[Laici italiani] Soli con la nostra fede
| lunedì 6 ottobre 2008 | Scritto da Redazione - 500 letture |
di Luca Bagatin
Massimo Teodori, professore di Storia delle istituzioni degli Stati Uniti d’America all’Università di Perugia e già parlamentare del Partito Radicale prima e di Forza Italia poi, con “Storia dei laici nell’Italia clericale e comunista”, completa un po’ il ciclo di quei libri “clandestini” e “vieti” in quest’Italia, appunto, che ha visto i laici, liberaldemocratici, repubblicani e liberalsocialisti, relegati da sempre in un ruolo marginale. Pur essendo i vincitori della Storia e avendo costruito anche in questo Paese, le fondamenta di uno Stato civile, democratico e liberale.
Altro libro “vieto” è l’ormai quasi introvabile “Il Mondo 1949/66: Ragione ed illusione borghese” di Paolo Bonetti ed edito da Laterza negli anni che furono e che narra l’avventura del liberale Mario Pannunzio, del suo settimanale laico e dei suoi redattori “pazzi malinconici”, già provenienti dalle file del Partito d’Azione, del Partito Repubblicano e del Partito Liberale. Nonché i contributi di quei socialisti in dissenso con la linea marxista del Psi di allora.
Massimo Teodori ci regalò anche, non molti anni fa, un volumetto da lui curato dal titolo “L’anticomunismo democratico in Italia: Liberali e Socialisti che non taquero su Stalin e Togliatti”, edito dalla Fondazione Liberal ed in cui sono raccolti gli scritti di quei democratici e antifascisti italiani che si opposero con pari forza al comunismo sovietico ed italiano, con le sue violenze ed il suo autoritarismo.
Infine, sempre il Teodori, scrisse un pamphlet di denuncia nei confronti dei cosiddetti “atei devoti” o “laici pentiti”, ovvero tutti quei politici e intellettuali che, partendo da posizioni laiche o financo atee, si ritrovano oggi a reggere la veste del Papa dei cattolici e plaudono alle sue ingerenze nella politica dello Stato Italiano.
Con “Storia dei laici”, abbiamo ulteriormente modo di approfondire un antico filone storico e culturale che ha le sue radici nel Risorgimento mazziniano, garibaldino e cavouriano e che prosegue nella costituzione delle prime Società Operaie di Mutuo Soccorso da una parte e nell’edificazione dell’Italia Liberale dall’altra.
E così, la lotta al fascismo prima in nome della Repubblica ed al comunismo in nome della Libertà e dei valori occidentali passando per la lotta ai monopoli, ai Poteri Forti, alla speculazione edilizia, per il divorzio e la suola pubblica.
E così si va da Salvemini a Pannunzio, da Ernesto Rossi a Luigi Einaudi e Ugo La Malfa.
Pazzi malinconici, ma mai velleitari. Lucidi sognatori in perenne dialogo ed al governo con la Democrazia Cristiana, ma capaci di offrire un’alternativa ed un’argine laico ed occidentale ad essa ed al suo clericalismo imperante.
I laici di allora sognavano una Terza Forza liberaldemocratica e liberalsocialista che li unificasse. Il progetto fallì miseramente, spesso a causa di divisioni e gelosie dei vari partiti di riferimento.
Una riflessione sulla situazione attuale si impone.
Io sono fra coloro i quali ritengono che non si possa minimamente stare dalla parte dell’attuale opposizione di matrice cattocomunista e inconsistente su tutti i fronti, oltre che alleata ad un partito reazionario come l’Italia dei Valori.
L’attuale governo Berlusconi non è la panacea di tutti i mali, ma ha saputo dimostrare di risolverne taluni con misure liberali e financo socialiste: dalla cosiddetta Robin Tax sui petrolieri, alla lotta ai fannulloni, alla detassazione degli straordinari, all’emergenza rifiuti in Campania, alla recente proposta di Brunetta in favore dei diritti alle coppie di fatto.
Non a caso gli storici partiti laici (dal PLI al PRI al Nuovo PSI ai Riformatori Liberali) hanno, negli anni, preferito sostenere sempre la CdL o il PdL piuttosto che l’Ulivo o il Pd.
Certo, trattasi di un governo a sovranità limitata (Berlusconi non è eterno) e con, ahinoi, forti componenti reazionarie e sfasciste (penso alla fallimentare e proibizionista “guerra alla droga” o alla “guerra alle puttane e relativi cllienti”).
E’ per questo che oggi si può e si deve costruire l’alternativa per l’alternanza (come diceva Pannella, peccato che lui sia così confusionista da essere finito in pasto ai nipotini di Berlinguer e di Dossetti).
