[A Sinistra ... in manette] Meno male che Tonino c’è
| giovedì 2 aprile 2009 | Scritto da Pasquale - 73 letture |

C’e’ oggi una differenza profonda rispetto a Tangentopoli: a sinistra non e’ rimasto nessuno che possa prendere il posto di cio’ che sta crollando.
Il posto occupato dalle varie, gioiose, brancaleoniche macchine da guerra: dai Progressisti al PD, passando per Ulivo e Unione. Quelle che erano le opzioni dal centro in qua, che fossero i popolari, il PDS, Rifondazione e le frattaglie laico-socialiste, sono tutte in declino, alcune quasi estinte, altre
comunque in una crisi nera che a me appare difficilmente recuperabile. (E, faccio notare, ciononostante le stesse facce al comando: i Marini, i
Rutelli, i D’ Alema/Veltroni…). E la causa non e’ Tonino, cari compagni: Tonino e’ il Sintomo. Semmai una pustola contagiosa, ma non e’ lui che ha portato la peste. Quella e’ figlia di questo branco di incapaci frammisto a farabutti, dove le persone per bene sono state chiuse in un riserva indiana, silenziate o cacciate a pedate, nei migliori dei casi. Quel sistema perverso e para-criminale che non si identifica con la politica, come vuole la
vulgata, ma questo sistema chiamato Italia di cui i politici sono al vertice e continuano a tessere le fila. Talvolta per inerzia, manco sanno perche’ e per come… nuova nobilta’ per volonta’ della divinita’ chiamata Maggioranza.
Quando sedici anni dopo ritorniamo in prigione senza passare dal via, come in un incubo-monopoli, mentre le questioni cardine (su assetto istituzionale, giustizia, panorama politico, inefficienze, clientelismo, criminalita’, a-meritocrazia e quant’altro) sono state a malapena scalfite se non peggiorate… beh, non puo’ che montare la rabbia e l’ insoddisfazione, accentuata da una crisi economica seria che per l’ Italia e’ ancora peggiore sovrapponendosi a quella irrisolta del debito pubblico e del peso della macchina statale.
Chiedetevi senza Di Pietro ora sulla scena cosa accadrebbe: a votare andrebbero ancor meno. Senza “persona onesta” sulla scena (poco importa che sia l’ennesimo scaltro individuo), l’ attrazione per la P38 e le molotov diventerebbe irresistibile per molti “arrabbiati”.
E’ grazie al suo 15% che in Abruzzo non e’ andato a votare MENO DELLA META’ degli aventi diritto, che il partito di chi non crede piu’ alla finta democrazia dei partiti italiani non e’ divenuto maggioranza ASSOLUTA.
Quindi, da Nencini, Veltroni, Fava, Ferrero, Francescato… si deve alzare una sola grande preghiera: “Grazie, Tonino! Per fortuna che c’e’ Di pietro.” Poco importa che il sistema che lo ha reso possibile, lo stesso sistema che rese possibile Berlusconi, il sistema infine partorito “in armi” dall’ agonia del CAF, li stia trascinando nel turbinio dell’ ennesima questione morale. Importa poco perche’ almeno in parte la rabbia della sinistra trova sfogo votando una delle
peggiori destre, ma “questi coglioni” di Italiani ancora votano. E sino ad allora, c’e’ speranza di recuperarli. Esattamente come, per un colpo di maestria unica, il rappresentante della degenerazione dei craxisti, il figlio della Milano da Bere, sia riuscito a prendere anche i voti di persone che a Craxi gettavano monetine. Un sacco di quei voti.
Quanta scaltrezza, quanta semplice efficacia nell’ affermare “Da oggi fuori dalle giunte campane!”. Un’ Ode Barbara. Un Sonetto di Demagogia.
E penso a quello che ci volle con Di Lello, le contorsioni, i drammi… la scelta socialista di supportare a Napoli la Jervolino … e poi la vicenda abruzzese… cari compagni, per questo lui prende il 15% e voi siete e resterete, neglio occhi della gente, dei poltronari quando non “dei ladri”. Siete innanzitutto dei dinosauri figli del secolo che avete ucciso. La politica oggi e’ guerriglia, rapida, insensata, ferina. Voi siete abituati alle grandi manovre, alle strategie, ai patti… Siete del tutto inetti a combattere questa guerra, in questa societa’. Prima ve ne fate una ragione, prima potrete salvare qualcosa.

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