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Redazione - giovedì 15 ottobre 2009 - 204 views


ADOTTA UN OMOFOBO _ Un omofobo ha bisogna d’amore. Non lasciarlo solo. Adottalo e prenditi cura di lui.
P.S _Tutti i testimonials ci odiano
. Campagna (trans)nazionale promossa da: http://www.labouratorio.it
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Redazione - martedì 13 ottobre 2009 - 161 views
di Giacomo Scarpelli

Primitivi, rozzi, trogloditi, incivili. Tutti termini che vengono affibbiati di frequente alle Ronde, alla Lega Nord e alle sue varie sparate. Appellativi non certo ingrati o avari. Anzi mai così azzeccati per dedurre una categoria euristica capace di interpretare il “rondismo” dei nostri tempi. La tribù appunto.
Sul fenomeno innanzitutto c’è da chiedersi come si spiega una domanda e una partecipazione popolare così sentita, specialmente in determinate zone del paese. Non c’è dubbio che la questione affondi le radici nelle trasformazioni della struttura economica e sociale. Ma vale la pena, in questa occasione, occuparci di ciò che viene a galla dalle profondità, dedicare infatti queste poche righe al neotribalismo delle ronde.
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GIONNY - martedì 13 ottobre 2009 - 192 views

Da quando il Lodo Alfano è stato bocciato dalla Corte Costituzionale si è finalmente tornati a parlare dell’immunità parlamentare. La legge costituzionale che la prevedeva fu abolita nel 1993 sull’onda emotiva dell’antipolitca scatenatasi con lo scandalo di tangentopoli e non è stata più riammessa nell’ordinamento Parlamentare. Parlare di immunità oggi fa uno strano effetto, dopo anni in cui il problema della legalità nelle istituzioni è all’ordine del giorno sarebbe assai impopolare, soprattutto a sinistra, poter tornare a parlare di immunità di cui però i nostri politici si servono dove essa è garantita cioè a Strasburgo.
L’immunità non fu inserita dai costituenti per difendere la casta dalla magistratura né per garantire chissà quali privilegi alla classe politica quando essa fu votata ci si poneva solo il problema di come bilanciare l’autonomia della magistratura dal potere politico, ripeto non perché si temeva un golpe dei giudici, ma perchè in ogni stato democratico e liberale si tende al Balance of Power all’equilibrio cioè delle competenze che garantiscono contemporaneamente l’autonomia e il controllo dei vari ordinamenti dello Stato soprattutto dove,come in Italia il pubblico ministero è assai sganciato dal controllo dell’esecutivo.
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Tags: abolizione immunità parlamentare, antipolitica, atmosfera forcaiola, balance of power, controllo esecutivo, equilibrio fra i poteri, immunità europea, immunità parlamentare, legge costituzionale, lodo alfano, magistrati politici, magistratura politicizzata, populismo, pubblico ministero, strasburgo
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Redazione - martedì 13 ottobre 2009 - 348 views
di Isidoro Niola
Visto che dopo essere stati storicamente un popolo di commissari tecnici, ci siamo riscoperti un popolo di costituzionalisti e dopo aver sentito persino Calderoli e Castelli esprimere il proprio parere in merito ai tecnicismi della sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, io, che costituzionalista non sono, non posso fare a meno di sfruttare questo potente mezzo mediatico per conferire un barlume di autorevolezza alle mie impressioni sulla sentenza dell’anno. Tanto, più schiocchezze di quelle sentite in questi giorni dubito di potervene raccontare.
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Tags: articolo 138 costituzione, articolo 3 costituzione, calderoli, castelli, corte costituzionale, Costituzione, gazzetta ufficiale, lodo alfano, lodo schifani, presidente della repubblica
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Redazione - martedì 13 ottobre 2009 - 193 views
di Alessandro della Casa
Nel dibattito politico attuale, soprattutto nel nostro Paese, due sono i termini maggiormente in voga – democrazia e libertà – al punto che i due maggiori partiti italiani ne contengono nel nome i riferimenti.
In realtà, soprattutto dopo la svolta dell’Ottantanove sono ben pochi i soggetti che intendono rinunciare a qualificarsi come “liberali” o “democratici” e, come è noto, quando un aggettivo diventa onnicomprensivo si trasforma in un vuoto simulacro da ‘idolatrare’, come ha affermato Zagrebelsky.
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Chiara Lucacchioni - martedì 13 ottobre 2009 - 328 views

