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	<title>Labouratorio &#187; Boselli</title>
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	<description>Magazine di sperimentazione alchemica per una generazione che non c&#039;è</description>
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		<title>[PostElezioni] Ripartire dagli uomini, ripartire dai programmi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 23:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peppo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-453" href="http://www.labouratorio.it/2008/04/16/postelezioni-ripartire-dagli-uomini-ripartire-dai-programmi/bellucci99-10/"><img class="alignnone size-full wp-image-453" title="bellucci99-10" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/04/bellucci99-10.jpg" alt="" width="400" height="252" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ho passato l&#8217;intera mattinata e buona parte della serata di ieri a leggere commenti sul risultato elettorale. Stessa cosa avranno fatto (la maggioranza di) quelli che mi stanno leggendo e ognuno avrà ormai raggiunto delle convinzioni che per quanto mi riguarda, spero di trovare condensate, tra qualche giorno, in qualche analisi che mi consenta di evitare di mettere nero su bianco i mille pensieri che adesso mi passano per la testa.<br />
Quello che invece mi è chiaro fino a volerlo scrivere è l&#8217;idea che mi sono fatto sul futuro del PS perchè il passato è gratis, ma il futuro è sempre a pagamento.<br />
Il disastro elettorale del PS (un partito con 75000 iscritti che raccoglie meno di cinque voti per ogni tessera è un assurdo) trae origine dall&#8217;accettazione da parte degli italiani dell&#8217;invito al voto &#8216;utile&#8217; e al voto al &#8216;meno peggio&#8217;.</p>
<p><span id="more-445"></span>Si tratta, ad evidenza, di una retorica perfettamente aderente agli interessi del Veltrusconi. I due principali partiti hanno fatto finta di disputarsi un trofeo che invece era già assegnato e tramite una stampa a dir poco compiacente ci hanno messo poco a trasformare gli interessi del PD e del PDL in interessi dell&#8217;Italia.<br />
Ma sarebbe un errore mortale imputare agli altri le proprie sconfitte. Walter Veltroni ha fatto gli interessi del suo partito, non era certo sua responsabilità il sostegno dell&#8217;intera sinistra, e per certi versi ci è pure riuscito. L&#8217;impossibilità di battere il carrarmato nazional-popolar-leghista era nota da tempo, la dirigenza del Partitus Dei ha quindi preferito difendere la propria sopravvivenza riuscendo, insperatamente, ad accreditarsi come unico rappresentante delle forze a sinistra dei clericali centristi. Se da questo posizionamento faranno anche vera opposizione, lo sapremo dopo. Allo stato attuale, visti i contenuti programmatici, mi pare difficile.</p>
<p>La sconfitta del PS, dunque, è colpa solo del PS e, in particolare, della sua classe dirigente. La vera storia dei socialisti italiani non la conoscono tutti. Tutti, però, hanno una certa idea &#8211; giusta o il più delle volte sbagliata che sia &#8211; di quello che è stato il periodo craxiano, cioè il periodo che precedette l&#8217;implosione innescata da Mani Pulite. Presentarsi, oggi, nel tempo dell&#8217;antipolitica, con esponenti sopravvissuti a quell&#8217;epoca, si rischia, come minimo, di essere fraintesi o, come spesso accade, di essere oggetto di quel mai sopito pregiudizio antisocialista che condanna sempre per l&#8217;appartenenza e mai per le idee. Non si capirebbe, infatti, come mai socialisti come Giuliano Amato, Del Turco o Cicchitto siano diventati buoni &#8220;politici&#8221; solo da quando hanno lasciato Craxi e il PSI.</p>
<p>La responsabilità della classe dirigente a cui mi riferisco è dunque altra e consiste nell&#8217;incapacità di una iniziativa politica che sia capace di superare i vecchi schemi da prima repubblica che si sono ripetuti, un esempio tra tutti, nella compilazione delle liste con le solite gerarchie poltronare e la chiusura del partito al mondo esterno che iniziava a guardare con interesse al suo interno. Lo schema da prima repubblica si è ripetuto poi nel linguaggio politico univocamente rivolto ad attaccare il PD: il tatticismo tra i posizionamenti strategici di PD e PS&#8230; ma cosa volete che gliene freghi all&#8217;operaio di Valdagno!<br />
Nuovi uomini, giovani e donne, urgono per portare avanti nuovi programmi. Un partito con oltre un secolo di storia non può ridursi a parlare ossessivamente solo di laicità e diritti civili. Sono valori importanti, da condividere con altri, ma anche valori che, come dimostra l&#8217;esperienza della Rosa nel Pugno, in Italia non pagano in termini elettorali.</p>