L’alternativa a partire dal sostegno contingente a questo governo, ma per garantire, nell’arco dei prossimi 5-10 anni, un’alternanza alla conservazione del PdL.
Per costruire un vero Partito della Libertà, della Laicità, della Democrazia Liberale. Un partito ancorato all’Internazionale Liberale e all’ELDR e che possa finalmente garantire anche all’Italia un vero bipolarismo o bipartitismo, se è questo che la maggioranza degli italiani vuole.
Ma un vero bipartitismo-bipolarismo, presuppone l’esistenza di culture politiche omogenee e radicate nella Storia dell’Europa e dell’Occidente.
E quindi: Liberali contro Conservatori.
Mi viene in mente la Gran Bretagna, ma anche la Francia, ove i laburisti e i socialisti hanno perso tutto il loro appeal riformatore, mentre i liberali avanzano. Portatori di nuovi diritti, di nuove opportunità individuali e quindi sociali.
In Italia la cosiddetta sinistra ha spazzato via il Partito Socialista prima, osteggia da sempre i Laici e i Liberali e, quando decide di fare opposizione, si appella al parolaio Di Pietro e ai suoi girotondi modaioli.
E’ anche per questo che i Laici e quindi i Liberali di cui parla anche Massimo Teodori nel suo saggio, forti della loro Storia e cultura di governo, avrebbero la possibilità di fare un salto di qualità.
Non tanto e non solo per il loro bene, quanto per quello dell’Italia che altrimenti non conoscerà mai più una vera alternanza di governo capace di garantire il futuro a tutti noi ed alle generazioni future.


–Sono liberalsocialista, ovvero seguo il filone storico-politico-culturale dei Rosselli e di Rossi (i cui maestri furono i liberali Croce ed Einaudi e non già Kautsky o Bernstein o peggio ancora Marx) –
a parte che forse forse se si vuole attribuire il titolo di “maestro” per Rosselli/Rossi bisognerebbe darlo a Salvemini , che non aveva esattamente una buona opinione dei liberali conservatori italiani a cui Croce appartiene …. e mi azzarderei a dire che se fosse vivo oggi il buon Tano sarebbe più duro , non solo politicamente ma anche intellettualmente , visto che la scuola hegeliana (in Italia Croce/Gentile) e la sua figlia marxista hanno ammorbato la cultura accademica italiana rendendola libresca ed inutile come è oggi.
ma tu , Bagatin, “Socialismo liberale” l’hai letto o hai sfogliato il bignami secondo Feltri?
prova un po’ a dare un’occhiata al quinto(?) capitolo dove Rosselli parla di Marx.
e poi con Mazzini, Garibaldi , Marx… guarda che questi sono vissuti nell’ OTTOCENTO !! OTTO CENTO !!
Beh, se è per questo nemmeno Croce aveva una buona opinione sul liberalsocialismo. Anzi, lo disconobbe !
Purtuttavia rimane il maestro di firerimento dei liberalsocialisti come i Rosselli e Rossi.
Liberali conservatori….è un po’ una contraddizione in termini: i liberali si contrappongono ai conservatori. Vedasi la tradizione anglosassone e spagnola (liberal contrario di servil) dalle quali deriva il liberalismo.
Socialismo Liberale di Carlo Rosselli l’ho letto 4 volte. E così anche il Manifesto del Partito Comunista. Ovviamente l’uno è l’antitesi dell’altro.
Mazzini nell’800 non era compreso. Le sue prospettive infatti sono più attuali oggi.
Ma tu hai mai letto i suoi “Doveri dell’Uomo” o i “Discorsi sulla democrazia in Europa” ?
@BAGATIN (rosselli)
l’ha letto 4 volte? ed io che pensavo lo recitassi 5 volte al giorno
cmq , forse ti mancheranno alcune pagine , come quella dove Rosselli scrive:
“Quando diciamo che Marx è superato non vogliamo evidentemente dire con questo che nulla di vivo e vitale resti del suo pensiero.
Nessuno, al contrario, potrebbe pensare a preconizzare un rinnegamento totale e assurdo di Marx, per un ritorno all’utopismo delle scuole
premarxiste, a correnti solidariste o anche a teorie storiche giustamente dimenticate a causa del loro formalismo. Non si può sconfessare l’esperienza secolare del movimento proletario. Un figlio
si emancipa, ma non può rinnegare il padre. E i socialisti moderni sono figli di Marx, quantunque essi rifiutino oggi di accettare la sua
eredità senza un largo beneficio di inventario.
