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Tommaso Ciuffoletti - mercoledì 15 luglio 2009 - 322 views
Perché il come lo si dice è importante quasi quanto ciò che si dice. E siccome noi ve l’abbiamo detto in tanti modi, ma senza mai dare la giusta sostanza verbale alle nostre ragioni, adesso ve lo diciamo nel modo più diretto che ci viene in mente.
Sia detto in amicizia ovviamente. E’ semplicemente il tentativo di farvi arrivare con poche parole il messaggio che con troppi sforzi di retorica abbiamo tentato di consegnarvi.
Quando vi dicevamo che il PD sarebbe stato un abbozzo informe di moderne illusioni e vecchi limiti culturali; e quando vi imploravamo di non buttare via la Rosa nel Pugno.
Quando vi ammonivamo che seguire Di Pietro sulla giustizia era fare il gioco di Berlusconi; e quando vi chiedevamo di ascoltare Ichino sulla riforma della Pubblica Amministrazione.
Quando (seppur in pochi) vi suggerivamo di lasciar perdere lo scalone Maroni; e quando vi facevamo notare che serviva un po’ più welfare e un po’ meno pensioni.
Quando vi chiedevamo di non “combattere” i precari, ma di renderli più garantiti.
Quando valeva la pena essere in disaccordo col sindacato.
Quando vi siete inventati lo sbarramento alle Europee di concerto con il centrodestra; e quando avete detto di votare il referendum Guzzetta.
Quando avete invocato il voto utile; e quando poi c’avete chiesto quello disperato.
Quando, da altre parti, avete pensato che bastasse mettersi alla sinistra del PD; e quando non avete considerato che agli elettori del Kamasutra della politica non frega granchè.
Quando vi siete incagliati a parlare di socialismo europeo, ma senza rendervi conto di cosa succedeva in Italia.
Quando continuate a dire scuola pubblica, scuola pubblica, scuola pubblica; e quando non dite scuola pubblica efficiente e di qualità, scuola pubblica efficiente e di qualità, scuola pubblica efficiente e di qualità.
Quando vi abbiamo chiesto di dare un segnale nella vicenda Englaro; e quando vi abbiamo visto balbettare.
Quando abbiamo visto il governo di centrodestra promuovere una legge illiberale sul fine vita; e quando non vi abbiamo più visto.
E in tutti quei momenti, in ciascuno di quei momenti è stata colpa nostra. Colpa di non avervi detto quello che avremmo dovuto dire. Forse non sarebbe cambiato granché. Ma almeno noi ci saremmo sentiti un po’ più leggeri. E voi un po’ meglio informati.
Poco male. Rimediamo adesso. E così, a tutti voi dirigenti del centrosinistra italiano, presunti riformisti, sedicenti riformatori, progressisti, laici, socialisti, socialdemocratici, oltristi, antani, bestie di Satana o cos’altro. Insomma, a tutti voi, ci siamo intesi. A voi mandiamo una bella cartolina estiva con su scritto quello che avremmo dovuto dirvi chiaramente molto tempo fa: CI FATE CACARE.
LABOURATORIO n.49 – SOMMARIO
Tags: Antonio Di Pietro, ci fate cacare, garantire i precari, giustizia, kamasutra politico, labouratorio, pensioni, Pietro Ichino, pubblica amministrazione, referendum guzzetta, riformismo, Rosa nel Pugno, scalone maroni, scuola pubblica, silvio berlusconi, sindacato, socialismo europeo, welfare
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Pasquale - giovedì 2 aprile 2009 - 69 views

C’e’ oggi una differenza profonda rispetto a Tangentopoli: a sinistra non e’ rimasto nessuno che possa prendere il posto di cio’ che sta crollando.