<p>Un gay, una lesbica o una coppia di fatto, lavorano, mangiano, studiano, viaggiano, producono, pagano le tasse, vanno in ospedale a curarsi, vogliono arrivare alla fine del mese, vogliono flessibilità ma non precarietà. Non credo di sbagliare dicendo che producono più degli altri. Nessuno come noi socialisti liberali sa quanto sia importante l&#8217;accoppiamento delle libertà economiche con quelle civili per giungere all&#8217;esaltazione di entrambe.<br />
Nuovi programmi senza l&#8217;errore della sinistra massimalista che, assieme al PS, rischia l&#8217;estinzione. In quel caso, quello della SA, c&#8217;è un errore di prospettiva storica, la pretesa di guardare avanti con la testa rivolta all&#8217;indietro.</p>
<p>Nel caso socialista, invece, c&#8217;è la prospettiva di una collocazione programmatica nell&#8217;alveo della sinistra moderna, socialista e liberale (e perciò radicale), che ha ricevuto non solo elaborazioni teoriche di rilievo ma che porta a casa vittorie elettorali in paesi tra i più sviluppati al mondo.<br />
Gli slogan &#8216;Duri contro il crimine, duri contro le cause del crimine&#8217; sono slogan compiutamente socialisti laddove si è disposti, come hanno fatto i socialisti in Europa, a riconoscere che la microcriminalità colpisce soprattutto le fasce più deboli. La guerra in periferia tra l&#8217;immigrato e l&#8217;operaio italiano è una guerra tra poveri. E&#8217; un luogo di presenza storica dei socialisti.</p>
<p>La lotta per le liberalizzazioni economiche, a iniziare dai cartelli oligopolistici di banche e assicurazioni per finire alle corporazioni di tassisti, notai e farmacisti, è una missione del socialismo liberale che da sempre è impegnato a dare competizione al sistema per dare forza al cittadino-consumatore.<br />
La lotta alla furbesca distorsione della flessibilità trasformata in precarietà, è compito di un partito che fu dei più gloriosi rappresentanti sindacali.<br />
La creazione di nuova occupazione tramite la realizzazione e l&#8217;ammodernamento delle infrastrutture è socialdemocrazia orientata al progresso e contro il declino.<br />
L&#8217;elenco potrebbe continuare, ma è meglio fermarsi e riassumere il tutto: ripartire da uomini nuovi, con programmi che presentino nuove e più consone priorità.<br />
Caro PS, questa è la condizione se vuoi ancora il mio sostegno. In attesa che rinasca la rimpianta Rosa nel Pugno.</p>
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		<title>[PreElezioni] Otto pezzi facili</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 23:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Boem</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Berlusconi è entrato in Matrix e fregandosene di regole e leggi ha mostrato a tutti come votare. Berlusconi ha poi precisato che l’Oracolo e il Mastro di Chiavi sono della stessa opinione e che l’agente Smith è comunista. “Praticamente sono già l’Eletto” ha concluso. Casini ha fatto sapere che attenderà il risultato delle elezioni a casa… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/04/16/preelezioni-otto-pezzi-facili/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right; border: 0; margin: 10px;" src="http://www.tevac.com/book/networking/ocs-1/tafazzi.jpg" alt="" width="187" height="300" />Berlusconi è entrato in Matrix e fregandosene di regole e leggi ha mostrato a tutti come votare. Berlusconi ha poi precisato che l’Oracolo e il Mastro di Chiavi sono della stessa opinione e che l’agente Smith è comunista. “Praticamente sono già l’Eletto” ha concluso.</p>
<p>Casini ha fatto sapere che attenderà il risultato delle elezioni a casa con la famiglia. Quale delle due?</p>
<p>Bossi, quello un po’ malato e con la passione per i fucili, è deceduto nella sua villa di Beverly Hills e&#8230;.ah no quello era Charlton Heston.</p>
<p>Al Falco e al Griso che lo ammonivano “Non s’ha da fare”, Veltroni ha risposto piangendo e commentando un pezzo jazz.</p>
<p>Gianfranco Fini ha detto&#8230;Come scusa? Chi?</p>
<p>Giunto alla fine dell’Arcobaleno, Bertinotti ha trovato una pentola d’oro e, gridando “questa è mia”, ha abbracciato il capitalismo seguendo lo gnomo custode nel PDL.</p>
<p>Daniela Santanchè contestata per aver fatto il saluto romano durante una visita a Predappio. Indignata si difende : “Macchè fascista, salutavo il Duce”.</p>
<p>Boselli, dopo aver accesso un cero alla Santa Vergine Maria per scongiurare uno sconfortante risultato elettorale, ha riaffermato la vocazione laica, liberale e pluralista del Partito Socialista.</p>
