[Spunti congressuali] Quale discontinuità?
| giovedì 3 luglio 2008 | Scritto da Andrew Nat - 139 letture |

Ogni volta che si parla delle mozioni credo che ci sia un errore di fondo e cercherò con questa lettera di farlo comprendere a tutti. Secondo me ricadiamo ostinatamente nel ridicolo, quando si dice alla gente che, dopo il voto regionale e provinciale, ci sarà discontinuità. Il problema non è delle mozioni e di come sono scritte, cari benpensanti, ma da chi sono interpretate queste istanze di rinnovamento (se così si può dire). Mi hanno da sempre insegnato che chi dice la parola ‘rinnovamento’, di solito è da dividere in due gruppi ben distinti: chi la utilizza come strumento per affossare i vecchi poteri e sostituirsi in modo analogo ad essi (potere VS potere) e chi la urla in modo caotico e accorato per aver dei diritti che un tempo gli erano negati e che adesso con il moto rivoluzionario è possibile che gli vengano riconosciuti.
Dalla distinzione che ho fatto, non posso avere la presunzione di dire che chi si erge per le istanze democratiche e chi per le istanze antidemocratiche nel congresso. Posso però dire che tutte le mozioni, bene o male, hanno oggettivamente scritto di volere una discontinuità. Sarebbe un errore grossolano dire che solo la mozione 3 si sia fatta carico e portavoce di questa istanza (anzi lo dubito fortemente).
Sono d’accordo con chi ha detto che si debbano utilizzare dei metodi affinché queste istanze democratiche emergano. Condivido insomma, sul voto segreto e sul suo utilizzo come strumento per scardinare i vecchi rapporti di forza. Con questo però mi permetterete di dire, che non abbiamo risolto nulla? Per farla breve, credo che serva una minima filosofia innovatrice: costituita da una partecipazione più ampia della base nelle decisioni, un modo di fare politica meno accentratore ed elitario, quindi una forma mentis politica del 21 secolo. Questa forma mentis ci permetterà di aiutare, anche all’esterno del partito, la famosa questione democratica del sistema Italia: potremmo esportarla ad altri partiti, altre associazioni e via discorrendo.
Arriviamo alle note dolenti! Tutto questo che ho appena detto non è ancora entrato nella logica di questo partito. I vecchi schemi purtroppo ritornano sempre e mi dispiace molto che non cambino. Credo dunque che non si sia capito molto (me compreso) del ruolo che doveva compiere un moderno Partito Socialista, questo è solo una brutta copia. Svegliatemi

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