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	<title>Labouratorio &#187; Berlusconi</title>
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	<description>Magazine di sperimentazione alchemica per una generazione che non c&#039;è</description>
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		<title>[Labouratorio 64] Il grande Bluff</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 21:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ma quali lacrime e sangue, ma quale cinghia da stringere, ma quali tagli orizzontali verticali o obliqui. Supercazzole in libertà, ecco di cosa si trattava. C&#8217;aveva già provato a Luglio Tremonti (sempre promosso all&#8217;orale, quanto perennemente bocciato allo scritto e perfettamente incorniciato in questo libro), a fare una finta manovra di rigore, con tutti i tagli… <a href="http://www.labouratorio.it/2011/08/30/labouratorio-64-il-grande-bluff/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/08/tvemonti-copy.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4932" title="tvemonti copy" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/08/tvemonti-copy.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<p>Ma quali lacrime e sangue, ma quale cinghia da stringere, ma quali tagli orizzontali verticali o obliqui. Supercazzole in libertà, ecco di cosa si trattava.</p>
<p>C&#8217;aveva già provato a Luglio Tremonti (sempre promosso all&#8217;orale, quanto perennemente bocciato allo scritto <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/grande-bluff-caso-tremonti-vita/libro/9788889533444">e perfettamente incorniciato in questo libro</a>), a fare una finta manovra di rigore, con tutti i tagli però rimandati a data da destinarsi, quando magari la tempesta finanziaria si sarebbe acquietata, e chissà, con nuove elezioni alle porte senza un governo da additare ad affamatore del popolo.</p>
<p>I mercati e la speculazione internazionale non hanno però l&#8217;anello al naso, e se hanno dimostrato a più riprese di ritenere del tutto insufficiente una politica di rigore non accompagnata da adeguati strumenti volti a fare ripartire la crescita, sicuramente ancor meno si possono fare convincere da una finta politica di rigore, sempre però rigorosamente priva di idee per fare ripartire l&#8217;economia.</p>
<p>Così ad agosto i grandi fondi finanziari americani e alcune scellerate banche tedesche hanno ripreso a soffiare sulla crisi del debito vendendo titoli di stato italiani, gonfiando a livelli record i rendimenti (e con essi l&#8217;interesse sul debito e il famigerato spread) e costringendo la BCE a un massiccio acquisto di titoli italiani e spagnoli per riportarli a livelli sostenibili.</p>
<p>La politica della BCE, di fatto nelle mani dell&#8217;asse di autodistruzione europea che viaggia sulla direttrice Parigi-Berlino, è però quella della bella stronza, <a href="http://ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/407051/">che te la fa annusare (comprando poco e per poco tempo i tuoi titoli di stato) senza dartela mai (decidendosi una volta per tutte a garantire tutto il debito emesso in Euro)</a>, chiedendoti però in cambio sacrifici sempre maggiori.</p>
<p>Ed è così che in sfregio a qualunque concetto di indipendenza e sovranità ci ha mandato la sua letterina con i compiti per casa, che erano sostanzialmente tagli alla spesa fino al raggiungimento del Santo Graal dell&#8217;Europa contemporanea, il mitico Pareggio di Bilanco. Sia ben chiaro, senza garantire alcun impegno di lungo termine in cambio dei compiti che vengono richiesti.</p>
<p>Il tutto ha costretto il governo a una repentina quanto ridicola marcia indietro nel bel mezzo della canicola agostana, per rimettere mano hic et nunc al disastrato bilancio del paese.  E dopo un diluvio di ipotesi, e una bozza di manovra uscita dal Consiglio dei Ministri già sconfessata dai coraggiosi partecipanti al prestigioso consesso, e che pure conteneva alcune norme di buonsenso, quali il contributo di solidarietà ai redditi medio alti, ecco che dopo un paio di settimane il diluvio di critiche ha sotterrato ogni parvenza di mannaia al provvedimento che presumibilmente il governo presenterà in parlamento. Nessun contributo di solidarietà, nessuna patrimoniale, nessun aumento dell&#8217;IVA, nessun taglio delle province (vengono tolte, se tutto va bene in 6 mesi circa, dalla Costituzione, non dalle voci di spesa), neppure una discutibile riforma delle pensioni degna di questo nome. Rimangono soltanto, seppur ridotti, i tagli agli enti locali, che sono la principale voce di taglio della manovra, a testimonianza del coraggio di chi la propone. Il poco che si gratta, oltre che dai comuni, viene ovviamente espropriato ai soliti noti, piccoli imprenditori e consumatori. Il grande Bluff di un governo imbelle ed incapace è servito alla speculazione.<a href="http://www.zerohedge.com/news/italy-trims-austerity-plans-removes-tax-hike-proposal-high-earners-pursue-tax-cheats-instead"> Che già si lecca le mani, ironizzando sulle due settimane di austerità all&#8217;italiana.</a> Non è chiaro quanto ci metteranno a scoprirlo ai piani alti dell&#8217;Europa che conta e quali saranno le loro reazioni.</p>
<p>Ma parlare del governo è sparare sulla croce rossa. La verità che Labouratorio ripete da mesi è che nessuno in Europa sembra avere le palle e la testa per affrontare la portata della crisi in atto. Che è una crisi in primo luogo politica, che nasce dall&#8217;assenza di governo delle istituzioni economiche e monetarie europee. E a cui occorre dare una risposta politica a partire da due architravi.</p>
<p>I) Una politica economica che accompagni la lotta di tagli agli sprechi e all’evasione a un percorso di investimenti per la crescita, tanto a livello nazionale quanto soprattutto a livello europeo. Senza crescita nessun taglio servirà a fermare la speculazione!</p>