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		<title>[Socialists-3]Back to the future</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 23:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peppo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stamattina mi sono svegliato di buon&#8217;ora (come al solito) e mi sono preso un&#8217;altra mezz&#8217;oretta per decidere. Alla fine, mi son messo in macchina e sono andato. All&#8217;Hotel Ramada a Napoli si apriva la campagna elettorale campana del Partito Socialista ed era previsto l&#8217;intervento di Enrico Boselli, segretario del partito e candidato premier. Embhe? dove sta… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/03/17/socialists-3back-to-the-future/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.anpimarassi.it/public/1905a.jpg" align="right" border="0" height="250" hspace="10" vspace="10" width="306" />Stamattina mi sono svegliato di buon&#8217;ora (come al solito) e mi sono preso un&#8217;altra mezz&#8217;oretta per decidere. Alla fine, mi son messo in macchina e sono andato. All&#8217;Hotel Ramada a Napoli si apriva la campagna elettorale campana del Partito Socialista ed era previsto l&#8217;intervento di Enrico Boselli, segretario del partito e candidato premier.</p>
<p>Embhe? dove sta la notizia? Per voi, nessuna novità, ma per il sottoscritto è una grande novità. E&#8217; un ritorno al futuro, back to the future, come la famosa trilogia di Robert Zemeckis iniziata negli anni ottanta, gli anni in cui ho conosciuto mia moglie, il mondo del lavoro e il partito socialista italiano.</p>
<p>No, non ero un &#8216;rampante&#8217; e, per dirla tutta, i paninari mi facevano schifo e quando per lavoro mi sono trovato a Milano per qualche anno, emigrato senza essere emigrante, non vedevo più una città da bere e avevo già deciso di lasciare il PSI.</p>
<p><span id="more-394"></span>La tessera del 1985, quella col faccione di Giacomo Matteotti, fu infatti l&#8217;ultima. Non fu necessario, ai miei occhi, aspettare le monetine del St. Raphael. Quel glorioso partito di Turati, Rosselli, Nenni, Matteotti, Lombardi, Pertini, già nel 1985 non esisteva più. Un&#8217;accozzaglia di affaristi ed arrivisti, edonisti mascherati, aveva assediato il fortino dei &#8216;condannati a governare&#8217; e mano a mano che cresceva il consenso, peggioravano i socialisti, i metodi, il governo. L&#8217;implosione era alle porte, la rabbia tanta, troppo facile pronosticare che &#8216;il nuovo&#8217; sarebbe stato peggio del vecchio.</p>
<p>La gogna a cui sono stati sottoposti tanti onesti socialisti, per decenni ormai, è stato il prezzo che si è dovuto pagare per gli errori, i troppi errori, fatti durante l&#8217;epoca di Craxi. Ma non era sbagliato il &#8216;craxismo&#8217; cioè l&#8217;applicazione pratica di un riformismo che finalmente decide, visto che oggi, su quell&#8217;impostazione, convergono forze che ne erano fiere avversarie.</p>
<p>Per tanti anni non ho seguito le vicende del partito, cioè la &#8216;diaspora&#8217; che ha &#8216;sparpagliato&#8217; i compagni su posizioni contrapposte, qualcuna delle quali mi pare totalmente incomprensibile per non dire inaccettabile. Ma questo non ha fatto venir meno quel vecchio fuoco, quell&#8217;orgoglio, la fierezza di chi frequentava quella sezione dove nel 1980 si sbattevano ancora i pugni sul tavolo per l&#8217;indignazione del maestro, il vecchio segretario, che vedeva calpestati i diritti dei tanti abitanti di quel borgo agricolo ed operaio del mezzogiorno d&#8217;Italia.</p>
<p>La nascita della Rosa nel Pugno, poco più di due anni fa, come un&#8217; improvvisa folata di vento, aveva attizzato il vecchio fuoco. Vedevo finalmente una coniugazione moderna dei vecchi ideali tale da consentire di dar voce ad un fedele discepolo del socialismo liberale.</p>
<p>Il disappunto per il fallimento della Rosa nel Pugno (un discorso che non è chiuso, anzi inevitabilmente destinato ad essere ripreso) ha lasciato subito lo spazio all&#8217;interesse per l&#8217;avvio della Costituente Socialista. Mettendo fine alla diaspora e facendo rinascere il Partito Socialista (condannato dalle elezioni anticipate anche a rinunciare al suo congresso) si è posto anche un paletto per la naturale continuazione di un processo che dovrà portare all&#8217;aggregazione delle forze che qualificandosi laiche, socialiste, radicali, liberali sono tutte unite dall&#8217;intento riformista.</p>
<p>Erano le dieci, poca gente all&#8217;ingresso, sono entrato nella sala della conferenza, centinaia di sedie ma solo poche persone. Mi ha preso allora un senso di sconforto: che io abbia sbagliato tutto? il grande progetto è ridotto ad una assise di nostalgici?</p>
<p>Di questo ci accusano, se giri un po per internet; dopo i classici : socialisti ladri! dove andate con quell&#8217;avanzo di balera!, la prima cosa sensata che tocca ascoltare è l&#8217;accusa di aver posto in piedi un progetto senza futuro, un ritorno in pista di vecchie cariatidi.</p>
<p>Per una buona mezz&#8217;ora sono stato preda del dubbio se andarmene deluso o restare, ma poi sono bastati una decina di minuti per cambiare la sala ed anche il mio umore. La sala si è improvvisamente riempita, c&#8217;era molta gente in piedi che non ha trovato posto, sono arrivate le bandiere rosse, ho visto finalmente facce giovani, gli oratori hanno iniziato a parlare.</p>
