Labouratorio

[Per farla spiccia] Privatizziamo la RAI!

di Redazione - mercoledì 22 ottobre 2008 - 222 views

di Luca Bagatin 

Ancora fumata nera per quanto concerne l’elezione del 15esimo giudice della Corte Costituzionale e del Presidente della Commissione di Vigilanza Rai.
I radicali fanno lo sciopero della fame e a noi rode lo stomaco, nonostante sia discertamente pieno.
Ci rode perché ne abbiamo ben d’onde dei ricatti politici fatti passare per “dialogo fra maggioranza e opposizione” – come ha giustamente rilevato l’opinionista Davide Giacalone su “Libero” del 16 orrobre scorso: io voto per Leoluca Orlando alla Commissione di Vigilanza se tu mi voti Gaetano Pecorella alla Corte Costituzionale.
Ma stiamo scherzando ?E poi questi qui sono quelli che denigrano la Prima Repubblica e…..l’hanno financo distrutta portando via anche ciò che di buono essa aveva prodotto in termini di successo dell’Italia nello scenario internazionale !
Ci rode anche perché, francamente, siamo stanchi di sentir parlare di organismi inutili quale la Vigilanza Rai: orpello del monopolio pubblico radiotelevisivo controllato dai partiti e dalla politica.
Ciò, peraltro, la dice lunga sul carattere pseudo liberale di questo nostro Paese e la sua radicatissima (in)cultura cattocomunista e clericofascista e che tanto lo hanno reso l’ultima ruota del carro in Occidente.
La questione è seria, ma anche molto semplice: la Rai è un carrozzone costoso ed inutile. Non svolge servizio pubblico né accresce la cultura del Paese (“Super Quark” e “Voyager” sono rarissimi “raggi di sole” fra le “tenebre” della rincorsa all’audience). Serve unicamente per giustificare l’introito dell’ingiusto ed iniquo canone di abbonamento (spesso peraltro sempre più “eluso” dai nuovi utenti della televisione che preferiscono – e non li biasimiamo – non dichiarare di possedere un apparecchio televisivo), nonché per piazzare i soliti “amici degli amici” e – come dicevamo prima – per garantire un controllo politico e partitico del palinsesto.

E’ così dai tempi della Prima Repubblica ed è uno scandalo senza eguali nel mondo civile.
Mi fanno sorridere i socialisti di Nencini oggi: fanno lo sciopero della fame imitando Pannella perché le loro proposte di legge non vengono fatte conoscere dai mass media. Ma si ricordano lor signori quando Rai Due era lottizzata al Psi (come Rai Uno lo era alla Dc e Rai Tre al Pci) e non c’era spazio per gli altri ? I radicali già allora denunciavano questo scandalo ! Ma i socialisti zitti !
E’ un probelma annoso quello della “parzialità dell’informazione”, della “mediaticizzazione” ovvero della non-informazione, della non-comunicazione. In Rai…..ma anche negli altri mezzi di comunicazione di massa ove si tende a far passare ciò che conviene di più in quel preciso momento.
Nel silenzio più totale – peraltro – della casta denominata Ordine dei Giornalisti istituita durante il fascismo ed assente in tutti i Paesi civili….guarda caso !
La Rai è un carrozzone inutile, dicevamo. La si privatizzi allora, come peraltro previsto dal Referendum del 1995 che abrogò la norma che definisce pubblica la Rai.
Referendum che raggiunse il quorum e vinto con il 55 % dei voti. Referendum tradito dalla classe politica di allora: che poi è quella di oggi e che meriterebbe davvero di essere delegittimata dall’elettorato e bollata come antidemocratica (ri-eletta, invece, anche “grazie” all’abolizione delle preferenze sulla scheda elettorale….sic !).

