Labouratorio

[Mondoperaio] Labouratorio per il futuro – ROMA – Sabato 18 luglio ore 17.30

di Redazione - venerdì 17 luglio 2009 - 38 views

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[Locatellate d'Estate] Il CN del PS ovvero “Quello che non vi ho detto”

di Plex - mercoledì 15 luglio 2009 - 282 views

La cronaca ufficiale del CN la trovate qui, il documento della segreteria approvato a maggioranza, seppure non larghissima, lo trovate qui, il documento bocciato (e non decaduto come dice la versione ufficiale) della minoranza di sinistra lo trovate qui. La registrazione su radioradicale (ma non ve la consiglio) è invece qui. Di seguito solo i pensieri di uno dei 12 contrari…

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“Facciamo una verifica rapida rapida, chi preferisce anticipare il voto alle 16?”

E chi non preferirebbe anticiparlo sto benedetto voto? Caldo fà caldo, cose inutili ne sono state dette a tonnellate, nessuna o quasi pertinente al voto suddetto o anche solo parzialmente aderente alla realtà di qualcosa di più significativo di un simulacro di partito che non vive più nemmeno nei progetti dei suoi leaders o presunti tali. C’è pure lo sciopero dei treni e come dice il segretario: “Non possiamo affidare una votazione importante solo ai compagni di Roma e del Lazio!”. D’altronde qua “non siamo a una riunione della Garbatella” (cito a memoria dalle parole di Riccardo Nencini). E dunque pace se dei 50 iscritti a parlare non si arriverà al 40esimo, che poi sarei io, e pace se non avrò modo di dire a voce quello che mi accingo a scrivere in questo articolo. La presidente dell’assemblea, Pia Locatelli, ha fatto la sua domanda e ha avuto la sua risposta. Il voto si anticipa, il mio intervento salta. Read the rest of this entry »

Tags: andrea pisauro, consiglio nazionale, Di lello, locatelli, Nencini, partito, PS, segreteria, Sinistra e Libertà, socialist, socialisti

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[Sinistra,Libertà, varie ed eventuali] Un ornitorinco di nome Craxìnguer

di Plex - venerdì 20 marzo 2009 - 489 views

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Come brillantemente ha esplicato il nostro brillante editoriale, anche questa banda di labouranti sfessati e’ della difficile partita di Sinistra e Libertà.

A modo nostro, chi piu’, chi meno, chi per niente, ma non vogliamo certo far mancare il nostro provocatorio contributo al cartello sinistrorso e sinistronzo.

Abbiamo letto l’editoriale del nostro capo ritrovato e l’abbiamo trovato un pò tautologico. In effetti ci è piaciuto, pur non convincendoci del tutto, con quella sua retorica suggestiva dell’incontro-scontro, e ci ha invece putroppo convinto, smettendo seduta stante di piacerci, nel momento in cui tratteggiava la difficoltà di illudersi nuovamente dietro a chi ci ha da poco deluso.
Abbiamo visto il simbolo e non c’ha fatto proprio impazzire, con quella sua veste anonima. E siccome pensiamo per rendere appetibile a un elettorato ormai inappetente anche questo nuovo progetto, occorra renderlo tutt’altro che anonimo, tutt’altro che clandestino, ma anzi provocatorio, ossimorico, e quindi onesto nel riconoscersi eterogeneo ma necessario, abbiamo pensato di proporre una mascotte.
La mascotte in questione tra l’altro, permette di risolvere brillantemente anche l’annosa questione del pantheon della lista, dei padri spirituali e consimili amenita’, cui proprio non si puo’ mai rinunciare.
Cosi’ prima di scoprire che stiamo per votare il cartello di una sinistra che, essendo curiosa, si riconosce nella figura di Piero Angela, ed essendo anche un po’ antifascista e sinceramente democratica (non come il PD), non può esimersi dal riferirsi a Sabrina Ferilli, abbiamo pensato potesse essere utile guardarsi in faccia e riconoscerci per quello che siamo (stati).
L’umile proposta di Labouratorio e’ dunque che la mascotte ufficiale della lista Sinistra e Liberta’ sia un ornitorinco, per le ragioni sopra elencate, e precisamente l’Ornitorinco di nome Craxìnguer.