Il posto occupato dalle varie, gioiose, brancaleoniche macchine da guerra: dai Progressisti al PD, passando per Ulivo e Unione. Quelle che erano le opzioni dal centro in qua, che fossero i popolari, il PDS, Rifondazione e le frattaglie laico-socialiste, sono tutte in declino, alcune quasi estinte, altre
comunque in una crisi nera che a me appare difficilmente recuperabile. (E, faccio notare, ciononostante le stesse facce al comando: i Marini, i
Rutelli, i D’ Alema/Veltroni…). E la causa non e’ Tonino, cari compagni: Tonino e’ il Sintomo. Semmai una pustola contagiosa, ma non e’ lui che ha portato la peste. Quella e’ figlia di questo branco di incapaci frammisto a farabutti, dove le persone per bene sono state chiuse in un riserva indiana, silenziate o cacciate a pedate, nei migliori dei casi. Quel sistema perverso e para-criminale che non si identifica con la politica, come vuole la
vulgata, ma questo sistema chiamato Italia di cui i politici sono al vertice e continuano a tessere le fila. Talvolta per inerzia, manco sanno perche’ e per come… nuova nobilta’ per volonta’ della divinita’ chiamata Maggioranza.
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Filippo Modica - mercoledì 3 settembre 2008 - 617 views

Per la ripresa autunnale di Labouratorio (anche se è ancora estate…) il buon Tommaso (buono sicuramente d’animo) mi chiede di scrivere un articolo. E’ insistente il ragazzo, ma di un’insistenza che lusinga quasi io fossi chissà quale editorialista in esilio.
Penso faccia con tutti così o quasi e fa bene…
Detto questo, mentre scrivo queste righe, mi torna alla mente Bocca di Rosa di Fabrizio De André: “Si sa che la gente dà buoni consigli, sentendosi come Gesù nel Tempio, si sa che la gente dà buoni consigli quando non può più dare cattivo esempio…”.
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GIONNY - lunedì 14 luglio 2008 - 379 views

Io rimango allibito! Allibito perché che Di Pietro, Travaglio, Grillo, Flores D’Arcais, Pancho Pardi etc etc fossero quel che sono, cioè parassiti del sistema politico e delle sue magagne fisiologiche, lo sapevo e tutti ci saremmo immaginati che prima o poi avrebbero organizzata una bella reunion girotondinesca in onore dei vecchi tempi. Ma ciò che mi allibisce è la presenza insieme a loro di una larga fetta non solo della sinistra italiana extraparlamentare ma anche di tantissimi intellettuali dichiaratamente di sinistra messi in riga in Piazza Navona dagli schiamazzi dipietrino-grilleschi.
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Tommaso Ciuffoletti - giovedì 3 luglio 2008 - 1.138 views
Ormai ci siamo convinti che la più sincera forma di opposizione al governo Berlusconi sia quella di farci berlusconiani. Un paradosso? Un gioco di parole? Nient’affatto. Siamo berlusconiani antiberlusconisti. Siamo, in altre parole, elettori convinti che la sinistra può ritrovare se stessa solo stringendo Silvio in un abbraccio mortale e rigeneratore. E lodo Alfano sia.
Un abbraccio che liberi entrambi dalle logiche perverse dello scontro (im)politico centrato sulla figura del Silvio dittatore. Che lasci quest’ultimo misurarsi con il difficile compito di governare un paese che è abbastanza maturo da non temere il regime – almeno non ora e non questo regime narrato dai Travaglio di turno – e sufficientemente consapevole delle difficoltà crescenti per i lavoratori, i piccoli e medi imprenditori, i disoccupati, le famiglie, i giovani e gli anziani. Che costringa la sinistra a tornare a misurarsi con questi stessi problemi, studiando e proponendo ricette diverse e, speriamo, più efficaci, che la preparino a tornare quanto prima al governo in maniera consapevole e non improvvisata come successo l’ultima volta.