<p>II) Una dura lotta politica a livello comunitario per modificare sostanzialmente ruoli e compiti della Banca Centrale Europea, partendo dall&#8217;assunto che, così com&#8217;è, l’Unione è destinata a un rapido collasso.</p>
<p>Ora, soprattutto su questo secondo punto, non si sono sentite parole e idee chiare da parte dell&#8217;opposizione di sinistra. Il Pd, intento nel difficile compito di difendere e attaccare contemporaneamente il sacrosanto ma purtroppo inutile sciopero della CGIL, non si distingue certo per vocazione europeista e originalità di pensiero.</p>
<p>Così van le cose nel bel paese, nella bella Europa, nel bell&#8217;Occidente. Dove si gioca al gioco delle tre carte, dove si punta tutto sul Grande Bluff.</p>
<p><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/08/ilgrandebluff.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4910" title="ilgrandebluff" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/08/ilgrandebluff.jpg" alt="" width="500" height="361" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>SOMMARIO n.64</strong></p>
<ul>
<li><a title="[Labouratorio 64] Il grande Bluff" href="http://www.labouratorio.it/2011/08/30/labouratorio-64-il-grande-bluff/">[Labouratorio 64] Il grande Bluff</a></li>
<li><a title="[Intervista a Luca Fantacci] “E se all’euro affiancassimo le monete locali?”" href="http://www.labouratorio.it/2011/08/30/intervista-a-luca-fantacci-%e2%80%9ce-se-all%e2%80%99euro-affiancassimo-le-monete-locali%e2%80%9d/">[Intervista a Luca Fantacci] “E se all’euro affiancassimo le monete locali?”</a></li>
<li><a title="[Cose da non fare] Morire per il Debito" href="http://www.labouratorio.it/2011/08/30/cose-da-non-fare-morire-per-il-debito/">[Cose da non fare] Morire per il Debito</a></li>
<li><a title="[Islam] La parte integrante dell’Europa" href="http://www.labouratorio.it/2011/08/30/islam-la-parte-integrante-delleuropa/">[Islam] La parte integrante dell’Europa</a></li>
<li><a title="[Alienamenti] Di Breivik o delle colpe della nuova destra" href="http://www.labouratorio.it/2011/08/30/alienamenti-di-breivik-o-delle-colpe-della-nuova-destra/">[Alienamenti] Di Breivik o delle colpe della nuova destra</a></li>
<li><a title="[Regole d'oro] Troppi crauti fanno male" href="http://www.labouratorio.it/2011/08/30/regole-doro-troppi-crauti-fanno-male/">[Regole d'oro] Troppi crauti fanno male</a></li>
<li><a title="[Il Grande Bluff] Dacci oggi la nostra manovra quotidiana…" href="http://www.labouratorio.it/2011/08/30/il-grande-bluff-dacci-oggi-la-nostra-manovra-quotidiana%e2%80%a6/">[Il Grande Bluff] Dacci oggi la nostra manovra quotidiana…</a></li>
<li><a title="[Labouratorio espanol] Quando “l’editto bulgaro” è Made in Spain." href="http://www.labouratorio.it/2011/08/30/labouratorio-espanol-quando-leditto-bulgaro-e-made-in-spain/">[Labouratorio espanol] Quando “l’editto bulgaro” è Made in Spain.</a></li>
<li><a title="[E poi c'è sempre il Colosseo] Non serve venderlo, basta metterlo a bilancio!" href="http://www.labouratorio.it/2011/08/30/e-poi-ce-sempre-il-colosseo-non-serve-venderlo-basta-metterlo-a-bilancio/">[E poi c'è sempre il Colosseo] Non serve venderlo, basta metterlo a bilancio!</a></li>
<li><a title="[Mondoperaio in Labouratorio] “Turbanti, stellette e democrazia” Intervista a Gianni De Michelis" href="http://www.labouratorio.it/2011/08/30/mondoperaio-in-labouratorio-turbanti-stellette-e-democrazia-intervista-a-gianni-de-michelis/">[Mondoperaio in Labouratorio] “Turbanti, stellette e democrazia” Intervista a Gianni De Michelis</a></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>[Il Grande Bluff] Dacci oggi la nostra manovra quotidiana…</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 21:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Del Giudice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Solo poche settimane or sono, sorridente e provato come una popolana dopo il parto, il buon Tremonti annunciava il gran lavoro fatto dal governo per confezionare una normativa anti-crisi che mettesse in sicurezza i conti dello Stato e togliesse spazio ai dubbi ed alle perplessità dei maestri dell’Eurozona. Lacrime e sangue,ma senza fare troppo chiasso e… <a href="http://www.labouratorio.it/2011/08/30/il-grande-bluff-dacci-oggi-la-nostra-manovra-quotidiana%e2%80%a6/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo poche settimane or sono, sorridente e provato come una popolana dopo il parto, il buon Tremonti annunciava il gran lavoro fatto dal governo per confezionare una normativa anti-crisi che mettesse in sicurezza i conti dello Stato e togliesse spazio ai dubbi ed alle perplessità dei maestri dell’Eurozona. Lacrime e sangue,ma senza fare troppo chiasso e permettendosi ,soprattutto, di andare avanti come prima, col premier già pronto a partire per Villa Certosa e tutti i boiardi del regime armati di paletta e secchiello per correre al mare a mostrar le chiappe chiare.<a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/08/trichet-jean-claude.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4885" title="trichet-jean-claude" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/08/trichet-jean-claude.jpg" alt="" width="500" height="382" /></a><br />
Ma ecco, nel bel mezzo della demilanesizzazione del Tremonti, sempre più indigesto a vecchi e nuovi alleati, che il governo riceve una lettera, un po’ come il ragazzo di Morandi che amava i Beatles ed i Rolling Stones: tutto sbagliato, tutto da rifare, ma il problema è che la bocciatura della politica economica del governo italiano non viene dalla buon’anima di un Bartali polemico ma genuino, bensì dal combinato giudizio, espresso con i congiuntivi a posto e l’inchiostro avvelenato, di un consesso non ben precisato di politici e tecnici delle altissime istituzioni europee ed avvalorato dalle firme illibate e prestigiose di Trichet e Draghi. Insomma, la manovra appena sfornata ha lacrime di coccodrillo e sangue anemico, perché se l’Italia ha i conti a posto per il presente e l’immediato domani, il suo debito pubblico resta allarmante: soprattutto, nessuno riesce a varare le riforme strutturali promesse da almeno venti anni a questa parte e nulla sembra in grado di porre un freno alla straripante produzione di debito pubblico.<br />
