[n.11 - Viviamo strani giorni] Labouratorio…ma ‘ndo va?
| lunedì 25 febbraio 2008 | Scritto da Tommaso Ciuffoletti - 407 letture |

Tommaso Ciuffoletti Premier, la campagna è partita anche sul Riformista. E’ la prova che viviamo strani giorni.
Sono giorni in cui partecipo al Comitato di Radicali Italiani e trovo una classe dirigente che non sa bene come dirigere se non c’è Marco che indica una via.
Giorni in cui mi alzo in piedi per applaudire Sergio D’Elia; non mi era mai capitato e non avrei mai creduto che mi sarebbe capitato così.
Giorni in cui un Comitato di Radicali Italiani non viene interamente trasmesso in diretta da Radio Radicale …
… giorni in cui è meglio così, perchè prima dell’intervento di D’Elia, e poi di Marco (il secondo e il terzo intervento di Marco), il clima era spettrale.
Giorni in cui una Voce dice “Questa è la fine di una storia“.
Giorni in cui Marco è tenuto ad indicare una via, “ma anche” a far intendere che lui è per seguirla come dice lui e non come hanno fatto altri.
Giorni in cui Emma Bonino, durante il suo intervento al succitato Comitato, sente il bisogno di sottolineare, per ben due volte, che lei è felice della candidatura di Ichino col PD, “anche se non condivide proprio tutte le proposte di Ichino” …
Giorni in cui quest’accordo è tutto da capire.
Giorni in cui il Partito Socialista forse si muove.
Giorni in cui chiedo di essere candidato premier … e sono serissimo.
Giorni in cui Labouratorio non smette di essere Liberatorio.
- Walter e Silvio? Mi ricordano Molotov e Ribbentropp -Intervista ad Aldo Torchiaro (Tommaso Ciuffoletti)
- L’Italia e i suoi fardelli economici. Alcuni spunti programmatici (Lidano Lucidi)
- Vuolsi così colà dove si puote – strategie di campagna elettorale (Andrea Pisauro)
- L’Europa dei Diritti Civili: Adozioni a single e conviventi (Andrea Natalini)
- Intervista a Gustav Hofer, regista del documentario “Improvvisamente, l’inverno scorso” (Daniele Baroncelli)
- Kosovo: una questione europea (Federico Boem)
- Ralph Nader alla riscossa (Edoardo Ferrazzani)
- Previsioni del tempo per l’ottava settimana del 2008 (Antonio Albano)
- CONTROELEZIONI: highlights politici ai voti (Andrea Natalini)
- Macellata l’Italia dei due polli, pardon poli (Francesco Maria Gennaro)
- Caro Enrico, dimostra di non essere stato un poltronaio (Peppe Potenza)
- Dialogo semi-serio tra due elettori potenziali (Celestino Di Corato)
- Fede, umiltà, amore (Danilo Di Matteo)
Labouratorio: Numero 11


Prima o poi il countdown doveva iniziare e sinceramente mi aspettavo proprio che partisse dai piani alti europei. Quello di cui sto parlando è l’estensione del diritto di adozione ai single e alle coppie non sposate che potrebbe introdurre la facoltà di adozione anche da parte di coppie gay, ovviamente Stato membro permettendo.
In Kosovo nasce un fiore chiamato bozur. E’ un fiore rosso dal colore sanguigno che il folklore popolare attribuisce al sangue che innumerevoli volte ha macchiato la terra della regione. Nel 1389 il principe serbo Lazar Hrebeljanović formò una coalizione di signori cristiani per fronteggiare le armate del sultano ottomano Murad I. Sebbene Lazar venne ucciso ed il suo esercito sgominato, la morte del sultano lasciò una situazione incerta ed instabile in tutta la regione. Quella battaglia, nella Kosovo Polje (la Piana dei merli), viene ricordata ancora oggi dai Serbi come l’inizio della fine della loro indipendenza ma anche allegoricamente come il sacrificio del popolo serbo per salvare l’Europa dall’avanzata ottomana. E’ una mitologia pericolosa, che vede il nazionalismo più feroce mischiarsi alla dimensione cristologica del sacrificio. Il Kosovo dunque è una delle sedi originarie della cultura e del folklore serbi, ma anche il luogo dei più importanti centri di culto della chiesa serbo-ortodossa come il monastero di Dečani e pur tuttavia la maggioranza della sua popolazione nell’ultimo secolo è di origine albanese. I due popoli sono ferocemente divisi per cultura e tradizioni e lingua ma uniti da una storia comune che rende il Kosovo, mai come altro luogo, l’esempio più eclatante della condizione della polveriera balcanica.

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