[Sinistra deviante]Aridatece gli oppressi!
| giovedì 12 febbraio 2009 | Scritto da Gionny - 32 letture |
Le leggi in democrazia sono a tutela dei più deboli…questo, si sa è scontato e la sinistra come si sa sta con gli ultimi, con i più deboli. Nel fare cio’, nel fu regno D’Italia ma anche durante la Rrepubblica, i movimenti operai e di sinistra in generale, sono stati spesso messi sotto accusa e stroncati da vere e proprie persecuzioni giudiziarie. Non solo durante la lotte operaie degli anni dieci ma che nei tumultuosi anni’70 e talvolta, recentemente vi sono state persecuzioni giudiziarie ai danni di militanti delle sinistre, fondate sul sospetto e non su prove certe.
Vi è stato insomma un McChartismo latente: prima si incarcerava e poi si costruivano i famosi “teoremi”.
Si evince quindi che il garantismo positivo debba essere nel dna delle sinistre, eppure non è così, l’entrata nelle stanze dei bottini hanno deviato quella nobile qualità garantista e anticriminogena di tutte le sinistre che non si sono manifestate solo con tangentopoli anzi, un atteggiamento perbenista, moralista e bigotto si è subdolamente insinuato nella nostra classe politica anche democratica e progressista. La fobia delle devianze e il disinteresse per alcune questioni sociali è spesso diventata la norma anche nelle cosiddette giunte rosse. Si tende a criminalizzare ogni devianza quando poi basterebbe un minimo di lucidità per capire che il significato di devianza è esattamente opposto a quello normalmente represso; cos’è la devianza se non la condotta che si oppone ai bisogni fondamentali dell’uomo, il bisogno alla vita, ad un’esistenza dignitosa, ad un lavoro non umiliante o alla libertà di poter realizzare ed esprimersi come meglio si crede.
La vera negatività sociale è l’oppressione dei più deboli da parte dei più forti, la supremazia delle minoranze privilegiate sulle maggioranze o suoi diritti del singolo. Per questo lo strumento migliore dello Stato per portare giustizia ed equilibrio all’interno di rapporti sociali degradati non potrà mai essere il diritto penale, ma una politica integrale di protezione dei diritti e delle libertà fondamentali.
Se il fondamento dell’organizzazione sociale è l’uomo con i suoi bisogni reali, la protezione più efficace di questi è un garantismo positivo, una politica integrale di protezione dei diritti umani.
Il diritto penale è garantismo negativo. L’intervento penale può essere ammesso solo per i casi più gravi, quando non ci sono alternative. Deve essere insomma un intervento di tipo residuale ed estremo e comunque la condanna di un individuo non sarà mai una vittoria dello Stato ma sempre una sconfitta che dovrebbe invitarlo a fare meglio. Perché festeggiare una condanna sarebbe come infliggere una vendetta indiretta. La mancanza di cultura garantista è il primo sintomo di una non sinistra illiberale e illibertaria, il continuo aggiornamento del codice penale con i vari pacchetti di sicurezza inutilmente criminogeni dovrebbe essere sostituito da una profonda revisione del codice penale stesso, basata sul rifiuto di ogni visione metafisica del diritto, in favore di una visione metodologica che sfocia nella sociologia del diritto intesa come scienza prevalentemente empirica, non avalutativa, ma ispirata a valori, nel suo caso di tutela della libertà e della giustizia sociale.
Infine come può uno Stato combattere l’illegalità quando esso stesso si basa su di essa,, non parlo della solita lagna del Berlusconi mafioso, ma parlo delle indecenti condizioni di carceri e Cpt.
Se davvero la sinistra sta con gli ultimi allora i primi ad interessarsi dovrebbero essere proprio carcerati e immigrati, cosa che in realtà sarebbe caldamente consigliata anche a chi fa riferimento alle radici cristiane.

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