[Labouratorio di squola dibatte] Perchè abbiamo bisogno del movimento studentesco
| martedì 4 novembre 2008 | Scritto da Redazione - 154 letture |
di Antonello Cresti
Sono un fannullone, un fannullone facinoroso…I fatti, almeno riferiti alla mia persona, sembrano davvero confermare le brillanti intuizioni sociologiche di Silvio Berlusconi e dei suoi discepoli.
All’età di 28 ho passato oltre il 50% della mia vita nel movimento studentesco: iniziai il 1° Ottobre del 1994 e giusto dieci anni fa ho vissuto la mia ultima occupazione da “protagonista”.In tutti questi anni, nei quali il contatto con i “leaders” degli studenti medi non è mai mancato, ho sempre ritenuto la mia esperienza all’interno del movimento come fondativa ed essenziale, tant’è che tutte le esperienze politiche che ho collezionato raggiunta la maggiore età mi appaiono spesso davvero di scarsa incisività se paragonate con tutte le iniziazioni che ho ricevuto quando stavo con gli studenti.
Adesso, con mia grande gioia, mi ritrovo ancora una volta, da fratello maggiore, partecipe delle vicende di una agitazione studentesca dai contorni, sino a questo momento, straordinari: sento di poter ancora dare un contributo, quantomeno in termini di analisi ed è questo il senso dello scritto in questione.
Nell’ ultima decina anni abbiamo assistito alla definitiva disintegrazione dell’idea di “gioventù” come effettiva portatrice di novità, di energia, di creatività. Il processo è stato ovviamente molto lungo, ma mai come adesso si è finiti col parlare di giovani solo in relazione ad un reality show o a qualche strafottente dichiarazione di qualche ministro a fiducia limitata… Niente riuscirà a togliermi dalla testa che da quando la categoria “giovani” è stata coniata (ossia dagli anni ’50, prevalentemente nel mondo anglosassone), essa non ha solamente incarnato un nuovo target commerciale da spremere ben bene, ma anche l’effettiva spinta verso la novità, verso un sano rimescolamento di una società artritica e monolitica come la nostra.
Non è un caso che nei tanto vituperati anni ’70 la qualità della musica, della stampa underground etc… fosse incommensurabilmente migliore rispetto ai miserabili risultati odierni.
Non è un caso che, spentasi totalmente la contestazione “creativa”, si sia passati o ad una rassegnazione totale dai contorni inquietanti o ad una cieca rabbia da sfogare negli stadi, per il gusto unico della violenza.
Dunque abbiamo bisogno di un movimento. Abbiamo bisogno di un movimento vero aggiungerei.
Mi spiego meglio: dal mio punto di vista i tagli di Tremonti, e tanto più il decreto Gelmini, devono rappresentare per gli studenti solamente uno spunto polemico, per contestare un sistema ed una società oramai al collasso. Per riacquistare una centralità oramai totalmente perduta.
Adesso che il decreto Gelmini è legge (e che la legge finanziaria è passata) è il momento di far vedere se le dimostrazioni di questi giorni saranno solo una consueta fiammata di cui nessuno porterà il ricordo, oppure la base di azione per ricominciare ad elaborare una idea di scuola e di società nuove.
Guai a farsi prendere dalla sindrome della sconfitta…I ragazzi che manifestano lo sappiano: NON otterranno nulla dal governo o dalle opposizione, ma questo non deve abbatterli perché hanno di fronte una possibilità ben più ampia ed esaltante. Se il movimento non si arresterà, prenderà via via contorni sempre differenti, si salderà magari con la montante protesta sociale, la società italiana, proprio come dal ’68 in poi, riceverà una benefica scossa che magari non si ripercuoterà sull’ambito legislativo, ma che di sicuro avvertiremo nel dibattito culturale, nei costumi, nelle libertà di un paese sempre più allo sbando.
I giovani insomma devono assolutamente riprendersi una dose di protagonismo in un momento in cui ogni scelta sembra relegarli alla sconfitta, alla marginalità.
Abbiamo bisogno dell’entusiasmo di questo movimento, più che di raffinate analisi… Negli anni ’70 mentre l’ala creativa faceva la storia della cultura giovanile (attraverso le riviste, il Parco Lambro etc…), l’attività teorica tecnicamente più inattaccabile era lasciata a gruppuscoli deliranti con i risultati che tutti sappiamo…
I ragazzi già lo sanno ma è meglio ribadirlo: siano liberi sino in fondo, non si facciano strumentalizzare da partiti e movimenti che desiderano solo i loro voti. Il movimento sia una libera aggregazione di singoli individui: ognuno avrà le sue preferenze politiche che non devono essere trasferite sul collettivo.
Inoltre, ho (ri)visto scene deliranti a Piazza Navona qualche tempo fa… Non mi interessa chi sia il colpevole ultimo e se ci sia stato un provocatore, so solamente che è impossibile continuare a cadere in tranelli giurassici che mirano a minare l’equilibrio del movimento attraverso lo scontro interno. Le ideologie, le storie passate, con tutte le relative strumentalizzazioni, di destra come di sinistra, lasciamole a Pansa e a Giorgio Bocca, con tutto il giubilo relativo di Bruno Vespa… Se vogliamo trovare un senso dobbiamo guardare avanti.
Dieci anni fa, mentre mi sgolavo per rivendicare l’utilità sociale dell’occupazione, contrapponendomi a coloro che cercavano ridicoli motivo di basso cabotaggio politico per innestare la pseudoprotesta, scrivevo sui muri del mio Liceo che “La cultura è divertimento”. Io idea non l’ho cambiata, mi auguro che si siano convinti tutti gli altri ragazzi nel frattempo… Viviamo ogni giorno è la società non potrà che mutare.


Quest’articolo in pratica esplica in toto quello che penso su quanto sta avvenendo…ma la dura realtà è che l’obda sembra stia tornando indietro.Spero sia una sensazione affrettata ma mi pare abbastanza realistica…vedremo.
se così fosse dovremo attendere altri trenta anni prima di sprecare la prossima occasione…
questo articolo mi ha fatto meglio della paroxetina..
Antonello hai vinto questo numero di Lab!
siete davvero troppo gentili… è semplicemente quello che ho sempre pensato. Di solito mi sputavano addosso, adesso il vedere che qualcuno condivide mi conferma a) che “the times they are a changin’” b) che non tutto è da buttare in questo PS. Teniamoci in contatto!
Lo dico qui, perchè il pezzo di Antonello lo sento come la giusta controparte del mio e lo trovo davvero splendido, ma questo numero di Lab è forse il migliore da quando – ormai quasi un anno fa – abbiamo iniziato a mettere sù questa robina .. che piano piano …
Una sola cosa vi aggiungo .. che dai nuovi articoli che mi sono arrivato, credo che il prossimo Lab non sarà da meno!
P.S _ Ed è bello vedere un riscontro anche in termini di visite che continuano a crescere!