[What went on] 34 anni fa un’Italia un po’ più civile
| lunedì 19 maggio 2008 | Scritto da Redazione - 380 letture |
Quel 13 maggio rimarrà sempre nella nostra memoria.
Sono passati ben 34 anni da quanto l’Italia divenne un Paese un po’ più civile.
Un po’ più civile pur in un clima di oscurantismo clericale e ciò, ironia della sorte, proprio grazie a quel clerical-democristiano referendum contro la legge sul divorzio sostenuto dalla DC e – pur indirettamente – dal Vaticano, e che fu battuto sul campo dalla maggioranza degli elettori italiani che confermarono così la legge del socialista Loris Fortuna e del liberale Antonio Baslini e che ancor oggi consente, appunto, lo scioglimento dei matrimoni.
Fu sicuramente una vittoria liberale e socialista, radicale e repubblicana, con un timidissimo apporto dei comunisti di Enrico Berlinguer che pure – da conservatore qual’era – era contrario così come molti esponenti dell’allora PCI.
Oggi che l’Italia è profondamente mutata nel costume e soprattutto nel panorama politico e parlamentare, continuiamo a soffrire di forti carenze nell’ambito dei diritti individuali e civili.
In campagna elettorale ed in Parlamento sono sempre tutti pronti a dichiararsi per “le libertà” e per “la democrazia”, sì. Ma quella di sé stessi, non certo “degli altri”.
E sono proprio questi “altri” che, laicamente, sentono la necessità di ricorrere alla ricerca scientifica per curarsi con l’utilizzo delle cellule staminali embrionali, di ricorrere alla ricerca per poter procreare con amore – certo – ma magari attraverso la fecondazione assistita in quanto non hanno altra naturale possibilità per avere un figlio.
Sono questi “altri” che non vogliono accettare di “statalizzare” o “clericalizzare” – mediante l’istituto del matrimonio – il loro amore, ma di vivere come una famiglia. Perché lo sono. Di fatto. E poco importa il loro orientamento sessuale: sono unicamente affari loro.
Sono questi “altri” che vogliono fumarsi le canne in santa pace e senza disturbare nessuno, in appositi locali, senza il continuo doversi rivolgere alla criminalità organizzata ed alle narcomafie.
Sono questi “altri” che non hanno altra fede se non la responsabilità individuale e quindi collettiva e che sono consapevoli che ogni diritto corrisponde sempre e comunque ad un dovere.
Primariamente verso sé stessi e quindi verso la collettività.
E si lasci fuori “Dio” nominandolo invano. E così le elucubrazioni religiose che francamente nel mondo “profano” lasciano il tempo che trovano, al punto che il Papa ha influenza unicamente nel Parlamento italiano alla faccia della libertà, della democrazia e della sovranità dello Stato italiano sancita sin dal Risorgimento.
L’attuale Presidente del Consiglio apra gli occhi, taciti i Giovanardi di turno, e non ci deluda così come non ci ha deluso attraverso la presentazione della sua compagine ministeriale costituita in prevalenza da laici e liberalsocialisti.
Apra gli occhi alla libertà nella responsabilità, ovvero alla laicità dello Stato che sempre più sta priemiando la Liberaldemocrazia europea a scapito della sinistra tradizionale e socialburocratica.
I fatti, peraltro, hanno dimostrato che anche in Italia l’elettorato cattolico militante è minoritario (vedasi i magri esiti dell’UDC) e che la società nel suo complesso è capace di ragionare possibilmente con la sua testa.
La sfida, insomma, caro Silvio Berlusconi, è, come diciamo da tempo, fra Liberali e Conservatori.
Liberali nei diritti ovvero rigorosi nei doveri in quanto, come amava ricordare incessantemente il nostro Giuseppe Mazzini, questi ultimi sono alla base della convivenza civile.
