[Carmina Buriana] Bella Ciao! Ciao Bellaaaaaa!
| lunedì 21 aprile 2008 | Scritto da Carmine D'Angelis - 627 letture |
Finalmente il dado è tratto, e tutti siamo rimasti colpiti dal fatto che tutte le forze identificabili a sinistra sono state spazzate via senza appello dall’elettorato.
Non credo che sia stato Veltroni a distruggerle: mi sembra francamente un discorso troppo facile e limitativo. Posso però essere quasi certo che abbia consegnato l’Italia al centro-destra nell’ideologia malata secondo la quale cinque anni di opposizione basteranno a vincere le prossime elezioni.
Analizzare le scelte dell’elettorato non è secondo me così scontato come è stato fatto sinora. Anche perché questa modalità, che affibbia al voto utile e all’astensionismo il crollo dell’elettorato di sinistra, fa gioco facile a chi a tutti i costi ci ha voluto far credere che l’Italia ha bisogno di una politica semplificata e possibilmente bipartitica.
Io a riguardo continuo ad essere contrario all’omologazione forzate e alla politica gestita dalle correnti di partito.
Questa mia riflessione parte da alcune domande che mi sono posto sempre più assiduamente negli ultimi giorni: la sconfitta della sinistra è stata causata dal voto utile alla coalizione di Veltroni o dall’inutilità di votare un forza di sinistra? E nel caso si fosse realmente trattato di voto utile, è dipeso dal fascino di Walter e del Pd o dal solito antiberlusconismo?
Ebbene se queste sono le domande da porsi credo che sia scontato dire che tutte le risposte possibili che si possono dare sono realmente molto preoccupanti, almeno per coloro che fino ad oggi si sono fatti portavoce della morale di sinistra o peggio ancora che si sono sentiti custodi di verità imprescindibili, di veri e propri dogmi politici e ideologici, dimenticando le evoluzioni politiche e sociali, l’avvento di nuovi problemi e di conseguenza di nuove esigenze della popolazione.
Insomma la Sinistra L’arcobaleno è uscita con le ossa rotte, con una perdita in termini di voti di circa il 7% rispetto alle elezioni politiche del 2006 e con il risultato di non aver raggiunto lo sbarramento del 4%, fermandosi miseramente al 3%. Risultato inatteso da tutti, o meglio da tutti coloro che si interessano quotidianamente di politica che purtroppo sono ogni giorno sempre meno. Il dibattito fra politicanti insomma si è dimostrato sterile e soprattutto molto disattento agli interessi generali.
Preoccupanti sono state a riguardo le dichiarazioni di alcuni esponenti del partito che hanno avuto il coraggio di imputare la sconfitta alla assenza della falce e martello dal simbolo elettorale, e mi riferisco a Di Liberto. Ha fatto bene il leghista Maroni a ricordargli che il muro di Berlino è caduto nel millenovecentottantanove e che neanche più a cuba si sente parlare di comunismo.
Io credo che questa sinistra abbia perso ogni motivo di esistere, per come è stata concepita finora. È una sinistra che ha saputo solo cavalcare grandi tematiche come il precariato, la globalizzazione, l’immigrazione, l’integrazione, la laicità affidandosi prettamente a slogan populisti e sicuramente irrealizzabili nella pratica politica.
È una politica che ha cullato i capricci sindacali e che non è mai stata capace di aprire una ampia e doverosa discussione sul senso di un riassetto politico, statale, amministrativo e sociale della cosa pubblica.
Hanno pertanto manifestato incapacità nel gestire l’elettorato negli anni di governo, implosi nelle loro contraddizioni tra il dire, il fare e le aspettative delle persone che gli avevano sostenuti.
Avere nel panorama politico una presenza comunista così consistente fino a poco tempo fa era sicuramente una delle solite anomalie italiane, unico paese d’Europa in cui la sinistra non è riuscita a farsi rappresentare da una socialdemocrazia forte, consapevole, attenta alle evoluzioni sociali.
A complicare ulteriormente la situazione c’è anche il risultato non entusiasmante del partito democratico ( anche se io personalmente lo considero decisamente negativo ).
Il 33 e qualcosa per cento non si discosta molto dal risultato della lista unica alle elezioni politiche del 2006 dagli allora Ds e Margherita e Mre, con l’aggravante che oggi a quel risultato vanno aggiunti i tanti “voti utili” e i voti radicali.
Vero è che il giudizio negativo di un’ampia fetta di popolazione sull’operato del governo Prodi ha sicuramente condizionato il Pd. Ma a sua volta il Pd ha sbagliato a mentire alle persone spacciandosi per la novità quando gli organi dirigenti sono gli stessi dalla morte di Berlinguer e soprattutto quando si ha il coraggio di ripresentare la stessa squadra di governo che aveva fallito nel mandato precedente.
