[Mondoperaio] Labouratorio per il futuro – ROMA – Sabato 18 luglio ore 17.30
| venerdì 17 luglio 2009 | Scritto da Redazione - 41 letture |

| venerdì 17 luglio 2009 | Scritto da Redazione - 41 letture |

| mercoledì 15 luglio 2009 | Scritto da Plex - 284 letture |
La cronaca ufficiale del CN la trovate qui, il documento della segreteria approvato a maggioranza, seppure non larghissima, lo trovate qui, il documento bocciato (e non decaduto come dice la versione ufficiale) della minoranza di sinistra lo trovate qui. La registrazione su radioradicale (ma non ve la consiglio) è invece qui. Di seguito solo i pensieri di uno dei 12 contrari…
“Facciamo una verifica rapida rapida, chi preferisce anticipare il voto alle 16?”
E chi non preferirebbe anticiparlo sto benedetto voto? Caldo fà caldo, cose inutili ne sono state dette a tonnellate, nessuna o quasi pertinente al voto suddetto o anche solo parzialmente aderente alla realtà di qualcosa di più significativo di un simulacro di partito che non vive più nemmeno nei progetti dei suoi leaders o presunti tali. C’è pure lo sciopero dei treni e come dice il segretario: “Non possiamo affidare una votazione importante solo ai compagni di Roma e del Lazio!”. D’altronde qua “non siamo a una riunione della Garbatella” (cito a memoria dalle parole di Riccardo Nencini). E dunque pace se dei 50 iscritti a parlare non si arriverà al 40esimo, che poi sarei io, e pace se non avrò modo di dire a voce quello che mi accingo a scrivere in questo articolo. La presidente dell’assemblea, Pia Locatelli, ha fatto la sua domanda e ha avuto la sua risposta. Il voto si anticipa, il mio intervento salta. (continua…)
| venerdì 20 marzo 2009 | Scritto da Plex - 509 letture |

Come brillantemente ha esplicato il nostro brillante editoriale, anche questa banda di labouranti sfessati e’ della difficile partita di Sinistra e Libertà.
A modo nostro, chi piu’, chi meno, chi per niente, ma non vogliamo certo far mancare il nostro provocatorio contributo al cartello sinistrorso e sinistronzo.
Abbiamo letto l’editoriale del nostro capo ritrovato e l’abbiamo trovato un pò tautologico. In effetti ci è piaciuto, pur non convincendoci del tutto, con quella sua retorica suggestiva dell’incontro-scontro, e ci ha invece putroppo convinto, smettendo seduta stante di piacerci, nel momento in cui tratteggiava la difficoltà di illudersi nuovamente dietro a chi ci ha da poco deluso.
Abbiamo visto il simbolo e non c’ha fatto proprio impazzire, con quella sua veste anonima. E siccome pensiamo per rendere appetibile a un elettorato ormai inappetente anche questo nuovo progetto, occorra renderlo tutt’altro che anonimo, tutt’altro che clandestino, ma anzi provocatorio, ossimorico, e quindi onesto nel riconoscersi eterogeneo ma necessario, abbiamo pensato di proporre una mascotte.
La mascotte in questione tra l’altro, permette di risolvere brillantemente anche l’annosa questione del pantheon della lista, dei padri spirituali e consimili amenita’, cui proprio non si puo’ mai rinunciare.
Cosi’ prima di scoprire che stiamo per votare il cartello di una sinistra che, essendo curiosa, si riconosce nella figura di Piero Angela, ed essendo anche un po’ antifascista e sinceramente democratica (non come il PD), non può esimersi dal riferirsi a Sabrina Ferilli, abbiamo pensato potesse essere utile guardarsi in faccia e riconoscerci per quello che siamo (stati).
L’umile proposta di Labouratorio e’ dunque che la mascotte ufficiale della lista Sinistra e Liberta’ sia un ornitorinco, per le ragioni sopra elencate, e precisamente l’Ornitorinco di nome Craxìnguer.
