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Redazione - lunedì 10 novembre 2008 - 146 views
di Carlo D’Ippoliti

Mentre gli studenti protestano contro i tagli a scuola e università, il governo si difende dicendo che, ovviamente solo DOPO i tagli, ci sarà modo di risparmiare sugli sprechi, e fornire lo stesso un buon servizio senza bisogno di spendere di più. Non vedo perchè non si potrebbe spendere sia meglio che di più, visto che di istruzione e formazione l’Italia ha tanto bisogno.
Nessuno però nota che, di soppiatto e con un decreto d’urgenza, una mini-riforma dell’università è stata già approvata dal Consiglio dei Ministri. Si tratta della riforma dei concorsi per il reclutamento di docenti e ricercatori, quindi forse agli studenti interessa meno (sempre che questi qua non vogliano pure la qualità, pretensiosi).
Oggi funziona più o meno così: se ne ha facoltà, sulla base di alcuni parametri, una università bandisce (a livello locale) uno o più posti, e la Facoltà interessata nomina subito un membro della commissione valutatrice. A questo punto, di una lista nazionale di papabili, i professori dello stesso settore scientifico-disciplinare di tutta Italia possono candidarsi come membri (“esterni”) della commissione.
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Tags: atenei, bocconizzazione, carlo d'ippoliti, cattedre, commissioni valutatrici, concorsi, didattica, ricercatori, riforma dell'università, università, università e ricerca, valutazione, valutazione della ricerca scientifica
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Redazione - lunedì 19 maggio 2008 - 647 views
Eppur si muove. Il dibattito pre-congressuale del Partito Socialista – pur nel permanere di clandestinità latenti – inizia a muoversi. Ma qua, as usual, si è all’avanguardia e mentre gli altri ancora si stiracchiano Labouratorio sculetta allegramente davanti al proprio barbecue di spunti di dibattito. E per non farvi mancare nulla son pure tornate le previsioni del colonnello Albano. Un numero per buongustai, buon appetito!
T.C
Editoriale di Carlo D’Ippoliti

Il dibattito politico interno al PS ricorda la passata campagna elettorale: tutti a fare a chi ce l’ha più riformista. (il partito, o il leader)
QUALI “riforme” fare, non molti si degnano di precisarlo. In realtà, se non quando veramente costretto, fuori delle aule parlamentari il dibattito politico italiano non parla di contenuti. Almeno dall’inizio della Seconda Repubblica.
Da allora, Sartori si sbraccia di dirci che la colpa, della degenerata politique politicienne, è nel numero eccessivo e nelle manie di protagonismo dei piccoli partiti. Peccato che, morti i “nanetti”, lui stesso non trovi niente di meglio da dirci, che riproporre la (errata) teoria della sovrappopolazione di Malthus. Tremonti d’altronde, ha definitivamente chiarito che il PdL è un partito conservatore, non liberale, e ci ha dato la sua visione della globalizzazione (visione, purtroppo o per fortuna, ignorata dal dibattito).
Di contenuti di rilievo -ciccia- c’è poco altro.
Insomma, se la gente si disinteressa di politica, o cade nell’antipolitica, non me la sento di dire che è colpa sua. Vi interessereste voi di sapere chi prende la poltrona di Ministro per l’attuazione del programma? Se state leggendo questo editoriale forse sì, ma la colpa è vostra.
Sarebbe interessante aprire un dibattito sul dibattito, ovvero sulle ragioni del suo inaridimento. Dalla comprensione di questo, potremmo identificare spazi politici (e forse editoriali) da cui ricominciare a fare una politica che sia un po’ più interessante dell’annosa questione se il PS debba stare a sinistra del PD ma a destra di SA, o a destra del PD e a sinistra del PdL. (scusate sono un povero ingenuo, ma è uno dei privilegi che preferisco, per noi accademici nelle torri d’avorio)
Provo allora a buttar giù qualche ipotesi (in ordine sparso) che, guarda caso, nasconde anche qualche implicita risposta alla domanda “di quali riforme parliamo?”.
1. i partiti si sono lanciati alla conquista del favore di Confindustria, favore divenuto finalmente accessibile in regime di concorrenza tra più partiti, dopo l’abbandono da parte del P-DS dell’ideologia comunista.