Molto probabilmente, poi, non hanno funzionato candidature poco congrue l’una con l’altra: Ichino e Calearo, Veronesi e Bindi, Bonino e Binetti. Non hanno nemmeno funzionato i figli di papà come Matteo Colaninno e la pseudo precaria Marianna Madia. Non ha funzionato il generale omofobo.
Non ha funzionato la gestione del problema Bassolino. Non ha funzionato la Finocchiaro in Sicilia, polverizzata da tale Raffaele Lombardo, fino a ieri praticamente sconosciuto all’Italia continentale. Non ha funzionato nemmeno far fuori De Mita perché molta gente, me stesso compreso, ha sicuramente pensato che di vecchi da eliminare nel Pd ce ne erano davvero tanti.
Non ha funzionato il partito in formato slogan.
E infine veniamo al Partito Socialista.
Mi sconvolge l’assenza di risposte serie e concrete, ma soprattutto sensate da parte della dirigenza.
Lo 0.9% è un risultato che fa ridere i polli e diciamocelo chiaramente: in parole povere e spicciole, praticamente ogni tesserato ha convinto mediamente cinque persone a votare Ps.
Beh questo significa che davvero poco è stato fatto, ma non perché i tesserati o i militanti non si sono impegnati abbastanza, ma più semplicemente perché siamo nati nella confusione e tenendoci da soli per le palle.
Questo risultato, e lo dico anche con amarezza, è solo colpa della classe dirigente che non ha saputo creare dal primo giorno una forma quantomeno trasparente di partito.
Si sono persi dietro i litigi e le quote facendo a gara a chi contasse di più, quando forse non si sono accorti che il socialismo in Italia conta come il due di bastoni quando comandano i denari.
Spero mi si risparmi la predica che lo 0.9% è un punto di partenza.
No, non ci sto.
Il punto di partenza è un congresso vero dove ognuno si assume le sue responsabilità e tutti si devono sentire in diritto di apportare il loro contributo.
Una cosa positiva da cui iniziare sono le dimissioni di Boselli: non basta fare una campagna elettorale dignitosa, perché ha avuto quindici anni per cercare di dare una voce dignitosa a questa presenza e invece si è perso dietro la poltrona e la perpetuata politica del primum vivere, pratica politica tra le più squallide.
Spero vivamente nel contributo di giovani menti per dare un senso all’esistenza di un partito che si richiami al socialismo: però badate, non basta più l’ideologia, servono contenuti seri, attuali. Serve la capacita di saper guardare la realtà. Serve che la nostra politica diventi un dizionario di risposte concrete e non di slogan.
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Mi si passi una battuta amichevole:
“e invece si è perso dietro la poltrona e la perpetuata politica del primum vivere”
Visti i risultati direi neanche quello…
Sinceramente odio i parrucconi di sinistra che danno alibi ai loro fallimenti dicendo di non essere capiti dal popolo.Ma stavolta devo dire che l’elettorato ha dimostrato tutta la sua immaturità politica.Non mi riferisco agli operai che votano Lega (che vista l’attività sul territorio se li è strameritati i voti)ma a quell’elettorato che vive di ciò che questa politica da spettacolo gli offre.La morte della sinistra per antiberlusconismo palesa la mobilità suoerficialmente pragmatica e forse qualunquista dell’italiano medio capace di votare prima per PRC e poi x la Lega o di Pietro come se fossero numeri da giocare al lotto.Sembra quasi che votare un partito sia diventato un’affidarsi alla sorte.Anche qui a Firenze città sempre pronta a mobilitarsi per le più “nobili” cause della sinistra Prc&co.è uscita stroncata dalle elezioni il Pd ha fatto mambassa laciando alla SA sole le briciole e al Ps ancora meno.Se è vero che uno la proprie convinzioni politiche se le porta anche in cabina elettorale allora(come è ovvio che sia)allora ragazzi alla sinistra il Cavaliere ha fatto più male del previsto.Sopratutto quando ha trovato un benemerito idiota a reggergli il gioco…noto ai più come Uolter.Veltroni ha tentato di inseguire l’esponente principale dello schieramento a lui avverso sul suo stesso campo con esiti assai scrasi a quanto pare.E forse con metodi copiati proprio male vedi il motto:(
