[Labouratorio n.50] Tutti morimmo a stento
di Tommaso Ciuffoletti - venerdì 24 luglio 2009 - 317 viewsA Malta i socialisti vanno alla grande. Alle Europee il Partit Laburista, guidato dal 35enne Josep Muscat, ha preso un bel 54,77%. Festa! Champagne! Ricchi premi e cotillons!
In attesa che da La Valletta parta la riscossa socialista in Europa e in Occidente, a qualcuno vien tuttavia il fondato dubbio che si sia giunti al capolinea. A lanciare nuovamente il sasso nello stagno è stato Bernard-Henri Lévy, che in una recente intervista sul Journal du Dimanche ha serenamente affermato che il partito socialista francese deve scomparire. Stavolta non si tratta di furberie retoriche o di un dibattito strumentale tipo quello a cui abbiamo assistito in Italia ai tempi in cui nasceva il Partito Democratico. Stavolta, pur conoscendo il radicalscicchismo di Bernard-Henri Levy, la provocazione arriva in un momento in cui l’imbarazzato silenzio seguito al disastro delle Europee rischiava di diventare la prova provata che sì, quel capolinea era ormai stato raggiunto. Non solo in Francia, ma, appunto, in tutta Europa.
Un capolinea che sta nelle parole d’ordine dei socialisti d’Europa, prima ancora che nelle urne.
Per lunga parte dello scorso secolo la socialdemocrazia ha rappresentato il compromesso più lungimirante realizzato tra la borghesia capitalista e la classe operaia*. Le conquiste di quel periodo hanno significato maggiori tutele, maggiori garanzie, maggiori diritti per larga parte delle società in cui quel compromesso è stato più o meno compiutamente realizzato.
Oggi però quelle società non esistono più. Quanto meno non sono più rappresentabili da quel compromesso. Non accettare questa evidenza è ciò che sta facendo scomparire i socialisti d’Europa, molto più che le asserzioni di Levy.
Il modello di stato sociale costruito in quegli anni, soprattutto nell’Europa settentrionale, ha garantito crescita e progresso, ma non calza più per una realtà mutata. Insistere nella sua difesa tout-court significa attestarsi, di fatto, sulla linea di conservazione di un’esistente che non può più resistere di fronte ai suoi costi, alla parzialità delle tutele che può garantire, così come manca di ricette per affrontare credibilmente le sfide della globalizzazione, dell’immigrazione e dei suoi effetti.
E per favore, non ci si illuda che le risposte stataliste alla crisi abbiano rilanciato le ragioni di un rinnovato “socialismo” de facto. Quello che abbiamo visto all’opera di recente è un atteggiamento prettamente emergenziale, si tratta di uno statalismo di salvataggio, che non ha nulla di programmatico a lunga scadenza, né di ideologico e che non può avere né l’uno, né l’altro**.
Se oggi il socialismo ha da essere è bene che sia altro da quello che si nasconde dietro slogan inneggianti al socialismo europeo (quando poi di fatto non esiste, ma esistono piuttosto socialismi europei). Anche perché là dietro sta nascosto niente più che un cadavere.
Ma anche ai cadaveri c’è chi è affezionato e chi ancora s’affeziona, senza che ciò porti grande giovamento né a costoro, né al cadavere. Diverso è invece rimanere affezionati al ricordo di ciò che era prima di quel cadavere. Libertà e uguaglianza, meriti e bisogni, diritti e doveri. Per rinnovare quell’affetto, e se proprio vogliamo credere che esista un socialismo europeo, allora forse varrebbe la pena ripartire di lì e magari recuperando dall’oblio il Libro Bianco per l’occupazione e lo sviluppo proposto da Jacques Delors.
Altrimenti ci si accontenti di continuare a morire a stento. Del resto a noi socialisti d’Italia una simile sorte è stata ormai di fatto consegnata da una storia tanto infame quanto pietosa. Infame per come ha archiviato un assassinio politico e moralista, pietosa nel consentirci oggi, magra consolazione, di morire a stento, ma canticchiando in rima.
