Grillini candidato Sindaco a Roma. E Bologna?
| lunedì 3 marzo 2008 | Scritto da Michelangelo Stanzani - 878 letture |
La notizia della candidatura a Sindaco di Roma dell’on. Franco Grillini a Bologna non è stata accolta con grande gioia. All’assemblea dello scorso 18 febbraio a cui è stata annunciata ai militanti bolognesi, non sono valsi l’accattivante eloquio del buon Grillo e le provate virtù oratorie di scuola socialdemocratica dell’ottimo segretario provinciale dello Sdi (ascoltali nella registrazione di Radio Radicale) ad impedire che la sensazione prevalente fosse quella di incoerenza con l’impegno assunto a Bologna con i Bolognesi.
Sotto le Due Torri, l’autocandidatura del Grillo nell’ambito della pellegrinazione del duo Angius-Boselli (qui in diversa formazione) ha compiuto il miracolo della visibilità socialista in città, stimolando un serio dibattito nella Sinistra cittadina e ottenendo persino l’attenzione e la risposta della Sibilla Cremonese che dalla sua torre eburnea amministra la città. Una grande eco e un vero progetto politico orientato alla vittoria, insomma. Non so sulla stampa locale romana che copertura abbia avuto ed abbia la notizia della candidatura a sindaco di Roma di Grillini, ma a livello nazionale si è faticato a trovarne traccia persino su internet, ad eccezione dei siti gay e del PS. In più, l’opposizione a Ferrara è stata superata dai fatti.
Parlavo di queste perplessità con un compagno con cui ho condiviso gran parte della mia militanza socialista, Guido Padalino, che me le ha confermate tutte, riassumendole nella proposta di candidare Gianluca Quadrana a sindaco della capitale. Mi si perdoni se scriverò ora di Roma, senza conoscerne le dinamiche di potere, le convenienze e le inconvenienze politiche, le ultim’ora. Peccherò forse di ingenuità.
Non credo che candidare Quadrana avrebbe significato bruciare uno dei migliori “giovani” della costituente: le preferenze, Gianluca ha già ampiamente dimostrato nella scorsa tornata amministrativa di saperle raccogliere. Con la sua candidatura si sarebbe, piuttosto, davvero messo a valore il suo lavoro di consigliere, che peraltro ha avuto il momento di massima visibilità proprio con la battaglia per il registro delle unioni civili. La Roma laica ha in Gianluca una voce socialista seria e credibile. Così ci saremmo potuti giocare in maniera davvero nuova una campagna elettorale non certo finalizzata ad eleggere il sindaco, bensì ad essere presenti nelle istituzioni, forti della nostra identità e in coerenza con il nostro impegno sul territorio. Non per fare giocare la primavera quando ormai il risultato è deciso, bensì per dare un segno concreto di cambio di passo, per dare una ragione di più per un voto a un partito dato all’1%. Un po’ come sarebbe per Tommaso Ciuffoletti presidente.
Mentre scrivo queste poche righe, mi aleggia per la prima volta il sospetto che chi decide in materia di candidature consideri l’elettorato laico (e gay in particolare) più sensibile alla forma che non alla sostanza. Sia chiaro, Grillini è sostanza, non forma. Ma forma appare l’uso incoerente del suo nome e della sua storia. Lodevole è senza ombra di dubbio lo spirito di abnegazione del Grillo; opinabile, per chi scrive, il modo in cui il partito lo utilizza. Abbiamo il privilegio di avere tra le nostre fila un leader del moviemnto omosessuale italiano, non vanifichiamo il suo impegno con candidature tra loro poco coerenti e impossibili da spiegare in maniera credibile ai non addetti ai lavori.
“I vote for my class, not for my ass”, dicono le associazioni omossessuali americane. Che si voti per una serie di istanze che si vogliono vedere rappresentate lo dimostra anche il sondaggio di Gay.it, che vede la metà degli intervistati dichiarare la propria intenzione di voto per il PD. E un 5% per il PS (comunque il quintuplo di quando si intervista la popolazione nel suo complesso). E anche per parlare della parte “ass” dei programmi, in pura linea di principio, meglio votare per un partito che mette i DICO nel suo programma e se vince lo attua perché si candida a governare solo, o per un partito che ha nel suo programma il matrimonio gay, ma non avrà mai la forza per introdurlo?
