[Giovanili Primarie ... democratiche] Intervista a Giulia Innocenzi
| mercoledì 19 novembre 2008 | Scritto da Filippo Modica - 334 letture |
Giulia Innocenzi, 24 anni, coordinatrice degli Studenti Luca Coscioni e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, è candidata alle primarie del 21 novembre che eleggeranno il primo segretario dei Giovani Democratici.
Cura il blog www.giuliainnocenzi.com attraverso il quale è possibile conoscere il programma e le varie iniziative intraprese durante la campagna elettorale.
Il 14 novembre scorso abbiamo avuto modo di realizzare questa intervista che vi proponiamo di seguito.
D – Una radicale che si candida alla segreteria di una federazione giovanile di partito potrebbe sembrare un paradosso… Per i radicali, che non hanno mai avuto tale organismo perché ritenuto fonte di ghettizzazione dei giovani, è cambiato qualcosa?
R – No, per la leadership radicale non è cambiato nulla. I radicali sono contro la ghettizzazione dei giovani all’interno di una determinata sezione come può essere un’organizzazione giovanile proprio perché preferiscono che essi abbiano lo stesso spazio garantito a tutti gli altri per fare politica, la politica vera. Quindi qualsiasi iscritto a Radicali Italiani può presentarsi come candidato segretario e, infatti, abbiamo una lunga storia di segretari a 19-20 anni… In realtà, le primarie dei Giovani Democratici permettono di affrontare un’altra questione: la non democraticità di alcuni partiti (il PD stesso, per esempio) nei quali è difficile dare spazio ai soggetti più emarginati come le donne piuttosto che i giovani. Queste stesse primarie rappresentano formalmente un’iniziativa lodevole in quanto l’art.1 del Regolamento prevede siano aperte. In realtà, però, non si sono verificate finora come erano previste nella lettera del Regolamento ed io ho continuato a denunciare tutte le irregolarità che ho riscontrato.
Per un Partito Democratico così macchinoso e burocratico, un’organizzazione giovanile potrebbe fungere da stimolo per una politica innovatrice, ma solo se sarà salvaguardata la sua autonomia.
D – A mio parere, la tua candidatura pone una questione politica fondamentale per il futuro dei radicali e del Partito Democratico: può esistere un Partito Democratico senza i radicali? E, al tempo stesso, che prospettive avrebbero i radicali se non dovesse mai venire alla luce quel Partito Democratico auspicato da Pannella da almeno vent’anni?
R – Il Partito Democratico senza i radicali non sarebbe il partito che si ispira al Partito Democratico americano e che aspira ad essere il partito di sinistra a vocazione maggioritaria. Tale partito dovrebbe portare avanti quelle battaglie di laicità, per i diritti civili, l’autodeterminazione e l’antiproibizionismo ad oggi fuori dall’agenda politica italiana.
Sì, il Partito Democratico ha bisogno dei radicali, non a caso Marco Pannella all’ultimo Congresso di Radicali Italiani ha affermato chiaramente: “Non vi molliamo!”.
Allo stesso tempo, il progetto di Pannella, che potremmo far risalire alla famosa lettera a Togliatti di fine anni Cinquanta, è attuale più che mai anche se questo Partito Democratico è più il risultato dell’addizione di vecchie correnti che un nuovo soggetto politico in grado di farsi portatore delle battaglie della Sinistra europea quali quelle di Zapatero piuttosto che di Tony Blair.
Ambedue hanno bisogno l’uno dell’altro e quindi speriamo che anche grazie alla mia candidatura sia possibile una nuova dialettica fra i due soggetti per far venire alla luce il vero Partito Democratico italiano.
D – Nell’intervista rilasciata a Libmagazine hai dichiarato: “La mia candidatura vuole anche proporre una riflessione sulla realtà teo-dem italiana: non esiste in altra parte d’Europa una componente cattolica della sinistra”.
Sono realtà completamente sovrapponibili i teo-dem e la componente cattolica del PD?
Non esistono, forse, in Europa esponenti cattolici all’interno dei partiti socialisti, socialdemocratici e laburisti?
R – Certamente. In realtà, in Italia ogni tanto non poniamo la necessaria attenzione sull’utilizzo di alcuni termini fondamentali. Ad esempio, si contrappongono i laici ai cattolici e ciò è assolutamente sbagliato. Un cattolico può essere (e la maggioranza dei cattolici italiani lo è) laico.
D – Non ti avrei fatto nemmeno la domanda se avessi parlato di una componente clericale piuttosto che cattolica… Della componente cattolica del PD fa parte, per esempio, anche Rosy Bindi, no?