Del resto, una lista che nasce dall’incontro di storie un tempo ferocemente antagoniste, non ha migliore rappresentazione dell’incredibile connubio tra due eterni duellanti.

Non sappiamo se il pugnace Bettino e l’integerrimo Enrico sapranno trovare una sintesi felice post-mortem, ma se questa lista mostrasse di avere la meta’ del rigore morale dell’eurocomunista Berlinguer, e un quarto dell’amore per la liberta’ del socialista europeo Bettino, beh allora non ci sarebbe sbarramento che tenga.

Tags: andrea pisauro, Berlinguer, Craxi, Craxinguer, labouratorio, ornitorinco

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[Labouratorio n.45]Come neve al sole

di Plex - sabato 7 marzo 2009 - 102 views

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Si sa che è un periodo difficile e così anche Labouratorio ha avuto bisogno di un pò di tempo per metabolizzare gli imprevedibili eventi delle ultime settimane.
Andando con ordine.
La crisi economica si sta avvitando sempre di più in tutto il mondo lasciando presagire in Italia un 2009 da brivido con una decrescita del PIL del 2,6% con un crollo della produzione industriale e un aumento esponenziale dei lavoratori in cassa integrazione.
La crisi politica del centrosinistra non conosce tregua: Walter Veltroni si è dimesso da segretario del PD in seguito alla batosta alle regionali sarde, i sondaggi vedono il PD crollare al 22% con una crescita di Di Pietro al 9% ed un cartello delle sinistre dai contorni ancora confusi.

Di fronte alla straordinaria portata delle due crisi, economica e politica, l’unica immagine che viene in mente è quella di un paese e di una classe dirigente che si squaglia come neve al sole.
L’assenza di un solido retroterra culturale e di una forte base organizzativa sono le cause strutturali che hanno minato alla radice la leadership di Veltroni e allo stesso modo minano alla radice il progetto stesso del PD e della quasi totalità delle altre forze politiche organizzate.
Quasi specularmente l’insipienza tecnica e progettuale di una classe imprenditoriale non degna di questo nome e l’assenza di imprese organizzate e solide è la premessa per il disastro di un paese che deve la sua unica salvezza all’ancoraggio europeo.
E mentre viene alla luce il nulla che sostiene l’attuale classe dirigente, contemporaneamente sembra sfumare
la distinzione tra sensibilità politiche più o meno marcate. Accade così che a destra il berlusconismo annulli ogni differenza di orientamento cannibalizzando ogni decisione e posizione, mentre a sinistra sorgano inaspettate convergenza tra forze politiche divise da decenni di storia e scontri.

Non sappiamo se l’apparentemente ambizioso cartello della Sinistra per Le Libertà, che comprende Socialisti, Vendoliani, Verdi e SD, possa costituire un embrione di un progetto politico di un qualunque respiro. Abbiamo le nostre perplessità e qualche idea da offrire.
Una cosa è certa: abbiamo un urgente bisogno di una nuova classe dirigente. Lo ha detto perfino l’ex presidente Prodi (un marziano rispetto ai leader del PD, ed è tutto dire) in una lezione ad Oxford. Servono volti nuovi, preparati, forti. Servono nuovi strumenti per selezionarli.
Serve, in pratica, un Labouratorio giovanile per una sinistra che non c’è…Vi dice niente?

SOMMARIO N°45

  • [ComeNeveAlSole]Veltroni?il meno peggio del peggio… (Giaime Marzo)
  • [Intercettazioni]Labourante ottimista vs Social-pessimista
  • [Labouracultura]il “SOCIALISMO” di L.Von Mises (Socialista Eretico)
  • [Labouracultura]Il futuro del futurismo (Andrea A. Iannello)
  • [VideoLabouratorio]Nuovo inno del Piddì

Tags: andrea pisauro, crisi, neve al sole, Prodi, Veltroni

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[Amarcord]Quando Labouratorio scendeva in campo per Ciuffoletti presidente

di Plex - domenica 15 febbraio 2009 - 49 views

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Era il Febbraio del 2008 a due mesi dalle elezioni politiche piu’ disastrose nella storia della sinistra italiana. Labouratorio pubblicava questo articolo. L’originale lo trovate qui. La lettera di Tommaso al riformista qui.