A proposito, che ne è del programma del PS? La logica degli elettori, anche di quelli del PS sempre più potenziali e sempre meno attuali, non è eludibile con dei colpi di teatro: non è possibile presentare un simbolo e una campagna di comunicazione (per quanto azzeccata) come quella di “siamo incazzati”, senza avere un candidato premier e un programma. Non si dica che è colpa dei tempi imposti dalla crisi di governo… ce l’ha fatta persino la Sinistra l’Arcobaleno! Allo stesso modo in cui non si fa una costituente solo tra socialisti per poi pretendere di rappresentare il polo laico, quando liberali, repubblicani, radicali non hanno fatto parte del processo e si vorrebbe aderissiro ora come fossimo un partito dato al 35%.

Ma per favore Quadrana sindaco!!!??? Mi viene da ridere solo mero mezzo delle volantà dell’apparato SDI e burattino in mano al PD per l’approvazione del piano regolatore romano!!! Non sono queste le persone che si devono proporre per il PS!!! Tu sembri un mero strumento della FGS che parla a sproposito!!! Bella con Lillo dillo!!
Ora … sinceramente fatico ad immaginarmi Michelangelo nelle vesti del mero strumento della Fgs …
Caro Lillo se avere coerenza politica significa essere burattini della FGS ben venga essere burattini…. Per chi come Michelangelo e il sottoscritto credono di poter vedere Grillini sindaco di Bologna(nn un candidato di bandiera) fanno fatica ad accettare che il Grillo socialista sia il candidato buono per tutte le città….
Anche io penso che Quadrana fosse il candidato naturale (alle scorse elezioni ha raccolto più consensi della Bonino)! Invece si continua a ragionare secondo logiche di nicchia nella nicchia…
Xkè quello è dello SDI o dell’ass. x la RNP ecc…
E poi ci raccontiamo la menata secondo la quale i socialisti ripartiranno dal territorio (paracadutando membri più in vista che non sono del territorio)!
E la storia del ricambio generazionale?? Se un giovane propone un giovane la risposta qual’è?
è dello SDI, burattino del PD
La politica è un’altra cosa….
Nel momento in cui si sceglie di correre da soli automaticamente ci si smarca da PD..
CREDO SIA NECESSARIO SUBITO DOPO LE ELEZIONI AVVIARE UN CONFRONTO SERIO TRA LE NUOVE GENERAZIONI SOCIALISTE INVECE DI RIMANERE CHIUSI NEL PROPRIO RECINTO….
si anche io….
Quadrana mero mezzo e strumento di che ?? !! Ma senti te che roba tocca leggere …
Manfredi sinceramente è troppo dire che è mero strumento è vero…ma Quadrana sindaco con tutto il rispetto, voglio bene a Michelangelo ma apparireremo ancora come lo “SDI allargato”.Se non si capisce il fatto perché dico Grillini andiamocene via tutti e fa bene la gente a non votarci. Se un socialista non lo capisce che anche l’immagine conta e non solo le idee…Dal 1994 è cambiato purtroppo il modo di far politica!!!
poi se non capite il fatto che Grillini deve essere spendibile solo a Roma andiamocene e lascio a voi, grandi menti tuttala politica romana!!
A me Grillini candidato sindaco va benissimo, mi limito a contestare l’idea che ogni candidatura riconducibile allo SDI denoti una tentazione egemonica dello SDI stesso e, immancabilmente, riguardi sempre e solo persone inutili create politicamente da Boselli e da Villetti. Perchè tu che sei di Roma, Andrea, sai benissimo che Quadrana proprio non è rinconducibile a questa categoria umanpolitica.
Si dice Quadrana percè è giovane a mio avviso in gamba e pazienza se ha in tasca la tessera dello SDI.
Con questo non voglio dichiarare una guerra santa a Grillini ma se prende il vizio di candidarsi anche al comune di rocca cannuccia il buon grillo fa la figura del candidato buono per ogni cosa.
Tra l’altro, qualche mese fa, ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco di Bologna contro Cofferati utilizzando come cavallo di battaglia la sua autentica bolognesità e quindi la capacità di capire i bolognesi a differenza del sindaco che viene dalla bassa lombarda. La questione “etnica” va bene ma se dopo ti candidi a fare il sindaco di Roma la sua “bolognesità” diventa una burletta.
