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	<title>Labouratorio &#187; andrea d&#8217;uva</title>
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	<description>Magazine di sperimentazione alchemica per una generazione che non c&#039;è</description>
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		<title>[Labouratorio n.22] Working Class Hero</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 01:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea D'Uva</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.labouratorio.it/2008/05/13/labouratorio-n22-working-class-hero/"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px; float: right;" src="http://inoz.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/10627/Lab22.PNG" alt="" width="300" height="300" /></a>Fatto il governo ora tocca di governare. Berlusconi ha varato il suo quarto esecutivo, al quale spetterà il compito di guidare l’Italia per i prossimi cinque anni.<br />
Un risultato pare già essere centrato ed è il superamento dell’instabilità politica: poter contare su di un ampia maggioranza consente di affrontare in maniera incisiva il tema fondamentale delle riforme. In particolare quelle che dovrebbero stare maggiormente a cuore a chi a sinistra si riempie la bocca della parola “riformismo” riguardano la sfera sociale e del lavoro, le cui deleghe sono state affidate ad un ministro la cui storia personale è legata proprio all’area socialista: Maurizio Sacconi. Già esponente del Psi poi approdato a Forza Italia, era sottosegretario al Welfare ai tempi della stesura del libro bianco di Marco Biagi, con cui collaborò prima dell’assasinio del giuslavorista.</p>
<p>Le prime dichiarazioni del neo ministro fanno ben sperare. Ha dichiarato, pur criticandola per via dei costi che graveranno soprattutto sulle future generazioni, di non voler modificare la controriforma pensionistica voluta dal governo Prodi, questo per evitare di alimentare il clima di incertezza in campo previdenziale. La priorità, ha proseguito Sacconi, deve essere l’aumento di partecipazione al lavoro, aiutando con politiche mirate le categorie più marginalizzate ovvero le donne, i giovani e gli ultracinquantenni. Al tempo stesso il governo ha in programma di adottare a breve scadenza un provvedimento teso all’incremento della parte variabile di salario, ed alla detassazione degli straordinari, due voci legate alla produttività aziendale. Ogni opposizione a tali proposte non potrà prescindere dal merito delle proposte stesse, per risultare credibile agli occhi di un elettorato apparso più maturo di come lo ha tradizionalmente dipinto una certa intellighenzia.</p>
<p>Quale atteggiamento adotterà il Partito Democratico? Accetterà la sfida del riformismo, quello concretamente praticato non quello meramente predicato? Oppure si chiuderà su di una logica di contrapposizione aprioristica? Se ascolterà le sirene di quella parte di sinistra, radicalmente conservatrice, peraltro esclusa dalla rappresentanza parlamentare, nell’illusione di attrarre verso di se il suo elettorato finirà col perdere la sfida della modernità. Se sposerà la linea della triplice sindacale, cercando una rivincita postuma in qualche manifestazione di piazza si condannerà ad una posizione di nostalgica retroguardia. CGIL, CISL e UIL appaiono scettici rispetto alle proposte governative e sono orientati ad una generica redistribuzione, attraverso maggiori detrazioni, di pochi spiccioli nella busta paga di tutti i lavoratori dipendenti e dei pensionati.<br />
Tale operazione rischia di essere scarsamente percepita dalla maggioranza dei lavoratori come un reale incremento del potere di acquisto e sarebbe marginalmente ininfluente rispetto alla produttività. Sentirsi premiati, in termini economici, per la quantità di lavoro aggiuntiva data alla causa aziendale è una legittima aspirazione di molti lavoratori dipendenti, i quali non sono più disposti a farsi irretire dalla retorica della lotta di classe all’ombra della quale molti sindacalisti si sono nascosti per farsi casta e portare avanti una carriera nella quale il lavoro ha avuto poca o punta parte. La politica riprenda il suo ruolo, che è quello delle decisioni. Nei paesi democratici le preferenze dei cittadini si esprimono con il voto, mentre nei sistemi oligarchici sono le corporazioni a dettar legge.</p>
<p>Pare che la maggioranza parlamentare l’abbia capito e stando al governo appronterà le sue decisioni, vedremo cosa sarà capace di fare l’opposizione dal cui atteggiamento dipende la possibilità di evolvere verso una forma più moderna di sinistra.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>SOMMARIO DEL N.22</strong></p>
<ul>
<li><a href="../2008/05/13/labouratorio-n22-working-class-hero/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Labouratorio n.22] Working Class Hero </a></li>
<li><a href="../2008/05/13/italiaeuropa-la-proposta-franceschini-e-cosa-sta-cambiando/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[ItaliaEuropa] La proposta Franceschini e cosa sta cambiando </a></li>
<li><a href="../2008/05/13/congresso-ps-spunti-per-un-dibattito-aperto-la-mozione-della-fgs/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Congresso PS] Spunti per un dibattito aperto. La mozione della Fgs </a></li>
<li><a href="../2008/05/13/congresso-ps-con-amarezza-ma-non-ci-sono-speranze/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Congresso PS] Con amarezza, ma non ci sono speranze </a></li>
<li><a href="../2008/05/13/laicamente-ci-voleva-un-nuovo-governo-berlusconi-per/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Laicamente] Ci voleva un nuovo governo Berlusconi per … </a></li>
<li><a href="../2008/05/13/primarie-usa-democratici-sconfitti/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Primarie USA] Democratici sconfitti? </a></li>