Del resto, una lista che nasce dall’incontro di storie un tempo ferocemente antagoniste, non ha migliore rappresentazione dell’incredibile connubio tra due eterni duellanti.
Non sappiamo se il pugnace Bettino e l’integerrimo Enrico sapranno trovare una sintesi felice post-mortem, ma se questa lista mostrasse di avere la meta’ del rigore morale dell’eurocomunista Berlinguer, e un quarto dell’amore per la liberta’ del socialista europeo Bettino, beh allora non ci sarebbe sbarramento che tenga.
| sabato 7 marzo 2009 | Scritto da Plex - 111 letture |

Si sa che è un periodo difficile e così anche Labouratorio ha avuto bisogno di un pò di tempo per metabolizzare gli imprevedibili eventi delle ultime settimane.
Andando con ordine.
La crisi economica si sta avvitando sempre di più in tutto il mondo lasciando presagire in Italia un 2009 da brivido con una decrescita del PIL del 2,6% con un crollo della produzione industriale e un aumento esponenziale dei lavoratori in cassa integrazione.
La crisi politica del centrosinistra non conosce tregua: Walter Veltroni si è dimesso da segretario del PD in seguito alla batosta alle regionali sarde, i sondaggi vedono il PD crollare al 22% con una crescita di Di Pietro al 9% ed un cartello delle sinistre dai contorni ancora confusi.
Di fronte alla straordinaria portata delle due crisi, economica e politica, l’unica immagine che viene in mente è quella di un paese e di una classe dirigente che si squaglia come neve al sole.
L’assenza di un solido retroterra culturale e di una forte base organizzativa sono le cause strutturali che hanno minato alla radice la leadership di Veltroni e allo stesso modo minano alla radice il progetto stesso del PD e della quasi totalità delle altre forze politiche organizzate.
Quasi specularmente l’insipienza tecnica e progettuale di una classe imprenditoriale non degna di questo nome e l’assenza di imprese organizzate e solide è la premessa per il disastro di un paese che deve la sua unica salvezza all’ancoraggio europeo.
E mentre viene alla luce il nulla che sostiene l’attuale classe dirigente, contemporaneamente sembra sfumare
la distinzione tra sensibilità politiche più o meno marcate. Accade così che a destra il berlusconismo annulli ogni differenza di orientamento cannibalizzando ogni decisione e posizione, mentre a sinistra sorgano inaspettate convergenza tra forze politiche divise da decenni di storia e scontri.
Non sappiamo se l’apparentemente ambizioso cartello della Sinistra per Le Libertà, che comprende Socialisti, Vendoliani, Verdi e SD, possa costituire un embrione di un progetto politico di un qualunque respiro. Abbiamo le nostre perplessità e qualche idea da offrire.
Una cosa è certa: abbiamo un urgente bisogno di una nuova classe dirigente. Lo ha detto perfino l’ex presidente Prodi (un marziano rispetto ai leader del PD, ed è tutto dire) in una lezione ad Oxford. Servono volti nuovi, preparati, forti. Servono nuovi strumenti per selezionarli.
Serve, in pratica, un Labouratorio giovanile per una sinistra che non c’è…Vi dice niente?
SOMMARIO N°45
| domenica 15 febbraio 2009 | Scritto da Plex - 53 letture |
Era il Febbraio del 2008 a due mesi dalle elezioni politiche piu’ disastrose nella storia della sinistra italiana. Labouratorio pubblicava questo articolo. L’originale lo trovate qui. La lettera di Tommaso al riformista qui.