R – Infatti, la Bindi è una delle poche che fa alcune battaglie di laicità… Invece, i teo-dem rappresentano più una frangia integralista che talvolta assume tratti razzisti. L’ultima dichiarazione della Binetti che equipara gli omosessuali ai pedofili sarebbe impensabile in altri Paesi, soprattutto da parte di esponenti di sinistra, è per questo che ho definito i teo-dem un’anomalia tutta italiana. In altre realtà europee non esistono e non hanno senso di esistere tali posizioni all’interno di una forza laica e riformista come dovrebbe essere il PD.
D – Fin dall’inizio la tua è stata una battaglia per la legalità e la trasparenza di queste primarie. Dei risultati su questo fronte li hai anche ottenuti, ciononostante nemmeno il rinvio delle stesse è servito a farle uscire dalla clandestinità in cui versano, per non parlare della disorganizzazione e della mancanza di trasparenza… Dò un’occhiata al sito ufficiale dei Giovani Democratici (a 7 giorni dal voto!!!) e mi chiedo: ma dove si vota? (Ndr, proprio a partire dal 14 novembre è stato pubblicato sul sito un elenco parziale riguardante l’ubicazione dei seggi).
R – Si vota il 21, non si sa ancora dove si vota e addirittura in alcune regioni non sono neanche stati nominati gli organi che decideranno l’ubicazione dei seggi. Quindi la situazione è in totale alto mare. Qui è evidente che il PD e i suoi dirigenti hanno deciso di non investire in queste primarie, di non finanziarle, di far sì che passino il più possibile nell’ombra e nel silenzio. Ciò dispiace: queste primarie potevano essere un’ottima occasione per avvicinare i giovani alla politica. Tramite primarie aperte, fatte dai ragazzi, con metodi di comunicazione nuovi come possono essere i blog e Facebook (cui mi sto dedicando), gli incontri nei circoli delle varie città…
Il PD avrebbe potuto fare vanto di questo strumento innovativo e cercare di “esportarlo”, essere di esempio agli altri partiti…
Non a caso io ho approfittato di queste primarie per promuovere un dibattito sulla democrazia interna dei partiti (che non c’è!): al momento attuale l’art. 49 della Costituzione non viene assolutamente considerato nella vita interna dei partiti. Tramite la mia doppia tessera PD-radicali sto cercando di far partire anche un dibattito sulla libertà di associazione (art. 18 della Costituzione) che negli statuti di tutti i partiti italiani (eccetto Radicali Italiani) viene negata.
Non vedo perché non vi possa essere una legge che regoli la democraticità interna dei partiti (che percepiscono finanziamenti pubblici, rimborsi elettorali…), ad oggi assimilati a delle semplici associazioni: tale regolamentazione potrebbe aumentare la possibilità di rinnovare la classe dirigente.
D – Ho notato anche una certa differenza di stile nell’elaborazione dei documenti programmatici dei vari candidati alla segreteria dei Giovani Democratici: il tuo è molto sintetico e ricco di proposte concrete al tempo stesso (dai diritti civili alla libera condivisione, dall’anagrafe pubblica degli eletti alla sicurezza partecipativa) . Con quale altro programma pensi ci siano maggiori punti di contatto?
R – Negli altri documenti è difficile individuare i punti programmatici proprio perché sono dichiarazioni che utilizzano un vecchio linguaggio politico, pagine e pagine in cui si riesce a non dire niente…
Fra i tre quello a cui mi sento più vicina è quello di Salvatore Bruno (con cui potrei collaborare in futuro), perché propone l’abolizione degli ordini professionali, la liberalizzazione del mercato del lavoro, non ha chiusure su temi quali l’eutanasia e la libertà di ricerca scientifica pur facendo parte dell’area Bindi…
D – Fra pochi giorni conosceremo il risultato di questa partita. Realisticamente, in queste condizioni, pensi di poter vincere? E, in caso di sconfitta, considereresti il 10% un risultato minimamente soddisfacente o un fallimento?
R – Ad oggi sappiamo che le primarie si svolgeranno soltanto all’interno dei circoli del PD: questa la reputo una sconfitta per le primarie stesse perché dovrebbero essere aperte agli studenti dei licei e delle università e ai giovani lavoratori. Ciò potrà avere una conseguenza sul mio risultato elettorale.
Io mi sono proposta come “il nuovo”, come il possibile cambiamento rispetto ai linguaggi e alla proposte, ma, se questo rimane un processo chiuso, è chiaro che “il nuovo” verrà meno apprezzato.