Si privatizzi il carrozzone ed il gioco è fatto: niente più controllo politico sulla televisione, apertura al mercato, ampliamento dell’offerta radio-televisiva e abolizione del canone annuo sulla possessione degli apparecchi televisivi.
Ovviamente si preferisce mantenere tutto com’è e puntare a Leoluca Orlando alla Commissione di Vigilanza per dare maggior spazio mediatico al partito di Di Pietro. Oppure darla a qualcun altro, ma sempre per il medesimo motivo in barba al pluralismo ed alla libertà d’informazione !
Se proprio si vogliono lasciare le cose così come sono (in barba ai cittadini, lo ribadiamo), almeno si cerchi di limitare i danni e l’intrusione “politica” nei palinsesti.
Si nomini un presidente della Commissione indipendente dai partiti, ma autenticamente competente nel settore. Anche un emerito sconosciuto, va benissimo e forse è anche meglio.
La stessa cosa la si faccia con il Consiglio di Amministrazione e la Presidenza della Rai: stop a nomine politiche e partitiche, sì a incarichi dati a professionisti della comunicazione e della cultura indipendente.
Mi viene in mente – or ora – un bravissimo giornalista, comunicatore nonché docente universitario: Alessandro Cecchi Paone.
Uno che sì, ha fatto anche politica, ma lo ha fatto sempre dalla parte dei cittadini e senza alcun tornaconto “di parte”.

Ora, io butto lì questa bellissima utopia…concreta.
Siamo purtroppo in pochi a sollevare la questione di cui sopra e la cosa stupisce ancor di più. O forse è l’ennesima conferma che i cittadini sono stanchi della “politica politicata e dell’informazione massmediatica che favorisce solo i soliti noti”.
Una questione purtuttavia – questa sì – che riguarda la democrazia e la libertà del nostro Paese.

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 22 ottobre 2008 alle 00:04 ed è stato inserito nella categoria: Dalla redazione..., Liberatorio, Politica Interna. Puoi seguire ogni risposta all'articolo controllando l'RSS Feed dei commenti. Puoi lasciare un commento, oppure un trackback dal tuo sito.

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21 Commenti per “[Per farla spiccia] Privatizziamo la RAI!”

  1. Luca Bagatin Says:
    mercoledì 22 ottobre 2008 alle 14:15

    Caro Tom Ciuffoletti, il titolo che hai dato a questo mio articolo non è per nulla veritiero.
    Il titolo corretto è: PRIVATIZZIAMO LA RAI !
    (figurati che a me interessa prendermela con qualcuno, in sé. Mi limito a proporre.).

  2. Luca Bagatin Says:
    mercoledì 22 ottobre 2008 alle 14:18

    E bisognerebbe chiedersi quanto “costerebbe” a taluni privatizzarla (visto che a me costa tempo e fatica scrivere gli articoli).

  3. Tommaso grigio burocrate Says:
    mercoledì 22 ottobre 2008 alle 14:36

    In effetti un titolo simile andrebbe per un po’ troppi articoli!

  4. Tommaso grigio burocrate Says:
    mercoledì 22 ottobre 2008 alle 14:38

    *andrebbe bene

  5. Tommaso Ciuffoletti Says:
    mercoledì 22 ottobre 2008 alle 14:53

    Ecco fatto, cambiato il titolo,ma non più di così.

    Smessi i panni dell’impaginatore, e chiarito che a me costa tempo e fatica impaginare gli articoli, ti faccio qualche appunto sul pezzo.

    Dunque Luca, lo sai che ti voglio bene, ma mi fa sorridere che chi si dice liberale scriva:

    “Mi fanno sorridere i socialisti di Nencini oggi: fanno lo sciopero della fame imitando Pannella perché le loro proposte di legge non vengono fatte conoscere dai mass media. Ma si ricordano lor signori quando Rai Due era lottizzata al Psi (come Rai Uno lo era alla Dc e Rai Tre al Pci) e non c’era spazio per gli altri ? I radicali già allora denunciavano questo scandalo ! Ma i socialisti zitti !”

    Vedi caro Luca, se una battaglia è giusta, quella battaglia è giusta. Ridere perchè ci si solletica all’idea che le colpe dei padri ricadano sui figli a me lascia molto perplesso.

    Così come mi lasciano sempre molto perplessi i pezzi in cui la pars destruens è ben nota: la RAI fa schifo. Bene, come la si intende privatizzare? No perchè il sistema dei media in un paese democratico non è cosetta da tagliar con accette dello sdegno, ma forse offrirebbe spunti di proposta interessanti sui modelli da seguire per una ipotetica privatizzazione. Anche la Telecom (Stet) è stata privatizzata … a cazzo di cane però!

    E invece te mi scrivi: “Si privatizzi il carrozzone ed il gioco è fatto: niente più controllo politico sulla televisione, apertura al mercato, ampliamento dell’offerta radio-televisiva e abolizione del canone annuo sulla possessione degli apparecchi televisivi.”
    Cazzo, un pochino troppo semplice mi pare, no?!