Di tutti gli errori e le castronerie che noi socialisti abbiamo fatto e stiamo tutt’ora facendo ce ne è uno che proprio non possiamo permetterci: morire prima di (ri)nascere. Siamo alla vigilia di elezioni che per molti versi decideranno il futuro assetto politico del paese e il ruolo che i Socialisti italiani rivestiranno. Dalle scelte che compiamo ora, dipendono in modo cruciale il nostro destino e la nostra sopravvivenza politica autonoma.Una prima importante scelta, purtroppo non liberamente determinata, è stata quella di correre da soli senza apparentamenti di nessun tipo.
Ancora non è invece stata formalizzata la seconda fondamentale scelta: il candidato premier del PS. E’ questa una decisione estremamente importante che definirà i termini dell’offerta politica che porteremo agli italiani, sarà il nostro biglietto da visita, il volto con cui rappresentare le nostre battaglie, quello col quale con un colpo d’occhio, 58 milioni di italiani identificheranno il nostro progetto politico. (continua…)
| giovedì 12 febbraio 2009 | Scritto da Plex - 115 letture |

Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 145 del 09/02/2009
QUAGLIARIELLO (PdL). Signor Presidente [...] a costo di non essere politicamente corretto, non voglio che passi che è successo un incidente. [...]
In questi giorni tutti hanno assunto delle decisioni politiche e queste ultime hanno avuto delle responsabilità. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Eluana non è morta, Eluana è stata ammazzata. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Proteste dal Gruppo PD). Per quel che ci riguarda, lo diciamo noi, non ci stiamo! (Vivi applausi dai Gruppi PdL e LNP. Proteste dai Gruppi PD e IdV. Repliche dal Gruppo PdL).
GASPARRI (PdL). Signor Presidente, colleghi del Senato, membri del Governo, oggi abbiamo vissuto una giornata che certo non dimenticheremo facilmente e sulla quale ognuno di noi poi esprimerà opinioni e valutazioni. [...]
Oggi è accaduta un’immane tragedia, sulla quale l’Italia si interrogherà a lungo. Noi di questo siamo profondamente addolorati, quanto tutti e forse più di tutti. [...]
Abbiamo discusso a lungo per preparare delle proposte e l’impegno condiviso del Governo è quello di venire in Aula, rapidamente, a fare una legge che tutti abbiamo invocato, che il Paese attende e che oggi più che mai appare necessaria per la tragedia che incombe su tutta la nostra Nazione. [...]
Abbiamo preso atto di valutazioni altre. Chi ha assunto altre valutazioni lo ha fatto perché, evidentemente, riteneva di rispettare non solo la propria coscienza, ma anche la sua lettura della Costituzione repubblicana. I dibattiti di giuristi, costituzionalisti e di Presidenti emeriti hanno dimostrato, in questi giorni, che era lecito pensarla in un modo e in un altro e la letteratura è ampia al riguardo.
Allora, siccome riteniamo che alcuni principi vadano scanditi…
PRESIDENTE (Schifani). Senatore Gasparri, lei sta parlando della prima carica dello Stato. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut.) La invito, quindi, sulle…
GASPARRI (PdL). Con grande rispetto, Presidente.
PRESIDENTE. … riflessioni politiche …
GASPARRI (PdL). Con grande rispetto. Sto parlando con grande rispetto, perché io sono una persona responsabile, cari colleghi del Senato! Una persona che difende la vita nel Senato della Repubblica, che è contro il cinismo e che rispetta la prima carica dello Stato, così come la vita dell’ultimo cittadino che giace in un ospedale, rischiando di morire. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Il rispetto va dato a tutti, signor Presidente.
Poco più tardi lo stesso Gasparri rincarerà la dose in conferenza stampa dichiarando che “su questa vicenda peseranno per sempre le firme messe e le firme non messe”.