<p>Non sapevo che la sezione di Acerra dello SDI fu chiusa perchè si opponeva al termovalorizzatore che invece era fortemente voluto dal partito. Non sapevo che i socialisti campani, da mesi ormai, hanno lasciato la giunta di Bassolino e sono passati all&#8217;opposizione invocando nuove elezioni. Non sapevo dei compagni, già eletti in passato, che hanno scelto gli ultimi posti delle liste. E non sapevo tante altre cose, ma come facevo a saperle? Io sono socialista per convinzione ideale, per fare l&#8217;utile del mio paese, non conosco la politica del quotidiano, quella della scelte concrete di pezzi del territorio.</p>
<p>E&#8217; poi arrivato Boselli che ha iniziato e finito il suo discorso sempre con quel tono pacato, da uomo mite, che all&#8217;inizio mi ha ricordato quell&#8217;argomentare soporifero, che gli italiani così poco gradiscono, incarnato da Romano Prodi. Ma Boselli è diverso, non ha la retorica delle frasi fatte, ti porta a seguire un concetto e costringe chi lo ascolta a ragionare.</p>
<p>Non saprei dire, però, se questa caratteristica sia un fatto positivo in un ambiente in cui i media ti costringono a condensare in una sola frase il tuo messaggio quotidiano agli elettori. Aggiungici poi che tra tutti i candidati premier, Boselli è il più censurato e forse troverai un punto di debolezza.</p>
<p>Ma debolezza elettorale, non ideale.</p>
<p>Alla fine me ne sono andato e uscendo ho visto una sola auto blu e due auto della polizia e mi sono detto che tutto sommato era meglio così. Questo partito ha in tasca un buon progetto ma forse ha bisogno di stare ancora fuori dai riflettori per un po di tempo. Il tempo necessario a rinnovare la classe dirigente, a ridare una faccia pulita, ad un ideale vincente. Chiudendo così tre lustri di gogna.</p>
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		<title>Vuolsi così colà dove si puote &#8211; Strategie di campagna elettorale</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 00:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Plex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla redazione...]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando la scorsa settimana, sull’onda dell’entusiasmo e di quel pizzico di esuberanza che è la cifra della nostra voglia di politica, Labouratorio decise di mettersi in marcia in tenuta da battaglia e candidare Tommaso Ciuffoletti alla presidenza del consiglio, non avevamo ancora ben chiara la linea scelta dalla dirigenza nazionale del partito, e più in particolare… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/02/25/vuolsi-cosi-cola-dove-si-puote-strategie-di-campagna-elettorale/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/02/pisauro.jpg" alt="pisauro.jpg" /></p>
<p>Quando la scorsa settimana, sull’onda dell’entusiasmo e di quel pizzico di esuberanza che è la cifra della nostra voglia di politica,  Labouratorio decise di mettersi in marcia in tenuta da battaglia e candidare Tommaso Ciuffoletti alla presidenza del consiglio, non avevamo ancora ben chiara la linea scelta dalla dirigenza nazionale del partito, e più in particolare del suo più autorevole esponente, compagno Enrico Boselli.</p>
<p>Se ci eravamo permessi di avanzare la nostra umile proposta è perché nelle segrete stanze del potere ci sembrava di scorgere un allarmante vuoto di prospettive, una mancanza di disegno strategico, che in molti hanno interpretato (come si è visto in modo erroneo) come il tentativo tardivo e meschino di tirare i remi in barca ed accasarsi dal “nemico”.</p>
<p>Non si inizia la campagna elettorale perché finiremo tutti nel Pd, si è detto. Così l’attesa nella determinazione del candidato premier del PS era facilmente interpretata come un tentativo di tenere aperti i contatti con il Loft veltroniano per un eventuale ingresso nelle liste democrats o, nella migliore delle ipotesi, come la resa di dirigenti incapaci di fronte alla durezza della sfida.</p>
<p><span id="more-333"></span>In questo contesto è nata la coraggiosa autocandidatura di Tommaso sulle pagine del riformista che a quello stato di empasse faceva riferimento.</p>
<p>In quello stesso contesto, qualche giorno prima, un articolo di Labouratorio aveva anticipato la mossa del Ciuffo, argomentando come quest’ultimo incarnasse alla perfezione quella che ci sembra e ci sembrava essere la vera sfida che il Partito Socialista dovesse lanciare nel panorama politico italiano.</p>
<p>Pensiamo e pensavamo all’autonomia socialista come a un mezzo per segnare una cesura forte col fallimentare dogma dell’unità, una rottura convinta col mondo maggioritario ma da noi distante della sinistra cattocomunista. Pensavamo e pensiamo che Tommaso Ciuffoletti <em>fosse </em>questa rottura.</p>
<p>La manifestazione di domenica del Jolly Hotel ha però fugato molti dubbi e delineato quello che sarà il leit motiv della campagna elettorale del Partito Socialista. Enrico Boselli infatti, ha finalmente rotto il muro di silenzio per ribadire quanto va con coerenza ripetendo da mesi. Si va col nostro simbolo e le nostre liste. Si va da soli perché il PD non ha voluto allearsi con noi.</p>