    Ma visto che abbiamo iniziato con le risate, chiudiamo con le risate. Non ti anscondo che un accenno di sorriso m’è venuto quando ho letto questo:
    “La stessa cosa la si faccia con il Consiglio di Amministrazione e la Presidenza della Rai: stop a nomine politiche e partitiche, sì a incarichi dati a professionisti della comunicazione e della cultura indipendente.
    Mi viene in mente – or ora – un bravissimo giornalista, comunicatore nonché docente universitario: Alessandro Cecchi Paone.
    Uno che sì, ha fatto anche politica, ma lo ha fatto sempre dalla parte dei cittadini e senza alcun tornaconto “di parte”.”

    … con tutto il rispetto eh!

  6. Luca Bagatin Says:
    mercoledì 22 ottobre 2008 alle 18:05

    Caro Tom,
    posto che l’articolo continua ad essere errato ed insultante nei confronti del pezzo stesso (non è nel mio stile prendermela, ribadisco. Io propongo ed argomento), ti dirò che questi socialisti non hanno fatto alcuna autocritica sulla loro storia di lottizzatori della Rai.
    Ora, io sai quanto difenda il Psi di Bettino Craxi e la sua storia, ma parimenti sappia anche essere equo quando trattasi di esprimere giudizi storici.
    I laici della Prima Repubblica, oggi, faticano ancora a decollare anche a cause della loro mancanza di autocritica ed è veramente avvilente che debba intervenire un Di Pietro a ricordare le loro malefatte (che in alcuni casi sono difficili da lavare qando vi sono ancora oggi in politica persone che non solo non hanno fatto autocritica, ma cercano financo di dire che loro onesti lo sono sempre stati…..).
    E lo dico proprio a tutela della storia e della cultura laica.
    Vedo che sorridi. Io non riesco, specie oggi che mi è accaduta una cosa personale spiacevolissima.
    Non comprendo le tue critiche, sarà che la mia demenza non era confinata solamente fra i mei 6 ed i miei 10 anni di età.
    Mi spiace invece che queste critiche ti abbiano influenzato tanto da prendere in giro tutto l’articolo con quel titolo.

  7. Tommaso Ciuffoletti Says:
    mercoledì 22 ottobre 2008 alle 20:54

    Guarda Luca, non ti facevo così permaloso! Prese di culo qua dentro se le son prese tutti. L’ultimo che mi aspettavo se la sarebbe presa eri te!

  8. Tommaso Ciuffoletti Says:
    mercoledì 22 ottobre 2008 alle 20:55

    … ho abusato del verbo prendere!
    Cmq ripensaci! ‘Sta casa aspetta a te!

  9. Tommaso Ciuffoletti Says:
    mercoledì 22 ottobre 2008 alle 20:58

    Anzi, fermo lì! Ho in mente la soluzione che fa risparmiare tempo a me e scazzi a te se ti cambio il titolo!
    Se ti registri e posti te gli articoli puoi scegliere da solo il titolo da inserire!
    Mi sembra una soluzione economicamente e politicamente efficiente. E anche molto liberale!

  10. LAURA Says:
    giovedì 23 ottobre 2008 alle 10:43

    X TOMMASO : NON ENTRO NEL MERITO DELL’ARTICOLO, SOLO UNA CONSIDERAZIONE . GLI ARTICOLI ILLIBERALI DEL BAGATIN ERANO FILOSOCIALISTI FINCHE’ DIFENDEVA L’ATTUALE LEGISLATURA SPACCIANDOLA PER PRODIGIOSA E NON VANNO PIU’ BENE QUANDO TOCCA IL NENCINI ? IL TUO COMMENTO ARRIVA TARDI. UN ULTIMA CONSIDERAZIONE, CON TUTTO IL RISPETTO PARLANDO, CERCO DI UTILIZZARE TONI PACATI, SOAVI E DEMOCRATICI RIMANENDO CALMA (SENNO MI SI ACCUSA DI ESSERE UNA SCANDALIZZATA URLATRICE) MA L’IMMAGINE UTILIZZATA PER L’ARTICOLO DI (CREDO) PLEX LA TROVO VERGOGNOSA E UMILIANTE PER LE DONNE CHE LEGGONO QUESTO SITO. NON C’E’ NIENTE DI IRONICO IN QUELL’IMMAGINE, E’ TENDENZIOSA, MASCHILISTA E DI PESSIMO GUSTO.