Diciamo di più: non si concepisce oggi un uomo moderno – dotto del senso acuto dei problemi del suo tempo – che non sia marxista, pur con qualche riserva. Egli ha adottato tutto un insieme di verità che apparivano, al tempo di MArx, come rivoluzionarie, ma che sembrano oggi quasi banali, tanto fanno parte, ormai della scienza e della
coscienza moderne”
IlManifesto è solo una piccola parte di Marx: il Marx profeta, quello per molti versi simili ai socialisti utopistici(ed anche al Mazzini).
Fosse per ilManifesto , Marx non sarebbe diverso dagli altri “socialisti” dell’epoca (e per molti versi non lo è)
Poi vi è il Marx scienziato, quello delle formule matematiche confutabili(e spesso confutate) ,
probabilmente la parte più originale .
La differenza tra socialisti e comunisti(marxisti) è che per i socialisti Marx è uno tra i tanti .
@BAGATIN
(mazzini):
di Mazzini ho letto varie cosucce, meno di altri autori , ma del resto non è tra i miei prefeti , del resto come potrebbe visto le sue opinioni sull’ateismo e sul “libertarismo”(anche se quest’ultimo non lo chiama così).
inserito nell’ottocento lo trovo positivo ma se mi dicessero che ,ad esempio, “doveri dell’uomo” fosse un testo scritto oggi… beh penserei che l’autore ignora tutto lo scorrere della storia(a cominciare che i socialisti, andati al potere, non hanno annullato la proprietà privata) e la complessità del mondo moderno
ma è solo l’opinione di un empatico di Stirner, di uno che non segue “la religione dell’ Umanità” , odia “la dittatura” del Progresso e si fa beffe di Dio, Patria e Famiglia.
piuttosto mi incuriosisce come fai a richimarti a Mazzini che puntava sull’educazione e nel contempo a sostenere un governo che taglia fondi ad istruzione e ricerca,
a richiamarti al Mazzini dell’ Unità ed a sostenere un governo con la Lega,
a richiamarti al Mazzini della moralità ed a sostenere un governo che ai vertici vede gente che ha avuto rapporti con la mafia(Berlusconi, Schifani, Lombardo).
ciao
p.s.
“Oggi il “capitale” – e questa è la piaga della Società economica attuale – è despota del lavoro” , indovina chi l’ha detto?
Marx era un materialista antiumanitario. Solo le sue idee libertarie e utopistiche si salvano, ma esse sono l’1% del suo pensiero e della sua dottrina.
Mazzini lo sconfessò denunciando i peggiori crimini ai quali il marxismo avrebbe portato.
Che poi sono stati il comunismo sovietico, cubano, asiatico, nonché l’avvento del nazismo e del fascismo (costole del marxismo).
Marx non è uno dei tanti, ma uno dei peggiori criminali della Storia.
Come affermi, infatti, non hai letto Mazzini. Il quale era l’opposto del criminale Marx e non a caso fu vilipeso e assai odiato delle masse sempre pronte a seguire il Padre Padrone.
Sul PdL e Berlusconi ho già espresso le mie opinioni. Ma vedo che anche quelle non le hai lette, come peraltro dimostri dalle assurdità intrise di pregiudizio che scrivi.
Il capitale non è la piaga in sé. La vera piaga è la mente umana che produce aberrazioni.
“Oggi il “capitale” – e questa è la piaga della Società economica attuale – è despota del lavoro”
da “Doveri dell’Uomo” di G. Mazzini
Bagatin,
mi ha smascherato(del resto è facile per lui che conosce le azioni degli altri uomini)
Lo confesso : sono colpevole !
nella mia vita ho pensato e scritto libri,
talvolta intuizioni geniali(come anche gli avversari mi riconosco … e persino Rosselli) talvolta cazzate.
saluti
Karl Marx,
“uno dei peggiori criminali della Storia”
p.s.
scusate, io essere tedesco e non capire….. ma la frase :”di Mazzini ho letto varie cosucce, meno di altri autori” significa aver letto qualcosa o non aver letto?
io avere difficoltà perchè chi non leggere citare testi, chi leggere (4 volten!!) non citare testi
Nell’800, infatti, il capitale era despota del lavoro.
Mazzini pertanto affermava anche che era necessario unire il capitale con il lavoro, ovvero con la forza lavoro. Ed infatti fu grazie a lui ed ai primi repubblicani che si costituirono le Società Operaie e di Mutuo Soccorso (i socialisti ed i cattolici le costiuirono anni dopo).
Marx non scrisse mai cazzate, in sé.