2. i politici hanno creduto alla teoria dell’elettore mediano, ovvero che le elezioni si vincono al centro, convergendo obiettivamente nei programmi e nella prassi.
3. nel settore della stampa e dell’informazione non vige la minima concorrenza. I giornali più agguerriti e indipendenti al massimo “fanno commento”, ma certo non fanno informazione.
4. l’università è ormai frantumata in un pulviscolo di micro-sedi, che rende la vita impossibile ai professori, oberati di cattedre da spartirsi e senza più tempo per dedicarsi alla società.
5. gli intellettuali non hanno più un ruolo sociale. (scusa, chi?)
6. l’enorme ulteriore concentrazione di potere finanziario e industriale che si è avuta nel nostro Paese negli ultimi decenni ha eliminato un buon numero di conflitti di interesse, nella società e nella politica: non c’è più molto di cui discutere dal punto di vista dei “poteri forti”.
7. ci sono ancora in Italia troppe poche lobbies, e troppo piccole, opache e malamente organizzate.
8. l’economia sembra ormai l’unico argomento di cui valga la pena dibattere, ma a livello teorico e metodologico si tratta purtroppo della più semplicistica e ideologica delle scienze sociali.
9. il mondo è effettivamente cambiato troppo velocemente rispetto ai tempi in cui si è formata l’attuale classe dirigente italiana (uomini, ultrasessantenni, tendenzialmente ex-DC ex-PCI o ex-PSI), ed è oggi molto difficile da interpretare (soprattutto per loro).
10. le istituzioni sovranazionali e internazionali limitano effettivamente il potere decisionale (ovvero la scelta degli obiettivi) della politica nazionale, mentre le mutate condizioni politico-economiche ne limitano decisamente l’efficacia (ovvero la forza degli strumenti).
11. dal punto di vista culturale abbiamo ormai abbracciato il leaderismo in versione Berlusconi, cioè la selezione non del partito ma del leader, e sulla base delle vere o presunte qualità personali (ad esempio la possibilità di (sotto)mettere daccordo i notabili del partito) e non delle sue opinioni.
Come conseguenza, credo che la sterilità del dibattito crei “nicchie di mercato”, completamente trascurate dal Veltrusconi. In politichese, lo spazio c’è.
Ma per ora mi piacerebbe si discutesse almeno un po’ del perché in Italia non si può (più) parlare di contenuti, in politica.
SOMMARIO DEL N.23
Tags: carlo d'ippoliti, confindustria, Economia, giovanni sartori, giulio tremonti, istituzioni nazionali e sovranazionali, lobbies, nicchie di mercato, Partito Socialista, popolo delle libertà, poteri forti, seconda repubblica, stampa e informazione, thomas robert malthus, università
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Tommaso Ciuffoletti - lunedì 7 aprile 2008 - 474 views
Sì, Labouratorio è schierato, schieratissimo. Fanaticamente schierato ed orgoglioso di esserlo. Perchè Labouratorio voterà i propri candidati. Fabio Cruciani, Andrea Pisauro, Carlo D’Ippoliti, non solo, ma anche Michelangelo Stanzani e Guido Padalino.
Sono nostri amici, compagni e fratelli candidati alle prossime elezioni. Michelangelo e Guido sono candidati alla Camera per il Partito Socialista in Emilia Romagna. Non c’è la preferenza, ma non importa, sono loro i nostri preferiti.
La preferenza invece potete e dovete darla ai nostri amici compagni e fratelli candidati a Roma.
Carlo D’Ippoliti dovete votarlo non tanto perché è un giovane e preparatissimo studioso e ricercatore di economia, non tanto perché ha dato una mano decisiva a scrivere quei famosi emendamenti con cui il Partito Socialista rese migliore l’ultima Finanziaria … o meglio, potete farlo anche per questo, ma sarebbe niente in confronto alla vera ragione per cui votarlo. Carlo è il ragazzo che per segnalare la propria candidatura agli amici scrive una mail che si apre così: “mi sento in colpa e in imbarazzo per mandare questa mail “nel momento del bisogno”, specie nei confronti di quelli di voi con cui -per le solite ragioni- non mi sento da un pò”. Carlo è candidato al Consiglio comunale di Roma nella lista del Partito Socialista per Grillini Sindaco.
