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	<title>Labouratorio &#187; abolizione immunità parlamentare</title>
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	<description>Magazine di sperimentazione alchemica per una generazione che non c&#039;è</description>
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		<title>[Regimi] Endorsement: a favore dell&#8217;immunità parlamentare</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 13:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gionny</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2007" title="regime1" src="http://www.labouratorio.it/wp-content/2009/10/regime1.png" alt="regime1" width="452" height="223" /></p>
<p>Da quando il Lodo Alfano è stato bocciato dalla Corte Costituzionale si è finalmente tornati a parlare dell’immunità parlamentare. La legge costituzionale che la prevedeva fu abolita nel 1993 sull’onda emotiva dell’antipolitca scatenatasi con lo scandalo di tangentopoli e non è stata più riammessa nell’ordinamento Parlamentare. Parlare di immunità oggi fa uno strano effetto, dopo anni in cui il problema della legalità nelle istituzioni è all’ordine del giorno sarebbe assai impopolare, soprattutto a sinistra, poter tornare a parlare di immunità di cui però i nostri politici si servono dove essa è garantita cioè a Strasburgo.<br />
L’immunità non fu inserita dai costituenti per difendere la casta dalla magistratura né per garantire chissà quali privilegi alla classe politica quando essa fu votata ci si poneva solo il problema di come bilanciare l’autonomia della magistratura dal potere politico, ripeto non perché si temeva un golpe dei giudici, ma perchè in ogni stato democratico e liberale si tende al Balance of Power all’equilibrio cioè delle competenze che garantiscono contemporaneamente l’autonomia e il controllo dei vari ordinamenti dello Stato soprattutto dove,come in Italia il pubblico ministero è assai sganciato dal controllo dell’esecutivo.</p>
<p><span id="more-2006"></span>Non sono affatto convinto che oggi la magistratura sia politicizzata più di ieri ma certamente in questi ultimi 15 anni le decisioni dei giudici hanno sempre più spesso influenzato pesantemente la classe politica non per la mala fede dei togati ma per questo squilibrio di garanzie e potere che si è venuto a creare. Tutto ciò ha contribuito ad infuocare il dibattito pubblico in cui i giudici erano incitati dal popolo a sputtanare il furbetto di turno garantendo al magistrato popolarità e voti a palate, in questa situazione chi indaga su un potere non può non deludere i propri sostenitori e qualora le indagini si rivelino infondate è bene farle sparire e non renderle pubbliche ma passare al setaccio la vita politica di qualche altro amministratore o parlamentare. Non è quindi la magistratura che si politicizza ma è la politica o l’opinione pubblica che istiga e tira dalla propria i magistrati che non riescono ad essere terzi nel giudizio proprio per questo squilibrio di garanzie che a sua volta porta ad attacchi continui alla categoria da parte di chi si vede indagato che a sua volta può aizzare la piazza contro il malcapitato giudice di turno.</p>
<p>Ma questa pessima atmosfera populista e forcaiola non è solo presente nel partito di quel Tonino, che uno di quei parlamentari che si fa scudo con l’immunità in Europa, ma a sentire le ultime dichiarazioni non dispiace nemmeno al Pd che dice di essere totalmente contrario al riinserimento dell’immunità per paura di una sollevazione di massa. Non si scende quindi nel merito della questione ma temendo l’ira popolare ci si schiera contro una normativa sancita negli ordinamenti di mezza Europa e si continua così ad alimentare questa atmosfera di scontro eterno fra giudici e politici.</p>
<p><em><strong>Gionny D&#8217;Anna _ Provocatorio e provocante, napoletano di nascita e siculonapoletano di origine. Si trasferisce a sei anni nella provincia fiorentina dove già alle elementari inizia a propagandare ideali anticlericali e libertini scaccolandosi e insistendo sul fatto che babbo natale e dio non esistessero.</strong><br />
Si forma sentendo i Clash,venerando Piero Angela e ascoltando la rassegna stampa di Bordin in macchina col padre mentre lo accompagnava a scuola. Al liceo si distingue per un’incoerenza politica da far paura a Mastella ma, eletto rappresentante d’istituto, la svolta riformista gli consente di riaprire l’aula autogestita chiusa da anni senza occupare la scuola.<br />
Fa quello che sperava di fare da quando aveva 10 anni (a parte guidare un carro armato) cioè studiare storia contemporanea. Ama la birra e il mojito, odia sambuca e carciofi. Sogna di aprire un coffeshop su Ponte Vecchio.</em></p>
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