Non è possibile fare una previsione perché c’è la variabile della partecipazione, ma ti posso garantire che meno gente andrà a votare, più basso sarà il mio risultato elettorale…
D – Non facciamo previsioni, allora… Ad ogni modo, io considero il possibile 10% un dato alto se facciamo riferimento ad una candidatura radicale che si presenta in queste condizioni… Basso se invece facciamo riferimento al valore della tua candidatura e al numero dei candidati: quattro…
Ci sarà un plebiscito per il favorito?
R – Fausto Raciti era stato eletto segretario della Sinistra Giovanile con l’89% dei voti… Se queste sono le logiche, considerando che le persone non hanno avuto la conoscenza per deliberare, per scegliere fra le quattro candidature, è chiaro che senza conoscenza si voterà il candidato “uscente”.
La logica degli accordi sarebbe da eliminare, è quella che porta a risultati con alte percentuali.
I giovani dovrebbero andare oltre la vecchia politica, decidere quali nuovi modelli comunicativi adottare per coinvolgere il maggior numero di ragazzi piuttosto che continuare con la politica degli accordi di vertice e delle alleanze.
D – Questi ultimi due mesi così intensi ti hanno consentito di diventare una protagonista della politica giovanile, ti hanno permesso di conoscere realtà nuove e militanti appassionati e di toccare con mano cosa significhino la disorganizzazione scientifica degli apparati, la mancanza di informazione, l’opacità del regime.
Hai avuto modo di assaggiare il dolce e l’amaro della politica… Quanto è stato stressante?
R – Finché c’è il divertimento lo stress è lasciato ai margini… E’ sicuramente un po’ faticoso: bisogna portare avanti iniziative su tutti i fronti. Nel frattempo mi sono occupata anche di scuola e università con proposte controcorrente: l’abolizione del valore legale del titolo di studio, l’abolizione dei concorsi universitari, il metodo della peer review per finanziare la ricerca. Conoscere i ragazzi in giro per l’Italia, andare agli incontri e ai confronti è stato sicuramente divertente e un po’ stancante: un’esperienza che a livello personale mi ha appagato tantissimo e che considero inarrivabile. Ho dato il massimo che potevo perché credo in questo progetto e quindi ho sfruttato la campagna elettorale per organizzare iniziative politiche: chi mi voterà saprà in che modo porterò avanti le istanze politiche qualora fossi eletta, cioè nello stesso modo in cui ho portato avanti la campagna elettorale: trasparente e diretto!
D – Questa esperienza ti ha dato nuovi stimoli per continuare con maggior vigore le tue battaglie a partire dal 23 novembre o senti il bisogno di “staccare la spina” per almeno due settimane?
R – Magari un fine settimana di libertà me lo concederò sicuramente… Ogni tanto qualche scoraggiamento c’è, dovuto a politiche nebulose che magari dai giovani ci si aspetterebbe un po’ di meno, però bisogna continuare a lavorare perché non si può pensare che in un mese si possa riuscire a rivoluzionare tutto.
Abbiamo lanciato un modello incentrato su richiesta di regole certe, trasparenza e battaglie politiche che dobbiamo ancora portare avanti…
Un sincero in bocca al lupo!


[...] Pd – il menage à trois di Giulia Innocenzi Pubblicato il Novembre 20, 2008 di gentilimarco Leggi l’intervista di Giulia rilasciata a [...]
Per sapere dove si vota (forse…) andate su http://primariegd.ilcannocchiale.it e cliccate su “i seggi elettorali”.
Per leggere l’intervista su Libmagazine cui faccio riferimento: http://www.libmagazine.eu/wordpress/2008/09/28/giulia-innocenzi-contro-la-%e2%80%98spaghetti-democracy%e2%80%99-intervista-alla-giovane-radicale-candidata-a-segretario-dei-young-democrats-nostrani/
solite stronzate da radicali,,solo provocazione,che senso ha partecipare ad una competizione alla quale non si ha nemmeno l’1% di vincere
E chissà perché non si ha nemmeno l’1% di possibilità di vincere…
Gradiremmo conoscere il suo nome e cognome, caro giornalista…
ha vinto la innocenzi???
a giornalista…ma vaffa
Giù le mani da giornalista! A me gli uomini delle facili previsioni son sempre piaciuti!
dipende se le facili previsioni vengono fatte da fuori perchè scettici sulle reali possibilità di vincere la battaglia politica in esame o se vengono fatte da dentro per sottolineare come non sia opportuno disturbare il manovratore di turno.
Non firmandosi il nostro giornalista lascia adito a dubbi sulla sua identità
Naaaaa, nessun dubbio!
[...] Leggi l’intervista di Giulia rilasciata a Labouratorio! [...]
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