Una Liberazione plurima: per Silvio, per la sinistra e per il paese tutto. Una Liberazione che non vogliono coloro che invece dalla rissa sterile hanno da guadagnare, perché altrimenti dovrebbero misurarsi su un terreno che non è loro congeniale: quello del riformismo. Chi siano costoro lo scriviamo tanto per far capire che noi non facciamo come quelli di Repubblica, che tacciono i nomi dei destinatari delle loro accuse; ci riferiamo all’ex pm Antonio Di Pietro e ai girotondanti vari che lo accompagneranno lunedì in una manifestazione che per come si sta mettendo punterà il dito (pulito, ovviamente) anche contro il Quirinale, nel più totale spregio delle istituzioni democratiche.
Antonio Polito ha scritto qualcosa di simile, anche se in maniera più argomentata e meno provocatoria, venerdì scorso in un editoriale sul Riformista che gli è costato la scomunica da parte di quel grande giacobino di Eugenio Scalfari. Noi siamo pronti a ribadire ed estremizzare le ragioni del direttore del quotidiano arancione senza tema di scomuniche, ché tanto non avrebbe senso scomunicare chi si fa vanto della propria eresia.
Siamo berlusconiani di sinistra. Berlusconiani per la sinistra.
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GIONNY - giovedì 3 luglio 2008 - 241 views

Ebbene dopo un mese circa dall’insediamento del nuovo governo ogni vana speranza che personalmente avevo che stavolta il Cavaliere ci avrebbe sorpresi prendendo di petto i problemi del paese è sparita velocemente. Che ci devo fare? Mi ero illuso, speravo…vedendo i nomi di alcuni ministri,invece sembra proprio che peggio di così non poteva andare. In pochissimo tempo il governo ha iniziato a picconare e militarizzare la nostra già debole democrazia poiché confido nell’ intelligenza del Cavaliere ma anche nella sua assoluta mancanza di buona fede le sue decisioni sono volutamente deleterie per l’Italia.
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Tommaso Ciuffoletti - mercoledì 18 giugno 2008 - 1.412 views
Quella dell’impiego dei militari in funzioni di ordine pubblico è un provvedimento spot.
Il giro di vite sulle intercettazioni si fonda su ragioni concrete, ma non coglie i punti cruciali della questione più generale di una giustizia responsabilmente amministrata (che per noi rimangono quelli dell’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale e della responsabilità civile dei magistrati, si veda l’editoriale del n.26 di Labouratorio) ed oltretutto non è pienamente condivisibile nella parte che vieta la pubblicazione di notizie sui procedimenti penali fino al termine dell’udienza preliminare.
L’assegnare delle priorità sui reati penali da perseguire non ha niente di scandaloso, anzi, in un paese dove abbiamo dovuto assistere a scene come le ripetute sfilate di Vallettopoli alla Procura di Potenza, ci pare opportuno, mentre meno opportuna ci pare la sospensione obbligatoria di tutti i procedimenti aperti prima del 30 giugno 2002.
Questo, in sintesi, il nostro giudizio sui punti più scottanti del pacchetto sicurezza del governo. Ma noi siamo la sinistra che non c’è. Quella che c’è, invece, lascia che a guidare la propria mano tremante sia la rinnovata tentazione del girotondo. Ci auguriamo fortemente che vi si possa rinunciare, perché l’idea di riveder saltellare i vecchi Panchos e il populismo dipietrista che detta la linea dell’opposizione ci dà i brividi.
Abbiamo buone ragioni però, per ritenere che il PD non abbia interesse a riproporre questa versione perdente del, pur non facile, ruolo di opposizione ad un governo Berlusconi. Veltroni sta già sperimentando quanto infelice si stata la scelta di puntare sull’Italia dei Valori come (unico) alleato del suo PD. Speriamo che i primi mesi di lezione siano serviti a far intendere quanto diabolico sarebbe perseverare su tale linea, anche se le scarse attitudini liberali di Walter non ci confortano su questa convinzione. D’Alema, invece, sarebbe semplicemente un aspirante suicida se intendesse cavalcare una tigre dei cui artigli ancora porta addosso i segni.
Rimane da capire quale via possa ragionevolmente percorrere un PD che continua ad incassare sconfitte senza mostrare alcuna reazione degna delle sue aspirazioni riformiste e innovatrici, che pure in campagna elettorale erano state dichiarate con coraggio.
