[Elezioni Usa] Ralph Nader alla riscossa
| lunedì 25 febbraio 2008 | Scritto da Edoardo Ferrazzani - 384 letture |
AA.VV. Public Interest Advocate looking for Presidential bid: Ralph Nader alla riscossa.
Costò la Presidenza USA a Al Gore nel 2000.
Viene bersagliato da anni dai blogger più ferocemente anti-repubblicani che lo accusano di essere una delle cause della vittoria di G. W. Bush sempre nel 2000.
Ralph Nader ci riprova. Lo scorso mese, in un sito ad hoc, il noto avvocato dei consumatori annunciava un exploratory presidential campaign, ovvero un mandato di ricerca di sostegni politici per la campagna 2008, che oggi si è tradotto, al margine della NBC’s ‘Meet the press’, in un annuncio in grande stile, da parte dello stesso Nader, di una candidatura per le Presidenziali Usa 2009.
Il candidato dichiara di essere convinto di raccogliere a sé i ‘delusi’ dei due maggiorenti partiti ( di tabacciana memoria), di porre questioni sul tavolo che altri front runners o semplicemente candidati, non hanno priorizzato nei loro programmi: si va dall’adozione di un’assicurazione nazionale per l’assistenza medica ( in realtà la candidata Rodham Clinton propone qualcosa di simile), all’impeachment per il duo Bush-Cheney, dall’abbandono del nucleare civile e militare alla diminuzione del budget di difesa, sino alla proposta, per il medioriente, della nenia corale bertinottiana, del ‘due popoli due stati’ per i palestinesi-israeliani e del ritiro immediato dall’Iraq.
E ancora la riforma dell’istituto della presidenza della repubblica federale in vista di un bilanciamento in chiave parlamentare del sistema istituzionale, sino alla messa a bando della personalità giuridica, niente di meno che delle corporations di cui Nader, sin da giovane avvocato di interesse pubblico, è stato acerrimo avversario.
(continua…)
Queste le temperature medie registrate questa settimana:
“Sarà ElectionDay”, ha tuonato così il dio della politica – sancito con decreto governativo – e molta gente per strada dice che non sa per chi votare (la fonte non la dico, ma si dai…è la mia giornalaia). Mi sono rimboccato le mani per aiutare il povero elettore a decidere il ‘meno peggio’ , tra i tanti neopartiti. Valutazioni nate dalle mosse politiche pre-elettorali in atto e dalle strategie future.
In queste convulse settimane che stanno precedendo la presentazione delle liste, il Partito Socialista ha subito delle violente umiliazioni da parte degli attuali dirigenti democratici. Partendo da D’Alema passando per Veltroni, l’arroganza con la quale coloro che oggi si presentano al popolo italiano come il nuovo che avanza ci ha fatto ricordare quella del più vetero comunismo. Forse queste dichiarazioni, anche se ci hanno ferito sono state utili; utili a farci uscire finalmente da un silenzio che stava logorando i compagni che sul territorio si apprestano ad affrontare questa difficile campagna elettorale. E così finalmente si è deciso che l’1 e 2 marzo verrà presentato a Roma il programma e lanciato il candidato premier per quella che si preannuncia la più grande campagna elettorale mediatica della storia della Repubblica Italiana; alcune considerazioni per arrivare preparati a questo appuntamento mi sembrano doverose.
-Emma Bonino è del Pd. Stai scherzando?

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