Uno Nessuno Centomila. Leggere Pirandello non è mai stato il mio diletto preferito, ma quest’espressione racchiude in sé il mio stato d’animo. Non so più chi sono, politicamente parlando. O meglio, non vedo nel panorama politico italiano un partito che possa racchiudere la mia idea di socialismo.
Le vicende del fallimento del Partito Socialista sono sotto gli occhi di tutti.
Le roboanti promesse si sono rivelate bufale. Il Partito garibaldino e a giometria variabile che doveva prendere il volo nel dopo-Montecatini si è schiantato a terra ancor prima di decollare.
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Redazione - martedì 13 ottobre 2009 - 191 views
di Francesco Scatigno
Il socialismo blando dei giorni nostri ha poco a che fare con le battaglie e le conquiste dei tempi ormai lontani. Forse quel che poteva fare lo ha fatto e compiendosi muore in una non-utilità d’essere. O forse, tuttavia, il tempo e i compromessi l’hanno svuotato ideologicamente.
Nonostante i riconoscimenti legislativi, appare difficile sradicare il lavoro nero; sarà la crisi, la difficoltà che le aziende hanno a sopravvivere. Sarà forse la natura del mercato.
Ha ragione il compagno Ciuffoletti a rimembrare “l’ultimo socialismo”, quello ispirato alla libertà ed alla uguaglianza. Questo socialismo andrebbe riletto nella teoria o attualizzato?
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Demi Romeo - martedì 13 ottobre 2009 - 138 views

L’amministrazione della Sanità pubblica rappresenta in Calabria il 60% della spesa regionale, ma ancora non è stato stimato con chiarezza l’ammontare del deficit.
E’ un vero e proprio “buco nero” che grava innanzitutto sulla salute dei Calabresi.
Non voglio accusare una singola forza politica perchè l’interesse sarebbe bipartisan!
Basti ricordare la vicenda Francesco Fortugno, primario di Locri assassinato durante le primarie de L’Unione… e di chi lo sostituì nella carica di vicepresidente del Consiglio regionale, il consigliere Domenico Crea, noto titolare di diverse cliniche private e affiliato ad importanti cosche e, successivamente, arrestato durante “l’Operazione Onorata Sanità” del 2008 con accusa per associazione mafiosa, abuso d’ufficio, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, truffa, omissione di soccorso, soppressione e distruzione di atti veri.
Ciò per far comprendere il livello di commistione esistente fra la Politica, la Sanità pubblica e il Malaffare.
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Lidano Lucidi - venerdì 24 luglio 2009 - 102 views

In questi giorni sta montando la polemica sui tagli effettuati dal Governo al FUS (Fondo Unico dello Spettacolo). Una polemica giusta. Sì agli investimenti sulla cultura, perché la cultura può essere una fabbrica per creare posti di lavoro. Altro aspetto, sicuramente più importante, è che l’investimento nel sapere scardina il principio di non educare il villico, che era, ed è, la regola per tenere sotto scacco i cittadini.
L’industria dello spettacolo può essere un volano di sviluppo importantissimo, pensiamo a quello che succede negli States o in India. In Italia in più abbiamo un patrimonio culturale di primissimo piano che se adeguatamente valorizzato può determinare una crescita sostanziale del Prodotto Interno Lordo.
Sono necessarie però due considerazioni.
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tomasoboyer - venerdì 24 luglio 2009 - 53 views