Purtroppo la verità è che non è facile far uscire Berlusconi dalla gabbia dell’assediato. Oltretutto l’ansia di prepararsi alla candidatura come futuro Presidente della Repubblica accentua l’aggressività schizofrenica del premier. Questi, mentre cerca il dialogo con l’opposizione, non può ragionevolmente pretendere di portare avanti in contemporanea la propria difesa a mezzo decreto legge dal rischio di una condanna in primo grado nel processo che lo vede coinvolto insieme a David Mills. L’unica soluzione reale sarebbe quella di rimettere mano alle regole sulle immunità delle più alte cariche dello Stato. Una chiave di volta auspicabile, ma forse troppo delicata per essere attivata in tempi ragionevoli.
Da un lato abbiamo quindi il cul de sac del PD – sia in versione Veltroni, che in ipotesi D’Alema – dall’altra il cul de sac di Silvio Berlusconi. In mezzo un sistema giudiziario che continua a dettare i tempi e i modi della politica nazionale; basti pensare di recente alla caduta del governo Prodi, agli interventi della procura di Napoli che hanno fatto saltare il piano rifiuti, fino ad arrivare al “possibile” deragliamento del “possibile” dialogo sulle riforme.
L’ottimo, per il paese, sarebbe un accordo per una riforma complessiva del sistema giudiziario, ma purtroppo questa appare ipotesi irrealistica. Più affascinante, per alcuni, potrebbe invece apparire il tentativo di allargare il fronte antiberlusconiano a Casini e, soprattutto, alla Lega. Si tratterebbe dell’opzione “crolli Sansone con tutti i Filistei” e la sua attuabilità dipende dal tasso di aspirazione suicida dell’intero sistema politico italiano, che pure in passato ha dato prova di essere sufficientemente elevato. A conti fatti l’ipotesi più probabile è tuttavia quella di rivivere, almeno nel medio periodo, un clima simile a quello che si viveva ai tempi del governo Berlusconi del 2001.
Se così fosse ai socialisti spetterebbe il compito di smarcarsi dalle logiche del frontismo antiberlusconiano, e costruire – anche se fuori dalle istituzioni – le basi per una proposta realmente alternativa, riformista e di governo, e in altre parole raccogliere la sfida, a quel punto persa, del PD.
SOMMARIO DEL N.27
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Redazione - martedì 27 maggio 2008 - 221 views
articolo di Nicola Carnovale

E’ trascorso poco più di un mese dalle elezioni politiche che hanno dato al nostro paese un nuovo governo ed un nuovo leader espressione di un’ampia maggioranza, figlia di una moltitudine di speranze, attese, ma soprattutto paure, che vivono e crescono all’interno della nostra società. Forse, più di ogni altro partito e di ogni altra forza politica, i raggruppamenti che meglio hanno saputo carpire lo stato d’animo reale presente nel paese, sono stati la Lega Nord e L’Italia dei Valori.
Il dato elettorale delle due forze, va ovviamente analizzato nel contesto formatosi del voto utile, che ha finito per incidere notevolmente, in maniera più che positiva, per quelle forze che godevano di un collegamento con il due grandi contenitori, Pd e Pdl. Ma dall’affermare il vantaggio di un collegamento a farlo diventare esclusiva discriminante a cui ricondurre il sorprendente risultato di entrambe le forze in questione – specie per quella dell’anti-bandolero per eccellenza Tonino – meno per la Lega – sarebbe non solo un errore politico per il futuro, ma dimostrerebbe una valutazione superficiale ed una incomprensione profonda, sui processi sociali in atto nel nostro paese.
