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[Lumìe di Sicilia] Considerazioni sulle sortite del compagno Mosca

di ezio iacono - lunedì 10 novembre 2008 - 213 views

Dalla periferia le vicende che riguardano il P.S. appaiono un po’ sbiadite, dal momento che una cosa è apprendere dai siti d’area, altro è avere contezza delle vicende quotidiane in modo diretto. A causa della distanza, infatti, le vicende appaiono e sono lontane, ma questo non vuol dire che la vita del Partito sia opaca e/o asfittica. Una certa vitalità del movimento socialista organizzato, pur dopo la batosta elettorale, è visibile ed apprezzabile e non mi riferisco esclusivamente alle 4 proposte di legge di iniziativa popolare, ma anche ad uno speranzoso ed apprezzabile dinamismo del nuovo gruppo dirigente. Nel partecipare al congresso regionale di Acireale, ho avuto modo di apprezzare la quantità e soprattutto la qualità degli interventi pronunciati in clima costruttivo e distensivo, il solo degno per un Partito che necessariamente e caparbiamente tenta di risalire la china.

Fatta questa necessaria premessa, desidererei commentare il pensiero manifestato dal Segretario della F.G.S., il compagno Francesco Mosca, intitolato “F.G.S. e Partito Socialista”. Ho avuto notevoli difficoltà a comprendere fino in fondo il pensiero di Francesco- ci siamo visti una sola volta a Montecatini nel luglio del 2007, ma tra compagni, ancor di più se pressoché coetanei, darsi del tu è quasi un obbligo – e spero che queste mie considerazioni possano tornare utili per un confronto costruttivo e non ampolloso.

Mi riferisco, innanzitutto, al passaggio del convegno sulla problematica della giustizia organizzato in collaborazione con l’U.D.C. e che “è passato su tutti i media come un convegno dell’U.D.C. e basta”, quasi come se fosse responsabilità dei socialisti che sia stato percepito dalla collettività come un’iniziativa del solo partito di Casini, e non invece della cronaca distorta svolta dagli addetti ai lavori .Nutro notevoli perplessità, inoltre, in un’asserita non opportunità di affrontare certi temi “con un partito che ha un terzo dei suoi voti controllati da Totò Cuffaro” a tal punto che “sarebbe stato meglio evitarlo”. Non mi risulta, infatti, che la condanna dell’ex Presidente della Regione Sicilia sia passata in giudicato e vorrei ricordare che la Costituzione Repubblicana non ritiene colpevole il cittadino- qualunque cittadino e per tutte le fattispecie di reato- fino all’eventuale condanna definitiva in Cassazione. A suffragio di queste considerazioni vorrei far notare che l’ex Ministro Mannino, anche lui siciliano ed esponente dello scudo crociato, è stato assolto dalla Suprema Corte dal reato infamante di concorso esterno in associazione mafiosa, pur avendo subito ben 23 mesi di carcere preventivo ed una patente odissea giudiziaria, familiare e politica, oltre che ovviamente personale.

Eppure essere garantisti in quanto socialisti non è una bandiera che possiamo far sventolare a giorni alterni o solo quando c’è la luna piena e sussiste- credo- la “paura di essere tacciati di giustizialismo”,che sembrerebbe essere esorcizzata nell’articolo del compagno Mosca.
Viene, inoltre, sancita una resa del nuovo gruppo dirigente e del Segretario Nencini rispetto a tematiche concernenti i diritti civili. Personalmente, non colgo la medesima sensazione; invero tra le 4 proposte di legge di iniziativa popolare la tematica dei PACS non è stata tralasciata o dolosamente offuscata. Si fa presente che dopo aver organizzato un seminario sulla tematica della giustizia con il partito di Cuffaro, “si è (addirittura!!!!) organizzato un convegno insieme alla Binetti.” E allora????  Dobbiamo forse essere chierici senza tonaca che proclamano il verbo dei PACS, senza confrontarci con coloro i quali la pensano diversamente, ritenendo così la nostra convinzione dogmatica, quindi depositaria della verità assoluta? Mi sarei aspettato maggiore cautela e non sbrigativi attacchi da una posizione laicale- elitaria, la quale non è utile né ad una società moderna e multiculturale e con diverse sensibilità in materia, né ad un spirito innovatore, in particolar modo allorché accompagnato da una latente furia ideologica.

