[Vestivamo alla zuava] Grazie Roma, che bel XX Settembre …
| martedì 23 settembre 2008 | Scritto da Filippo Modica - 305 letture |

Il XX settembre in Italia è una ricorrenza per pochi illuminati, per élites di “nostalgici” del Risorgimento, per quei pochi liberali che, invece di perdere tempo a professarsi tali, cercano di conquistare tanto per sé quanto per gli altri quel minimo di libertà indispensabili all’individuo venendo continuamente derisi e bollati come “ottocenteschi”.
Ma a pensarci bene, da alcuni anni, è il giorno prediletto anche dai revanchisti, dalla Militia Christi, dal codazzo di reazionari più o meno devoti che urlano ferocemente contro “l’intolleranza anticristiana”, da tutti quei perbenisti di naso fino che respirando la “nuova” aria putrida di questi ultimi tempi farebbero a gara per mostrarsi più papisti del Papa.
In fin dei conti, è roba per pochi, la stragrande maggioranza se ne fotte: sommando le fazioni in lotta e i loro supporters probabilmente non si arriverebbe nemmeno al 10% della popolazione italiana.
E quindi immaginatevi l’attenzione che possono riscuotere le polemiche sulla celebrazione ufficiale del XX settembre…
Ma andiamo con ordine. Cos’è successo di nuovo quest’anno?
Alla commemorazione ufficiale indetta dal Comune di Roma si è impedito ad alcuni esponenti laici di prendere la parola, il delegato del sindaco alla memoria, generale Antonino Torre, ha elencato uno per uno i soldati pontifici morti in quell’infausto giorno di 138 anni fa senza che nessun altro oratore presente avesse da eccepire e, per finire, il Presidente della Repubblica non ha nemmeno inviato la tradizionale corona di fiori…
Non è forse buona creanza rendere l’onore delle armi ai vinti?
Certo, ma snocciolando uno per uno i morti di parte pontificia è inevitabile che l’attenzione slitti su questo particolare… Cosa si commemora? La fine del potere temporale dei Papi, Roma Capitale o il dolore del Papa e delle truppe pontificie?
E poi, certo, perché farsi rovinare la festa da qualche voce di dissenso?
A questo punto arriva Pannella e rimprovera il sindaco Alemanno:
“Il Comune di Roma, oggi, è responsabile di avere politicamente e istituzionalmente compiuto una serie di atti che a mio avviso non sono neppure legittimi: dal 20 settembre 1871 mai il Comune di Roma aveva celebrato la Breccia ricordando gli zuavi pontifici” e non i bersaglieri italiani, “mai”.
A Gianni Alemanno ricordo che questo generale è presidente della sua lista. Si abbia un tantino di stile fascista: rivendichi, Alemanno, non faccia come Cutrufo. Prenda l’esempio da noi radicali, che facciamo le cose e ci assumiamo la responsabilita’. Questo è clerico-fascismo da epigoni”.
E proprio prendendo spunto dalle sue parole mi sentirei di rispondergli con Ernesto Rossi:
“Noi non sentiamo oggi alcun bisogno di un riconoscimento ufficiale del 20 settembre. Anzi speriamo che il sindaco Cioccetti si sia dimenticato quest’anno di mandare la corona d’alloro a Porta Pia per il comune di Roma. Sarebbe un equivoco di meno. Il 20 settembre è un giorno nostro: non è il giorno dei clericali e dei fascisti. Il giorno loro è l’11 febbraio, quando l’uomo della Provvidenza che – secondo quanto disse Pio IX – “non aveva le preoccupazioni della scuola liberale”, firmò quel Concordato che lo stesso Pontefice riconobbe “sarebbe stato follia sperare” dai precedenti governi”.
In attesa che l’anno prossimo la commemorazione ufficiale sia “appaltata” da Alemanno direttamente alla Militia Christi rendiamo onore ai bersaglieri deceduti per la presa di Roma.
1. PAGUARI GIACOMO
2. PALAZZOLI MICHELE
3. CASCARELLA EMANUELE
4. PARILLO GIACOMO
5. RIPA ALARICO
6. AGOSTINELLI PIETRO
7. CANAL LUIGI
8. GAMBINI ANGELO
9. BOSI CESARE
10. MATRICCIANI ACHILLE
11. MORRARA SERAFINO
12. ZOBOLI GAETANO
13. VALENZIANI AUGUSTO
14. SANTUNIONE TOMMASO
15. PERRETTO PIETRO
16. MARTINI DOMENICO
17. PAOLETTI CESARE
18. THEORISOD LUIGI DAVID
19. RISATO DOMENICO
20. MARABINI PIO
21. LEONI ANDREA
22. IACCARINO LUIGI
23. IZZI PAOLO
24. CARDILLO BENIAMINO
25. GIANNITI LUIGI
26. CORSI CARLO
27. RAMBALDI DOMENICO
28. GIOIA GUGLIELMO
29. BONEZZI TOMMASO
30. SANGIORGI PAOLO
31. CALCATERRA ANTONIO
32. TURINA CARLO
33. ROMAGNOLI GIUSEPPE
34. MATTESINI FERDINAND
35. BERTUCCIO DOMENICO
36. ZANARDI PIETRO
37. COMPAGNOLO DOMENICO
38. BOSCO ANTONIO
39. MAZZOCCHI DOMENICO
40. CAVALLO LORENZO
41. TUMINO GIUSEPPE
42. MADDALENA DOMENICO
43. ALOISIO VALENTINO
44. BIANCHETTI MARTINO
45. DE FRANCISI FRANCESCO
46. SPAGNOLO GIUSEPPE
47. FRANCISI FRANCESCO SPAGNOLO
48. GIUSEPPE XHARRA LUIGI
49. RENZI ANTONIO

certo che su questo XX settembre ci sarebbe da ragionare.