Di tutti gli errori e le castronerie che noi socialisti abbiamo fatto e stiamo tutt’ora facendo ce ne è uno che proprio non possiamo permetterci: morire prima di (ri)nascere. Siamo alla vigilia di elezioni che per molti versi decideranno il futuro assetto politico del paese e il ruolo che i Socialisti italiani rivestiranno. Dalle scelte che compiamo ora, dipendono in modo cruciale il nostro destino e la nostra sopravvivenza politica autonoma.Una prima importante scelta, purtroppo non liberamente determinata, è stata quella di correre da soli senza apparentamenti di nessun tipo.

Ancora non è invece stata formalizzata la seconda fondamentale scelta: il candidato premier del PS. E’ questa una decisione estremamente importante che definirà i termini dell’offerta politica che porteremo agli italiani, sarà il nostro biglietto da visita, il volto con cui rappresentare le nostre battaglie, quello col quale con un colpo d’occhio, 58 milioni di italiani identificheranno il nostro progetto politico. Read the rest of this entry »

Tags: amracord, andrea pisauro, candidatura, elezioni politiche, labouratorio, Tommaso Ciuffoletti

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[Labouratorio n.43]Staccate la spina a Gasparri e Quagliariello!

di Plex - giovedì 12 febbraio 2009 - 111 views

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Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 145 del 09/02/2009

QUAGLIARIELLO (PdL). Signor Presidente [...] a costo di non essere politicamente corretto, non voglio che passi che è successo un incidente. [...]

In questi giorni tutti hanno assunto delle decisioni politiche e queste ultime hanno avuto delle responsabilità. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Eluana non è morta, Eluana è stata ammazzata. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Proteste dal Gruppo PD). Per quel che ci riguarda, lo diciamo noi, non ci stiamo! (Vivi applausi dai Gruppi PdL e LNP. Proteste dai Gruppi PD e IdV. Repliche dal Gruppo PdL).

GASPARRI (PdL). Signor Presidente, colleghi del Senato, membri del Governo, oggi abbiamo vissuto una giornata che certo non dimenticheremo facilmente e sulla quale ognuno di noi poi esprimerà opinioni e valutazioni. [...]

Oggi è accaduta un’immane tragedia, sulla quale l’Italia si interrogherà a lungo. Noi di questo siamo profondamente addolorati, quanto tutti e forse più di tutti. [...]

Abbiamo discusso a lungo per preparare delle proposte e l’impegno condiviso del Governo è quello di venire in Aula, rapidamente, a fare una legge che tutti abbiamo invocato, che il Paese attende e che oggi più che mai appare necessaria per la tragedia che incombe su tutta la nostra Nazione. [...]

Abbiamo preso atto di valutazioni altre. Chi ha assunto altre valutazioni lo ha fatto perché, evidentemente, riteneva di rispettare non solo la propria coscienza, ma anche la sua lettura della Costituzione repubblicana. I dibattiti di giuristi, costituzionalisti e di Presidenti emeriti hanno dimostrato, in questi giorni, che era lecito pensarla in un modo e in un altro e la letteratura è ampia al riguardo.

Allora, siccome riteniamo che alcuni principi vadano scanditi…

PRESIDENTE (Schifani). Senatore Gasparri, lei sta parlando della prima carica dello Stato. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut.) La invito, quindi, sulle…

GASPARRI (PdL). Con grande rispetto, Presidente.

PRESIDENTE. … riflessioni politiche …

GASPARRI (PdL). Con grande rispetto. Sto parlando con grande rispetto, perché io sono una persona responsabile, cari colleghi del Senato! Una persona che difende la vita nel Senato della Repubblica, che è contro il cinismo e che rispetta la prima carica dello Stato, così come la vita dell’ultimo cittadino che giace in un ospedale, rischiando di morire. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Il rispetto va dato a tutti, signor Presidente.

