[Labouratorio & MelogranoRosso] Intervista a Lanfranco Turci: “Da Milano parte il riscatto nazionale”
| lunedì 16 maggio 2011 | Scritto da Redazione - 98 letture |
Lanfranco Turci, già presidente dell’Emilia Romagna e della Lega delle cooperative è stato a lungo esponente della corrente migliorista del PCI prima di approdare, più recentemente su lidi socialisti. Di recente, ha promosso con altri compagni tra cui diversi labouranti, il Network per il Socialismo Europeo, un’associazione che si impegna per la riorganizzazione della sinistra italiana attorno a un forte partito popolare di sinistra collegato al Socialismo Europeo. L’associazione ha promosso il sito MelogranoRosso, che pubblica congiuntamente a Labouratorio quest’intervista sull’esito del voto amministrativo.
Lanfranco Turci, come commenti i risultati delle amministrative di ieri? Ha perso Berlusconi?
Sì! Usando parole che non mi sono congeniali, si potrebbe dire che con Milano è cominciata la nostra autocritica nazionale per la vergogna che abbiamo condiviso o subito per vent’anni, per un governo e un leader che ci hanno resi ridicoli di fronte a quello che con parole ancora razziste si definisce il mondo civile. La pulizia è appena cominciata, ma stavolta non credo possibile un recupero di Berlusconi.
Un dato interessante è l’arretramento della Lega, tanto a Torino quanto a Milano. Quali pensi possano essere le opzioni per il partito di Bossi nell’immediato futuro?
Credo che per la lega diventi sempre più difficile la doppia linea di partito di lotta e di governo,soprattutto di governo di coalizione con Berlusconi.L’elettorato leghista è populista e popolare,barricadiero e razzista. Non ama i salotti, i troppo ricchi, i frequentatoti dei palazzi e le dame di regime. D’altro lato il federalismo fiscale è solo un casino amministrativo,che la Lega fin che può agita come metafora di autogoverno e secessione.Ma alla lunga il gioco non tiene.Credo che la Lega più prima che poi lascerà il Berlusconi perdente e si ributterà nel radicalismo tipico delle altre destre razziste e scioviniste d’Europa. Bisogna parlare al suo elettorato popolare con una proposta di sinistra che sappia recuperare le ragioni dello scontro sociale e proporle come alternativa a quelle della contrapposizione razzista e localista.Tutt’altra cosa che le strizzatine d’occhio fatte ancora recentemente da Bersani.Per non parlare dell’equivoco della costola della sinistra,che scambiava il dato sociologico con le idee e i valori.
Qual’è il tuo giudizio sullo straordinario risultato di Giuliano Pisapia a Milano? Qual’è la lezione da trarre per la sinistra a livello nazionale?
Quando per primo Franco D’Alfonso mi chiese un’opinione se partecipare al nascente progetto di Pisapia candidato alle prlmarie, non ebbi alcun dubbio.Ho poi discusso con amici del PD convinti che Pisapia fosse troppo a sinistra. Con vecchi compagni del Pci ancora fermi allo schema che ci voleva un moderato tipo De Bortoli.Avevano torto.Ora c’è rimasto solo quel genio(?) politico di Cacciari a sostenere che si doveva candidare Albertini! Il PD milanese ne ha tratto un buon dato elettorale,anche se al di sotto delle politiche del 2008.Questo è positivo,come è positivo che il centro sinistra unito abbia rivinto a Torino.Ma Pisapia è una storia diversa,che insegna a non farsi prendere dal complesso dei ” moderati”,che dice che c’è una sinistra vincente che non deve per forza avere fatto il bagno nelle acque tiepide e insipide del PD. Non credo che Pisapia a Torino avrebbe preso la posizione di Chiamparino e Fassino sulla FIAT,eppure ha battuto lo stesso la Moratti. Mi auguro che il risultato di Pisapia dia un po’ di coraggio a Bersani a ridimensionare l’ala liberale e clericale del PD. Ma mi auguro prima ancora che Sel prenda da quel risultato, e da un dato nazionale complessivo che la conferma in gioco, la forza per darsi un più netto profilo culturale e organizzativo di un serio partito di sinistra socialista di tipo europeo. A quella ipotesi mi sentirei di dare una mano anche personalmente.
Come giudichi il risultato del PD? Bersani in una dichiarazione prima del voto aveva dichiarato che in l’asticella della vittoria era fissata per la vittoria al primo turno a Torino e a Bologna, e per i ballottaggi a Milano e Napoli. Pensi che sia giustificato rivendicare la vittoria?
Bersani può essere contento di Torino e Milano, deve avvertire lo stallo a Bologna e in tutte le regioni rosse, dove avanzano i grillini.E deve meditare sul disastro al sud, in Calabria dove è ridotto ai minimi termini un PD che sembra la copia della vecchi Dc meridionale e a Napoli dove paga ancora il prezzo del bassolinismo.
Quale pensi che sarà il ruolo del terzo polo e come giudichi il suo risultato nelle sfide chiave?
Il terzo polo si è dimostrato abbastanza inconsistente. Sarà opportuno cercare il suo consenso nei prossimi ballottaggi,anche se credo che lo distribuiranno con calcoli puramente di bottega. Ma chi ancora ieri l’altro puntava sulla prospettiva di un asse PD -terzo polo come alternativa a Berlusconi dovrà rifare i suoi conti.Se il PD facesse in futuro una scelta del genere potrebbe trovarsi alla sua sinistra un campo di forze per quanto composito di più del 20%.dell’elettorato. Continuo a pensare che la sinistra può vincere in futuro sulla base della costituzione di una grande partito popolare più nettamente di sinistra dell’attuale PD(anche se costituito con parti consistenti del PD),che riprenda il tema della giustizia sociale,che riparli ai lavoratori e ai ceti popolari,anche se molto trasformati in confronto alla fisionomie sociali del passato.Un partito che non abbia paura a riusare la parola capitalismo per esprimere le ragioni della sua opposizione e che si colleghi alle forze nuove presenti nel socialismo europeo.Un partito del genere potrebbe fare esplicite alleanze politiche e elettorali con forze di centro senza snaturarsi e rinnegare se stesso.L’esatto opposto di quanto fatto con la costituzione del PD.
La vicenda napoletana continua a mostrarsi complicata da decifrare, come leggi il risultato di De Magistris e il magro bottino dei candidati tanto del PD (e SEL) quanto del PDL? C’è qualche dinamica che reputi importante anche in chiave nazionale?
La mia impressione tutta esterna è che Sel e molti nel PD non abbiano capito che De Magistris si presentava come il solo candidato in grado di rompere con una continuità ormai indifendibile.Io per ragioni di pelle non sopporto i demagoghi, i Di Pietro, i Grillo et similia. Non mi piacciono neppure i partiti delle procure.Ma ho l’impressione che sia un errore anche l’antigiustizialismo di principio,e che in questo caso abbia fatto velo a capire il ribollimento che maturava nell’elettorato napoletano .Un ribollimento che fa onore a una città tanto martoriata.
Come giudichi il risultato delle liste dei “grillini” su tutto il territorio della tua “Emilia Rossa”? Pensi anche tu, come molti labouranti, che qualche consigliere rompicoglioni non possa che fare bene alla sinistra e alle istituzioni in generale?
Sì,a malincuore devo dire di sì. E’ certo però che il grillismo può essere capito solo come un atteggiamento di transizione, se no diventa una malattia più grave dei mali che vorrebbe curare.









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