<p>Nello smentire così nettamente ogni illazione sui suoi propositi di svendita del partito nelle liste del PD, Boselli ha però definito la linea per la campagna elettorale. La parola chiave è coerenza. La rottura non la facciamo noi, l’ha fatta il PD. E questa scelta di rottura non è stata dettata come per la sinistra arcobaleno da una prospettiva di chiarezza politica in nome di un vero accordo sul programma, quanto piuttosto dalla volontà di annientamento dei socialisti di cui il PD sembra andare piuttosto fiero.</p>
<p>A ben vedere una visione opposta a quella a cui facevamo riferimento nel mandare allo sbaraglio Ciuffoletti. In questo senso allora appare naturale indicare un candidato premier nel segno della continuità con le politiche “frontiste” che lo SDI ha sempre portato avanti nella Seconda Repubblica, ed Enrico Boselli incarna questo spirito tanto bene quanto Tommaso Ciuffoletti incarnava l’altra prospettiva.</p>
<p>Nulla da eccepire sull’analisi boselliana, nel prendere atto della rotta intrapresa ci vengono però in mente due domande.</p>
<p>Siamo abbastanza certi che questa non fosse la linea maggioritaria all’interno del Comitato Promotore Nazionale. E siamo altrettanto consapevoli della necessità di fare in fretta data la ristrettezza dei tempi. Siamo però sicuri che la necessaria fretta permettesse di decidere d’autorità senza la legittimazione di una scelta democratica la linea politica che porterà il partito alla prova elettorale?</p>
<p>E ancora, si è scelto di seguitare a battere un sentiero, quella della coerenza e della fedeltà unionista, che in altro, benché recentissimo, contesto storico-politico ha pagato relativamente (molto relativamente) bene. Ma stavolta la sfida è riuscire a convincere un italiano su 4! E’ sicuro Enrico Boselli che questa sia ancora la strada migliore nel mutato scenario della Terza Repubblica?</p>
<p>Per le risposte a queste due domande, e per sviscerare a fondo le questioni della legittimità e della responsabilità delle scelte politiche prese dalla leadership, la sede adatta non può che essere il Congresso del Partito.</p>
<p>Nel frattempo però, tracciata la rotta, i guerriglieri di Labouratorio si accingono a percorrerla a vele spiegate. Da qui al 14 Aprile, dunque, si facciano da parte i deboli di cuore e le donne incinta, s’inizia la lotta senza quartiere! Siamo insieme ai 74380 compagni che per 50 giorni ripeteranno all’unisono, VOTA LA ROSA, VOTA IL PARTITO SOCIALISTA…</p>
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		<title>Caro Enrico, dimostra di non essere stato un poltronaio</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 00:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peppe Potenza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
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		<description><![CDATA[In queste convulse settimane che stanno precedendo la presentazione delle liste, il Partito Socialista ha subito delle violente umiliazioni da parte degli attuali dirigenti democratici. Partendo da D’Alema passando per Veltroni, l’arroganza con la quale coloro che oggi si presentano al popolo italiano come il nuovo che avanza ci ha fatto ricordare quella del più vetero… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/02/25/caro-enrico-dimostra-di-non-essere-stato-un-poltronaio/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/02/boselli1.gif" alt="boselli1.gif" align="right" border="0" hspace="10" vspace="10" />In queste convulse settimane che stanno precedendo la presentazione delle liste, il Partito Socialista ha subito delle violente umiliazioni da parte degli attuali dirigenti democratici.  Partendo da D’Alema passando per Veltroni, l’arroganza con la quale coloro che oggi si presentano al popolo italiano come il nuovo che avanza ci ha fatto ricordare quella del più vetero comunismo. Forse queste dichiarazioni, anche se ci hanno ferito sono state utili; utili a farci uscire finalmente da un silenzio che stava logorando  i compagni che sul territorio si apprestano ad affrontare questa difficile campagna elettorale. E così finalmente si è deciso che  l’1 e 2 marzo verrà presentato a Roma il programma e lanciato il candidato premier per quella che si preannuncia la più grande campagna elettorale mediatica della storia della Repubblica  Italiana;  alcune considerazioni per arrivare preparati a questo appuntamento mi sembrano doverose.</p>