Poco più tardi lo stesso Gasparri rincarerà la dose in conferenza stampa dichiarando che “su questa vicenda peseranno per sempre le firme messe e le firme non messe”.

Labouratorio invece pensa che su questa vicenda ciò che peserà per sempre sono queste parole grottesche, queste strumentalizzazioni volgari, questo moralismo accattone di chi si arroga il diritto di bacchettare tanto i propri avversari politici quanto le istituzioni, in nome di una presunta superiorità morale che francamente risulta difficile da rintracciare nei profili dei succitati esponenti della maggioranza (Quagliariello è stato un dirigente radicale per giove!). Maggioranza che sostiene un governo retto da un signore che da predicatore silenzioso dell’anarchia etica si è convertito dalla sera alla mattina per puro calcolo politico in un improbabile ultrà della vita, in sfregio alla coerenza, al buonsenso,  al rispetto degli equilibri istituzionali,  teorizzando di fatto l’inutilita’ di qualunque garanzia e libertà di uno stato di diritto di fronte al suo totalitarismo culturale.

Noi a questo saltimbanco bugiardo e senza vergogna e ai suoi lacchè senza scorza nè autonomia di pensiero ci sentiamo di dire una cosa:

Staccate la spina al disco rotto delle vostre cazzate…

SOMMARIO N°43

  • [Coupe de theatre]Silvio Re Taumaturgo. Tragedia in tre atti. (Andrea Carnicci)
  • [Liberatorio]Il mio testamento biologico (Lidano Lucidi)
  • [Communication]Il caso Soru vs Studio Aperto e l’informazione in Italia (Andrea Natalini)
  • [L'embrione clericale]Parte 3: la 194 e la 40 (Socialista Eretico)
  • [Immigrazione]Identità collettive o diritti individuali? (Matteo Salvetti)
  • [Sinistra deviante]Aridatece gli oppressi! (Gionny D’Anna)
  • [Filosofeggiando]La barba di Socrate (per un’etica dell’autoironia) (Tomaso Greco)

Tags: andrea pisauro, Eluana Englaro, eutanasia, Gaetano Quagliarello, Maurizio Gasparri, seduta, senato, silvio berlusconi

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[Labouratorio n.42]Labouratorio alla ricerca della democrazia perduta

di Plex - martedì 3 febbraio 2009 - 123 views

Tutta la redazione di Labouratorio si stringe attorno al “colonnello” Antonio Albano nel momento della scomparsa del suo papa’

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Dov’è la democrazia?Cos’è la democrazia?Come di tutti i concetti dei quali tutti discutono e di tutte le parole che vengono ripetute troppo spesso (do you remember Riformismo?) il significato sembra divenire man mano sempre più evanescente.

I nostri dotti etimologi ci suggeriscono che significhi potere al popolo. Poi subentra la nostra equipe di liberal democratici a ribadirci come l’unica forma possibile plausibile e accettabile sia quella rappresentativa. Ed ecco che le cose si complicano, fai presto a dire rappresentanza. Di idee? Dei territori?Etnica, razziale, sessuale, generazionale?Le quooooooteeee direbbe qualche compagna combattiva!

Ma veniamo alla realizzazione pratica di questa benedetta democrazia. Bisogna scegliere la legge elettorale?Porcellum o europorcellum?E gli sbarramenti?Leciti o illeciti?Criminali atti di oltraggio al democratico senso del pudore?Giusti tentativi di uccidere nella culla gli insopportabili poteri di veto dei micropartitini?

E quali sono le condizioni perchè la democrazia sia davvero garantita?Pari diritti e pari opportunità tra i concorrent?E i soldi?Convincere costa miei cari, e se volete essere rappresentativi avete bisogno di molti sghei. E chi li deve mettere questi soldi?Come è lecito procurarseli?