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Antonio Albano - lunedì 19 maggio 2008 - 327 views

Previsioni del tempo
Queste le temperature medie registrate in settimana:
PD: 33.174%
PdL:37.388%
UDC:5.624%
L’Arcobaleno:3.084%
P.S.:0.975%
Lega:8.297%
Tempo previsto per la prossima settimana:
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Tommaso Ciuffoletti - mercoledì 16 aprile 2008 - 311 views
Per oggi Labouratorio aveva pronto un numero speciale dedicato a i sani valori dell’ippica. Purtroppo nel frattempo son capitate delle elezioni politiche e così abbiamo riposto lo speciale sull’ippica (che pure, mi dicono, potrebbe tornarci utile), per affrontare una rigorosissima(!) analisi del voto.
La sinistra muore di antiberlusconismo
L’annullamento della Sinistra Arcobaleno è in buona parte dovuto all’astensione degli elettori storici di Rifondazione & co. Per altra parte è dovuto al voto che si è spostato da sinistra verso il Partito Democratico. Quest’ultimo è il voto che rappresenta in maniera tanto sublime quanto feroce la logica autodistruttiva dell’antiberlusconismo de’sinistra. Un antiberlusconismo che per lunghi anni ha gonfiato d’aria le pance di coloro che se ne sono cibati – quando invece a sinistra si sarebbe dovuto mangiare il pane azzimo del ripensamento – fino a farle scoppiare in un colpo solo.
Se la priorità predicata è infatti quella del “tutti tranne Berlusconi” il risultato non potrà che essere la rinuncia alle proprie ragioni. Queste del resto son cadute troppo facilmente di fronte ad un appello al “voto utile” che non avrebbe avuto questo effetto devastante senza il supporto fondamentale dell’antiberlusconismo. L’elettorato di Rifondazione o dei Verdi che “nonostante tutto” ha preferito il PD alla Sinistra Arcobaleno l’ha fatto nella speranza di sventare “il pericolo Berlusconi”. Intenzione tanto pia (almeno tale è ritenuta), quanto nefasta negli esiti … e non per Berlusconi, ma per la sinistra.
Sospendiamo per adesso ogni ulteriore valutazione su ciò che potrebbe rappresentare la condizione extraparlamentare a cui sono adesso relegate forze che rappresentano una base sociale forse non molto ampia, ma sicuramente presente e animata.
Il PD vittima di un equivoco
Il PD è stato pensato e costruito da Walter Veltroni per espugnare la mitica cittadella del voto moderato. La gloriosa macchina da guerra del PD pare non esservi riuscita. Al netto di Casini, questo traguardo è stato mancato, nonostante una campagna elettorale giocata con grande coraggio e spregiudicatezza, accentuando con forza i caratteri liberal di un programma già ricco di spunti nuovi rispetto al fu programma dell’Unione. Evidentemente resiste una certa pregiudiziale anticomunista e l’alleanza con Di Pietro non ha certo dato “garanzie” ai moderati incuriositi dal PD (lo stesso Di Pietro che adesso per bocca – e che bocca! – di Leoluca Orlando fa intendere che potrebbe costituire un autonomo gruppo parlamentare dell’Italia dei Valori).
Il PD ha invece fatto polpette della Sinistra Arcobaleno. Curiosamente c’è riuscito – come dicevamo sopra – anche grazie al sostegno ideologico dell’antiberlusconismo. Un sostegno non cercato – chè anzi Veltroni ha misuratamente evitato uno scontro frontale con Berlusconi – ma che pure è arrivato e con il quale il PD dovrà fare i conti. Come si svolgerà il “dialogo” (o sarà chiamato “inciucio”?) con il governo sulle principali riforme annunciate? Allo stesso modo il PD dovrà fare i conti con l’assenza dal Parlamento della Sinistra fu Arcobaleno ed il movimentismo che potrebbe seguirne. Come si comporterà Veltroni di fronte alle prime proteste sindacali?
Ottobre si annuncia caldo non solo per il governo.
A Sinistra ed in Europa vince la Lega
Fino a che punto è una provocazione dire che nel nord Italia la Lega ha vinto a sinistra? Non c’è solo l’antipolitica dietro il risultato del movimento di Bossi, ma c’è anche un pratica di governo locale profondamente radicata, che in termini politici compensa il carattere (in parte) antisistemico della propaganda leghista nel quadro nazionale. Risultati come quelli di queste politiche e, forse ancor di più, di queste amministrative non sono solo il risultato dell’antipolitica. Il padano, insomma, non è semplicemente l’Uomo Qualunque.