Prima che fosse finita/ ricordammo a chi vive ancora/ che il prezzo fu la vita/ per il male fatto in un’ora.
Poi scivolammo nel gelo/ di una morte senza abbandono/ recitando l’antico credo / di chi muore senza perdono.
Chi derise la nostra sconfitta/ e l’estrema vergogna ed il modo/ soffocato da identica stretta/ impari a conoscere il nodo.
Chi la terra ci sparse sull’ossa/ e riprese tranquillo il cammino/ giunga anch’egli stravolto alla fossa/ con la nebbia del primo mattino.
* Umberto Ranieri sull’ultimo numero de Le Nuove Ragioni del Socialismo
** Luciano Cafagna sull’ultimo numero de Le Nuove Ragioni del Socialismo
_ Tommaso Ciuffoletti – 29 anni – Socialista liberale fiorentino. Che vi piaccia o no
LABOURATORIO n. 50 – SOMMARIO
- [Labouratorio n.50] Tutti morimmo a stento
- [Fus e polemiche] Quando le critiche suonano inopportune
- [Onda Verde] Intervista esclusiva con Alì Reza Soltani. Per capire davvero cosa sta succedendo
- [Onda Verde] Iran, Seconda Repubblica, nuovi squilibri, vecchio Medio Oriente
- [Onda Verde] Global action day: Ahmadinejad non e’ il presidente dell’Iran
- [il ControEditoriale] Riformismi e PD



domenica 26 luglio 2009 alle 14:52
tommy sei geniale, tuttavia, essendo io un rompimaroni ti chiedo, sui valori di quel cadavere a cui tanto siamo affezzionati cosa ci costruiamo sopra? o meglio qual’è il nuovo compromesso che va costruito e quali sono le parti in gioco?
come sempre fraternamente
giuseppe lavalle socialista liberale convinto
mercoledì 29 luglio 2009 alle 03:55
Ciuffo,invece di fare l’intellettuale, perchè non ci spieghi dei 100 voti a firenze di SeL..e perchè da segr. di Firenze non ci spieghi dell’accordo di Nencini -il tuo capo- con il PD…dovrebbe essere tua responsabilità rispondere e non distrarre tutti co sti artcoli..da socialista liberale fossi in te mi sarei dimesso….o sbaglio???
mercoledì 29 luglio 2009 alle 13:00
tra poco più che di Malta o Europa ci toccherà parlare di Toscana e di 4%, e tu caro Tommaso sei in prima linea… spero di non pungerti nel vivo… ci stiamo tutti facendo una idea.. comunque bentornato al Labouratorio!
lunedì 3 agosto 2009 alle 13:24
Troppo buono Peppe! Io mi scuso ancora per non essere venuto a Bologna nei giorni scorsi. Quanto alla tua domanda .. sì, forse un nuovo compromesso da costruire c’è, ma prima tocca disfarsi del vecchio apparato d’idee da dismettere.
Carlo, la legge è stata votata. In vacanza dov’ero arrivava solo poca cronaca toscana purtroppo. Oggi che sono a Firenze recupero le vecchie rassegne. Si è trattato tuttavia di un passaggio difficile. Da leggere con attenzione.
lunedì 3 agosto 2009 alle 15:17
Tommà te lo chiedo terra terra :
1) sei per il PS autonomo
2) per lo scioglimento del PS in SeL
3) per lo scioglimento del PS nel PD
4) per la proverbiale e masochistica ambiguità psocialista: “non sono d’accordo però vedo come va a seggi e poi decido”
?
lunedì 3 agosto 2009 alle 19:46
Sarebbe meglio sostenere certe istanze, ma se si deve ragionar di e per formazioni, l’unica che m’abbia davvero appassionato è stata la Rosa nel Pugno.
martedì 4 agosto 2009 alle 12:55
provo a rispondere anche io al sondaggio: il ps autonomo significa un ps non di sinistra,, anzi, anti-sinistra, e oltre la sinistra c’è la destra; dentro SeL c’è un po’ di tutto ma pazienza… dentro il Pd c’è un bel po’ di niente….. quasi quasi voto per il punto quattro, così, semplicemente… oppure oppure se si riuscisse a trasformare SeL in qualcosa di quanto più simile alla Rosa? Non è un bel momento: chiedere a Turci!
martedì 4 agosto 2009 alle 13:58
vi dirò : a me la RnP sembrava un po’ troppo liberale di Sinistra, troppo “il massimo della civiltà” .