In condizioni normali,ossia prima del varo dell’Unione Europea e della moneta unica, un governo democristiano doc della Prima Repubblica avrebbe sfanculato senza ritegno i censori d’oltralpe e sarebbe andato serenamente al mare , salvo eventualmente cadere al rientro su una qualsiasi leggina per depenalizzare il furto con destrezza delle galline padovane. Ma ora non si può più : no,ora c’è il trattato di Maastricht,c’è quel cavolo di euro che ti impedisce di diluire il debito svalutando la lira, ma soprattutto c’è quella porcata di mercato finanziario globale che ti ricatta con la pistola della speculazione piantata sulla tempia. Uffff….ma non potevano giocare con i titoli del debito pubblico americano, che tanto Obama ha le spalle larghe ed è pure “ abbronzato” ? Neanche per idea ed ecco allora che al Cavaliere spompettato ed ai suoi “ministri per caso” tocca far finta di mostrarsi duri e cazzuti di fronte al Paese che non va in ferie per insufficienza di pecunia : meglio mostrare a tutti con quale alacrità il governo si rimette al lavoro in pieno agosto e glissare sul fatto che la manovra sfornata appena poco tempo prima è stata sostanzialmente un buco nell’acqua.<br />
Il guaio,però,è che la nuova manovra , intrisa di ancor più lacrime ed ancor più sangue, ha gli stessi difetti della vecchia,nel senso che raschia il barile per raggranellare il più possibile, ma in compenso parla genericamente di privatizzazioni e liberalizzazioni senza indicarne con precisione una , quasi che tutto il problema consista nel riuscire a vendere la Fontana di Trevi un po’ meglio di quello che facevano Totò e Peppino in una vecchia pellicola. E i costi della politica? E i costi della macchina statale farraginosa e sprecona? Semplice, si tagliano le province, anzi no, si tagliano se ce le fanno tagliare, se Bossi è d’accordo e Casini ci mette una buona parola con Formigoni mentre Alemanno tiene buona la Polverini. Del resto,non si sono spostati tre ministeri in Lombardia lasciandoli a Roma a seconda dei casi ? Dove sta il problema? Intanto decretare un’abolizione non costa nulla ,poi vedremo il da farsi,anche perché nel frattempo il popolo bue concentra l’attenzione sui prezzi del ristorante del Senato…<br />
Intanto,però, la finanza locale è allo stremo ed i servizi pubblici,molti dei quali dovranno essere privatizzati ,verranno inesorabilmente meno nel prossimo futuro, anche perché il governo ha soppresso l’unica tassa veramente federalista del nostro ordinamento,quella vecchia ICI che assicurava ai comuni un gettito costante nel tempo e permetteva di pianificare la copertura delle spese correnti .Ma siccome il codice civile ed il buon senso dicono che una municipalizzata va venduta così com’è,ossia debiti compresi, siamo sicuri che basti un decreto per garantire che ci sarà qualcuno che vorrà investire i propri soldi in aziende municipalizzate col personale in esubero e commercialmente decotte ? Poco male: si rimedia con una patrimoniale ? No,gli industriali e Berlusconi non vogliono,meglio inventarsi una tassazione sui redditi da novantamila euro in su,anche perché l’Italia è pur sempre fondata sul lavoro e del resto non c’è contribuente migliore di chi già paga : l’importante è non colpire patrimoni di quei babbei che non hanno ancora portato i milioni ereditati e non tassati in Svizzera e non hanno intestato gli immobili a qualche società con sede a San Marino o nelle isole Cayman.<br />
Tutto, insomma,resta come prima, alla faccia di Draghi, del trattato di Maastricht e dell’Europa,ma soprattutto alla faccia degli italiani,cui abbiamo impedito di andare in pensione a 65 anni come tedeschi e danesi , per la gioia dei sindacati, ma cui sostanzialmente impediremo di avere una pensione, a differenza di tedeschi e danesi, per la gioia di un sistema previdenziale che somiglia sempre di più ad un gratta e vinci. Ma queste sono quisquilie, pinzillacchere: il Cavaliere spompettato riparte sorridente per Villa Certosa, i ministri ed i deputati corrono al mare e Tremonti se ne torna a Sondrio per riflettere e capire se sarà più opportuno dimettersi a fine mese o dopo il dibattito parlamentare che dovrà decidere in merito all’arresto di Milanese. Intanto, però, dai quartieri alti delle istituzioni europee hanno espresso un formale gradimento per la manovra balneare, ma lasciando pur sempre intendere che non si fidano e ci tengono d’occhio. Forse, anche stavolta, Totò e Peppino avrebbero fatto una figura migliore: loro, almeno, facevano ridere&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>[E poi c&#039;è, anzi c&#039;era, Berlusconi] Jesus Christ Berlustar e il carisma senza politica</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2011/07/28/e-poi-ce-anzi-cera-berlusconi-jesus-christ-berlustar-e-il-carisma-senza-politica/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 00:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ci sarà. Non sarà candidato premier. Lui che ha dato vita al premierato all’italiana, proprio lui, non ci sarà. Lo ripete da troppo tempo e in troppe occasioni per non meritare un minimo di credito. Berlusconi ha gettato la spugna, addio competizione. Il perché è semplice, emozionale, infantile e senile: “gli italiani non mi vogliono… <a href="http://www.labouratorio.it/2011/07/28/e-poi-ce-anzi-cera-berlusconi-jesus-christ-berlustar-e-il-carisma-senza-politica/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non ci sarà. Non sarà candidato premier. Lui che ha dato vita al premierato all’italiana, proprio lui, non ci sarà. Lo ripete da troppo tempo e in troppe occasioni per non meritare un minimo di credito. Berlusconi ha gettato la spugna, addio competizione. Il perché è semplice, emozionale, infantile e senile: “gli italiani non mi vogliono più bene.” In realtà c’è ben altro sotto, ma al Cav non è dispiaciuto in questi anni credere alla fandonia del carisma. In fondo gli piaceva sentire quella sua volgare e affamata classe dirigente trincerarsi dietro al fascino del potere carismatico, del partito carismatico, del governo del leader. Gli hanno fatto credere fosse tutto merito del tocco: strategia perfetta per un vanesio addobbato da messia.