[Communication]Il caso Soru vs Studio Aperto e l’informazione in Italia
| giovedì 12 febbraio 2009 | Scritto da Andrew Nat - 215 letture |
La lotta a volte violenta tra informazioni di parte e campanilistiche stanno inficiando la credibilità dell’ordine dei giornalisti italiani. La cosa più sconcertante sta avvenendo a poche settimane per le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale e del Presidente della Regione Sardegna che si terranno domenica 15 e lunedì 16 febbraio 2009. Vi spiego in breve: Renato Soru (non mi è simpatico) è candidato alla presidenza della regione Sardegna per il centrosinistra e nelle ultime settimane è stato insultato dal premier Berlusconi, anche tramite i TG di Mediaset. Soru ha deciso comunque di concedere un’intervista a Studio Aperto in onda su Italia Uno. La giornalista concorda l’intervista in macchina di Soru dato che per motivi di tempo il candidato governatore deve raggiungere altre città per il suo tour elettorale. Nasce un battibecco dato che Soru non si fida di come verranno utilizzate le sue parole nel TG di Italia Uno. In questo clima il direttore di Studio Aperto, Mulé risponde al candidato governatore affermando di aver tentato senza successo, per tutta la settimana, di intervistare il candidato presidente del centrosinistra in Sardegna. Il direttore di Studio Aperto ha chiesto a Soru di “presentarsi prima del voto in Sardegna davanti a un giuri’ d’onore, ad esempio il presidente dell’ordine dei giornalisti della Sardegna o il garante per le comunicazioni, per stabilire se Studio Aperto ha agito correttamente oppure no”. Che cosa si vuole dimostrare con questo esempio? Che in Sardegna, come nel resto d’Italia, c’è la presa di coscienza che si sta scivolando da un piano prettamente politico ad uno prettamente da bar di quartiere, dove l’importante è alzare la voce per mettere in cattiva luce l’avversario. Ha iniziato la destra, ma lentamente sta facendo la stessa fine quella sinistra virtuosa, di cui Soru si fa portavoce. Se il problema fosse solo la Sardegna, lo avremmo circoscritto ed isolato. Allora come sta l’informazione in Italia? Credo molto male. Il livello di indecenza sviluppato nella ultime settimane di difesa dei media nei confronti del governo e dell’opposizione inconsistente, hanno creato un clima d’inferno per il cittadino dissidente. Alzi la mano chi non ha provato ribrezzo per la continua manipolazione delle notizie sul caso Englaro sia per le continue esternazioni del premier che per le prese di posizioni non pregnanti del suo alterego. Noi cittadini che non vogliamo una mente conformante al sistema messo in piedi dai due, ci sentiamo stretti dentro una morsa, una tenaglia che ci tieni immobili e paralizzati di fronte a certe parole senza senso che non dovrebbero neanche essere pronunciate. La non cultura regna sovrana. L’ignoranza impettita di certi signori di fronte alle telecamere rende perfettamente l’idea di come la classe politica non sa quello che sta facendo, ovvero a destra si sa ma a sinistra(?) lo sanno?
C’è una volontà di annullare tramite il mezzo televisivo la coscienza delle persone, di avvalersi in maniera incondizionata di tutte le tecniche per manipolare. Ebbene si uso questo termine perché mezzora ininterrotta di immagini pro-life per Eluana davanti alla clinica, come se gli altri avessero la morte come pallino fisso, non sono degne di un paese civile e democratico. Allora becchiamoci il GF9 fino a tarda serata con le altre reti che fanno a modo loro informazione, sulla corretta applicazione del protocollo o meno.
Vi lascio riflettere per capire dove siamo.

Commenti recenti