordpress.com</p>
<p></a>Trovate questo articolo anche su: <a href="http://rosarcobaleno.wordpress.com/" target="_blank"><a href="http://fgsbologna.altervista.org/News-file-article-sid-282.html" target="_blank">FgsBologna</a></a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.labouratorio.it/2008/06/05/il-mio-endorsement-per-riccardo-nencini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>29</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Object Caching 554/698 objects using disk: basic

Served from: www.labouratorio.it @ 2012-02-09 09:55:43 -->