Ho cominciato a chiamarmi socialista per poter essere brutto, sporco e cattivo,
far proposte politicamente scorrette e non per essere seguace de “l’europa(trad.: la tecnocrazia e l’alta finanza) ha fatto questo, dobbiamo farlo anche noi” .
Non sono tagliato per fare il goldenboy progressita. E visto che Ciuffo parlava di istanze, ve ne segnalo qualcuna che i liberali detestano:
AREE SOGGETTE A SPOPOLAMENTO
A) tassazione su case sfitte, specie se di multi-proprietari, in aree ad alta richiesta di casa e “privilegi” fiscali (ici,luce, gas, acquisto) per le case in aree soggette a spopolamento.
B) condizionare finanziamenti a “rifugiati politici” accolti in Italia al soggiorno in aree soggette a spopolamento (così lo Stato risparmia anche sui costi visto che le città sono care)
QUESTIONE DI GENERE :
iniziative per cancellare privilige femminili rispetto al Mercato:
http://presidentblog.splinder.com/post/21074133/
martedì 4 agosto 2009 alle 14:02
dimenticavo : rispetto al sondaggio ed alla geometria delle alleanze io sono perchè i socialisti decidano come singole federazioni locali . Quelli più nenniani con SeL , quelli più blairiani con il PD.
E si faccia le cose in fretta perchè più si attende minore sarà la capacità contrattuale dei socialisti nelle singole formazioni(come socialisti, non come singoli intendo) e più tempo si perde a contrastare Lega e PdL nei territori.
mercoledì 5 agosto 2009 alle 00:37
Tommaso, capisco la prudenza, “passaggio difficile”, quello toscano, sara’ pure stato, ma e’ innegabile che, a voler essere magnanimi, si tratta di una resa e di un cambio di rotta rispetto a quanto proclamato sino al giorno prima.
Le sorti della sinistra (?) italiana continueranno pure ad evolvere, ma credo che la parabola del PS, come progetto autonomo, finisca “ufficialmente” qui.
Invochi la RnP e il sostenere “certe istanze”? Troppo facile, a far quello son capace financo io!
Da un dirigente che si rispetti, mi aspetto che indichi i modi per ottenere quanto di piu’ vicino a quell’ ideale, cioe’ le strategie, i partner e il percorso.
Ora, capisco che si tratti innanzitutto di chiarirsi cosa fare e dove andare. La qual cosa certo richiede tormento ed analisi… pero’ almeno riconosciamo che non val piu’ la pena di prendersi in giro con la favoletta del PS e di Nencini.
giovedì 6 agosto 2009 alle 13:27
Ma SocEr chiedeva cosa sarebbe più desiderabile. E per me, tra le cose desiderabili c’è solo quella desiderata: la RnP.
Le altre non le desidero. Ma certo è pur vero che mentre la RnP è stata sepolta le altre ipotesi devono essere vagliate per il domani.
Ma dire che si tratta di alternative deisderabili sarebbe bugiardo.
giovedì 6 agosto 2009 alle 15:52
beh mi sa che c’è stato qualche errore di comunicazione tra noi allora .
cmq hai vagliato? cosa hai deciso?
giovedì 6 agosto 2009 alle 15:55
Che sono segretario provinciale del PS e di quello mi devo occupare
giovedì 6 agosto 2009 alle 15:59
Quanto alla legge regionale toscana posso dire che non è una gran bella legge, anche se almeno diminuisce il numero dei consiglieri. Per il resto l’impianto rimane il vecchio. Si introduce però una soglia di sbarramento del 4% e il d’Hondt per il riparto dei seggi.
giovedì 6 agosto 2009 alle 18:15
Sarai pure segretario provinciale del PS, ma contro analoga misura alle europee hai gridato alla dubbia legalita’, alla scorrettezza, all’ antidemocraticita’ della norma europea (Lab. nr 47). Sul Lab. 45 (che immagino tu abbia condiviso) c’era la copertina sul PD in processo di scioglimento “come neve al sole”…
Ciucchi alfiere di questa legge e dell’ accordo toscano e’ stato uno dei piu’ acerrimi nemici della RnP.
