[Alla ricerca dell'Università] Tra concorsi e valutazioni chiediamoci dove si vuole andare
| lunedì 10 novembre 2008 | Scritto da Redazione - 155 letture |
di Carlo D’Ippoliti

Mentre gli studenti protestano contro i tagli a scuola e università, il governo si difende dicendo che, ovviamente solo DOPO i tagli, ci sarà modo di risparmiare sugli sprechi, e fornire lo stesso un buon servizio senza bisogno di spendere di più. Non vedo perchè non si potrebbe spendere sia meglio che di più, visto che di istruzione e formazione l’Italia ha tanto bisogno.
Nessuno però nota che, di soppiatto e con un decreto d’urgenza, una mini-riforma dell’università è stata già approvata dal Consiglio dei Ministri. Si tratta della riforma dei concorsi per il reclutamento di docenti e ricercatori, quindi forse agli studenti interessa meno (sempre che questi qua non vogliano pure la qualità, pretensiosi).
Oggi funziona più o meno così: se ne ha facoltà, sulla base di alcuni parametri, una università bandisce (a livello locale) uno o più posti, e la Facoltà interessata nomina subito un membro della commissione valutatrice. A questo punto, di una lista nazionale di papabili, i professori dello stesso settore scientifico-disciplinare di tutta Italia possono candidarsi come membri (“esterni”) della commissione.

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