Semplicemente Liberali contro i bigotti, i maniaci dei dogmi, i neo-medievali, i conservatori dell’economia protetta con dazi e misure antiliberali, i protettori ad oltranza di chi un lavoro già ce l’ha, i difensori del posto fisso statale a vita anche se questo non rende nulla.
Non dimentichiamoci, quindi, della battaglia sul divorzio che è in sé l’emblema del rinnovamento sociale e liberale di un Paese che per troppo tempo ha oscurato la cultura del Secolo dei Lumi, ma il cui elettorato ha, spesso, alla fine, dato ragione al buonsenso della libertà individuale.
Ovvero collettiva.


Bravo complimenti!!Hai espresso il vero stato d’animo di un liberal-libertario in questo paese.
Questa dovrebbe essere lo scheletro su cui articolare una rinascita socialista, esprimere e urlare ai 4 venti le ragioni laiche e liberali che il paese ci supplica in ginocchio di offrirgli.Che si fottano Demichelis e la sua zattera,dobbiamo ripartire dalle idee e quali se non quelle bene espresse nell’articolo di sopra.Abbiamo la fortuna di avere nel nostro DNA un potenziale esplosivo di cultura laica,liberale,libertaria,radicale e federalista ovvero tutto ciò che manca all’italia.Allora cosa aspettare!?Marciare e non marcire diceva un vecchio slogan futurista ebbene è l’ora di mettersi in marcia senza rimpiangere inutilmente la defunta RnP andando al congresso e farci valere facendo chiaramente capire che ci siamo rotti le palle di questi dirigenti ma anche di questa interminabile fase di stagno del socilaismo italiano, fargli capire come la pensiamo noi giovani e stavolta dovranno darci ascolta visto lo stato in cui hanno ridotto il socailismo.Dobbiamo offrire al socilaismo un’ulitma possibilità di trasformazione aprendosi alle altre realtà laiche e progressiste in subbuglio dopo le elezioni.
Dei socialisti, francamente, non ne voglio sapere nulla.
Fra quelli che ho conosciuto e che conosco (e non sono pochi) se ne salvano 3. E sono orgogliosamente senza tessera da almeno 30 anni.
Personalmente sono per la Liberaldemocrazia europea contrapposta al conservatorismo popolare e a quello socialburocratio.
Così come peraltro ho scritto anche nell’articolo qui sopra.
Un caro saluto.
Ah Bagatin e daje! Ma smettila di fare etnopolitica!
Primo perché è ridicolo, secondo perché non è vero!
Spero non sia settarismo il tuo!
Sarò sempre fiero di essere ridicolo ogni qual volta dirò le cose come stanno.
E’ la caratteristica che fa di me un comico migliore di Beppe Grillo pur guadagnando molto meno.
Ovviamente il mio non è settarismo è solo constatazione dei fatti.
A parte 3 persone nella mia vita non ho conosciuto un solo socialista che si sia comportato in maniere non furbesca e non volpina.
Non sono mai stato prevenuto, figuratevi.
Altrimenti non avrei per anni tentato di dialogare anche con socialisti sparsi.
E poi sono un difensore della Prima Repubblica.
Ma fra qualche “furbata” e cammellate a tutto spiano….ce ne corre !
PS: si noti peraltro che Bettino Craxi fu il capro espiiatorio soprattutto di quei socialpappisti ancora a piede libero per patteggiamento e affini.
Open your eyes !
Bhè sincermane mi dispiace che tu dica queste cose…sembra quasi che tu ragioni non certo da laico ma in modo prevenuto.OK l’eredità socialista è pesante ma sinceramte anche solo dalle idee che vengono fuori da questo sito dovresti aver capito che l’aggettivo liberale,laico e radicale oramai possono andare a braccietto tranquillamente con il socialismo, e francamente non mi sembra che altre tendenze politiche oggi offrano in Italia alternative più liberali,libertari etc etc..
Se proprio la devo dire tutta anche a me il socialismo sta stretto come confine ma se all’interno di questo soggetto hanno forma idee liberali e libertari come io mi definiosco allora benvengano i socialisti!