<a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/07/silvio-berlusconi-gesu.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4701" title="silvio-berlusconi-gesu" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/07/silvio-berlusconi-gesu.jpg" alt="" width="351" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Avete presente il Giuda di Jesus Christ Superstar? “Ehi Jesus! Non crederai mica a questa cosa di Dio…” Caspita se ci ha creduto. Era più comodo del far politica. Era più comodo del mantenere ed alimentare un potere legale, razionale, cresciuto attraverso il democratico consenso per un limpido programma politico, anche se fondato su quell’altro potere così banalmente patrimoniale: ma chissene, Weber ci era arrivato un secolo fa e gli italiani non si erano di certo scandalizzati per diciassette lunghi anni. Credevano e credono nella politica. Per questo Berlusconi è stato prima sostenuto, avvisato, poi punito e molto probabilmente messo in pensione: perché egli, cullando il carisma, ha tradito la politica, quella strana miscela di concetti e azioni che pretende chiarezza e risultati. Su questo il popolo non sorvola. Il popolo vede, il popolo sceglie. Su questo il popolo resta sovrano. Ma solo in apparenza. Il dopo Berlusconi non sembra annunciare l’epoca del ritorno alla politica, della selezione della classe dirigente, dei suoi valori e dei suoi programmi. L’aria che spira per l’Europa dice il contrario. I principali partiti tendono ad uniformare la propria offerta politica, le ricette di austerità dei tagli al welfare sembrano gli unici mantra disponibili, il PPSOE, il PD-L, l’SPDU, le sigle di centro-destra e centro-sinistra si confondono nel cieco sostegno alle politiche monetarie di organismi fondamentalmente sganciati dai processi di partecipazione. La magistratura, poi, seppur legittimata dal proprio ruolo, continua ad ingolfare la macchina democratica colpendo singole personalità senza ribaltare il tavolo, una volta per tutte. Insomma, se Berlusconi aveva riempito il vuoto politico e di sovranità, lasciato da tangentopoli, esso oggi sembra estendersi con maggior voracità a tutto il vecchio continente, se non all’occidente intero. Ci avviamo verso il tipo-ideale dell’amministrazione controllata e della decrescita: a meno che non accada qualcosa di vitale, di spregiudicato, di giovane. Di politico.</p>
<p><strong>Giacomo Petrella, genovese, 27 anni, una folgorazione sulla via di Damasco lo ha portato da pericolose frequentazioni piddielline alla militanza nella FGS. Ogni tanto, una buona notizia.</strong></p>
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		<title>[La domanda esistenziale] Meglio un giorno da Scajola o cento da Scilipoti?</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2011/07/28/la-domanda-esistenziale-meglio-un-giorno-da-scajola-o-cento-da-scilipoti/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 00:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Del Giudice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se fosse il personaggio di un film , ci vorrebbe il miglior Danny De Vito per interpretarlo, magari doppiato dal Nino Frassica prima maniera. Ma Scilipoti non è un film, Scilipoti esiste ed attraversa sorridente la propria vicenda surreale con la forza interiore che solo i personaggi consapevolmente caricaturali sanno di avere. Di lui, fino ad… <a href="http://www.labouratorio.it/2011/07/28/la-domanda-esistenziale-meglio-un-giorno-da-scajola-o-cento-da-scilipoti/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se fosse il personaggio di un film , ci vorrebbe il miglior Danny De Vito per interpretarlo, magari doppiato dal Nino Frassica prima maniera. Ma Scilipoti non è un film, Scilipoti esiste ed attraversa sorridente la propria vicenda surreale con la forza interiore che solo i personaggi consapevolmente caricaturali sanno di avere.<a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/07/scili.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4698" title="scili" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/07/scili.jpg" alt="" width="285" height="177" /></a><br />
Di lui, fino ad oggi,si è detto peste e corna,soprattutto per quella storia del mutuo che “ qualcuno “ gli avrebbe pagato per cambiare casacca, lasciando l’IDV per un improbabile gruppo parlamentare giunto in soccorso del governo Berlusconi. Su di lui si è anche ironizzato fino all’inverosimile ,vuoi per il disinvolto nulla idologico in cui si muove,vuoi per quel suo grottesco subordinare il voto di fiducia al ripensamento della legislazione in tema di agopuntura. Il “responsabile “ Scilipoti,insomma,è stato eletto a simbolo del trasformismo di questa politica sciatta e decadente,finalizzata al mero utile personale al di là di tutto e nonostante tutto, ma d’altronde non si può fare a meno di convenire che la sacrosanta indignazione coagulatasi intorno alla sua figura si è clamorosamente dissolta al corrosivo contatto del carattere caricaturale della sua presenza politica. Va bene, si dirà che alla fine Scilipoti non ha inventato nulla e che altri hanno fatto forse anche di peggio, ma questa pur vera affermazione non basta a spiegare,in un Paese senza memoria storica e politica come il nostro, il graduale mutarsi dell’indignazione nei suoi confronti in una sorta di diffusa ilarità: dopo tutto, il nostro eroe ha pur sempre tirato la corda oltre l’inverosimile ,platealizzando comportamenti che per altri più scafati parlamentari sono praticabili solo nell’ombra protettiva del sottobosco politico. La verità è che,come ebbe a scrivere Giorgio Bocca tanti anni fa, la maggioranza dei politici potrebbe morire sotto i colpi del ridicolo, mentre ve ne sono alcuni altri che sanno sguazzare e prosperare proprio nel loro essere grotteschi. Scilipoti è essenzialmente uno di questi ,o forse il più sfacciato fra questi, dato che la sua forza pare proprio la capacità di interpretare il peggio della nostra classe politica in modo così maldestro e sgangherato da rappresentare una parodia perfetta.<br />