<p><span id="more-335"></span>In primo luogo penso che in questa settimana chi provvederà alla stesura del programma non potrà non tenere conto dei numerosi suggerimenti che soprattutto tramite il web stanno giungendo da tantissime compagne e compagni, sia per il valore politico-culturale di questi suggerimenti, sia perché a mio avviso molti di questi sono rappresentativi di un sentimento dell’oggi fortemente diffuso tra i cittadini italiani.  Proprio l’interpretazione di questo sentimento dell’oggi, di questa voglia di una buona e rinnovata politica sarà il punto cruciale che ci consentirà di superare o meno la soglia di sbarramento. Se è vero come sono convinto sia, che i cambiamenti veltrusconiani sono dei cambiamenti gattopardiani e che le varie anime che oggi compongono il partito socialista non hanno mai avuto un carattere familistico, ma sono stati espressione di un ideale nelle sue varie forme e accezioni, dunque in grado di far crescere nel proprio seno una nuova classe dirigente, penso sia giunto il momento, proprio cogliendo l’occasione della campagna elettorale, per aprire una nuova primavera socialista.</p>
<p>Quest’ultima non va letta come  la rivendicazione di una mera questione giovanilista, ma come il superamento di quello che nel corso di questi ultimi lunghi 14 anni è stato un primum vivere. Vivere e filosofare devono oggi essere coniugati insieme in un unico verbo che  dovrà trovare vera espressione in un volto nuovo del socialismo italiano. Non sarebbe forse imbarazzante per l’eterno Berlusconi e per il “nuovo” Veltroni trovarsi in un dibattito con un ragazzetto/a che potrebbe avere l’età  dei loro figli o dei loro nipoti, in grado di smontare  la tesi del bipartitismo forzato come panacea di tutti i mali della politica italiana e chieder loro cosa abbiano fatto in questi anni per rafforzare la nostra democrazia?</p>
<p>Insomma non un giovane pur che sia tale, ma un giovane politicamente valido, culturalmente preparato, con grinta e carisma, in grado di comunicare i contenuti di un forte programma riformista quale sarà quello del partito socialista. Nella composizione delle liste penso si debba tener conto oltre che del ricambio generazionale, anche della rappresentanza territoriale evitando  dunque una testata di lista uguale per tutta l’Italia e della necessità di aprire il partito a quella società civile che ancora crede nella buona politica. Penso dunque al mondo della ricerca, dell’istruzione, del  settore no-profit, delle associazioni sindacali. Sono cosciente che buona parte del futuro del socialismo italiano dipenderà dalle decisioni romane dei prossimi giorni e allora non posso non rivolgermi a colui che è stato definito il pesce pilota della costituente socialista, Enrico Boselli.</p>
<p>Caro Enrico, se consentirai l’aprirsi della nuova primavera socialista offrirai la miglior risposta a coloro i quali ti hanno detto di aver fatto le più inimmaginabili alleanze, non per far sopravvivere un ideale, ma solo per tutelare le poltrone di un gruppo dirigente  fazioso e nostalgico in nome di un socialismo italiano da tempo tramontato.</p>
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		<title>La puzza di monnezza ha dato alla testa a Boselli</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 23:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine D'Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il problema “munnezza”, oggi noto al mondo, ieri solo ai cittadini campani mette alla berlina un sistema amministrativo ormai marcio e al collasso. I boss politici campani sono sempre gli stessi, sia quelli da copertina come il governatore Bassolino, il sindaco Iervolino, i Ministri Mastella e Pecoraro Scanio, il redivivo De Mita, sia i vertici locali… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/01/14/la-puzza-di-monnezza-ha-dato-alla-testa-a-boselli/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farmacia.pharmabag.com/upload/4/ima_shopers_immondizia.jpg" align="right" border="0" height="266" hspace="10" vspace="10" width="266" />Il problema “munnezza”, oggi noto al mondo, ieri solo ai cittadini campani mette alla berlina un sistema amministrativo ormai marcio e al collasso.<br />
I boss politici campani sono sempre gli stessi, sia quelli da copertina come il governatore Bassolino, il sindaco Iervolino, i Ministri Mastella e Pecoraro Scanio, il redivivo De Mita, sia i vertici locali del &#8220;nostro&#8221; partito (quello socialista), che all’interno della coalizione di centro-sinistra da anni collaborano al sacco campano.</p>
<p>Errato sarebbe citare la politica come unico colpevole di questa situazione. Non si possono infatti non considerare i consolidatissimi rapporti mafiosi, o meglio camorristici, che hanno reso la Campania terra atipica a livello nazionale.<br />
La storia diventa dramma quando tra politica e camorra si instaurano taciti rapporti (taciti almeno finché non scoppia la bomba); il dramma diventa epico quando l’accordo non è più tacito ma palese agli occhi di tutti: quando la soglia di sopportazione e di quieto vivere viene stralciata e la realtà ci viene sbattuta in faccia in maniera tanto violenta.<br />
Dopo la guerriglia urbana accaduta nelle periferie napoletane, tra cittadini ormai stanchi, gruppi di provocatori e forze dell’ordine, ora la protesta si sposta nelle regioni prossime ospitanti dei rifiuti campani.<br />
<span id="more-151"></span> È qui che la storia diventa definitivamente triste: a venir meno è quella caratteristica che ha sempre contraddistinto il nostro popolo nei veri momenti di difficoltà: la solidarietà nazionale.<br />