fu vera gloria per l italia?
insomma, a roma entrò l esercito di una monarchia mentre mazzini diceva ” sia Repubblica la parola d’ordine..”
insomma vi chiedo e mi chiedo , il progetto risorgimentale di un italia unita , repubblicana e federale non fu mutilato definitivamente il XX settembre?
mmm ottima cosa ale! Purtroppo non si è esaurito il progetto risorgimentale, perché oltre alla prima tappa di cui tu fai cenno, cioè la tappa dell’unificazione territoriale e politica, c’è ne dovrebbe essere un’altra che credo un vero risorgimentale non si sia dimenticato: fare gli italiani. Ci ha provato il Fascismo non riuscendoci, adesso ci ha provato la TV a standardizzarli, ma con scarso risultato. Questa presunta rinascita italiana della patria e dell’italianità non è fascista ma nasce proprio da lì e questo vorrà pur dire qualcosa.Per me la sua azione non si è ancora risolta.
Grazie ad Ale ed Andrea per i commenti.
Caro Ale, quel progetto mazziniano era andato in frantumi alcuni anni addietro e fu proprio per questo che uomini fedeli all’ideale repubblicano come Garibaldi si iscrissero alla Società Nazionale ben consci che la Repubblica era di là da venire.
Pragmaticamente puntarono sull’unità d’Italia e finché ebbero fiato in corpo diedero molto fastidio alla monarchia.
Il federalismo (nozione totalmente estranea a Mazzini), sia nella versione neoguelfa giobertiana sia in quella laico-repubblicana di Cattaneo non attecchì in Italia.
Possiamo benissimo fare una critica anche del 20 settembre, ma sempre ricordandoci che quel giorno finì il potere temporale dei Papi (so bene che potresti dirmi che è rientrato dalla finestra, ma se solo potessimo ritornare in quel Lazio papalino qualche differenza la noteremmo…) e Roma poté divenire Capitale del Regno d’Italia.
Possiamo fare benissimo tutti i convegni di critica storica e revisionare tutto quello che c’è da revisionare, ma di certo una data che è così importante per la definizione di identità nazionale non può essere dileggiata in questo modo indegno.
Ho letto parecchi libri di critica del Risorgimento e alcuni mi hanno pure convinto delle insufficienze del processo di unificazione italiana, ma rimango d’accordo con Indro Montanelli nel sostenere che il Risorgimento fu la pagina più dignitosa della storia italiana degli ultimi secoli.
Andrea, quello è il vizio di fondo del nostro Risorgimento, un processo guidato da élites al quale gran parte delle masse rimase indifferente, se non ostile.
Per dirla con Ciuffoletti senior: Stato senza Nazione…
Il progetto risorgimentale di cui parli tu, Andrea? E’ ancora roba di élites e chissà quando si risolverà la questione…
oh filippo ma non è che siamo colleghi d’università??
Beh, Gionny, ora come ora no, io non sono dottore, ma mi sono abbeverato alle tue stesse fonti (più o meno, credo..) oltre ad aver fatto qualche ricerca per i cavoli miei…
C’è un punto che mi sta a cuore e che vorrei sottolineare: una parte della critica storica sta prendendo particolarmente di mira il Risorgimento, perciò inviterei tutti a leggere tre interventi di Dino Cofrancesco sulla questione http://www.liberalsocialisti.org/articol.php?id_articol=1454
E fate un salto anche qui: http://www.liberalsocialisti.org/articol.php?id_articol=1454
C’è una certa latitanza del fiesolino Ciuffoletti oggi. Chissà perché…Zarate Kid
Ieri Ciuffoletti era impegnato a discutere di … adesso lo scrivo sul mio blog, così vi fate due risate!
Ho letto…senza parole.Ma l’hai letto l’sms o non mi vuoi dare soddisfazione?
ma sinceramente manco io sono laureato e ancora mi ci vorranno 4 anni buoni!
Caro Gionny, io sono più vecchio di te e cmq davvero date un’occhiata a Cofrancesco http://www.liberalsocialisti.org/articol.php?id_articol=1454
e qui http://www.militiachristi.it/
Certo che alemanno non ha proprio una sega da fare…..
Mi resta un unico cruccio…. ne hanno fatti fuori troppo pochi….