Si tratta,alla fine, di una operazione simile ai libri di barzellette ed alle pubblicità in cui Totti ironizza su se stesso,giustificando i suoi ricchi contratti col fatto che la figura del calciatore ignorante come una capra fa ridere,ma soprattutto fa vendere migliaia di abbonamenti telefonici in più alla faccia dei tanti laureati disoccupati . Anche Scilipoti fa ridere, ma intanto salva le chiappe al governo in debito di fiducia parlamentare, si candida ad un posto di sottosegretario e si permette di presentare al mondo la sua imperdibile autobiografia con la benedizione sonnolenta e rassegnata di un Berlusconi bollito ed a corto di idee. Il tutto, alla faccia di chi crede che la politica, in questo Paese, sia ancora una cosa seria.<br />
Durerà? Non durerà? Non è questo il problema.Il problema è che ormai si è capito che in questa politica marchettara e cialtrona è meglio vivere cento giorni da Scilipoti che uno da Scajola: allegria più, faccia tosta più, agopuntura più, più, più&#8230;</p>
<p><strong>Stefano Del Giudice, ha comprato il suo libro, ci scrive sopra articoli, è il suo unico vero fan&#8230;</strong></p>
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		<title>[Nucleare] Perchè da nuclearista convinto voto SI al referendum…</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 08:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isidoro Niola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liberatorio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
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		<description><![CDATA[Nucleare sì o nucleare no è l’ultimo tormentone che affligge il Belpaese che venticinque anni ha deciso di mettere una pietra sopra alla produzione di energia elettrica da fonte nucleare e che oggi è chiamato di nuovo a pronunciarsi sul tema. E così, ovviamente, non poteva mancare la divisione da stadio tra chi evoca scenari apocalittici… <a href="http://www.labouratorio.it/2011/06/09/nucleare-perche-da-nuclearista-convinto-voto-si-al-referendum%e2%80%a6/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;">Nucleare sì o nucleare no è l’ultimo tormentone che affligge il Belpaese che venticinque anni ha deciso di mettere una pietra sopra alla produzione di energia elettrica da fonte nucleare e che oggi è chiamato di nuovo a pronunciarsi sul tema.<a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/06/berlunucl.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4551" title="berlunucl" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/06/berlunucl.jpg" alt="" width="263" height="191" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E così, ovviamente, non poteva mancare la divisione da stadio tra chi evoca scenari apocalittici in caso di ritorno al nucleare e chi, invece, in assenza di tale ritorno, preannuncia un’Italia alla canna del gas (non solo in senso metaforico, in quanto senza nucleare la dipendenza italiana dal gas – prevalentemente russo e libico &#8211; sarebbe ancora molto marcata).</p>
<p style="text-align: justify;">Ad avere la meglio è stata però la disinformazione sia da parte di chi sostiene il nucleare sia da parte di chi lo avversa.</p>
<p style="text-align: justify;">E quindi cominciamo col dire che il Piano di ritorno al nucleare è quanto di più strampalato Governo e Parlamento abbiano potuto produrre. Il tema è certamente delicato e, proprio per questo, imponeva chiarezza e ricerca del consenso (non quello dei sondaggi della Piepoli!) così da giungere all’attuazione del Piano in un clima di condivisione che fosse la più ampia possibile. E, invece, la partenza è stata contraddistinta da una serie di annunci roboanti e altisonanti che lasciavano chiaramente intendere che un’ottima occasione era stata persa: prima pietra entro il 2013, primo KWh prodotto entro il 2018; abbattimento della bolletta energetica del 20-30%! Del resto, dubito che questo Governo e questa maggioranza abbiano mai creduto veramente al nucleare in quanto se l’avessero fatto veramente, i suoi membri sarebbero andati in giro per il Paese a spiegare che i &#8220;pro&#8221; erano superiori ai &#8220;contro&#8221;, senza negare che esistano dei &#8220;contro&#8221; (ad. es. le spese di smantellamento o la localizzazione delle scorie). E se avessero creduto veramente nel nucleare avrebbero individuato nei tempi originariamente previsti i siti per la localizzazione degli impianti e delle scorie evidenziando le cd. “misure di compensazione” previste dal Piano, vale a dire i vantaggi economici che i territori che avrebbero ospitato centrali o siti di smaltimento ne avrebbero ricavato.  Però, la data individuata per tali annunci era troppo a ridosso delle elezioni regionali e il rischio <em>debacle</em> elettorale era troppo grande per potersi esporre individuando i territori interessati, che poi di fatto non sono stati più individuati. Alla faccia della politica industriale che guardi al lungo periodo! Senza contare poi che alla famosa Agenzia per la sicurezza del nucleare, scelti (dopo non poche liti nel Governo) i membri (presidente il senatore PD Umberto Veronesi), non è stato concesso un euro per svolgere la propria attività tanto che non ha neanche una sede (i membri si riunivano al tavolo di un bar!). Alla faccia della piena fiducia nel rilancio del nucleare!</p>