Si assiste invece ancora di più a laceranti divisioni regionalistiche che rimandano a comportamenti pre-risorgimentali, fotografando così un’Italia spaccata, non in due, ma in mille pezzi: un’Italia frantumata.<br />
E la domanda in questo caso è retorica: perché io laziale, io sardo, io toscano dovrei accettare l’arrivo di tonnellate di rifiuti nella mio regione per rimediare agli errori della classe dirigente campana che da decenni è li a stagnare senza prospettive e segnali di reale cambiamento???</p>
<p>Il nodo politico della questione a mio parere è qui: lasciare la nave che affonda non è un tradimento ma un dovere, caro Bassolino. Questa nave si può salvare solo se te ne vai perché l’hai guidata in maniera davvero sconsiderata.<br />
Quando un paese perde il controllo è la classe politica che deve assumersi tutte le responsabilità.<br />
La gara di dichiarazioni degli ultimi giorni da fastidio per la loro superficialità.<br />
Boselli prendendo le difese del governatore Bassolino si è manifestato il più incredibile. Non bastava l’escalation dei luoghi comuni, ci mancava il paladino dell’ingiustizia, il don chisciotte che combatte non contro i mulini a vento ma contro la più palese delle verità.<br />
La battaglia politica socialista doveva partire innanzitutto chiedendo la testa del ministro Pecoraro Scanio, leader dell’odioso popolo del no, che dopo il pasticcio, ha la faccia tosta di dare lezioni su come si poteva evitare questa situazione. Poi si doveva spostare il mirino verso la giunta regionale campana e verso il suo governatore Bassolino perché si è palesato in una situazione di difficile giustificazione.</p>
<p>E invece no, la sinistra perde per l’ennesima volta la possibilità di confermarsi una forza attenta alle questioni sociali, proponendo risoluzioni sacrosante e invece sembrano tutti in attesa che il problema si insabbi di nuovo. In particolare non mi convince la posizione del partito democratico, pronto a mettere lo sporco sotto il tappeto.<br />
Pena è aver rianimato una destra mai così divisa dal dopo-tangentopoli. È qualcosa già visto in passato, una sinistra più solidale con l’opposizione che con il suo popolo.<br />
Le esternazioni di Boselli sono di una irresponsabilità clamorosa, a prescindere dall&#8217;errore politico di non utilizzare l&#8217;argomento per fare una aspra critica politica all&#8217;amministrazione campana e ai corresponsabili romani.</p>
<p>Il leader di un costituendo partito, in un calderone politico che innanzitutto deficita di serietà, non può porsi con tanta superficialità.<br />
Non sarebbe stato difficile porsi sinceramente e con trasparenza: un assunzione di responsabilità politica per imporre ai dirigenti del partito socialista campano di prendere nettamente le distanze da questa situazione, incentivando una campagna politica impostata non solo su un rinnovamento politico ma su un vero e proprio rinnovamento culturale.<br />
Mostrare un segno di rottura forte con la politica Bassolino e con quella cittadinanza purtroppo compiacente.<br />
….Ma qui non si sente volare una mosca.</p>
<p>Cari Boselli e Villetti, fateci capire realmente voi che intenzioni avete, perché io non ho alcuna intenzione di stare sotto l’ascella protettrice di Prodi, sperando sia la nostra unica ancora di salvezza.<br />
Io, come probabilmente la maggior parte, ho aderito alla costituente sperando nel cambiamento, nel coraggio e nella forza di nuove idee, non per farvi rimanere a infangare il nome dei socialisti dalle privilegiate poltrone romane.<br />
I socialisti insorgano.</p>
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		<title>Intercettazioni &#8211; Un ex giovane repubblicano sentenzia &#8220;Con questi dirigenti il PS non vincerà mai&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 23:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello che ci rimane male _ non mi dire che anche un ex-giovane repubblicano come te finirà nel PD?! Quello che la sa lunga _ amico carissimo, e che ti devo fare? Quello che la sa lunga _ pensa, che dopo aver seguito un po&#8217; la Sbarbati son diventato quasi grilliano Quello che la sa lunga… <a href="http://www.labouratorio.it/2008/01/07/intercettazioni-un-ex-giovane-repubblicano-sentenzia-con-questi-dirigenti-il-ps-non-vincera-mai/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.centrostudimalfatti.org/images/p061_1_00.png" align="right" border="0" height="261" hspace="15" vspace="15" width="275" /><strong>Quello che ci rimane male</strong> _ non mi dire che anche un ex-giovane repubblicano come te finirà nel PD?!<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ amico carissimo, e che ti devo fare?<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga</strong></font> _ pensa, che dopo aver seguito un po&#8217; la Sbarbati son diventato quasi grilliano<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ cmq io il PD lo sosterrò come potrò, non sono un demoentusiasta, ma considerato che come ex-repubblicano mi sento senza casa, tanto vale il PD<br />