Insomma, Tomma’, a che gioco si gioca? Agli ultimi samurai di Nencini e della banda PS, come lasci intendere, o ti va di discutere su che strategia intravedi per il prossimo futuro? Altrimenti tanto vale leggersi i comunicati della Pravda nenciniana: Tutto va bene, madama la marchesa? Stavolta ha lasciato pure il numero di telefono….
venerdì 7 agosto 2009 alle 10:54
Mhmhm il punto della questione della legge delle Europee era di altro tipo: “Il problema però non è la soglia, il problema, o meglio l’infamia, è la scorrettezza antidemocratica di quella modifica. Essa è stata infatti approvata il 18 febbraio 2009, a meno di 4 mesi dalla data delle elezioni, a poche settimane dalla presentazione delle liste e dall’inizio della campagna elettorale”.
Ma questo mi rendo conto serve giusto a far chiarezza di ragioni che qui vengono espresse e qui grossomodo rimangono.
Sulla strategia. Che devo dirti Pasquale, io sono molto critico dell’atteggiamento nenciniano. Ma non sono d’accordo nè con Lanfranco, nè con Bobo.
Oggi vedo di licenziare il nuovo numero di Lab. Lì ci saranno diversi spunti al riguardo e lentamente mi stai convincendo a scrivere una lettera aperta a Nencini e ai dimessisi.
venerdì 7 agosto 2009 alle 12:25
Mah, a me pare che nell’ impossibilita’ di scegliersi il candidato (ribadita nella legge elettorale votata) vi siano gli stessi limiti di democraticita’ del Porcellum, altro che europee.
Per il PS non vedo le convenienze ad appoggiare tale misura se non di due tipi: convenienze personali, che con la politica (altro che RnP!) poco hanno a che vedere; strategie antitetiche alla linea politica stabilita “il giorno innanzi”: ben oltre “tempo massimo”, per ritornare al refrain, che dovrebbero preoccuparti ben oltre i 4 mesi (anziche’ 6) dell’ inciucio pre-europee.
Ribadisco: lo stato del PS e’ talmente confusionale, che urge chiarire le posizioni e strategie di ciascuno: altrimenti prosperano i furbi e si sprecano le insinuazioni. Se tizio, caio e sempronio vogliono andare nel PD, lo facciano senza scomodare l’ ASDE, il 3,1% di SeL e senza invocare “la debolezza dei numeri”: perche’ quella e’ uno degli effetti (non certo la causa) di una gestione fallimentare che affonda le radici nello SDI. E quella debolezza c’era anche dopo le Politiche 2008, ma Nencini non vinse il congresso sulla base di argomenti “da debolezza dei numeri” e sulla prospettiva di fare il ruotino di scorta del PD, mi pare.
venerdì 7 agosto 2009 alle 13:43
Ma, vedi Pasquale, i dibattiti sulle leggi elettorali appassionano pochi addetti ai lavori. Oltretutto la cancellazione dei “partitini” è giocata in chiave strumentale e qualunquista nella grande retorica della riduzione dei costi della politica (e mai menzogna fu più grande). Ti dico solo il titolo de La Nazione all’indomani della votazione sulla nuova legge “Diminuiscono i consiglieri regionali, addio partitini”.
Insomma, fare una battaglia politica sulla legge elettorale non sarebbe stato premiante.
Questo diciamocelo per chiarezza.
