[Valori] Ma anche NO
| lunedì 10 marzo 2008 | Scritto da Federico Boem - 455 letture |
Nel manifesto dei valori del PD, al punto 3 leggiamo:
“La laicità presuppone uno spazio pubblico di libero confronto: noi concepiamo la laicità, non come il luogo di una presunta neutralità, ma come rispetto e valorizzazione del pluralismo degli orientamenti culturali, e quindi anche come riconoscimento della rilevanza, nella sfera pubblica e non solo privata, delle religioni, dei convincimenti filosofici ed etici, delle diverse forme di spiritualità. Le energie morali che scaturiscono dalle esperienze culturali, spirituali e religiose, quando riconoscono il valore del pluralismo e del dialogo, rappresentano un elemento vitale della democrazia.”
Questa analisi, per quanto possa sembrare animata da un sincero spirito laico è, a mio parere, piuttosto viziata dalla sudditanza confessionale che impera nel nostro paese. Al solito tratterò gli argomenti per punti, con la finalità di rendere più chiaro il mio pensiero.
I. Come leggiamo, la laicità viene considerata come il rispetto e la valorizzazione del pluralismo degli orientamenti culturali. Il pluralismo è il riconoscimento della presenza di modelli diversi ed alternativi nella spiegazione ed interpretazione dei fenomeni, sia in ambito epistemologico che etico-morale. Una società plurale dovrebbe garantire la convivenza pacifica di concezioni differenti. Ma il pluralismo non è il relativismo puro. Se è vero dunque che ogni posizione ha il diritto di venir espressa vi sono alcune posizioni che hanno più legittimità teorica di altre, in virtù della loro pregnanza conoscitiva. Sostenere ad esempio, come faceva Tommaso d’Aquino, che le macchie lunari siano “agglomerati” di angeli, è oggi meno accettabile che considerarle come crateri e depressioni della superficie del nostro satellite naturale. Risulta quindi chiaro che certe posizioni, all’interno di un confronto democratico, dovrebbero prevalere su altre, non certo perché imposte da un atto autoritario ma perché persuasive in forza della loro ragionevolezza e razionalità.
II. La ragione è infatti l’unico terreno comune per sostenere il pluralismo. Ogni confessione religiosa infatti proclama la sue verità sulla base di assunti spesso ingiustificati se non dopo un cieco atto di fede. Se un confronto religioso è possibile, lo sarà nello spazio comune dell’argomentazione razionale (quando attuabile) e non sui contenuti di fede, che, in quanto tali, risultano necessariamente esclusivi e univoci.
III. Un vero spirito laico dunque non può riconoscere la rilevanza delle confessioni e delle credenze filosofiche nella sfera pubblica proprio perché la sfera pubblica deve contenere l’espressione delle ragioni e delle riflessioni e non delle convinzioni, che rimangono legittime finché limitate alla sfera personale.
IV. Rispettare le diversità culturali significa tutelarne l’indipendenza l’una dall’altra attraverso il confronto, ma non certo abbracciarle tutte nella vana speranza di trovarne una sintesi.
La laicità non è dunque l’equidistanza da ogni confessione religiosa, quanto piuttosto l’indifferenza verso ogni confessione religiosa. Il principio della laicità va dunque ribadito con una scelta netta e non con un “ma anche”, perchè “assolver non si può chi non si pente,/ né pentere e volere insieme puossi / per la contradizion che nol consente”.

nulla da eccepire sull’articolo. Quanto al rapporto tra ragione e fede, io per quello che ho letto, trovo che il vituperato Ratzinga abbia cercato, a partire dal vituperato discorso di Ratisbona, di ancorare la fede cristiana all’uso della razionalità. Ora al di là
di ciò che ciascuno pensa su questa operazione, se è la religione stessa che cerca di legarsi alla ragione, non si vede proprio perchè il Partito Democratico debba per interessi di bottega prescindere dalla razionalità delle opinioni in campo.