La cosa più allarmante è stato il bipartitismo forzato di questa campagna elettorale preambolo forse di quello che sarà in futuro l’informazione televisiva??Boo non voglio essere catastrofista ma due partiti DI QUESTO TIPO che si condendono l’80% dei consensi mi spaventano assai tenendo anche presente i loro alleati…(sento puzza di regime)a sto punto non ci resta che affidarci alla resistenza di Casini e forse di ciò che rimane dei Radicali.Eh sì di Casini perchè il suo faceva parte di quei partiti che ritenevo votabili(anche se politicamente lontani anni luce dal Ps) ovvero partiti che si rifacevano all’idea di partito politico in un paese ancora democratico ed avanzato.Ovvero un partito che non serva da riciclatoio per politici trobati e idee di plastica, partiti forse obsoleti ma che almeno non sono creati a tavolino e poi proposti 3-4 mesi prime delle elezioni che siedono in un governo che puntano a far cadere pur di andare al potere,che legittimano la loro leadership con plebisciti degni di un Napoleone IV oppure partiti nati sul predellino di una macchina in mezzo ad una piazza(ma che lameno vincono le elezioni)Eh già perchè in fin dei conti almeno il Cavaliere vince il nostro amico Uolter manco ci è riuscito ha fallito dove a Prodi era riuscito ben 2 volte!!Cmq ribadisco che la strada da seguire è quella di un’unità federale a sinistra che si avvicini il più possibile al moderno socialismo liberale…x lo meno un punto di partenza c’è per discutere a sinistra di come farla una sinistra in questo fottutissimo paese,la Laicità e l’opposizione senza tregua al governo e al parlamento intero…o meglio a chi ci siede.
Dillo alle riunioni di sezione queste cose (giuste)che dici Carmine… oppure vieni domani 23 Aprile a quella perlarosanelpugno e dillo davanti a tutti.Bada bene non basta solo parlare ma servono contributi attivi alla causa (sul campo per intenderci). Mi ci metto anche io in mezzo è ovvio, ma basta fare i ragazzi universitari intellettualoidi del “te l’avevo detto che così non si poteva andare”.Che ne sa uno studente universitario dei reali problemi del paese se non si misura con essi?Non ci conosce nessuno se parliamo davanti al computer tra di noi.Tu mi hai dato indirettamente ragione quando dicevo per e-mail che poco è stato fatto. Le responsabilità per me sono soprattutto dei giovani. Noi in questa fase dovevamo fare di più, anche perché tutti i voti disponibili i nostri amici e parenti li hanno dati al PS. Io mi aspettavo di attrarre più ragazzi e persone dai 30-40 anni. Come si può fare? Hai ragione che solo con proposte serie sul campo – che spero le farai anche tu – potremo riprendere il giusto posto in Italia. Non aspettiamo che le facciano gli altri se no noi giovani pecchiamo di indolenza…serve rifare politica per strada, attaccare manifesti la notte, dare volantini fino a che finiscono le scorte, andare nelle università (Pisauro ne sa qualcosa) e stare lì a far riflettere gli studenti sul voto. Queste sono le nostre possibilità. la mia non è una sparata ma una presa di coscienza che non ci va di faticare! Tocca a noi, adesso non possiamo più chiedere nulla ai nostri genitori. Il socialismo siamo noi!Il futuro ci compete! Ciao e ti aspetto il 23.
caro andrea cercherò di riponderti nel modo più soddisfacente possibile. intanto parto dal pricipio: scrivere su labouratorio secondo me non è parlare solo ed esclusivamente a noi stessi, uno perchè molti che partecipano non sono tesserati Ps, due perchè per me è un vero e prorpio mezzo di informazione e sono onorato di partecipare.
noi se non mi sbaglio ci siamo conosciuti alla sezione della garbatella una sera dopo la riunione della associazione della rosa del pugno, ma tante cose di te non le conosco e credo che allo stesso modo tu non conosca tanta cose di me.
allora se vuoi sapere più cose di me ti dico che faccio politica attiva da quando ho 14anni. gli ultimi tre anni della mia vita gli ho dedicati quasi per intero alla militanza politica, prima a bologna ora qui a firenze. ma queste sono cose di cui non credo sia giusto rendere conto a te, e soprattutto non credo sia giusto che io o il mio operato debba essere messo in discussione o giudicato da chi non mi conosce.
che il ps è nato male lo dico dall’ultimo congresso di fiuggi e non puoi pretendere che tutti siano disposti a dare fiducia a persone che tutto hanno fatto forchè i socialisti negli ultimi anni.
io ho dato fiducia solo per spirito di appartenenza o per dovere di partito.
non si può pretendere che tutti facciano tutto o che i giovani si portino ancora sulle spalle i fallimenti di una classe dirigente che non ha saputo dare un volto concreto al socialismo dopo la fuga di craxi.
ora io non posso che essere contento che tu dica di aver dato tanto alla causa nelle università, prendendoti i vaffanculo o sbattendoti. posso solo farti i complimenti.
io queste cose le faccio oltre che in università anche in fabbrica, dove convincere operai interinali, o con contratti a tempo determinato che a trent’anni vorrebbero vivere per i cazzi loro e farsi una vita quantomeno dignitosa, beh è più comlicato.
far capire a persone per cui il lavoro è una trappola e non dignità, che noi siamo dalla loro parte è ancora più difficile.