<p style="text-align: justify;">Per convincere i più scettici, si è allora puntato il dito sulla forte dipendenza energetica dell’Italia dall’estero (dato inconfutabile) e sul peso che lo sviluppo delle fonti rinnovabili aveva nella bolletta degli italiani (anche questo dato inconfutabile). Ma, del resto, neanche il nucleare poteva essere a costo zero per gli utenti finali visti gli ingentissimi costi necessari per la realizzazione delle centrali, per assicurarle in caso di incidenti, per smaltirne i residui e per bonificarle dopo la loro chiusura (eh sì, perché un impianto nucleare non dura per sempre!). Ad esempio, sui costi finanziari per costruire le centrali (cioè, il costo del denaro che i costruttori avrebbero richiesto alle banche) e sui costi assicurativi nulla si è detto come se non entrassero anch’essi in gioco e non fossero tra quelli più onerosi da sopportare. Ragion per cui era inevitabile (ma, in realtà, anche giusto) che (almeno in parte) questi costi sarebbero stati poi traslati in bolletta (come, del resto, accade in tutto il mondo).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche sul fronte dei detrattori non è mancata la disinformazione. In primis, questa famosa alternativa nucleare/rinnovabili è una panzana. Gli impianti nucleari permettono una produzione cd. &#8220;baseload&#8221; (cioè costante durante l&#8217;arco della giornata essendo fonti cd. programmabili). Al contrario, l&#8217;energia rinnovabile (tranne l&#8217;idroelettrico) è per definizione non programmabile in quanto per produrre i relativi impianti hanno bisogno che ci sia il sole o che soffi il vento (e questo non lo si può prevedere). Inoltre, ad oggi, non è ancora possibile l’accumulo di energia prodotta, la quale quindi deve essere consumata nello stesso momento in cui viene prodotta. La stessa Germania, ad esempio (a prescindere dalla scelta scellerata di chiudere le centrali entro il 2022 dopo aver indotto un bel po&#8217; di investitori a spendere miliardi di euro) combina nucleare e rinnovabili. Le rinnovabili da sole non bastano e non possono sostituire le fonti di produzione convenzionali.</p>
<p style="text-align: justify;">In secondo luogo, non si può tacere circa il fatto che senza nucleare l&#8217;Italia non raggiungerà mai gli obiettivi del famoso 20-20-20 concordati a livello comunitario. Infatti, gli impianti di produzione da energia nucleare sono a emissioni zero così che proprio il raggiungimento di obiettivi di politica ambientale potrebbe spingere gli Stati membri nella direzione del nucleare.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto ciò, orientarsi al voto al referendum è difficile. Per quanto mi riguarda, io voto SI&#8217; al referendum, pur non avendo niente di contrario al nucleare, perchè piuttosto che tornare al nucleare come pensa(va) di fare il Governo, preferisco farne a meno. Gli investimenti richiesti sono troppo elevati per affidarli ad un manipolo di dilettanti allo sbaraglio. So che la vittoria dei SI&#8217; (e, ovviamente, il raggiungimento del quorum) di fatto sarebbe per almeno altri 25 anni la pietra tombale sul ritorno al nucleare ma, se così fosse, la responsabilità più grande non sarebbe di ambientalisti e comitati referendari (che difendono le loro legittime idee) quanto di chi ha proposto il rilancio del nucleare non credendoci fino in fondo e non avendo la più pallida idea della materia di cui stava trattando. Se questi ultimi avessero sin da subito cominciato quell’opera necessaria di (corretta) informazione al fine di coinvolgere l’intera società nel progetto di rilancio del nucleare, gli italiani non si sarebbero fatti spaventare dall’incidente di Fukushima perché si sarebbero resi conto che esso aveva riguardato un impianto vetusto (non come quelli che sarebbero dovuti essere costruiti da noi) e, per lo più,  situato in una zona sismica (dove la legge italiana espressamente vieta la costruzione di infrastrutture di questo tipo). E poi si sarebbero resi conto che in Giappone 17 delle 18 centrali nucleari installate avevano resistito ad uno tsunami! E, invece, tocca sentire Chicco Testa che dice in televisione che è vero che a Chernobyl ci sono stati dopo l’incidente del 1986 4.000 bambini malati di cancro ma solo 15 di questi sono morti. Come se un cancro è un raffreddore e come se un cancro (come un raffreddore) è qualcosa che va via da solo o con cui ci si convive senza troppe preoccupazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tirando le somme, direi che l’argomento è troppo importante e gli investimenti in ballo troppo ingenti per affidarli a questo manipolo di sbandati e se il SI’ al referendum significa buttare via il bambino con l’acqua sporca, poco importa, quel bambino è ormai affogato da tempo nelle acque torbide della demagogia e della disinformazione così si tratterebbe di buttare via un cadavere, al quale va garantita una degna sepoltura…Come al progetto di italiano di tornare al nucleare.</p>
<p><strong>Isidoro Niola_azzeccagarbugli, in realtà non ne azzecca davvero una, facendo perdere a Labouratorio tutti i ricorsi per le multe per divieto di sosta.</strong></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>[Intervista a Tommaso Labate] &#8220;De Magistris, il dritto. Se vince, vince lui, se perde, perdono gli altri&#8221;</title>
		<link>http://www.labouratorio.it/2011/05/16/intervista-a-tommaso-labate-de-magistris-il-dritto-se-vince-vince-lui-se-perde-perdono-gli-altri/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 00:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isidoro Niola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[De Magistris]]></category>
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		<category><![CDATA[Tommaso Labate]]></category>

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		<description><![CDATA[Voi ce li avete i vostri eroi? Noi si. Tommaso Labate, interista da 32 anni, calabrese come il principe Milito, e&#8217; uno di loro. E non solo perche&#8217; e&#8217; la seconda volta che ci condede un&#8217;intervista (la prima la trovate qui). Il fatto e&#8217; che Labate per campare fa il giornalista. Di piu&#8217;, fa il giornalista… <a href="http://www.labouratorio.it/2011/05/16/intervista-a-tommaso-labate-de-magistris-il-dritto-se-vince-vince-lui-se-perde-perdono-gli-altri/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Voi ce li avete i vostri eroi? Noi si. Tommaso Labate, interista da 32 anni, calabrese come il principe Milito, e&#8217; uno di loro. </strong></p>