<li><a href="../2008/05/13/congresso-ps-il-partito-corsaro-per-la-nuova-stagione-socialista/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9">[Congresso PS] Il partito “corsaro” per la nuova stagione socialista</a><br />
<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.labouratorio.it/lab_pdf/Labouratorio_Num_Ventidue.pdf" target="_blank">Labouratorio: Numero 22</a></h1>
<p><a href="../2008/05/13/congresso-ps-il-partito-corsaro-per-la-nuova-stagione-socialista/?phpMyAdmin=mtTBzXRBGDmeXdp2%2CJBGHI8KeM9"> </a></li>
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		<title>Una sola clausola: RESPONSABILITA&#8217;</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Mar 2008 23:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea D'Uva</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.labouratorio.it/2008/03/24/una-sola-clausola-responsabilita/"><img src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2008/03/responsabilita.JPG" alt="Responsabilità" border="0" /></a></p>
<p>Come in ogni campagna elettorale che si rispetti, anche stavolta i politicanti italici si sono lanciati al reciproco inseguimento sul piano della demagogia e della mistificazione della realtà. Primattori di questa patetica commedia sono Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, ovvero i leaders dei principali partiti che si sfidano per il governo dell’Italia. I due si stanno sperticando in mirabolanti promesse, a base di detassazioni, abolizioni d’imposte, miracolose ricette per il rilancio dell’economia con relativa creazione di posti di lavoro (sicuro e ben retribuito beninteso). Non mancano piani straordinari, degni del miglior Amintore Fanfani, per dare una casa ad ogni giovane coppia che desideri metter su famiglia (a patto che questa sia regolarmente sposata – meglio se con il rito di Santa Romana Chiesa).</p>
<p><span id="more-401"></span>L’Italia dipinta da Veltrusconi, appare a dir poco surreale. Nel quadro di una crisi economica internazionale che appare più dura e strutturale del previsto, l’Italia si avvia verso un periodo di recessione. Con previsioni di crescita del Pil inferiore al 2%, non sembrano realistiche le laute promesse di redistribuire della ricchezza, vagamente bilanciate da generici tagli di spesa. A rischio appare l’unitarietà stessa del paese, non solo in termini geografici quanto di coesione sociale. Mentre la parte più garantita della società, cioè dipendenti pubblici, pensionati e lavoratori delle grandi imprese potranno continuare a vivere al riparo della politica, laddove non lo faccia direttamente grazie ad essa, la parte più dinamica e produttiva della società, non necessariamente concentrata al Nord, è stufa di pagare tasse sempre più esose ad uno Stato che non restituisce nulla in termini di infrastrutture e servizi, anzi che penalizza la competitività e drena risorse con la sua burocrazia inefficiente. Per questo il fenomeno dell’evasione fiscale è divenuto così rilevante, si cerca di sfuggire alle regole imposte da uno Stato che appare nemico e che veicola la ricchezza verso la spesa pubblica improduttiva.</p>
<p>Al Sud, è persino peggio poiché allo Stato si affianca la criminalità organizzata che gestisce un’economia parallela valutata nell’ordine dei 100 miliardi di euro, e che negli anni non ha mancato di infiltrarsi anche nelle ricche regioni del Centro – Nord. Ovviamente per fare i suoi affari sporchi si avvantaggia della connivenza di una politica che veicola fiumi di soldi pubblici con i quali alimenta il proprio consenso elettorale. Si potrebbe dire che al Centro – Nord si soffre per il troppo Stato mentre al Sud il problema è che lo Stato non c’è o meglio quello che c’è non riesce a difendere dalla prevaricazione criminale e da esso ci si attende solo sempre maggiore assistenza, in termini di appalti e posti di lavoro inutili. Se continueremo a rimandare le scelte decisive finiremo, non tanto per collassare sotto il peso del debito pubblico, quanto per argentinizzarci lentamente, laddove i nostri titoli di Stato non saranno più appetibili per gli investitori internazionali poiché considerati non più esigibili.</p>
<p>Per interrompere questo declino vorremmo che almeno uno dei protagonisti della politica facesse della legalità e del senso di responsabilità la priorità assoluta, iniziando dalla lotta alla criminalità. Non generiche dichiarazioni-spot, ma un piano organico per dotare magistrati e forze dell’ordine di strumenti e mezzi adeguati, legati ad  impegni verificabili in termini di territorio riconquistato alla legalità e danaro sequestrato alle organizzazioni mafiose. Combattere l’evasione fiscale sapendo che questa si concentra in determinate categorie ma anche e soprattutto in certe zone dell’Italia dove lo Stato è assente o complice. La spesa pubblica deve essere riqualificata e lo si deve fare partendo dalla qualità dei servizi erogati anche se questo vuol dire tagliare posti di lavoro inutili, il cui unico obiettivo è la rendita del consenso politico. Eliminare gli sprechi significa mobilitare il personale in base alle reali necessità dei servizi e ridurre l’ingerenza della politica, che ingrassa nei consigli di amministrazione di istituzioni e società dai compiti più disparati ed improbabili.</p>
<p>Quando questa campagna elettorale da telenovelas sudamericana sarà finita l’Italia dovrà fare i conti con i suoi problemi strutturali, che resteranno sul tappeto e la politica, da cui derivano gran parte dei problemi stessi, sarà chiamata a riformare se stessa ponendo un limite alla sua prevaricazione sulla società, altrimenti saranno pezzi di società, magari concentrati in una parte di territorio, a chiamarsi fuori organizzandosi per assumere in proprio le responsabilità del caso o meglio per non farsi più carico di quelle degli altri.</p>
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