[Labouratorio n.46] La Sinistra, la Libertà e il paradosso dell’Ornitorinco
| venerdì 20 marzo 2009 | Scritto da Tommaso Ciuffoletti - 541 letture |

Ebbene, adesso che la nuova lista per le europee Sinistra e Libertà e’ venuta alla luce, anche per Labouratorio è venuto il momento di uscire allo scoperto. Ora noi, più o meno, siamo di sinistra e la libertà ci garba parecchio, quindi bene per il titolo. Il simbolo potrebbe sembrare un po’ squacquero, ma non ne facciamo un dramma, del resto è stato pensato anche per evitare di raccogliere le firme per la presentazione delle liste. Vada dunque anche per il simbolo.
Veniamo però alla parte seria della faccenda: politica e politiche. Non saremo noi a nasconderci dietro un dito: la corsa ad un’intesa fra forze politicamente non omogenee è il risultato di un’infame modifica alla legge elettorale per le Europee, fatta a pochi mesi dalle elezioni con il concorso dell’intero “partito unico dell’illegalità”, come direbbe Pannella. Dato quindi per assodato, ancora una volta, il criterio della necessità vediamo però cosa c’è oltre e se vale la pena condividere e sostenere questa curiosa macedonia. Noi ci schieriamo ideologicamente(!), ma siccome siamo persone ragionevoli (e poi non possiamo chiudere così l’editoriale), vi dimostreremo in maniera inconfutabile l’intima necessità per ciascuno di noi, più o meno socialisti, più o meno laici e liberali, più o meno libertari, di sostenere Sinistra e Libertà. Lo faremo ricorrendo al paradosso dell’ornitorinco: noi diciamo che questo cartello elettorale non ci piace e per questo ci convince, da cui deriva l’ovvia conseguenza che ci piace perché non ci convince.
A noi questo non cartello non ci piace perché non ha coerenza politica né in Italia né in Europa, perché unisce forze che in molti casi hanno non solo posizioni, ma anche letture diverse non solo di come si risolvono le questioni amministrative del comune di Scandicci, ma anche di come debba essere governato lo sviluppo mondiale! Si intrecciano storie, recenti e passate, diverse e distinte quando non antagoniste. Ma allora perché dovrebbe convincerci? Ci convince proprio nel momento in cui queste cosette sgradevoli qua sopra ce le diciamo apertamente fra noi. Ci convince al momento in cui evitiamo di fare come democristiani e comunisti che si son messi insieme, addirittura per fondare un partito unico, senza nemmeno approfittare del momento del confronto per fare i conti ciascuno innanzitutto con la propria storia. E allora ecco perché ci piace sognare questo incontro come un’occasione per ciascuno di coloro che vi parteciperanno. Un’occasione per misurare se stessi nel confronto con chi magari non ci è nemmeno così vicino come la geometria spiccia della politica potrebbe far credere. Ma allora ecco anche perché questo progetto non ci convince più, perché per superare quei limiti in nome dei quali dicevamo all’inizio che questo cartello non ci piace, servirebbero classi dirigenti attrezzate allo scopo. Attrezzate culturalmente, e ancor prima intimamente pronte, a cogliere l’occasione che questo tentativo potrebbe offrire. Noi siamo scettici che vi sia una diffusa coscienza del fatto che questo “cartello elettorale” potrebbe diventare qualcosa di più. Chi scrive ricorda ancora molto bene quanto deludente è stata l’occasione persa con il “soggetto nuovo” della Rosa nel Pugno e pertanto non è disposto a farsi illusioni di sorta.
Siamo però disposti ad aprire questo spazio per fare ciò che non crediamo faranno altri: discutere, dibattere, conoscerci e ri-conoscerci, scazzarci, mandarci cordialmente e vicendevolmente a quel paese se servirà. Fra socialisti e sinistrati, fra liberali e libertari, fra ambientalisti e sviluppisti, fra isti post-isti … e chissà che alla fine non si possa scoprire che non siamo così lontani come ci dipingono e ci dipingiamo.
Aggiungiamo un ultimo motivo a sostegno delle ragioni del confronto: la profonda crisi finanziaria, economica e sociale che stiamo vivendo, pur senza essere inutilmente catastrofisti, sta rimodellando i confini ideali entro cui leggere lo sviluppo globale. Nella sua dolorosa tragicità anche questa crisi è un momento d’opportunità politica e culturale per chi avesse voglia cercare nuovi strumenti per leggere un mondo in cambiamento. Secondo noi vale la pena, con molta umiltà, provarci.
Labouratorio apre il dibattito e dice serenamente, ma con doveroso scetticismo laico, di stare con Sinistra e Libertà … o meglio, di stare a Sinistra con Libertà.