Giù le mani da Grillini, infame Padalino!
meglio Quadrana di Grillini per certi aspetti, anche visto e considerato che è bravo ed è di Roma. Che non abbia ostacolato Veltroni mi sembra naturale, era un’altra fase politica e un altro partito. Ma la vera scelta su cui distinguersi era andare da soli senza appoggiare Rutelli, no dico Rutelli. Rutelli nooooooooooooooooooo.
Ragazzi, io non so se sia bravo o no Quadrana…non ho potuto constatarlo con questo tipo di consiglio comunale a Roma! Però ditemi un altro candidato,perché ad oggi siamo un partito morto se non puntiamo su cavalli buoni (purtroppo) e spendibili… Bologna in questo momento non m’interessa, la battaglia nazionale passa per Roma, perhcé è la città del Sindaco d’Italia, è qui adesso che dobbiamo snidare il PD e far capire le sue contraddizioni!! Cerchiamo di capire ste cose almeno in questa fase,perché Grillini l’ha capito finalmente che è qua che deve partire la nostra politica laica; poi Quadrana sarà bravissimo ma adesso è Grillini il punto fermo del PS. Sono sicuro che non saràun flop,però ci dobbiamo credere tutti noi!
Natalì se la metti così a me de Roma, come dite voi me ne pò fregà de meno… Battuta parte se questo è il tuo approcio metodologico riconfermi tu stesso l’idea che questo sia un partito morto e che non ha nessuna intenzione di resuscitare.
La figura dei cioccolatai la facciamo nel momento in cui candidiamo Grillini per ogni cosa, anche al soglio pontificio. Il nostro problema non è Roma o Bologna ma non far diventare i nostri esponenti come delle mascotte di una specie in via di estinzione
Guido, pur condividendo quello che dici, se Grillini è l’unica carta perché a Roma ci sia una lista laica, anch’io dico… per fortuna che c’è Grillini! Con molta calma, tuttavia, ritengo che dovremmo riflettere seriamente sulle difficoltà che i diversi territori (e le diverse anime della Costituente) stanno incontrando nell’esprimere e/o attrarre intelligenze, donne, uomini che possano rappresentare in modo credibile le nostre idee. Per questo, doppia gratitudine a Grillini, ma con la consapevolezza che tirando troppo la corda si rischia di banalizzare il suo grande valore e di fare perdere un po’ di credibilità alle sue molteplici candidature. Infine, sono contento che i toni della conversazione siano tornati ad essere degni di un labouratorio e non di uno steriale sfogatorio.
A questo punto chiedo: Michelangelo, ti candidi?
No perché son disposto a cambiare residenza per votarti.
devo confessare che chi ha proposto quadrana candidato sindaco (perchè è bravo?!?!?!?) forse ha sbagliato visuale.Visto che quello bravo e di Roma proprio nella notte è fuggito via da giuda per andare a candidarsi nella lista civica per Rutelli (e dico Rutelli?).
La scelta di andare da soli è giusta.
Grillini è e sarà il valore aggiunto.
E’ una sfida difficile chi non se la sente può scappare come quello bravo e di roma.
Io resto, anche se dovessi essere l’ultimo a spegnere la luce di questo partito.
resto perchè non si abbandona un ideale per una poltrona.
resto perchè c’è differenza tra morire per qualcosa e morire per niente.
resto perchè non abbandono la flotta quando sta affondando.
resto perchè sono socialista.
… in effetti Mattia non mi pare abbia tutti i torti eh!
ammetto di avere sbagliato e chiedo venia, Gianluca Quadrana è bravo solo a farsi rieleggere. Io peraltro tenevo soprattutto all’andare da soli, e pur tuttavia mi dispiaceva sinceramente per uno come Gianluca che sarebbe rimasto escluso dalla sua poltroncina. Evidentemente un dispiacere assai malriposto. Mattia ora e sempre: DA STA PARTE NUN SE MOLLA!
ben detto!
Il problema e che i giovani prima di fare politica dovrebbero cimentarsi in un lavoro, in un arte, in una professione (lo dico con convinzione) anche per poter essere indipendenti;
non è bello vedere persone elette a cariche pubbliche grazie ad un partito finire da altre parti ( e Quadrana non è l’unico caso); ma bisogna proprio sedere su una poltrona per far politica ?
credo che dopo le elezioni bisognerebbe approvare un codice deontologico in tal senso.