[Carne al fuoco] Un partito non può vivere senza un’idea
| lunedì 19 maggio 2008 | Scritto da Lidano Lucidi - 273 letture |
Quali potenzialità elettorali ha un partito socialista in Italia? Nessuna. Quali potenzialità elettorali ha una cultura socialista in Italia? Enormi. Un’idea può vivere senza un partito, un partito non può vivere senza un’idea.
È proprio questo il punto politico. L’aver smesso in questi anni di confrontarsi, di interpretare nuovi bisogni, di capire ed interpretare il processo della globalizzazione, ha messo in essere l’eutanasia dell’idea socialista. Sotto la lente d’ingrandimento non deve finire l’ultima campagna elettorale, ma una politica perpetuata in questi ultimi anni. Si è preferito costruire di volta in volta dei nuovi contenitori senza preoccuparsi affatto di riempirli di contenuti. Il rischio da evitare oggi è proprio questo, pensare al contenitore e non al contenuto. Per me questi sono giorni di dichiarazione dei redditi, ovvero monitorizzo le entrate e le uscite dei contribuenti per poi sentenziare per il pagamento o il rimborso fiscale.
Non entro nella complessità del sistema fiscale italiano, solo constato come una persona possa detrarre dalle dichiarazione dei redditi la spesa per la palestra o per curare il proprio cane, e non possa dedurre o detrarre i libri di testo. Se vado in palestra a scolpirmi i glutei ho un rimborso fiscale, se vado in libreria a comprarmi un libro no. Se porto dal veterinario Fuffi ho un rimborso fiscale, se compro il latte artificiale a mio figlio no. I due esempi rendono visibile la cultura dell’effimero o dell’ambientalismo fine a se stesso, e di come la società li abbia accettati senza fiatare. La pigrizia intellettuale fa sì che le persone accettino di nutrirsi di veline, Amici di Maria De Filippi ed altro ancora, piuttosto che di cose molto più importanti.
Proprio per questo gli slogan di Veltroni o Berlusconi sono efficaci, puntano a anestetizzare le menti per fare i loro comodi. E sono grandi in questo. Allora noi prima di pensare al Ps dobbiamo pensare a risvegliare le menti, dobbiamo parlare alle persone non ai partiti, dobbiamo parlare agli operai ed impiegati e non ai sindacati.
Il grande rammarico è essere cosciente che quando ci mettiamo ad elaborare idee e progetti non siamo secondi a nessuno. Si fa un gran parlare dei fannulloni nella pubblica amministrazione, di encomi al bravo Brunetta, al Governo Berlusconi. Inutile dire chi ha lavorato nella passata legislatura a quel disegno di legge. Non aver fatto una battaglia politica su questo tema, è stato un errore madornale, anche perché paga, e come se paga. Sull’istruzione mi aspetto che qualcuno riprenda il life long learnig e ne faccia una sua bandiera dopo aver sperperato milioni di euro per i centro di orientamento al lavoro o nelle società di formazione miste. Forse se il processo costituente fosse partito sul piano programmatico allora molta strada avremmo fatto, ma questo non è stato. Allora che fare. Andare nel Pd? Entrare nella Sa? Essere autonomi? Andare a destra perché lì i socialisti li rispettano? Solo su quest’ultimo punto: molti esponenti del Psi criticano ferocemente gli ex comunisti per la storia di tangentopoli, dimenticandosi spesso le banconote dei deputati dell’allora Msi, ieri An oggi Pdl, il cappio esibito in aula dalla Lega, i silenzi di chi era nel Psi e ora sta sotto l’ombrello protettivo di Berlusconi. Credere che si possa costruire un partito in questo modo è pura e semplice utopia.
Analizzare la storia del Psi è anche renderlo complice di scelte scellerate che hanno fatto aumentare il debito pubblico, burocratizzato all’eccesso il nostro paese, aver accettato come le lavoratrici del pubblico impiego potessero andare in pensione a 18 anni 6 mesi e 1 giorno, e oggi noi poveri bamboccioni ne paghiamo le conseguenze. Se qualche esponente del Psi invece di pensare agli ex comunisti facesse anche un po’ di autocritica non sarebbe niente affatto male.
Comunque per rispondere al quesito su cosa fare, credo bisogna chiedersi se siamo disposti a riprenderci il nostro spazio culturale. Se solo lo volessimo, allora tutto è possibile, altrimenti a confrontarsi solo sulle questioni legate al socialismo europeo senza esserne interpreti fino in fondo, non solo non andiamo da nessuna parte ma rischiamo l’ennesima scissione dell’atomo.
Concludo da come ho cominciato, un’idea può vivere senza un partito, un partito non può vivere senza un’idea.

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