[Labouratorio n.41] Labouratorio e la notte dei morti viventi
| lunedì 26 gennaio 2009 | Scritto da Plex - 140 letture |

Lo diciamo subito, Labouratorio è vivo e contento di esserlo. Non è roba da poco. Non è cosa che tutti possano permettersi di affermare a cuor leggero.
A dirla tutta in verità, l’intero campo della sinistra politica sembra popolato di cadaveri. Leader usurati, cacicchi sputtanati, consorterie esauste, segreterie di partito in preda a crisi di nervi e di isteria, giornali in calo di vendite se non in crisi finanziaria, quella che poteva essere (moooolto ottimisticamente) la primavera della sinistra italiana sospinta dal vento della crisi globale che incalza un governo che inizia a mostare le prime crepe, sembra piuttosto diventare una passerella di vecchiume in attesa di essere travolto.
Già profondamente minati nella credibilità dall’azione di governo, la batosta elettorale sembra aver sferrato un colpo mortale alla capacità di iniziativa politica di tutti i partiti che più o meno dichiaratamente militano nel campo della sinistra. Nessun orizzonte strategico, nessuna prospettiva di crescita, neanche lo straccio di una tattica a medio termine per incalzare la maggioranza.
Si ha come la sensazione che dal PD a quel che resta di Rifondazione ci si sia rassegnati ad andare incontro ad un’ennesima batosta, tanto alle europee quanto alle amministrative e che l’unico obiettivo sia imitare i danni.
Il centro di tutto è, com’è evidente, la crisi del PD e della sua pretesa autosufficienza bipartitizzante che si è scontrata con la dura realtà dei fatti. Nessuno al suo interno sembra avere la capacità e la possibilità di lanciare adesso un progetto alternativo alla fallimentare linea veltroniana. L’unico che ne avrebbe, se non le capacità, forse l’ambizione, il sempiterno D’Alema, preferisce aspettare il responso delle urne, che si presagisce drammatico.
E mentre il segretario scatena il massimo della propria capacità politica per una riforma elettorale che introduca uno sbarramento di consistenza tale da permettergli di far fuoi i piccoli e perdere uno o due punti percentuali in meno, i partititini di sinistra non riescono ad andare oltre lo sterile richiamo all’ “attacco alla democrazia” che nasconde la cronica mancanza di un qualsivoglia progetto per il bene del paese.
Nessuno sa che pesci pigliare nè tantomeno come serrare le fila dei voti e dei militanti in libera uscita, nessuna campagna d’opinione, battaglia politica, niente di niente. Tutti aspettano Godot, ovvero la fine del PD. Tutti tranne uno ovviamente, l’ineffabile Di Pietro, che però è di destra e di cui non abbiamo nessunissima intenzione di scrivere nemmeno un rigo (per quanto ci dicono che disponga tra le sue fila di militanti/e quantomai avvenenti).
Nel paese reale nel frattempo non succede nulla di che, il Pil diminuirà del 2%, la produzione industriale crolla, i consumi diminuiscono di un quarto.
Noi in tutto ciò abbiamo esaurito l’ottimismo della volontà, quello del dovere e perfino quello della possibilità. Però siamo vivi, usciamo una volta a settimana, dibattiamo di Craxi, di embrioni, di rifiuti, di ebrei e di filosofia. Scusate se è poco.
SOMMARIO N°41
- [CraxiLab]Un nulla fatto di vuoti (Bianca La Rocca)
- [CraxiLab]per Craxi e la sinistra che non abbiamo (Lorenzo Passerini)
- [L'embrione clericale]Parte 1: il metodo laico (Socialista Eretico)
- [Er Monnezzaro]I rifiuti delle 3 Italie – Seconda parte (Dario Alberto Caprio)
- [Labouracultura]Ebrei e pregiudizi: fanatici integralisti e ricchi usurai. Ecco perché non è vero. (Andreas)
- [L'Anticristo]Quell’anticlericale di Nietzsche… (Fabio Cruciani)


Roma (25/12/2068) – In occasione delle celebrazioni del Natale, il papa Omar II è tornato sul tema dell’ eugenetica per l’ omosessualità : “se Dio ha ispirato l’uomo nel trovare i mezzi per guarire da una malattia , l’ uomo ha il dovere di applicarli perchè sia compiuto il progetto divino”.



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