SOMMARIO N°45
- [Labouratorio n.46] La Sinistra, la Liberta’ e il paradosso dell’Ornitorinco
- [Sinistra,Libertà, varie ed eventuali]Perchè si!Ci credo perchè è una grande occasione
- [Sinistra,Liberta',varie ed eventuali]Perche’ no!Manovre sinistre, verso una nuova Bolognina?
- [Sinistra,Libertà, varie ed eventuali]Scacco alla Sinistra del ‘900
- [Sinistra,Libertà, varie ed eventuali]C’era una volta la politica?No, tranquilli, è più viva che mai. Purtroppo…
- [Sinistra,Libertà, varie ed eventuali]Un ornitorinco di nome Craxìnguer

Tom, mi convincono in pieno le tue osservazioni…ed infatti ho accolto SeL proprio con lo spirito “attivo” e dialogante tra “non simili ma nemmeno totalmente opposti” che tu indichi.
Del resto, se non ora, quando?
Un’unica precisazione: la RnP, purtroppo, fin da principio non potemmo manco tentare di farla crescere e radicare dal basso; invece con SeL sto “vedendo” e “toccando” che ciò è possibile….non facilissimo ma possibile.
Auguri a tutti noi!
Speriamo che questa volta smettiate di litigare sulle stronzate e che ritorniate di nuovo in piazza.
Dai che c’è la facciamo e tanti auguroni
condivido in massima parte, non capisco quando dici: “servirebbero classi dirigenti attrezzate allo scopo”. se intendi quelle altrui, il dialogo con le altre forze politiche è finito prima di cominciare. se intendi la nostra, non mi paiono meno “culturalmente attrezzate” di quelle che erano in prima linea nel progetto della RnP. Sinistra e Libertà è una scommessa, ma faremmo meglio a dire che oggi la Sinistra in Italia è una scommessa…noi siamo solo più coraggiosi e la giochiamo. concordi?
Bisogna accostarsi con unospirito un po costruttivo
altrimrnti se si parte sempre con atteggiamento eccessivamente critico ci si scoraggia in modo contagioso e rende tutto poco attraente, tutti noi dovremmo mettercela tutta, con molta pazienza ed umiltà per tentare l’innesco di un circolo viruoso capace di entusiasmare ed attrarre anche i meno coraggiosi ed anche quelli scettici e poco convnti.
Questa volta non possiamo fallire! Significherebbe uccidere anche la speranza!
Mi piace la tua osservazione Ric: “la Sinistra in Italia è una scommessa”. La sottoscrivo in pieno!
Caro Mimmo, hai ragione … qualcuno direbbe che per ogni dirigente politico, in un caso come questo vale una regola aurea: “meglio essere ottimisti e avere torto, che essere pessimisti e avere ragione”!
Certo che SeL ha realizzato un piccolo miracolo: unire Socialisti e Comunisti.
Se il Partito Democratico è un compromesso storico bonsai, questo cos’è?
ciao ingegnere!da quanto!
questa S&L è un bonsai storicamente compromesso ecco cos’è. Ti vedo scettico…Ma Labouratorio ti stupirà ancora. A quando un tuo pezzo?
io dico sì a sinistra e libertá, che é una roba nuova, e che puó essere il primo passo per ritrovarsi un po’ tutti almeno sotto il simbolo del socialismo europeo, ovviamente a fare cagnara come sempre! altrimenti è come con Brancaleone, “dove andate voi?”, “da nessuna parte!”, “…anche noi, ma da un’altra direzione!”… saluti marchigiani
PER ME QUESTA è UN’ORGIA POLITCA…
METTI A CENA VENDOLA-FRANCESCATO-DE MICHELIS-FAVA E COMPANY E POI VOI MI DITE COERENTI E COSTRUTTIVI?
NON VI CREDO
E POI MI SEMBRA UN CARTELLO PER LA SERIE VOTATECCI CI OCCORRE LA POLTRONA…
SPERO CHE NN VI SEGUA NESSUNO.
SINISTRA UNITA SI MA MAI CARTELLIZZATA…
O SBAGLIO?
sbagli. Perche’ e’ chiaro che questo e’ un cartello. Ma e’ un cartello con un minimo comun denominatore politico e un abbozzo di strategia. Ma il punto da cogliere qui e’ un altro: un processo politico ha tempi anche lunghi. La riforma elettorale fraudolentemnete introdotta a 6 mesi dal voto invece non ti da questi tempi. Con le piccole risorse a disposizione per costruire un’alternativa al PD si e’ riusciti a fare questa lista. Meglio lei del PD…