Approccio lineare meriterebbe, altresì, il problema del lavoro così da evitare un retrogrado appiattimento sulle posizioni della C.G.I.L. e sulle convinzioni spesso conservatrici del più grande sindacato italiano, che sembra essere non pienamente preparato ai reali problemi dell’odierna società. La difesa d’ufficio svolta dal compagno Mosca non mi convince, così come non mi convince la tutela assoluta degli ipergarantiti da parte del sindacato che fu guidato da Bruno Buozzi. Ritengo, infatti, che da parecchio tempo l’area della rappresentanza sociale di Corso Italia si sia contratto, anziché estendersi, vuoi per il mancato processo di democratizzazione interna, vuoi per le oggettive differenze professionali, oltre che per spinte settarie e movimentistiche. Non sarà sfuggita ad alcuno la luna di miele in corso tra la segreteria generale e la F.I.O.M. di Rinaldini, probabilmente tra le concause del distacco della C.G.I.L. dalla C.I.S.L. e dall’ U.I.L. A tutto ciò si aggiunga l’ormai cristallizzato appesantimento burocratico- corporativo e l’anelito di scavalcare a sinistra i sindacati autonomi. Da Epifani, considerata altresì la militanza nel P.S.I.,era lecito o no attendersi una spinta innovatrice e più consona ai tempi che stiamo attraversando? Noi giovani in particolare abbiamo bisogno di sindacalisti e non di cacicchi! Ed inoltre, gli attacchi (?) alla C.G.I.L. di “fantomatici dirigenti socialisti che facevano le pulci ad ogni presa di posizione sindacale”…”in particolare sulla situazione Alitalia” non mi sembrano proprio “forsennati”. Eppure tutto ciò Francesco dixit!

Inoltre, c’è un inciso sulle prossime elezioni europee che merita ulteriore considerazione; il compagno Mosca afferma che “..la scelta è chiara a tutti: o si confluisce nel P.D., e tutta la strategia di Nencini sembra tesa a quel traguardo, o si presenta una lista del Partito del Socialismo Europeo in Italia. Con chi ci sta.” E chi dovrebbe starci, considerato che Fava e S.D. PER IL SOCIALISMO EUROPEO (nel nome ma non nei fatti!) si sta legando sempre più con i vendoliani? Che gli ex D.S. confluiti nel contenitore democratico non sembrano lontanamente interessati ad un’operazione politica di tal genere? Ritengo che la lista del P.S. alle elezioni europee ci sarà e mi auguro abbia un risultato incoraggiante, mentre un’ospitalità nelle lista del P.D. non mi sembra verosimile, considerando anche il fatto che andremo a votare con la legge di cinque anni fa.

Mi auguro, infine, oltre ad una necessaria replica, che si possa instaurare un dialogo chiaro e netto sia tra i militanti ed i simpatizzanti del P.S. , così che ciascuno possa dare il proprio contributo alla voglia di rivitalizzare il movimento socialista,ciascuno secondo le proprie qualità e nel rispetto delle posizioni e dei ruoli altrui.

Questo articolo è stato pubblicato lunedì 10 novembre 2008 alle 20:17 ed è stato inserito nella categoria: Dalla periferia dell'Impero, Politica Interna. Puoi seguire ogni risposta all'articolo controllando l'RSS Feed dei commenti. Puoi lasciare un commento, oppure un trackback dal tuo sito.

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Un Commento per “[Lumìe di Sicilia] Considerazioni sulle sortite del compagno Mosca”

  1. francesco mosca Says:
    mercoledì 12 novembre 2008 alle 11:54

    mi hai quasi convinto! scherzo..ora non ho tempo ma rispondero’

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