è tutto complicato perchè oggi non conosco due persone che concepiscono il socialismo nello stesso modo. qui ognino la pensa un pò come cazzo gli pare.
sono pronto a scommettere che il mio socialismo è diverso dal tuo.
questo perchè manca una struttura quantomento forte dei propri valori e delle proprie idee.
per ora il socialismo italiano è solo un cartello elettorale che ha miseramente fallito come facilmente pronosticabile.
domani non ci potrò essere a roma perchè sono a firenze, lavoro, e soprattutto quando torno a casa non trovo un piatto di pasta pronto.
se vuoi incolpare i giovani parti da te stesso, ma io non mi assumo nessuna responsabilità del fallimento elettorale del ps e di qualche mancata poltrona.
Andrea domani ti istruisco ben bene su chi è Carminuzzo e da quale pulpito possa lanciare i suoi strali contro i nostri dirigenti. Ti sorprenderai a scoprire che l’una e l’altra risposta sono estremamente interessanti. Lunga vita a Carminuzzo!
Carmine tu non mi devi nulla, non te la prendere…io provoco e mi piace farlo,lo ammetto.Devi però ammettere che ti piace anche a te, eheh.Se parlo con te per email è perché voglio un confronto e fidati se me ne fossi sbattuto voleva dire peggio. Non devi darmi conto di nulla ci mancherebbe altro! Io testo le persone – sono fatto così – prima di fidarmi pianamente. Ne ho visti ancora pochi di personaggi infallibili, ma quanti millantatori mamma mia.Io vorrei un gruppo di giovani unito e pronto all’azione, solo questo.Avanti Carmine!
x andrea natalini.
non ti preoccupare non me la sono presa. per farmi incazzare ci vuole ben altro. al massimo non mi spiego questo tuo ardore negli ultimi giorni, ma cmq ci stà. ho solo cercato di risponderti
x pisauro.
grazie lo stesso per le difese d’ufficio.
x tutti e due.
ci si vede a roma domani e vi do un paio di bastonate a tutti e due, soprattutto a pisauro.
rock&roll
ritiro la difesa che non era d’ufficio, st’idiota di Carminuzzo è riuscito nell’impresa di postare un commento a un’immagine, vabbè che l’articolo è suo però…
@Carmine
“per farmi incazzare ci vuole ben altro” e io l’ho trovato!!!!!
ci vogliono nuove strategie d’approccio e questo vale per colro che intendono rappresentare il popolo e le istanze della società, ma, allo stesso, tempo, bisogna uscire dalle frantumazioni politiche della Sinistra con un unico blocco social democratico liberale che abbraccia anche gli ecologisti. L’analisi del voto mi sembra chiara: la disfatta non è solo questione di non aver saputo dare e proporre soluzioni. La realtà che ci ha fatto perdere questa battaglia dovrebbe portarci a concepire un nuovo modello di rappresentanza politica, che accolga la sfida imposta dalla propoganda che vuole l’Italia rappresentata da grandi movimenti. Oggi c’è poco da fare di fronte all’invasione del vuoto, ma i reduci che rimangono ancora a combattere devono riunirsi prima di tutto per raccogliere il meglio che è rimasto, poi per ricostruire le mura con il frutto dell’esperienza acquisita. Non tutti i mali vengono per nuocere e in un modo o nell’altro la fine di un epoca corrisponde all’inizio dell’altra. La Sinistra Italiana che vuole sopravvivere a questa nuova epoca deve imparare dalla sconfitta e soprattutto riunirsi in un unico movimento, partendo da una costituente che sintetizzi le differenze culturali dei vari gruppi progressisti e riformisti al fine di amalgamarsi in una piattaforma culturale che si proponga di sfidare le tematiche del futuro con forza democratica e capacità di scontro dialettico eticamente entusiasmante.
Peccato che l’unica forza della sinistra che apprezza l’importanza del liberismo non raggiunge l’1%…bisogna fare i conti con la dura realtà ovvero che in Italia un sano partito socialista liberale manca tanto quanto ce ne sarebbe bisogno…ovvero non esiste o quasi me ce ne sarebbe un immensa necessità!!!!