E’ forse ancor meno provocatorio dire che la Lega ha vinto in Europa; ovvero in quelle regioni che più di altre in Italia si avvicinano, secondo i comuni indicatori socio-economici, agli standard europei.
Ormai parlare di anomalia italiana appare perfino superfluo.
Socialista in crisi
L’analisi della batosta del Partito Socialista – che così è onesto chiamare “batosta” – richiederebbe uno spazio più ampio, che ci prenderemo più volentieri nei prossimi numeri.
Cedendo il passo al personale dico che al momento sto ragionando sul mio essere fuori dal mondo … sì, mi sento piuttosto fuori dal mondo. Nei prossimi giorni sarò pertanto impegnato a fare i documenti per potervi rientrare di nuovo … anche se oltre la carta d’identità pare che chiedano anche la tessera del PD … il guaio, per me, è che se prendo la seconda, rinuncio alla prima, se invece tengo la prima, non posso prendere la seconda.
Tuttavia oggi la telefonata di un amico mi ha rincuorato. E’ bastato che mi suggerisse una frase, anzi, tre semplici parole per pensare che forse anche da clandestini si può continuare … o forse riprendere a fare politica. Non sarà una formula a salvar qualcosa, ma forse …
Purtroppo la sua frase è coperta da capyright morale, onde per cui ne scriverò solo dopo aver ricevuto il permesso!
Intanto, da extraparlamentare, mi dedico all’antiproibizionismo.
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Carmine D'Angelis - lunedì 10 marzo 2008 - 801 views

Io paragono il partito democratico ad un cassonetto di rifiuti indifferenziati.
Si perché tutti quelli che ci sono dentro sono munnezza, diciamolo apertamente. Munnezza che per anni ha provato a riciclarsi senza mai riuscirci.
Non sono dunque un calderone, ma una vera e propria schifezza che racchiude il peggio che la politica abbia mai sfornato nella sua storia: il peggio del comunismo revisionista e appropriatosi di una storia non sua; il peggio della democrazia cristiana con gente improvvisata, finti congressi, storie politiche confuse; quell’assassino di Di Pietro, talaltro analfabeta, che ha passato i migliori anni della sua vita a sbattere le persone(spesso innocenti, e altrettanto spesso morti suicidi) in carcere e se avesse avuto una ghigliottina avrebbe provveduto di persona a decapitarle; gli ormai spenti radicali, che aspettano la morte di Pannella per seppellirsi insieme a lui. Read the rest of this entry »
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Antonio Albano - lunedì 10 marzo 2008 - 819 views
Queste le temperature medie registrate questa settimana:PD: 34.5%
PdL:40,4%
Rosa Bianca:6%
Cosa Rossa:8,3%
P.S.:N.P.
Tempo previsto per la prossima settimana:
Allerta meteo in zona Chigi:Prodi ha deciso di ritirarsi dalla politica,avrebbe dichiarato che:” c’è tanta gente che aspetta una parola di pace e di aiuto”. Immediata la telefonata di Bazoli!
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Antonio Albano - lunedì 25 febbraio 2008 - 763 views
Queste le temperature medie registrate questa settimana:
PD: 30.5%
PdL:40,4%
Rosa Bianca:6%
Cosa Rossa:9,3%
PS(Boselli premier):0,8%
PS(Ciuffoletti premier):4,5%
Tempo previsto per la prossima settimana:
Allerta meteo in zona Chigi:Prodi ha chiesto asilo politico in Kosovo!
Splenderà il sole sull’ex pci,ex psi,ex laico,Giulianone Ferrara: chiarito il mistero della stretta di mano del Papa domenica al Testaccio:il Santo Padre lo aveva scambiato per un bambino!
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