A queste domande  proviamo a rispondere in questo numero in cui Labouratorio va alla ricerca della democrazia perduta. Tenendo ben fermi due punti. Il primo è che l’aggettivo democratico ci inquieta un pò. E non solo perchè l’ha scelto quel beota di Walter per denominare il suo partito, ma perchè è appunto vago e indefinito, non qualifica in nessun modo l’offerta politica di chi ci si professa. Per questo a noi chi è partito democratico non ci riesce proprio a rappresentare. Anzi addirittura cerca di impedirci di trovare una rappresentanza.

Ma siccome noi siamo ganzi il problema non ci tange. Ci togliete la rappresentanza?noi ci autorappresentiamo.  Come, chiederete?Ma è ovvio: candidiamo il nostro creatore! Il nostro rappresentante si chiama Tommaso Ciuffoletti, e ci ha creati.  Ha lavorato sodo per farci e ora continua a lavorare sodo da un’altra parte. Fa il segretario del Partito Socialista di Firenze, povero lui. Si è candidato alle primarie per le elezioni provinciali della sua città. Si è fatto un mazzo tanto e ha fatto un programma che a leggerlo ci ha fatti diventare strenui difensori dell’esistenza delle provincie. Lo trovate qui.

Per cui chiamate i vostri nonni fiorentini, le vostre amanti di San Frediano, i vostri commissari tecnici di Coverciano, e votatelo, votateci, votatevi.  Aiutatelo, aiutateci, aiutatevi. Siamo la sua/nostra/vostra unica speranza.

SOMMARIO N°42

  • [It's democracy baby?]L’Europorcellum tra analisi giuste e contromisure folli (Isidoro Niola)
  • [It's democracy, baby]Consenso e Rappresentanza (tomasoboyer)
  • [It was democracy, baby]Il pomo della discordia (Nicola Carnovale)
  • [Roba che tocca]Moscate d’inverno
  • [Congresso FGS]Da Salerno ripartono i giovani socialisti? (Andrea Natalini)
  • [Scomunicazioni]Una tragedia e una sconfitta per la chiesa (Salvatore Gentile)
  • [L'embrione clericale]Parte 2: il capitalismo eugenetico (Socialista Eretico)

Tags: andrea pisauro, congresso, democratico, democrazia, elezioni, provinciali, rappresentanza, sbarramento, Tommaso Ciuffoletti

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[Labouratorio n.41] Labouratorio e la notte dei morti viventi

di Plex - lunedì 26 gennaio 2009 - 138 views

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Lo diciamo subito, Labouratorio è vivo e contento di esserlo. Non è roba da poco. Non è cosa che tutti possano permettersi di affermare a cuor leggero.

A dirla tutta in verità, l’intero campo della sinistra politica sembra popolato di cadaveri. Leader usurati, cacicchi sputtanati, consorterie esauste, segreterie di partito in preda a crisi di nervi e di isteria, giornali in calo di vendite se non in crisi finanziaria, quella che poteva essere (moooolto ottimisticamente) la primavera della sinistra italiana sospinta dal vento della crisi globale che incalza un governo che inizia a mostare le prime crepe, sembra piuttosto diventare una passerella di vecchiume in attesa di essere travolto.

Già profondamente minati nella credibilità dall’azione di governo, la batosta elettorale sembra aver sferrato un colpo mortale alla capacità di iniziativa politica di tutti i partiti che più o meno dichiaratamente militano nel campo della sinistra. Nessun orizzonte strategico, nessuna prospettiva di crescita, neanche lo straccio di una tattica a medio termine per incalzare la maggioranza.

Si ha come la sensazione che dal PD a quel che resta di Rifondazione ci si sia rassegnati ad andare incontro ad un’ennesima batosta, tanto alle europee quanto alle amministrative e che l’unico obiettivo sia imitare i danni.

Il centro di tutto è, com’è evidente, la crisi del PD e della sua pretesa autosufficienza bipartitizzante che si è scontrata con la dura realtà dei fatti. Nessuno al suo interno sembra avere la capacità e la possibilità di lanciare adesso un progetto alternativo alla fallimentare linea veltroniana. L’unico che ne avrebbe, se non le capacità, forse l’ambizione, il sempiterno D’Alema, preferisce aspettare il responso delle urne, che si presagisce drammatico.