<p><strong>E non solo perche&#8217; e&#8217; la seconda volta che ci condede un&#8217;intervista (la prima la trovate <a href="http://www.labouratorio.it/2008/02/11/finche-bordin-fa-la-rassegna-i-radicali-non-moriranno-intervista-a-tommaso-labate/">qui</a>).</strong></p>
<p><strong>Il fatto e&#8217; che Labate per campare fa il giornalista. Di piu&#8217;, fa il giornalista che tutti noi che abbiamo almeno una volta scritto un articolo, vorremmo essere. Penna brillante, umorismo tagliente, e un istinto naturale per lo scoop. Perche&#8217; Tommaso Labate non sta la&#8217; a pettinare le bambole. Dove c&#8217;e&#8217; una notizia, c&#8217;e&#8217; lui. E&#8217; lui che ha fatto esplodere Carrocciopoli, <a href="http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/259761/">l&#8217;inchiesta sulla parentopoli leghista</a>, e&#8217; lui che quotidianamente pubblica, sulle colonne del Riformista diretto da Emanuele Macaluso, retroscena e indiscrezioni dai palazzi del potere. L&#8217;accuratezza dei quali si puo&#8217; evincere dal fatto che e&#8217; stato uno dei pochi a dire, con circa un mese d&#8217;anticipo, che <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=ZC13H">De Magistris sarebbe arrivato al ballottaggio al posto del candidato del PD, Morcone</a>. Noi lo amiamo soprattutto per i suoi pezzi sul gioco piu&#8217; bello del mondo (come questa splendida <a href="http://tommasolabate.com/2011/04/10/giovanni-galeone-il-4-3-3-e-la-sinistra-perduta/">intervista al profeta Galeone</a>) ma siccome siamo gente seria gli abbiamo fatto qualche domanda sulla situazione napoletana. Risposte brevi, ma efficaci&#8230;</strong></p>
<p><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/05/tommaso_labate.jpg"><br />
</a><a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/02/tommaso_labate.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-251" title="Tommaso Labate" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/02/tommaso_labate.JPG" alt="" width="574" height="136" /></a></p>
<p><strong>1)Tommaso Labate, De Magistris al ballottaggio a Napoli, tu l’avevi  detto sul Riformista in tempi non sospetti (beccandoti ta l’altro  l’accusa di pataccaro). Hai la palla di cristallo o il gruppo dirigente  del Pd è del tutto tetragono alla realtà?</strong></p>
<p>Nessuna delle due. Il risultato, però, era ampiamente prevedibile. Soprattutto dopo il caos primarie del Pd.<br />
<strong>2) A pensar male&#8230;Per chi  hanno votato i sostenitori di Ranieri e Cozzolino, candidati alle  primarie del PD poi annullate? Del resto, a supporto di Lettieri c&#8217;erano  tanti vecchi amici e compagni di partito (Velardi in testa).</strong><br />
Risposta impossibile a domanda (giustamente) maliziosa. C&#8217;è il segreto   di un&#8217;urna in cui però molti democrat hanno voltato le spalle al loro   partito.</p>
<p><strong>3) De  Magistris, tanto attaccato dal PD per la sua scelta di anticipare i  tempi e proporre la sua candidatura, alla fine ha avuto ragione. Ha  dimostrato che la discontinuità rispetto al bassolinismo poteva anche  venire dal di fuori del centrodestra. In teoria adesso il PD dovrebbe  fare fronte comune con De Magistris che ne dovrebbe essere ben lieto. In  pratica? </strong></p>
<p>In pratica de Magistris, che ha rifiutato  l&#8217;apparentamento col Pd, s&#8217;è  messo nelle condizioni migliori. Se vince,  vince lui. Se perde, hanno  perso gli altri.</p>
<p><strong>4) Lettieri parte con l&#8217;11% di vantaggio su De Magistris ma  senza l&#8217;immancabile &#8220;effetto traino&#8221; dei consiglieri/capibastone che al  primo turno portano tanta gente al voto. La tua palla di cristallo cosa  prevede? Ce la farà Lettieri? </strong></p>
<p>Ora de Magistris è il favorito della &#8220;critica&#8221;. Ma Lettieri ha ancora il vantaggio del &#8220;pubblico&#8221;.</p>
<p><strong>5) Terzo Polo: De Mita ha dichiarato che  Lettieri e De Magistris sono due personaggi che non augura alla città di  Napoli; una parte di Fli (Rivellini, in testa) aveva già preferito  Lettieri a Pasquino. Napoli è anche l’unica grande città dove i  terzopolisti sono potenzialmente decisivi. In che modo i dirigenti del  Terzo Polo potranno riuscire a far pesare quel 9% di voti al  ballottaggio? </strong></p>
<p>Come Terzo Polo hanno subito quello che, nel basket, viene chiamato il   &#8220;tagliafuori&#8221;. A prescindere da come finirà, sono sicuro che   l&#8221;&#8221;elettore&#8221; De Mita voterebbe Lettieri.</p>
<p><strong>6) Se per il Pd le elezioni napoletane sono state un  disastro, per il PDL non è che siano andate proprio alla grande con  Lettieri sotto il 40%. Candidatura sbagliata anche a destra, faide di  potere o la crisi del Berlusconismo si fa sentire pure all’ombra del  Vesuvio? </strong></p>
<p>Tutte e tre le cose.  In particolare, il dramma riguarda il rapporto non  spesso risolto tra  Cosentino e la &#8211; chiamiamola così &#8211; base.</p>
<p><strong>7) Il 70% di differenziata promesso da De Magistris in 6 mesi  non assomiglia tanto alla &#8220;Napoli pulita in 2 giorni&#8221; di Berlusconi? Che  opinione hai dell’ex magistrato? Di Pietro ha motivo di essere  preoccupato di conservare il posto di campione del giustizialismo? </strong></p>
<p>Come sindaco non  funzionerebbe (ma è comunque dieci spanne sopra  Lettieri). Come non ha  funzionato indossando la toga. Ma ha dimostrato  un grandissimo fiuto  politico. Ed è molto popolare.</p>
<p><strong> <img src='http://www.labouratorio.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> <img src="http://static.ak.fbcdn.net/images/blank.gif" alt="8)" /> Bersani punta forte sui referendum a rischio quorum. Fa bene? Quanto può durare ancora Berlusconi? </strong></p>