Labouratorio invece pensa che su questa vicenda ciò che peserà per sempre sono queste parole grottesche, queste strumentalizzazioni volgari, questo moralismo accattone di chi si arroga il diritto di bacchettare tanto i propri avversari politici quanto le istituzioni, in nome di una presunta superiorità morale che francamente risulta difficile da rintracciare nei profili dei succitati esponenti della maggioranza (Quagliariello è stato un dirigente radicale per giove!). Maggioranza che sostiene un governo retto da un signore che da predicatore silenzioso dell’anarchia etica si è convertito dalla sera alla mattina per puro calcolo politico in un improbabile ultrà della vita, in sfregio alla coerenza, al buonsenso, al rispetto degli equilibri istituzionali, teorizzando di fatto l’inutilita’ di qualunque garanzia e libertà di uno stato di diritto di fronte al suo totalitarismo culturale.
Noi a questo saltimbanco bugiardo e senza vergogna e ai suoi lacchè senza scorza nè autonomia di pensiero ci sentiamo di dire una cosa:
Staccate la spina al disco rotto delle vostre cazzate…
SOMMARIO N°43
| martedì 3 febbraio 2009 | Scritto da Plex - 128 letture |
Tutta la redazione di Labouratorio si stringe attorno al “colonnello” Antonio Albano nel momento della scomparsa del suo papa’

Dov’è la democrazia?Cos’è la democrazia?Come di tutti i concetti dei quali tutti discutono e di tutte le parole che vengono ripetute troppo spesso (do you remember Riformismo?) il significato sembra divenire man mano sempre più evanescente.
I nostri dotti etimologi ci suggeriscono che significhi potere al popolo. Poi subentra la nostra equipe di liberal democratici a ribadirci come l’unica forma possibile plausibile e accettabile sia quella rappresentativa. Ed ecco che le cose si complicano, fai presto a dire rappresentanza. Di idee? Dei territori?Etnica, razziale, sessuale, generazionale?Le quooooooteeee direbbe qualche compagna combattiva!
Ma veniamo alla realizzazione pratica di questa benedetta democrazia. Bisogna scegliere la legge elettorale?Porcellum o europorcellum?E gli sbarramenti?Leciti o illeciti?Criminali atti di oltraggio al democratico senso del pudore?Giusti tentativi di uccidere nella culla gli insopportabili poteri di veto dei micropartitini?
E quali sono le condizioni perchè la democrazia sia davvero garantita?Pari diritti e pari opportunità tra i concorrent?E i soldi?Convincere costa miei cari, e se volete essere rappresentativi avete bisogno di molti sghei. E chi li deve mettere questi soldi?Come è lecito procurarseli?
A queste domande proviamo a rispondere in questo numero in cui Labouratorio va alla ricerca della democrazia perduta. Tenendo ben fermi due punti. Il primo è che l’aggettivo democratico ci inquieta un pò. E non solo perchè l’ha scelto quel beota di Walter per denominare il suo partito, ma perchè è appunto vago e indefinito, non qualifica in nessun modo l’offerta politica di chi ci si professa. Per questo a noi chi è partito democratico non ci riesce proprio a rappresentare. Anzi addirittura cerca di impedirci di trovare una rappresentanza.
Ma siccome noi siamo ganzi il problema non ci tange. Ci togliete la rappresentanza?noi ci autorappresentiamo. Come, chiederete?Ma è ovvio: candidiamo il nostro creatore! Il nostro rappresentante si chiama Tommaso Ciuffoletti, e ci ha creati. Ha lavorato sodo per farci e ora continua a lavorare sodo da un’altra parte. Fa il segretario del Partito Socialista di Firenze, povero lui. Si è candidato alle primarie per le elezioni provinciali della sua città. Si è fatto un mazzo tanto e ha fatto un programma che a leggerlo ci ha fatti diventare strenui difensori dell’esistenza delle provincie. Lo trovate qui.
Per cui chiamate i vostri nonni fiorentini, le vostre amanti di San Frediano, i vostri commissari tecnici di Coverciano, e votatelo, votateci, votatevi. Aiutatelo, aiutateci, aiutatevi. Siamo la sua/nostra/vostra unica speranza.
SOMMARIO N°42
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