E mentre il segretario scatena il massimo della propria capacità politica per una riforma elettorale che introduca uno sbarramento di consistenza tale da permettergli di far fuoi i piccoli e perdere uno o due punti percentuali in meno, i partititini di sinistra non riescono ad andare oltre lo sterile richiamo all’ “attacco alla democrazia” che nasconde la cronica mancanza di un qualsivoglia progetto per il bene del paese.

Nessuno sa che pesci pigliare nè tantomeno come serrare le fila dei voti e dei militanti in libera uscita, nessuna campagna d’opinione, battaglia politica, niente di niente. Tutti aspettano Godot, ovvero la fine del PD. Tutti tranne uno ovviamente, l’ineffabile Di Pietro, che però è di destra e di cui non abbiamo nessunissima intenzione di scrivere nemmeno un rigo (per quanto ci dicono che disponga tra le sue fila di militanti/e quantomai avvenenti).

Nel paese reale nel frattempo non succede nulla di che, il Pil diminuirà del 2%, la produzione industriale crolla, i consumi diminuiscono di un quarto.

Noi in tutto ciò abbiamo esaurito l’ottimismo della volontà, quello del dovere e perfino quello della possibilità. Però siamo vivi, usciamo una volta a settimana, dibattiamo di Craxi, di embrioni, di rifiuti, di ebrei e di filosofia. Scusate se è poco.

SOMMARIO N°41

  • [CraxiLab]Un nulla fatto di vuoti (Bianca La Rocca)
  • [CraxiLab]per Craxi e la sinistra che non abbiamo (Lorenzo Passerini)
  • [L'embrione clericale]Parte 1: il metodo laico (Socialista Eretico)
  • [Er Monnezzaro]I rifiuti delle 3 Italie – Seconda parte (Dario Alberto Caprio)
  • [Labouracultura]Ebrei e pregiudizi: fanatici integralisti e ricchi usurai. Ecco perché non è vero. (Andreas)
  • [L'Anticristo]Quell’anticlericale di Nietzsche… (Fabio Cruciani)

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[Giovani Socialisti]Più siamo meglio stiamo: facciamo la giovanile del socialismo!

di Redazione - lunedì 19 gennaio 2009 - 333 views

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Ok, c’è un conflitto di interessi, perchè gran parte degli elaboranti sono anche labouranti e a postare l’articolo è il primo firmatario, ma si sa i giovani socialisti sono pochi e si deve fare di necessità virtù…spero ci perdonerete!

Più l’Italia sembra avere un disperato bisogno di socialismo, intrappolata com’è tra la crisi contingente dell’economia globale e quella strutturale delle sue eterne anomalie, più i socialisti sembrano incapaci di rispondere a questa esigenza, chiusi nella torre d’avorio di chi aveva ragione 15 anni fa. Tanto più è grande lo spazio che si presenta dinanzi, tanto più il Partito Socialista non sembra in grado di appropriarsene con la sola propria iniziativa e nonostante il meritorio attivismo della nuova gestione. Assuefatti alla filosofia del primum vivere, i socialisti non riescono ad andare oltre il piccolo cabotaggio e proporre una strategia di lungo periodo. Anche per questo assistiamo al quotidiano stillicidio di dichiarazioni di dirigenti o eletti del partito che abbandonano la nave proprio nel momento in cui invece la crisi irreversibile del PD sembra aprire nuovi ed interessanti  scenari  di evoluzione per il campo della sinistra.

Purtroppo anche a livello giovanile si sono riproposti gli stessi vizi. Proprio nel momento in cui ci sarebbe stato maggiore bisogno di un confronto politico-ideale che ci consentisse il massimo grado di apertura e il maggior livello di partecipazione della e nella nostra federazione giovanile socialista, si è voluto adottare  una soluzione di facile chiusura, concentrandosi nell’elargizione dei “titoli nobiliari” e senza particolari spunti di iniziativa politica.