<p>Tutto dipende dai ballottaggi. Se li vince a Milano e Napoli, il quorum   non è più un miraggio. E la repentina caduta di Berlusconi nemmeno.</p>
<p><strong>9)  Bersani, toni bassi, pancia a terra, concretezza, e il Pd e la sinistra  sono ancora in piedi. Reggerà o l’esperimento del Pd è comunque votato  al fallimento? Dov&#8217;è finito D&#8217;Alema?</strong></p>
<p>Bersani, per adesso, ha riportato la sua prima grande vittoria da   leader del Pd. D&#8217;Alema lo sostiene, e ripete che lo sosterrà. Segno che,   sulla carta, ha vinto anche lui.</p>
<p><strong>10) Quanto fa male vedere  Mourinho triturato da Barcellona in campionato e champions? Non era  meglio per tutti se fosse restato all’Inter?</strong></p>
<p>Nessun male. Ora c&#8217;è Leo. Rimaniamo stabilmente sintonizzati sul presente, evitando l&#8217;effetto vintage.</p>
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		<title>[Speciale voto] L’elettore ha (quasi) sempre ragione.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 00:24:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Del Giudice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[elettore]]></category>
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		<category><![CDATA[Stefano Del Giudice]]></category>
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		<description><![CDATA[L’elettore italico è fondamentalmente un incompreso . O meglio: tutti lo cercano, ma pochi lo ascoltano, perché alla fine quello che conta è che voti e soprattutto che voti bene. Di più: siccome è fisicamente impossibile che l’elettore possa accontentare tutti, è buona prassi attribuire le sconfitte all’immaturità di chi ha votato per gli “altri”, quasi… <a href="http://www.labouratorio.it/2011/05/16/speciale-voto-l%e2%80%99elettore-ha-quasi-sempre-ragione/" rel="bookmark">LEGGI ANCORA ...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’elettore italico è fondamentalmente un incompreso . O meglio: tutti lo cercano, ma pochi lo ascoltano, perché alla fine quello che conta è che voti e soprattutto che voti bene. Di più: siccome è fisicamente impossibile che l’elettore possa accontentare tutti, è buona prassi attribuire le sconfitte all’immaturità di chi ha votato per gli “altri”, quasi ad insinuare che in Italia è normale presentarsi in cabina elettorale con la sveglia al collo e l’anello al naso.<br />
Accade, tuttavia, che una serie di complicate circostanze renda talora inequivocabile il segnale delle urne, anche se poi gli addetti ai lavori fanno finta di non voler ascoltare e, conseguentemente , comprendere. E’ una storia vecchia, che si ripete da decenni, ma che di sicuro continuerà a ripetersi anche all’indomani di un voto amministrativo di cui si parlerà per parecchio tempo, soprattutto perché l’Elettore, questa volta, è stato particolarmente chiaro.<a href="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/05/Elettore.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4467" title="Elettore" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2011/05/Elettore-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
Ma cosa avranno mai potuto dire di così importante gli elettori? Diverse cose,a ben guardare. Cominciamo da quelli leghisti, quelli del “ ce l’ho duro”, del cappio e delle taglie sui latitanti esposte sui muri come nel Far West: a Radio Padania lo sapevano da un pezzo, ma Bossi ha voluto fingere di non crederci e così i sussurri sono diventati grida ed i voti del popolo leghista si sono persi per strada, fra un’invettiva ed un invito a tornare “quelli di una volta”. Dov’è finito il Bossi che arringa gli attivisti in canotta e fazzoletto verde? E il Boso che scalcia Sgarbi in Transatlantico? No,questa Lega imborghesita non convince più, anche perché adesso è molto più difficile imbonire le masse padane con la vecchia storia di “Roma ladrona”… Ed ecco allora che il Carroccio barcolla, i vertici si interrogano sull’opportunità di saltar giù dal governo Berlusconi ( sempre più simile al Titanic), ma la conseguente restituzione di ministeri, sottosegretariati e della presidenza di Piemonte e Veneto sembra un prezzo veramente troppo duro da pagare. Dura lex, sed lex.<br />
E che dire dell’elettorato di sinistra? Stringi stringi , il messaggio che è passato è che probabilmente la sinistra può fare a meno dello psicanalista e può persino vincere, ma a patto che il PD sia il centro di aggregazione ed il coordinatore propositivo ed efficiente di uno schieramento magari moderato e riformista,ma comunque senza amplessi neocentristi. Milano e Napoli, sostanzialmente, sono lo stesso tipo di messaggio proposto in positivo ed in negativo, gli esempi concreti di ciò che gli elettori di sinistra vogliono e di cosa invece non vogliono.<br />
Ma c’è un terzo messaggio che si fa leggere con chiarezza fra i numeri e le percentuali delle liste in lizza: i partiti –persona,quelli basati e costruiti sulla figura del leader carismatico, non attraggono più come prima e, se Berlusconi piange, Fini si dispera e lo stesso Di Pietro sarebbe seriamente preoccupato se non potesse coprirsi con la foglia di Ficus De Magistris, appositamente creata per lui dai floricultori napoletani. Non sarà che gli elettori hanno deciso di non poterne più di politici sempre più somiglianti a imbonitori da televendita?<br />
Insomma,questo povero, derelitto e sfigatissimo elettore italiano alla fine conserva un potere immenso,ossia quello del voto, che gli permette di avere l’ultima parola e di mandare a casa chi non riscuote più la sua fiducia. Certo, si dirà che in democrazia questa è una cosa normale, ma la verità è che forse in troppi, a destra come a sinistra ed al centro ( il terzo polo che c’è ma anche questa volta non si è visto) lo avevano dimenticato. Forse per questo alcuni politici hanno detto che questa consultazione amministrativa è stata un vero trauma, di quelli che ti fanno vedere le stelle. Cinque, per la precisione.</p>
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