Caro Gionny, prima di ragionare, personalmente, osservo. Senza preconcetti e senza il prosciutto sugli occhi.
E la mia esperienza personale di osservatore e di sperimentatore mi ha portato alle conclusioni di cui sopra. Così come infatti ho scritto.
Ora, se tu ti definisci socialista e sei una brava persona io non lo posso mettere in dubbio.
Ma permetterai che io dubiti di chi si definisce scocialista e nei fatti si è dimostrato un socialpappista (e sul mio blog in passato mi sono occupato della questione. Specie nella mia Regione).
Sul resto vorrei essere come sempre chiaro: se un socialista è liberale ben venga (del resto è la tradizione di Carlo Rosselli).
Però in Europa deve scegliere: o lavorere con il sempre più socialburocratico Pse o con il liberale Eldr.
La mia risposta argomentata penso di averla già data in questo e in precedenti articoli.
Ma dai sù! Che l’Alde di Watson è peggio del Pse di Schulz!
Bagatin Leghista!
ed è tutto dire
I SOCIALISTI RUBANO I BAMBINI AGLI ITALIANI!!
traduzione dal gergo liberal-dogmatico all’ italiano (social)democratico:
Bruxelles = Mosca
ELDR = patto di varsavia
Rosselli = Marx
di traduzione ancora incerta:
Mazzini/Garibaldi = Guevara
Pannunzio=Trotsky
LaMalfa= Lenin
Pannella = Stalin
saluti
p.s.
Ciuffoletti, te che hai amici in alto loco,
dici ai dirigenti socialisti di inviare una lettera al PSE per informare i socialburocratici che non rispettano questo:
“Prima di essere un sistema di meccanica politica, il metodo liberale vuole essere una specie di patto di civiltà che gli uomini di tutte le fedi stabiliscono tra loro per salvare nella lotta la loro umanità. [..] esso si compendia nel principio della sovranità popolare nel sistema rappresentativo, nel rispetto del diritto delle minoranze (in pratica nel diritto dell’opposizione ), nel riconoscimento solenne dei diritti fondamentali della persona definitivamente acquisiti alla coscienza moderna(libertà di pensiero, di riunione, di stampa, di organizzazione, diritto di voto, ecc.)” [Carlo Rosselli - Socialismo liberale ]
x Ciuffo: non si può dare a uno del leghista solo perché notorialmente virile sotto il profilo sessuale, ne convieni ?
Watson è elementare. Certo sarebbe meglio il vecchio Sherlok.
Però Shultz è superato: i capelli biondo camomilla sono passati di moda 20 anni fa o giù di lì !
I socialisti non penso rubino i bambini agli italiani, ma sicuramente qualcuno di loro vorrebbe farsi ibernare dopo morto…..
@ Luca Bagatin:
ibernare?
stai parlando di Riccardo Campa , presidente dell’AIT ( http://www.transumanisti.it/ ) ?
velleitari neofili!
il segreto è nell’antico… nell’antico egitto… delle mummie lamalfine e boselliane!
mi hai fatto venir voglia di vedere cosa diceva Cisnetto ,
so-tutto-io mi era completamente passato di mente in questo periodo ( sai come è… ubi maior minor cessat)
e ti trovo una lettera a Casini… mi pare che ,l’Enrico, il risultato elettorale non l’abbia preso bene o sbaglio?
sperava finalmente in un posticino da guru (ahaha) della pax confindustriale?
x socialista eretico: no, sto parlando di Vitto Claut.
Presidente del circolo dei single di Pordenone, di quello dei Consumatori, nonché ex candidato del Movimento Friuli, della Lista DiPietro, del Codacons, dei DS ed oggi dei socialisti boselliani denominati PS.
Tanto pe’ Campà !
I transumanisti neanche so che sono.
Diciamo che, a pelle, preferisco i transessuali.
Su Cisnetto: perché non lo chiedi a lui e gli scrivi una bella lettera ?