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[Compleanni]Labouratorio è Passione, Labouratorio è Follia

di Plex - venerdì 26 dicembre 2008 - 67 views

Labouratorio compie un anno, AUGURI LABOURATORIO!!!

In un anno succedono tante cose in assoluto, figuratevi nella politica italiana. E per Lab e i suoi indefessi labouranti, tra i quali mi fregio di annoverarmi,  è stato un anno lungo, bello, difficile, emozionante. Non sarò io a raccontarne la storia. Quello che mi preme raccontare è cosa sia stato per me questo viaggio lungo un anno.

Labouratorio per me è passione. Quella che ti fa organizzare un “labouraparty in the plex house” in occasione della mia sfortunata candidatura a consigliere comunale. Quella che ti spinge a metterti al computer quanto torni a casa semi in coma perchè magari bisogna mettere online il numero del dopo elezioni quando nessuno ma proprio nessuno ha voglia di scrivere. Quella che ti fa sacrificare gli ultimi scampoli di lucidità per scrivere qualcosa di sensato in uno dei pochi scranni autorevoli rimasti nella blogosfera rosapugnante. E’ la passione che spinge alla follia di pubblicare due articoli nello stesso numero quando il sonno sarebbe decisamente la scelta migliore. E’ la stessa passione che ti fa postare direttamente in bella copia su wordpress senza passare da Word o consimili.

Ma Labouratorio per me è anche follia. Quella di chi si mette a fare le gare per gli articoli più visti con quel cornutazzo di Carminuozzo, oramai desaparecido (a proposito ve lo ricordate?), quello di chi mette la propria frase su msn con in link al sito e fa spam senza paura di arrossire tra amici e parenti. E’ la follia di coinvolgere compagni di corso in crociate kamikaze anche contro il collettivo del nostro dipartimento.

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[Nostalgie Labouranti]Come sarà la terza repubblica: un anno dopo

di Plex - venerdì 26 dicembre 2008 - 63 views

Non è senza un pizzico di nostalgia che riprendo in mano il primo, ingenuo, articolo scritto per labouratorio. E’ passato un anno, molte cose sono cambiate, molte poche sono quelle su cui c’ho preso, ma della terza repubblica, tramontata la seconda, non c’è ancora traccia…

L’eterna transizione italiana non conosce mai fine. E’ mutato l’assetto geopolitico mondiale, il modello di sviluppo globale, siamo passati dalla guerra fredda al mondo unipolare alla globalizzazione all’elezione di Obama. Sono tramontati uomini, partiti ed ideologie. Ma dalla democrazia bloccata dell’alternanza impossibile tra democristiani e comunisti della Prima Repubblica al bipolarismo bastardo della Seconda, in Italia il sistema politico è sempre anomalo e in attesa di transire versa una meta sempre lontana.

Gli sconvolgimenti politici dell’autunno scorso, che hanno portato alla caduta del governo Prodi e alle elezioni anticipate che hanno consegnato l’Italia a Berlusconi, avevano dato avvio ad una babele di ipotesi sul futuro assetto della politica italiana. Tutto si può dire meno che questa benedetta e chimerica Terza Repubblica, sia finalmente arrivata.

Ad onor del vero invece, il sistema appare tuttora estremamente instabile. Instabili sono i partiti, e i loro equilibri interni, dalla Destra di Storace che perde la Santanchè a Rifondazione in preda al rischio scissione, passando per il PD in pieno travaglio e l’UDC che perde pezzi verso destra. Instabili sono le strategie e le linee politiche, sconfessate immediatamente dopo essere state pomposamente sbandierate ai quattro venti (vi ricordate il dialogo di veltroniana memoria e i tentativi infantili di fare sponda col Berlusca?). Instabili in teoria sono anche le regole del gioco, con la legge elettorale perennemente da riformare, quale che sia l’elezioni di cui si discute, e le riforme istituzionali sempre lì da fare, ma si sa che di fronte alla soluzione dei problemi in Italia l’instabilità diventa eternamente stabile.