Negli ultimi giorni i toni, ma soprattutto gli argomenti, usati dai due principali candidati alla segreteria del Partito Democratico, si sono improvvisamente accesi, dando vita ad un batti e ribatti fatto di accuse, delegittimazioni e chiamate alle armi dei rispettivi colonnelli. I giornali hanno cominciato a pubblicare improbabili schemi, che rappresentano la “galassia democratica”, dove i nomi di politici, cantanti, artisti e giornalisti sono collocati più o meno vicino ad uno piuttosto che all’altro candidato.
Conseguentemente a questa escalation, la discussione si è spostata su un livello diverso, più televisivo e più duro. Il modo in cui i due candidati stanno impostando le rispettive campagne elettorali, somigliano molto a strategie già usate: da una parte l’attacco, usato per anni contro Berlusconi; dall’altra la creazione di un orizzonte ideale nuovo, che era stato punto di forza di Veltroni nel congresso del Lingotto.
Slogan ideali sui grandi temi e attacco frontale dell’avversario sono stati, negli ultimi anni, uno dei punti su cui Ds e Margherita hanno puntato maggiormente, fatta eccezione per il fertile e già bruciato periodo dei primi circoli per l’Ulivo.
Veltroni aveva giustamente criticato l’idea che il PD potesse fondarsi sull’antiberlusconismo, rafforzando invece la componente ideale e passionale. Nel periodo in cui è stato segretario, il suo operato è stato per gran parte rivolto al tentativo di creare un orizzonte nuovo, una “frontiera” nuova per il riformismo italiano. Un rinnovamento innanzitutto stilistico e comunicativo, al quale si sarebbe dovuto accompagnare un rinnovamento politico, dirigenziale, strategico e programmatico, che purtroppo non c’è stato.
Le posizioni politiche del PD sono state spesso poco chiare e poco decise, ma soprattutto sono emerse solo ed esclusivamente in conseguenza di disegni di legge proposti dal PDL.
Al PD è rimasto l’orizzonte ideale, ma ha perso completamente la capacità di interpretare gli umori e i bisogni dei cittadini e di tradurli in una linea politica chiara e riconoscibile, lasciando suo malgrado emergere solo le due caratteristiche più negative della tradizione di sinistra: lo snobismo e l’arretratezza.
Io continuo a pensare che la risposta di rappresentanza che un partito deve dare ai propri elettori sia doppia: da una parte deve dare un’idea di paese, mentre dall’altra deve interpretare gli interessi e i bisogni individuali dei cittadini. Solo in questo modo può raggiungere quel consenso necessario nel cruciale momento elettorale.
Diventa quindi necessario per il PD, avviare una riforma interna dei propri processi di discussione politica, prima che dirigenziale. Quello che il PD deve promuovere, sono i processi di discussione e analisi dei problemi, i circoli, i blog e tutte le realtà dove i militanti e i simpatizzanti possono confrontarsi e proporsi.
Deve guardare con interesse e ammirazione ad altri partiti riformisti dove spesso tale processo è più fervido, accogliendo le loro idee e innovazioni, coinvolgendoli senza egemonizzarli, secondo la classica prassi della sinistra italiana.
L’idea di indire elezioni primarie per l’elezione di un segretario, senza che ci sia democraticità sulla definizione dei programmi, nè sulla scelta dei candidati, mi pare sia una strada fallimentare in partenza.
Se il PD non avvierà questi processi, temo che uscirà dal congresso sempre più indebolito, costringendosi all’opposizione e regalando voti e visibilità a Di Pietro.
_ Tomaso Boyer, 27 anni, Genova
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Tommaso Ciuffoletti - mercoledì 15 luglio 2009 - 322 views
Perché il come lo si dice è importante quasi quanto ciò che si dice. E siccome noi ve l’abbiamo detto in tanti modi, ma senza mai dare la giusta sostanza verbale alle nostre ragioni, adesso ve lo diciamo nel modo più diretto che ci viene in mente.
