[Barackopolis] Gianni, se tu Obama ed io …
| lunedì 6 ottobre 2008 | Scritto da Plex - 679 letture |

La festa del partito terminata pochi giorni fa a Vieste non era cosa da tutti. Vuoi perché le vacanze sono ormai finite per tutti, vuoi perché arrivare comporta una notevole sfida alla propria pazienza su e giù per il promontorio del Gargano, vuoi perché il movimentismo richiede tempo e denaro che non tutti hanno.
Fattostà che delle duecento persone che hanno affollato in media il padiglione adibito a sala congressi, si registrava una notevole presenza giovanile, stimabile in una quarantina di unità,
e visto e considerato che, a differenza dei giovani rampolli del socialismo della seconda repubblica, gli oratori della manifestazione erano finanziati dal partito, la folta schiera di under 30 rappresenta essa stessa un motivo di speranza e orgoglio.
La Cina è una nazione che sta facendo parlare di sé, per la dura repressione nei confronti degli abitanti del Tibet. Le notizie che abbiamo sono note solamente ai non cinesi. L’ANSA commenta che “I giornalisti stranieri non possono entrare in Tibet senza un permesso ufficiale mentre ai turisti è stato chiesto di lasciare la regione. Alcuni reporters provenienti da Hong Kong sono stati espulsi con l’accusa di atti illegali”. Appare molto chiaro che il regime di Pechino stia cercando in tutti i modi di isolare la cittadinanza dalle news provenienti dall’esterno. Non contento delle tante notizie in circolazione sul web, ho cercato di ‘andare alla fonte’, chiedendo informazioni ad un amica, proprio in soggiorno-studio in Cina. Mi serviva infatti un testimone oculare in Cina – quindi interno all’attuale sistema cinese – ma allo stesso tempo con una formazione culturale esterna e abbastanza critico nei confronti del governo cinese. L’amica in questione si chiama Roberta Moncada, ha 23anni, è nata a Palermo e in questo momento si trova in Cina per motivi di studio, essendosi laureata in “
Gli amici e compagni radicali hanno rilanciato in questi giorni l’iniziativa di un grande Satyagraha Mondiale per la pace da avviare nei giorni d’apertura dei giochi olimpici di Pechino. Sostenere la lotta per i diritti umani e per la democrazia è battaglia delle più nobili, condurla senza timori anche contro un paese potente come la Cina lo è in maniera particolare. Invito quindi tutti coloro che vorranno ad aderire a questa iniziativa.

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