Sulla scheda azzurra scrivete D’Ippoliti.
Non solo D’Ippoliti, “ma anche” Pisauro. Andrea Pisauro, per l’esattezza. Sulla scheda azzurra, insieme a D’Ippoliti, scrivete Pisauro, anche lui è candidato nella lista del Partito Socialista per Grillini Sindaco. Scrivetelo perché Andrea non può non entusiasmarvi. Su queste pagine trovate tanti suoi articoli, trovate la sua biografia … purtroppo non potrete trovare che una minima parte della sua capacità di sorprendervi. Un socialista liberale vero, curioso, preparato … eppoi studia Fisica all’Università. Suvvia, lo sapete tutti, chi studia Fisica è un cervellone e ai cervelloni va portato rispetto e dato il voto.
Ha il difetto di riuscire a battermi a Winning Eleven 2008 … ma che volete … studia Fisica all’Università!
Pisauro è candidato col Partito Socialista anche al XVII Municipio, quindi, cari residenti della zona voi dovrete votarlo anche lì.
Al Municipio, stavolta il VI Municipio (Villa De Sanctis – ex Casilino 23) è candidato lui: www.fabiocruciani.it. Fabio Cruciani, il gemello del goal di Pisauro.
Questo sito esiste grazie a lui, il sito dell’associazione per la Rosa nel Pugno esiste grazie a lui, tante, troppe iniziative sono riuscite grazie a lui. Non ha senso che io provi a parlarvi del suo valore, perché ho lavorato con lui negli ultimi due anni e non basterebbero poche righe per raccontarli. A volte lo considero un fratello minore … ma il guaio è che è molto più maturo di me! Se abitate a Villa De Sanctis dovete votare Fabio Cruciani, candidato per il Partito Socialista al VI Municipio.
Non fidatevi di me, fidatevi di loro. Votateli, perché se lo meritano davvero.
P.S _ Fermi tutti! Aggiungo un post scriptum con giusto mea culpa (lo sapete che siamo cristiani no?). Roma, Municipio 12, lista del Partito Socialista, Andrea Natalini. Quando la passione è passione vera. L’età è all’incirca quella dei succitati amici, compagni, fratelli … lui è uno di loro. Peppino Caldarola può testimoniare (anzi l’ha già fatto pubblicamente) cosa significa trascorrere una serata al Circolo III Millennio alla Garbatella. Io non devo aggiungere molto … ah no! Una cosa la devo aggiungere, lì alla Garbatella hanno continuato ad essere socialisti …
SOMMARIO DEL NUMERO 17
Tags: andrea pisauro, carlo d'ippoliti, comune, dichiarazione di voto, Fabio Cruciani, franco grillini, labouratorio, municipio, Partito Socialista, Roma, Tommaso Ciuffoletti
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Redazione - lunedì 24 marzo 2008 - 538 views
articolo di Carlo D’Ippoliti

Secondo molti commentatori, PD e PDL hanno assunto caratteristiche da “partito maggioritario“, nel senso del sistema elettorale: con una specie di bulimia di voti, allo scopo di diventare più grandi possibili, hanno caricato dentro soggetti molto etereogenei, che finiscono per costituire correnti interne al partito.
Il problema delle correnti, in un sistema proporzionale come il nostro (seppur mitigato dal premio di maggioranza) è che tendono a rendere un partito “strabico”, oscillante tra posizioni anche molto distanti, e in casi estremi producono fratture e ulteriore frammentazione. Per di più, una frammentazione “cattiva” rispetto a quella propria di un sistema proporzionale, in quanto molto dipendente dagli accidenti della storia, e in particolare una frammentazione soggetta a “duplicazioni”, nel senso dell’esistenza di partiti su posizioni sostanzialmente analoghe, distinti solo a causa della loro differente origine.
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Tags: carlo d'ippoliti, correnti politiche, duopolio, elezioni, grande coalizione, mass-media, sistema elettorale, sistema proporzionale, vittoria elettorale
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