  11. Tommaso Ciuffoletti Says:
    giovedì 23 ottobre 2008 alle 12:32

    Io sono maschilista e di pessimo gusto, è cosa risaputa.

  12. Maria Amelia Scacazzolo Says:
    giovedì 23 ottobre 2008 alle 14:03

    BAGATIIIIINNNNNN !!!!
    TOGLI IL MASTURBO !!!

  13. lUCA bAGATIN Says:
    giovedì 23 ottobre 2008 alle 14:05

    Masturbo tolto con questo mio ultimo.
    Ma non prima aver modificato questo titolaccio fascista (tutt’altro che ironico).
    Pregasi, caro Tom, fornirmi le chiavi di accesso: modifico io, non preoccuparti.
    Grazie

  14. lUCA bAGATIN Says:
    giovedì 23 ottobre 2008 alle 14:09

    E poi se io me la fossi presa con tutti mica avrei detto: privatizziamo la Rai !
    Li avrei terseicorecamente presi per il fondoschiena ad uno ad uno eppoi forse anche….no, right, compriendo: meglio non scendere in particolari sessualmente (ir)rilevanti !

  15. Tommaso grigio burocrate Says:
    giovedì 23 ottobre 2008 alle 18:41

    Se il problema è il titolo dell’articolo, fino a questo punto, come vuoi Luca, si leva tutto e via.
    Dimmi te.
    E’ da quando esiste Labouratorio che ci si può registrare e si possono autonomamente postare gli articoli.

  16. Manfr lottizzatore Says:
    giovedì 23 ottobre 2008 alle 18:50

    La privatizziamo e chi se la compra ? Colaninno ? Berlusconi stesso ? :D

  17. Tommaso Ciuffoletti Says:
    giovedì 23 ottobre 2008 alle 20:38

    Luca .. dammi retta, non c’è bisogno di firmare commenti col nome Maria Amelia etc …, davvero!
    Secondo me te la sei presa un po’ troppo!

  18. Luca Bagatin Says:
    venerdì 24 ottobre 2008 alle 14:21

    Maria Amelia ero io, certo. Ed era anche evidente…per quanto quel nome intero derivi da….beh, è un segreto esotericamente (ir)rilevante ai fini del discorso.
    Ad ogni modo ti sarei grato se levassi competamente il titolo dell’articolo (o l’articolo, vedi te).
    Non è la prima volta che ho avuto modo di incazzicchiarmi ogni qual volta mi modificano titoli o ceontenuti degli articoli.
    E’ una mia regola deontologica: le modifiche le accetto solo se collaboro dietro compenso o se sono concordate prima della pubblicazione.
    Se lo faccio gratis sarebbe bene: o decidere di non pubblicare l’articolo in quanto non lo si condivide. Oppure farlo senza modifiche o censure.
    Oppure, se non lo si condivide ma lo si vuole pubblicare cmq, si può sempre aggiungere in fondo un commento o una presa di distanza redatta dalla Testata stessa (così come avviene nelle lettere al direttore o negli articoli che appaiono sulla stampa).
    Mi pare di essere cristallino e di aver chiarito.
    Un caro saluto e non pensare che me la sia presa in sé (non me la prendo mai in sé, ma amo la chiarezza).

  19. Tommaso grigio burocrate Says:
    venerdì 24 ottobre 2008 alle 15:38

    Figurati Luca! Anzi, mi sorprendeva anche solo pensare che te la fossi potuta prendere. Da quel poco che ti conosco non ti faccio affatto un tipo permaloso, anzi!
    Cmq capisco il senso delle tue ragioni. Il titolo te lo cambio senza problema.
    Vai tranquillo per il resto, ogni discussione, anche un po’ aspra, è quanto di meglio uno possa augurarsi di avviare con un articolo!

  20. Luca Bagatin Says:
    venerdì 24 ottobre 2008 alle 17:57

    Ti ringrazio molto.
    Infatti le discussioni accese su argomenti concreti mi piacciono, specie se differiscono dalle mie proposte e sono argomentate.

    PS: sai che anche lo scrittore orrorifico Lovecraft, come me, si incazzicchiava quando sui quotidiani con cui collaborava gli modificavano i titoli dei racconti….ehehehe…

  21. Luca Bagatin Says:
    sabato 25 ottobre 2008 alle 16:33

    Benché il titolo fascista sia rimasto nella presentazione….

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