Il problema di Ratzinger e della sua cricca è che un tentativo del genere la Chiesa prova a farlo dal medioevo. E abbiamo visto con che risultati. Basta leggersi l’enciclica del suo predecessore “Fides e Ratio” per capire che per il Vaticano senza Fides non c’è Ratio. Punto. Posizione inconciliabile con qualsiasi atteggiamento scientifico e più in generale laico.Quanto all’opportunismo del PD, spero che sia solo opportunismo. Dal mio punto di vista, ritengo mio preciso dovere su questa questione, rompergli le scatole sino allo sfinimento.
C’è nel panorama musicale italiano un giovane cantautore romano, Simone Cristicchi, che da sempre si è distinto per il suo modo originale – provocatorio ed ironico – di vedere quello che ci circonda. Del suo primo album doveva far parte una canzone chiamata “Prete” che però – per motivi abbastanza intuibili – fu oggetto di sana censura da parte della Sony Bmg… Visto che noi siamo (in teoria) ancora uno stato laico, mi pare doveroso postare il testo, che rispecchia perfettamente il mio modo di vedere la religione e la storia della Chiesa. E se vi capita scaricatevi pure il pezzo!
PRETE
Mi ricordo da bambino mi portavano alla messa,
ed io seguivo la funzione con un’aria un po’ perplessa…
il prete stava in piedi sull’altare col microfono
spiegava i passi del Vangelo con tono monotono
col tempo e con la scusa di giocare all’oratorio
mi infilarono nel mucchio catechismo obbligatorio
perché non sta bene, non puoi essere diverso,
emarginato come pecora smarrita dentro a un bosco…
al di fuori del contesto…
inginocchiati per bene, adesso dì le preghierine
non dubitare mai dell’esistenza del Signore,
lascia stare le tue fantasie sessuali di bambino,
quante volte ti sei masturbato il pistolino?
Il prete in molti casi è un uomo molto presuntuoso,
nonostante l’apparenza di un sorriso zuccheroso,
crede di essere il depositario di una verità assoluta,
ad ogni tua obiezione, lui rigira la frittata!
Prete! Io non ho voglia di ascoltarti,
Prete! Non hai il diritto di insegnarmi
Niente! Sei bravo ad inventare e a raccontare favole
Per addomesticare le paure della gente!
Non ho bisogno più di credere a un
Prete! Se la Madonna piange sangue, è noia!
Sei bravo e fai di tutto per alimentare, per tenere in piedi
La bugia più grande della storia.
La bugia più grande della storia.
La storia della Chiesa è seminata di violenza, di soprusi,
la Santa Inquisizione è prepotenza,
e poi genuflessioni collettive dei politici,
salvezza delle anime, la rendita degli immobili
ma quanti begli affari fate con il Giubileo
e quanti bei miliardi che sta alzando Padre Pio
Se Gesù Cristo fosse vivo si vergognerebbe
Delle tonnellate di oro e delle vostre banche,
Se Gesù Cristo fosse vivo si vergognerebbe
Delle chiese piene d’oro e delle banche…
Prete! Io non ho voglia di ascoltarti,
Prete! Non hai il diritto di insegnarmi
Niente! Sei bravo ad inventare e a raccontare favole
Per addomesticare le paure della gente!
Non ho bisogno più di credere a un
Prete! Se la Madonna piange sangue, è noia!
Sei bravo e fai di tutto per alimentare, per tenere in piedi
La bugia più grande della storia
La bugia più grande della storia.
Perdonate questo sfogo troppo anti-clericale,
in fondo ognuno è libero di scegliersi la sua prigione,
libero di farsi abbindolare, ipnotizzare,
dal papa, dal Guru, dal capo spirituale
ma la cosa deprimente e che mi butta giù
è vedere quella folla alla Giornata della Gioventù,
la mia sola religione è vocazione per il dubbio , IO
non crederò a qualsiasi cosa dica un
Prete! Io non ho voglia di ascoltarti,
Prete! Non hai il diritto di insegnarmi
Niente! Sei bravo ad inventare e a raccontare favole
Per addomesticare le paure della gente!
Non ho bisogno più di credere a un
Prete! Se la Madonna piange sangue, è noia!
Sei bravo e fai di tutto per alimentare, per tenere in piedi
La bugia più grande della storia
La bugia più grande della storia
La bugia più grande della storia
PRETE!