Sia detto in amicizia ovviamente. E’ semplicemente il tentativo di farvi arrivare con poche parole il messaggio che con troppi sforzi di retorica abbiamo tentato di consegnarvi.
Quando vi dicevamo che il PD sarebbe stato un abbozzo informe di moderne illusioni e vecchi limiti culturali; e quando vi imploravamo di non buttare via la Rosa nel Pugno.
Quando vi ammonivamo che seguire Di Pietro sulla giustizia era fare il gioco di Berlusconi; e quando vi chiedevamo di ascoltare Ichino sulla riforma della Pubblica Amministrazione.
Quando (seppur in pochi) vi suggerivamo di lasciar perdere lo scalone Maroni; e quando vi facevamo notare che serviva un po’ più welfare e un po’ meno pensioni.
Quando vi chiedevamo di non “combattere” i precari, ma di renderli più garantiti.
Quando valeva la pena essere in disaccordo col sindacato.
Quando vi siete inventati lo sbarramento alle Europee di concerto con il centrodestra; e quando avete detto di votare il referendum Guzzetta.
Quando avete invocato il voto utile; e quando poi c’avete chiesto quello disperato.
Quando, da altre parti, avete pensato che bastasse mettersi alla sinistra del PD; e quando non avete considerato che agli elettori del Kamasutra della politica non frega granchè.
Quando vi siete incagliati a parlare di socialismo europeo, ma senza rendervi conto di cosa succedeva in Italia.
Quando continuate a dire scuola pubblica, scuola pubblica, scuola pubblica; e quando non dite scuola pubblica efficiente e di qualità, scuola pubblica efficiente e di qualità, scuola pubblica efficiente e di qualità.
Quando vi abbiamo chiesto di dare un segnale nella vicenda Englaro; e quando vi abbiamo visto balbettare.
Quando abbiamo visto il governo di centrodestra promuovere una legge illiberale sul fine vita; e quando non vi abbiamo più visto.
E in tutti quei momenti, in ciascuno di quei momenti è stata colpa nostra. Colpa di non avervi detto quello che avremmo dovuto dire. Forse non sarebbe cambiato granché. Ma almeno noi ci saremmo sentiti un po’ più leggeri. E voi un po’ meglio informati.
Poco male. Rimediamo adesso. E così, a tutti voi dirigenti del centrosinistra italiano, presunti riformisti, sedicenti riformatori, progressisti, laici, socialisti, socialdemocratici, oltristi, antani, bestie di Satana o cos’altro. Insomma, a tutti voi, ci siamo intesi. A voi mandiamo una bella cartolina estiva con su scritto quello che avremmo dovuto dirvi chiaramente molto tempo fa: CI FATE CACARE.
LABOURATORIO n.49 – SOMMARIO
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Demi Romeo - mercoledì 15 luglio 2009 - 108 views

Trascorrono i giorni e i mesi.
Assemblee, seminari, consigli nazionali e direttivi si susseguono ormai di consueto, quasi a voler precisare passo per passo la volontà da parte di un’intera comunità di costruire un percorso innovativo, plurale, di sintesi e di rilancio della proposta politica di Sinistra nel Belpaese. Quante volte in seno alla presentazione di ‘Sinistra E Libertà’ abbiamo udito frasi altisonanti ed incisive rivolte alle tante piazze affollate durante i vari momenti elettorali.
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moscasulcappello - mercoledì 15 luglio 2009 - 104 views

“Roma, abbi pietà d’uno stanco cliente
d’un cortigiano proprio esausto”
(Marziale)
Certamente è lecito biasimare la gran dormita di Palazzo Grazioli, con tanto di fotografia ricordo allo specchio della toilette, se non altro per la violazione di una elementare regola sottesa al canone europeo dieducazione politica del principe a partire, perlomeno, dal Petrarca (Fam. 12, 2, dedicata a Luigi d’Angiò, 1352).
Non è, tuttavia, in questione la castità del Sovrano in sé e per sé, né la sua moralità.
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