<strong>Quello che ci rimane male </strong>_ è inutile che ti chieda della laicità<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ zitto, zitto &#8230; io la Binetti la cilicerei per piacere personale<br />
<strong>Quello che ci rimane male </strong>_ ma allora perchè non un progetto un po&#8217; più laico?<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ cosa .. il PS?! MA DAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAI<br />
<strong>Quello che ci rimane male</strong>_ dai sù, demoliscimi, cos&#8217;è che non va nel PS</p>
<p><font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ ma niente .. o meglio, tutto. Insomma il progetto di per sè sarebbe interessante &#8230; meno di quanto lo fu la Rosa nel Pugno, intendiamoci subito &#8230;<br />
<span id="more-126"></span><strong>Quello che ci rimane male </strong>_ a chi lo dici!! guarda non mi parlare della RnP che sennò bestemmio<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ fai pure, comunque un progetto interessante portato avanti da una leadership inconsistente non ha futuro<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ vedi, quella vecchia volpe di Dini ha fatto più casino in 3 giorni di quanto ne abbiamo fatto i socialisti in 3 mesi<br />
<strong>Quello che ci rimane male </strong>_ sono d&#8217;accordo, io sostengo da tempo che dobbiamo marcare una linea di dissenso da questo governo<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ oltretutto Dini è riuscito anche ad imporre ai media la sua agenda, ha fatto passare i suoi temi &#8230; che peraltro condivido in buona parte &#8230; anche se conoscendo Dini mi tengo alla larga da ogni sua iniziativa politica<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ certo che con gente che gode nel fare il nanetto di Prodi voi non andate da nessuna parte<br />
<strong>Quello che ci rimane male </strong>_ purtropo non posso replicare &#8230; mi tocca prendere, incartare e portare a casa</p>
<p><font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ ma vedi, se ci fossero dirigenti coraggiosi, personalità serie e degne di fiducia voi potreste veramente mettere sù un partito serio. Allargareste subito all&#8217;area libdem invece di perdere tempo con Sinistra Democratica e filorifondaroli vari<br />
<strong>Quello che ci rimane male </strong>_ noi almeno ci abbiamo provato<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ beh .. sì, ma chi visse sperando morì cacando si dice dalle nostre parti, dovresti saperlo!<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ questo governo ha reso più grigio il paese, lo sa anche Veltroni, che non ha caso ha preso a pitturare per conto suo<br />
<strong>Quello che ci rimane male</strong> _ e invece noi siamo rimasti con i nostri pennellini socialisti fermi al palo</p>
<p><font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ sì, perchè a gente come Villetti e temo anche Boselli gli importa più di avere una tela garantita, che non l&#8217;idea di provarea dipingerci sopra<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ non sono troppo diversi da gente come la Sbarbati, lasciatelo dire<br />
<strong>Quello che ci rimane male </strong>_ ma almeno sono garantisti<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ sì, beh .. almeno quello l&#8217;hanno conservato! L&#8217;unico bagaglio a mano salvato dal naufragio degli anni &#8217;90 &#8230; che poi lasciatelo dire, ma è divertente vederli fare i garantisti<br />
<strong>Quello che ci rimane male </strong>_ e perchè scusa?<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ perchè loro son quelli che, vecchie retroguardie delle terze fila, quando arrivava un avviso di garanzia esultavano, perchè si liberava un posticino</p>
<p><strong>Quello che ci rimane male </strong>_ vabbè, ma te sei troppo maligno!<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ e  te sei un bravissimo ragazzo, ma ancora un po&#8217; fessacchiotto<br />
<strong>Quello che ci rimane male </strong>_ cmq mi fa paura che queste cose le scriva un ex-repubblicano, perchè considero i repubblicani (ex o meno che siano) le menti più fini della politica italiana<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ e allora fatti vispo e dammi retta! uno come te nel PD può fare strada, hai i numeri ed una bella testa, non perdere tempo con nanetti e villetti<br />
<strong>Quello che ci rimane male </strong>_ mentre ci penso continuo a credere di poter contribuire a dare vita ad un PS migliore di quello che hai descritto<br />
<font color="#ff0000"><strong>Quello che la sa lunga </strong></font>_ come vuoi! in bocca al lupo caro!<br />
<strong>Quello che ci rimane male</strong>_ crepi il lupo, fetentone!</p>
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