Quello che è vero è che votare quella riforma significa smentire ciò che in altra sede si dichiara. Aver votato quella legge significa fare una scelta diversa da Sinistra e Libertà in Toscana, mentre a livello nazionale si ribadisce che si deve andare avanti con Sinistra e Libertà.
venerdì 7 agosto 2009 alle 13:44
P.S _ Sulla storia delle preferenze, come si sa, io non sono un gran fan delle preferenze, tutt’altro. le capisco in elezioni come quelle comunali, ma non certo in elezioni come le Europee dove ci sono circoscrizioni enormi.
sabato 8 agosto 2009 alle 18:11
ma se tanti socialisti , soprattutto giovani socialisti, sono così nostalgici della RnP perchè non si trasferiscono nei Radicali a far entrismo socialista-rosapugnista ?
lì numericamente conterebbero qualcosa, in SeL nulla.
vero che finchè c’è Pannella si sarà sempre in minoranza ma non è che Vendola sia tanto meno leader del pagliacco e dopotutto l’età media dei radicali gioca a favore dei giovani socialisti.
(nel 2013 ci sarà ancora pannella?)
parafrasando un celebre film: perchè essere infelici con qualcuno che non si ama quando si può essere infelici con qualcuno che si ama ?
domenica 6 settembre 2009 alle 12:21
OOOMMMMMMMM …c’è nessuno?
( compagni … un “giornale” di sperimentazione che non esce mentre si crea un nuovo partito è una contraddizione )
lunedì 7 settembre 2009 alle 18:49
noi non siamo un giornale. Siamo un magazine. E torneremo ad approfondire quando ci sara’ qualcosa da approfondire. Ovvero quando saremo emersi dalle profondita’ in cui ci eravamo immersi. Insomma, pazienzate ancora un poco
martedì 8 settembre 2009 alle 01:09
-E torneremo ad approfondire quando ci sara’ qualcosa da approfondire.-
cioè in questo momento di crisi economica che diventa crisi del lavoro , di crisi politica, di formazione (forse) di un nuovo soggetto nell’area a cui tradizionalmente è vicino labouratorio non trovate che vi sia qualcosa da approfondire ?
non trovate che labouratorio , MAGAZINE, dovrebbe portare in campo idee invece di aspettarle soltanto da Fava,Nencini, Guidoni, Vendola, Francescato?
mmm…
andiamo male compagni, andiamo davvero male e non potete dar colpa a Nencini, i komunisti, berlusconi, l’italiette … se non dimostrate cervello, cuore e palle.
martedì 8 settembre 2009 alle 16:45
soc er, ma noi non stiamo dando la colpa a nessuno!
c’è molto da approfondire ma nel mondo e in Italia. In SeL c’è sicuramente molto da fare, da approfondire sinceramente non lo so.
martedì 8 settembre 2009 alle 16:47
io penso che sia tutta un’idiozia, davvero non c’è nulla da fare. L’unica soluzione è il suicidio di massa.
martedì 8 settembre 2009 alle 19:45
beh magari se non vi va SeL, potrebbe andare di approfondire un rapporto di scambio/scontro/sinergia con i left-libertarian di http://www.claustrofobia.org/
martedì 8 settembre 2009 alle 21:33
l’idea sarebbe quella di aprire un dibattito con botta e risposta tra web-magazine in stile vecchi dibattiti sui giornali (avete presente il dibattito Merlino-Malatesta?) su alcuni temi comuni(ma con posizioni diverse) tra left-libertarian e socialisti, ad esempio:
- il rapporto con lo Stato (e conseguentemente con i partiti politici)primo nemico o necessario male per evitare le più grande storture(capitalismo) del Mercato ?
oppure
- i confini delle libere scelte personali (si può essere misogeni,razzisti,classisti in una collettività?)
insomma roba per non parlare ai soliti 4 gatti della propria tradizione ma per fare scambio di lettori e soprattutto attirare gente interessata alla politica ma stanca dei dibattiti partitocratici.
quelli di Claustrofobia ci stanno.
se voi ci state… si potrebbe partire e creare qualcosa di vivace ed interessante.
( io posso impegnarmi a diffondere il dibattito nei luoghi che frequento.
fate vobis )
giovedì 24 settembre 2009 alle 17:11
Vivi, morti o…X?
O_O
mercoledì 7 ottobre 2009 alle 21:58
vivi vivi e manca poco al gran ritorno!