[Vaffa 1,2 e 3] Sul fenomeno Grillo che c’è da dire?
| mercoledì 7 maggio 2008 | Scritto da Andrew Nat - 308 letture |
C’è stato il Vaffaday 1 con attacchi inferociti alla casta politica: un corteo di persone che si sono incazzate con i politici, rei di prendere molti soldi dalle tasche degli italiani e di spenderli solo per usi ‘molto’ personali. C’è stato ultimamente il Vaffaday 2 con gli attacchi alla casta dei giornalisti e ingiurie varie, per una libera informazione. Perché la gente s’incazza così tanto?
Io credo che se una persona si arrabbia con qualcun’altra è per vari motivi. I primi motivi che mi vengono in mente è che la persona in questione tiene fortemente all’altra oppure tiene fortemente all’oggetto del contendere. Riportando la metafora dalla fantasia alla realtà italiana, credo che la gente non è solo stufa di tutto – perché se no sarebbe una riduzione alla volontà anarchica e distruttiva – ma sia fortemente attaccata all’oggetto del contendere più che all’altra persona; insomma questa gente che scende in piazza ha a cuore le sorti di questa democrazia e del sistema politico italiano, che dal 1992 in poi è in caduta libera.
Dal 1992 in poi infatti, con la Seconda Repubblica, si è creata una frizione molto complessa tra cittadini e le istituzioni italiane, che nemmeno la nascita di nuovi partiti sono riusciti a risolvere. Un bandolo della matassa molto ingarbugliato che è diventato sempre più difficile da capire. Perché questa sfiducia? Per me ci sono due tipi di spiegazioni: il primo è economico e il secondo è politico.

E’ passato poco più di un anno da quando Beppe Grillo
Il 26 settembre 2006, nel suo post dal titolo “Telecom: una storia italiana”, Grillo commentava le dimissioni di Tronchetti Provera : Si dimette lasciando 41 miliardi di debiti che rimangono, escludendo obbligazioni e cartolarizzazioni varie (i pagherò agli investitori), suppergiù quelli di Colaninno. Ma con in meno tutte le aziende vendute. Il colpevole è quindi chiaro. E’ il dito medio della mano invisibile del mercato. Che ha colpito tutti coloro che hanno perso il loro posto di lavoro e i loro risparmi investiti in azioni Telecom. E’ un dito che ci vede bene, benissimo. Per questo ignora manager e azionisti di controllo per i quali la Telecom è stato un grande affare, il migliore della loro vita.
Ma Beppe Grillo ed il grillismo non vivono nello spazio mediatico tradizionale, che viene anzi ostentatamente rifiutato e bollato come semplice componente del sistema da combattere. Dopo che stampa e TV hanno fornito tutte le letture possibili del “Grillo politico”, è forse il caso di contribuire al meno frequentato, ma forse più importante filone giornalistico del Grillo “gran comunicatore”.

Commenti recenti