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[Labouratorio di squola dibatte] A’ Gelmini è o’male .. o almeno una faccia del problema

di Plex - lunedì 10 novembre 2008 - 160 views

Labouratorio di Squola dibatte da un po’. Dallo scorso numero, per la precisione, ha iniziato una riflessione originale e ricca di spu(n)ti. In un dibattere e dibattersi articolato il cui comune denominatore è quello della necessità di un “movimento” che sappia essere attore protagonista del cambiamento.
Cerchiamo dove cambiare, come cambiare … e magari diciamo cose diverse, ma parlando la stessa lingua .. e fidatevi che non è poco.
Credo che intanto dovremo impegnarci a tenere aperto questo filone di discussione, ma dovremo fare anche lo sforzo, magari proprio come Labouratorio (che potrebbe diventare un’associazione .. e questa ve la butto là per animare ulteriormente il dibattito) … dicevo credo che ci spetti anche lo sforzo di pensare a qualche iniziativa pubblica.
Ma non voglio andare oltre adesso, non voglio segnare io una direzione da cercare insieme. Per adesso mi limito ad introdurre il pezzo del buon Plex (che ormai mi sta diventando un capopopolo .. nel bene e nel male!) linkando di seguito i pezzi che hanno dato il via alla discussione dallo scorso numero, con la speranza che Labouratorio di Squola dibatta anche nel prossimo numero.
Tommaso Inoz Ciuffoletti

C’è in Italia un governo arrogante e bugiardo.
E’ il governo che regala la compagnia di bandiera a una compagnia di banditi, lasciandoci in dote i debiti e spacciandolo per un successo. E’ il governo che procede a colpi di decreto esautorando di fatto il parlamento dalle sue prerogative. Un governo che non trova una politica universitaria migliore del taglio indifferenziato di 1,5 miliardi di euro. Lo fa con la conversione del decreto 112 nella famigerata legge 133, pubblica sulla gazzetta ufficiale il 21 agosto e precedentemente consacrata agli altari della cronaca per essere stata approvata in 8 minuti nella veste di pre-finanziaria. Lo stesso provvedimento in cui si stabilisce che i tagli sono collegati ai risparmi derivanti dal blocco del Turn over al 20% per il personale universitario (ogni 5 pensionamenti un assunzione, per la serie che se non lecchi il culo di un barone per almeno una ventina d’anni ti conviene emigrare subito). Solo che il governo si dimentica di dire che l’università italiana è attualmente sotto finanziata rispetto alla media Ocse (la spesa pubblica annuale per studente italiano è di 5400$ contro una media di 8400$) così come il numero di docenti dovrebbe essere aumentato e non ridotto (rapporto studenti/docenti italiani è 20,4 contro una media Ocse di 15,3; ed anche tenendo conto dell’elevato numero di fuoricorso è tutta da dimostrare la necessità di tagliare).

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Tags: andrea pisauro, blocco del turnover, classe dirigente, decreto 112/2008, destra, finanziaria, fuffa ideologica, giulio tremonti, governo bugiardo, labouratorio di squola dibatte, legge 133/2008, licenziamenti, mariastella gelmini, meritocrazia, movimento studentesco, ocse, onda, questione generazionale, sinistra, tagli alla scuola

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[Roba che conta] Moscate d’autunno

di Plex - mercoledì 22 ottobre 2008 - 462 views

Probabilmente non lo leggerete sulle pagine di cronaca politica dei principali quotidiani, ad accompagnare le polemiche sulle primarie per la giovanile del PD. Cionondimeno, si litiga, e non poco, anche tra i giovani socialisti.

Intanto bisogna chiarirsi: i giovani socialisti sono quei giovani per che per indole o per tradizione familiare (molto più probabilmente la seconda) hanno avuto in sorte di avere a che fare con formazioni partitiche o simil tali di estrazione socialista. La maggior parte di loro sono (erano?) raccolti nella Federazione dei Giovani Socialisti, l’FGS, che formalmente nasce come giovanile dello SDI e raccoglie l’eredità di quella che fu la giovanile del glorioso PSI, fondata addirittura nel lontano 1903. Read the rest of this entry »

Tags: andrea pisauro, francesco mosca, luca iorio

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