Egli fu grande studioso: passava ore ed ore in biblioteca (e lo dico io, che, appunto, conosco le azioni anche di quell’uomo) e lavorava alacremente ai suoi testi.
Odiava così tanto l’umanità da essere misantropo e aveva un grosso cruccio: detestava le sue origini ebraiche, così poco “di moda” all’epoca.
Engels era diverso, ben più umano (ricordo di aver letto un suo testo alle scuole superiori, in cui descriveva ottimamente la situazione operaia a Londra).
Ovviamente io non cito mai testi, vado a memoria (che tende a sintetizzare i concetti, non le date e non le singole frasi di cui non ricordo un accidente).
Ciò che mi interessa è esortare all’approfondimento, non certo affermare x confutare.
Bagatin, la lotta politica si è ridotta ad un pugno di clan che ragliano come adunata identitaria(di volta in volta comunista, radicale, cattolico, missino, socialista…) quel tizio o quel libro senza magari conoscerne il contenuto.
Ebbene , a questo modo di fare, che è tipico di questa società che concepisce la cultura come un show televisivo e non come un duro e costante impegno,
io rispondo chiedendo di andare sui testi e di dimostrare che quel che si dice non è discorso da bar ma consapevole scelta
perchè si ha la libertà di scegliere ma non quella di raccontare fregnacce e sorvolare quando si viene confutati. E mi sembra funzioni bene se non nella conoscenza della controparte quantomeno nella sua credibilità (e preferirei nella conoscenza)
Autori come Marx, Rosselli, Mazzini sono come la Bibbia : ognuno si sente in diritto di , amarli , disprezzarli, di agitarli come un prete agiterebbe un crocefisso di fronte al demonio senza averli letti davvero .
ormai non sono più adolescente e mi rifiuto di partecipare a queste cretinate.
la politica non è mediaset ma lavoro oscuro e pazienza
ed è un vero peccato che te ceda alla tentazion di definire un pensatore che non ha mai guidato eserciti , chiese o nazioni come “grande criminale della storia” solo per le sue idee.
saluti
(e mio ultimo commento su questo argomento)
p.s.
Di Rosselli in ambiente Radicale e forzista (ex socialista) si sono fatte rimozioni(appunto quel dare l’onore delle armi a Marx) frutto di inaccettabili strumentalizzazioni politiche così come pure sarebbe onestà intellettuale su Mazzini e sulla storia risorgimentale ridiscutere il perchè l’unico grande movimento spontaneo di popolo fu il brigantaggio meridionale invece di degradare lo studio di quel periodo ad agiografie liberali o folklore revisionista neo-borbonico od ignoranze legaiole.
La penna ferisce più della spada (per questo io preferisco scrivere !), dovresti saperlo.
I libelli di Tony Negri pensi che non abbiano influenzato neanche un po’ le giovani menti terroristiche ?
E i libroni di Marx pensi siano stati così innocui ?
E l’Urss ? E Cuba ? E la Cina ? E la Germania nazista e quella fascista ?
Dai, non è che io mi diverta a dare del criminale a Marx: affermo solo ciò che è sotto gli occhi della Storia e che solo i nostalgici fingono di non vedere (così come i difensori di Mussolini cercano di incensare il fascismo che, purtuttavia, ha cmq innegabilmente fatto meno danni del comunismo. Come mi ricorda peraltro sempre un combattente partigiano socialista come Aldo Chiarle, anticomunista da sempre e da sempre dalla parte delle libertà).
Quanto al resto: studia Mazzini, lascia stare il brigantaggio che fu il movimento delle masse incolte e caZZoliche !
Il fascismo da quando è diventato una costola del marxismo!?
Mussolini era un socialista massimalista, ovvero un comunista.
Quanto al nazismo, esso nacque dal Partito Operaio Tedesco, marxista ed antisemita.
OT,
visto che non posso scrivere fin dopo il 10 settembre , forse sembrerà prematuro
ma ,se accettate contributi, vorrei propormi per un paio di articoli nel mese prossimo (lo dico ora perchè mi piace portare documentazione e richiede tempo )
tranquilli niente roba difficile(non sarei in grado) nè lunga
Argomenti:
- genesi del fascismo (rapporti con illuminismo, Stato liberale e movimenti socialisti)
- le lacune dello Stato liberale (ovvero la necessità del socialismo liberale e libertario)
fatemi sapere,
la mail l’avete
socialista eretico
p.s.
certo che siete di coccio: ISCRIVETEVI AGLI AGGREGATORI !!! avrete maggiore visibilità
ehm… 10 novembre, non 10 settembre chiaramente
è ovvio che vogliamo i tuoi articoli